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Divina Commedia/Purgatorio/Canto XVI
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=75%|data=4 ottobre 2008|arg=Poemi}}
{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[Divina Commedia/Purgatorio|Purgatorio]]<br><br>Canto sedicesimo|prec=../Canto XV|succ=../Canto XVII}}
''Canto XVI, dove si tratta del sopradetto terzo girone e del purgare la detta colpa de l’ira; e qui Marco Lombardo solve uno dubbio a Dante.''
<poem>
Buio d’inferno e di notte privata
d’ogne pianeto, sotto pover cielo,
quant’esser può di nuvol tenebrata, {{r|3}}
non fece al viso mio sì grosso velo
come quel fummo ch’ivi ci coperse,
né a sentir di così aspro pelo, {{r|6}}
che l’occhio stare aperto non sofferse;
onde la scorta mia saputa e fida
mi s’accostò e l’omero m’offerse. {{r|9}}
Sì come cieco va dietro a sua guida
per non smarrirsi e per non dar di cozzo
in cosa che ’l molesti, o forse ancida, {{r|12}}
m’andava io per l’aere amaro e sozzo,
ascoltando il mio duca che diceva
pur: "Guarda che da me tu non sia mozzo". {{r|15}}
Io sentia voci, e ciascuna pareva
pregar per pace e per misericordia
l’Agnel di Dio che le peccata leva. {{r|18}}
Pur ’Agnus Dei’ eran le loro essordia;
una parola in tutte era e un modo,
sì che parea tra esse ogne concordia. {{r|21}}
"Quei sono spirti, maestro, ch’i’ odo?",
diss’io. Ed elli a me: "Tu vero apprendi,
e d’iracundia van solvendo il nodo". {{r|24}}
"Or tu chi se’ che ’l nostro fummo fendi,
e di noi parli pur come se tue
partissi ancor lo tempo per calendi?". {{r|27}}
Così per una voce detto fue;
onde ’l maestro mio disse: "Rispondi,
e domanda se quinci si va sùe". {{r|30}}
E io: "O creatura che ti mondi
per tornar bella a colui che ti fece,
maraviglia udirai, se mi secondi". {{r|33}}
"Io ti seguiterò quanto mi lece",
rispuose; "e se veder fummo non lascia,
l’udir ci terrà giunti in quella vece". {{r|36}}
Allora incominciai: "Con quella fascia
che la morte dissolve men vo suso,
e venni qui per l’infernale ambascia. {{r|39}}
E se Dio m’ ha in sua grazia rinchiuso,
tanto che vuol ch’i’ veggia la sua corte
per modo tutto fuor del moderno uso, {{r|42}}
non mi celar chi fosti anzi la morte,
ma dilmi, e dimmi s’i’ vo bene al varco;
e tue parole fier le nostre scorte". {{r|45}}
"Lombardo fui, e fu’ chiamato Marco;
del mondo seppi, e quel valore amai
al quale ha or ciascun disteso l’arco. {{r|48}}
Per montar sù dirittamente vai".
Così rispuose, e soggiunse: "I’ ti prego
che per me prieghi quando sù sarai". {{r|51}}
{{§|E io a lui|E io a lui: "Per fede mi ti lego
di far ciò che mi chiedi; ma io scoppio
dentro ad un dubbio, s'io non me ne spiego.}}{{r|54}}
Prima era scempio, e ora è fatto doppio
ne la sentenza tua, che mi fa certo
qui, e altrove, quello ov’io l’accoppio. {{r|57}}
{{§|Lo mondo è ben così tutto diserto|Lo mondo è ben così tutto diserto
d’ogne virtute, come tu mi sone,
e di malizia gravido e coverto; {{r|60}}
ma priego che m’addite la cagione,
sì ch’i’ la veggia e ch’i’ la mostri altrui;
ché nel cielo uno, e un qua giù la pone". {{r|63}}
Alto sospir, che duolo strinse in "uhi!",
mise fuor prima; e poi cominciò: "Frate,
lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui. {{r|66}}
Voi che vivete ogne cagion recate
pur suso al cielo, pur come se tutto
movesse seco di necessitate. {{r|69}}
Se così fosse, in voi fora distrutto
libero arbitrio, e non fora giustizia
per ben letizia, e per male aver lutto. {{r|72}}
Lo cielo i vostri movimenti inizia;
non dico tutti, ma, posto ch’i’ ’l dica,
{{§|lume v'è dato a bene e a malizia|lume v'è dato a bene e a malizia}}, {{r|75}}
e libero voler; che, se fatica
ne le prime battaglie col ciel dura,
poi vince tutto, se ben si notrica. {{r|78}}
A maggior forza e a miglior natura
liberi soggiacete; e quella cria
la mente in voi, che ’l ciel non ha in sua cura. {{r|81}}
Però, se ’l mondo presente disvia,
in voi è la cagione, in voi si cheggia;
e io te ne sarò or vera spia. {{r|84}}
{{§|Esce di mano a lui che la vagheggia|Esce di mano a lui che la vagheggia
prima che sia, a guisa di fanciulla
che piangendo e ridendo pargoleggia, {{r|87}}
l’anima semplicetta che sa nulla,
salvo che, mossa da lieto fattore,
volontier torna a ciò che la trastulla.}} {{r|90}}
Di picciol bene in pria sente sapore;
quivi s’inganna, e dietro ad esso corre,
se guida o fren non torce suo amore. {{r|93}}
Onde convenne legge per fren porre;
convenne rege aver, che discernesse
de la vera cittade almen la torre. {{r|96}}
{{§|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?|Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
Nullo, però che 'l pastor che procede,
rugumar può, ma non ha l'unghie fesse; {{r|99}}
per che la gente, che sua guida vede
pur a quel ben fedire ond’ella è ghiotta,
di quel si pasce, e più oltre non chiede. {{r|102}}
Ben puoi veder che la mala condotta
è la cagion che ’l mondo ha fatto reo,
e non natura che ’n voi sia corrotta.}} {{r|105}}
{{§|Soleva Roma, che 'l buon mondo feo|Soleva Roma, che ’l buon mondo feo,
due soli aver, che l’una e l’altra strada
facean vedere, e del mondo e di Deo. {{r|108}}
L’un l’altro ha spento; ed è giunta la spada
col pasturale, e l’un con l’altro insieme
per viva forza mal convien che vada; {{r|111}}
però che, giunti, l’un l’altro non teme:
se non mi credi, pon mente a la spiga,
ch’ogn’erba si conosce per lo seme.}} {{r|114}}
In sul paese ch’Adice e Po riga,
solea valore e cortesia trovarsi,
prima che Federigo avesse briga; {{r|117}}
or può sicuramente indi passarsi
per qualunque lasciasse, per vergogna,
di ragionar coi buoni o d’appressarsi. {{r|120}}
Ben v’èn tre vecchi ancora in cui rampogna
l’antica età la nova, e par lor tardo
che Dio a miglior vita li ripogna: {{r|123}}
{{Wl|Q18224241|Currado da Palazzo}} e ’l buon {{Wl|Q3761614|Gherardo}}
e {{Wl|Q171144|Guido da Castel}}, che mei si noma,
francescamente, il semplice Lombardo. {{r|126}}
Dì oggimai che la Chiesa di Roma,
per confondere in sé due reggimenti,
cade nel fango, e sé brutta e la soma".}} {{r|129}}
"O Marco mio", diss’io, "bene argomenti;
e or discerno perché dal retaggio
li figli di Levì furono essenti. {{r|132}}
Ma qual {{Wl|Q3761614|Gherardo}} è quel che tu per saggio
di’ ch’è rimaso de la gente spenta,
in rimprovèro del secol selvaggio?". {{r|135}}
"O tuo parlar m’inganna, o el mi tenta",
rispuose a me; "ché, parlandomi tosco,
par che del buon {{Wl|Q3761614|Gherardo}} nulla senta. {{r|138}}
Per altro sopranome io nol conosco,
s’io nol togliessi da sua figlia {{Wl|Q3757243|Gaia}}.
Dio sia con voi, ché più non vegno vosco. {{r|141}}
Vedi l’albor che per lo fummo raia
già biancheggiare, e me convien partirmi
(l’angelo è ivi) prima ch’io li paia". {{r|144}}
Così tornò, e più non volle udirmi.
</poem>
==== Altri progetti ====
{{Interprogetto|etichetta=Purgatorio - Canto sedicesimo|w=Purgatorio_-_Canto_sedicesimo}}
[[cs:Božská komedie/Očistec/Zpěv šestnáctý]]
[[en:The Divine Comedy/Purgatorio/Canto XVI]]
[[es:La Divina Comedia: El Purgatorio: Canto XVI]]
[[fr:La Divine Comédie (trad. Lamennais)/Le Purgatoire/Chant XVI]]
[[pt:A Divina Comédia/Purgatório/XVI]]
[[ro:Divina Comedie/Purgatoriul/Cântul XVI]]
[[ru:Божественная комедия (Данте/Мин)/Чистилище/Песнь XVI/ДО]]
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Discussioni utente:Silvio Gallio
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Silvio Gallio
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/* Siamo sempre in ritardo */ Risposta
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{{benvenuto|firma=--[[Utente:Civvi|Civvi]] 19:03, 13 Nov 2005 (UTC)}}
[[Discussioni utente:Silvio Gallio/Vecchie chiacchiere]]
== Tanti auguri! ==
Caro Silvio,
[[File:Train Cake from AWWCBCB.jpeg|300px|center|thumb|scusa il ritardo: buon compleanno!]]
- '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:45, 2 gen 2016 (CET)
== Vagito rotabile ==
Rotabile inteso come ''rotatorio''.... qui i primi test: [[Pagina:Delle strade ferrate italiane e del miglior ordinamento di esse.djvu/610]]. SE son rose ruoteranno.... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 17:55, 3 mar 2016 (CET)
:{{ping|Alex brollo}}. Apprezzo l'intervento. Poi quando lo capirò lo apprezzerò molto di più (E poi, rotatorio? Immaginerai certo quante cose ruotino...) E io, cosa sono supposto di fare? Intervenire in una tabella? Uhm! Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:48, 3 mar 2016 (CET)
== Re: Sormani ==
Ciao, posso chiedere a livello di curiosità ma la digitalizzazione di un simile archivio è un costo enorme che avrebbe poco senso sostenere per una povera biblioteca comunale che poi non ha nemmeno la garanzia di poterlo legalmente pubblicare in rete (discorso diverso sarebbe se lo facesse un consorzio di biblioteche appoggiato dal ministero). La positivizzazione invece non ho idea quanto costi. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 00:33, 3 mag 2016 (CEST)
== GB e Source ==
Caro Silvio, poiché, come ricorderai, mi occupo anche di Astronomia, la recente notizia diffusa dall'INAF della conferma della presenza di acqua allo stato liquido su 1 Cerere mi spinse a rileggere la voce sul suo scopritore, il concittadino [[Autore:Giuseppe Piazzi|abate Giuseppe Piazzi]] (di cui la Biblioteca centrale della mia ex Facoltà di Ingegneria, oggi Scuola Politecnica, possiede il ''Codice metrico per la Sicilia'', Piazzi Giuseppe ; con una appendice dell'architetto Giuseppe Caldara, 3. ed. corretta ed aumentata, Palermo : Stamp. della ved. Solli e C., 1850). Qui in Source, oltre a varie trascrizioni di testi molto interessanti ci sono anche i rinviii alle digitalizzazioni presenti in Google Books. Il quesito: come ricorderai in itWiki scrissi la voce sulle locomotive statunitensi Chesapeake & Ohio (C&O) gruppo M-1, che nella voce in enWiki rinvia direttamente alle digitalizzazioni pertinenti in Google Books mi pongo il problema, dato che in itWiki ciò è vietato, se si possa predisporre qui una pagina che contenga detti collegamenti, ed eventualmente altro (ma c'è il rischio di sovrapposizioni con Commons, trattandosi di documenti tecnici). Grazie dell'attenzione. Cordiali saluti, --[[User:Alessandro Crisafulli|Alessandro Crisafulli]] ([[User talk:Alessandro Crisafulli|disc.]]) 10:02, 1 lug 2016 (CEST)
:Caro Silvio, grazie della risposta. In sintesi.
Questa è la voce in enWiki: https://en.wikipedia.org/wiki/Chesapeake_and_Ohio_class_M-1 ,
che è stata basata quasi del tutto su quanto rintracciato in GB
Per completezza ecco la voce che scrissi in itWiki: https://it.wikipedia.org/wiki/Locomotiva_C%26O_M-1 , per la cui stesura attinsi a quanto disponibile su carta (e di fatti la nostra è una VdQ).
Cordiali saluti, --[[User:Alessandro Crisafulli|Alessandro Crisafulli]] ([[User talk:Alessandro Crisafulli|disc.]]) 11:06, 1 lug 2016 (CEST)
==RE:So che non hai fatto apposta...==
Mi dici cosa ho fatto per favore; non capisco il tuo messaggio. Ciao --[[Speciale:Contributi/93.40.177.39|93.40.177.39]] 07:51, 24 ott 2016 (CEST)
== Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey ==
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¡Ciao! La Fondazione Wikimedia sta richiedendo il tuo parere su una inchiesta. Vogliamo sapere stiamo sostenendo efficacemente il suo lavoro all'interno e all'esterno del wiki, e come possiamo cambiare o migliorare le cose nel futuro.<ref>Questa inchiesta è sta principalmente pensata per ottenere pareri sull'attuale lavoro della Fondazione Wikimedia, non sulla strategia a lungo termine.</ref> Le opinioni che condividi avranno effetto sull'attuale e futuro lavoro della Fondazione Wikimedia. Sei stato scelto con sorteggio per partecipare a questa ricerca perché vorremmo avere l'opinione della tua comunità Wikimedia. Per ringrazianti del tempi che dedicherai all'indagine, doneremo 20 magliette Wimimedia con un sorteggio tra chi partecipa alla ricerca.<ref>Problemi legali: Non ci sono acquisti previsti. per partecipare, è necessario essere maggiorenni. Patrocinato dalla Fondazione Wikimedia, ubicata in 149 New Montgomery, San Francisco, CA, USA, 94105.Termine 31 gennaio 2017. Nullo ove proibito [[m:Community Engagement Insights/2016 contest rules|Click here for contest rules]].</ref> L'inchiesta è disponibile in diverse lingue e necessita di 20 minuti per essere completata.
<big>'''[https://wikimedia.qualtrics.com/SE/?SID=SV_6mTVlPf6O06r3mt&Aud=VAE&Src=57VAEOP Inizia l'indagine ora!]'''</big>
Può trovare più informazione su [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|questo progetto]]. Questa inchiesta è ospitata in un servizio terzo e è regolata da questa [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2016_Survey_Privacy_Statement|regole di privacy]]. Per favore visita la nostra pagina delle [[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|domande frequenti]]
[[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|Pagina delle domande frequenti]] per avere più informazione su questa inchiesta.. Se hai necessità di altro approfondimento o se vuoi essere ascluso da future comunicazioni su questa inchiesta, per favore manda una mail a: surveys@wikimedia.org.
Grazie!
--[[:m:User:EGalvez (WMF)|EGalvez (WMF)]] ([[:m:User talk:EGalvez (WMF)|talk]]) 23:26, 13 gen 2017 (CET)
</div>
<!-- Messaggio inviato da User:EGalvez (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2016/57-VAEOP&oldid=16205400 -->
<references />
== Cortesia ==
Segui questo link: https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Delle_strade_ferrate_italiane_e_del_miglior_ordinamento_di_esse.djvu?vis=true , dimmi se vedi il binocolino vicino alle due lentine a sinistra, cliccalo e prova a cercare parole (non c'è un pulsante, scrivi la parola/le parole e dai Enter). Scorri col mouse sui numeri pagina e cliccane qualcuno. E sappimi dire! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 14:56, 28 giu 2017 (CEST)
:Gran bel lavoro! Complimentoni! funziona benissimo. Ovviamente hai scelto un testo che mi tocca, eh! E altrettanto ovviamente non aspettarti che io sia del tutto contento. Quando mai è successo? :-) qualche perfezionamento (non necessario ma utile) sarebbe auspicabile. 1) forse è solo il mio browser (qui in montagna uso FF) /computer/windows (7) ma non vedo evidenziate le parole ricercate. 2) il quadretto è bello ed esaustivo ma un po' nei piedi e non riesco a spostarlo (è possibile? Come? Forse metterlo largo, in basso e fare scorrere i numeri?). 3) non sempre "becca" il nunmero giusto, ovvero la pagina contiene la parola ma il numero di pagina del testo non è congruo. Es. Ho cercato "Milano", il quadretto mostra 8-18-25-81-84 ecc. pag. 8 ok; pag 18 invece porta a 17 (che contiene la parola), 81 non vedo la parola che è a pag. 80 sotto l'inamovibile quadretto (controllato in NsO. 4) mi sembra che il click non sia congruo ma forse sono le pagine del nostro testo che non lo sono. Es. cliccando 152 si posizione su pagine 150-151 (che contengono la parola), cliccando pag. 158 va a pag. 156-157 e per andare a 158 (che contiene la parola) devo cliccare su 159 che naturalmente mi dà la stessa schermata per le due pagine) Non vedendo "sotto" il quadretto ho provaro a diminuire la dimensione con il tastino "meno"; si è aperta un'altra scheda di FF ma si è bloccata su aboutblank. Lo stesso avviene aumentando la dimensione. Però sei grande! Grazie. (Ti avviso che sarò computerless fino a lunedi; vado a Milano e altri spostamenti). Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:24, 28 giu 2017 (CEST)
Ehm! a integrazione e dopo aver letto un avvisetto al bar, noto che per vedere apparire il testo (cosa che non avevo notato prima) devi avere una discreta mira perché (a me) il cursore del mouse che è a "I" diventa freccia e fa apparire il piccolo testo (testicolo?) quando centro il puntino davanti al numero della pagina. Ma quantèbbello [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:31, 28 giu 2017 (CEST)
:: 1) Evidenziare le parole ricercate .... magari ci riuscissi, è veramente difficile. 2) alla fine dovrebbe diventare una cosa tipo il "cerca-parole" Internet Archive, grafico; questa è una versione di prova; si sta poco comunque a renderlo almeno trascinabile. 3) I numeri sono le pagine djvu.... lo so che crea confusione. Ho acceso il pc adesso proprio per rimediare.
:: Riprova domani, grazie! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:41, 28 giu 2017 (CEST)
== Pieghevole enorme in fondo a "Considerazioni sulla importanza militare e commerciale della ferrovia direttissima Bologna-Firenze" ==
Se ti può interessare (metà) l'ho caricato qui https://archive.org/details/DirettissimaFig.1-4
--[[User:Divudi85|Divudi85]] ([[User talk:Divudi85|disc.]]) 10:30, 12 ott 2017 (CEST)
== Testi che forse ti interessano ==
Caricato un paio di testi che forse ti interessano : )
* {{Testo|Indice:Le ferrovie economiche d'Europa.djvu}}
* {{Testo|Indice:Delle strade ferrate toscane e del migliore ordinamento di esse.djvu}}
un altro è in coda su IA upload (https://archive.org/details/SulleFerrovieEconomiche)
== Proposta ==
Ti proporrei una roba così: [[File:Screenshot Tu Puoi Farlo.png|right]]. Il "verde" rappresenta un subliminale invito a rendere la pagina verde. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:04, 13 dic 2017 (CET)
PS:Approfitto per segnalarti che dalla sua pagina Wikipedia [[Utente:Rbianchi96]] dimostra interessi ferroviari (mi pare di capire, più orientati alla meccanica): lo conosci? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:09, 13 dic 2017 (CET)
:Sono interessato alle ferrovie in generale (e al trasporto pubblico, in particolare milanese). Se voleste segnalarmeli sarei ben contento di contribuire alla trascrizione (o formattazione o revisione...) di testi a tema ferroviario. --[[User:Rbianchi96|Rbianchi96]] ([[User talk:Rbianchi96|disc.]]) 16:30, 13 dic 2017 (CET)
:: {{ping|Rbianchi96}} [[:Categoria:Ferrovie]] (contributi di Silvio per il 90% abbondante, a occhio) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:56, 13 dic 2017 (CET)
== Regalino prenatalizio ==
Pewr ringraziarti della tua affascinante idea sui SAL 75%, ho modificato eis, aggiungendo un pulsante "Salva" (senza procedere), e anche un piccolo simbolo "fatto" che lampeggia per mezzo secondo dopo il salvataggio con successo di una pagina. Il "salva e retrocedi" a questo punto potrebbe essere inutile. O no? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:56, 18 dic 2017 (CET)
== Re: Ringrazia ==
Ciao Silvio, la parola "business" è soggetta ad errori più di quanto si creda. In questa "survey" ne ho corretto almeno una trentina scritte in modo errato sulle varie wiki. Un errore può sempre capitare....l'importante è che passi ogni tanto l'"ortografo" a rettificare. Saluti e buon 2018, --[[User:Eumolpo|Eumolpo]] ([[User talk:Eumolpo|disc.]]) 09:00, 5 gen 2018 (CET)
== [[wmit:Iscrizioni|Iscriversi a Wikimedia Italia]] ==
Suvvia, non è poi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource:Bar&diff=prev&oldid=2026544 tanto difficile]. :) Aiuta se ti dico che dovremmo avere ancora un po' di spilline e adesivi di Wikisource? :-) --[[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 09:08, 10 gen 2018 (CET)
:Hehehe! Lo so che non è difficile. Sono anche stato iscritto anni fa quando a Bologna si è tenuta un'assemblea(parmi). Allora è stato più facile. Ero lì e ho pagato cash. Mi sembra fosse quel collega di Padova che non c'è più. Non ho mai parlato di difficoltà ma di mia pigrizia. Quando mi ricordo non ho tempo e quando non mi ricordo ... non mi ricordo. Un giorno racconterò al tuo umano l'intera storia. :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:15, 10 gen 2018 (CET)
== Filosofia.... ma neanche tanto ==
IL problema, nella definizione di "Sal 100%", è che prima andrebbe definito cos'è una pagina SAL 75%, ossia una pagina che un contributore considera "a posto" . Chiarito questo, la pagina SAL 100% è semplicemente: "una '''conferma''' che la pagina è '''veramente''' a posto, fatta da un utente diverso". --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:54, 28 gen 2018 (CET)
== Altezza del testo delle pagine in visualizzatore ==
Guarda adesso, la situazione dovrebbe essere migliorata (l'effetto forse lo vedrai fra un po', perchè come sai certe modifiche ci mettono tempo a visualizzarsi). Eliminare del tutto la differenza di altezza delle pagine mi è difficile, ma almeno un passetto l'ho fatto. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:06, 2 feb 2018 (CET)
{{ping|Alex brollo}}. Io sempre apprezzo i tuoi lavori e i tuoi sforzi. Ti confesso che non mi ero nemmeno accorto di questo... difetto(?). Ti esorto a non impazzire sul problema (?) della pagina sussultante. Invece chiedo una cortesia. C'è sicuramente un template tipo "x-smaller" che si seleziona il nick e, cliccando diventa ping. Ma io non 'l'ho' trovo. Non è che si potrebbe mettere nel quadratone in basso, ai piedi di esso in fondo a destra? oppure dopo le firme - che c'è un sacco di spazio-? Posto che non esista un altro metodo che io non vedo, eh! 10Q [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 07:39, 2 feb 2018 (CET)
: OK per il pingetto. per l'altezza pagina in visualizzatore probabilmente ho capito male una tua osservazione, a causa di un mio vecchio senso di colpa per una cosa che avevo trascurato. Comunque sono soddisfatto :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:53, 2 feb 2018 (CET)
:: aggiunto il ping nella prima riga "firme", c'era spazio :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:57, 2 feb 2018 (CET)
{{ping|Alex brollo}} funziona! La mia pigrizia ringrazia. Quanto al visualizzatore, si, sarebbe più bello che la pagina fosse sempre (o quasi) della stessa altezza per evitare di far saltellare la vista; il fondo scuro e la pagina bianca... Ma immagino che con l'htm sia un po complesso (almeno, ricordo che lo era quando non era ancora htm+l-1-2-3 ...) Ma non è grave, dai. Ed è proprio una chicca leggere con quello. ''Ab imo pectore''... [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:35, 2 feb 2018 (CET)
: L'altezza della pagina è veramente complessa da gestire in html; comunque, dipende dal numero di righe di testo e dagli eventuali "blocchi" di altra roba (es. immagini); dipende anche dai margini verticali di ciascun elemento. Per ora ho azzerato i margini verticali dei paragrafi, lo "stacchino" fra un paragrafo e l'altro, e le cose sono migliorate (soprattutto nelle pagine con molti dialoghi, anche Barzini ne risentiva). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:39, 2 feb 2018 (CET)
::{{ping|Alex brollo}} (mUhaha! che bello pingare così). Si ricordavo bene. All'epoca mi interessavo un po' di htm (non ancora "l"), pensa. Poi, dovendo senpre aggiornarmi con i vari aumenti di bellurie (come da Win3 a 95, d'altra parte) la scelta era fra immergersi al massimo e dedicarmi ad altro. Indovina che strada ho preso :D ciao grazie! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 15:43, 2 feb 2018 (CET)
{{ping|Alex brollo}} Continuo qui per una qualche forma di lateralità e per non appestare la tua pagina :-) . Ho usato VIS per copiare una parte di testo (di Cattaneo-Bruschetti) da incollare quiale citazione in un articolo che verrà stampato su carta. Accade che quando incolli nell'editor, lo sfondo che si seleziona assieme al testo viene incollato e diventa nero. Ora, non è grave, basta non usare VIS oppure incollare su Blocco Note e poi ri-copiare (però in queato caso si perde l'eventuale formattazione; corsivo ecc). Detto così, giusto per sapevatelo. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:33, 20 feb 2018 (CET)
::: Grazie della segnalazione! Non avevo mai provato a copiaincollare su un editor (word, I suppose), ci provo e vedo se ci sono soluzioni. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:26, 20 feb 2018 (CET)
:::: Vero su Word, ma solo se copincolli con il Ctrl-V. Prova Click destro, e poi l'opzione incolla: ci dovrebbero essere opzioni, se scegli quella "solo testo" l'odioso fenomeno non avviene. Se poi decidi che "copiaincollare solo testo" ti va bene di default, c'è modo di selezionarlo come comportamento di default di Ctrl-V (pigrone). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:57, 21 feb 2018 (CET)
:::::{{ping|Alex brollo}} Uh! Vero! Non avevo pensato al tasto destro e le sue opzioni. Ottimo consiglio. Poi, che io sia un pigrone non solo lo dico e lo affermo, ma fa pure comodo a Source perchè mi capita così di trovare necessità di scorciatoie adatte alla (mia) pigrizia. E a farti lavorare :) E già che sono qui, ti volevo porre la solita domanda da 60.000 lire (V. Rischiatutto, roba dei miei tempi): Allora, pensi sia possibile mettere un tastino che da VIS apra EIS sulla pagina voluta? Perché VIS è una meraviglia per leggere e anche controllare. Peccato che sia -ovvio- di sola lettura. Poter intervenire subito sarebbe un ottimo viatico alla mia pigrizia. Adesso devo uscire e rientrare di là oppure tenere aperta una seconda finestra; insomma lo sai come funziona. Pensaci... ciao vado alla pappa. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 13:05, 21 feb 2018 (CET)
== formattazione complessa ==
ciao Silvio, ho sistemato [[Pagina:Alfredo_Melani,_Manuale_dell%27ornatista_1896.djvu/73|questa pagina]], come altre del libro, mettendo le scritte che sono in verticali, in orizzontale: invece che in verticale a destra ed a sinistra, in orizzontale in alto e in basso. E' accettata una soluzione simile? grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:46, 17 feb 2018 (CET)
== Gutta cavat lapidem ==
... et silvius cavat alex.
Forse il matrimonio eis-vis si può fare :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:17, 22 feb 2018 (CET)
== Eis news ==
Ho modificato Anteprima dentro Eis, adesso dà l'illusione ottica di essere in visualizzazione (esci con doppio click sull'anteprima e con un click sul bottone Anteprima di eis).
Passo successivo: se Anteprima è aperta, passando alla pagina successiva o precedente resterà aperta e si aggiornerà. Ovviamente sarà aggiornata anche la normale pagina di edit sottostante, immediatamente accessibili. Non è eis chiamato dal visualizzatore.... ma forse è pure meglio. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:46, 4 mar 2018 (CET)
:{{ping|Alex brollo}} - Bel lavoro, al solito (ormai non mi stupisco pù). L'unico rimpianto (per ora, eh! non pensare di passarla liscia) è la mancanza di quel "cerca" puro del visualizzatore. Colpa mia che non ho capito come si usa, ma il 'cerca e sostituisci' mi fa un po' paura. Non ho alcun controllo (o almeno mi pare). Vabbé, per ora ti lascio in pace che sto lavorando fuori Source; appena posso torno e faccio un test con un po' di pagine. Grazie, quindi, ma non dormire... :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:07, 4 mar 2018 (CET)
:: Ti ho attivato l'eis di prova, attendo i tuoi feedback e intanto lo stresso. Una meraviglia per passare SAL 75% - SAL 100% se non ci sono correzioni; fastidioso correggere singole parole, perchè, indivisuato l'errorino in visualizzazione, occorre chiudere la preview, e cercare fastidiosamente la parola in un testo con una struttura diversa. IL passaggio dalla maschera view alla maschera edit è istantaneo ma costa fatica evitabile. Però... se in visualizzazione risulta accettabile la piccola fatica di ''selezionare la parola errata'' forse si può sistemare le cose per editarla direttamente, ''senza chiudere la maschera di anteprima''. Tu che sei pigro, accetteresti questa piccola fatica? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:12, 6 mar 2018 (CET)
{{ping|Alex brollo}} a) Facciamo che mi segno fra i preferiti quell'altra [[Wikisource:Domande_tecniche#View_in_sequence|pagina tecnica]] se no mi perdo fra domende e risposte. Già è difficile on due... b) giustappunto ieri swera ho avuto questo problema. ma ancora non ho testato se e come funziona. Fammi provare una pagina semplice e vediamo se ho capito il funzionamento. Vedo se oggi pomeriggio ce la faccio a provare per un paio d'ore. Poi ti dico. Comunque la mia prigizia è immensa quindi può accettare di tutto. Basta che non esageri. Se esagheri ti mando la bozza del mio ultimo libro in pdf (che non è -ancora?- stampato quindi qui non ci può stare). Così impari. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:08, 6 mar 2018 (CET)
: Ok, tengo aggiornato solo là. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:40, 6 mar 2018 (CET)
== Mail del genio cinese ==
Hai forse ancora la mail del geniale autore di DjvuToy? Avrei da sottoporgli un paio di richieste "toste". --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:44, 3 apr 2018 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} Temo che abbia cambiato ma mo' guardo a fondo. (Già che ci sei, eventualmente digli che posso tradurlo in italiano. Magari gli viene voglia di lavoraci di nuovo :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:46, 3 apr 2018 (CEST)
Ti ho mandato una mail, per ora --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:48, 3 apr 2018 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} Mandata altra mail con presuibile indirizzo recente. (Non mi pace mandare indirizzi qui) ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:54, 3 apr 2018 (CEST)
: Ricevuto grazie. Fai bene, niente email qui se non indispensabile. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:04, 3 apr 2018 (CEST)
== Esortazione ==
Per favore, non strabiliarti, invece.... '''prova'''! Ho bisogno di feedback! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 14:55, 11 apr 2018 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} (?) Sbagliato. Per provare ci sono due ostacoli, uno dei quali insuperabile. Primo ostacolo: cosa devo provare? almeno metti un link, mi sono un po' perso... Secondo ostacolo: non so come dirtelo...Io sono pigro! Devo studiare qualcosa? E provare cosa? come? dove? perché? chi siamo? dove andiamo? e soprattutto chi paga il taxi? --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 15:02, 11 apr 2018 (CEST)
:: Hai ragione. :-(
:: [[Indice:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. II, 1913 – BEIC 1884499.pdf]], apri una pagina qualsiasi SAL 25% e pigia postOCR. Ci sono due parole di doc nella pagina Discussioni indice per un lavoretto fatto meglio. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:56, 11 apr 2018 (CEST)
:::{{ping|Alex brollo}} (continuiamo qui che è meglio) Ehm! Come tu ben sai io sono molto duro di cervice. Come richiesto ho aperto la pag. 225. Appare: immagine a destra (as usual) e testo a sx. (as usual) solo che il testo è tutto circondato da strani comandi che -desumo- sono le coordinate delle varie parole (o che altro). Clicco modifica e le stesse cose si mettono in ordine in colonna come elefanti in trasferimento. Aziono PostOCR Alt+7 e tutto si sistema. Quasi. I nomi dei personaggi sono incolonnati sopra, il testo incolonnato sotto. In Anteprima la situazione è simile. Ho visto la pagina 125 (pdf/131) che hai fatto tu e la situazione è piuttosto differente. Adesso vado a vedere cosa non ho capito. Ne riparliamo. Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:22, 11 apr 2018 (CEST)
Ah NON ho fatto "reorder". Va scritto? e DOVE?. (sarai la rovina dei miei neuroni. Già che ne ho pochi e pigri) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:25, 11 apr 2018 (CEST)
: va scritto, appena entrato in Modifica e PRIMA di lanciare postOCR, immediatamente ad inizio pagina, prima della parola <code><OBJECT</code>. E' una soluzione grtossolana e provvisoria per far pervenire a postOCR il "segnale" di fare una cosa invece che un'altra. Se il sistema sarà implementato in modo serio, ci sarà un pulsante che darà il "segnale" con un click (io ho già un pulsanmte "reorder" che lo fa.... ma tu usi "la bottoniera")?
: Comunque grazie del test, mio conferma che la cosa funzia anche a te, era questo che volevo! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 20:05, 11 apr 2018 (CEST)
::{{ping|Alex brollo}} Funzia? Ah meno male. Se no chissà cosa leggevo :D - Domani, se ho tempo (ma temo che...) riprovo. Quanto alla bottoniera io in basso vedo una barra che -mi par di ricordare- mi hai installato tu nella notte dei tempi. Credo che sia la stessa che usi tu perchè vedo tre tasti per regex e altre piacevolezze che manco so cosa siano. Come si chiama non lo so. Ma fai pure come preferisci, quella barra in basso mi serve essenzialmente per Centrato, autoRi, autoPt Rule. Magari più avanti riprendo in mano tableM. Però devo dire che mi manca tanto un aiuto consequenziale e chiaro, per niubbi perpetui. Salum. Notte --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:42, 11 apr 2018 (CEST)
::: Ok. Adesso la barra in basso (la bottoniera) dovrebbe contenere tutto quello che c'era e in più tutto quello che vedo io. Nota il pulsante "reorder": in un click chiama reorder e pure postOCR. Istruzioni: appena entri in una dele pagine di Metastasio con codice xml, pigialo. Fine. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:32, 11 apr 2018 (CEST)
::::{{ping|Alex brollo}} Si, vedo un sacco di roba. Per tua info, sappi che sembrano esserci alcune ripetizioni di tasti: 2 tableM, 2 AutoRi, 2 Sections, poi un "rule" e un "Sc" dentro le graffe e anche senza graffe. Lo stesso per un RV (se è "Righe Vuote" è doppio pure questo) e AC (Auore Citato?) e forse dell'altro. Ora, preciso che a me non da alcun fastidio, però forse potrebbe esserti utile riordinare un po'. Ma sono 'cavoli' tuoi, eh!. Io non spingo. Grazie. Stasera vedo di riprovare con Metastasio che ho un pomeriggio da corsa :( . [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:22, 12 apr 2018 (CEST)
:::::: Va in Preferenze/Accessori e deseleziona Bottoniera, e vedrai quello che vedo io, senza duplicazioni (avvisiami se ti manca qualcosa). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 14:46, 12 apr 2018 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} - Dunque, ho appena provato sul Metastasio alla [[Pagina:Metastasio, Pietro – Opere, Vol. I, 1912 – BEIC 1883676.djvu/51]]. Ho solo pigiato reorder come hai detto subito prima del testo che c'era. Forse non era la pagina giusta, il risultato è quello che vedi. Solo ho aggiunto i "centrato" e sistemato un paio di scannos. I nomi dei personaggi parlanti sono rimasti nel testo. Proverò qualche altra pagina più tardi (spero, sempre spero). Infine, per la bottoniera dovremo fare due chiacchierre a parte; ci sono cose che non capisco e istruzioni che non trovo. Ma mi ci vuole un po' di tempo per elaborare il problema nel complesso. Ciao! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:20, 13 apr 2018 (CEST)
: Be' è un buon inizio; suppongo che tu non abbia attivato il gadget "memoRegex" perchè postOCR non ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:42, 13 apr 2018 (CEST)
::{{ping|Alex brollo}} Supponi giusto. Almeno credo, oggettivamente non ricordo. Sarebbe bello che da qualche parte (Per esempio qui che poi magari ne cavo un help) mettessi una scaletta delle cliccature da fare. È come la sequenza delle stazioni di Milano dal 1840 al 1864 che per me è banale ma per chi non c'è sopra tutto il giorno... Danke! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 15:46, 13 apr 2018 (CEST)
:::{{ping|Alex brollo}} Dunque fammi capire. 1- apri la pagina; 2- click Modifica; 3 - eis (facoltativo); 4 -Reorder; 5-PostOCR; indi lavoro solito (font, centrati, a destra, a sinistra, rientri, rieschi). Il MemoRegex (qualunque cosa sia) a che punto fa cliccato? Giusto? Ovviamente non del tutto quindi adesso tocca a te :P Buona domenica. v[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:52, 15 apr 2018 (CEST)
:::: memoRegex ''non occorre nemmeno toccarlo'', se lavori su un'opera dove qualcuno l'ha già "alimentato" (come in Metastasio), viene richiamato da postOCR, silenziosamente. Se invece lavori su un'opera nuova, bisogna "alimentarlo"; ma - per quanto non sia difficilissimo - rispetto la tua pigrizia e non te lo spiego. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 14:15, 15 apr 2018 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} Bene, ma sei ambiguo e antriguo, perché mi dici "suppongo che tu non abbia attivato il gadget "memoRegex" poco più su? mi stavo preoccupando. E poi, va bene la scaletta di click? No Source per oggi è domenica e mi fanno lavorare. Ci sentiamo più in là. Salum [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:19, 15 apr 2018 (CEST)
: OK. ''Una volta attivato'', ossia: Preferenze->Accessori->spuntare memoRegex (fallo se non l'hai fatto!) ''non serve più toccarlo'', perchè viene chiamato da postOCR. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 14:28, 15 apr 2018 (CEST)
== Vigezzo ==
La struttura l'ho scopiazzata da casi simili, penso di aver risolto (sempre scopiazzando da testi simili). Il libro è bellissimo :-D --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 22:16, 6 mag 2018 (CEST)
{{ping|Civvì}}. Tu almeno sei brava a scopiazzare. Io ormai gliel'ho data su (dicono qui a BO). Il libro è davvero simpatico. Vedrò di tenerlo d'occhio anche se forse si avvicina un tempo impegnativo (dovrebbe/spero partire la fase finale di editing del mio, di libro) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:32, 7 mag 2018 (CEST)
:In [[Pagina:Cavalli - Cenni statistico-storici della Valle Vigezzo I.djvu/22|questa pagina]] si parla di un testo ferroviario... È tra quelli che già possediamo? Tu sei l'esperto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:30, 6 mag 2018 (CEST)
::{{ping|Luigi62}} Si, l'ho visto ieri mentre pistolavo qualche pagina. Il testo esiste, ed è pure piuttosto importante per la storia della Ferdinandea, la Milano-Venezia. Tra l'altro contiene una particolarità, alla Commissione Zuradelli partecipava anche Carlo Cattaneo e la votazione finale fu unanime per dirottare la linea da Brescia a Bergamo e poi a Monza e Milano Porta Nuova. Molto strano: Cattaneo aveva sempre avversato (anche con una certa violenza verbale) sia il dirottamento sia l'utilizzo di Milano Porta Nuova anziché la sua prediletta Milano Porta Tosa. Il testo è pure scaricabile da Guggol [[https://books.google.it/books?id=c_VSAAAAcAAJ&pg=RA2-PA5&dq=commissione+Zuradelli&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwifjZ7U-_LaAhWmBZoKHTQdBNwQ6AEINjAD#v=onepage&q=commissione%20Zuradelli&f=false]]. Non l'ho mai insertito qui perché è zeppo di tabelle; e le tabelle, come sai, per Source sono un paroblema piuttosto grosso. Se ti va... :D [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:32, 7 mag 2018 (CEST)
== Mi presento ==
Gentile Silvio Gallio, mi hai già visto in Wikipedia, sotto l'identità di Amalia Matilde Mingardo, che adesso è chiusa. Vorrei rispondere alla richiesta che mi hai fatto allora, di passare a questo progetto. Mettiamola così: io sono ipovedente gravissima, per la qual ragione ho testi digitalizzati e ne faccio molti con lo scanner, ragion per cui ho anche quella ""Vita di Costantino" che forse ricorderai. A questo punto:
*Ho esaminato i testi in mio possesso, fatti da me, e avrei alcune opere di Aleksej N. Tolstoj (1) e di D.S. Merezkovskij tradotti in italiano entro il 1946. Però non so se tali testi siano soggetti a copyright per via dei traduttori;
*per la mia particolare condizione, non sempre tengo i cartacei, dopo fatta la correzione (restituzione alle biblioteche, donazione, spappolamento del volume);
*temo che questo progetto sia particolarmente visivo, non sono certa di poter leggere testi con la sintesi vocale, specie i PDF se sono acquisiti come immagine;
*comunque non si sa mai, vorrei che tenessimo contatto. Le nostre biblioteche sono tanto vaste (parlo di quelle per ciechi), che può sempre saltare fuori una sorpresa.
Ti ringrazio, Scrivimi qui (non in WP).--[[User:Danieldanielou|Danieldanielou]] ([[User talk:Danieldanielou|disc.]]) 11:20, 6 giu 2018 (CEST)
== Duchi di Svevia ==
Tutta la combriccola dei duchi in oggetto è sguarnitissima su 'pedia. Ora creo stubbini come se piovesse... --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 12:04, 14 gen 2019 (CET)
== Biblioteca Cesare Pozzo ==
Una delle più belle biblioteche private italiane in materia ferroviaria è quella della Fondazione Cesare Pozzo, che ha ereditato la Biblioteca della Mutua Fuochisti e Macchinisti di Milano. Mio figlio mi ha presentato il presidente che è anche un docente universitario, che ci ha fissato un appuntamento per metà mese. Tu hai qualche idea di come sfruttare questa opportunità? Magari, senza avere fretta, si potrebbe, con l'aiuto di Wikimedia, pensare ad un programma di lungo respiro.-[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 07:24, 31 mar 2019 (CEST)
:Ci provo. Ti farò sapere.--[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 11:37, 31 mar 2019 (CEST)
::Ho incontrato, con mio figlio oggi il presidente insieme al bibliotecario. Si è reso conto della potenzialità di Wikisource e degli altri progetti wikimedia. Martedì pomeriggio continuo l'incontro. Magari si individuano le opere da cui cominciare.[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 17:24, 12 apr 2019 (CEST)
:::Il discorso sta andando avanti molto bene. Ho coinvolto anche Wikimedia Italia che sembra disposta a concedere un microgrant: mi sembra molto bello. non tanto per la cifra modesta, quanto per un interessamento della comunità. Se tu riuscissi ad avere il tempo di fare un salto a Milano potresti collaborare a scegliere ''de visu'' i testi da cui iniziare. Poi da Alex bisogna darsi dare le specifiche di una ''buona scansione''-[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 06:26, 25 apr 2019 (CEST)
::::L'accordo con la Biblioteca Cesare Pozzo sta decollando. In particolare si dovrebbe partire (oltre che da tre opere di Cesare Pozzo) dalla scansione di una serie di Album delle locomotive, ricche di disegni tecnici. In genere il formato dei testi è 24x36. Dove trovo le specifiche da usare nelle scansioni per ottimizzare il risultato?---[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 08:46, 31 mag 2019 (CEST)
== Come.... ==
Vedo che hai iniziato la rilettura del vecchio libercolo e che procedi .... ''come un treno!'' :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:08, 4 mag 2019 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Beh, si, merito dell'OCR che hai fatto e che lascia pochi errori. Una volta che mi ricordo di non usare quella combinazione di tasti che sai, per andare avanti veloce si cammina bene. Lascio indietro le pagine con formattazione un po' più complicata che una volta avrei fatto senza difficoltà. Ti aspetto su quelle due o tre pagine con tabella che per te sono cavolate, ma per me no. Mi stavo chiedendo se il template "autoRi" non si poteva mettere assieme al "autoPt" nella colonna di sinistra o meglio nei tastini di formattazione qui sopra. Forse c'è ma non lo vedo... Ciao e grazie! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:10, 4 mag 2019 (CEST)
:: AutoPt non serve quasi più, perchè Candalua ha fatto in modo (operando ai "piani alti") che le parole interrotte fra una pagina e l'altra si "congiungano" da sole (purchè il trattino sia l'ultimo carattere della pagina precedente e la seconda parte della parola sia esattamente all'inizio della pagina successiva, senza righe vuote): autoRi non serve mai, perchè è richiamato automaticamente da postOCR (richiede solo che ci sia RigaIntestazione nella pagina fronte o retro corrispondente prededente). Ho adocchiato le tabelle, quelle ferroviarie non sono mai banali, ma ce la faremo. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:08, 5 mag 2019 (CEST)
:::{{ping|Alex brollo}} Come vedi, allora, sono rimasto indietro. Uno dei problemi è che in certi casi se non salvi non riesci a vedere cosa realmente succederà. Quindi ieri, non vedendo movimento Pt e Ri mi sono un po' attivato. Adesso provo a fare un paio di pagine (poi devo andare a Milano) e vedo come funzia. Salum --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:57, 5 mag 2019 (CEST) P.S. "Ctrl + freccia dx" continua a generare apostrofi. anche in questa pagina. In basso ci sono alcuni pulsantini che credo siano "tuoi" (da sx sono: ml, Xml, Reorder [...] fino a Sections, TableM e Pg). A livello di tentativo, riesci a toglierli che vediamo cosa accade? ricordo confusamente che anni fa tu mi abbia pistolato le preferenze. Le avevo riportate al predefinito ma questi sono misteriosamente rimasti. Boh. ciao!
:::: I pulsantini dovrebbero essere spariti, ho disabilitato la riga in [[Utente:Silvio Gallio/PersonalButtons.js]]. Poverini, però.... :-( --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:01, 5 mag 2019 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} Stavo per chiudere. Mica ho detto che è colpa loro. Semplicemente ho azzerato (quasi) tutte le impostazioni, appena ricomincio provo a vedere se è cambiato qualcosa. Poi vedremo. Dispiace anche a me qui cosini sono utilissimi. Speremm, dicono a MI. ciao --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:11, 5 mag 2019 (CEST) (Grr perchè non pinga giusto? Mo' non ho tempo salutoni --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:13, 5 mag 2019 (CEST) TROVATa la graffa. vabbé.
::{{ping|Alex brollo}} Ciao. Scrivo qui per continuità. Ho un po' terminato il lavoretto. In effetti il tuo OCR è stato determinante per la velocità. Ma soprattutto sono stati determinanti i tuoi giochini. Restano piccoli interventi che però non so come effettuare: Le tabelle, piuttosto semplici perfino per me (grazie al TableM), sarebbero da controllare ci sono aspetti che non mi convincono (da pag. 76 a 83 circa), altro coso è la formattazione dei titoli. Per finire una chicca per quelli informati: in questa pagina [[Pagina:Strade ferrate da Milano a Venezia e da Milano a Como di quelle progettate in Italia.djvu/119]] si parla di un anonimo. Però io sono sicuro che si tratti del nostro Luigi Tatti e la bibliografia in 'Pedia lo conferma. Purtroppo non abbiamo il testo per bluizzare il link (e penso che sarà dura procurarselo visto che credo ci sia una copia solo alla Sormani di Milano). Io ho "risolto" come vedrai. Se non va bene cancella. Ah, ho aggiunto una piccola cosa nelle Note della Pagina Indice per evitare contestazioni future ed eventuali. Infine: tu dici che "autoRi" non serve; ma a me, verso la metà del lavoro aveva smesso di funzionare (se vai a vedere le ultimi modifiche vedrai che ieri ha salvato a raffica per far ripartire il giochino. Probabilmente forse non so, derivato dalla mancanza di numero in una pagina che era senza. Comunque non avevo i tastini (sai la storia) che adesso appaiono e, senza di essi, ho avuto le difficoltà del newbye. Perché non metti il link nella colonna a sinistra sopra o sotto AutoPt? Salutone ringrazioso. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:54, 12 mag 2019 (CEST) P.s. È una soddisfazione vedere che il libercolo è già al primo posto di Guggol!--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 15:04, 12 mag 2019 (CEST) Peccato che sia quello scansionato alla Biblioteca di Vienna hahaha! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 15:04, 12 mag 2019 (CEST)
::: Due tabelle presentavano una difficoltà serissima ed "infida" (cella con testo lungo spezzato in due pagine) e difficoltà più piccole (virgolette e lire allineata sul fondo, e non in cima alla cella: il template <nowiki>{{cs|B}}</nowiki> significa: '''c'''ell '''s'''tyle='''b'''ottom). Per i problemi di gadget et al. toccherà vederci col tuo pc, altrimenti non ne veniamo fuori.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:20, 12 mag 2019 (CEST)
::::{{ping|Alex brollo}} Si, infatti ero un po' (non troppo) disperato. Dopo il tuo intervento sono rimasti ancora dei problemini piccoli. Excel aveva giustamente letto in numeri come ... numeri e toglie gli zeri dopo la virgola, adesso li ho ripassati. Poi ho risolto (?) l'allineamento delle cifre a destra mettendo il template ogni cella (fatto bene? C'è altro metodo più elegante?); il template che manda in bottom lo devo ancora imparare, ovvero devo capire come e dove inserirlo, perché ci ho provato (nelle pagine precedenti ci sono alcune celle che lo richiedono) e ha sballato la formattazione. Ci deve essere un punto più preciso, ma se me ne viene il "tempo" ci arrivo, grazie. Per i gadget per ora vado bene, in basso si vede una serie che va da "centrato" a "tableM", immagino sia roba che mi hai agganciato anni fa. Ok lascia stare che sono felice. Per questi tastini (e altri?) avrei un suggerimento: sarebbe possibile fargli un fondo ''leggermente'' colorato? tipo celestino o rosa o che ti pare. Ora come ora si vedono poco (io, che so che ci sono, li noto con difficoltà) e forse un po' di evidenza... boh. Ciao [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:46, 13 mag 2019 (CEST)
== Ranco ==
[[Il Parlamento del Regno d'Italia/Luigi Ranco|Carneade]], chi era costui? -- Anonimo Romano
Salam eleikum --lo istesso
== Giorgio Ciani ==
[http://www.socnumit.org/doc/Numismatici/CIANI_Giorgio.pdf] Conosci? Se faccio una wiki-bio scrivi qualcosa sulla sua attività di ingegnere oppure come ingegnere è un illustre signor nessuno?
Grazie per un cenno di risposta. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 10:53, 2 set 2019 (CEST)
:{{ping|Carlomorino}}. Caro Carlo (chissà quante volte te lo sei dovuto sorbire... :) dapprima rinnovo gli auguri di buon compleanno, dasseconda mi piace deluderti sul ingegnero. Magari sarà stato pure bravo ma lavorando alle rotaie turche (da quanto leggo) risulta un tantinello fuori dai normali circuiti "storici" di noi poveri italici. Di ferroviario non risulterebbe nessuno scritto in italiano. Datterza speravo che fosse uno effettivamnte importante nella storia delle ferrovie italiane in quanto propugantore delle prime linee che dovevano attraversare l'Appennino e la battaglia fra Pistoia e Prato per ottenere il collegamento con Bologna. Invece abbiamo Ciacci, Cialdi, Ciampa, Ciampi, Ciappa, Ciardi. E forse ne dimentico qualcuno. Ciani lo vedo citato qui in Source per cose tridentine, ma credo che tu lo abbia già scoperto. Anyway, un salutone te lo assorbi, dài. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:26, 2 set 2019 (CEST)
Grazie per la pronta risposta e per gli auguri. Evidentemente è più rilevante come numismatico che come ingegnere ferroviario. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 09:10, 3 set 2019 (CEST)
::{{ping|Carlomorino}}. Ovviamente non sono in grado di valutare la rilevanza numismatica. Ma nemmeno quella ingneristica. Magari in Turchia ha fatto cose notevoli. Vallasapé. Purtroppo non saprei nemmeno dove cercare notizie sul soggetto; a differenza di molti italiani (governativi) conosco i numeri arabi :) ma non il turco. Salum [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:39, 4 set 2019 (CEST)
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== Settembrini ==
Tutto tuo: [[Indice:Settembrini - Protesta del popolo delle Due Sicilie.djvu]]. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:17, 7 dic 2019 (CET)
:{{ping|Alex brollo}} Sei grande! Dovrebbero pagarti. E anche salato. Grazie, mi metto all'opera. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:16, 8 dic 2019 (CET)
== sconoscenze acquisite ==
Bah, mi ero scritto sulla mia pagina (la fretta) Lo so che non si dovrebbe cancellare ma mi pare stupido tenerlo. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:58, 5 feb 2020 (CET)
== [[Autore:Filippo Cerroti]] ==
Cognosci? Ferroviario comme te. Ma soprattutto "patriotta della repubblica romana". Hai un minimo di notizie per fare una biografia dell'eroe? (su WP)
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:43, 17 feb 2020 (CET)
{{ping|Carlomorino}} Mi dispiace. Sono abbastanza informato sulle ferrovie del Lombardo-Veneto, so qualcosa di quelle del nord Italia e Toscana. Per il resto ho qualche piccola nozione raccogliticcia. Di questo mi ricordo di aver letto qualche pezzo del saggio sul Monte Arioso e (paradossalmente) di quello sugli argini del Tevere. Ma come biografia proprio zero. Sorry. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:14, 17 feb 2020 (CET)
Voi padani sempre uguali.... :-)
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:27, 17 feb 2020 (CET)
== Commedie di Goldoni ==
Se mi sto dedicando alle Commedie di Goldoni, è anche per il fatto che ho applicato una serie di "complicazioni tecniche" che mi facevano sentire un po' in colpa. Ti chiedo quindi: ti sei ritrovato? Hai avuto difficoltà? Hai trovato cose incomprensibili, accontentandoti del fatto che in qualche modo più o meno misterioso funzionavano? E se è così, ti è sembrato frustrante? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 19:52, 30 mar 2020 (CEST)
== Suggerimento ==
Prova a copiare nella tua pagina [[Utente:Silvio Gallio/common.js]] questo codicillo che io trovo comodo (ne ho accennatgo in Bar tecnico):
<pre>
$(document).ready(function() {
if (mw.config.get("wgCanonicalNamespace")==="Index"||mw.config.get("wgCanonicalNamespace")==="") {
$("a[title='Pagina:']").each(function(){$(this).attr("target","pagina");
});
}
});
</pre>
Poi apri una pagina Indice o una pagina ns0 e clicca un link a nsPagina. La aprirà in un’altra scheda, e in quella scheda si apriranno altri link verso nsPagina, lasciando aperta la schedxa con Indice o ns0 per ulteriori click su altre pagione. Almeno.... dovrebbe. —[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:35, 20 apr 2020 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} So che lo fai perchè mi vuoi bene ma io sono terrorizzato dall’idea di pistolare certi comandi. L’ultima volta per tornare a vivere in modo decente ho dovuto resettare il S.O. e, come ormai ho troppo ripetuto, c’è ancora quel giochino (utile peraltro) che mi spara automaticamente l’apostrofo tipografico. Non ho paura di rovinare niente nel computer ma "E se domani" devo scavare in posti innominabili per recuperare "la perduta felicità" (cit.) sarò obbligato a '''pensare''' e perfino per intere mezze ore. Mi avrai sulla coscienza. Ok ci provo però se copio la pagina e la incollo nel blocco note, se va male e la ributto dentro sono salvo? Vado, eh! Vado...:D —[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:02, 20 apr 2020 (CEST)
::{{ping|Alex brollo}} Mah, sembra che funzioni. (se ho capito cosa dovrebbe fare). Posso togliere la mano da sotto? —[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:11, 20 apr 2020 (CEST)
::: Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Sei tu che mi hai ispirato questa cosa, con il tuo giustificato lamento sui voi/vol, poi/pol ecc. Carcando le parole dubbie con il "cerca" del browser, in ns0, è una meraviglia, soprattutto se la pagina ns0 che stai scandagliando resta aperta.... sei un bel Muso (Musa ispiratrice, ma di genere maschile). —[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 19:53, 20 apr 2020 (CEST)
::::{{ping|Alex brollo}} Che bella coppia! Il braccio e la mente (decidere come si divide:P). Davvero non ho capito cosa c’entro io. Certo è più comodo ma la funzione cerca non ho capito cosa c’entri. Proverò a capire quando avrò tutte e due le mani libere....Brrrr! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:42, 20 apr 2020 (CEST)
:::::: Non usi mai la funzione "cerca" del browser? Sia su Firefox che su Google si apre con Ctrl-F. Il bello è che cerca ignorando gli accenti; quindi " voi" evidenzia, ad esempio, anche " vòi" (sempre sbagliato) che " vôi". Un clicketto sul link alla pagina in modifica... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:24, 20 apr 2020 (CEST)
:::::{{ping|Alex brollo}} ('''conflittato'') la uso si, come credi che abbia fatto finora? Però Se clicco su una stringa evidenziata non succede niente. Ti racconto il mio tentativo. Sarò sfigato io... Succede ciò: Chrome - Apro la '''pag.Indice''' di Goldoni e da lì clicco su ''Introduzione'' e apro in NS0, poi ctrl+f, nel quadretto scrivo goldoni e si evidenzia bel bello un sacco di (22) volte. In quella pagina clicco sotto l'intestazione su "Prefazioni(bla bla)" = '''NON''' si apre una nuova pagina, e "ctrl+f" apre il quadretto con scritto dentro goldoni ma NON cerca e- ovviamente- non trova le sette occorrenze. nemmeno rilanciando questa pagina ergo devo riscrivere goldoni (Ma ciò accade solo con Chrome; con FF la cerca funziona -altro mistero). Se clicco sui link a un "autore citato" viene fuori -ma va?-... esso Autore Citato, ma ''senza cambiare pagina''. Sempre la stessa. Allora è meglio usare il tasto destro, no?
'''Correggo!!''' Si adesso ho capito cosa si ottiene. Avevo capito che in seconda battuta bisognasse cliccare sul link o sulla stringa. OK funziona, Però purtroppo solo un pezzetto alla volta.
:::::Quello che mi piacerebbe, ma immagino che non si possa, sarebbe partire dalla prima pagina o altro punto di interesse (ad es. in NS0) e, impostata la stringa, poter andare avanti pagina per pagina anche fino alla fine del testo (o quanto vuoi). Adesso, essendo il pentolone diviso in tomi ed essi in sottotomi, e sottosottotomi ciò è impossibile. Il top sarebbe che, trovata una stringa sbagliata ("voi" Vol" ecc.), si potesse entrare in Modifica (magari in un altra pagina, magari!) e modificare, salvare e tornare alla pagina con cui stai cercando. Spero che (tu) abbia almeno capito la sequenza. Perché io sto precipitato. salutazione [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:30, 20 apr 2020 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} Immagino che il cerca del browser non possa andare oltre la pagina che uno ha richiamato sul monitore quindi la speranza, temo, sarà destinata a restare tale. Ho cercato "voi" nel primo atto del"Uomo di mondo" e ho trovato tre o quattro errori. è già buono ma, appunto, lo ottenevo con il tasto destro. Peccato che non si possa far partire EIS in automatico nella pagina di modifica. Vabbé chi si contenta gode. O come godo :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:55, 20 apr 2020 (CEST)
: Giusta osservazione, mio Muso... a eic manca proprio un campetto dove mettere un numero pagina per "saltarci sopra". Non c'è perchè all'inizio ero concentrato sull'edit in sequenza, ma più volte mi è capitato di desiderarlo. Tieni conto però che i link a Modifica delle pagine in ns0 già aprono la pagina linkata in modifica, quindi il vantaggio sarebbe minimo.
: Piuttosto, per opere suddivise in sottopagine, potrebbe essere utile lavorare su una transclusione globale temporanea, aperta in una propria sandbox. Basta entrare in modifica su una roba come [[Sandbox]], scriverci dentro qualcosa come <nowiki><pages index="Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu" from="377" to="438" /></nowiki> e aprire Anteprima per avere la transclusione degli interi Morbinosi e farci le opportune ricerche. Non serve nemmeno salvare la pagina provvisoria!--[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:19, 21 apr 2020 (CEST)
:: Però la tua osservazione che "cliccando sulla parola evidenziata non succede niente" è suggestiva. E' '''bellissimo''' che non succeda niente; potremmo fare in modo che succeda qualcosa ;-) (tipo aprire in modifica la pagina che contiene la parola cliccata). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:26, 21 apr 2020 (CEST)
:::{{ping|Alex brollo}} Abbi pietà, fammi finire l'interminabile nota storica dell'avaro fastoso poi ragiono su questa situazione. Temo che si debba partire da una revisione dell'intero marchingegno. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:31, 21 apr 2020 (CEST)
::::{{ping|Alex brollo}} ciao! Mi sto divertendo con Goldoni e nei tratti in dialetto spesso ritrovo cose linguistiche della mia nonna e che non ho più sentito da oltre 60 anni. (La più bella è stata la "Marantega" che la ''madleine'' di Proust gli fa un basso a destra). Ciò detto, per staccare un po', sono ritornato su questa pagina. Non lo ricordavo è ho con felicità scoperto che nel Visualizzatore (eic?) se clicco su una stringa si apre la finestra di edizione. Bellissimo! finora usavo "eis" ma questo gioco sul visualizzatore si presenta molto più "meglio".
::::Posso però "musarti" un giochino che renderebbe il tutto bellamente rapido e aiutante? Sempre se possibile,. eh!. Ok io clicco su una parola, si apre la pagina, però quella parola me la devo cercare, (anche fuori dal quadro di edizione?). Data la mia veneranda età sono sicuro che così, perdo il filo (già un po' lo perdo con "eis") Domanda: ''Non è che quando si apre la detta finestra si potrebbe avere anche evidenziata quella parola (o frase) anche dentro di essa''? Così la si beccherebbe subito e il lavoro si snellisce di molto assai. Il massimo, poi sarebbe che si potesse vedere l'anteprima delle due pagine (se ce ne sono due) e controllare che le giunzioni fra la fine della prima e l'inizio della seconda siano congrue. Ma per ora mi basterebbe l'evidenziazione... :D Salut. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:48, 12 mag 2020 (CEST)
::::: {{ping|Silvio Gallio}} Interessante; ci penserò. Al momento, un click un ''qualcunque punto'' della pagina in Visualizzatore la apre in modifica in un'altra scheda. Quello che chiedi non è "impossibilissimo" ma è laborioso. Se però selezioni e salvi (Ctrl+s) e poi, arrivato nella pagina, cerchi con Ctrl-f, copiaincollando nel campo Cerca con Ctrl-v, ti risparmi già adesso una laboriosa ricerca "a occhio nudo". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 20:04, 12 mag 2020 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} LOL!Bella roba| Le cose facili le so fare anch'io se mi ci metto. Sei tu che "''tenetur ad impossibilia''" [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:35, 12 mag 2020 (CEST)
::{{ping|Alex brollo}}. Ehm... Sembra incredibile ma mi accorgo di aver detto una stupidaggine :D. Quel lavoro sul Visualizzatore è sì comodo, ma solo se, leggendo, trovi qualche errore di battitura o simile. Per una rilettura "seria", in realtà non serve per il semplice motivo che non hai le due visualizzazioni (NS0 e Pagina). Meglio sarebbe se questo trucchetto, di evidenziare il punto dolente, lo si potesse ottenere in "eis" che (io) uso sempre ed è un ritrovato eccezionale per ciò. Io opero così: in genere uso l'"Anteprima" con a lato il djvu. È estremamente più facile perché toglie tutti i comandi e alleggerisce. Però - appunto- non permette di correggere direttamente. Ergo se evidenziassi il punto dolente e cliccando apparisse "wikitesto" con il relativo 'marone' bel bello, avrei dei tempi di ricerca molto più contenuti. Hai presente quando le note sono a fondo pagina o altrove e per trovare il "ref" diventi matto? ecco.. .L'altro miglioramento (ammesso che lo sia e che sia possibile) sarebbe quell'anteprima di due pagine (o due mezze pagine) per controllare la corrispondenza fra fine pagina e inizio pagina successiva utile -imho- per gli acapo, note e margini altre piacevolezze. Ciao! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:55, 14 mag 2020 (CEST)
::: Resto perplesso. Se usi eis e ti metti in anteprima, cosa succede se ''selezioni un paio di parole''? E se fai ''un doppio click su una parola?'' Se non succede niente c'è un problema; se invece ti si apre un piccolo campo modificabile, prova a modificare il testo (e poi fai un click su qualsiasi parte della finestra di edit). Non è certo il potentissimo Visual editor di mediawiki, ma è un trucchetto modesto, ma utile. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:40, 14 mag 2020 (CEST)
::::{{ping|Alex brollo}} Grrr! È circa quello che volevo. Ma quando ho cliccato (tempo fa e per sbaglio) mi è semplicemente apparso quel quadretto di windows con una piccola tastiera e qualche domanda. Avevo anche provato a fare un "copia" con risultati nulli. Non mi era chiaro per niente che si poteva editare. Uffa! Mo' lo so. Grazie. ciao! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:28, 14 mag 2020 (CEST)
::::: E' un giocattolo, ma non malaccio... avrai notato che il testo in visualizzazione, dopo un secondo, si adegua alla correzione. E si adegua anche con alcuni dei tool, tipo postOCR, restando sempre in visualizzazione. Attenzione: non funzia se nel testo selezionato c'è codice template o altre stranezze. Questo è il suo limite principale, rispetto al suo "fratello maggiore": è editabile solo il puro testo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 17:31, 14 mag 2020 (CEST)
@Alex brollo, Il tuo giochino l'ho usato per le ultime pagine delle ''Donne de ca' sua'' dopo che me l'hai setgnalato. Piuttosto buono. Per mè è sufficiente, le cose più articolate le posso sempre fare col vecchio sistema. L'editor di wiki l'ho provato in 'Pedia e l'ho cancellato subito. Mi sembra il Word in DOS 2.2 che avevo prima che inventassero il disco rigido... Grazie! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:59, 14 mag 2020 (CEST)
== Ferrovie papaline ==
Forse ti interessa (ma magari non te ne fotte una beata minchia)
[[Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/292]]
Se vedi tutto il capitolo c'è anche il mio trisavolo (L.F.) tra quelli che fecero perder tempo a sua santità, papa Mastai Ferretti, in arte Pio VIIII.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:34, 14 mag 2020 (CEST)
::{{ping|Utente:Carlomorino}} Bello! Certo che mi interessa. In prospettiva stavo appunto pensando di lavorare sulle ferrovie del papa. Ho già un articolo su un progetto di stazione di Roma nel 1846 (appena arrivato Pioix), se ti può interessare ti mando il pdf. Gratis (ce l'ho, vero, il tuo indirizzo?. Roba di Blasi e Petitti e altri c'è anche qui su Source. Mo' vedo con calma. Semmai ti bersaglio. Grazie [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:55, 14 mag 2020 (CEST)
Al momento mi interessano più "li giacubbini". --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:22, 14 mag 2020 (CEST)
== SALometro goldoniano ==
{{SALometro|0|3|0|41|74}}
La serie cronologica in [[Discussioni autore:Carlo Goldoni]] :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:32, 22 mag 2020 (CEST)
== Si prega di controllare la tua email ==
Gentile {{PAGENAME}}: Si prega di controllare la tua email! Oggetto: "The Community Insights survey is coming!" In caso di domande, inviare un'e-mail a surveys@wikimedia.org.
(English: Please check your email! Subject: "The Community Insights survey is coming!" If you have questions, email surveys@wikimedia.org.)
Really sorry for the inconvenience, [[:it:Wikipedia:Bar/2020 09 25#Heads-up_about_MassMessaging_for_annual_survey|you can read about my explanation here]].
[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[User talk:MediaWiki message delivery|disc.]]) 14:58, 25 set 2020 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Samuel (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Samuel_(WMF)/Community_Insights_survey/it&oldid=20478158 -->
== RE: Goldoni ==
La pagina che ho modificato io non aveva il tmp maiuscolo (es.: {{sc|Filippo}}) quando stavo editando; per questo li ho maiuscolizzati. Mah! Ci farò attenzione. --[[User:Eumolpo|Eumolpo]] ([[User talk:Eumolpo|disc.]]) 17:29, 24 ott 2020 (CEST)
== FS ==
Chette credi? D'esse l'unico che s'interessa de trenini?
[[Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani I.djvu/189]] e segg.
Un abbraccio e un bacio (rigorosamente con mascherina) --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:45, 9 nov 2020 (CET)
== Lafinediunregno ==
''Nuntio tibi gaudium magnum'':
[[Pagina:La fine di un regno (Napoli e Sicilia) II.djvu/89]].
Tutto il capitolo che segue parla di reffovie, reffovieri, ingegneri, quisquilie e pinzillacchere varie. Perfino di Alfonso C. che ha rischiato di nascere direttamente sul 1° treno italiano.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 09:41, 25 feb 2021 (CET)
== Link e immagini ==
Gentile Silvio Gallio,
grazie per la risposta [[Discussioni_utente:Nomituttipresi|nelle mie discussioni]]. Ho visto la tua risposta riguardo alle immagini nella [[Discussioni_utente:Accurimbono|pagina di Accurimbono]], quindi nessun problema, mi occuperò della trascrizione. Però, magari, potrei chiederti un'altra cosa: qual è la politica di wikisource riguardo ai link? Il testo in questione è [[Indice:Lettere_e_testimonianze_dei_ferrovieri_caduti_per_la_patria,_1921.djvu|questo]]; come vedrai, è fatto di nomi, luoghi, testimonianze di battaglie e nomi di brigate o comunque di reparti dell'esercito. Come mi comporto a riguardo? Spero di essermi spiegato abbastanza bene, grazie in anticipo per la risposta. Buona giornata --[[User:Nomituttipresi|Nomituttipresi]] ([[User talk:Nomituttipresi|disc.]]) 17:17, 13 mar 2021 (CET)
== Segnaloti ==
[[La fine di un Regno/Parte III/Documenti vol. I/XXI]]
Metti che, invece che sulla pallavolo, magari ti salta il ghiribizzo di scrivere qualcosa sulle ferrovie.
C'è anche quello appresso.
W la pallavolo.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:48, 26 mar 2021 (CET)
== scambio idee ==
Hai ragione Silvio, ho sbagliato pagina di discussione. Se scrivo qui dovresti ricevere un avviso anche se non metto il ping. Dammi conferma per favore. Avevo visto gli altri tuoi scrittim ma formalmente come hai fatto?: come si fa a comunicare a OTRS che il testo caricato ha la liberatoria CCBYSA dell'autore? quale mail usi? grazie e ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:00, 3 mag 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}}. Esatto. Infatti ora mi è arrivato il segnalino. Ma va bene anche nell'altra Discussone (e in qualsiasi altra pagina) solo che il detto segnalino non arriva e ci vuole il ping. Ciò detto, per l'OTRS c'è una procedura in Wikipedia che vale per tutti i progetti. Sono passati anni da quando l'ho usata e ormai frequento poco. Qui (mi auguro) [[w:Wikipedia:OTRS]] dovresti trovare tutto. Ciao![[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:33, 3 mag 2021 (CEST)
== Pancaldi - Idea di progetto di una supposta strada ferrata nella provincia di Bologna ==
A proposito di testi brevi, ho adocchiato l'[[Indice:Pancaldi - Idea di progetto di una supposta strada ferrata nella provincia di Bologna, 1842.djvu|altro]] testo di Pancaldi. Che ne pensi della resa di [[Pagina:Pancaldi - Idea di progetto di una supposta strada ferrata nella provincia di Bologna, 1842.djvu/12|questa tabella]]? Se ti piace, proseguo... ;-) --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 18:49, 18 mag 2021 (CEST)
:{{ping|Paperoastro}} Chiunque e in qualsiasi modo riesca a costruire tabelle è, per me, elevato all'ennesima potenza. Proprio non sono in grado. Ma non lo ero nemmeno sedici anni fa su 'Pedia! Come avrai capito il "ferroviere" qui dentro sono io e, ovviamente qualsiasi attività sui miei "poveri" file è gradita. Purtroppo, quando arrivo a certe pagine mi fermo. E di tabelle nelle pubblicazioni ferroviarie, anche antiche, è tutto pieno. Sono prodotte per lo più da ingegneri (ma anche Carlo Cattaneo non scherzava...). Per cui non solo quello che fai va bene ma ti ringrazio ''ab imo pectore''. Salut. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:21, 18 mag 2021 (CEST)
:: Non c'è di che!! Qualche decennio prima Toaldo ha scritto testi ricchi di tabelle con dati meteorologici. Sono più semplici di quelle ferroviarie, ma sono molte. Mi sono esercitato in questo modo... Pian piano proseguo... ;-) Ciao!! --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 13:26, 19 mag 2021 (CEST)
::: Dovrei aver terminato anche [[Pagina:Pancaldi - Idea di progetto di una supposta strada ferrata nella provincia di Bologna, 1842.djvu/17|questa tabella]]. Segnalami pure tutti i problemi che noti. ;-) Preferisci che la porti io a SAL75% o vuoi farlo tu? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 14:22, 13 giu 2021 (CEST)
::::{{ping|Paperoastro}} L'onore del 100% è tutto tuo. Te lo sei strameritato! Man mano che posso io porto le pagine al 75. Mo' vado a vedere. Grazie! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:11, 13 giu 2021 (CEST) (E poi): le ultime due pagine al 50% non dovrebbero essere terribili per uno bravo come te. Ma posso capire che uno anche bravo si stufi di queste tabelle. Ad ogni modo riguardato la parte testuale (piccoli scannos) e dovrebbe essere a posto. Vedi tu cosa fare. Di nuovo grazie! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:24, 13 giu 2021 (CEST)
:::::Dovrei aver sistemato le ultime due tabelle di pagina 230 e 231. In trasclusione ho pensato di unirle in una unica tabella evitando di riportare il riporto a fine prima tabella e ad inizio seconda tabella. Segnalami pure se la cosa non ti aggrada e per qualunque imprecisione che rilevi... ;-) --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 11:50, 19 giu 2021 (CEST)
{{ping|Paperoastro}} Ciao! Nei giorni scorsi avevo cautamente occhieggiato e vedevo qualche piccolo dettaglio non ben reso simile. Oggi, però il computer di base ha deciso che non si connette mentre il vecchio piccolo lap usando lo stesso cavo lan va che è una meraviglia. Boh- Lunedì andrò dal dottore :( però è un bene perché l'altro computer, con Chrome mi dava appunto queste discrepanze (ottiche). Questo, in cui Chorme non riesce a far andare il Djviewer e sto usando FF, le discrepanze non si vedono. Mi ero astenuto da lavorarci non sapendo se volevi 'dediscrepanzare' ma immagino che -sic stantibus rebus- non sia il caso. O forse puoi guardarci con due o tre browser? Suggerisco, peraltro che io porto al 75 e tu, giustamnte, farai diventare tutto verde. Con la mia grata benedizione. Se non hai grande fretta, più tardi ci guardo. Se no invertiamo gli interventi :) salum [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:32, 19 giu 2021 (CEST)
:Ciao, ho fatto gli ultimi ritocchi stamattina... ;-) prenditi tutto il tempo che vuoi, non c'è fretta: quando avrai controllato tutto, porto io al 100% ;-) --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:37, 19 giu 2021 (CEST)
{{ping|Paperoastro}} OK! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:56, 19 giu 2021 (CEST)
== ciuf, ciuf. ==
Non si parla del coccodrillo né del rodiggio 2C1 ma solo di preti; tuttavia l'argomento potrebbe anche interessarti: [[Roma e lo Stato del Papa/Capitolo XI]].
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:54, 27 giu 2021 (CEST)
::{{ping|Carlomorino}} Grazie per aver pensato a me. Dovrò decidermi a studiare anche quello che è successo sotto l'Appennino. Magari dopo l'estate. Adesso è troppo caldo. Ciao! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:22, 27 giu 2021 (CEST)
== Nuova rarità ferroviaria ==
Ti segnalo questo raro libricino che ho appena acquistato, scansionato e caricato...
[[Indice:Sulla rete di strade ferrate, Ascanio Ginevri Blasi, 1883.pdf]]
Ciao, --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 17:43, 25 nov 2021 (CET)
:{{ping|Accurimbono}} Bello! Un po' fuori dal periodo che seguo ma interessante. Vedrò di portarlo al 75% quanto prima. Come ben sai di più non posso. E, con le mie attuali competenze, è pure al limite. Quando arriverà al 100 o anche prima lo segnalerò sui gruppo FB interessati all'archeologia ferroviaria. Tienilo d'occhio e grazie ancora [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:59, 25 nov 2021 (CET)
::{{ping|Accurimbono}} Ehmm! A me non viene la trascrizione OCR del testo che al bar dicono tanto potente... Puoi fare qualcosa? Danke! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:10, 25 nov 2021 (CET)
:::{{ping|Alex brollo}}: puoi darci una mano con l'OCR? --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 12:38, 26 nov 2021 (CET)
:::: OCR caricato (con il gadget google e qualche ritocco), dopo rilettura ci sono i soliti problemi di formattazione di tabelle nelle prime pagine; non perderci tempo, ripingami Silvio. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:50, 26 nov 2021 (CET)
::::{{ping|Alex brollo}} Eccoti pingato. Oggi ho fatto il falegname in casa. Appena mi riprendo do un'occhiata. fin dove arrivo faccio. Al solito. Ormai sono mezzo utile. E mezzo no. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:10, 26 nov 2021 (CET)
::::{{ping|Alex brollo}}Epperò i pdf/7 e pdf/8, che sono stampati in corsivo, io non li vedo... Si può scrivere tutto a mano, eh, però... :D! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:36, 26 nov 2021 (CET)
::::: le avevo semplicemente dimenticate --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:43, 27 nov 2021 (CET)
{{ping|Alex brollo}} Hhehehe! Grazie. Però, tanto per dire quanto poco ormai sappia lavorarci, al pdf/9 manca la linea della somma. Non riesco più ad aggiungerla! oggi vedo di dare un colpetto. se mi lasciano il tempo. È incredibile che da pensionato abbia meno tempo per me. È vero però che la mia attività di "storico" (virgolette) ferroviario mi impegna non poco. Ciao rigrazie [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:23, 27 nov 2021 (CET)
: Perfezionista.... ok, aggiunta la linea di somma. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:38, 27 nov 2021 (CET)
::{{ping|Alex brollo} Il problema non è la perfezione mia. È che qui si vorrebbero cose ottime con strumenti insufficienti. E, a proposito di strumenti. Temo (temo) che eis mi stia facendo qualche scherzo. Sto pistolando quelle pagine. Ho appena settantacinquato il pdf/7 (Conte carissimo...). ciò fatto vado con "salva e procedi" il testo cambia ma l'IMMAGINE resta la stessa. anche inserendo il numero di pagina (vai a pag....) accade lo stesso. Mi sembra che, invece, accetti il cambio di percentuale. Con il "modifica" normale mi sembra che ciò non accada. Ovviamente è colpa mia? Parliamone :D [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:12, 27 nov 2021 (CET)
:::Ping non arrivato... vuole ''due'' graffe finali :-)
:::Leggo per caso moooooolto tempo dopo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:37, 5 apr 2022 (CEST)
== Parentesi ==
sono esausto dopo aver lavorato su un testo veramente difficile, e vorrei fare un po' di trascrizioni ''liscie'', o almeno ''ferrarelle'' :-). Ti va se ti dò una mano con i testi ferroviari del Parlamento cisalpino? Se si, mi basta che mi indichi le sezioni di [[Indice:Parlamento subalpino - Atti parlamentari, 1853-54, Documenti.pdf]] che ti interessano. Intanto do un occhio all'indice degli argomenti a fine testo, spero che ci sia. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:35, 5 apr 2022 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Se davvero hai intenzione di infilarti in questi testi ce n'è fin che vuoi. Come certo hai visto ho cominciato e proprio sulle prime pagine c'è la discussione sulla "Vittorio Emanuele". E Laffitte avrà un pesante ruolo nel 1859 durante la campagna a Milano. Nelle pagine come puoi vedere non ho doppiamente incolonnato il testo. ma se mi si fa un esempio forse imparo. E naturalmente è già arrivata una tabellina... Vado a vedere più avanti cosa c'è da fare per le ferrovie. Poi ti darò qualche suggerimento. Aspetta un po' :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:58, 6 apr 2022 (CEST)
:: {{ping|Alex brollo}} Aggiungo: il documento nel sito della Camera, segnalato da Carlo, sembra che trovi le parole-chiave (es. ferrat) ma non mi ci fa andare cliccando. Ergo sono andato su quello che devo lavorare. Quindi l'indice con le varie pagine a base ferroviaria lo trovi qui [[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Parlamento_subalpino_-_Atti_parlamentari,_1853-54,_Documenti.pdf/550]] - se ne trovo altre te lo dico. Scusa la fretta. Sono appena rientrato e sono tempestato dalla cana che vuole uscire. A ragione, peraltro. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:10, 6 apr 2022 (CEST)
:::@[[Utente:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] Per quello sono le pagine su cui ho dato una prima lavorata veloce.... ok, grazie della conferma. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:52, 7 apr 2022 (CEST)
== Aiutini subalpini ==
Ho impostato, sui tre volumi, delle piccole scorciatoie via momoRegex:
# nell'header, un numero preceduto da una p (es. p123), (che sia '''l'unico contenuto''' però!), viene espanso nell'intero ambaradan della doppia RigaIntestazione con un click su postOCR o un Alt+7;
# nel testo, aggiungendo su una riga vuota le due sigle rs oppure rd e richiamando postOCR come sopra, la sigla viene espansa in un rule rispettivamente singolo (rs mnemonico per "rule singolo") o doppio (rd mnemonico per "rule doppio").
In realtà faccio grandissimo uso di questi trucchi regex, secondo me vale la pena di impararli.... o di usare quelli già preparati e condivisi da altri :-).
Vista la tua preferenza per la suddivisione in sottopagine, e visto che mi sono preso la briga di dare una rapida formattata alle pagine ferroviarie, cercherò di aggiungere le section per poter separare, volendo, i singoli documenti compresi nei titoli, usando il "rule semplice" come indicatore di suddivisione. Se poi non verranno usate... non daranno comunque alcun fastidio. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:56, 19 apr 2022 (CEST)
::{{ping|Alex brollo}} Buongiorno. Guarda che non vale mica la pena di impazzire per i miei difetti, eh! A malapena ho capito alcunché di quello che hai scritto. Forse lavorandoci, ci arrivo. Ma, come ho detto troppe volte, se non mi ci siedo sopra tutti i giorni o quasi "tutto andrà perduto come lacrime nella pioggia". In questi tempi sono un po' più presente perché mi sto disintossicando dal mio ultimo libro che ha richiesto una lavoro piuttosto coinvolgente. Però ho trovato il tempo di collaborare con un libro di racconti ferroviari [[http://www.trenidicarta.it/schede/16/16001_Ricordi_in_treno_Le_piu_belle_storie_di_ferrovieri_e_viaggiatori_in_Italia.html]]. In questo aprile uscirà un altro articolo su un macchiavello segnaletico (sempre '800) e un'altra rivista dovrebbe (condizionale obbligato) pubblicarne un altro ancora ma non so quando. Nel frattempo sto scavando materiale per una specie di biografia di un semi-sconosciuto ingegnere ferroviario della seconda metà dell'Ottocento. Non contento, devo raschiare il testo di un terzo libro sulle ferrovie milanesi che è troppo prolisso (prova a pronunciare "troppo prolisso" davanti a uno specchio...) . Eccetera. Capisci che mi devo limitare a rileggere e poco altro. Ma ti ringrazio anche solo per aver pensato di darmi una mano. Proverò a usare queste tue sudate stranezze :D [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:11, 19 apr 2022 (CEST)
:::Intanto metto doc di queste "stranezze" nella pagina discussioni indice dei tre volumi. Come al solito, sono sempre in irrimediabile ritardo nella documentazione di invenzioni varie.... fra l'altro ho la brutta sensazione di non riuscire più a fare quello che facevo anni fa, ho appena chiesto di chiudere un mio account su un progetto ormai del tutto inaccessibile per deterioramento della mia competenza + sua evoluzione tecnologica. Comunque mi diverto ancora... chissà però se durerà. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:48, 19 apr 2022 (CEST)
== Re: Milano-Como ==
Ciao. Ho portato sia [[Indice:Progetto della strada di ferro da Milano a Como.djvu|indice]] che [[Progetto della strada di ferro da Milano a Como|testo]] al 100% senza problemi. Che errore ti dava?--[[User:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] ([[User talk:Dr Zimbu|disc.]]) 17:51, 29 apr 2022 (CEST)
== Domanda di manutenzione ferroviaria ==
ricordo, tanti anni fa, un omino che prima della partenza dei treni controllava, con un martelletto dal lungo manico, i ceppi frenanti. ricordo male? se no, quando si è perduta questa pratica? da cosa è stata sostituita? il problema ha relazione con gli incendi sul Carso, molti dei quali attribuiti a scintille provenienti da ceppi bloccati. Puoi darmi una fonte per approfondire? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:06, 4 set 2022 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Ciao buongiorno. Nono ricordi bene! Una figura che sembra scomparsa ma non lo è. In gergo è il (o la) "Verifica" cioè il (Verificatore). Fra le altre incombenze ha appunto quella di controllare la situazione dei ceppi ed eventualmente mettere una prima "toppa" con quei cerchietti che in genere sono infilati nel manico del martello. In genere oggi ci sono controlli più o meno elettronici già nella cabina di guida per cui la verifica fatta in quel modo sta scomparendo assieme al materiale rotabile obsoleto. Poi il riscaldamento dei ceppi (prodromo alle scintille) viene controllato dal personale delle stazioni in transito e, ora che non c'è più quasi nessuno, da appositi sensori che segnalano il problema al DCO. Nel caso i sensori "chiudono" i segnali a valle per cui il macchinista deve fermarsi, chiedere lumi al DCO e attivarsi. Paradossalmente (IMHO) questo è il momento più pericoloso perché si può diffondere la fiamma e quindi.... Sull'attribuzione degli incendi alle scintille ci andrei cauto perché, pur essendo possibile, attribuirei la maggior parte del problema ad altri fattori. E anche le scintille (oggi) sono del tutto occasionali. La "responsabilità" dei fuochi da treno andrebbe per lo più cercata nella manutenzione della verdura vicino ai binari. E, a occhio, all'opera indefessa e diretta dei vandali. Dopo, è uso comune dare la colpa dove conviene, visto che le "Ferrovie" sono piene di soldi e quindi pagano. E anche se non "pagano" sono un ottimo bersaglio per gente interessata ad altro (esempio: https://www.tommasofoti.com/archivio/attivita-parlamentare/atti-di-sindacato-ispettivo/fs-cesifer-figura-del-tecnico-verificatore.html). Forse ti conviene partire dalla risposta governativa che è piuttosto interessante. Peraltro,(<polemica> Sta succedendo che per alcuni incidenti vengano dispensate condanne a persone che nulla hanno a che fare e nulla possono/potevano fare ma sono, appunto un redditizio bersaglio. </polemica>). Sono andato su 'Pedia a cercare "Verificatore" ma non c'è :D Bisognerebbe andare sui "sacri testi" Ma i miei li ho regalati al Museo Ferroviario di Forlì e -onestamente- dopo 5 anni di pensione tenderei a evitare scavi. Mi piacerebbe (si fa per dire) sapere quanto siano "professionali" quelli che accusano le scintille, quanto siano in grado di dimostrare il loro assunto. Bah! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:21, 4 set 2022 (CEST)
:: Non ci piove sul fatto che l'erba secca attorno ai binari faccia da combustibile, ed escluderei che i numerosissimi incendi documentatamente originati a partire dal tracciato ferroviario siano dolosi/vandalici. Il problema è quello dell'innesco. E' vulgata comune da noi, dove il fenomeno è frequentissimo, attribuirli a scintille da ceppi bloccati. ma se non provengono da ceppi bloccati, e di certo nellemo da mozziconi di sigaretta accesi lanciati dai finestrini, per vari motivi, allora quale può essere il meccanismo d'innesco dell'incendio "ferroviario"? PS se ti pare inopportuno, discutiamone, se ti va, in altra sede. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:15, 4 set 2022 (CEST)
:::{{ping|Alex brollo}}. Vabbé che ''vox populi...'' ma la "vulgata" mi ricorda le "informazioni" su Facebuk o YuTub, dài! :-D- Dai e dai ci può anche prendere -qualche volta-. Mozziconi, dai treni, non ne dovrebbero scendere se non in stazione. In effetti, nemmeno lì. Da anni, su tutti i treni, nessuno dovrebbe fumare, ma soprattutto, i finestrini sono bloccati (o dovrebbero esserlo - poi alcuni viaggiatori...). Le scintille ci saranno di certo ma farei un giro dove gli inneschi si verificano e farei un confronto fra area innescata e movimento dei treni. Più probabile (ora me ne ricordo) che le scintille si verifichino MENTRE e/o PERCHÈ il treno frena. Un treno deve frenare di quando in quando (vai in auto alla barriera dell'autostrada, freni) e deve cominciare anche un chilometro prima del punto dove deve fermarsi o transitare lentamente. Il verificatore, controlla il treno quando è fermo: in tal caso nulla può, ma molto può -dopo- il giardiniere. Io, peraltro, sono il meno indicato per poter dare informazioni precise. La linea di Monfalcone non l'ho mai percorsa e mai ne ho studiato le caratteristiche. Quando lavoravo avevo le mie linee da studiare e di cui ricordare cose buone e malvage. Adesso, anche volendo, avrei delle difficoltà ad accedere al sacri testi, per di più di aree a trecento Km da casa :-D. Ma tu hai il mio indirizzo mail se vuoi continuare. Questo messaggio, stamane, l'ho visto per puro caso; lo sai che frequento poco. Ciao! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:50, 4 set 2022 (CEST)
== Venezia - Mestre ==
Nella pagina qui sotto, parlando dei due Nini, cita ''Venezia - Mestre''. Credo sia il breve tratto da Santa Lucia a Mestra passando per il ponte della Libertà (dubito che gli austriaci l'abbiano chiamato così quando l'hanno costruito).
Il mio problema è:
# Montecchi (Mattia) che c'entra con la ferrovia?
# se l'altro Nino (Nino Castellani) ha avuto a fare con la ferrovia ensi che da qualche parte risulta?
Ovviamente potrebbe NON essere una ferrovia o un malinteso di Emma Perodi.
La citazione è in [[Pagina:Emma Perodi - Roma italiana, 1870-1895.djvu/31]]
Grazie per una risposta. E scrivi un bel saggio sulla Roma-Civita Castellana-Viterbo.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 10:10, 14 ott 2022 (CEST)
p.s.su Montecchi: il DBI dice che ebbe l'incarico di "segretario generale delle ferrovie sarde".
::{{ping|Carlomorino}} Ma tu, domande difficili (tipo "quanto fa 2+2" mai eh!?. Questi due personaggi mi sono -purtroppo- del tutto ignoti. In genere trovo nomi sconosciuti nei vari testi che percorro ma, sempre in genere, non hanno una vera rilevanza nella storia che seguo. Per il semplice fatto che mi piacciono di più le linee generali e fisso la mia attenzione sui nomi solo quando diventano "importanti" (per restare in tema, enciclopedici :D). Quanto alla Venezia-Mestre, ritengo che si parli della Stazione di Venezia-Mestre. Il ponte della libertà (che effettivamente non si chiamava così -per lo più si parlava di Ponte sulla Laguna) non credo avesse bisogno di un particolare Direttore. Non dal punto di vista del Movimento e della Gestione del Traffico. Necessari, invece in una stazione di una certa importanza (e Mestre lo fu da subito e necessitava di sicuro di una e più figure dirigenziali di alto livello già prima ancora che il traffico iniziasse. Ma ti risparmio i dettagli). Quanto ai miei saggi, è appena uscito il mio "Ferrovie di Milano - Il Quadrante Nord-est e le prime strade ferrate" che però era quasi del tutto finito prima della mia operazione al cuore in giugno. Tu dici che non è Roma. E va bene. Ma anni fa mi fu rifiutato un bellissimo :D saggio su un progetto di stazione romana nel 1846 che doveva sorgere dalle parti dello stadio Flaminio (se ben ricordo). Adesso sono impegnato sulla descrizione della prima ferrovia al mondo (Liverpool-Manchester) avendo riesumato un libercolo pubblicato solo due giorni prima dell'inaugurazione! Il tutto condito con annotazioni, spiegazioni e immagini varie. Devo però convincere l'editore che varrà la pena di stamparlo... E poi sulle ferrovie delle tue parti c'è una letteratura piuttosto vasta. Mi spiace di non essere d'aiuto. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:01, 15 ott 2022 (CEST)
:::{{ping|Carlomorino}} Mi è nel frattempo sovvenuto che ci potevano essere stati dei Direttori di una "linea" da Venezia a Mestre. Nel 1848-49 quando si dovette mettere mano alla riparazione del Ponte, minato dai veneziani e bombardato dagli austriaci, ''forse'' (!) poteva essere stato creata una Direzione specifica per il tempo necessario. Più che di un Direttore, in genere si trattava di un ingegnere di un certo spessore professionale addetto a una specifica tratta con specifici problemi da risolvere. Lo stesso potrebbe essere stato fatto dieci anni dopo o anche nel 1866. Ma non ho mai approfondito questa parte, magari lo farò, chissà. Trovare documenti dell'epoca è quasi impossibile e non mi piace affidarmi al "sentito dire" così comune in questo "settore" della storia. Salumi [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:30, 17 ott 2022 (CEST)
::::{{@|Carlomorino|Silvio Gallio}}: ragazzi, mi spiace abbattere il vostro bel castello di carte :) Ma la [[Pagina:Emma Perodi - Roma italiana, 1870-1895.djvu/31|pagina in questione]] dice ''Venezia-Murano'', non ''Venezia-Mestre'', guardate bene la scansione! E penso si riferisca a [[:w:Pauly & C. - Compagnia Venezia Murano|questa vetreria storica]] di Murano. Quel "Nino Castellani" dovrebbe essere [[:w:Alessandro Castellani]]. Niente ferrovie, quindi... [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:05, 17 ott 2022 (CEST)
::::: HYaHaHa! Grazie. Mi sento meglio. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:29, 17 ott 2022 (CEST)
{{rientro}} {{@|Candalua}} che figuraccia. Su Nino Castellani: non è assolutamente Alessandro, ma Giovanni Castellani. Anche lui romano ma non erano parenti, anche se spesso le due famiglie sono spesso confuse, perfino dalla onnipresente polizia pontificia e da <del>[[:w:Agostino Chigi Albani della Rovere|Agostino Chigi]]</del> Nicola Roncalli: [[Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/244]] . Giovanni era figlio di Giorgio e Carolina Tabanelli mentre Alessandro era figlio di Fortunato Pio e Carolina Baccani (Casualmente ho il ritratto di Carolina in casa, casualmente ;-) - vedi i miei conflitti di interesse). Il fratello di Giovanni (Nino) è più noto: Carlo Castellani (1822-1897) bibliotecario e direttore della Marciana, mica pizza e fichi, che è presente tra i nostri autori. Anche Carlo stava, ovviamente, a Venezia. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:26, 17 ott 2022 (CEST)
:{{@|Carlomorino}}, ah ecco! In effetti mi è venuto in mente dopo che per chiamarli entrambi "Nino", doveva essere Giovanni come quell'altro. Il [https://www.britishmuseum.org/collection/term/BIOG80562 British Museum] cita invece Alessandro, che credo c'entri anche lui, ma mi sa che era solo un "consulente artistico", insieme al fratello Augusto. [https://crepuscoli.wordpress.com/2011/10/30/bettino-ricasoli-pietro-marchetti-e-la-compagnia-venezia-murano-la-storia-dei-mosaici-della-cappella-di-san-jacopo Quest'altro] che ho trovato adesso, e anche [http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/15435/848105-1231648.pdf?sequence=2 questa tesi] dicono giustamente Giovanni e lo indicano come "direttore", dunque direi che la matassa è sufficientemente dipanata. :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:35, 17 ott 2022 (CEST)
Direi che siamo finalmente arrivati al punto di partenza. Giovanni, come peraltro il fratello a noi più noto, finisce a Venezia a dirigere la Compagnia Venezia - Murano. Invece Augusto e Alessandro hanno lo stesso cognome ma non solo partenti. Di Augusto sono in possesso di una copia dei suoi ricordi e del Diario: sto trascrivendo entrambi da una copia scritta a mano dal nipote {{Wl|Q3907868|Pompeo Fabri}}. Personalmente ho tonnellate di materiale sui Castellani "orefici". Un'altra decina di tonnellate di materiale sta al AS Roma (non la "maggica" ma l'archivio di stato che si trova a Roma, alla {{Wl|Q1324617|Sapienza}}. Ma al momento non ce ne frega. Sugli altri Castellani, quelli che invece di stare a {{Wl|Q109362163|Palazzo Raggi}} stavano a p.za San Marcello al Corso iniziano le ricerche. Grazisssime a {{@|Candalua}} per i due file che sono già nel mio archivio e chiedo scusa a {{@|Silvio_Gallio}} che è costretto a leggere "robba che nun je frega un c..o". Dovrò trovare altri dati su Nino Castellani per fare la scheda su wikidata. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:40, 17 ott 2022 (CEST)
== [[Autore:Carlo Pontani]] ==
È autore di due saggi sulle ferrovie papaline. Forse, magari, chissà, può darsi che, se hai tempo e voglia, potresti anche pensare a lavorarci sopra. Saluti da s. Pietro in vincoli.
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:16, 27 giu 2023 (CEST)
{{ping|Carlomorino}}. La tua dedizione a me e alle mie manie è ammirevole e ti ringrazio di ciò. Sto proprio progettando qualcosa del tipo "pillole di antica ferrovia" e stavolta, magari allargo l'area anche all'Italia sotto l'Appennino- In effetti mi è venuto il sospetto che Bayard (l'ingegnere francese della Napoli-Portici) in realtà non volesse costruire la ferrovia ma montare una speculazione azionaria. E' solo un sospetto ma mi frulla da qualche tempo e più ci penso... Venendo alla Roma papalina (di Pio ix) avrei un articolo -pronto da anni -su un progetto del 1846 per una stazione per Ancona da costruire appena fuori il Tridente con una secondaria per Civitavecchia a due passi dal Colosseo- La rivista che di solito mi prende gli articoli ha cambiato direttore e questo non gli frega nulla di fatti storici preferendo cose tecnologiche odierne. Le riviste ferroviarie "normali" vogliono solo foto e disegni di locomotive possibilmente a vapore. Conosci qualche rivista romana che possa vagamente essere interessata a un soggetto del genere?
Grazie comunque per la dritta e Saluti dalla Carinzia!--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:19, 27 giu 2023 (CEST)
I direttori di riviste vanno presi a calci in KУΛΩ.
Purtroppo no. Non conosco direttori di riviste. Conosco solo l'ex direttore de La Discussione, rivista della DC. Ma non cedo sia utile.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:49, 27 giu 2023 (CEST)
::{{ping|Carlomorino}} Oh, io non pretendo le conoscenze altolocate. Solo, essendo abitatore del nordappenninom non conosco le riviste romane/laziali. In genere sono appetibili quelle a carattere locale che cercano notizie e curiosità. Basterebbe una "selezione ragionata" poi mi arrangio con le mail e -se proprio necessario- il telefono. E, comunque grazie dell'interessamento. Ad majora! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:49, 27 giu 2023 (CEST)
::Aggiungo. Ho letto uno dei Pontani. Piuttosto interessante! Intanto racconta in buon dettaglio la proposta dei bolognesi del 1844 poi sarebbe da leggere con una geocarta sotto il naso e qualcuno degli altri progetti che si susseguivano; e confrontare (un lavoraccio che forse farò, a casa, in ottobre). Grazie per la spinta. ciao! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:43, 27 giu 2023 (CEST)
== [[Autore:Paolo Provinciali]] ==
Guarda chi mi è capitato. Il famoso Provinciali.
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:23, 13 ott 2023 (CEST)
::{{ping|Carlomorino}} Grazie! Dovrò decidermi ad approfondire le ferrovie papaline. Ma sono impegnatissimo con la Liverpool-Manchester 1830 (una conferenza fra una ventina di giorni). Ma arrivo. prima o poi. Grazie ancora. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:51, 14 ott 2023 (CEST)
:::Dove? Alla sapienza? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:41, 14 ott 2023 (CEST)
::::{{ping|Carlomorino}} Purtroppo no. Molto più lontano (da te). Un paesello del Veneto che si chiama Romano d'Ezzelino, fra una ventina di giorni. Sto preparando il Power Point per tenere sveglio l'uditorio :-(. Se dovesse interessarti, magari dopo il fattaccio te lo mando per wetransfer) Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:25, 14 ott 2023 (CEST)
:::: PS ma il link mi manda a un libro che non si apre! Cattivone! :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:26, 14 ott 2023 (CEST)
:::::Buffo. Noi (quella che porta i pantaloni in casa ed io) siamo in Veneto lunedì. Alla terra d'origine dei suoi. Il tuo PP? Nein danke.
:::::Non si apre perché .. non lo so.
:::::[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 18:09, 14 ott 2023 (CEST)
:::::: {{ping|Carlomorino}} Beh, io abito a Bologna ma sono veneto. quanto al PP non si apre perché non te l'ho mandato :P Buon viaggio! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:36, 14 ott 2023 (CEST)
== Auguri! ==
[[File:Comic postcard of Walkerburn and Innerleithen Train.jpg|200px|left]] Buon anno e buon compleanno, Silvio! ^_^ '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:35, 1 gen 2024 (CET)
== Interessa la merce? ==
Quale merce ti starai chiedendo?
[[Pagina:Archivio di statistica - 1876.djvu/295|Questa qui]]. Un saggio di statistica sui trenini ed affini.
Se ti interessa, famme nu fischë.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 17:49, 30 ott 2024 (CET)
:Uhé! Ciao! tutto bene? Grazie per aver pensato a me. Nei prossimi giorni darò un'occhiata più a fondo ma in linea di massima siamo proprio a metà del guado, quando le ferrovie erano ancora private ma sull'orlo di essere risistemate con un cambio di gestione che divise l'Italia ferroviaria in due "per il lungo" e non, come prima, fra "Padania" e "Piano di sotto". Devo dire che la statistica non è proprio il mio forte ma probabilmente ci sono informazioni di qualche peso. Però non chiedermi di intervenire sui testi di source. Sono fuori da troppo tempo e non mi ricordo più nulla. Lo vedi dalla "frequenza" dei miei edit... :-(. Ad esempio dovrei terminare qualche testo che se non lo faccio io resta com'è ma non ricordo più come si fa a creare pagine, metterle in fila eccetera; figuriamoci a editare con tutti i barbatrucchi. Comunque un'occhiata la darò. spero di ricordarmi. Hasta Luego. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:13, 31 ott 2024 (CET)
== Siamo sempre in ritardo ==
[[Indice:La ferrovia urbana o metropolitana di Roma.pdf]]
:
[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 12:47, 20 set 2026 (CEST)
:Ciao Carlo, il titolo è intressante e alche l'anno di edizione. Mi scappa da ridere. Ancora grazie per avermi scritto. Anche se ormai sono fuori vedrò se posso intervenire. Ma non farti troppe illusioni. Anzi, non farti nessuna illusione :D
:at salut [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:14, 21 set 2026 (CEST)
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Autore:Camillo Boito
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2026-09-21T13:43:51Z
Candalua
1675
/* Raccolte di novelle */
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wikitext
text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Camillo
| Cognome = Boito
| Attività = architetto/scrittore
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
=== Raccolte di novelle ===
* {{Testo|Storielle vane}}
** {{testo|/Un corpo|tipo=tradizionale}}
** {{testo|/Dall'agosto al novembre|tipo=tradizionale}}
** {{testo|/Il colore a Venezia|tipo=tradizionale}}
** {{testo|/«Baciale 'l piede e la man bella e bianca»|tipo=tradizionale}}
** {{testo|/Pittore bizzarro|tipo=tradizionale}}
** {{testo|/Tre romei|tipo=tradizionale}}
** {{testo|/Notte di Natale|tipo=tradizionale}}
* {{Testo|Senso|Senso. Nuove storielle vane}}
** {{Testo|Senso/Vade retro, Satana|Vade retro, Satana|tipo=tradizionale}}
** {{Testo|Senso/Macchia grigia|Macchia grigia|tipo=tradizionale}}
** {{Testo|Senso/Il collare di Budda|Il collare di Budda|tipo=tradizionale}}
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{{Cassetto
|MargineDestro=210
|Titolo=* {{Testo|Il maestro di setticlavio}}
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* {{Testo|Il maestro di setticlavio/Il maestro di setticlavio|Il maestro di setticlavio}}
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}}
=== Saggistica ===
* ''Scultura e pittura d'oggi'', Torino, 1877 - {{IA|sculturaepittura00boit}}
* ''Leonardo e Michelangelo'', Milano, 1879 - {{IA|leonardoemichela00boit}}
* ''I principii del disegno e gli stili dell'ornamento'', Milano, 1897 - {{IA|iprincipiideldis00boit}}
* ''Il duomo di Milano'', Milano, 1889 - {{IA|ilduomodimilanoe00boit}}
* ''Questioni pratiche di belle arti'', Milano, 1893 - {{IA|questionipratich00boit}}
== Autori correlati ==
* [[Autore:Arrigo Boito|Arrigo Boito]] (1842 – 1918), fratello minore di Camillo Boito.
{{Sezione note}}
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=== Saggistica ===
* ''Scultura e pittura d'oggi'', Torino, 1877 - {{IA|sculturaepittura00boit}}
* ''Leonardo e Michelangelo'', Milano, 1879 - {{IA|leonardoemichela00boit}}
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== Autori correlati ==
* [[Autore:Arrigo Boito|Arrigo Boito]] (1842 – 1918), fratello minore di Camillo Boito.
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Pic57
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<!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small>
<!--== Wikimedia italia ==
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== Contributi ==
{{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}}
{{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}}
=== Partiture trascritte ===
==== Arie da Opere ====
{{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera in film/La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo. Partitura con note per sequenza cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}
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==== Barcarole ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}}
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==== Canti patriottici ====
{{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}}
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==== Canti popolari ====
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· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete 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d'Italia/Sicilia/E pigghiùn cuteddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E si fussi pisci}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/A Casteddammari}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/La sicciara}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Anninnia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Pro truncare sas cadenas}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Nobilissima dama}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la novella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Eju filava}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Via lasciatemi passà}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Nelli monti di Cuscioni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Dormi, dormi u mi sanghiu bellu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Andare minni vo da su Ecillenza}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Mi voglio fa un vestito}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fa la nana, fa la dounca}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fi la nana, fi la so}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/A va sun}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/L'a mädra del mio bèen}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Int'a nu boscu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Io son nata tra le rose}}
}}
==== Canzoni ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Due canzoni in chiave di sol/Non piango più}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {{Testo|Lontana}} · {{Testo|Due canzoni in chiave di sol/Non piango più}}
}}
==== Gavotte ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}
}}
==== Marce ====
{{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}}
}}
==== Mazurche ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}}
}}
==== Minuetti ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}}
}}
==== Musica sacra ====
{{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}}
}}
==== Ninna nanne ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}}
}}
==== Polke ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}}
}}
==== Romanze ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 1/Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?|Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}}
}}
==== Valzer ====
{{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}}
}}
=== Articoli e saggi brevi ===
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{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
{{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}}
}}
=== Libri ===
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{{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]''' · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}}
}}
=== Riviste ===
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{{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}}
{{Testo|Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2|Ars et Labor, 1908 n. 2}}
}}
{{Rule|10em|}}
<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
{{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}}
{{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem>
<hr>
[[w:Speciale:Contributi/Pic57|Contributi su '''wikipedia''']] — [[wikt:Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikizionario''']] — [[q:Speciale:Contributi/Pic57| su '''wikiquote''']] —[[Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikisource''']] — [[Commons:Special:Contributions/Pic57|su '''Commons''']] — [[Wikidata:Special:Contributions/Pic57|su '''Wikidata''']] — [[Utente:Pic57/attestati|Wikiriccio ecc...]]
<hr >
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]]
== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
* [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]]
== Education ==
* [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]]
* [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/>
* [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]]
<hr />
== Statistiche di Pic57==
* [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information]
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== Statistiche Wikisource ==
* [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]]
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* [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]]
* [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]]
* [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]]
{{Rule|4em}}
== [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] ==
== Vecchissima, ma pur sempre... Tesi ==
* [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]]
**[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]]
''Pagine linkabili e riferimenti''
** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi]
** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]]
** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]]
** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]]
** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]]
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|monete di milano inedite}} |67}}</noinclude>
{{no rientro}}2. ''Grosso'' (gr. 2.550). — ''2<sup>a</sup> Var. n. 2''.
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>S • ABROSIV MEDIOLN</span>.</div>
:{| width=100%
| Coll. Municipale. || align=right | Arg. R. L. 2.
|}
{{no rientro}}3. ''Grosso'' (gr. 2.300). — ''3<sup>a</sup> Var. n. 2''.
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>SABROSIV</span> (sic) <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>MEDIOLAN</span>.</div>
:{| width=100%
| Museo di Brescia. || align=right | Arg. R. L. 2.
|}
{{no rientro}}4. ''Grosso'' (gr. 2.550–2.340–2.200). — ''4<sup>a</sup> Var. n. 2''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>+ : IOHANES • MARIA • DVX • MEDIOLANI :</span></div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>S • AMBROSIV MEDIOLANI</span>.</div>
:{| width=100%
| Coll. Municipale, Parma, Osnago, Viganò. || align=right | Arg. R. L. 2.
|}
{{smaller block|f=90%|t=1|v=1|NB. Talvolta la Crocetta nel dritto di questo ''grosso'' è fra quattro borchie.}}
{{no rientro}}5. ''Grosso'' (gr. 2.600–2.480). — ''5<sup>a</sup> Var. n. 2.''
::<div style=text-indent:-1em;">D/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>+ IOHANES • MARIA • D • MEDIOLANI • & • C •</span></div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>: S • ABROSIV • • MEDIOLAN</span>.</div>
:{| width=100%
| Coll. Municipale, Gavazzi, Viganò. || align=right | Arg. R. L. 2.
|}
{{no rientro}}6. ''Grosso'' (gr. 2.250). — ''6<sup>a</sup> Var. n. 2''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>+ : IOHANES • MARIA • DVX • MEDIOLANI & C</span></div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>S • AMBROSV • MEDIOLAI •</span></div>
:{| width=100%
| Coll. Gavazzi. || align=right | Arg. R. L. 2.
|}
{{smaller block|f=90%|t=1|v=1|NB. In questi due ultimi ''grossi'' conviene tener nota della differenza dell’abito di S. Ambrogio, il quale è vestito della pianeta, mentre in quello descritto allo Tav. IX, n. 2 delle ''Monete di Milano'', porta il manto pontificale. Potrebbe darsi che un assaggio — che noi non abbiamo potuto fare — avesse a dare un titolo diverso e indicare quindi un diverso valore.}}
{{no rientro}}7. ''Grosso'' (gr. 2.550). — ''7<sup>a</sup> Var. n. 2''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ — Come il precedente.</div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>S • AMBROSIVS MEDIOLAI</span>. Ai lati del Santo, due cerchietti.</div>
:{| width=100%
| Coll. Viganò. || align=right | Arg. R. L. 2.
|}
{{no rientro}}8. ''Grosso'' (gr. 2.360–2.300). — ''8<sup>a</sup> Var. n. 2''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>IOHANES • MARIA • DVX • MEDIOLANNI • & C</span></div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>S • ABROSIV MEDIOLAN</span>.</div>
:{| width=100%
| Coll. Osnago. || align=right | Arg. R. L. 2.
|}
{{smaller block|f=90%|t=1|v=1|NB. Talvolta al disopra della biscia nel dritto di questo Grosso n. 2 e delle sue varianti un cerchietto o una borchia.}}<noinclude><references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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/* Riletta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|68|{{Sc|f. ed e. gnecchi - monete di milano inedite}}|}}</noinclude>
{{no rientro}}9. ''Soldo'' (gr. 1.550–1.220). — ''Var. n. 3''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ – {{sans-serif|'''+ : IOHANES • MARIA • DVX • MLI •'''}} Scudo inquartato coll’aquila e la biscia.</div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – {{sans-serif|'''+ : S • ABROSIVS MEDIOLAN'''}}. Mezzo busto del Santo.</div>
:{| width=100%
| Coll. Municipale, Osnago. || align=right | Arg. R.<sup>3</sup> L. 10.
|}
{{no rientro}}10. ''Soldo'' (gr. 1.200). — ''2<sup>a</sup> Var. n. 3''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ — Come il precedente.</div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – {{sans-serif|'''+ S • AMBROSIVS MEDIOLANI'''}}.</div>
:{| width=100%
| Museo di Brescia. || align=right | Arg. R.<sup>3</sup> L. 10.
|}
{{no rientro}}11. ''Soldo'' (gr. 1.100). — ''Var. n 4''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ – {{sans-serif|'''+ IOHANNES MARIA'''}}. Biscia (senza le iniziali).</div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – {{sans-serif|'''DVX • MEDIOLANI & • C •'''}} Croce gigliata.</div>
:{| width=100%
| Coll. Viganò. || align=right | Arg. R.<sup>5</sup> L. 10.
|}
{{no rientro}}12. ''Soldo o Sesino'' (gr. 0.950). — ''Dopo il n. 6''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ — (Quadrifoglio) {{sans-serif|'''• IOHANES • MARIA'''}}. Croce colle estremità biforcate, racchiusa in una cornice formata da quattro semicerchi ornati di trifogli alle intersezioni.</div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – {{sans-serif|'''+ • DVX • MEDIOLANI • & • C •'''}} Biscia coronata fra le iniziali <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>I M</span>.</div>
:{| width=100%
| Coll. Brambilla, Gnecchi. || align=right | Arg. R.<sup>4</sup> L. 20.
|}
{{no rientro}}13. ''Bissolo'' (gr. 0.530). – ''Var. n. 9''.
::<div style=text-indent:-1em;">D/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>+ IOHANNES • MARIA</span>. Biscia coronata.</div>
::<div style=text-indent:-1em;">R/ – [[File:Five-petal flower icon.white.svg|10px]] {{sans-serif|'''DVX MEDIOLANI & C'''}}. Croce gigliata; un punto in un angolo della croce.</div>
:{| width=100%
| Coll. Osnago. || align=right | Arg. R.<sup>2</sup> L. 5.
|}
{{nop}}
<noinclude>''(Continua).''</noinclude><noinclude><references/></noinclude>
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Wikisource:Proposte
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</div>
==A==
; [[Autore:Alphonse Allais|Alphonse Allais]]
* Un dramma davvero parigino e altri racconti
:era di editori riuniti, fuori catalogo, NO Internet Archive, NO Google Books, NO OpenMLOL
:autore morto nel 1905: ok?
::Se l'ultima traduzione è di Editori riuniti forse è ancora sotto diritti. Ma magari esiste una traduzione più antica: dobbiamo solo trovarla :-) [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 14:57, 13 set 2016 (CEST)
:::Da sbn viene fuori che la prima traduzione di un testo di Allais è di un certo ''Piceni'' morto nel 1986. Unica edizione apparentemente ''Opera orfana'' ([[Discussioni utente:Candalua#De bello gallico|quindi da valutare molto bene]]!) è un libro di racconti umoristici tradotti da [[w:Decio Cinti|Decio Cinti]] ([http://www.ebay.it/itm/Alfonso-Allais-RACCONTI-UMORISTICI-Sonzogno-n-542-1939-/360884497318 qui] unica copia dove si può leggere un indice dei testi raccolti, perdonate lo spam!). Per quanto riguarda ''Un dramma davvero parigino'', ho trovato solo [http://sezionex.blogspot.it/2005/12/un-dramma-parigino-e-le-chat-noir.html questo]. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:08, 13 set 2016 (CEST)
; [[Autore:Guillaume Apollinaire|Guillaume Apollinaire]]
* Le undicimila verghe
* Le prodezze di un giovane Don Giovanni
* L'eresiarca & C.
* Alcools
; [[Autore:Giuseppe Avanzini|Giuseppe Avanzini]]
* [[Lezione accademica in lode della cioccolata]] (1728) [https://archive.org/details/bub_gb_nwNQkBzvcrMC qui]
==B==
; [[Autore:Lyman Frank Baum|Lyman Frank Baum]]
* [[Il mago di Oz]] - [[Autore:Lyman Frank Baum|Lyman Frank Baum]]
** non trovato su Internet Archive, Google Books, OPAL. Non c'è neanche su LiberLiber
*** {{-1}} [http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&sort_access=Data_ascendente%3A+min+31%2C+min+3086%2C+min+5003&rpnquery=%2540attrset%2Bbib-1%2B%2B%2540attr%2B1%253D1016%2B%2540attr%2B4%253D6%2B%2522mago%2Boz%2522&totalResult=291&select_db=solr_iccu&saveparams=false&nentries=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+mago+di+oz+%28parole+in+AND%29+&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&refine=1001%257C%257C%257Ca%257C%257C%257Ctesto%2Ba%2Bstampa%257C%257C%257CTipo%2Bdi%2Bdocumento&do_cmd=search_show_cmd&resultForward=opac%2Ficcu%2Ffull.jsp&brief=brief&&fname=none&from=5 difficile] --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:43, 10 ago 2016 (CEST)
:::: [http://id.sbn.it/bid/SBL0283215 SBN ], [http://www.internetculturale.it/jmms/iccuviewer/iccu.jsp?mode=all&teca=Bncf&id=oai:bncf.firenze.sbn.it:21:FI0098:Arsbni1:SBL0283215 IC]. Dall'indice sembra che ci siano tutte le pagine del libro ma non riesco a visualizzarle --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 04:12, 7 set 2016 (CEST)
* {{ping|Xavier121}} {{ping|Accurimbono}} ecco una [https://www.byterfly.eu/islandora/object/librib:962125/datastream/PDF/content/librib_962125.pdf Edizione Libro illustrato con le scene del film] - [[User:0 Noctis 0|0 Noctis 0]] ([[User talk:0 Noctis 0|disc.]]) 08:42, 18 apr 2023 (CEST)
; [[Autore:Berrettaccia di Castelsantangelo|Berrettaccia di Castelsantangelo]]
Sempre in tema terremoto: ''La battaglia di Pian Perduto''
* ''La battaglia del Pian Perduto : poemetto storico pubblicato la prima volta con introduzione e note / per cura di Pietro Pirri'', stampa 1914 (Foligno : Stab. Tip. G. Campi) ([http://id.sbn.it/bid/UM10085916 SBN])
* ''La battaglia del Pian Perduto : poemetto storico / introduzione e note a cura di Pietro Pirri'', Norcia, Editrice S. Benedetto, 1972 ([http://id.sbn.it/bid/UM10085824 SBN])
Fonti:
* https://www.raccontidellostomaco.it/la-battaglia-di-pian-perduto/
* http://new.lecentocitta.it/la-battaglia-di-pian-perduto/
* http://www.comune.visso.mc.it/comunicati-cms/la-battaglia-del-pian-perduto/
; [[:w:Pompeo Bettini|Pompeo Bettini]]
* Opere
; [[Autore:Guy Boothby|Guy Boothby]]
* Il dottor Nikola (ROMANZO, Dr. Nikola, 1896) - 1904 , Il Romanzo Mensile anno II-n. 4, Corriere della Sera
* Addio, Nikola!… (ROMANZO, "Farewell, Nikola", 1901) - 1908 - TRADUZIONE: non indicato, Il Romanzo Mensile anno VI-n. 12, Corriere della Sera
{{non firmato|Plisskensting|23:45, 25 nov 2016}}
; [[Autore:Emil du Bois-Reymond|Emil du Bois-Reymond]]
* [[Sui confini della scienza della natura - I sette enigmi del mondo]], traduzione di T. Vivenza Rensi (1928) [https://archive.org/details/SuiConfiniDellaScienza qui]
; [[Autore:Robert Boyle|Robert Boyle]]
* Il chimico scettico
==C==
; [[Autore:Cartesio|Cartesio]]
Proporrei il testo di Descartes, uno dei classici della filosofia. Peraltro possiedo il testo come Pdf.
: è già presente nelle proposte, nella traduzione di Adriano Tilgher, ecco qui i due volumi [https://archive.org/details/DiscorsoEMeditazioni 1] [https://archive.org/details/DiscorsoEMeditazioniVol2 2] , bisogna sapere quando è morto il traduttore della tua copia per sapere se è ancora sotto diritti o no.--[[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:16, 19 ago 2018 (CEST)
; [[Autore:Anton Čechov|Anton Čechov]]
* Il giardino dei ciliegi
; [[Autore:Luigi Chiarelli|Luigi Chiarelli]]
* opere
; [[Autore:Chrétien de Troyes|Chrétien de Troyes]]
* opere
; [[Autore:Agatha Christie|Agatha Christie]]
* Sipario - L'ultima avventura di Poirot {{non firmato|78.6.226.3|15 ottobre 2016}}
:{{ping|Aubrey|Accurimbono|Candalua}} ma è [https://archive.org/details/AgathaChristieDieciPiccoliIndiani possibile]? :O --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:43, 20 ott 2016 (CEST)
:: E' morta nel 1976, il testo pubblicato in GB nel 1939 per la prima volta, in Italia il testo è coperto da diritti d'autore, in [http://copyright.cornell.edu/resources/publicdomain.cfm USA] pure credo, ma alcune delle sue prima opere potrebbero essere in PD, vedi [[:en:Author:Agatha Christie|en.source]]. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 03:07, 20 ott 2016 (CEST)
; [[Autore:Cristoforo Colombo|Cristoforo Colombo]]
* ''Lettere'' (1912) [https://archive.org/details/letteredicristof00colurich qui]
* Lettera rarissima (1810) [https://archive.org/details/letterararissima00colurich qui]
; [[Autore:Antonio Colmenero de Ledesma|Antonio Colmenero de Ledesma]]
* ''Della cioccolata'', traduzione di Alessandro Vitrioli (1677) [https://archive.org/details/bub_gb_BlWlJvEzuoYC qui]
; [[Autore:Étienne Bonnot de Condillac|Étienne Bonnot de Condillac]]
* "Trattato delle sensazioni" tradotto da Marco Fassadoni nel 1793: [https://archive.org/details/bub_gb_n3AP99qc0PkC qui]
; [[Autore:Victor Cousin|Victor Cousin]]
* "Lezioni sulla filosofia di Kant" tradotte da Francesco Trinchera (1842): [https://archive.org/details/CousinFilosofiaKant qui]
; [[Autore:Nicola Cusano|Nicola Cusano]]
* "Della dotta ignoranza" tradotto da Paolo Rotta nel 1927: [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/img66A304.pdf qui]
==D==
; [[Autore:Augusto De Angelis|Augusto De Angelis]] (1888-1944)
* Non abbiamo nulla di lui. Vedi [[:W:Augusto_De_Angelis#Opere|l'elenco delle opere]].
; [[Autore:Sante De Sanctis|Sante De Sanctis]]
* [[I sogni. Studi clinici e psicologici di un alienista]] [https://archive.org/details/SanteDeSanctisISogni qui]
* [[La psicologia del sogno]] [https://archive.org/details/DeSanctisLaPsicologiaDelSogno qui]
; René Descartes: vedi [[Wikisource:Proposte#C|'''Cartesio''']]
; [[Autore:Hans Driesch|Hans Driesch]]
* "Il vitalismo" tradotto da Mario Stenta (1905): [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/driesch/il_vitalismo/pdf/driesch_il_vitalismo.pdf qui]
; [[Autore:Leopoldo Pullè|Leo Di Castelnuovo]]
* [[Impara l'arte]] [https://books.google.it/books?id=52oW8Bd-YOUC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Charles Dickens|Charles Dickens]]
* [[Le avventure di Nicola Nickleby]]
* Le campane
* La battaglia della vita
* Il patto col fantasma
* Oliver Twist
* David Copperfield
* Tempi difficili
; [[Autore:Denis Diderot|Denis Diderot]]
* [[La religiosa]]
; [[Autore:Arthur Conan Doyle|Arthur Conan Doyle]]
* [[Autore:Arthur Conan Doyle|Arthur Conan Doyle]] - Sherlock Holmes {{fatto}} '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 19:14, 23 ago 2016 (CEST)
** non trovato su Internet Archive, Google Books, OPAL. Non c'è neanche su LiberLiber --[[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 11:46, 10 ago 2016 (CEST)
*** {{fatto}}...sta [http://www.braidense.it/risorse/dire_query.php?Nome1=Doyle,%20Arthur%20Conan qui] (e ricordo di averlo già scaricato, rovisto in archivio!) --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:14, 10 ago 2016 (CEST)
; [[Autore:Fëdor Dostoevskij|Fëdor Michajlovič Dostoevskij]]
* [[Povera gente]] [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/dostoevskij/povera_gente/pdf/dostoevskij_povera_gente.pdf qui]
; [[Autore:Paola Drigo|Paola Drigo]]
* [[Maria Zef]] [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/drigo/maria_zef/pdf/drigo_maria_zef.pdf qui]
;[[Autore:Félix Antoine Philibert Dupanloup|Félix Antoine Philibert Dupanloup]]
* [[La convenzione del 15 settembre e l'enciclica dell'8 dicembre]] [https://archive.org/details/bub_gb_0kFlx6eFkE4C qui]
==E==
; [[Autore:Meister Eckhart|Meister Eckhart]]
* "Prediche e trattati", (1927) [https://archive.org/details/EckhartPrediche qui]
; [[Autore:Ralph Waldo Emerson|Ralph Waldo Emerson]]
* "L'anima, la natura e la saggezza", tradotto da Mario Cossa (1911) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgFAIV23.pdf 1][http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgFAIV23a.pdf 2][http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgFAIV23aa.pdf 3]
;[[Autore:Friedrich Engels|Friedrich Engels]]
* "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato", traduzione di Pasquale Martignetti, Uffici della Critica Sociale, Milano, 1901; su Internet Archive [https://archive.org/details/EngelsOrigineDellaFamiglia qui].
; [[Autore:Federigo Enriques|Federigo Enriques]]
* "Lezioni di geometria proiettiva" (1898) [https://archive.org/details/lezdigeopro00enririch qui]
* "Causalità e determinismo nella filosofia e nella storia della scienza" (1941) su Liber Liber [http://www.liberliber.it/mediateca/libri/e/enriques/causalita_e_determinismo/pdf/enriques_causalita_e_determinismo.pdf qui]
; [[Autore:Eraclito|Eraclito]]
* "Raccolta dei frammenti", tradotta da R. Walzer (1939) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgCarrataT1861.pdf qui]
;[[Autore:George Eliot|George Eliot]] *Middlemarch
==F==
; [[Autore:Hans Fallada|Hans Fallada]]
* E adesso, pover'uomo?
; [[Autore:Giovanni Battista Felici|Giovanni Battista Felici]]
* [[Parere intorno all'uso della cioccolata]] (1728): [https://books.google.it/books?id=m7pdAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Francesco Felini|Francesco Felini]]
* [[Risposta dimostrativa che la cioccolata rompe il digiuno]] (1676) [https://books.google.it/books?id=lQKJr7x8lnkC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
* [[Altro parere intorno alla natura, ed all'uso della cioccolata"]] (1728): [https://archive.org/details/bub_gb_IIZPSyqfB4cC]
; [[Autore:Silvio Fiorillo|Silvio Fiorillo]]
* L'amor giusto, egloga pastorale in Napolitana e toscana lingua di Silvio Fiorillo da Capua detto capitano di Mattamoros
* La ghirlanda
* Li capitani vanagloriosi
* La Lucilla costante con le ridicole disfide e prodezze di Policinella
; [[Autore:Gustave Flaubert|Gustave Flaubert]]
* [[Madame Bovary]]
; [[Autore:Francis Scott Fitzgerald|Francis Scott Fitzgerald]]
* [[Il grande Gatsby]]
** Fitzgerald è morto nel 1940 cioè 70 anni fa Se la traduzione Fernanda Pivano forse è ancora sotto diritti. Ma esiste una traduzione più antica: dobbiate solo trovarla è la traduzione di Cesare Giardini, collana "I romanzi della palma" n. 89, Mondadori, Milano, 1936.
; [[Autore:Renato Fucini|Renato Fucini]]
* [[Le veglie di Neri]]
==G==
; [[Autore:Gaio Valerio Flacco|Gaio Valerio Flacco]]
* ''L'Argonautica, volgarizzata dal marchese Marc'Antonio Pindemonte'', Venezia, Giuseppe Antonelli, 1851, ([https://books.google.it/books?id=JRJKtlcK1KsC GB])
; [[Autore:Pasquale Galluppi|Pasquale Galluppi]]
* "Lettere filosofiche su le vicende della filosofia" (1827): [https://books.google.it/books?id=FWUWzC-iJ0YC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Jacopo Gelli|Jacopo Gelli]]
* [[Piccola enciclopedia di giuochi e passatempi]] (1929) [https://archive.org/details/GelliPiccolaEnciclopediaDiGiuochi qui]
; [[Autore:Giovanni Gentile|Giovanni Gentile]]
* "Teoria generale dello spirito come atto puro" 1938 [https://archive.org/details/GentileTeoriaGenerale qui]
* [[La nuova scuola media]] (1925) [https://archive.org/details/GentileLaNuovaScuolaMedia qui]
* "La mia religione", (1943): [https://archive.org/details/GentileLaMiaReligione qui]
; [[Autore:Italo Ghersi|Italo Ghersi]]
* "Matematica dilettevole e curiosa" 1913 (non ancora scansionato in rete, bisogna cercarlo, attenzione che ci sono aggiornamenti posteriori ancora sotto i diritti)
; [[Autore:Giuseppe Giacosa|Giuseppe Giacosa]]
* [[Scene e commedie]] [https://books.google.it/books?id=WhpeyRwxL4QC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Johann Wolfgang von Goethe|Johann Wolfgang von Goethe]]
* [[Faust (Goethe)]] di Goethe - [http://www.liberliber.it/online/autori/autori-g/johann-wolfgang-von-goethe/faust/ LiberLiber]
* [[Saggio sulla metamorfosi delle piante (Goethe)]] di Goethe - [https://books.google.it/books?id=JmFYAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio]]
* Ramayana, recensione gaudana - {{AutoreCitato|Vālmīki|Valmiki}}, testo (Vol. I-V) e traduzione (Vol. VI-X) di {{AutoreCitato|Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio}}; Parigi, stamperia reale 1843-1858, 1<sup>a</sup> Edizione (Vol. I [https://archive.org/details/GaspareGorresioRmyanaPoemaIndianoDiValmiciVol.I/page/n6 IA]; Vol. II [https://archive.org/details/ramayanapoemaind02valmuoft/page/n7 IA]; Vol. III [https://archive.org/details/ramayanapoemaind03valmuoft/page/n7 IA]; Vol. IV [https://archive.org/details/ramayanapoemaind04valmuoft/page/n7 IA]; Vol. V [https://archive.org/details/ramayanapoemaind05valmuoft/page/n7 IA]; Vol. VI [https://archive.org/details/ramayanapoemaind06valmuoft/page/n7 IA]; Vol. VII [https://archive.org/details/ramayanapoemaind07valmuoft/page/n7 IA]; Vol. VIII [https://archive.org/details/ramayanapoemaind08valmuoft/page/n7 IA]; Vol. IX [https://archive.org/details/ramayanapoemaind09vlmk/page/n7 IA]; Vol. X [https://archive.org/details/ramayanapoemaind10valmuoft/page/n7 IA])</div>
* Ramayana, recensione gaudana - {{AutoreCitato|Vālmīki|Valmiki}}, traduzione (Vol. I-III) di {{AutoreCitato|Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio}}; Milano, Pogliani 1869-1870, 2<sup>a</sup> Edizione (Vol. I [https://archive.org/details/ilramayana01vlmkuoft/page/n5 IA]; Vol. II [https://archive.org/details/bub_gb_wjIZaCAOgAIC/page/n5 IA]; Vol. III [https://archive.org/details/bub_gb_nlHfc3yZgrYC/page/n5 IA])
* Uttaracanda, recensione gaudana - {{AutoreCitato|Vālmīki|Valmiki}}, testo (Vol. I) e traduzione (Vol. II) di {{AutoreCitato|Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio}}; Parigi, stamperia reale 1867-1870 (Vol. I [https://archive.org/details/UttarakandaTestoConNoteSecondoICodiciDellaRecensioneGaudanaPerGaspareGorresio/page/n7 IA]; Vol. II [https://archive.org/details/UttaracandaVersioneItalianaPerGaspareGorresio/page/n9 IA])
; [[Autore:Guido Gozzano|Guido Gozzano]] e [[Autore:Amalia Guglielminetti|Amalia Guglielminetti]]
* [[Lettere d’amore]]
; [[Autore:Antonio Gramsci|Antonio Gramsci]]
* [[Gli intellettuali e l’organizzazione della cultura]]
; [[Autore:Franz Grillparzer|Franz Grillparzer]]
* [[Saffo]] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII40.pdf qui]
* [[Medea]] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII145.pdf qui]
; A. Grimaldi, R. Fronda
* "Trasmissione del pensiero e suggestione mentale: studio sperimentale e critico" (1891) [https://archive.org/details/Trasmissionepensiero qui]
; [[autore:Luo Guanzhong|Luo Guanzhong]]
* Il romanzo dei Tre Regni , scritto da Luo Guanzhong nel XIV secolo , è uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese. Lo trovate qui: http://chiquadroblog.it/romanzo-dei-tre-regni-progetto-traduzione-italiano/
; [[Autore:Guidotto da Bologna|Guidotto da Bologna]] (attribuito)
* [[Testo inedito di lingua]] [http://www.archive.org/stream/frateguidottoda00gazzgoog#page/n66/mode/2up qui]
==H==
; [[Autore:Ernst Haeckel|Ernst Haeckel]]
* [[I problemi dell'universo]] [https://archive.org/details/HaeckelProblemiDellUniverso qui]
* [[Storia della creazione naturale]] [https://archive.org/details/UFI0199294_TO0324_52672_000000 qui]
* [[Antropogenia]] [https://archive.org/details/PAL0104156_TO0324_52536_000000 qui]
; [[Autore:Nathaniel Hawthorne|Nathaniel Hawthorne]]
* [[La lettera scarlatta]]
; [[Autore:Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Georg Wilhelm Friedrich Hegel]]
* "Filosofia del diritto", tradotta nel 1848 da Antonio Turchiarulo: [https://archive.org/details/HegelFilosofiaDritto qui]
* "Filosofia della storia", tradotta nel 1840 da Giovanni Battista Passerini: [https://archive.org/details/HegelFilosofiaDellaStoria qui]
* "La fenomenologia dello spirito", tradotta nel 1863 da Alessandro Novelli: su Internet Archive [https://archive.org/details/lafenomenologiad00hege/page/n3/mode/2up qui]
* "La scienza della logica", tradotta da Arturo Moni (1924):[https://archive.org/details/ScienzaDellaLogicaVol1 1] [https://archive.org/details/ScienzaDellaLogicaVol2 2] [https://archive.org/details/ScienzaDellaLogicaVol3 3]
; [[Autore:Harald Høffding|Harald Høffding]]
* "I problemi di filosofia", tradotti da Vittoria Tedeschi (1927): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAII176.pdf qui]
; [[Autore:E. T. A. Hoffmann|E. T. A. Hoffmann]]
* [[Racconti fantastici (1884)]] [https://archive.org/details/HoffmannRaccontiFantastici qui]
; [[Autore:Victor Hugo|Victor Hugo]]
* [[I miserabili]]
* [[Notre-Dame de Paris]]
; [[Autore:David Hume|David Hume]]
* "Saggi filosofici sull' umano intelletto volgarizzati" (1820) [https://archive.org/details/HumeSaggjVol1 1] [https://archive.org/details/HumeSaggiVol2 2]
==I==
; [[Autore:Takeda Izumo|Takeda Izumo]]
* Chūshingura, opera teatrale giapponese, traduzione di Mario Merega
==J==
; [[Autore:William James|William James]]
* "La volontà di credere", tradotta da Anonimo (1912): [https://archive.org/details/JamesLaVolontaDiCredere qui]
; [[Autore:Jerome K. Jerome|Jerome K. Jerome]]
* [[Tre uomini in una barca (per tacer del cane)]]
; [[Autore:William Stanley Jevons|William Stanley Jevons]]
* "Logica", tradotta da Carlo Cantoni (1901): [https://archive.org/details/JevonsLogica qui]
==K==
; [[Autore:Immanuel Kant|Immanuel Kant]]
* "Fondazione della metafisica dei costumi" traduzione di Giovanni Vidari (1920) [https://archive.org/details/KantFondazioneDellaMetafisicaDeiCostumi qui]
* "Critica della ragion pratica" traduzione di Giovanni Vidari (1924) [https://archive.org/details/KantCriticaDellaRagionPratica qui]
* Per la pace perpetua. Progetto filosofico di Emanuele Kant. Prima traduzione italiana dal tedesco di A. Massoni (1901). [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgMiscMar38.pdf qui]
* Prolegomeni ad ogni futura metafisica che si presenterà come scienza. Tradotti da Piero Martinetti (1913)[https://archive.org/details/ProlegomeniKantMartinetti qui]
* Prolegomeni ad ogni futura metafisica che si presenterà come scienza. Tradotti da Aldo Oberdorfer (1914) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgARII103.pdf qui]
* Vidari, Giovanni (Traduttore). Antropologia prammatica (1921) [https://archive.org/details/KantAntropologiaPrammatica qui]
* Vidari, Giovanni (Traduttore). La metafisica dei costumi (1921):[https://archive.org/details/KantMetafisicaDeiCostumiPartePrima 1] [https://archive.org/details/KantMetafisicaDeiCostumiParteSeconda 2]
* "Antologia kantiana" a cura di Piero Martinetti: [https://archive.org/details/antologia_kant_martinetti_1944_images qui]
* "l'illeggittimità della ristampa dei libri"»" Traduzione dall'originale tedesco di Maria Chiara Pievatolo (2011). [http://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s06.xhtml qui]
;[[Autore:Søren Kierkegaard|Søren Kierkegaard]]
* Aut aut
: Opera di fondamentale importanza per la comprensione del filosofo danese, considerato il padre dell'esistenzialismo. Inspiegabile la mancanza di sue opere su wikisource {{non firmato|79.51.164.96}}
:: Grazie del suggerimento. L'assenza di questa e di molte altre opere è spiegabilissima: questa biblioteca viene gestita ed arricchita da un piccolo numero di contributori volontari, e le opere meritevoli di esservi inserite sono molte migliaia; inoltre non sempre sono disponibili traduzioni italiane non coperte da diritti d'autore. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:43, 28 ago 2018 (CEST)
* "Il diario del seduttore", tradotto da Luigi Redaelli (1942): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPIZ6280.pdf qui]
* "Il valore estetico del matrimonio", tradotto da Gualtiero Petrucci (1880): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI878.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI878a.pdf 2]
; [[Autore:Rudyard Kipling|Rudyard Kipling]]
* Il libro della giungla - non si trova... [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 13:25, 25 ott 2016 (CEST)
; [[Autore:Omar Khayyam|Omar Khayyam]]
* [[Rubaiyat]] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/docPCIV320.pdf qui]
==L==
;[[Autore:Diogene Laerzio|Diogene Laerzio]]
* "Delle vite dei filosofi" [https://books.google.it/books?id=-Qotgvu2PEwC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Félicité de Lamennais|Félicité de Lamennais]]
* "Parole d'un credente" (1834) in tre edizioni di tipo diverso [https://archive.org/details/LamennaisParoleCredente1 1], [https://archive.org/details/LamennaisParoleCredente2 2] e [https://archive.org/details/LamennaisParoleCredente3 3]
;[[Autore:Maurice Leblanc|Maurice Leblanc]]
* ciclo di Arsène Lupin
** ...qui sappiamo [http://www.genovalibri.it/leblanc/ cosa] cercare. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:43, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Tullio Levi-Civita|Tullio Levi-Civita]]
Lezioni di Geometria differenziale [https://books.google.it/books?id=chk0jxO2S2MC&pg=PA839&dq=Levi-Civita&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjS8-Xe3O3VAhVFbBoKHT3wAOwQ6AEIJzAA#v=onepage&q&f=false]
;[[Autore:Adolfo Lindner|Adolfo Lindner]]
* "Compendio di logica formale", tradotto da Tullio Erber (1882)[https://archive.org/details/LindnerCompendioDiLogicaFormale qui]
;[[Autore:John Locke|John Locke]]
* "Saggio filosofico di Gio. Locke su l'umano intelletto" tradotto da Francesco Soave (1775) [https://archive.org/details/saggiofilosofico01lockuoft 1] [https://archive.org/details/saggiofilosofico02lockuoft 2][https://archive.org/details/saggiofilosofico03lockuoft 3]
* "Epistola su la tolleranza", tradotta da Francesco A. Ferrari (1933): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgdipfilBII6_96_1.pdf qui]
* "Pensieri sull'educazione", tradotti da Tullio Marchesi (1934): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgdipfilBII6_100_3.pdf 1][http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgdipfilBII6_100_3a.pdf 2]
;[[Autore:Giusto Lodico|Giusto Lodico]]
* Storia dei Paladini di Francia
;[[Autore:Jacques Loeb|Jacques Loeb]]
* [[Fisiologia comparata del cervello e psicologia comparata]], traduzione di Federico Raffaele (1907) [https://archive.org/details/LoebFisiologiaComparata qui]
;[[Autore:Carlo Giuseppe Londonio|Carlo Giuseppe Londonio]]
* ''Pensieri di un uomo di senso comune'' ([https://books.google.it/books?id=6yBRAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false Google Books])
;[[Autore:Pseudo-Longino|Pseudo-Longino]]
* "Del sublime": [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII404.pdf qui]
;[[Autore:Hermann Lotze|Hermann Lotze]]
* "Microcosmo", tradotti da Francesco Bonatelli (1911): [https://archive.org/details/LotzeMicrocosmo qui]
;[[Autore:Luciano di Samosata]]
*'''Come si deve scrivere la Storia''', in inglese [http://lucianofsamosata.info/wiki/doku.php?id=home:texts_and_library:essays:the-way-to-write-history] e in greco [https://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A2008.01.0511]
==M==
;[[Autore:Ernst Mach|Ernst Mach]]
* [[L'analisi delle sensazioni]], traduzione di A. Vaccaro e C. Cessi [https://archive.org/details/MachAnalisiDelleSensazioni qui]
* [[I principi della meccanica esposti criticamente e storicamente nel loro sviluppo]], Traduzione di Dionisio Gambioli [https://archive.org/details/MachIPrincipiiDellaMeccanica qui]
;[[Autore:Vittoria Madurelli Berti|Vittoria Madurelli Berti]]
* La Ruota Pometto Eroicomico, Tipografia del Gab. Lett. per Giov. Batt. Berti Edit., Verona, 1833, [https://books.google.it/books?id=4TVRAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=%22vittoria+madurelli+berti%22&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiPtM6i043eAhWrz4UKHdw-BuIQ6AEILDAB#v=onepage&q=%22vittoria%20madurelli%20berti%22&f=false qui]
;[[Autore:Marcello Malaspina|Marcello Malaspina]]
* "Bacco in America - Componimento ditirambico in lode della cioccolata" (1731), contenuto in "saggi di poesie diverse" del 1741: [https://books.google.it/books?id=i0Uzl4lFrucC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Niccolò Malebranche|Niccolò Malebranche]]
* "Pensieri metafisici", a cura di Mario Novaro (1919): [https://archive.org/details/MalebranchePensieriMetafisici qui]
;[[Autore:Alessandro Manzoni|Alessandro Manzoni]]
Salve! Suggerisco di aggiungere a Wikisource l'opera "La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859 - Saggio comparativo di Alessandro Manzoni" a vantaggio dei lettori del sito.
Grazie per l'attenzione. {{non firmato| 37.182.237.159|14 ottobre 2016}}
:[[Indice:Manzoni - La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859, Milano, 1889.djvu|La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859]]. Saggio comparativo di Alessandro Manzoni, a cura di R. Astrua, Monza e Brianza, Limina Mentis, 2013. {{non firmato| 37.182.237.159|14 ottobre 2016}}
:{{fatto}} Vuoi trascrivere il testo con noi? :) --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:44, 14 ott 2016 (CEST)
;[[Autore:Filippo Tommaso Marinetti|Filippo Tommaso Marinetti]]
* Mafarka il futurista
* Zang Tumb Tumb
* L'uomo moltiplicato e il regno della macchina
* Gli amori futuristi
;[[Autore:Giuseppe Marletta|Giuseppe Marletta]]
* "Esseri geometrici" (1931) [https://archive.org/details/EsseriGeometriciMarletta qui]
* "Saggio di geometria ad infinite dimensioni" (1917) [https://archive.org/details/MarlettaSaggioDiGeometriaAdInfiniteDimensioni qui]
;[[Autore:Christopher Marlowe|Christopher Marlowe]]
* [[Faust (Marlowe)]]
;[[Autore:Piero Martinetti|Piero Martinetti]]
* "La volontà" (1942) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/1272445b2e816c3db70016e40584c944.pdf qui]
* "Il valore obbiettivo della morale" (1944) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/799dc6e328aae3b5f9289755ec726357.pdf qui]
* "Occultismo e divinazione" (1941) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/dbc1df3e3fa377651f5d290bd31091de.pdf qui]
* "Un cristianesimo dualista" (1936) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/a03eb401beb5cd359a5562ed362ff394.pdf qui]
* "La libertà" (1928) [https://archive.org/details/imgPAIV93MiscellaneaOpal qui]
* "Introduzione alla metafisica" (1902): [https://archive.org/details/imgGI346MiscellaneaOpal qui]
* "Il sistema Sankhya" (1896): [https://archive.org/details/imgopalmiscellaneaGIX324 qui]
* "Sul fondamento trascedente della vita morale" (1938) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/44073a1ee8c2e40a316efb87f7c09f54.pdf qui]
* "Idealismo e trascendenza" (1943) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/c4369f29224f2a423f36fd201c432405.pdf qui]
* "Il vangelo" con introduzione e note di Piero Martinetti (1936) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/f46dd5821edcea20ebc315918e139f57.pdf qui]
;[[Autore:Ferdinando Martini|Ferdinando Martini]]
* [[L’uomo propone e la donna dispone]] [https://books.google.it/books?id=w_o6tVvThI4C&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
* [[Chi sa il giuoco non l'insegni]] [https://books.google.it/books?id=vhdq_ybKDQsC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Lorenzo Milani|Lorenzo Milani]]
* [[L’obbedienza non è più una virtù]]
;[[Autore:John Stuart Mill|John Stuart Mill]]
* "La libertà", traduzione di Arnaldo Agnelli (1911): [https://archive.org/details/MillLaLiberta qui]
* "Utilitarismo", traduzione di Eugenio Debenedetti (1866): [https://archive.org/details/MillUtilitarismo qui]
;[[Autore:John Milton|John Milton]]
* ''[[Paradiso perduto]]'' (trad. di Andrea Maffei) trovata su Internet Archive https://archive.org/details/bub_gb_r-iP5eVnjIUC come la pagina di Shakespeare ci sono due traduzione de La tempesta
;[[Autore:Salvatore Minocchi|Salvatore Minocchi]]
* "La Genesi con discussioni critiche" (1908): [https://archive.org/details/minocchilagenesicondiscussionicritiche qui]
;[[Autore:Maria Montessori|Maria Montessori]]
* "Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini" (1909)
; [[Autore:Carlo Luigi Morichini|Carlo Luigi Morichini]]
* ''Degli istituti di carità per la sussistenza e l'educazione dei poveri e dei prigionieri in Roma: libri tre''. Vol. 1. Stabilimento Tip. Camerale, 1870."
See also:
https://books.google.it/books?hl=it&lr=&id=BehcIZtzrgIC&oi=fnd&pg=PA7&dq=Luigi+Morichini+&ots=ThNec-_AwP&sig=zUx8uQZo0mPg68cm8gMX3SkMTKw#v=onepage&q=Luigi%20Morichini&f=false
;[[Autore:Tommaso Moro|Tommaso Moro]]
* Utopia traduzione del 1863: [https://books.google.it/books?id=mJ90sdF-BfcC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
* Utopia, traduzione di Vincenzo Ferrario del 1823: [https://books.google.it/books?id=C91VcVtuarcC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Enrico Morselli|Enrico Morselli]]
* [[Il Magnetismo Animale - La fascinazione e gli stati ipnotici]] [https://archive.org/details/IlMagnetismoAnimale-LaFascinazioneEGliStatiIpnotici qui]
* [[Psicologia e spiritismo]] [https://archive.org/details/MorselliPsicologiaSpiritismoVolUno 1][https://archive.org/details/MorselliPsicologiaSpiritismoVolDue 2]
;[[Autore:Benito Mussolini|Benito Mussolini]]
Penso che, ormai, non si possa negare la storicità di tale persona, al netto del credo politico. Forse si potrebbe mettere molto più materiale di quanto già non ve ne sia, senza essere tacciati di parteggiare per una visione ideologica piuttosto che per un'altra.
Volendo, si potrebbero trovare delle prove cartacee, documenti, riguardo ai suoi discorsi pubblici ed il lavoro come giornalista dell'Avanti. Del resto, non è nato Duce, ma ha scritto molte cose, prima di assumere tale ruolo politico... [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 17:28, 10 set 2016 (CEST)
: Inizio chiarendo che la comunità di Wikisource ha sempre accolto i testi di ogni estrazione e, che io ricordi, nessun ha mai tacciato nessuno altro di alcunché, faccio notare che non siamo all'anno zero: la pagina [[autore:Benito Mussolini]] è creata da tempo. Alcuni discorsi erano già stati inseriti da diversi anni in quanto già nel PD.
: Considerando che la richiesta è generica in quanto non riguarda un testo specifico, che ogni utente è sempre stato libero di inserire i testi che gradisce dell'autore che più interessa, che non ci sono ostacoli né pregiudizi da rimuovere nella comunità, non capisco bene il motivo di questa proposta.
: Ben vengano i testi di Mussolini come di qualsiasi altro autore, siamo qui per documentare e trascrivere in maniera fedele alle fonti non per fare propaganda. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 05:06, 11 set 2016 (CEST)
:: Proprio per sottrarre i testi dei discorsi all'arbitrarietà con cui sono stati spesso riprodotti in vari siti da cui li abbiamo copiati, mi sono preso a suo tempo la briga di andare a spulciare nella biblioteca della mia scuola una fonte ''ufficiale'', ricopiandone anche i testi di contorno e le formattazioni. per esempio vedasi [[Speciale:LinkPermanente/1298550|questa versione]] rispetto a [[Speciale:LinkPermanente/1706382|questa]], oppure [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Italia_-_4_novembre_1925%2C_Discorso_per_il_VII_anniversario_della_Vittoria&type=revision&diff=1716425&oldid=1288005 queste differenze] dove oltre all'introduzione aggiunta si notano correzioni agli acapo, accenti, maiuscole, e perfino una data sbagliata.
::La fonte da me usata e indicata in pagina di discussione è ''Scritti e Discorsi di Benito Mussolini, Edizione Definitiva'' che però arriva solo fino a metà della guerra. Auspico che qualche benemerito istituto possa prima o poi digitalizzarla. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:30, 11 set 2016 (CEST)
==N==
;[[Autore:Friedrich Nietzsche|Friedrich Nietzsche]]
* "Al vento maestrale" traduzione di Antonio Cippico (1904): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPG3237.pdf qui]
* "Così parlò Zarathustra" traduzione di Attilio Barion (1922) (traduzione diversa dall'altra già digitalizzata) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI231.pdf qui]
* "Trasmutazione di tutti i valori - Crepuscolo degli idoli - l'anticristo - Ditirambi di Dioniso" traduzione di Angelo Treves (1927) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAII88.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI1088a1.pdf 2] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAII88aa.pdf 3]
;[[Autore:Ippolito Nievo|Ippolito Nievo]]
* [[Il conte pecoraio]]
* [[Il Varmo]]
;[[Autore:Charles Nodier|Charles Nodier]]
* [[Racconti fantastici (Nodier)]], da trascrivere
;[[Autore:Novalis|Novalis]]
* [[Enrico d'Ofterdingen]], tradotto da anonimo, (1932) [https://archive.org/details/NovalisEnricoDOfterdingen qui]
;[[Autore:Antonio Nibby|Antonio Nibby]]
* '' Roma nell'anno 1838 descritta da Antonio Nibby''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_XLw-EWWkeGAC Parte Antica 1.]''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_0g9kZmUnTK8C Parte Antica 2.]''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_Dh7t8VUpfNkC Parte prima moderna.]''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_p2jE_oceiMQC Parte seconda moderna.]''
==O==
;[[Autore:Publio Ovidio Nasone|Ovidio]]
* [[Ars amatoria]] tradotta nel 1811 da Cristoforo Boccella [https://books.google.it/books?id=xvg9AAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]. Caricata in [[Indice:Boccella, Cristoforo - I 3 libri dell'arte amatoria ed il libro de'remedi d'amore (traduzione Ars Amandi di Ovidio).djvu]]
* Fasti. Testo latino e traduzione.
;[[Francesco Silvio Orlandini|Francesco Silvio Orlandini]]
* [[Scritti in verso e in prosa di Salvatore Viale]] [http://www.google.fr/books/pdf/Scritti_in_verso_e_in_prosa.pdf?vid=OCLC07372832&id=6NAOhRvvO4MC&output=pdf&sig=om4vkDv3P2CG9oqno1fA17oDPFs qui]
==P==
;[[Autore:Domenico Pacini|Domenico Pacini]]
* [[La radiazione penetrante alla superficie ed in seno alle acque]], 1912 [https://archive.org/details/PaciniLaRadiazionePenetrante qui]
;[[Autore:Paolo Paruta|Paolo Paruta]]
Vorrei cortesemente consigliare a Wikisource italiana, degna erede degli amanuensi che in Italia copiavano antichi libri, il volume rinascimentale ''Historia Venetiana'' di Paolo Paruta (scritto "PARVTA" con i caratteri del tempo, di cui possiedo una copia, comprata a Venezia stessa. Vorrei chiedere l'autorizzazione a copiarla qui ed aiuti da chi ne possedesse altre copie. --[[User:Aledownload|Aledownload]] ([[User talk:Aledownload|disc.]]) 14:30, 25 apr 2018 (CEST)
;[[Autore:Vilfredo Pareto|Vilfredo Pareto]]
* [[Trattato di sociologia generale]], 1916 [https://archive.org/details/ParetoTrattatoDiSociologiaGeneraleVol1 qui] e [https://archive.org/details/ParetoTrattatoDiSociologiaGeneraleVol2 qui]
;[[Autore:Blaise Pascal|Blaise Pascal]]
* ''[[Pensieri (Pascal)|Pensieri]]'' (1820): [https://archive.org/details/PensieriPascal qui]
;[[Autore:Giuseppe Peano|Giuseppe Peano]]
*''Le definizioni in matematica'' (1911):([http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI380.pdf qui] mentre [http://utenti.quipo.it/base5/peano/peanodefiniz2.pdf qui] è già digitalizzato)
*''Le definizioni in matematica'' (1921): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI379.pdf qui]
*''Principii di logica matematica'' (1891): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI390.pdf qui]
*''Studii di logica matematica'' (1897): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI381.pdf qui]
*''Sulla definizione di limite'' (1913): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI387.pdf qui]
*''Le definizioni per astrazione'' (1915): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI773.pdf qui]
*''Resto nelle formule di quadratura espresso con un integrale definito'' (1913): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI1286.pdf qui]
*''Derivata e differenziale'' (1912): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI1285.pdf qui]
*''Analisi della teoria dei vettori'' (1898): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI388.pdf qui]
* ''Dizionario di logica matematica'' (1901): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI384.pdf qui]
*''Principii di logica matematica'' (1891): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI390.pdf qui]
*''Sul concetto di numero'' (1891): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI386.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI386a.pdf 2]
*''Sul libro V di Euclide (1906): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI771.pdf qui]
*''Sulla definizione di probabilità'' (1912): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI383.pdf qui]
*''Sulla forma dei segni di algebra'' (1919): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI769.pdf qui]
*''Sui libri di testo per l'aritmetica nelle scuole elementari'' (1924): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI1567.pdf qui]
*''La geometria basata sulle idee di punto e di distanza'' (1902): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI768.pdf qui]
*''L'esecuzione tipografica delle formule matematiche'' (1915): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI770.pdf qui]
*''La numerazione binaria applicata alla stenografia'' (1898): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI741.pdf qui]
*''Una questione di grammatica razionale'' (1911): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI389.pdf qui]
*''Giochi di aritmetica e problemi interessanti'' è digitalizzato [http://utenti.quipo.it/base5/peano/giocaritmetica.htm qui]. Comunque occorre anche avere l'originale cartaceo a fronte per evitare eventuali errori di trascrizione.
;[[Autore:Francesco Petrarca|Francesco Petrarca]]
* [[Volgarizzamento dell'Epistola di Petrarca a Niccolò Acciauoli]] (1) [https://books.google.it/books?id=gO9VAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 1] (e 2, meglio): [https://books.google.it/books?id=FuA7AQAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 2]
;[[Autore:Ettore Petrolini|Ettore Petrolini]]: ''[[Nerone]]'', ''[[Gastone]]'', ''[[Il padiglione delle meraviglie]]'', ''[[47 morto che parla]]''
'''Mario Pieri''' "La geometria elementare istituita sulle nozioni “punto” e “sfera”" (1908): [https://archive.org/details/LaGeometriaElementareMarioPieri qui]
;[[Autore:Mario Pilo|Mario Pilo]]:
''[[Psicologia musicale]]'' [https://archive.org/details/PiloPsicologiaMusicale qui]
* "Estetica" (1894) [https://archive.org/details/PiloEstetica qui]
* "Estetica - lezioni sul gusto" (1906) [https://archive.org/details/PiloEsteticaGusto qui]
* "Estetica - lezioni sull'arte" (1907) [https://archive.org/details/PiloEsteticaArte qui]
* "Estetica - lezioni sul bello" (1921) [https://archive.org/details/esteticalezionis00pilo qui]
;[[Autore:Luigi Pirandello|Luigi Pirandello]]:
* ''[[Così è (se vi pare)]]''
* ''[[I giganti della montagna]]''
* la trilogia del teatro nel teatro, comprendente ''[[Sei personaggi in cerca d'autore]]'', ''[[Questa sera si recita a soggetto]]'' e ''[[Ciascuno a suo modo]]''. Alcune opere ci sono su Internet Archive
* ''La ragione degli altri''
;Pitagora
* I versi aurei, i simboli, le lettere. Seguite da frammenti ed estratti di Porfirio ... Versioni dal greco di G. Pesenti. Lanciano : R. Carabba, 1913 [https://archive.org/details/PitagoraVersiAurei qui]
;[[Autore:Gino Piva|Gino Piva]]
* ''Bi-ba-ri-bò''
;[[Autore:Italo Pizzi|Italo Pizzi]]
* Storia della Letteratura persiana; Torino, Unione Tipografico, 1894 (Vol. I [https://archive.org/details/storiadellapoes01pizzgoog/page/n8 IA] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAV196.pdf OPAL 1]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAV196a.pdf OPAL 2]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196aa.pdf OPAL 3]; Vol. II [https://archive.org/details/storiadellapoes00pizzgoog/page/n6 IA] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196aaa.pdf OPAL 1]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196ab.pdf OPAL 2]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196abb.pdf OPAL 3])
* Letteratura araba - ; Milano, Hoepli, 1903 ([https://archive.org/details/letteraturaarab00pizzgoog/page/n6 IA])
* Letteratura persiana; Milano, Hoepli, 1903 ([https://archive.org/details/manualdilettera00pizzgoog/page/n6 IA])
* L'islamismo; Milano, Hoepli, 1903 ([https://archive.org/details/lislamismo00pizzuoft/page/n5 IA])
;Christine De Pizan
* ''La città delle dame''
;[[Autore:Platone|Platone]]
* "Antologia platonica" a cura di Piero Martinetti (1939): [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/fddb366fcc737441ce47a49a0caafa32.pdf qui]
*''[[Apologia di Socrate]]'' Traduzione di Maria Chiara Pievatolo (2000) [http://archiviomarini.sp.unipi.it/347/4/apologia.pdf qui]
*''[[Eutifrone]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1880): [https://archive.org/details/EutifronePlatoneBonghi qui]
* ''[[Apologia di Socrate]]'', tradotta da Ruggero Bonghi (1880): [https://archive.org/details/ApologiaDiSocratePlatoneBonghi qui]
* '''[[Critone]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1880): [https://archive.org/details/CritonePlatoneBonghi qui]
* ''[[Fedone]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1881): [https://archive.org/details/FedonePlatoneBonghi qui]
* ''[[Protagora]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1882): [https://archive.org/details/ProtagoraPlatoneBonghi qui]
* ''[[Eutidemo]]'', '''Aristotele '''. "Primo libro delle confutazioni sofistiche" tradotti da Ruggero Bonghi (1883): [https://archive.org/details/Eutidemo qui]
* ''[[Cratilo]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1885): [https://archive.org/details/CratiloPlatoneBonghi qui]
* ''[[Teeteto]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1892): [https://archive.org/details/TeetetoPlatoneBonghi qui]
* ''[[Della Repubblica]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1900): [https://archive.org/details/BonghiRepubblicaPlatone qui]
* ''[[Lachete]]'', ''[[Gorgia]]'', ''[[Menone]]'', tradotti da Ruggero Bonghi (1903): [https://archive.org/details/LacheteGorgiaMenonePlatoneBonghi qui]
* ''[[Filebo]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1896): [https://archive.org/details/FileboPlatoneBonghi qui]
* ''[[Convito]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1888): [https://archive.org/details/PlatoneConvito qui]
* ''[[Sofista]]'' - ''[[Politico]]'' - ''[[Parmenide]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1901):[https://archive.org/details/BonghiPlatoneSofista qui]
* ''[[Fedro]]'' - ''[[Alcibiade Primo]]'' - ''[[Carmide]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1902): [https://archive.org/details/PlatoneFedroAlcibiadePrimoCarmide qui]
* ''[[Ippia Maggiore]]'' - ''[[Ippia Minore]]'' - ''[[Ione]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1904): [https://archive.org/details/PlatoneIppiaMaggioreIppiaMinoreJone qui]
;[[Autore:Tito Maccio Plauto|Tito Maccio Plauto]]
*''[[Miles gloriosus]]''
*''[[Anfitrione]]'' [http://www.opal.unito.it/psixsite/Teatro%20italiano%20del%20XVI%20e%20XVII%20secolo/Elenco%20opere/image187aa.pdf qui] e [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGXIII64.pdf qui]
*''[[Aulularia]]'' [http://www.opal.unito.it/psixsite/Teatro%20italiano%20del%20XVI%20e%20XVII%20secolo/Elenco%20opere/imageGXIII268a.pdf qui]
*''[[Mostellaria]]'' [http://www.opal.unito.it/psixsite/Teatro%20italiano%20del%20XVI%20e%20XVII%20secolo/Elenco%20opere/image187.pdf qui]
{{+1}} di [[Autore:Tito Maccio Plauto|Plauto]] '''abbiamo tutto''' ed è solo da caricare; a noi più che un compilatore servirebbe un ''trascrittore'' !!! :P --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 13:18, 27 ott 2016 (CEST)
;[[Autore:Plutarco|Plutarco]]
*[[Vite parallele]]: ci sono vari volumi (non so se completi) [https://archive.org/search.php?query=Le%20vite%20parallele%20di%20Plutarco su Internet Archive].
**completo su OPAL --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:53, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Edgar Allan Poe|Edgar Allan Poe]]
* [[Gli assassinii della Rue Morgue]],
* Poesie (1892) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI1165.pdf qui]
;[[Autore:Pierre Alexis Ponson du Terrail|Pierre Alexis Ponson du Terrail]]
*[[Rocambole]]
** {{+1}} molto [http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&sort_access=Data_ascendente%3A+min+31%2C+min+3086%2C+min+5003&rpnquery=%2540attrset%2Bbib-1%2B%2B%2540attr%2B1%253D1016%2B%2540attr%2B4%253D6%2B%2522Pierre%2BAlexis%2BPonson%2Bdu%2BTerrail%2522&totalResult=958&select_db=solr_iccu&saveparams=true&nentries=50&from=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+Pierre+Alexis+Ponson+du+Terrail+%28parole+in+AND%29+&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&do_cmd=search_show_cmd&resultForward=opac%2Ficcu%2Fbrief.jsp&brief=brief&refine=54|||ita|||italiano|||Lingua materiale] --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:43, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Proclo|Proclo]]
*''Elementi di teologia'' (1917) [https://archive.org/details/ProcloElementiDiTeologia qui]
;[[Autore:Sesto Properzio|Sesto Properzio]]
* Elegie: https://archive.org/details/bub_gb_tkI6O0MgMwEC
* altre opere su IA: https://archive.org/search.php?query=Properzio
;Marcel Proust
* ''Alla ricerca del tempo perduto''
;[[Autore:Sully Prudhomme|Sully Prudhomme]]
* Opere
'''Sebastiano Purgotti''' "Sulla necessità di escludere lo studio della geometria dai pubblici ginnasi e l'Euclide dai licei." (1870): [https://archive.org/details/PurgottiSullaNecessitaDiEscludere qui]
==R==
;[[Autore:François Rabelais|François Rabelais]]
* [[Gargantua e Pantagruele]]
;[[Autore:Pietro Ragnisco|Pietro Ragnisco]]
* "La critica della ragion pura di Kant", (1875) [https://archive.org/details/RagniscoCriticaDellaRagionPura qui]
;[[Autore:Noël Regnault|Noël Regnault]]
* "Trattenimenti matematici" (1751) [https://books.google.it/books?id=SNs2AAAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Enrico Retti|Enrico Retti]]
* [[Teorica delle forze che agiscono secondo la legge di Newton e sua applicazione alla elettricità statica]] [[https://books.google.it/books?id=bjRWAAAAcAAJ&pg=PA3&dq=Newton&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiS5vDqt-vVAhVDRhQKHdmkBuIQ6AEIRTAH#v=onepage&q=Newton&f=false]]
;[[Autore:Gregorio Ricci Curbastro|Gregorio Ricci Curbastro]]
* [[Lezioni di teoria delle superficie]][[http://resolver.library.cornell.edu/math/1934304]]
;[[Autore:Mario Rigoni Stern|Mario Rigoni Stern]]
* Mi piacerebbe che nella raccolta di libri di Wikisource ci fosse anche il "sergente nella neve" di Mario Rigoni Stern. Cordiali saluti. Giove optimus Maximus
:Gran bel libro, però Mario Rigoni Stern è deceduto ad Asiago il 16 giugno 2008. Le sue opere saranno nel dominio pubblico solamente nel 2079. Ti devi armare di pazienza... --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 11:48, 9 mag 2020 (CEST)
;[[Autore:Enrico Rocca|Enrico Rocca]]
* ''Panorama dell'arte radiofonica'' [https://archive.org/details/PanoramaDellArteRadiofonicaRocca qui]
;[[Autore:Augusto Romagnoli|Augusto Romagnoli]]
* ''Ragazzi ciechi'' [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/r/romagnoli_augusto/ragazzi_ciechi/pdf/romagnoli_augusto_ragazzi_ciechi.pdf qui]
;[[Autore:Antonio Rossi|Antonio Rossi]]
* ''Manuale del profumiere'' [https://archive.org/details/RossiManualeDelProfumiere1902 qui]
;[[Autore:Edmond Rostand|Edmond Rostand]]
* ''Cirano di Bergerac'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
* ''La samaritana'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
* ''I romanzeschi'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
* ''L'Aquilotto'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
;[[Autore:Jean-Jacques Rousseau|Jean-Jacques Rousseau]]
* "Il contratto sociale", tradotto da Anonimo (1850) [https://archive.org/details/RousseauContrattoSociale qui]
;[[Autore:Josiah Royce|Josiah Royce]]
* "Il mondo e l'individuo", tradotto da Giuseppe Rensi (1913) [https://archive.org/details/RoyceMondoIndividuoVolUno 1] [https://archive.org/details/RoyceMondoIndividuoVolDue 2]
==S==
;[[Autore:Emilio Salgari|Emilio Salgari]]
* ''Il Leone di Damasco'', sèguito di ''Capitan Tempesta'', di cui abbiamo solo il primo capitolo
* ''Il figlio del cacciatore d'orsi'', pubblicato con lo pseudonimo di A. Permini
* ''La vendetta d'uno schiavo'', pubblicato con lo pseudonimo di E. Giordano
;[[Autore:Antoine de Saint-Exupéry|Antoine de Saint-Exupéry]]
* ''Volo di notte''
* ''Corriere del sud''
;[[Autore:Victorien Sardou|Victorien Sardou]]
* Tosca
* Madame Sans-Gêne
;[[Autore:Brillat-Savarin|Brillat Savarin]]
*[[Physiologie du gout, ou meditations de gastronomie transcendante; ouvrage théorique, historique, et à l'ordre du jour, dédié aux gastronomes Parisiens]] c'è su [https://archive.org/details/b21525699] creative commons, proponibile ai francesi (non so come, non so il francese)
* citato nell'Artusi, forse poi si può tradurre con wiki ?
;[[Autore:Maria Savi-Lopez|Maria Savi Lopez]]
* [[Leggende del mare]]
;[[Autore:Giovanni Scala|Giovanni Scala]]
* [[Geometria prattica]] [http://amshistorica.unibo.it/4 qui]
;[[Autore:Friedrich Schelling|Friedrich Schelling]]
* "Ricerche filosofiche su la essenza della libertà umana e gli oggetti che vi si collegano", tradotte da Michele Losacco (1919) [https://archive.org/details/SchellingRicercheFilosofiche qui]
* "Sistema dell'idealismo trascendentale", tradotto da Michele Losacco (1908) [https://archive.org/details/SchellingSistemaDellIdealismoTrascendentale qui]
* "Bruno", tradotto nel 1859 da Marianna Florenzi Waddington: [https://archive.org/details/bub_gb_avf72hy2BocC qui]
;[[Autore:Arthur Schopenhauer|Arthur Schopenhauer]]
* "Morale e religione" (1908)
[https://archive.org/details/SchopenhauerMoraleReligione qui]
* "Frammenti di storia della filosofia" (1926) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI724.pdf qui]
* "Pagine scelte" (1920) [https://archive.org/details/SchopenhauerPagineScelte qui]
* "Saggio sul libero arbitrio" (1908) [https://archive.org/details/SchopenhauerLiberoArbitrio qui]
* "Pensieri e frammenti" (1911) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgARIV152.pdf qui]
;[[Autore:Corrado Segre|Corrado Segre]]
* "Su alcuni indirizzi nelle investigazioni geometriche" (1891) [https://archive.org/details/SegreSuAlcuniIndirizziSulleInvestigazioniGeometriche qui]
* "La geometria d’oggidì e i suoi legami con l’analisi" (1905) [https://archive.org/details/SegreLaGeometriaDOggidi qui]
;[[Autore:Lucio Anneo Seneca|Lucio Anneo Seneca]]
* "Dell'Ira" tradotto da Francesco Serdonati (1863) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGXIII44.pdf qui]
* "La morale" tradotta da P. Domenico Bassi (1924) [https://archive.org/details/SenecaLaMorale qui]
;[[Autore:Senofonte|Senofonte]]
*c'è l'[https://archive.org/search.php?query=L%27Anabasi Anabasi su Internet Archive] (attenzione ai volumi duplicati, in realtà sono solo 2).
;[[Autore:Sesto Empirico|Sesto Empirico]]
* "Delle istituzioni pirroniane" tradotte da Stefano Bissolati (1917) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI257.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI257a.pdf 2] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI257aa.pdf 3]
;[[Autore:Matilde Serao|Matilde Serao]]
;[[Autore:William Shakespeare|William Shakespeare]]
abbiamo solo ''Macbeth, Tempesta e Amleto''... Romeo e Giulietta? altre opere famosissime? [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 09:14, 19 ago 2016 (CEST)
* [[Giulio Cesare]]
* [[Riccardo III]]
* [[Romeo e Giulietta]]: la [https://archive.org/details/bub_gb_wk_N0uSYuGkC trad. di Michele Leoni]
* [[Otello]] la [https://archive.org/details/bub_gb_2ht-i-ws5c4C trad. di Andrea Maffei] [[User:GioDylanfo|GioDylanfo]] ([[User talk:GioDylanfo|disc.]]) 12:41, 27 ott 2016 (CEST)
* [[Sogno di una notte di mezza estate]]
* [[La dodicesima notte]]
* [[Le allegre comari di Windsor]]
{{+1}} di [[Autore:William Shakespeare|Shakespeare]] [https://archive.org/details/teatrocompletodi01shak abbiamo tutto] servirebbe un ''trascrittore''! Volontari? :) --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 13:18, 27 ott 2016 (CEST)
;[[Autore:Mary Shelley|Mary Shelley]]
* [[Frankenstein]] - [Vedere https://www.openmlol.it/Media/Search?Kw=frankenstein&OrderBy=Popularity&OrderDir=DESC&PageSize=12&Page=1&Typology=310&List=0] non c'e in lingua italiana GioDylanfo
;[[Autore:M. P. Shiel|M. P. Shiel]]
* La nube purpurea
;[[Autore:Adam Smith|Adam Smith]]
* [[Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni]] [https://archive.org/details/bub_gb_tYgReK8B79cC qui]
;[[Autore:Vladimir Sergeevič Solov'ëv|Vladimir Sergeevič Solov'ëv]]
* "I fondamenti spirituali della vita", traduzione di Aurelio Palmieri (1922): [https://archive.org/details/solovevfondamentispiritualidellavita qui]
;[[Autore:Baruch Spinoza|Baruch Spinoza]]
* [[Dell'Etica]] tradotta da Carlo Sarchi (1880) [https://archive.org/details/SpinozaEtica qui]
* [[Trattato teologico-politico]] tradotto da Carlo Sarchi (1875) [https://archive.org/details/SpinozaTrattatoTeologicoPolitico qui]
;[[Autore:Gertrude Stein|Gertrude Stein]]
* [[Tre esistenze]] ([http://id.sbn.it/bid/TO00852642 SBN])
;[[Autore:Stendhal|Stendhal]]
* [[La Certosa di Parma]]
* [[La badessa di Castro]]
;[[Autore:Robert Louis Stevenson|Robert Louis Stevenson]]
: ''[[L'isola del tesoro]]'', ''[[La freccia nera]]'', ''[[Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde]]''
:: De ''L'isola del tesoro'' è nel PD da tempo la traduzione di [[:w:Angiolo Silvio Novaro]], tuttora stampata da Mondadori (l'editore originario) e Newton Compton. Alle opere succitate si aggiunga ''Il master di Ballantrae'', disponibile nella traduzione di [[:w:Giulia Celenza]] (pubblicata in origine come ''Il Signor di Ballantrae'', Corticelli, 1929). --[[User:Dalmoil|Dalmoil]] ([[User talk:Dalmoil|disc.]]) 19:43, 28 ago 2017 (CEST)
;[[Autore:Max Stirner|Max Stirner]]
* "L'unico e la sua proprietà", in due versioni del 1902 e del 1922: [https://archive.org/details/MaxStirnerLunico1902 qui] e [https://archive.org/details/MaxStirnerLunico qui]
;[[Autore:Bram Stoker|Bram Stoker]]
* La dama del sudario
* La tana del Verme Bianco
* Il gioiello delle sette stelle
;[[Autore:Jonathan Swift|Jonathan Swift]]
* I viaggi di Gulliver
==T==
;[[Autore:Rabindranath Tagore|Rabindranath Tagore]]
* [[Chitra]]
;[[Autore:Carlo Giovanni Testori|Carlo Giovanni Testori]]
* [[La musica ragionata]] [https://books.google.it/books?id=zgn8ZCLfF1YC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Henry David Thoreau|Henry David Thoreau]]
* [[Walden]]
* [[Disobbedienza civile]]
::non trovato su Internet Archive. Su LiberLiber c'è ''Disobbedienza civile'' ma è sotto copyright. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 12:23, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Adriano Tilgher|Adriano Tilgher]]
* "Lo spaccio del bestione trionfante" (1925) [https://archive.org/details/LoSpaccioDelBestioneTrionfanteTilgher qui]
;[[Autore:Gaston Tissandier|Gaston Tissandier]]
[[Le ricreazioni scientifiche]] [https://archive.org/details/b21500757 qui]
;[[Autore:Tommaso d'Aquino|Tommaso d'Aquino]]
* "Compendio di teologia" di Tommaso d'Aquino, tradotto da Luigi Granelli (1887): [https://archive.org/details/TommasoCompendioTeologia qui]
;[[Autore:Claudio Tolomeo|Claudio Tolomeo]]
* [[Geografia]] [http://amshistorica.unibo.it/186 qui] e [http://amshistorica.unibo.it/182 qui]
;[[Autore:Lev Nikolaevič Tolstoj|Lev Nikolaevič Tolstoj]]
* [[La morte di Ivan Ilijc]]
* [[Confessione]], di [[Autore:Lev Nikolaevič Tolstoj|Lev Nikolaevič Tolstoj]]
*:abbiamo [[Le confessioni]], esistono altre versioni/traduzioni? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:59, 25 nov 2016 (CET)
* [[Anna Karenina]] [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/t/tolstoj/anna_karenina_slavia/pdf/tolstoj_anna_karenina_slavia.pdf qui]
* [[Guerra e pace]] sono di pubblico dominio le traduzioni di Federico Verdinois (in corso di digitalizzazione da Liber Liber) e quella di Enrichetta Carafa Capecelatro.
;[[Autore:Ivan Sergeevič Turgenev|Ivan Sergeevič Turgenev]]
* [[Padri e figli]]
* [[Terre Vergini]]
;[[Autore:Mark Twain|Mark Twain]]
* Le avventure di Huckleberry Finn
* Le avventure di Tom Sawyer
* Un americano alla corte di re Artù
==U==
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* [[Storia della musica]] [https://archive.org/details/storiadellamusic00unte qui]
==V==
;[[Autore:Paul Valéry|Paul Valéry]]
* opere
;[[Autore:Adolfo Venturi|Adolfo Venturi]]
*[[Antonio Canova (1757-1822) e l’arte de’ suoi tempi]] ({{IA|vitaitalianadura00lomb_0}})
;[[Autore:Jules Verne|Jules Verne]]
* tutti i romanzi di [[Autore:Jules Verne|Jules Verne]], in particolare:
** Ventimila leghe sotto i mari
** I figli del capitano Grant
** Intorno alla Luna che fa da continuazione a Dalla Terra alla Luna
** Viaggio al centro della Terra
** Cinque settimane in pallone {{GB|KuzDqS0lEt4C}}
** [https://archive.org/details/bub_gb_JgDLMHjbF28C Storia dei grandi viaggi] su Internet Archive. Dovrebbe esserci roba anche su LiberLiber. --[[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 15:09, 9 ago 2016 (CEST)
** [https://archive.org/details/iviaggidimarcop00verngoog I viaggi di Marco Polo] su Internet Archive. Le 2 pagine mancanti possono essere prese da LiberLiber --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:07, 10 ago 2016 (CEST)
** {{+1}} molti testi a partire dal [http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&rpnquery=%2540attrset%2Bbib-1%2B%2B%2540attr%2B1%253D1016%2B%2540attr%2B4%253D6%2B%2522giulio%2Bverne%2522&totalResult=5270&select_db=solr_iccu&nentries=50&from=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+giulio+verne+%28parole+in+AND%29+&sortquery=+BY+%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D31++BY+%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D3086++BY+%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D5003+&format=xml&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&do_cmd=search_show_cmd&sortlabel=Data_ascendente&resultForward=opac%2Ficcu%2Fbrief.jsp&refine=4031|||1875|||1875|||Anno%20di%20pubblicazione 1875] --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:48, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Giuseppe Veronese|Giuseppe Veronese]]
* "Fondamenti di geometria a più dimensioni" (1891) [https://archive.org/details/FondamentiDiGeometriaVeronese qui]
* "Elementi di geometria" (1900) [https://archive.org/details/elemenetidigeom00gazzgoog qui]
* "La geometria non-archimedea: una questione di priorità" (1905) [https://archive.org/details/VeroneseLaGeometriaNonArchimedea qui]
* "Nozioni elementari di geometria intuitiva" (1912) [https://archive.org/details/VeroneseGeometria qui]
;[[Autore:Vespasiano da Bisticci|Vespasiano da Bisticci]]
* [[Le vite]] ([https://warburg.sas.ac.uk/pdf/hnh125b2478262v1.pdf qui])
;[[Autore:Giambattista Vico|Giambattista Vico]]
* "Della antica sapienza degl'Italiani", tradotta da Carlo Sarchi (1870) [https://archive.org/details/bub_gb_cS9R6FaZ4RoC qui]
* "Delle instituzioni oratorie" tradotte da Don Luigi Parchetti (1844) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI1118.pdf qui]
* "Opere minori" tradotte da Leone Luzzatto (1913) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgColl80_33.pdf qui]
;[[Autore:Tito Vignoli|Tito Vignoli]]
* "Delle condizioni morali e civili d'Italia" (1876) [https://www.google.it/books/edition/Delle_condizioni_morali_e_civili_d_Itali/mCsLAAAAYAAJ qui]
* "Delle condizioni intellettuali d'Italia" (1877) [https://www.google.it/books/edition/Delle_condizioni_intellettuali_d_Italia/sccdKckq-9gC qui]
* "Della legge fondamentale dell'intelligenza nel regno animale" (1877) [https://www.google.it/books/edition/Della_legge_fondamentale_dell_intelligen/ZSUAAAAAQAAJ qui] e [https://www.google.it/books/edition/Della_legge_fondamentale_dell_intelligen/MvotAAAAYAAJ qui]
* "Mito e scienza" (1879) [https://www.google.it/books/edition/Mito_e_scienza/mKWbuDJaEPUC qui], [https://www.google.it/books/edition/Mito_e_scienza/AMJAAAAAYAAJ qui] e [https://www.google.it/books/edition/Mito_e_scienza/ywAAStimRg8C qui]
* "L'êra nuova del pensiero" (1885) [https://www.google.it/books/edition/L_%C3%AAra_nuova_del_pensiero/KCQOAAAAYAAJ qui]
* "Peregrinazioni psicologiche" (1895) [https://www.google.it/books/edition/Peregrinazioni_psicologiche/ud8pAAAAYAAJ qui] e [https://www.google.it/books/edition/Peregrinazioni_psicologiche/cmt0nP8hVI4C qui]
* "Peregrinazioni antropologiche e fisiche" (1898) [https://www.google.it/books/edition/Peregrinazioni_antropologiche_e_fisiche/1UAwgSCnd3YC qui]
==W==
;[[Autore:Richard Wagner|Richard Wagner]]
*L'anello del Nibelungo tetralogia trovata [https://archive.org/search.php?query=Riccardo%20Wagner in lingua italiana su Internet Archive]
;[[Autore:Herbert George Wells|Herbert George Wells]]
* ...
;[[Autore:Walt Whitman|Walt Whitman]]
* Foglie d'erba: trovato su IA [https://archive.org/details/fogliedierbaconl00whit Foglie di erba : con le due aggiunte e gli "Echi della vecchiaia" dell'edizione del 1900], trad. di Luigi Gamberale
* su IA c'è anche una raccolta di [https://archive.org/details/cantisceltidiwal00whit Canti scelti] sempre nella versione di Gamberale, da valutare
;[[Autore:Oscar Wilde|Oscar Wilde]]
* non abbiamo nulla... LiberLiber [http://www.liberliber.it/online/autori/autori-w/oscar-wilde/ ne ha già un paio], ad esempio. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 10:46, 22 ago 2016 (CEST)
* [[Il delitto di lord Arturo Savile]]
* il fantasma di Canterville
* L'importanza di chiamarsi Ernesto
==Y==
; [[Autore:Ō no Yasumaro|Ō no Yasumaro]]
* Kojiki, libro religioso giapponese, traduzione di Mario Merega
==Z==
;[[Autore:Diego Zannandreis|Diego Zannandreis]]
* [[Le vite dei pittori, scultori e architetti veronesi]] [https://books.google.it/books?id=LQYgAAAAIAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Eustachio Zanotti|Eustachio Zanotti]]
* [[La meridiana del tempio di San Petronio rinnovata l'anno 1776]] [http://amshistorica.unibo.it/8 qui]
;[[Autore:Luciano Zuccoli|Luciano Zuccoli]]
* [[Per la sua bocca]]
; [[Autore:Émile Zola|Émile Zola]]
* I misteri di Marsiglia
== Autori anonimi ==
* ''Chanson de Roland''
== Autori collettivi ==
* "Opuscoli filosofici di Sant'Anselmo d'Aosta di Tommaso d'Aquino, di San Bonaventura da Bagnorea e di Giovanni Gersone" tradotti da Antonio Rossi (1864)[https://archive.org/details/bub_gb_gut_7oYGsJYC qui]
"I frammenti dello stoici antichi" a cura di Nicola Festa (1932-1935) [https://archive.org/details/IFrammentiDegliStoiciAntichiVol1 1] [https://archive.org/details/IFrammentiDegliStoiciAntichiVol2 2]
"Antologia dei filosofi italiani del dopoguerra" a cura di Adriano Tilgher (1937): [https://archive.org/details/TilgherAntologiaDeiFilosofiItaliani_201707 qui]
* [[Gl'ingannati]], una commedia italiana allestita a Siena dall'Accademia degli Intronati nel 1531. ({{IA|glingannaticonil00newb}})
*'''Poeti tedeschi''' : Schiller, Goethe, Gessner, Klopstok, Zedliz, Pirker. Traduzioni di A. Maffei, Firenze, Le Monnier, 1901 (trovata su {{IA|bub_gb_FqRdAAAAcAAJ}})
* [[Internet 2004]], di M. Calvo, F. Ciotti, G. Roncaglia, M. A. Zela|M. Calvo, F. Ciotti, G. Roncaglia, M. A. Zela
*'''Antologia epigrammatica italiana''' (1857) [https://archive.org/details/bub_gb_kVhiA8Xh4MQC qui]
*'''Antologia della prosa italiana dal secolo XIV al XVIII''' (1877) [https://archive.org/details/antologiadellap00puccgoog qui]
*'''Poesia russa''' [https://archive.org/details/PoesiaRussa qui]
*'''Antologia dei poeti russi del XX secolo''' (1924) [https://archive.org/details/PoetiRussi qui]
*'''Questioni riguardanti la geometria elementare''' [https://archive.org/details/questioniriguard00enri qui]
*'''Antologia dei poeti stranieri: Inglesi''' [https://archive.org/details/antologiadeipoe00unkngoog qui]
*'''Canti perfetti, antologia di poeti inglesi moderni (1908-1910)''' [https://archive.org/details/cantiperfettiant00siciuoft qui]
*'''Poeti inglesi e francesi''' [https://archive.org/details/bub_gb_SLsESLAneRgC qui]
== Strumenti utili ==
* Import automatico da Internet Archive a Commons: [http://tools.wmflabs.org/ia-upload/commons/init link]
== Cassio Dione ed Erodiano ==
Storia romana - Cassio Dione, tradotto da Giovanni Viviani; edizione Milano 1823 (Vol. I-XL [https://books.google.it/books?id=ZyUVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_KJhrH3A16CcC/page/n5 IA]; Vol. XLI-L [https://books.google.it/books?id=myUVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_k1Nx2PIqBbAC/page/n5 IA]; Vol. LI-LX [https://books.google.it/books?id=vCUVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_FLNvX3PyBxUC/page/n5 IA]; Vol. LXI-LXX [https://books.google.it/books?id=FCkVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_fBXJ8tt5rtsC_2/page/n5 IA]; Vol. LXXI-LXXX [https://books.google.it/books?id=zyUVAAAAQAAJ&dq=editions:W7nFTP5_RH8C&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_MP0NBOzqrdAC/page/n7 IA])
Storia dell'impero dopo Marco Aurelio - Erodiano, tradotto da Pietro Manzi; edizione Milano 1823 ([https://books.google.it/books?id=GOJjGVtBmSwC&dq=Istoria+dell%27Imperio+dopo+Marco+libri+VIII+dal+greco+in+italiano+recati+da+Pietro+Manzi&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_AxHOoasnMp0C/page/n5 IA])
Nelle IA di entrambi ci sono difetti di scansione (macchie) assenti nella versione GB mentre, sia nel Dione IA che nel GB, pagine contenenti immagini originali di queste edizioni sono scansionate tagliate (sigh). Anche nell'Erodiano IA una pagina (241) con immagine è tagliata, ma non nella GB. --[[User:DLamba|DLamba]] ([[User talk:DLamba|disc.]]) 03:15, 21 dic 2018 (CET)
== I Briganti - Classico cinese del XV Secolo (titolo originale Shuǐhǔ Zhuàn) ==
Questo meraviglioso e godibilissimo libro credo debba essere reso disponibile presso wikisource.
Purtroppo non so fare i primi passaggi nè verificarne l'ammissibilità legale, (https://it.wikipedia.org/wiki/I_Briganti_(romanzo)#Edizioni_italiane)
ma una volta caricato al 25% sarà per me un piacere lavorarci.
Su archive.org pare non esserci.
Se qualcuno ha modo e voglia.
--[[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:09, 30 apr 2019 (CEST)
== Proposta inserimento ==
Buongiorno, approfitto dell'ottima opportunità che Wikisource fornisce di pubblicare i propri suggerimenti riguardo le opere non ancora inserite nella biblioteca.
In particolare, tra gli autori italiani, credo sarebbe per molti interessante e formativo trovare alcuni tra i testi filosofici, oltre a Benedetto Croce e Giovanni Gentile, anche di scrittori non considerati propriamente tali, come Giovanni Papini, anche se credo che per lui bisognerà aspettare qualche anno; tra gli autori la cui morte è sicuramente posteriore ai sessant'anni, mi limito a suggerire genericamente alcuni tra gli autori di novelle di cui la nostra letteratura è piena; grazie in anticipo,
Riccardo Marziali
[[Categoria:Pubbliche relazioni]]
== Iscrizioni delle chiese e d'altri edificii di Roma dal secolo XI fino ai giorni nostri - Vincenzo Forcella ==
Salve, mi piacerebbe che fosse pubblicato su Wikisource questo accuratissimo catalogo delle iscrizioni di Roma dello scorso secolo ed ancora un ottimo riferimento dell'arte lapidea. Grazie, saluti. --[[User:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[User talk:Marco Ciaramella|disc.]]) 09:56, 20 mag 2020 (CEST)
== Proposta: Charlotte Dacre, autrice di testi difficilmente reperibili in italiano... ==
Salve vorrei umilmente proporre quest'autrice:
Charlotte Dacre (1782 – 1841) è stata una scrittrice inglese, autrice di romanzi gotici.
Nel mondo letterario il nome di Charlotte Dacre è rimasto nell'oscurità per quasi due secoli. Ciò nonostante, le sue opere erano state ammirate da alcuni dei grandi nomi della letteratura del tempo, e i suoi romanzi influenzarono Percy Bysshe Shelley, il quale ne stimava lo stile e le capacità creative.
Nonostante l'importanza della Dacre in patria e del romanzo gotico in italia, purtroppo i suoi testi (nemmeno il suo romanzo principale "Zofloya") sono reperibili in italiano.
Sono anni che vorrei fosse letta e conosciuta qui, vi prego di prendere in considerazione questa piccola richiesta. Grazie.
Bibliografia parziale
Hours of Solitude (poesie) (1805)
Confessions of the Nun of St. Omer (1805)
Zofloya (1806)
The Libertine (1807)
The Passions (1811)
George the Fourth, a Poem (1822)
{{non firmato|176.32.26.45|12:29, 30 ago 2020}}
:Se non è mai stata tradotta in italiano, non vedo come sia possibile. Ricordo che [[Wikisource:Niente traduzioni originali|le traduzioni originali non sono ammesse]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:03, 31 ago 2020 (CEST)
== ''MARGUERITE'' di Soulié ==
"MARGUERITE" romanzo di Frédèric Soulié in 2 Tomi , edito da Société Belge De Librairie nel 1842 , Imp.de Hauman Et Ce.
Romanzo scritto in lingua francese di raffinata e profonda psicologia !!! {{nf|23:10, 8 nov 2020 Andrea Agrelli}}
:Non l'ho trovato in giro, ma su Wikisource in francese ci sono lavori suoi: [[:fr:Auteur:Frédéric_Soulié|Auteur:Frédéric_Soulié]]. --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 23:07, 6 dic 2020 (CET)
== Proposte ==
Moby Dick
{{nf|20:44, 28 nov 2020 128.116.188.235}}
:Bellissimo libro. Ce l'abbiamo una traduzione in italiano nel dominio pubblico? --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 23:04, 6 dic 2020 (CET)
::{{ping|Ruthven}} La prima traduzione italiana fu fatta nel 1930 da Pavese (morto esattamente 70 anni fa, quindi le sue opere sono dal prossimo mese di pubblico dominio) e pubblicata nel 1932 dalla Frassinelli ([https://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&resultForward=opac/iccu/full.jsp&from=1&nentries=10&searchForm=opac/iccu/error.jsp&do_cmd=search_show_cmd&fname=none&item:1032:BID=RAV0082811 qui] le biblioteche dove si può trovare). Bisogna chiarire se Frassinelli abbia avuto qualche ruolo nella traduzione, dato che è morto nel 1983.--[[User:Mrcesare|Mrcesare]] ([[User talk:Mrcesare|disc.]]) 14:03, 13 dic 2020 (CET)
:::{{ping|Mrcesare}} Quel Moby Dick è stato tradotto solo da Pavese come si può vedere nella versione già digitalizzata da LiberLiber [https://www.liberliber.it/online/autori/autori-m/herman-melville/moby-dick/ qui].--[[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 19:25, 25 feb 2021 (CET)
== Shakespeare ==
Dei 154 sonetti di G. Shakespeare traduzione di Ettore Sanfelice
== Maurice Leblanc ==
Ciclo di Arsenio Lupin
== libri su santa Febronia o santa Trofimena ==
per una ricerca approfondita cerco opere che parlino sulle sante Febronia e/o santa Trofimena
Le terre del Sacramento di Francesco Jovine (1950)
<br>
Buonasera ragazzi.
Una mia amica ama moltissimo i testi di Pierpaolo Pasolini e di Alda Merini. Ero alla ricerca dei testi di questi due autori, ma non ce li avete! Potreste richiederli da qualche parte e farli arrivare il prima possibile? Grazie.
== principi del marxismo ==
Fondamenti letterari
La maggior opera di Marx era costituita da Il Capitale, l'opera, composta allora
da soli tre libri (o anche quattro, si veda "Teorie sul plusvalore"), soleva dare
notorietà certa al penseur di Treviri.
Tuttavia molti si accorsero dell'importanza degli altri lavori (di ovvio spunto introduttivo) e sempre
fedelmente alla opera maggiore sovraesposta.
Il "depliant" (poiché solo riassuntivo) sarebbe coi seguenti spunti fondamentali del marxismo "puro", in
realtà il riassunto è di tre punti (non di due come nell' hegelismo duale e dialettico):
# salario: fedelmente all'operaio, ovvero come libero operaio indipendentemente da fattori soggettivi
# prezzo: in noce al prezzo e alla produzione
# profitto: nient'altro che eccedenza nella compartecipazione operaia
Dunque, un preludio dietro ad altri spunti, la farebbero da primato, oltreché la sistematicità del riassunto
sicuramente non da poco, a livello generale. (per tutto il testo de Salario, prezzo, profitto: https://it.wikipedia.org/wiki/Salario,_prezzo_e_profitto)
[Osservazioni preliminari]
Cittadini!
prima di affrontare l'argomento vero e proprio della mia esposizione, permettetemi di avanzare alcune osservazioni preliminari.
== principi del marxismo 2 ==
salve, ci piacerebbe rendere disponibile una fonte riassuntiva su un tema marxista.
*[[Marxismo e opere "non maggiori"]]
*[[I tre spunti del marxismo]]
Per quanto riguarda la tesi non maggiore, ma generale del marxismo, si nota un'opera in particolare, ovvero
Salario, prezzo, profitto https://it.wikipedia.org/wiki/Salario,_prezzo_e_profitto, opera breve e riprodotta
in diverse occasioni per diversi albi, tre punti in breve, ovvero:
# salario (da definire)
# prezzo
#profitto
Nell' opera si notano i noti economisti in tutta Europa dal xix secolo, fra cui Smith stesso:
Il prezzo naturale è dunque in un certo senso il prezzo centrale attorno al quale i prezzi di tutte le altre merci gravitano
in continuazione. Diversi accidenti possono a volte mantenerli sospesi a livello alquanto superiore, e a volte forzarli alquanto
al di sotto. (Adam Smith, indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni)
Tuttavia, Marx non vuole addentrarsi oltre sull'argomento, precisando:
Basterà dire che se la domanda e l'offerta si equilibrano i prezzi di mercato delle merci corrispondono ai loro prezzi naturali, cioè
ai loro valori, quali sono determinati, dalle rispettive quantità di lavoro necessarie per la loro produzione, un aumento da una caduta
e viceversa. (K. Marx, salario, prezzo, profitto)
{{Non firmato|Ivanovo stamb}}
:{{ping|Ivanovo stamb}} Ciao, non ho capito una cosa: si tratta di una traduzione di testi di Marx in italiano che vorresti caricare? Chi e quando ha realizzato la traduzione? --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 10:48, 6 ott 2021 (CEST)
== Collezioni e fondi digitali della Biblioteca Don Bosco dell'Università Pontificia Salesiana di Roma ==
===Letture Cattoliche===
*"Cenni sulla vita del giovane Luigi Comollo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1854_Cenni_sulla_vita_50-A1-1a.pdf 1° Edizione]</del> > Non trovato (1854);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1867_Cenni_sulla_vita_50-A1-3b.pdf 3° Edizione]</del> > Non trovato (1867);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1884_Nuovi_cenni_50-A1-4a.pdf 4° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2022/01/Bosco_Luigi_Comollo.pdf 4° Edizione] (1884)
*"Cenni storici sulla vita del chierico Luigi Comollo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1844_Cenni_storici_50-A1-1.pdf 1° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/Bosco_Vita_Luigi_Comello.pdf 1° Edizione] (1844)
*"Le sei domeniche"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1854_Le_sei_domeniche_50-A4-1.pdf 1° Edizione]</del> > Non trovato (1854);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1864_Le_sei_domeniche_50-A4-2.pdf 2° Edizione]</del> > Non trovato (1864);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Le_sei_domeniche_50-A4_7.pdf 7° Edizione]</del> > Non trovato (1878)
*"Dialogi intorno all'istituzione del Giubileo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1865_Dialogi_intorno_all'istituzione_del_Giubileo_50-A22-2.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/08/Bosco_Istituzione_del_Giubileo.pdf 2° Edizione] (1865)
*"Vita della beata Maria degli Angeli"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_Vita_della_beata_Maria_degli_Angeli_50-A17-26.pdf 3° Edizione] (1866)</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/09/Bosco_Beata_Maria_degli_Angeli.pdf 2° Edizione] (1865)
*"Vita di S. Pancrazio Martire"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1867_Vita_di_san_Pacrazio_50-A17-5.pdf 3° Edizione] (1867)</del> > Non trovato;
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1873_Vita_di_san_Pancrazio_50-A17-6.pdf 6° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/11/Bosco_San_Pancrazio_Martire.pdf 6° Edizione] (1873);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1875_Vita_di_san_Pancrazio_50-A17-7.pdf 7° Edizione] (1876)</del> > Non trovato
*"Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1868_Maraviglie_della_Madre_di_Dio_50-A37-2.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/10/Bosco_Maraviglie_di_Maria_Ausiliatrice.pdf 2° Edizione] (1868)
*"Vita dei sommi pontefici S. Ponziano, S. Antero e S. Fabiano"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1859_Vita_dei_sommi_pontefici_s_Ponziano_s_Antero_s_Fabiano_50-A31-H-2.pdf 2° Edizione] (1859)</del> > Non trovato
*"Rimembranza storico-funebre dei giovani dell'oratorio di San Francesco di Sales verso al sacerdote Caffasso Giuseppe"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1860_Rimembranza_storico-funebre_verso_al_sacerdote_Cafasso_Giuseppe_50-A48-2.pdf 2° Edizione] (1860)</del> > Non trovato
*"Vita del giovanetto Savio Domenico, allievo dell'Oratorio di San Francesco di Sales"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1860_Vita_del_giovanetto_Savio_Domenico_50-A45-2a.pdf 2° Edizione] (1860)</del> > Non trovato
*"Cenno biografico sul giovanetto Magone Michele, allievo dell'Orat. di S. Franc. di Sales"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_Cenno_biografico_sul_giovanetto_Magone_Michele_50-A46-2.pdf 2° Edizione] (1866)</del> > Non trovato
*"Due conferenze tra due ministri protestanti ed un prete cattolico sopra il purgatorio ed i suffragi pei defunti con appendice sulle liturgie"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1874_Due_conferenze_tra_due_ministri_protestanti_ed_un_prete_cattolico_50-A34-2.pdf 2° Edizione] (1874)</del> > Non trovato
*"La chiave del Paradiso"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/06/Bosco_Chiave_del_Paradiso.pdf 1° Edizione] (1856)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1874_La_chiave_del_paradiso_50-A27-2.pdf 2° Edizione] (1870)</del> > Non trovato
*"Luigi, ossia Disputa tra un avvocato ed un ministro protestante"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1875_Luigi_ossia_disputa_50-A16-2.pdf 2° Edizione] (1875)</del> > Non trovato
*"Apparizione della Beata Vergine sulla montagna di La Salette"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/10/Bosco_Apparizione_Beata_Vergine.pdf ?° Edizione] (1871)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Apparizione_della_Beata_Vergine_50-A44-3.pdf 3° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Il cristiano guidato alla virtù ed alla civiltà secondo lo spirito di San Vincenzo De' Paoli"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Il_cristiano_guidato_50-A9-2a.pdf 2° Edizione]</del> > Non trovato
*"La nuvoletta del Carmelo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_La_nuvoletta_del_carmelo_50-A42-2.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_Nuvola_del_Carmelo.pdf 2° Edizione] (1877)
*"Maria Ausiliatrice col racconto di alcune grazie"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/11/Bosco_Maria_Ausiliatrice.pdf 2° Edizione] (1875)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Maria_Ausiliatrice_col_racconto_di_alcune_grazie_50-A41-2a.pdf 2° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Vita di s. Giovanni Battista"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/10/Bosco_San_Giovanni_Battista.pdf 1° Edizione] (1868)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Vita_di_S_Giovanni_Battista_50-A17-29.pdf 2° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Il pastorello delle Alpi"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Il_pastorello_delle_alpi_50-A47-2.pdf 2° Edizione] (1878)</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/08/Bosco_Besucco_Francesco.pdf 2° Edizione] (1878)
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2018/11/Bosco-FS308-Vita-Francesco-Besucco.pdf Edizione Digitale] (2018) > Non utilizzabile
*"Porta teco cristiano"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Bosco_Porta_Teco_Cristiano.pdf 1° Edizione] (1858)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Porta_teco_cristiano_50-A28-2.pdf 2° Edizione] (1878)</del> > Non trovato
*"Vita di s. Paolo apostolo"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Bosco_Vita_San_Paolo.pdf 1° Edizione] (1857)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Vita_di_s_Paolo_Apostolo_50-A31-B-2d.pdf 2° Edizione] (1878)</del> > Non trovato
*"Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Bosco_Mese_di_Maggio.pdf ?° Edizione] (1858)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1879_Il_mese_di_maggio_50-A35-11.pdf 11° Edizione] (1879)</del> > Non trovato
*"Novelle e racconti"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/09/Bosco_Novelle_e_Racconti.pdf ?° Edizione] (1867)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1880_Novelle_e_racconti_50-A49-3a.pdf 3° Edizione] (1880)</del> > Non trovato
*"Associazione dei divoti di Maria Ausiliatrice"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_Associazione_dei_divoti_di_Maria_Ausialiatrice_50-A39-3.pdf 3° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
*"La chiave del Paradiso"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/06/Bosco_Chiave_del_Paradiso.pdf ?° Edizione] (1856)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_La_chiave_del_paradiso_50-A27-3.pdf 3° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
*"Pietro, ossia La forza della buona educazione"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_Pietro_ossia_La_Forza_della_buona_educazione_50-A24-2a.pdf 2° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
*"Il Galantuomo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1855_Il_galantuomo_per_l'anno_1856-50-A18-3.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/records/?search%5Bterms%5D%5B0%5D%5Bterm%5D=Il+Galantuomo&search%5Bterms%5D%5B0%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B0%5D%5Boperator%5D=and&search%5Bterms%5D%5B1%5D%5Bterm%5D=&search%5Bterms%5D%5B1%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B1%5D%5Boperator%5D=and&search%5Bterms%5D%5B2%5D%5Bterm%5D=&search%5Bterms%5D%5B2%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B2%5D%5Boperator%5D=and&search%5Bterms%5D%5B3%5D%5Bterm%5D=&search%5Bterms%5D%5B3%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B3%5D%5Boperator%5D=&search%5Bcategory%5D%5B108%5D=&search%5Bcategory%5D%5B91%5D=&search%5Bcategory%5D%5B148%5D=&search%5Bcategory%5D%5B92%5D=&search%5Bcategory%5D%5B141%5D=&search%5Blanguages%5D=&search%5Bpublication_year_from%5D=&search%5Bpublication_year_to%5D=&search%5Bera_from%5D=&search%5Bera_to%5D=&search%5Bsorting%5D=year_of_publication%2Cdesc Varie Edizioni]
===Storia Sacra===
*"Storia Sacra per uso delle scuole, utile ad ogni stato di persone"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/Bosco_G_OpereEdite_1976_III_50-A124.4.3.pdf 1° Edizione] (1847)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1853_Storia_sacra_50-A7-2.pdf 2° Edizione] (1855)</del> > Non trovato
**"Storia Sacra per uso delle scuole e specialmente delle classi elementari secondo il programma del Ministero della Pubblica Istruzione, utile ad ogni stato di persone"
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1863_Storia_sacra_50-A7-3.pdf 3° Edizione] (1863)</del> > Non trovato
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_Storia_sacra_50-A7-4a.pdf 4° Edizione] (1866)</del> > Non trovato
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1876_Storia_sacra_50-A7-10.pdf 10° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_Storia_Sacra.pdf 10° Edizione] (1876)
*"Storia Ecclesiastica per uso delle scuole, utile ad ogni stato di persone"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/3.-Bosco_Storia_Ecclesiastica.pdf 1° Edizione] (1845)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1848_Storia_ecclesiastica_50-A3-2.pdf 2° Edizione] (1848)</del> > Non trovato
**"Storia Ecclesiastica ad uso della gioventù, utile ad ogni grado di persone"
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1870_Storia_ecclesiastica_50-A3-3.pdf 3° Edizione] (1870)</del> > Non trovato
***[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1871_Storia_ecclesiastica_50-A3-4.pdf 4° Edizione] > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/11/Bosco_Storia_Ecclesiastica_71.pdf 4° Edizione] (1871);
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1872_Storia_ecclesiastica_50-A3-7.pdf 7° Edizione] (1872)</del> > Non trovato
*"Maniera facile per imparare la storia sacra ad uso del popolo cristiano"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/06/Bosco_Storia_Sacra_Facile.pdf 1° Edizione] (1855);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1863_Maniera_facile_per_imparare_la_storia_sacra_50-A8-3.pdf 3° Edizione] (1863)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Maniera_facile_per_imparare_la_storia_sacra_50-A8-5.pdf 5° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Il cattolico nel secolo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1883_Il_cattolico_nel_secolo_50-A30-2c.pdf 2° Edizione] (1883)</del> > Non trovato
**[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1883_Il_cattolico_nel_secolo_50-A30-3a.pdf 3° Edizione] > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2022/01/Bosco_Il_Cattolico_nel_Secolo.pdf 3° Edizione] (1883);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1887_Il_cattolico_nel_secolo_50-A30-5.pdf 5° Edizione] (1887)</del> > Non trovato
===Storia Italiana===
*"La storia d'Italia raccontata alla gioventù"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Libro-VII-Storia-dItalia.pdf 1° Edizione] (1855);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1859_La_storia-d'Italia_50-A25-2.pdf 2° Edizione] (1859)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1861_La_storia-d'Italia_50-A25-3.pdf 3° Edizione] (1861)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1863_La_storia-d'Italia_50-A25-4b.pdf 4° Edizione] (1863)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_La_storia-d'Italia_50-A25-5a.pdf 5° Edizione] (1866)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1871_La_storia-d'Italia_50-A25-6.pdf 6° Edizione] (1871)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1874_La_storia-d'Italia_50-A25-11.pdf 11° Edizione] (1874)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_La_storia-d'Italia_50-A25-13.pdf 13° Edizione] (1878)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1882_La_storia-d'Italia_50-A25-14.pdf 14° Edizione] (1882)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1885_La_storia-d'Italia_50-A25-16.pdf 16° Edizione] (1885)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1886_La_storia-d'Italia_50-A25-17.pdf 17° Edizione] (1886)</del> > Non trovato
**[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1887_La_storia-d'Italia_50-A25-18b.pdf 18° Edizione] > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2022/03/Bosco_Storia_dItalia-1.pdf 18° Edizione] (1887);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1888_La_storia-d'Italia_50-A25-19.pdf 19° Edizione] (1888)</del> > Non trovato
===Aritmetica===
*"Il sistema metrico decimale ridotto a semplicità"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/Bosco_Sistema_Metrico_Decimale.pdf 2° Edizione] (1849);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1851_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-4.pdf 4° Edizione] (1851)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1855_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-5.pdf 5° Edizione] (1855)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1875_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-6.pdf 6° Edizione] (1875)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-7a.pdf 7° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
-[[User:0 Noctis 0|0 Noctis 0]] ([[User talk:0 Noctis 0|disc.]]) 11:03, 27 nov 2021 (CET)
-[[User:0 Noctis 0|0 Noctis 0]] ([[User talk:0 Noctis 0|disc.]]) 22:05, 5 apr 2023 (CEST) - Aggiornato Link
== Raccolta di sonetti di arcadi siciliani ==
Propongo di trascrivere questa interessante raccolta di sonetti di gusto arcadico dell’accademia palermitana dei pastori Ereini [https://books.google.it/books?id=s-XA3HgOOb8C&printsec=frontcover&dq=inauthor:%22Antonino+Montaperto%22&hl=it&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false].—[[Speciale:Contributi/79.33.179.105|79.33.179.105]] 13:46, 4 dic 2021 (CET)
== Sopra il giuoco degli scacchi: osservazioni pratiche - Ercole del Rio ==
https://books.google.it/books?id=9P5dAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=Sopra+il+giuoco+degli+scacchi+:+osservazioni+pratiche&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q=Sopra%20il%20giuoco%20degli%20scacchi%20%3A%20osservazioni%20pratiche&f=false
Mi propongo umilmente di rileggerlo.
== Il Roseto di Saadi (a cura e traduzione italiana di Italo Pizzi) ==
Buongiorno.
Volevo semplicemente chiedervi se fosse possibile pubblicare la traduzione di ''Il roseto'' del poeta persiano Sa'di a opera dell'iranista Italo Pizzi [il titolo esatto è: Italo Pizzi (curatore e traduttore), ''Il roseto di Saadi'', Carabba, Lanciano, 1917]. Ho trovato il libello estremamente interessante, originale e divertente. Credo – pertanto – che sia meritevole di essere su Wikisource.
''Post scriptum'': ne ho trovato la scansione su: https://archive.org/details/saadi-roseto-pizzi/mode/2up
Vi ringrazio.
== L'Edda ==
Vorrei che venisse inserita ''L'Edda'' tra le poesie. Mi piacerebbe molto leggerla. Sono appassionato di mitologia nordica. Non dovrebbe avere il copyright, in quanto è un poema tedesco medievale.
Vi ringrazio [[Speciale:Contributi/151.43.18.121|151.43.18.121]] 21:35, 25 giu 2022 (CEST)
== Goethe ==
Vorrei che venissero inserite le opere complete di Goethe, come ''I dolori del Giovane Werther'', ''Le affinità elettive'', ''Viaggio in Italia'', il ''Faust'', le sue poesie, ''Arminio e Dorotea'', ''La missione teatrale di Guglielmo Meister'' e ''Teoria dei colori''.
Per favore, mettetele [[Speciale:Contributi/151.43.18.121|151.43.18.121]] 21:46, 25 giu 2022 (CEST)
== Violante Beatrix ==
Veridico ragguaglio della solenne entrata fatta in Siena dalla Reale Altezza della ser.ma Gran Principessa di Toscana Violante di Baviera sua governatrice, lì 12 aprile 1717 e feste susseguentemente celebrate / descritto da Giuseppe M. Torrenti, nell'Accademia de Rozzi detto lo Scelto [[Speciale:Contributi/2A02:908:1C0:8860:F50F:75BC:4F9A:A6BF|2A02:908:1C0:8860:F50F:75BC:4F9A:A6BF]] 09:56, 6 set 2022 (CEST)
== APPARIZIONE MARIANE ==
IL SANTUARIO DI CERRETO E LE APPARIZIONI DELLA VERGINE MARIA NEL 1853 [[User:ALFREDO MARRA|ALFREDO MARRA]] ([[User talk:ALFREDO MARRA|disc.]]) 13:17, 30 nov 2022 (CET)
== Jack London opere ==
1. Il richiamo della foresta, 1924; trad. di Gian Dàuli
2. Zanna bianca, 1925; trad. di Gian Dàuli
3. Il tallone di ferro, 1925; trad. di Gian Dàuli
4. Martin Eden, 1925; trad di Gian Dàuli
5. Il figlio del sole, 1925; trad. di Gian Dàuli
6. Radiosa aurora, 1925; trad. di Gian Dàuli
7. Jerry delle isole,1928; trad. di Gian Dàuli [[Speciale:Contributi/31.191.83.116|31.191.83.116]] 18:44, 15 gen 2023 (CET)
== Ivan Sergeevič Turgenev ==
Pane altrui [[Speciale:Contributi/79.53.14.216|79.53.14.216]] 22:20, 29 apr 2023 (CEST)
== L'Iliade del poeta greco Omero nella traduzione di Giambattista Tebaldi ==
L'Iliade del poeta greco Omero tradotta in ottava rima di Giambattista Tebaldi. La traduzione si trova su [https://www.google.it/books/edition/La_Iliade_di_Homero_tradotta_in_ottava_r/yeRaqmWobIgC?hl=it&gbpv=1 Google Libri]. E' stata La prima traduzione integrale in italiano del poema omerico. [[User:Luca Atridi|Luca Atridi]] ([[User talk:Luca Atridi|disc.]]) 12:04, 11 mag 2023 (CEST)
== Proposta opere letterarie italiane per Wikisource ==
ecco degli autori italiani che vorrei proporre per il sito:
* [[Autore:Ulisse Grifoni|Ulisse Grifoni]], ''[[Dalla Terra alle Stelle]]'', 1887;
* [[Autore:Luigi Motta|Luigi Motta]], ''[[Il tunnel sottomarino]]'';
* [[Autore:Mario Giudice|Mario Giudice]], Un precursore di Sherlock Holmes – Ambienti romani, 1929;
* [[Autore:Luigi Natoli|Luigi Natoli]], [[Beati Paoli]], 1909-1910,
* [[Autore:Rafael Sabatini|Rafael Sabatini]] ''[[Scaramouche]]'', 1921,
* Sir Ralf Clifford, ''[[l'Uomo Invisibile]]'' (1906),
* ''[[John Siloch]]'' di [[Autore:Antonio Quattrini|Antonio Quattrini]] [[Speciale:Contributi/37.102.66.224|37.102.66.224]] 11:06, 28 lug 2023 (CEST)
== Georges Sorel e "Reflexions sur la violence" ==
Consiglio vivamente di condividere questa opera filosofica,poichè esplicazione della forma mentis sorelliana,nonchè principiatrice del sindacalismo rivoluzionario. Nutrito movimento che ha operato in Italia. [[User:Alessandro7890|Alessandro7890]] ([[User talk:Alessandro7890|disc.]]) 09:52, 21 ago 2023 (CEST)
== Bhagavadgītā: canto del beato ==
Bhagavadgītā: canto del beato, traduzione in esametri dal sanscrito e introduzione di Ida Vassalini, Bari: Laterza, 1943 [[Speciale:Contributi/151.31.205.196|151.31.205.196]] 16:55, 30 ago 2023 (CEST)
== Karl Marx: Manoscritti economico-filosofici del 1844 ==
A cura di Enrico Donaggio e Peter Kammerer, quarta edizione [[User:Coch12210|Coch12210]] ([[User talk:Coch12210|disc.]]) 00:01, 5 ott 2023 (CEST)
== De Bello Gallico ==
Proporrei di aggiungere i Commentarii De Bello Gallico e Commentarii de Bello Civilis di Caio Giulio Cesare [[Speciale:Contributi/151.46.221.26|151.46.221.26]] 22:08, 3 nov 2023 (CET)
== Elogio dell’abate Giuseppe Olivi. ==
Un'opera che ha ispirato Leopardi e Foscolo, il pdf della scansione si trova, ma solo quello. [[Speciale:Contributi/87.4.120.83|87.4.120.83]] 19:00, 15 dic 2023 (CET)
== Racconti ==
'''Il cane, H.P. Lovecraft'''. Racconto breve del 1924. Si trova solo la scansione di una parte del racconto in lingua originale su Wikidata: Q66581886 [[Speciale:Contributi/77.242.184.202|77.242.184.202]] 15:24, 2 gen 2024 (CET)
== Fondamentali di Erasmo da Rotterdam ==
Di [[Autore:Erasmo da Rotterdam|Erasmo da Rotterdam]]
* [[Adagia]]
* [[Contro la guerra]]
* [[L'educazione del principe cristiano]]
* [[L'educazione civile dei bambini]] [[User:Scorpionoir9|Scorpionoir9]] ([[User talk:Scorpionoir9|disc.]]) 19:30, 14 feb 2024 (CET)
== Ezio De De Fabiani ==
Rassa [[Speciale:Contributi/195.36.22.243|195.36.22.243]] 15:32, 4 mag 2024 (CEST)
== L’orsacchiotto Ninni Puf, di Alan Alexander Milne ==
L’orsacchiotto Ninni Puf, di Alan Alexander Milne. Se la traduzione forse è ancora sotto diritti. Ma esiste una traduzione più antica: dobbiate solo trovarla è la traduzione di di Lila Jahn, Milano, Genio, 1936), è presente solamente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nella Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e nella Biblioteca Carilibri della Fondazione Alberto Colonnetti di Torino. [[Speciale:Contributi/31.191.109.214|31.191.109.214]] 21:29, 22 lug 2024 (CEST)
:A. A. Milne stesso è morto nel 1956, dunque i suoi scritti (ancora per un paio d'ani) non sono ancora nel Pubblico dominio. Non sono riuscito a trovare gli estremi biografici della traduttrice, ma dubito seriamente che sia morta da più di settant'anni. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:40, 23 lug 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] confermo che Lila Jahn è morta meno di 70 anni fa. Una sua traduzione, "genitori moderni / [testo a cura di Michele Ristich de Groote e Marianne Vulliez]" è del 1966. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 08:07, 18 ott 2025 (CEST)
== Marcel Proust "Alla ricerca del tempo perduto" ==
esiste su Wikisource un' edizione in lingua francese originale ma sarebbe bello poterla leggere anche nella traduzione italiana. [[Speciale:Contributi/2A02:B023:F22:72FE:C189:F5D0:F6D3:B691|2A02:B023:F22:72FE:C189:F5D0:F6D3:B691]] 01:33, 20 set 2024 (CEST)
== Lucca Und Das Reich Bis Zum Ende Des 11. Jahrhunderts ==
Sarebbe un libro interessante da acquisire quello di Hansmartin Schwarzmaier in oggetto. [[User:Romualdo Giovannoni|Romualdo Giovannoni]] ([[User talk:Romualdo Giovannoni|disc.]]) 14:53, 10 feb 2025 (CET)
:Purtroppo l'autore è mirto nel 2021, dunque le sue opere saranno protette da diritti d'autore ancora per molti decenni, inoltre qui trascriviamo testi in italiano, dunque occorre attendere una traduzione italiana del testo di autore morto da almeno settant'anni... o è meglio rinunciare. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:48, 19 ott 2025 (CEST)
::Ne ho tradotto parte. Se interessa .. [[Speciale:Contributi/~2025-29319-15|~2025-29319-15]] ([[Discussioni utente:~2025-29319-15|discussione]]) 11:27, 19 ott 2025 (CEST)
== COMPENDIO DI STORIA ECCLESIASTICA LUCCHESE DALLE ORIGINI A TUTTO IL SECOLO XII ==
Chiedo che venga acquisita la pubblicazione on line del testo di Almerico Guerra, opera postuma del 1924 [[User:Romualdo Giovannoni|Romualdo Giovannoni]] ([[User talk:Romualdo Giovannoni|disc.]]) 14:43, 13 mar 2025 (CET)
== Il sublime ==
Opera greca [[User:Usteronproteron25|Usteronproteron25]] ([[User talk:Usteronproteron25|disc.]]) 10:42, 18 set 2025 (CEST)
== D'Annunzio ==
sarebbe possibile trascrivere i principali romanzi che mancano?
- Il fuoco
- L'innocente
- Giovanni Episcopo
- Il trionfo della morte
- Forse che sì, forse che no [[Speciale:Contributi/~2025-26461-62|~2025-26461-62]] ([[Discussioni utente:~2025-26461-62|discussione]]) 03:05, 24 set 2025 (CEST)
== MATRAIA G., Guida Monumentale della Città e Diocesi di Lucca, fino a tutto il 1860, BsLu, Ms. 556, Tomo Iv ==
Grande pittore che raffigurato tutte le chiese dalla Diocesi [[User:Romualdo Giovannoni|Romualdo Giovannoni]] ([[User talk:Romualdo Giovannoni|disc.]]) 22:11, 17 ott 2025 (CEST)
== Pensavo se potessi inserire autori sardi ==
conosco e ho un paio di opere poetiche di vari autori sardi, mi chiedevo se fosse possibile inserirle (le poesie di Peppino Mereu per esempio o de su Limbudu (Asara) [[User:Roberto muredduSard|Roberto muredduSard]] ([[User talk:Roberto muredduSard|disc.]]) 12:31, 1 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Roberto muredduSard|Roberto muredduSard]]: se i diritti d'autore sono scaduti (cioè sono autori morti da almeno 70 anni), certamente! Hai delle scansioni, o comunque hai la possibilità di scansionare o fotografare i testi? Di che autori si tratta, e quali sono le edizioni in tuo possesso? Scrivi un messaggio sulla pagina del [[Wikisource:Bar|Bar]], così ti possiamo dare tutte le indicazioni. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 13:33, 1 gen 2026 (CET)
== Aggiungere la traduzione di Cristoforo Pasqualigo de La tempesta di William Shakespeare ==
Aggiungere la traduzione di Cristoforo Pasqualigo de La tempesta di William Shakespeare insieme alle altre traduzioni della commedia. La traduzione di Cristoforo Pasqualigo de La tempesta si trova su Internet Archive.
[[User:Luca Atridi|Luca Atridi]] ([[User talk:Luca Atridi|disc.]]) 00:34, 2 mar 2026 (CET)
== Diego Angeli tutte le sue traduzioni delle opere di William Shakespeare ==
Sarebbe possibile trovare e trascrivere tutte le traduzioni firmate da Diego Angeli delle opere di William Shakespeare? Sarebbe bello avere più traduzioni da confrontare, perché ogni traduttore rende sfumature diverse del testo originale: confrontarle aiuterebbe a capire meglio sia lo stile di Shakespeare sia le scelte linguistiche dei traduttori italiani. Inoltre sarebbe un ottimo modo per valorizzare il lavoro di Angeli e renderlo più accessibile a chi studia o ama Shakespeare. [[Speciale:Contributi/~2026-15236-37|~2026-15236-37]] ([[Discussioni utente:~2026-15236-37|discussione]]) 10:25, 10 mar 2026 (CET)
== Libro: Cinquant'anni insieme 1974-2024 ==
Il volume lo trovate, liberamente scaricabile, a questa pagina:
mostra50.altervista.org/risorse/libro
Ne sono stato il curatore e co-autore.
Daniele Ricciotti [[User:Blepodigital|Blepodigital]] ([[User talk:Blepodigital|disc.]]) 23:16, 10 mar 2026 (CET)
== 1984 (George Orwell) ==
Ho visto che sulla pagina di Wikisource e di Wikipedia di George Orwell, non ha collegamenti su Wikisource su "1984". Ho solo messo un pdf del testo integrale (2000) (che si trova sulla pagina di Wikipedia di George Orwell, nella sezione dei collegamenti esterni) sulla pagina di Wikisource di George Orwell (https://it.wikisource.org/wiki/Autore:George_Orwell), nella sezione Opere. L'unica cosa da fare è semplicemente trascriverlo. (https://it.wikisource.org/wiki/File:1984-it.pdf / https://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo) / https://web.archive.org/web/20240519014707/https://www.homolaicus.com/letteratura/fonti/1984-it.pdf)
Se riuscite a farlo, sarebbe perfetto, sia per me, sia per gli altri. [[User:Riccardoregg|Riccardoregg]] ([[User talk:Riccardoregg|disc.]]) 14:33, 22 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Riccardoregg|Riccardoregg]]: temo che la traduzione del prof. Manferlotti sia sotto copyright (non trovo nel file un'indicazione contraria). [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:50, 22 mar 2026 (CET)
:Dobbiamo aspettare 30 anni (se ricordo male) prima che la primissima traduzione italiana, firmata da Gabriele Baldini, del capolavoro di Orwell 1984 sia fuori copyright. [[Speciale:Contributi/~2026-18005-10|~2026-18005-10]] ([[Discussioni utente:~2026-18005-10|discussione]]) 08:14, 23 mar 2026 (CET)
::Ah, ok. Grazie. [[User:Riccardoregg|Riccardoregg]] ([[User talk:Riccardoregg|disc.]]) 09:21, 23 mar 2026 (CET)
== Ossip K. Flechtheim - Il partito comunista tedesco nel periodo della repubblica di weimar ==
Cortesemente, se si potesse inserire questo volume di grande valore pressoché introvabile altrove. Grazie [[Speciale:Contributi/~2026-32665-42|~2026-32665-42]] ([[Discussioni utente:~2026-32665-42|discussione]]) 12:52, 1 giu 2026 (CEST)
:@[[Utente:~2026-32665-42|~2026-32665-42]] Non si può, l'autore è morto meno di 70 anni fa, nel 1998, e dunque i diritti scadranno solo nel 2069. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:03, 1 giu 2026 (CEST)
== Intorno alla luna di Jules Verne ==
Intorno alla luna di Jules Verne [[Speciale:Contributi/~2026-44937-07|~2026-44937-07]] ([[Discussioni utente:~2026-44937-07|discussione]]) 15:45, 16 ago 2026 (CEST)
== marittimo ==
se si potrebbe iniziare ad inserire qualche testo che parli del settore marittimo e del progresso che sta avendo negli ultimi anni [[Speciale:Contributi/~2026-47079-57|~2026-47079-57]] ([[Discussioni utente:~2026-47079-57|discussione]]) 21:56, 28 ago 2026 (CEST)
== Il ramo d'oro di James Frazer ==
James Frazer, Il ramo d'oro, traduzione di Lauro De Bosis [[Speciale:Contributi/~2026-49961-01|~2026-49961-01]] ([[Discussioni utente:~2026-49961-01|discussione]]) 11:02, 16 set 2026 (CEST)
== La strega, ovvero Degli inganni de' demoni.djvu ==
Pico della Mirandola (Commons) [[c:File:La_strega,_ovvero_Degli_inganni_de'_demoni.djvu|File:La strega, ovvero Degli inganni de' demoni.djvu - Wikimedia Commons]] [[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 14:04, 21 set 2026 (CEST)
iz71xjlxpelnq2ji1ypqew8pyxgty4n
3902251
3902234
2026-09-21T13:18:22Z
Candalua
1675
/* marittimo */ richiesta troppo generica e comunque non fattibile
3902251
wikitext
text/x-wiki
{{x-larger|Ti interessa un testo in particolare, ma su Wikisource non è ancora presente?}}
{{larger|'''Inserisci sotto le tue proposte!'''}}
Ricordati che su Wikisource ospitiamo soltanto libri '''in pubblico dominio''', cioè di autori morti '''da 70 anni'''.
Per aiutarci a trovare il testo, per favore ordina le tue proposte per '''autore''' e '''titolo completo''', e se li conosci anche '''editore''', '''anno''' e '''luogo''' di pubblicazione. Se il testo è già disponibile su altri siti (come [http://archive.org Internet Archive] o [http://books.google.com Google Books]), inserisci anche il link ad esso. Puoi guardare anche direttamente in [http://openmlol.it openMLOL], che cerca di integrare in un'unica biblioteca digitale tutti i libri in lingua italiana sparsi per questi siti.
<div class="plainlinks" style="text-align:center">
[{{fullurl:Wikisource:Proposte|action=edit§ion=new}} <span class="mw-ui-button mw-ui-progressive">Premi qui per inserire la tua proposta</span>]
</div>
==A==
; [[Autore:Alphonse Allais|Alphonse Allais]]
* Un dramma davvero parigino e altri racconti
:era di editori riuniti, fuori catalogo, NO Internet Archive, NO Google Books, NO OpenMLOL
:autore morto nel 1905: ok?
::Se l'ultima traduzione è di Editori riuniti forse è ancora sotto diritti. Ma magari esiste una traduzione più antica: dobbiamo solo trovarla :-) [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 14:57, 13 set 2016 (CEST)
:::Da sbn viene fuori che la prima traduzione di un testo di Allais è di un certo ''Piceni'' morto nel 1986. Unica edizione apparentemente ''Opera orfana'' ([[Discussioni utente:Candalua#De bello gallico|quindi da valutare molto bene]]!) è un libro di racconti umoristici tradotti da [[w:Decio Cinti|Decio Cinti]] ([http://www.ebay.it/itm/Alfonso-Allais-RACCONTI-UMORISTICI-Sonzogno-n-542-1939-/360884497318 qui] unica copia dove si può leggere un indice dei testi raccolti, perdonate lo spam!). Per quanto riguarda ''Un dramma davvero parigino'', ho trovato solo [http://sezionex.blogspot.it/2005/12/un-dramma-parigino-e-le-chat-noir.html questo]. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:08, 13 set 2016 (CEST)
; [[Autore:Guillaume Apollinaire|Guillaume Apollinaire]]
* Le undicimila verghe
* Le prodezze di un giovane Don Giovanni
* L'eresiarca & C.
* Alcools
; [[Autore:Giuseppe Avanzini|Giuseppe Avanzini]]
* [[Lezione accademica in lode della cioccolata]] (1728) [https://archive.org/details/bub_gb_nwNQkBzvcrMC qui]
==B==
; [[Autore:Lyman Frank Baum|Lyman Frank Baum]]
* [[Il mago di Oz]] - [[Autore:Lyman Frank Baum|Lyman Frank Baum]]
** non trovato su Internet Archive, Google Books, OPAL. Non c'è neanche su LiberLiber
*** {{-1}} [http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&sort_access=Data_ascendente%3A+min+31%2C+min+3086%2C+min+5003&rpnquery=%2540attrset%2Bbib-1%2B%2B%2540attr%2B1%253D1016%2B%2540attr%2B4%253D6%2B%2522mago%2Boz%2522&totalResult=291&select_db=solr_iccu&saveparams=false&nentries=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+mago+di+oz+%28parole+in+AND%29+&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&refine=1001%257C%257C%257Ca%257C%257C%257Ctesto%2Ba%2Bstampa%257C%257C%257CTipo%2Bdi%2Bdocumento&do_cmd=search_show_cmd&resultForward=opac%2Ficcu%2Ffull.jsp&brief=brief&&fname=none&from=5 difficile] --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:43, 10 ago 2016 (CEST)
:::: [http://id.sbn.it/bid/SBL0283215 SBN ], [http://www.internetculturale.it/jmms/iccuviewer/iccu.jsp?mode=all&teca=Bncf&id=oai:bncf.firenze.sbn.it:21:FI0098:Arsbni1:SBL0283215 IC]. Dall'indice sembra che ci siano tutte le pagine del libro ma non riesco a visualizzarle --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 04:12, 7 set 2016 (CEST)
* {{ping|Xavier121}} {{ping|Accurimbono}} ecco una [https://www.byterfly.eu/islandora/object/librib:962125/datastream/PDF/content/librib_962125.pdf Edizione Libro illustrato con le scene del film] - [[User:0 Noctis 0|0 Noctis 0]] ([[User talk:0 Noctis 0|disc.]]) 08:42, 18 apr 2023 (CEST)
; [[Autore:Berrettaccia di Castelsantangelo|Berrettaccia di Castelsantangelo]]
Sempre in tema terremoto: ''La battaglia di Pian Perduto''
* ''La battaglia del Pian Perduto : poemetto storico pubblicato la prima volta con introduzione e note / per cura di Pietro Pirri'', stampa 1914 (Foligno : Stab. Tip. G. Campi) ([http://id.sbn.it/bid/UM10085916 SBN])
* ''La battaglia del Pian Perduto : poemetto storico / introduzione e note a cura di Pietro Pirri'', Norcia, Editrice S. Benedetto, 1972 ([http://id.sbn.it/bid/UM10085824 SBN])
Fonti:
* https://www.raccontidellostomaco.it/la-battaglia-di-pian-perduto/
* http://new.lecentocitta.it/la-battaglia-di-pian-perduto/
* http://www.comune.visso.mc.it/comunicati-cms/la-battaglia-del-pian-perduto/
; [[:w:Pompeo Bettini|Pompeo Bettini]]
* Opere
; [[Autore:Guy Boothby|Guy Boothby]]
* Il dottor Nikola (ROMANZO, Dr. Nikola, 1896) - 1904 , Il Romanzo Mensile anno II-n. 4, Corriere della Sera
* Addio, Nikola!… (ROMANZO, "Farewell, Nikola", 1901) - 1908 - TRADUZIONE: non indicato, Il Romanzo Mensile anno VI-n. 12, Corriere della Sera
{{non firmato|Plisskensting|23:45, 25 nov 2016}}
; [[Autore:Emil du Bois-Reymond|Emil du Bois-Reymond]]
* [[Sui confini della scienza della natura - I sette enigmi del mondo]], traduzione di T. Vivenza Rensi (1928) [https://archive.org/details/SuiConfiniDellaScienza qui]
; [[Autore:Robert Boyle|Robert Boyle]]
* Il chimico scettico
==C==
; [[Autore:Cartesio|Cartesio]]
Proporrei il testo di Descartes, uno dei classici della filosofia. Peraltro possiedo il testo come Pdf.
: è già presente nelle proposte, nella traduzione di Adriano Tilgher, ecco qui i due volumi [https://archive.org/details/DiscorsoEMeditazioni 1] [https://archive.org/details/DiscorsoEMeditazioniVol2 2] , bisogna sapere quando è morto il traduttore della tua copia per sapere se è ancora sotto diritti o no.--[[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:16, 19 ago 2018 (CEST)
; [[Autore:Anton Čechov|Anton Čechov]]
* Il giardino dei ciliegi
; [[Autore:Luigi Chiarelli|Luigi Chiarelli]]
* opere
; [[Autore:Chrétien de Troyes|Chrétien de Troyes]]
* opere
; [[Autore:Agatha Christie|Agatha Christie]]
* Sipario - L'ultima avventura di Poirot {{non firmato|78.6.226.3|15 ottobre 2016}}
:{{ping|Aubrey|Accurimbono|Candalua}} ma è [https://archive.org/details/AgathaChristieDieciPiccoliIndiani possibile]? :O --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:43, 20 ott 2016 (CEST)
:: E' morta nel 1976, il testo pubblicato in GB nel 1939 per la prima volta, in Italia il testo è coperto da diritti d'autore, in [http://copyright.cornell.edu/resources/publicdomain.cfm USA] pure credo, ma alcune delle sue prima opere potrebbero essere in PD, vedi [[:en:Author:Agatha Christie|en.source]]. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 03:07, 20 ott 2016 (CEST)
; [[Autore:Cristoforo Colombo|Cristoforo Colombo]]
* ''Lettere'' (1912) [https://archive.org/details/letteredicristof00colurich qui]
* Lettera rarissima (1810) [https://archive.org/details/letterararissima00colurich qui]
; [[Autore:Antonio Colmenero de Ledesma|Antonio Colmenero de Ledesma]]
* ''Della cioccolata'', traduzione di Alessandro Vitrioli (1677) [https://archive.org/details/bub_gb_BlWlJvEzuoYC qui]
; [[Autore:Étienne Bonnot de Condillac|Étienne Bonnot de Condillac]]
* "Trattato delle sensazioni" tradotto da Marco Fassadoni nel 1793: [https://archive.org/details/bub_gb_n3AP99qc0PkC qui]
; [[Autore:Victor Cousin|Victor Cousin]]
* "Lezioni sulla filosofia di Kant" tradotte da Francesco Trinchera (1842): [https://archive.org/details/CousinFilosofiaKant qui]
; [[Autore:Nicola Cusano|Nicola Cusano]]
* "Della dotta ignoranza" tradotto da Paolo Rotta nel 1927: [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/img66A304.pdf qui]
==D==
; [[Autore:Augusto De Angelis|Augusto De Angelis]] (1888-1944)
* Non abbiamo nulla di lui. Vedi [[:W:Augusto_De_Angelis#Opere|l'elenco delle opere]].
; [[Autore:Sante De Sanctis|Sante De Sanctis]]
* [[I sogni. Studi clinici e psicologici di un alienista]] [https://archive.org/details/SanteDeSanctisISogni qui]
* [[La psicologia del sogno]] [https://archive.org/details/DeSanctisLaPsicologiaDelSogno qui]
; René Descartes: vedi [[Wikisource:Proposte#C|'''Cartesio''']]
; [[Autore:Hans Driesch|Hans Driesch]]
* "Il vitalismo" tradotto da Mario Stenta (1905): [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/driesch/il_vitalismo/pdf/driesch_il_vitalismo.pdf qui]
; [[Autore:Leopoldo Pullè|Leo Di Castelnuovo]]
* [[Impara l'arte]] [https://books.google.it/books?id=52oW8Bd-YOUC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Charles Dickens|Charles Dickens]]
* [[Le avventure di Nicola Nickleby]]
* Le campane
* La battaglia della vita
* Il patto col fantasma
* Oliver Twist
* David Copperfield
* Tempi difficili
; [[Autore:Denis Diderot|Denis Diderot]]
* [[La religiosa]]
; [[Autore:Arthur Conan Doyle|Arthur Conan Doyle]]
* [[Autore:Arthur Conan Doyle|Arthur Conan Doyle]] - Sherlock Holmes {{fatto}} '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 19:14, 23 ago 2016 (CEST)
** non trovato su Internet Archive, Google Books, OPAL. Non c'è neanche su LiberLiber --[[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 11:46, 10 ago 2016 (CEST)
*** {{fatto}}...sta [http://www.braidense.it/risorse/dire_query.php?Nome1=Doyle,%20Arthur%20Conan qui] (e ricordo di averlo già scaricato, rovisto in archivio!) --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:14, 10 ago 2016 (CEST)
; [[Autore:Fëdor Dostoevskij|Fëdor Michajlovič Dostoevskij]]
* [[Povera gente]] [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/dostoevskij/povera_gente/pdf/dostoevskij_povera_gente.pdf qui]
; [[Autore:Paola Drigo|Paola Drigo]]
* [[Maria Zef]] [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/d/drigo/maria_zef/pdf/drigo_maria_zef.pdf qui]
;[[Autore:Félix Antoine Philibert Dupanloup|Félix Antoine Philibert Dupanloup]]
* [[La convenzione del 15 settembre e l'enciclica dell'8 dicembre]] [https://archive.org/details/bub_gb_0kFlx6eFkE4C qui]
==E==
; [[Autore:Meister Eckhart|Meister Eckhart]]
* "Prediche e trattati", (1927) [https://archive.org/details/EckhartPrediche qui]
; [[Autore:Ralph Waldo Emerson|Ralph Waldo Emerson]]
* "L'anima, la natura e la saggezza", tradotto da Mario Cossa (1911) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgFAIV23.pdf 1][http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgFAIV23a.pdf 2][http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgFAIV23aa.pdf 3]
;[[Autore:Friedrich Engels|Friedrich Engels]]
* "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato", traduzione di Pasquale Martignetti, Uffici della Critica Sociale, Milano, 1901; su Internet Archive [https://archive.org/details/EngelsOrigineDellaFamiglia qui].
; [[Autore:Federigo Enriques|Federigo Enriques]]
* "Lezioni di geometria proiettiva" (1898) [https://archive.org/details/lezdigeopro00enririch qui]
* "Causalità e determinismo nella filosofia e nella storia della scienza" (1941) su Liber Liber [http://www.liberliber.it/mediateca/libri/e/enriques/causalita_e_determinismo/pdf/enriques_causalita_e_determinismo.pdf qui]
; [[Autore:Eraclito|Eraclito]]
* "Raccolta dei frammenti", tradotta da R. Walzer (1939) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgCarrataT1861.pdf qui]
;[[Autore:George Eliot|George Eliot]] *Middlemarch
==F==
; [[Autore:Hans Fallada|Hans Fallada]]
* E adesso, pover'uomo?
; [[Autore:Giovanni Battista Felici|Giovanni Battista Felici]]
* [[Parere intorno all'uso della cioccolata]] (1728): [https://books.google.it/books?id=m7pdAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Francesco Felini|Francesco Felini]]
* [[Risposta dimostrativa che la cioccolata rompe il digiuno]] (1676) [https://books.google.it/books?id=lQKJr7x8lnkC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
* [[Altro parere intorno alla natura, ed all'uso della cioccolata"]] (1728): [https://archive.org/details/bub_gb_IIZPSyqfB4cC]
; [[Autore:Silvio Fiorillo|Silvio Fiorillo]]
* L'amor giusto, egloga pastorale in Napolitana e toscana lingua di Silvio Fiorillo da Capua detto capitano di Mattamoros
* La ghirlanda
* Li capitani vanagloriosi
* La Lucilla costante con le ridicole disfide e prodezze di Policinella
; [[Autore:Gustave Flaubert|Gustave Flaubert]]
* [[Madame Bovary]]
; [[Autore:Francis Scott Fitzgerald|Francis Scott Fitzgerald]]
* [[Il grande Gatsby]]
** Fitzgerald è morto nel 1940 cioè 70 anni fa Se la traduzione Fernanda Pivano forse è ancora sotto diritti. Ma esiste una traduzione più antica: dobbiate solo trovarla è la traduzione di Cesare Giardini, collana "I romanzi della palma" n. 89, Mondadori, Milano, 1936.
; [[Autore:Renato Fucini|Renato Fucini]]
* [[Le veglie di Neri]]
==G==
; [[Autore:Gaio Valerio Flacco|Gaio Valerio Flacco]]
* ''L'Argonautica, volgarizzata dal marchese Marc'Antonio Pindemonte'', Venezia, Giuseppe Antonelli, 1851, ([https://books.google.it/books?id=JRJKtlcK1KsC GB])
; [[Autore:Pasquale Galluppi|Pasquale Galluppi]]
* "Lettere filosofiche su le vicende della filosofia" (1827): [https://books.google.it/books?id=FWUWzC-iJ0YC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Jacopo Gelli|Jacopo Gelli]]
* [[Piccola enciclopedia di giuochi e passatempi]] (1929) [https://archive.org/details/GelliPiccolaEnciclopediaDiGiuochi qui]
; [[Autore:Giovanni Gentile|Giovanni Gentile]]
* "Teoria generale dello spirito come atto puro" 1938 [https://archive.org/details/GentileTeoriaGenerale qui]
* [[La nuova scuola media]] (1925) [https://archive.org/details/GentileLaNuovaScuolaMedia qui]
* "La mia religione", (1943): [https://archive.org/details/GentileLaMiaReligione qui]
; [[Autore:Italo Ghersi|Italo Ghersi]]
* "Matematica dilettevole e curiosa" 1913 (non ancora scansionato in rete, bisogna cercarlo, attenzione che ci sono aggiornamenti posteriori ancora sotto i diritti)
; [[Autore:Giuseppe Giacosa|Giuseppe Giacosa]]
* [[Scene e commedie]] [https://books.google.it/books?id=WhpeyRwxL4QC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Johann Wolfgang von Goethe|Johann Wolfgang von Goethe]]
* [[Faust (Goethe)]] di Goethe - [http://www.liberliber.it/online/autori/autori-g/johann-wolfgang-von-goethe/faust/ LiberLiber]
* [[Saggio sulla metamorfosi delle piante (Goethe)]] di Goethe - [https://books.google.it/books?id=JmFYAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
; [[Autore:Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio]]
* Ramayana, recensione gaudana - {{AutoreCitato|Vālmīki|Valmiki}}, testo (Vol. I-V) e traduzione (Vol. VI-X) di {{AutoreCitato|Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio}}; Parigi, stamperia reale 1843-1858, 1<sup>a</sup> Edizione (Vol. I [https://archive.org/details/GaspareGorresioRmyanaPoemaIndianoDiValmiciVol.I/page/n6 IA]; Vol. II [https://archive.org/details/ramayanapoemaind02valmuoft/page/n7 IA]; Vol. III [https://archive.org/details/ramayanapoemaind03valmuoft/page/n7 IA]; Vol. IV [https://archive.org/details/ramayanapoemaind04valmuoft/page/n7 IA]; Vol. V [https://archive.org/details/ramayanapoemaind05valmuoft/page/n7 IA]; Vol. VI [https://archive.org/details/ramayanapoemaind06valmuoft/page/n7 IA]; Vol. VII [https://archive.org/details/ramayanapoemaind07valmuoft/page/n7 IA]; Vol. VIII [https://archive.org/details/ramayanapoemaind08valmuoft/page/n7 IA]; Vol. IX [https://archive.org/details/ramayanapoemaind09vlmk/page/n7 IA]; Vol. X [https://archive.org/details/ramayanapoemaind10valmuoft/page/n7 IA])</div>
* Ramayana, recensione gaudana - {{AutoreCitato|Vālmīki|Valmiki}}, traduzione (Vol. I-III) di {{AutoreCitato|Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio}}; Milano, Pogliani 1869-1870, 2<sup>a</sup> Edizione (Vol. I [https://archive.org/details/ilramayana01vlmkuoft/page/n5 IA]; Vol. II [https://archive.org/details/bub_gb_wjIZaCAOgAIC/page/n5 IA]; Vol. III [https://archive.org/details/bub_gb_nlHfc3yZgrYC/page/n5 IA])
* Uttaracanda, recensione gaudana - {{AutoreCitato|Vālmīki|Valmiki}}, testo (Vol. I) e traduzione (Vol. II) di {{AutoreCitato|Gaspare Gorresio|Gaspare Gorresio}}; Parigi, stamperia reale 1867-1870 (Vol. I [https://archive.org/details/UttarakandaTestoConNoteSecondoICodiciDellaRecensioneGaudanaPerGaspareGorresio/page/n7 IA]; Vol. II [https://archive.org/details/UttaracandaVersioneItalianaPerGaspareGorresio/page/n9 IA])
; [[Autore:Guido Gozzano|Guido Gozzano]] e [[Autore:Amalia Guglielminetti|Amalia Guglielminetti]]
* [[Lettere d’amore]]
; [[Autore:Antonio Gramsci|Antonio Gramsci]]
* [[Gli intellettuali e l’organizzazione della cultura]]
; [[Autore:Franz Grillparzer|Franz Grillparzer]]
* [[Saffo]] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII40.pdf qui]
* [[Medea]] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII145.pdf qui]
; A. Grimaldi, R. Fronda
* "Trasmissione del pensiero e suggestione mentale: studio sperimentale e critico" (1891) [https://archive.org/details/Trasmissionepensiero qui]
; [[autore:Luo Guanzhong|Luo Guanzhong]]
* Il romanzo dei Tre Regni , scritto da Luo Guanzhong nel XIV secolo , è uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese. Lo trovate qui: http://chiquadroblog.it/romanzo-dei-tre-regni-progetto-traduzione-italiano/
; [[Autore:Guidotto da Bologna|Guidotto da Bologna]] (attribuito)
* [[Testo inedito di lingua]] [http://www.archive.org/stream/frateguidottoda00gazzgoog#page/n66/mode/2up qui]
==H==
; [[Autore:Ernst Haeckel|Ernst Haeckel]]
* [[I problemi dell'universo]] [https://archive.org/details/HaeckelProblemiDellUniverso qui]
* [[Storia della creazione naturale]] [https://archive.org/details/UFI0199294_TO0324_52672_000000 qui]
* [[Antropogenia]] [https://archive.org/details/PAL0104156_TO0324_52536_000000 qui]
; [[Autore:Nathaniel Hawthorne|Nathaniel Hawthorne]]
* [[La lettera scarlatta]]
; [[Autore:Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Georg Wilhelm Friedrich Hegel]]
* "Filosofia del diritto", tradotta nel 1848 da Antonio Turchiarulo: [https://archive.org/details/HegelFilosofiaDritto qui]
* "Filosofia della storia", tradotta nel 1840 da Giovanni Battista Passerini: [https://archive.org/details/HegelFilosofiaDellaStoria qui]
* "La fenomenologia dello spirito", tradotta nel 1863 da Alessandro Novelli: su Internet Archive [https://archive.org/details/lafenomenologiad00hege/page/n3/mode/2up qui]
* "La scienza della logica", tradotta da Arturo Moni (1924):[https://archive.org/details/ScienzaDellaLogicaVol1 1] [https://archive.org/details/ScienzaDellaLogicaVol2 2] [https://archive.org/details/ScienzaDellaLogicaVol3 3]
; [[Autore:Harald Høffding|Harald Høffding]]
* "I problemi di filosofia", tradotti da Vittoria Tedeschi (1927): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAII176.pdf qui]
; [[Autore:E. T. A. Hoffmann|E. T. A. Hoffmann]]
* [[Racconti fantastici (1884)]] [https://archive.org/details/HoffmannRaccontiFantastici qui]
; [[Autore:Victor Hugo|Victor Hugo]]
* [[I miserabili]]
* [[Notre-Dame de Paris]]
; [[Autore:David Hume|David Hume]]
* "Saggi filosofici sull' umano intelletto volgarizzati" (1820) [https://archive.org/details/HumeSaggjVol1 1] [https://archive.org/details/HumeSaggiVol2 2]
==I==
; [[Autore:Takeda Izumo|Takeda Izumo]]
* Chūshingura, opera teatrale giapponese, traduzione di Mario Merega
==J==
; [[Autore:William James|William James]]
* "La volontà di credere", tradotta da Anonimo (1912): [https://archive.org/details/JamesLaVolontaDiCredere qui]
; [[Autore:Jerome K. Jerome|Jerome K. Jerome]]
* [[Tre uomini in una barca (per tacer del cane)]]
; [[Autore:William Stanley Jevons|William Stanley Jevons]]
* "Logica", tradotta da Carlo Cantoni (1901): [https://archive.org/details/JevonsLogica qui]
==K==
; [[Autore:Immanuel Kant|Immanuel Kant]]
* "Fondazione della metafisica dei costumi" traduzione di Giovanni Vidari (1920) [https://archive.org/details/KantFondazioneDellaMetafisicaDeiCostumi qui]
* "Critica della ragion pratica" traduzione di Giovanni Vidari (1924) [https://archive.org/details/KantCriticaDellaRagionPratica qui]
* Per la pace perpetua. Progetto filosofico di Emanuele Kant. Prima traduzione italiana dal tedesco di A. Massoni (1901). [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgMiscMar38.pdf qui]
* Prolegomeni ad ogni futura metafisica che si presenterà come scienza. Tradotti da Piero Martinetti (1913)[https://archive.org/details/ProlegomeniKantMartinetti qui]
* Prolegomeni ad ogni futura metafisica che si presenterà come scienza. Tradotti da Aldo Oberdorfer (1914) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgARII103.pdf qui]
* Vidari, Giovanni (Traduttore). Antropologia prammatica (1921) [https://archive.org/details/KantAntropologiaPrammatica qui]
* Vidari, Giovanni (Traduttore). La metafisica dei costumi (1921):[https://archive.org/details/KantMetafisicaDeiCostumiPartePrima 1] [https://archive.org/details/KantMetafisicaDeiCostumiParteSeconda 2]
* "Antologia kantiana" a cura di Piero Martinetti: [https://archive.org/details/antologia_kant_martinetti_1944_images qui]
* "l'illeggittimità della ristampa dei libri"»" Traduzione dall'originale tedesco di Maria Chiara Pievatolo (2011). [http://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s06.xhtml qui]
;[[Autore:Søren Kierkegaard|Søren Kierkegaard]]
* Aut aut
: Opera di fondamentale importanza per la comprensione del filosofo danese, considerato il padre dell'esistenzialismo. Inspiegabile la mancanza di sue opere su wikisource {{non firmato|79.51.164.96}}
:: Grazie del suggerimento. L'assenza di questa e di molte altre opere è spiegabilissima: questa biblioteca viene gestita ed arricchita da un piccolo numero di contributori volontari, e le opere meritevoli di esservi inserite sono molte migliaia; inoltre non sempre sono disponibili traduzioni italiane non coperte da diritti d'autore. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:43, 28 ago 2018 (CEST)
* "Il diario del seduttore", tradotto da Luigi Redaelli (1942): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPIZ6280.pdf qui]
* "Il valore estetico del matrimonio", tradotto da Gualtiero Petrucci (1880): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI878.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI878a.pdf 2]
; [[Autore:Rudyard Kipling|Rudyard Kipling]]
* Il libro della giungla - non si trova... [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 13:25, 25 ott 2016 (CEST)
; [[Autore:Omar Khayyam|Omar Khayyam]]
* [[Rubaiyat]] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/docPCIV320.pdf qui]
==L==
;[[Autore:Diogene Laerzio|Diogene Laerzio]]
* "Delle vite dei filosofi" [https://books.google.it/books?id=-Qotgvu2PEwC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Félicité de Lamennais|Félicité de Lamennais]]
* "Parole d'un credente" (1834) in tre edizioni di tipo diverso [https://archive.org/details/LamennaisParoleCredente1 1], [https://archive.org/details/LamennaisParoleCredente2 2] e [https://archive.org/details/LamennaisParoleCredente3 3]
;[[Autore:Maurice Leblanc|Maurice Leblanc]]
* ciclo di Arsène Lupin
** ...qui sappiamo [http://www.genovalibri.it/leblanc/ cosa] cercare. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:43, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Tullio Levi-Civita|Tullio Levi-Civita]]
Lezioni di Geometria differenziale [https://books.google.it/books?id=chk0jxO2S2MC&pg=PA839&dq=Levi-Civita&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjS8-Xe3O3VAhVFbBoKHT3wAOwQ6AEIJzAA#v=onepage&q&f=false]
;[[Autore:Adolfo Lindner|Adolfo Lindner]]
* "Compendio di logica formale", tradotto da Tullio Erber (1882)[https://archive.org/details/LindnerCompendioDiLogicaFormale qui]
;[[Autore:John Locke|John Locke]]
* "Saggio filosofico di Gio. Locke su l'umano intelletto" tradotto da Francesco Soave (1775) [https://archive.org/details/saggiofilosofico01lockuoft 1] [https://archive.org/details/saggiofilosofico02lockuoft 2][https://archive.org/details/saggiofilosofico03lockuoft 3]
* "Epistola su la tolleranza", tradotta da Francesco A. Ferrari (1933): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgdipfilBII6_96_1.pdf qui]
* "Pensieri sull'educazione", tradotti da Tullio Marchesi (1934): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgdipfilBII6_100_3.pdf 1][http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgdipfilBII6_100_3a.pdf 2]
;[[Autore:Giusto Lodico|Giusto Lodico]]
* Storia dei Paladini di Francia
;[[Autore:Jacques Loeb|Jacques Loeb]]
* [[Fisiologia comparata del cervello e psicologia comparata]], traduzione di Federico Raffaele (1907) [https://archive.org/details/LoebFisiologiaComparata qui]
;[[Autore:Carlo Giuseppe Londonio|Carlo Giuseppe Londonio]]
* ''Pensieri di un uomo di senso comune'' ([https://books.google.it/books?id=6yBRAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false Google Books])
;[[Autore:Pseudo-Longino|Pseudo-Longino]]
* "Del sublime": [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII404.pdf qui]
;[[Autore:Hermann Lotze|Hermann Lotze]]
* "Microcosmo", tradotti da Francesco Bonatelli (1911): [https://archive.org/details/LotzeMicrocosmo qui]
;[[Autore:Luciano di Samosata]]
*'''Come si deve scrivere la Storia''', in inglese [http://lucianofsamosata.info/wiki/doku.php?id=home:texts_and_library:essays:the-way-to-write-history] e in greco [https://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A2008.01.0511]
==M==
;[[Autore:Ernst Mach|Ernst Mach]]
* [[L'analisi delle sensazioni]], traduzione di A. Vaccaro e C. Cessi [https://archive.org/details/MachAnalisiDelleSensazioni qui]
* [[I principi della meccanica esposti criticamente e storicamente nel loro sviluppo]], Traduzione di Dionisio Gambioli [https://archive.org/details/MachIPrincipiiDellaMeccanica qui]
;[[Autore:Vittoria Madurelli Berti|Vittoria Madurelli Berti]]
* La Ruota Pometto Eroicomico, Tipografia del Gab. Lett. per Giov. Batt. Berti Edit., Verona, 1833, [https://books.google.it/books?id=4TVRAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=%22vittoria+madurelli+berti%22&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiPtM6i043eAhWrz4UKHdw-BuIQ6AEILDAB#v=onepage&q=%22vittoria%20madurelli%20berti%22&f=false qui]
;[[Autore:Marcello Malaspina|Marcello Malaspina]]
* "Bacco in America - Componimento ditirambico in lode della cioccolata" (1731), contenuto in "saggi di poesie diverse" del 1741: [https://books.google.it/books?id=i0Uzl4lFrucC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Niccolò Malebranche|Niccolò Malebranche]]
* "Pensieri metafisici", a cura di Mario Novaro (1919): [https://archive.org/details/MalebranchePensieriMetafisici qui]
;[[Autore:Alessandro Manzoni|Alessandro Manzoni]]
Salve! Suggerisco di aggiungere a Wikisource l'opera "La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859 - Saggio comparativo di Alessandro Manzoni" a vantaggio dei lettori del sito.
Grazie per l'attenzione. {{non firmato| 37.182.237.159|14 ottobre 2016}}
:[[Indice:Manzoni - La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859, Milano, 1889.djvu|La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859]]. Saggio comparativo di Alessandro Manzoni, a cura di R. Astrua, Monza e Brianza, Limina Mentis, 2013. {{non firmato| 37.182.237.159|14 ottobre 2016}}
:{{fatto}} Vuoi trascrivere il testo con noi? :) --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:44, 14 ott 2016 (CEST)
;[[Autore:Filippo Tommaso Marinetti|Filippo Tommaso Marinetti]]
* Mafarka il futurista
* Zang Tumb Tumb
* L'uomo moltiplicato e il regno della macchina
* Gli amori futuristi
;[[Autore:Giuseppe Marletta|Giuseppe Marletta]]
* "Esseri geometrici" (1931) [https://archive.org/details/EsseriGeometriciMarletta qui]
* "Saggio di geometria ad infinite dimensioni" (1917) [https://archive.org/details/MarlettaSaggioDiGeometriaAdInfiniteDimensioni qui]
;[[Autore:Christopher Marlowe|Christopher Marlowe]]
* [[Faust (Marlowe)]]
;[[Autore:Piero Martinetti|Piero Martinetti]]
* "La volontà" (1942) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/1272445b2e816c3db70016e40584c944.pdf qui]
* "Il valore obbiettivo della morale" (1944) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/799dc6e328aae3b5f9289755ec726357.pdf qui]
* "Occultismo e divinazione" (1941) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/dbc1df3e3fa377651f5d290bd31091de.pdf qui]
* "Un cristianesimo dualista" (1936) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/a03eb401beb5cd359a5562ed362ff394.pdf qui]
* "La libertà" (1928) [https://archive.org/details/imgPAIV93MiscellaneaOpal qui]
* "Introduzione alla metafisica" (1902): [https://archive.org/details/imgGI346MiscellaneaOpal qui]
* "Il sistema Sankhya" (1896): [https://archive.org/details/imgopalmiscellaneaGIX324 qui]
* "Sul fondamento trascedente della vita morale" (1938) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/44073a1ee8c2e40a316efb87f7c09f54.pdf qui]
* "Idealismo e trascendenza" (1943) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/c4369f29224f2a423f36fd201c432405.pdf qui]
* "Il vangelo" con introduzione e note di Piero Martinetti (1936) [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/f46dd5821edcea20ebc315918e139f57.pdf qui]
;[[Autore:Ferdinando Martini|Ferdinando Martini]]
* [[L’uomo propone e la donna dispone]] [https://books.google.it/books?id=w_o6tVvThI4C&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
* [[Chi sa il giuoco non l'insegni]] [https://books.google.it/books?id=vhdq_ybKDQsC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Lorenzo Milani|Lorenzo Milani]]
* [[L’obbedienza non è più una virtù]]
;[[Autore:John Stuart Mill|John Stuart Mill]]
* "La libertà", traduzione di Arnaldo Agnelli (1911): [https://archive.org/details/MillLaLiberta qui]
* "Utilitarismo", traduzione di Eugenio Debenedetti (1866): [https://archive.org/details/MillUtilitarismo qui]
;[[Autore:John Milton|John Milton]]
* ''[[Paradiso perduto]]'' (trad. di Andrea Maffei) trovata su Internet Archive https://archive.org/details/bub_gb_r-iP5eVnjIUC come la pagina di Shakespeare ci sono due traduzione de La tempesta
;[[Autore:Salvatore Minocchi|Salvatore Minocchi]]
* "La Genesi con discussioni critiche" (1908): [https://archive.org/details/minocchilagenesicondiscussionicritiche qui]
;[[Autore:Maria Montessori|Maria Montessori]]
* "Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini" (1909)
; [[Autore:Carlo Luigi Morichini|Carlo Luigi Morichini]]
* ''Degli istituti di carità per la sussistenza e l'educazione dei poveri e dei prigionieri in Roma: libri tre''. Vol. 1. Stabilimento Tip. Camerale, 1870."
See also:
https://books.google.it/books?hl=it&lr=&id=BehcIZtzrgIC&oi=fnd&pg=PA7&dq=Luigi+Morichini+&ots=ThNec-_AwP&sig=zUx8uQZo0mPg68cm8gMX3SkMTKw#v=onepage&q=Luigi%20Morichini&f=false
;[[Autore:Tommaso Moro|Tommaso Moro]]
* Utopia traduzione del 1863: [https://books.google.it/books?id=mJ90sdF-BfcC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
* Utopia, traduzione di Vincenzo Ferrario del 1823: [https://books.google.it/books?id=C91VcVtuarcC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Enrico Morselli|Enrico Morselli]]
* [[Il Magnetismo Animale - La fascinazione e gli stati ipnotici]] [https://archive.org/details/IlMagnetismoAnimale-LaFascinazioneEGliStatiIpnotici qui]
* [[Psicologia e spiritismo]] [https://archive.org/details/MorselliPsicologiaSpiritismoVolUno 1][https://archive.org/details/MorselliPsicologiaSpiritismoVolDue 2]
;[[Autore:Benito Mussolini|Benito Mussolini]]
Penso che, ormai, non si possa negare la storicità di tale persona, al netto del credo politico. Forse si potrebbe mettere molto più materiale di quanto già non ve ne sia, senza essere tacciati di parteggiare per una visione ideologica piuttosto che per un'altra.
Volendo, si potrebbero trovare delle prove cartacee, documenti, riguardo ai suoi discorsi pubblici ed il lavoro come giornalista dell'Avanti. Del resto, non è nato Duce, ma ha scritto molte cose, prima di assumere tale ruolo politico... [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 17:28, 10 set 2016 (CEST)
: Inizio chiarendo che la comunità di Wikisource ha sempre accolto i testi di ogni estrazione e, che io ricordi, nessun ha mai tacciato nessuno altro di alcunché, faccio notare che non siamo all'anno zero: la pagina [[autore:Benito Mussolini]] è creata da tempo. Alcuni discorsi erano già stati inseriti da diversi anni in quanto già nel PD.
: Considerando che la richiesta è generica in quanto non riguarda un testo specifico, che ogni utente è sempre stato libero di inserire i testi che gradisce dell'autore che più interessa, che non ci sono ostacoli né pregiudizi da rimuovere nella comunità, non capisco bene il motivo di questa proposta.
: Ben vengano i testi di Mussolini come di qualsiasi altro autore, siamo qui per documentare e trascrivere in maniera fedele alle fonti non per fare propaganda. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 05:06, 11 set 2016 (CEST)
:: Proprio per sottrarre i testi dei discorsi all'arbitrarietà con cui sono stati spesso riprodotti in vari siti da cui li abbiamo copiati, mi sono preso a suo tempo la briga di andare a spulciare nella biblioteca della mia scuola una fonte ''ufficiale'', ricopiandone anche i testi di contorno e le formattazioni. per esempio vedasi [[Speciale:LinkPermanente/1298550|questa versione]] rispetto a [[Speciale:LinkPermanente/1706382|questa]], oppure [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Italia_-_4_novembre_1925%2C_Discorso_per_il_VII_anniversario_della_Vittoria&type=revision&diff=1716425&oldid=1288005 queste differenze] dove oltre all'introduzione aggiunta si notano correzioni agli acapo, accenti, maiuscole, e perfino una data sbagliata.
::La fonte da me usata e indicata in pagina di discussione è ''Scritti e Discorsi di Benito Mussolini, Edizione Definitiva'' che però arriva solo fino a metà della guerra. Auspico che qualche benemerito istituto possa prima o poi digitalizzarla. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:30, 11 set 2016 (CEST)
==N==
;[[Autore:Friedrich Nietzsche|Friedrich Nietzsche]]
* "Al vento maestrale" traduzione di Antonio Cippico (1904): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPG3237.pdf qui]
* "Così parlò Zarathustra" traduzione di Attilio Barion (1922) (traduzione diversa dall'altra già digitalizzata) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI231.pdf qui]
* "Trasmutazione di tutti i valori - Crepuscolo degli idoli - l'anticristo - Ditirambi di Dioniso" traduzione di Angelo Treves (1927) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAII88.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI1088a1.pdf 2] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAII88aa.pdf 3]
;[[Autore:Ippolito Nievo|Ippolito Nievo]]
* [[Il conte pecoraio]]
* [[Il Varmo]]
;[[Autore:Charles Nodier|Charles Nodier]]
* [[Racconti fantastici (Nodier)]], da trascrivere
;[[Autore:Novalis|Novalis]]
* [[Enrico d'Ofterdingen]], tradotto da anonimo, (1932) [https://archive.org/details/NovalisEnricoDOfterdingen qui]
;[[Autore:Antonio Nibby|Antonio Nibby]]
* '' Roma nell'anno 1838 descritta da Antonio Nibby''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_XLw-EWWkeGAC Parte Antica 1.]''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_0g9kZmUnTK8C Parte Antica 2.]''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_Dh7t8VUpfNkC Parte prima moderna.]''
** ''[https://archive.org/details/bub_gb_p2jE_oceiMQC Parte seconda moderna.]''
==O==
;[[Autore:Publio Ovidio Nasone|Ovidio]]
* [[Ars amatoria]] tradotta nel 1811 da Cristoforo Boccella [https://books.google.it/books?id=xvg9AAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]. Caricata in [[Indice:Boccella, Cristoforo - I 3 libri dell'arte amatoria ed il libro de'remedi d'amore (traduzione Ars Amandi di Ovidio).djvu]]
* Fasti. Testo latino e traduzione.
;[[Francesco Silvio Orlandini|Francesco Silvio Orlandini]]
* [[Scritti in verso e in prosa di Salvatore Viale]] [http://www.google.fr/books/pdf/Scritti_in_verso_e_in_prosa.pdf?vid=OCLC07372832&id=6NAOhRvvO4MC&output=pdf&sig=om4vkDv3P2CG9oqno1fA17oDPFs qui]
==P==
;[[Autore:Domenico Pacini|Domenico Pacini]]
* [[La radiazione penetrante alla superficie ed in seno alle acque]], 1912 [https://archive.org/details/PaciniLaRadiazionePenetrante qui]
;[[Autore:Paolo Paruta|Paolo Paruta]]
Vorrei cortesemente consigliare a Wikisource italiana, degna erede degli amanuensi che in Italia copiavano antichi libri, il volume rinascimentale ''Historia Venetiana'' di Paolo Paruta (scritto "PARVTA" con i caratteri del tempo, di cui possiedo una copia, comprata a Venezia stessa. Vorrei chiedere l'autorizzazione a copiarla qui ed aiuti da chi ne possedesse altre copie. --[[User:Aledownload|Aledownload]] ([[User talk:Aledownload|disc.]]) 14:30, 25 apr 2018 (CEST)
;[[Autore:Vilfredo Pareto|Vilfredo Pareto]]
* [[Trattato di sociologia generale]], 1916 [https://archive.org/details/ParetoTrattatoDiSociologiaGeneraleVol1 qui] e [https://archive.org/details/ParetoTrattatoDiSociologiaGeneraleVol2 qui]
;[[Autore:Blaise Pascal|Blaise Pascal]]
* ''[[Pensieri (Pascal)|Pensieri]]'' (1820): [https://archive.org/details/PensieriPascal qui]
;[[Autore:Giuseppe Peano|Giuseppe Peano]]
*''Le definizioni in matematica'' (1911):([http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI380.pdf qui] mentre [http://utenti.quipo.it/base5/peano/peanodefiniz2.pdf qui] è già digitalizzato)
*''Le definizioni in matematica'' (1921): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI379.pdf qui]
*''Principii di logica matematica'' (1891): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI390.pdf qui]
*''Studii di logica matematica'' (1897): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI381.pdf qui]
*''Sulla definizione di limite'' (1913): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI387.pdf qui]
*''Le definizioni per astrazione'' (1915): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI773.pdf qui]
*''Resto nelle formule di quadratura espresso con un integrale definito'' (1913): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI1286.pdf qui]
*''Derivata e differenziale'' (1912): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI1285.pdf qui]
*''Analisi della teoria dei vettori'' (1898): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI388.pdf qui]
* ''Dizionario di logica matematica'' (1901): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI384.pdf qui]
*''Principii di logica matematica'' (1891): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI390.pdf qui]
*''Sul concetto di numero'' (1891): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI386.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI386a.pdf 2]
*''Sul libro V di Euclide (1906): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI771.pdf qui]
*''Sulla definizione di probabilità'' (1912): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI383.pdf qui]
*''Sulla forma dei segni di algebra'' (1919): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI769.pdf qui]
*''Sui libri di testo per l'aritmetica nelle scuole elementari'' (1924): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI1567.pdf qui]
*''La geometria basata sulle idee di punto e di distanza'' (1902): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI768.pdf qui]
*''L'esecuzione tipografica delle formule matematiche'' (1915): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI770.pdf qui]
*''La numerazione binaria applicata alla stenografia'' (1898): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI741.pdf qui]
*''Una questione di grammatica razionale'' (1911): [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgOPPAI389.pdf qui]
*''Giochi di aritmetica e problemi interessanti'' è digitalizzato [http://utenti.quipo.it/base5/peano/giocaritmetica.htm qui]. Comunque occorre anche avere l'originale cartaceo a fronte per evitare eventuali errori di trascrizione.
;[[Autore:Francesco Petrarca|Francesco Petrarca]]
* [[Volgarizzamento dell'Epistola di Petrarca a Niccolò Acciauoli]] (1) [https://books.google.it/books?id=gO9VAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 1] (e 2, meglio): [https://books.google.it/books?id=FuA7AQAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 2]
;[[Autore:Ettore Petrolini|Ettore Petrolini]]: ''[[Nerone]]'', ''[[Gastone]]'', ''[[Il padiglione delle meraviglie]]'', ''[[47 morto che parla]]''
'''Mario Pieri''' "La geometria elementare istituita sulle nozioni “punto” e “sfera”" (1908): [https://archive.org/details/LaGeometriaElementareMarioPieri qui]
;[[Autore:Mario Pilo|Mario Pilo]]:
''[[Psicologia musicale]]'' [https://archive.org/details/PiloPsicologiaMusicale qui]
* "Estetica" (1894) [https://archive.org/details/PiloEstetica qui]
* "Estetica - lezioni sul gusto" (1906) [https://archive.org/details/PiloEsteticaGusto qui]
* "Estetica - lezioni sull'arte" (1907) [https://archive.org/details/PiloEsteticaArte qui]
* "Estetica - lezioni sul bello" (1921) [https://archive.org/details/esteticalezionis00pilo qui]
;[[Autore:Luigi Pirandello|Luigi Pirandello]]:
* ''[[Così è (se vi pare)]]''
* ''[[I giganti della montagna]]''
* la trilogia del teatro nel teatro, comprendente ''[[Sei personaggi in cerca d'autore]]'', ''[[Questa sera si recita a soggetto]]'' e ''[[Ciascuno a suo modo]]''. Alcune opere ci sono su Internet Archive
* ''La ragione degli altri''
;Pitagora
* I versi aurei, i simboli, le lettere. Seguite da frammenti ed estratti di Porfirio ... Versioni dal greco di G. Pesenti. Lanciano : R. Carabba, 1913 [https://archive.org/details/PitagoraVersiAurei qui]
;[[Autore:Gino Piva|Gino Piva]]
* ''Bi-ba-ri-bò''
;[[Autore:Italo Pizzi|Italo Pizzi]]
* Storia della Letteratura persiana; Torino, Unione Tipografico, 1894 (Vol. I [https://archive.org/details/storiadellapoes01pizzgoog/page/n8 IA] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAV196.pdf OPAL 1]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAV196a.pdf OPAL 2]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196aa.pdf OPAL 3]; Vol. II [https://archive.org/details/storiadellapoes00pizzgoog/page/n6 IA] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196aaa.pdf OPAL 1]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196ab.pdf OPAL 2]+[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgAVI196abb.pdf OPAL 3])
* Letteratura araba - ; Milano, Hoepli, 1903 ([https://archive.org/details/letteraturaarab00pizzgoog/page/n6 IA])
* Letteratura persiana; Milano, Hoepli, 1903 ([https://archive.org/details/manualdilettera00pizzgoog/page/n6 IA])
* L'islamismo; Milano, Hoepli, 1903 ([https://archive.org/details/lislamismo00pizzuoft/page/n5 IA])
;Christine De Pizan
* ''La città delle dame''
;[[Autore:Platone|Platone]]
* "Antologia platonica" a cura di Piero Martinetti (1939): [https://www.omeka.unito.it/omeka/files/original/fddb366fcc737441ce47a49a0caafa32.pdf qui]
*''[[Apologia di Socrate]]'' Traduzione di Maria Chiara Pievatolo (2000) [http://archiviomarini.sp.unipi.it/347/4/apologia.pdf qui]
*''[[Eutifrone]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1880): [https://archive.org/details/EutifronePlatoneBonghi qui]
* ''[[Apologia di Socrate]]'', tradotta da Ruggero Bonghi (1880): [https://archive.org/details/ApologiaDiSocratePlatoneBonghi qui]
* '''[[Critone]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1880): [https://archive.org/details/CritonePlatoneBonghi qui]
* ''[[Fedone]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1881): [https://archive.org/details/FedonePlatoneBonghi qui]
* ''[[Protagora]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1882): [https://archive.org/details/ProtagoraPlatoneBonghi qui]
* ''[[Eutidemo]]'', '''Aristotele '''. "Primo libro delle confutazioni sofistiche" tradotti da Ruggero Bonghi (1883): [https://archive.org/details/Eutidemo qui]
* ''[[Cratilo]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1885): [https://archive.org/details/CratiloPlatoneBonghi qui]
* ''[[Teeteto]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1892): [https://archive.org/details/TeetetoPlatoneBonghi qui]
* ''[[Della Repubblica]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1900): [https://archive.org/details/BonghiRepubblicaPlatone qui]
* ''[[Lachete]]'', ''[[Gorgia]]'', ''[[Menone]]'', tradotti da Ruggero Bonghi (1903): [https://archive.org/details/LacheteGorgiaMenonePlatoneBonghi qui]
* ''[[Filebo]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1896): [https://archive.org/details/FileboPlatoneBonghi qui]
* ''[[Convito]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1888): [https://archive.org/details/PlatoneConvito qui]
* ''[[Sofista]]'' - ''[[Politico]]'' - ''[[Parmenide]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1901):[https://archive.org/details/BonghiPlatoneSofista qui]
* ''[[Fedro]]'' - ''[[Alcibiade Primo]]'' - ''[[Carmide]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1902): [https://archive.org/details/PlatoneFedroAlcibiadePrimoCarmide qui]
* ''[[Ippia Maggiore]]'' - ''[[Ippia Minore]]'' - ''[[Ione]]'', tradotto da Ruggero Bonghi (1904): [https://archive.org/details/PlatoneIppiaMaggioreIppiaMinoreJone qui]
;[[Autore:Tito Maccio Plauto|Tito Maccio Plauto]]
*''[[Miles gloriosus]]''
*''[[Anfitrione]]'' [http://www.opal.unito.it/psixsite/Teatro%20italiano%20del%20XVI%20e%20XVII%20secolo/Elenco%20opere/image187aa.pdf qui] e [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGXIII64.pdf qui]
*''[[Aulularia]]'' [http://www.opal.unito.it/psixsite/Teatro%20italiano%20del%20XVI%20e%20XVII%20secolo/Elenco%20opere/imageGXIII268a.pdf qui]
*''[[Mostellaria]]'' [http://www.opal.unito.it/psixsite/Teatro%20italiano%20del%20XVI%20e%20XVII%20secolo/Elenco%20opere/image187.pdf qui]
{{+1}} di [[Autore:Tito Maccio Plauto|Plauto]] '''abbiamo tutto''' ed è solo da caricare; a noi più che un compilatore servirebbe un ''trascrittore'' !!! :P --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 13:18, 27 ott 2016 (CEST)
;[[Autore:Plutarco|Plutarco]]
*[[Vite parallele]]: ci sono vari volumi (non so se completi) [https://archive.org/search.php?query=Le%20vite%20parallele%20di%20Plutarco su Internet Archive].
**completo su OPAL --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:53, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Edgar Allan Poe|Edgar Allan Poe]]
* [[Gli assassinii della Rue Morgue]],
* Poesie (1892) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI1165.pdf qui]
;[[Autore:Pierre Alexis Ponson du Terrail|Pierre Alexis Ponson du Terrail]]
*[[Rocambole]]
** {{+1}} molto [http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&sort_access=Data_ascendente%3A+min+31%2C+min+3086%2C+min+5003&rpnquery=%2540attrset%2Bbib-1%2B%2B%2540attr%2B1%253D1016%2B%2540attr%2B4%253D6%2B%2522Pierre%2BAlexis%2BPonson%2Bdu%2BTerrail%2522&totalResult=958&select_db=solr_iccu&saveparams=true&nentries=50&from=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+Pierre+Alexis+Ponson+du+Terrail+%28parole+in+AND%29+&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&do_cmd=search_show_cmd&resultForward=opac%2Ficcu%2Fbrief.jsp&brief=brief&refine=54|||ita|||italiano|||Lingua materiale] --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:43, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Proclo|Proclo]]
*''Elementi di teologia'' (1917) [https://archive.org/details/ProcloElementiDiTeologia qui]
;[[Autore:Sesto Properzio|Sesto Properzio]]
* Elegie: https://archive.org/details/bub_gb_tkI6O0MgMwEC
* altre opere su IA: https://archive.org/search.php?query=Properzio
;Marcel Proust
* ''Alla ricerca del tempo perduto''
;[[Autore:Sully Prudhomme|Sully Prudhomme]]
* Opere
'''Sebastiano Purgotti''' "Sulla necessità di escludere lo studio della geometria dai pubblici ginnasi e l'Euclide dai licei." (1870): [https://archive.org/details/PurgottiSullaNecessitaDiEscludere qui]
==R==
;[[Autore:François Rabelais|François Rabelais]]
* [[Gargantua e Pantagruele]]
;[[Autore:Pietro Ragnisco|Pietro Ragnisco]]
* "La critica della ragion pura di Kant", (1875) [https://archive.org/details/RagniscoCriticaDellaRagionPura qui]
;[[Autore:Noël Regnault|Noël Regnault]]
* "Trattenimenti matematici" (1751) [https://books.google.it/books?id=SNs2AAAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Enrico Retti|Enrico Retti]]
* [[Teorica delle forze che agiscono secondo la legge di Newton e sua applicazione alla elettricità statica]] [[https://books.google.it/books?id=bjRWAAAAcAAJ&pg=PA3&dq=Newton&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiS5vDqt-vVAhVDRhQKHdmkBuIQ6AEIRTAH#v=onepage&q=Newton&f=false]]
;[[Autore:Gregorio Ricci Curbastro|Gregorio Ricci Curbastro]]
* [[Lezioni di teoria delle superficie]][[http://resolver.library.cornell.edu/math/1934304]]
;[[Autore:Mario Rigoni Stern|Mario Rigoni Stern]]
* Mi piacerebbe che nella raccolta di libri di Wikisource ci fosse anche il "sergente nella neve" di Mario Rigoni Stern. Cordiali saluti. Giove optimus Maximus
:Gran bel libro, però Mario Rigoni Stern è deceduto ad Asiago il 16 giugno 2008. Le sue opere saranno nel dominio pubblico solamente nel 2079. Ti devi armare di pazienza... --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 11:48, 9 mag 2020 (CEST)
;[[Autore:Enrico Rocca|Enrico Rocca]]
* ''Panorama dell'arte radiofonica'' [https://archive.org/details/PanoramaDellArteRadiofonicaRocca qui]
;[[Autore:Augusto Romagnoli|Augusto Romagnoli]]
* ''Ragazzi ciechi'' [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/r/romagnoli_augusto/ragazzi_ciechi/pdf/romagnoli_augusto_ragazzi_ciechi.pdf qui]
;[[Autore:Antonio Rossi|Antonio Rossi]]
* ''Manuale del profumiere'' [https://archive.org/details/RossiManualeDelProfumiere1902 qui]
;[[Autore:Edmond Rostand|Edmond Rostand]]
* ''Cirano di Bergerac'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
* ''La samaritana'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
* ''I romanzeschi'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
* ''L'Aquilotto'' [tradotto dal francese in italiano da Mario Giobbe]
;[[Autore:Jean-Jacques Rousseau|Jean-Jacques Rousseau]]
* "Il contratto sociale", tradotto da Anonimo (1850) [https://archive.org/details/RousseauContrattoSociale qui]
;[[Autore:Josiah Royce|Josiah Royce]]
* "Il mondo e l'individuo", tradotto da Giuseppe Rensi (1913) [https://archive.org/details/RoyceMondoIndividuoVolUno 1] [https://archive.org/details/RoyceMondoIndividuoVolDue 2]
==S==
;[[Autore:Emilio Salgari|Emilio Salgari]]
* ''Il Leone di Damasco'', sèguito di ''Capitan Tempesta'', di cui abbiamo solo il primo capitolo
* ''Il figlio del cacciatore d'orsi'', pubblicato con lo pseudonimo di A. Permini
* ''La vendetta d'uno schiavo'', pubblicato con lo pseudonimo di E. Giordano
;[[Autore:Antoine de Saint-Exupéry|Antoine de Saint-Exupéry]]
* ''Volo di notte''
* ''Corriere del sud''
;[[Autore:Victorien Sardou|Victorien Sardou]]
* Tosca
* Madame Sans-Gêne
;[[Autore:Brillat-Savarin|Brillat Savarin]]
*[[Physiologie du gout, ou meditations de gastronomie transcendante; ouvrage théorique, historique, et à l'ordre du jour, dédié aux gastronomes Parisiens]] c'è su [https://archive.org/details/b21525699] creative commons, proponibile ai francesi (non so come, non so il francese)
* citato nell'Artusi, forse poi si può tradurre con wiki ?
;[[Autore:Maria Savi-Lopez|Maria Savi Lopez]]
* [[Leggende del mare]]
;[[Autore:Giovanni Scala|Giovanni Scala]]
* [[Geometria prattica]] [http://amshistorica.unibo.it/4 qui]
;[[Autore:Friedrich Schelling|Friedrich Schelling]]
* "Ricerche filosofiche su la essenza della libertà umana e gli oggetti che vi si collegano", tradotte da Michele Losacco (1919) [https://archive.org/details/SchellingRicercheFilosofiche qui]
* "Sistema dell'idealismo trascendentale", tradotto da Michele Losacco (1908) [https://archive.org/details/SchellingSistemaDellIdealismoTrascendentale qui]
* "Bruno", tradotto nel 1859 da Marianna Florenzi Waddington: [https://archive.org/details/bub_gb_avf72hy2BocC qui]
;[[Autore:Arthur Schopenhauer|Arthur Schopenhauer]]
* "Morale e religione" (1908)
[https://archive.org/details/SchopenhauerMoraleReligione qui]
* "Frammenti di storia della filosofia" (1926) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI724.pdf qui]
* "Pagine scelte" (1920) [https://archive.org/details/SchopenhauerPagineScelte qui]
* "Saggio sul libero arbitrio" (1908) [https://archive.org/details/SchopenhauerLiberoArbitrio qui]
* "Pensieri e frammenti" (1911) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgARIV152.pdf qui]
;[[Autore:Corrado Segre|Corrado Segre]]
* "Su alcuni indirizzi nelle investigazioni geometriche" (1891) [https://archive.org/details/SegreSuAlcuniIndirizziSulleInvestigazioniGeometriche qui]
* "La geometria d’oggidì e i suoi legami con l’analisi" (1905) [https://archive.org/details/SegreLaGeometriaDOggidi qui]
;[[Autore:Lucio Anneo Seneca|Lucio Anneo Seneca]]
* "Dell'Ira" tradotto da Francesco Serdonati (1863) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGXIII44.pdf qui]
* "La morale" tradotta da P. Domenico Bassi (1924) [https://archive.org/details/SenecaLaMorale qui]
;[[Autore:Senofonte|Senofonte]]
*c'è l'[https://archive.org/search.php?query=L%27Anabasi Anabasi su Internet Archive] (attenzione ai volumi duplicati, in realtà sono solo 2).
;[[Autore:Sesto Empirico|Sesto Empirico]]
* "Delle istituzioni pirroniane" tradotte da Stefano Bissolati (1917) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI257.pdf 1] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI257a.pdf 2] [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI257aa.pdf 3]
;[[Autore:Matilde Serao|Matilde Serao]]
;[[Autore:William Shakespeare|William Shakespeare]]
abbiamo solo ''Macbeth, Tempesta e Amleto''... Romeo e Giulietta? altre opere famosissime? [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 09:14, 19 ago 2016 (CEST)
* [[Giulio Cesare]]
* [[Riccardo III]]
* [[Romeo e Giulietta]]: la [https://archive.org/details/bub_gb_wk_N0uSYuGkC trad. di Michele Leoni]
* [[Otello]] la [https://archive.org/details/bub_gb_2ht-i-ws5c4C trad. di Andrea Maffei] [[User:GioDylanfo|GioDylanfo]] ([[User talk:GioDylanfo|disc.]]) 12:41, 27 ott 2016 (CEST)
* [[Sogno di una notte di mezza estate]]
* [[La dodicesima notte]]
* [[Le allegre comari di Windsor]]
{{+1}} di [[Autore:William Shakespeare|Shakespeare]] [https://archive.org/details/teatrocompletodi01shak abbiamo tutto] servirebbe un ''trascrittore''! Volontari? :) --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 13:18, 27 ott 2016 (CEST)
;[[Autore:Mary Shelley|Mary Shelley]]
* [[Frankenstein]] - [Vedere https://www.openmlol.it/Media/Search?Kw=frankenstein&OrderBy=Popularity&OrderDir=DESC&PageSize=12&Page=1&Typology=310&List=0] non c'e in lingua italiana GioDylanfo
;[[Autore:M. P. Shiel|M. P. Shiel]]
* La nube purpurea
;[[Autore:Adam Smith|Adam Smith]]
* [[Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni]] [https://archive.org/details/bub_gb_tYgReK8B79cC qui]
;[[Autore:Vladimir Sergeevič Solov'ëv|Vladimir Sergeevič Solov'ëv]]
* "I fondamenti spirituali della vita", traduzione di Aurelio Palmieri (1922): [https://archive.org/details/solovevfondamentispiritualidellavita qui]
;[[Autore:Baruch Spinoza|Baruch Spinoza]]
* [[Dell'Etica]] tradotta da Carlo Sarchi (1880) [https://archive.org/details/SpinozaEtica qui]
* [[Trattato teologico-politico]] tradotto da Carlo Sarchi (1875) [https://archive.org/details/SpinozaTrattatoTeologicoPolitico qui]
;[[Autore:Gertrude Stein|Gertrude Stein]]
* [[Tre esistenze]] ([http://id.sbn.it/bid/TO00852642 SBN])
;[[Autore:Stendhal|Stendhal]]
* [[La Certosa di Parma]]
* [[La badessa di Castro]]
;[[Autore:Robert Louis Stevenson|Robert Louis Stevenson]]
: ''[[L'isola del tesoro]]'', ''[[La freccia nera]]'', ''[[Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde]]''
:: De ''L'isola del tesoro'' è nel PD da tempo la traduzione di [[:w:Angiolo Silvio Novaro]], tuttora stampata da Mondadori (l'editore originario) e Newton Compton. Alle opere succitate si aggiunga ''Il master di Ballantrae'', disponibile nella traduzione di [[:w:Giulia Celenza]] (pubblicata in origine come ''Il Signor di Ballantrae'', Corticelli, 1929). --[[User:Dalmoil|Dalmoil]] ([[User talk:Dalmoil|disc.]]) 19:43, 28 ago 2017 (CEST)
;[[Autore:Max Stirner|Max Stirner]]
* "L'unico e la sua proprietà", in due versioni del 1902 e del 1922: [https://archive.org/details/MaxStirnerLunico1902 qui] e [https://archive.org/details/MaxStirnerLunico qui]
;[[Autore:Bram Stoker|Bram Stoker]]
* La dama del sudario
* La tana del Verme Bianco
* Il gioiello delle sette stelle
;[[Autore:Jonathan Swift|Jonathan Swift]]
* I viaggi di Gulliver
==T==
;[[Autore:Rabindranath Tagore|Rabindranath Tagore]]
* [[Chitra]]
;[[Autore:Carlo Giovanni Testori|Carlo Giovanni Testori]]
* [[La musica ragionata]] [https://books.google.it/books?id=zgn8ZCLfF1YC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Henry David Thoreau|Henry David Thoreau]]
* [[Walden]]
* [[Disobbedienza civile]]
::non trovato su Internet Archive. Su LiberLiber c'è ''Disobbedienza civile'' ma è sotto copyright. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 12:23, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Adriano Tilgher|Adriano Tilgher]]
* "Lo spaccio del bestione trionfante" (1925) [https://archive.org/details/LoSpaccioDelBestioneTrionfanteTilgher qui]
;[[Autore:Gaston Tissandier|Gaston Tissandier]]
[[Le ricreazioni scientifiche]] [https://archive.org/details/b21500757 qui]
;[[Autore:Tommaso d'Aquino|Tommaso d'Aquino]]
* "Compendio di teologia" di Tommaso d'Aquino, tradotto da Luigi Granelli (1887): [https://archive.org/details/TommasoCompendioTeologia qui]
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* [[Geografia]] [http://amshistorica.unibo.it/186 qui] e [http://amshistorica.unibo.it/182 qui]
;[[Autore:Lev Nikolaevič Tolstoj|Lev Nikolaevič Tolstoj]]
* [[La morte di Ivan Ilijc]]
* [[Confessione]], di [[Autore:Lev Nikolaevič Tolstoj|Lev Nikolaevič Tolstoj]]
*:abbiamo [[Le confessioni]], esistono altre versioni/traduzioni? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:59, 25 nov 2016 (CET)
* [[Anna Karenina]] [https://www.liberliber.it/mediateca/libri/t/tolstoj/anna_karenina_slavia/pdf/tolstoj_anna_karenina_slavia.pdf qui]
* [[Guerra e pace]] sono di pubblico dominio le traduzioni di Federico Verdinois (in corso di digitalizzazione da Liber Liber) e quella di Enrichetta Carafa Capecelatro.
;[[Autore:Ivan Sergeevič Turgenev|Ivan Sergeevič Turgenev]]
* [[Padri e figli]]
* [[Terre Vergini]]
;[[Autore:Mark Twain|Mark Twain]]
* Le avventure di Huckleberry Finn
* Le avventure di Tom Sawyer
* Un americano alla corte di re Artù
==U==
;[[Autore:Alfredo Untersteiner|Alfredo Untersteiner]]
* [[Storia della musica]] [https://archive.org/details/storiadellamusic00unte qui]
==V==
;[[Autore:Paul Valéry|Paul Valéry]]
* opere
;[[Autore:Adolfo Venturi|Adolfo Venturi]]
*[[Antonio Canova (1757-1822) e l’arte de’ suoi tempi]] ({{IA|vitaitalianadura00lomb_0}})
;[[Autore:Jules Verne|Jules Verne]]
* tutti i romanzi di [[Autore:Jules Verne|Jules Verne]], in particolare:
** Ventimila leghe sotto i mari
** I figli del capitano Grant
** Intorno alla Luna che fa da continuazione a Dalla Terra alla Luna
** Viaggio al centro della Terra
** Cinque settimane in pallone {{GB|KuzDqS0lEt4C}}
** [https://archive.org/details/bub_gb_JgDLMHjbF28C Storia dei grandi viaggi] su Internet Archive. Dovrebbe esserci roba anche su LiberLiber. --[[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 15:09, 9 ago 2016 (CEST)
** [https://archive.org/details/iviaggidimarcop00verngoog I viaggi di Marco Polo] su Internet Archive. Le 2 pagine mancanti possono essere prese da LiberLiber --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:07, 10 ago 2016 (CEST)
** {{+1}} molti testi a partire dal [http://www.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&rpnquery=%2540attrset%2Bbib-1%2B%2B%2540attr%2B1%253D1016%2B%2540attr%2B4%253D6%2B%2522giulio%2Bverne%2522&totalResult=5270&select_db=solr_iccu&nentries=50&from=1&rpnlabel=+Tutti+i+campi+%3D+giulio+verne+%28parole+in+AND%29+&sortquery=+BY+%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D31++BY+%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D3086++BY+%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D5003+&format=xml&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&do_cmd=search_show_cmd&sortlabel=Data_ascendente&resultForward=opac%2Ficcu%2Fbrief.jsp&refine=4031|||1875|||1875|||Anno%20di%20pubblicazione 1875] --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:48, 10 ago 2016 (CEST)
;[[Autore:Giuseppe Veronese|Giuseppe Veronese]]
* "Fondamenti di geometria a più dimensioni" (1891) [https://archive.org/details/FondamentiDiGeometriaVeronese qui]
* "Elementi di geometria" (1900) [https://archive.org/details/elemenetidigeom00gazzgoog qui]
* "La geometria non-archimedea: una questione di priorità" (1905) [https://archive.org/details/VeroneseLaGeometriaNonArchimedea qui]
* "Nozioni elementari di geometria intuitiva" (1912) [https://archive.org/details/VeroneseGeometria qui]
;[[Autore:Vespasiano da Bisticci|Vespasiano da Bisticci]]
* [[Le vite]] ([https://warburg.sas.ac.uk/pdf/hnh125b2478262v1.pdf qui])
;[[Autore:Giambattista Vico|Giambattista Vico]]
* "Della antica sapienza degl'Italiani", tradotta da Carlo Sarchi (1870) [https://archive.org/details/bub_gb_cS9R6FaZ4RoC qui]
* "Delle instituzioni oratorie" tradotte da Don Luigi Parchetti (1844) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPAI1118.pdf qui]
* "Opere minori" tradotte da Leone Luzzatto (1913) [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgColl80_33.pdf qui]
;[[Autore:Tito Vignoli|Tito Vignoli]]
* "Delle condizioni morali e civili d'Italia" (1876) [https://www.google.it/books/edition/Delle_condizioni_morali_e_civili_d_Itali/mCsLAAAAYAAJ qui]
* "Delle condizioni intellettuali d'Italia" (1877) [https://www.google.it/books/edition/Delle_condizioni_intellettuali_d_Italia/sccdKckq-9gC qui]
* "Della legge fondamentale dell'intelligenza nel regno animale" (1877) [https://www.google.it/books/edition/Della_legge_fondamentale_dell_intelligen/ZSUAAAAAQAAJ qui] e [https://www.google.it/books/edition/Della_legge_fondamentale_dell_intelligen/MvotAAAAYAAJ qui]
* "Mito e scienza" (1879) [https://www.google.it/books/edition/Mito_e_scienza/mKWbuDJaEPUC qui], [https://www.google.it/books/edition/Mito_e_scienza/AMJAAAAAYAAJ qui] e [https://www.google.it/books/edition/Mito_e_scienza/ywAAStimRg8C qui]
* "L'êra nuova del pensiero" (1885) [https://www.google.it/books/edition/L_%C3%AAra_nuova_del_pensiero/KCQOAAAAYAAJ qui]
* "Peregrinazioni psicologiche" (1895) [https://www.google.it/books/edition/Peregrinazioni_psicologiche/ud8pAAAAYAAJ qui] e [https://www.google.it/books/edition/Peregrinazioni_psicologiche/cmt0nP8hVI4C qui]
* "Peregrinazioni antropologiche e fisiche" (1898) [https://www.google.it/books/edition/Peregrinazioni_antropologiche_e_fisiche/1UAwgSCnd3YC qui]
==W==
;[[Autore:Richard Wagner|Richard Wagner]]
*L'anello del Nibelungo tetralogia trovata [https://archive.org/search.php?query=Riccardo%20Wagner in lingua italiana su Internet Archive]
;[[Autore:Herbert George Wells|Herbert George Wells]]
* ...
;[[Autore:Walt Whitman|Walt Whitman]]
* Foglie d'erba: trovato su IA [https://archive.org/details/fogliedierbaconl00whit Foglie di erba : con le due aggiunte e gli "Echi della vecchiaia" dell'edizione del 1900], trad. di Luigi Gamberale
* su IA c'è anche una raccolta di [https://archive.org/details/cantisceltidiwal00whit Canti scelti] sempre nella versione di Gamberale, da valutare
;[[Autore:Oscar Wilde|Oscar Wilde]]
* non abbiamo nulla... LiberLiber [http://www.liberliber.it/online/autori/autori-w/oscar-wilde/ ne ha già un paio], ad esempio. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 10:46, 22 ago 2016 (CEST)
* [[Il delitto di lord Arturo Savile]]
* il fantasma di Canterville
* L'importanza di chiamarsi Ernesto
==Y==
; [[Autore:Ō no Yasumaro|Ō no Yasumaro]]
* Kojiki, libro religioso giapponese, traduzione di Mario Merega
==Z==
;[[Autore:Diego Zannandreis|Diego Zannandreis]]
* [[Le vite dei pittori, scultori e architetti veronesi]] [https://books.google.it/books?id=LQYgAAAAIAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false qui]
;[[Autore:Eustachio Zanotti|Eustachio Zanotti]]
* [[La meridiana del tempio di San Petronio rinnovata l'anno 1776]] [http://amshistorica.unibo.it/8 qui]
;[[Autore:Luciano Zuccoli|Luciano Zuccoli]]
* [[Per la sua bocca]]
; [[Autore:Émile Zola|Émile Zola]]
* I misteri di Marsiglia
== Autori anonimi ==
* ''Chanson de Roland''
== Autori collettivi ==
* "Opuscoli filosofici di Sant'Anselmo d'Aosta di Tommaso d'Aquino, di San Bonaventura da Bagnorea e di Giovanni Gersone" tradotti da Antonio Rossi (1864)[https://archive.org/details/bub_gb_gut_7oYGsJYC qui]
"I frammenti dello stoici antichi" a cura di Nicola Festa (1932-1935) [https://archive.org/details/IFrammentiDegliStoiciAntichiVol1 1] [https://archive.org/details/IFrammentiDegliStoiciAntichiVol2 2]
"Antologia dei filosofi italiani del dopoguerra" a cura di Adriano Tilgher (1937): [https://archive.org/details/TilgherAntologiaDeiFilosofiItaliani_201707 qui]
* [[Gl'ingannati]], una commedia italiana allestita a Siena dall'Accademia degli Intronati nel 1531. ({{IA|glingannaticonil00newb}})
*'''Poeti tedeschi''' : Schiller, Goethe, Gessner, Klopstok, Zedliz, Pirker. Traduzioni di A. Maffei, Firenze, Le Monnier, 1901 (trovata su {{IA|bub_gb_FqRdAAAAcAAJ}})
* [[Internet 2004]], di M. Calvo, F. Ciotti, G. Roncaglia, M. A. Zela|M. Calvo, F. Ciotti, G. Roncaglia, M. A. Zela
*'''Antologia epigrammatica italiana''' (1857) [https://archive.org/details/bub_gb_kVhiA8Xh4MQC qui]
*'''Antologia della prosa italiana dal secolo XIV al XVIII''' (1877) [https://archive.org/details/antologiadellap00puccgoog qui]
*'''Poesia russa''' [https://archive.org/details/PoesiaRussa qui]
*'''Antologia dei poeti russi del XX secolo''' (1924) [https://archive.org/details/PoetiRussi qui]
*'''Questioni riguardanti la geometria elementare''' [https://archive.org/details/questioniriguard00enri qui]
*'''Antologia dei poeti stranieri: Inglesi''' [https://archive.org/details/antologiadeipoe00unkngoog qui]
*'''Canti perfetti, antologia di poeti inglesi moderni (1908-1910)''' [https://archive.org/details/cantiperfettiant00siciuoft qui]
*'''Poeti inglesi e francesi''' [https://archive.org/details/bub_gb_SLsESLAneRgC qui]
== Strumenti utili ==
* Import automatico da Internet Archive a Commons: [http://tools.wmflabs.org/ia-upload/commons/init link]
== Cassio Dione ed Erodiano ==
Storia romana - Cassio Dione, tradotto da Giovanni Viviani; edizione Milano 1823 (Vol. I-XL [https://books.google.it/books?id=ZyUVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_KJhrH3A16CcC/page/n5 IA]; Vol. XLI-L [https://books.google.it/books?id=myUVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_k1Nx2PIqBbAC/page/n5 IA]; Vol. LI-LX [https://books.google.it/books?id=vCUVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_FLNvX3PyBxUC/page/n5 IA]; Vol. LXI-LXX [https://books.google.it/books?id=FCkVAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_fBXJ8tt5rtsC_2/page/n5 IA]; Vol. LXXI-LXXX [https://books.google.it/books?id=zyUVAAAAQAAJ&dq=editions:W7nFTP5_RH8C&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_MP0NBOzqrdAC/page/n7 IA])
Storia dell'impero dopo Marco Aurelio - Erodiano, tradotto da Pietro Manzi; edizione Milano 1823 ([https://books.google.it/books?id=GOJjGVtBmSwC&dq=Istoria+dell%27Imperio+dopo+Marco+libri+VIII+dal+greco+in+italiano+recati+da+Pietro+Manzi&hl=it&source=gbs_navlinks_s GB] [https://archive.org/details/bub_gb_AxHOoasnMp0C/page/n5 IA])
Nelle IA di entrambi ci sono difetti di scansione (macchie) assenti nella versione GB mentre, sia nel Dione IA che nel GB, pagine contenenti immagini originali di queste edizioni sono scansionate tagliate (sigh). Anche nell'Erodiano IA una pagina (241) con immagine è tagliata, ma non nella GB. --[[User:DLamba|DLamba]] ([[User talk:DLamba|disc.]]) 03:15, 21 dic 2018 (CET)
== I Briganti - Classico cinese del XV Secolo (titolo originale Shuǐhǔ Zhuàn) ==
Questo meraviglioso e godibilissimo libro credo debba essere reso disponibile presso wikisource.
Purtroppo non so fare i primi passaggi nè verificarne l'ammissibilità legale, (https://it.wikipedia.org/wiki/I_Briganti_(romanzo)#Edizioni_italiane)
ma una volta caricato al 25% sarà per me un piacere lavorarci.
Su archive.org pare non esserci.
Se qualcuno ha modo e voglia.
--[[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:09, 30 apr 2019 (CEST)
== Proposta inserimento ==
Buongiorno, approfitto dell'ottima opportunità che Wikisource fornisce di pubblicare i propri suggerimenti riguardo le opere non ancora inserite nella biblioteca.
In particolare, tra gli autori italiani, credo sarebbe per molti interessante e formativo trovare alcuni tra i testi filosofici, oltre a Benedetto Croce e Giovanni Gentile, anche di scrittori non considerati propriamente tali, come Giovanni Papini, anche se credo che per lui bisognerà aspettare qualche anno; tra gli autori la cui morte è sicuramente posteriore ai sessant'anni, mi limito a suggerire genericamente alcuni tra gli autori di novelle di cui la nostra letteratura è piena; grazie in anticipo,
Riccardo Marziali
[[Categoria:Pubbliche relazioni]]
== Iscrizioni delle chiese e d'altri edificii di Roma dal secolo XI fino ai giorni nostri - Vincenzo Forcella ==
Salve, mi piacerebbe che fosse pubblicato su Wikisource questo accuratissimo catalogo delle iscrizioni di Roma dello scorso secolo ed ancora un ottimo riferimento dell'arte lapidea. Grazie, saluti. --[[User:Marco Ciaramella|Marco Ciaramella]] ([[User talk:Marco Ciaramella|disc.]]) 09:56, 20 mag 2020 (CEST)
== Proposta: Charlotte Dacre, autrice di testi difficilmente reperibili in italiano... ==
Salve vorrei umilmente proporre quest'autrice:
Charlotte Dacre (1782 – 1841) è stata una scrittrice inglese, autrice di romanzi gotici.
Nel mondo letterario il nome di Charlotte Dacre è rimasto nell'oscurità per quasi due secoli. Ciò nonostante, le sue opere erano state ammirate da alcuni dei grandi nomi della letteratura del tempo, e i suoi romanzi influenzarono Percy Bysshe Shelley, il quale ne stimava lo stile e le capacità creative.
Nonostante l'importanza della Dacre in patria e del romanzo gotico in italia, purtroppo i suoi testi (nemmeno il suo romanzo principale "Zofloya") sono reperibili in italiano.
Sono anni che vorrei fosse letta e conosciuta qui, vi prego di prendere in considerazione questa piccola richiesta. Grazie.
Bibliografia parziale
Hours of Solitude (poesie) (1805)
Confessions of the Nun of St. Omer (1805)
Zofloya (1806)
The Libertine (1807)
The Passions (1811)
George the Fourth, a Poem (1822)
{{non firmato|176.32.26.45|12:29, 30 ago 2020}}
:Se non è mai stata tradotta in italiano, non vedo come sia possibile. Ricordo che [[Wikisource:Niente traduzioni originali|le traduzioni originali non sono ammesse]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:03, 31 ago 2020 (CEST)
== ''MARGUERITE'' di Soulié ==
"MARGUERITE" romanzo di Frédèric Soulié in 2 Tomi , edito da Société Belge De Librairie nel 1842 , Imp.de Hauman Et Ce.
Romanzo scritto in lingua francese di raffinata e profonda psicologia !!! {{nf|23:10, 8 nov 2020 Andrea Agrelli}}
:Non l'ho trovato in giro, ma su Wikisource in francese ci sono lavori suoi: [[:fr:Auteur:Frédéric_Soulié|Auteur:Frédéric_Soulié]]. --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 23:07, 6 dic 2020 (CET)
== Proposte ==
Moby Dick
{{nf|20:44, 28 nov 2020 128.116.188.235}}
:Bellissimo libro. Ce l'abbiamo una traduzione in italiano nel dominio pubblico? --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 23:04, 6 dic 2020 (CET)
::{{ping|Ruthven}} La prima traduzione italiana fu fatta nel 1930 da Pavese (morto esattamente 70 anni fa, quindi le sue opere sono dal prossimo mese di pubblico dominio) e pubblicata nel 1932 dalla Frassinelli ([https://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&resultForward=opac/iccu/full.jsp&from=1&nentries=10&searchForm=opac/iccu/error.jsp&do_cmd=search_show_cmd&fname=none&item:1032:BID=RAV0082811 qui] le biblioteche dove si può trovare). Bisogna chiarire se Frassinelli abbia avuto qualche ruolo nella traduzione, dato che è morto nel 1983.--[[User:Mrcesare|Mrcesare]] ([[User talk:Mrcesare|disc.]]) 14:03, 13 dic 2020 (CET)
:::{{ping|Mrcesare}} Quel Moby Dick è stato tradotto solo da Pavese come si può vedere nella versione già digitalizzata da LiberLiber [https://www.liberliber.it/online/autori/autori-m/herman-melville/moby-dick/ qui].--[[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 19:25, 25 feb 2021 (CET)
== Shakespeare ==
Dei 154 sonetti di G. Shakespeare traduzione di Ettore Sanfelice
== Maurice Leblanc ==
Ciclo di Arsenio Lupin
== libri su santa Febronia o santa Trofimena ==
per una ricerca approfondita cerco opere che parlino sulle sante Febronia e/o santa Trofimena
Le terre del Sacramento di Francesco Jovine (1950)
<br>
Buonasera ragazzi.
Una mia amica ama moltissimo i testi di Pierpaolo Pasolini e di Alda Merini. Ero alla ricerca dei testi di questi due autori, ma non ce li avete! Potreste richiederli da qualche parte e farli arrivare il prima possibile? Grazie.
== principi del marxismo ==
Fondamenti letterari
La maggior opera di Marx era costituita da Il Capitale, l'opera, composta allora
da soli tre libri (o anche quattro, si veda "Teorie sul plusvalore"), soleva dare
notorietà certa al penseur di Treviri.
Tuttavia molti si accorsero dell'importanza degli altri lavori (di ovvio spunto introduttivo) e sempre
fedelmente alla opera maggiore sovraesposta.
Il "depliant" (poiché solo riassuntivo) sarebbe coi seguenti spunti fondamentali del marxismo "puro", in
realtà il riassunto è di tre punti (non di due come nell' hegelismo duale e dialettico):
# salario: fedelmente all'operaio, ovvero come libero operaio indipendentemente da fattori soggettivi
# prezzo: in noce al prezzo e alla produzione
# profitto: nient'altro che eccedenza nella compartecipazione operaia
Dunque, un preludio dietro ad altri spunti, la farebbero da primato, oltreché la sistematicità del riassunto
sicuramente non da poco, a livello generale. (per tutto il testo de Salario, prezzo, profitto: https://it.wikipedia.org/wiki/Salario,_prezzo_e_profitto)
[Osservazioni preliminari]
Cittadini!
prima di affrontare l'argomento vero e proprio della mia esposizione, permettetemi di avanzare alcune osservazioni preliminari.
== principi del marxismo 2 ==
salve, ci piacerebbe rendere disponibile una fonte riassuntiva su un tema marxista.
*[[Marxismo e opere "non maggiori"]]
*[[I tre spunti del marxismo]]
Per quanto riguarda la tesi non maggiore, ma generale del marxismo, si nota un'opera in particolare, ovvero
Salario, prezzo, profitto https://it.wikipedia.org/wiki/Salario,_prezzo_e_profitto, opera breve e riprodotta
in diverse occasioni per diversi albi, tre punti in breve, ovvero:
# salario (da definire)
# prezzo
#profitto
Nell' opera si notano i noti economisti in tutta Europa dal xix secolo, fra cui Smith stesso:
Il prezzo naturale è dunque in un certo senso il prezzo centrale attorno al quale i prezzi di tutte le altre merci gravitano
in continuazione. Diversi accidenti possono a volte mantenerli sospesi a livello alquanto superiore, e a volte forzarli alquanto
al di sotto. (Adam Smith, indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni)
Tuttavia, Marx non vuole addentrarsi oltre sull'argomento, precisando:
Basterà dire che se la domanda e l'offerta si equilibrano i prezzi di mercato delle merci corrispondono ai loro prezzi naturali, cioè
ai loro valori, quali sono determinati, dalle rispettive quantità di lavoro necessarie per la loro produzione, un aumento da una caduta
e viceversa. (K. Marx, salario, prezzo, profitto)
{{Non firmato|Ivanovo stamb}}
:{{ping|Ivanovo stamb}} Ciao, non ho capito una cosa: si tratta di una traduzione di testi di Marx in italiano che vorresti caricare? Chi e quando ha realizzato la traduzione? --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 10:48, 6 ott 2021 (CEST)
== Collezioni e fondi digitali della Biblioteca Don Bosco dell'Università Pontificia Salesiana di Roma ==
===Letture Cattoliche===
*"Cenni sulla vita del giovane Luigi Comollo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1854_Cenni_sulla_vita_50-A1-1a.pdf 1° Edizione]</del> > Non trovato (1854);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1867_Cenni_sulla_vita_50-A1-3b.pdf 3° Edizione]</del> > Non trovato (1867);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1884_Nuovi_cenni_50-A1-4a.pdf 4° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2022/01/Bosco_Luigi_Comollo.pdf 4° Edizione] (1884)
*"Cenni storici sulla vita del chierico Luigi Comollo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1844_Cenni_storici_50-A1-1.pdf 1° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/Bosco_Vita_Luigi_Comello.pdf 1° Edizione] (1844)
*"Le sei domeniche"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1854_Le_sei_domeniche_50-A4-1.pdf 1° Edizione]</del> > Non trovato (1854);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1864_Le_sei_domeniche_50-A4-2.pdf 2° Edizione]</del> > Non trovato (1864);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Le_sei_domeniche_50-A4_7.pdf 7° Edizione]</del> > Non trovato (1878)
*"Dialogi intorno all'istituzione del Giubileo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1865_Dialogi_intorno_all'istituzione_del_Giubileo_50-A22-2.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/08/Bosco_Istituzione_del_Giubileo.pdf 2° Edizione] (1865)
*"Vita della beata Maria degli Angeli"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_Vita_della_beata_Maria_degli_Angeli_50-A17-26.pdf 3° Edizione] (1866)</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/09/Bosco_Beata_Maria_degli_Angeli.pdf 2° Edizione] (1865)
*"Vita di S. Pancrazio Martire"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1867_Vita_di_san_Pacrazio_50-A17-5.pdf 3° Edizione] (1867)</del> > Non trovato;
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1873_Vita_di_san_Pancrazio_50-A17-6.pdf 6° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/11/Bosco_San_Pancrazio_Martire.pdf 6° Edizione] (1873);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1875_Vita_di_san_Pancrazio_50-A17-7.pdf 7° Edizione] (1876)</del> > Non trovato
*"Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1868_Maraviglie_della_Madre_di_Dio_50-A37-2.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/10/Bosco_Maraviglie_di_Maria_Ausiliatrice.pdf 2° Edizione] (1868)
*"Vita dei sommi pontefici S. Ponziano, S. Antero e S. Fabiano"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1859_Vita_dei_sommi_pontefici_s_Ponziano_s_Antero_s_Fabiano_50-A31-H-2.pdf 2° Edizione] (1859)</del> > Non trovato
*"Rimembranza storico-funebre dei giovani dell'oratorio di San Francesco di Sales verso al sacerdote Caffasso Giuseppe"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1860_Rimembranza_storico-funebre_verso_al_sacerdote_Cafasso_Giuseppe_50-A48-2.pdf 2° Edizione] (1860)</del> > Non trovato
*"Vita del giovanetto Savio Domenico, allievo dell'Oratorio di San Francesco di Sales"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1860_Vita_del_giovanetto_Savio_Domenico_50-A45-2a.pdf 2° Edizione] (1860)</del> > Non trovato
*"Cenno biografico sul giovanetto Magone Michele, allievo dell'Orat. di S. Franc. di Sales"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_Cenno_biografico_sul_giovanetto_Magone_Michele_50-A46-2.pdf 2° Edizione] (1866)</del> > Non trovato
*"Due conferenze tra due ministri protestanti ed un prete cattolico sopra il purgatorio ed i suffragi pei defunti con appendice sulle liturgie"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1874_Due_conferenze_tra_due_ministri_protestanti_ed_un_prete_cattolico_50-A34-2.pdf 2° Edizione] (1874)</del> > Non trovato
*"La chiave del Paradiso"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/06/Bosco_Chiave_del_Paradiso.pdf 1° Edizione] (1856)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1874_La_chiave_del_paradiso_50-A27-2.pdf 2° Edizione] (1870)</del> > Non trovato
*"Luigi, ossia Disputa tra un avvocato ed un ministro protestante"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1875_Luigi_ossia_disputa_50-A16-2.pdf 2° Edizione] (1875)</del> > Non trovato
*"Apparizione della Beata Vergine sulla montagna di La Salette"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/10/Bosco_Apparizione_Beata_Vergine.pdf ?° Edizione] (1871)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Apparizione_della_Beata_Vergine_50-A44-3.pdf 3° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Il cristiano guidato alla virtù ed alla civiltà secondo lo spirito di San Vincenzo De' Paoli"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Il_cristiano_guidato_50-A9-2a.pdf 2° Edizione]</del> > Non trovato
*"La nuvoletta del Carmelo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_La_nuvoletta_del_carmelo_50-A42-2.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_Nuvola_del_Carmelo.pdf 2° Edizione] (1877)
*"Maria Ausiliatrice col racconto di alcune grazie"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/11/Bosco_Maria_Ausiliatrice.pdf 2° Edizione] (1875)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Maria_Ausiliatrice_col_racconto_di_alcune_grazie_50-A41-2a.pdf 2° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Vita di s. Giovanni Battista"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/10/Bosco_San_Giovanni_Battista.pdf 1° Edizione] (1868)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Vita_di_S_Giovanni_Battista_50-A17-29.pdf 2° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Il pastorello delle Alpi"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Il_pastorello_delle_alpi_50-A47-2.pdf 2° Edizione] (1878)</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/08/Bosco_Besucco_Francesco.pdf 2° Edizione] (1878)
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2018/11/Bosco-FS308-Vita-Francesco-Besucco.pdf Edizione Digitale] (2018) > Non utilizzabile
*"Porta teco cristiano"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Bosco_Porta_Teco_Cristiano.pdf 1° Edizione] (1858)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Porta_teco_cristiano_50-A28-2.pdf 2° Edizione] (1878)</del> > Non trovato
*"Vita di s. Paolo apostolo"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Bosco_Vita_San_Paolo.pdf 1° Edizione] (1857)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_Vita_di_s_Paolo_Apostolo_50-A31-B-2d.pdf 2° Edizione] (1878)</del> > Non trovato
*"Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Bosco_Mese_di_Maggio.pdf ?° Edizione] (1858)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1879_Il_mese_di_maggio_50-A35-11.pdf 11° Edizione] (1879)</del> > Non trovato
*"Novelle e racconti"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/09/Bosco_Novelle_e_Racconti.pdf ?° Edizione] (1867)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1880_Novelle_e_racconti_50-A49-3a.pdf 3° Edizione] (1880)</del> > Non trovato
*"Associazione dei divoti di Maria Ausiliatrice"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_Associazione_dei_divoti_di_Maria_Ausialiatrice_50-A39-3.pdf 3° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
*"La chiave del Paradiso"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/06/Bosco_Chiave_del_Paradiso.pdf ?° Edizione] (1856)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_La_chiave_del_paradiso_50-A27-3.pdf 3° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
*"Pietro, ossia La forza della buona educazione"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_Pietro_ossia_La_Forza_della_buona_educazione_50-A24-2a.pdf 2° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
*"Il Galantuomo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1855_Il_galantuomo_per_l'anno_1856-50-A18-3.pdf 2° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/records/?search%5Bterms%5D%5B0%5D%5Bterm%5D=Il+Galantuomo&search%5Bterms%5D%5B0%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B0%5D%5Boperator%5D=and&search%5Bterms%5D%5B1%5D%5Bterm%5D=&search%5Bterms%5D%5B1%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B1%5D%5Boperator%5D=and&search%5Bterms%5D%5B2%5D%5Bterm%5D=&search%5Bterms%5D%5B2%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B2%5D%5Boperator%5D=and&search%5Bterms%5D%5B3%5D%5Bterm%5D=&search%5Bterms%5D%5B3%5D%5Bindex%5D=title&search%5Bterms%5D%5B3%5D%5Boperator%5D=&search%5Bcategory%5D%5B108%5D=&search%5Bcategory%5D%5B91%5D=&search%5Bcategory%5D%5B148%5D=&search%5Bcategory%5D%5B92%5D=&search%5Bcategory%5D%5B141%5D=&search%5Blanguages%5D=&search%5Bpublication_year_from%5D=&search%5Bpublication_year_to%5D=&search%5Bera_from%5D=&search%5Bera_to%5D=&search%5Bsorting%5D=year_of_publication%2Cdesc Varie Edizioni]
===Storia Sacra===
*"Storia Sacra per uso delle scuole, utile ad ogni stato di persone"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/Bosco_G_OpereEdite_1976_III_50-A124.4.3.pdf 1° Edizione] (1847)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1853_Storia_sacra_50-A7-2.pdf 2° Edizione] (1855)</del> > Non trovato
**"Storia Sacra per uso delle scuole e specialmente delle classi elementari secondo il programma del Ministero della Pubblica Istruzione, utile ad ogni stato di persone"
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1863_Storia_sacra_50-A7-3.pdf 3° Edizione] (1863)</del> > Non trovato
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_Storia_sacra_50-A7-4a.pdf 4° Edizione] (1866)</del> > Non trovato
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1876_Storia_sacra_50-A7-10.pdf 10° Edizione]</del> > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/12/Bosco_Storia_Sacra.pdf 10° Edizione] (1876)
*"Storia Ecclesiastica per uso delle scuole, utile ad ogni stato di persone"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/3.-Bosco_Storia_Ecclesiastica.pdf 1° Edizione] (1845)
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1848_Storia_ecclesiastica_50-A3-2.pdf 2° Edizione] (1848)</del> > Non trovato
**"Storia Ecclesiastica ad uso della gioventù, utile ad ogni grado di persone"
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1870_Storia_ecclesiastica_50-A3-3.pdf 3° Edizione] (1870)</del> > Non trovato
***[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1871_Storia_ecclesiastica_50-A3-4.pdf 4° Edizione] > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/11/Bosco_Storia_Ecclesiastica_71.pdf 4° Edizione] (1871);
***<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1872_Storia_ecclesiastica_50-A3-7.pdf 7° Edizione] (1872)</del> > Non trovato
*"Maniera facile per imparare la storia sacra ad uso del popolo cristiano"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/06/Bosco_Storia_Sacra_Facile.pdf 1° Edizione] (1855);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1863_Maniera_facile_per_imparare_la_storia_sacra_50-A8-3.pdf 3° Edizione] (1863)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1877_Maniera_facile_per_imparare_la_storia_sacra_50-A8-5.pdf 5° Edizione] (1877)</del> > Non trovato
*"Il cattolico nel secolo"
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1883_Il_cattolico_nel_secolo_50-A30-2c.pdf 2° Edizione] (1883)</del> > Non trovato
**[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1883_Il_cattolico_nel_secolo_50-A30-3a.pdf 3° Edizione] > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2022/01/Bosco_Il_Cattolico_nel_Secolo.pdf 3° Edizione] (1883);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1887_Il_cattolico_nel_secolo_50-A30-5.pdf 5° Edizione] (1887)</del> > Non trovato
===Storia Italiana===
*"La storia d'Italia raccontata alla gioventù"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/07/Libro-VII-Storia-dItalia.pdf 1° Edizione] (1855);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1859_La_storia-d'Italia_50-A25-2.pdf 2° Edizione] (1859)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1861_La_storia-d'Italia_50-A25-3.pdf 3° Edizione] (1861)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1863_La_storia-d'Italia_50-A25-4b.pdf 4° Edizione] (1863)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1866_La_storia-d'Italia_50-A25-5a.pdf 5° Edizione] (1866)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1871_La_storia-d'Italia_50-A25-6.pdf 6° Edizione] (1871)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1874_La_storia-d'Italia_50-A25-11.pdf 11° Edizione] (1874)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1878_La_storia-d'Italia_50-A25-13.pdf 13° Edizione] (1878)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1882_La_storia-d'Italia_50-A25-14.pdf 14° Edizione] (1882)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1885_La_storia-d'Italia_50-A25-16.pdf 16° Edizione] (1885)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1886_La_storia-d'Italia_50-A25-17.pdf 17° Edizione] (1886)</del> > Non trovato
**[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1887_La_storia-d'Italia_50-A25-18b.pdf 18° Edizione] > [https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2022/03/Bosco_Storia_dItalia-1.pdf 18° Edizione] (1887);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1888_La_storia-d'Italia_50-A25-19.pdf 19° Edizione] (1888)</del> > Non trovato
===Aritmetica===
*"Il sistema metrico decimale ridotto a semplicità"
**[https://www.salesian.online/wp-content/uploads/2021/05/Bosco_Sistema_Metrico_Decimale.pdf 2° Edizione] (1849);
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1851_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-4.pdf 4° Edizione] (1851)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1855_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-5.pdf 5° Edizione] (1855)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1875_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-6.pdf 6° Edizione] (1875)</del> > Non trovato
**<del>[https://biblioteca.unisal.it/repository/BoscoG_1881_Il_sistema_metrico_decimale_50-A10-7a.pdf 7° Edizione] (1881)</del> > Non trovato
-[[User:0 Noctis 0|0 Noctis 0]] ([[User talk:0 Noctis 0|disc.]]) 11:03, 27 nov 2021 (CET)
-[[User:0 Noctis 0|0 Noctis 0]] ([[User talk:0 Noctis 0|disc.]]) 22:05, 5 apr 2023 (CEST) - Aggiornato Link
== Raccolta di sonetti di arcadi siciliani ==
Propongo di trascrivere questa interessante raccolta di sonetti di gusto arcadico dell’accademia palermitana dei pastori Ereini [https://books.google.it/books?id=s-XA3HgOOb8C&printsec=frontcover&dq=inauthor:%22Antonino+Montaperto%22&hl=it&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false].—[[Speciale:Contributi/79.33.179.105|79.33.179.105]] 13:46, 4 dic 2021 (CET)
== Sopra il giuoco degli scacchi: osservazioni pratiche - Ercole del Rio ==
https://books.google.it/books?id=9P5dAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=Sopra+il+giuoco+degli+scacchi+:+osservazioni+pratiche&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q=Sopra%20il%20giuoco%20degli%20scacchi%20%3A%20osservazioni%20pratiche&f=false
Mi propongo umilmente di rileggerlo.
== Il Roseto di Saadi (a cura e traduzione italiana di Italo Pizzi) ==
Buongiorno.
Volevo semplicemente chiedervi se fosse possibile pubblicare la traduzione di ''Il roseto'' del poeta persiano Sa'di a opera dell'iranista Italo Pizzi [il titolo esatto è: Italo Pizzi (curatore e traduttore), ''Il roseto di Saadi'', Carabba, Lanciano, 1917]. Ho trovato il libello estremamente interessante, originale e divertente. Credo – pertanto – che sia meritevole di essere su Wikisource.
''Post scriptum'': ne ho trovato la scansione su: https://archive.org/details/saadi-roseto-pizzi/mode/2up
Vi ringrazio.
== L'Edda ==
Vorrei che venisse inserita ''L'Edda'' tra le poesie. Mi piacerebbe molto leggerla. Sono appassionato di mitologia nordica. Non dovrebbe avere il copyright, in quanto è un poema tedesco medievale.
Vi ringrazio [[Speciale:Contributi/151.43.18.121|151.43.18.121]] 21:35, 25 giu 2022 (CEST)
== Goethe ==
Vorrei che venissero inserite le opere complete di Goethe, come ''I dolori del Giovane Werther'', ''Le affinità elettive'', ''Viaggio in Italia'', il ''Faust'', le sue poesie, ''Arminio e Dorotea'', ''La missione teatrale di Guglielmo Meister'' e ''Teoria dei colori''.
Per favore, mettetele [[Speciale:Contributi/151.43.18.121|151.43.18.121]] 21:46, 25 giu 2022 (CEST)
== Violante Beatrix ==
Veridico ragguaglio della solenne entrata fatta in Siena dalla Reale Altezza della ser.ma Gran Principessa di Toscana Violante di Baviera sua governatrice, lì 12 aprile 1717 e feste susseguentemente celebrate / descritto da Giuseppe M. Torrenti, nell'Accademia de Rozzi detto lo Scelto [[Speciale:Contributi/2A02:908:1C0:8860:F50F:75BC:4F9A:A6BF|2A02:908:1C0:8860:F50F:75BC:4F9A:A6BF]] 09:56, 6 set 2022 (CEST)
== APPARIZIONE MARIANE ==
IL SANTUARIO DI CERRETO E LE APPARIZIONI DELLA VERGINE MARIA NEL 1853 [[User:ALFREDO MARRA|ALFREDO MARRA]] ([[User talk:ALFREDO MARRA|disc.]]) 13:17, 30 nov 2022 (CET)
== Jack London opere ==
1. Il richiamo della foresta, 1924; trad. di Gian Dàuli
2. Zanna bianca, 1925; trad. di Gian Dàuli
3. Il tallone di ferro, 1925; trad. di Gian Dàuli
4. Martin Eden, 1925; trad di Gian Dàuli
5. Il figlio del sole, 1925; trad. di Gian Dàuli
6. Radiosa aurora, 1925; trad. di Gian Dàuli
7. Jerry delle isole,1928; trad. di Gian Dàuli [[Speciale:Contributi/31.191.83.116|31.191.83.116]] 18:44, 15 gen 2023 (CET)
== Ivan Sergeevič Turgenev ==
Pane altrui [[Speciale:Contributi/79.53.14.216|79.53.14.216]] 22:20, 29 apr 2023 (CEST)
== L'Iliade del poeta greco Omero nella traduzione di Giambattista Tebaldi ==
L'Iliade del poeta greco Omero tradotta in ottava rima di Giambattista Tebaldi. La traduzione si trova su [https://www.google.it/books/edition/La_Iliade_di_Homero_tradotta_in_ottava_r/yeRaqmWobIgC?hl=it&gbpv=1 Google Libri]. E' stata La prima traduzione integrale in italiano del poema omerico. [[User:Luca Atridi|Luca Atridi]] ([[User talk:Luca Atridi|disc.]]) 12:04, 11 mag 2023 (CEST)
== Proposta opere letterarie italiane per Wikisource ==
ecco degli autori italiani che vorrei proporre per il sito:
* [[Autore:Ulisse Grifoni|Ulisse Grifoni]], ''[[Dalla Terra alle Stelle]]'', 1887;
* [[Autore:Luigi Motta|Luigi Motta]], ''[[Il tunnel sottomarino]]'';
* [[Autore:Mario Giudice|Mario Giudice]], Un precursore di Sherlock Holmes – Ambienti romani, 1929;
* [[Autore:Luigi Natoli|Luigi Natoli]], [[Beati Paoli]], 1909-1910,
* [[Autore:Rafael Sabatini|Rafael Sabatini]] ''[[Scaramouche]]'', 1921,
* Sir Ralf Clifford, ''[[l'Uomo Invisibile]]'' (1906),
* ''[[John Siloch]]'' di [[Autore:Antonio Quattrini|Antonio Quattrini]] [[Speciale:Contributi/37.102.66.224|37.102.66.224]] 11:06, 28 lug 2023 (CEST)
== Georges Sorel e "Reflexions sur la violence" ==
Consiglio vivamente di condividere questa opera filosofica,poichè esplicazione della forma mentis sorelliana,nonchè principiatrice del sindacalismo rivoluzionario. Nutrito movimento che ha operato in Italia. [[User:Alessandro7890|Alessandro7890]] ([[User talk:Alessandro7890|disc.]]) 09:52, 21 ago 2023 (CEST)
== Bhagavadgītā: canto del beato ==
Bhagavadgītā: canto del beato, traduzione in esametri dal sanscrito e introduzione di Ida Vassalini, Bari: Laterza, 1943 [[Speciale:Contributi/151.31.205.196|151.31.205.196]] 16:55, 30 ago 2023 (CEST)
== Karl Marx: Manoscritti economico-filosofici del 1844 ==
A cura di Enrico Donaggio e Peter Kammerer, quarta edizione [[User:Coch12210|Coch12210]] ([[User talk:Coch12210|disc.]]) 00:01, 5 ott 2023 (CEST)
== De Bello Gallico ==
Proporrei di aggiungere i Commentarii De Bello Gallico e Commentarii de Bello Civilis di Caio Giulio Cesare [[Speciale:Contributi/151.46.221.26|151.46.221.26]] 22:08, 3 nov 2023 (CET)
== Elogio dell’abate Giuseppe Olivi. ==
Un'opera che ha ispirato Leopardi e Foscolo, il pdf della scansione si trova, ma solo quello. [[Speciale:Contributi/87.4.120.83|87.4.120.83]] 19:00, 15 dic 2023 (CET)
== Racconti ==
'''Il cane, H.P. Lovecraft'''. Racconto breve del 1924. Si trova solo la scansione di una parte del racconto in lingua originale su Wikidata: Q66581886 [[Speciale:Contributi/77.242.184.202|77.242.184.202]] 15:24, 2 gen 2024 (CET)
== Fondamentali di Erasmo da Rotterdam ==
Di [[Autore:Erasmo da Rotterdam|Erasmo da Rotterdam]]
* [[Adagia]]
* [[Contro la guerra]]
* [[L'educazione del principe cristiano]]
* [[L'educazione civile dei bambini]] [[User:Scorpionoir9|Scorpionoir9]] ([[User talk:Scorpionoir9|disc.]]) 19:30, 14 feb 2024 (CET)
== Ezio De De Fabiani ==
Rassa [[Speciale:Contributi/195.36.22.243|195.36.22.243]] 15:32, 4 mag 2024 (CEST)
== L’orsacchiotto Ninni Puf, di Alan Alexander Milne ==
L’orsacchiotto Ninni Puf, di Alan Alexander Milne. Se la traduzione forse è ancora sotto diritti. Ma esiste una traduzione più antica: dobbiate solo trovarla è la traduzione di di Lila Jahn, Milano, Genio, 1936), è presente solamente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nella Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e nella Biblioteca Carilibri della Fondazione Alberto Colonnetti di Torino. [[Speciale:Contributi/31.191.109.214|31.191.109.214]] 21:29, 22 lug 2024 (CEST)
:A. A. Milne stesso è morto nel 1956, dunque i suoi scritti (ancora per un paio d'ani) non sono ancora nel Pubblico dominio. Non sono riuscito a trovare gli estremi biografici della traduttrice, ma dubito seriamente che sia morta da più di settant'anni. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:40, 23 lug 2024 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] confermo che Lila Jahn è morta meno di 70 anni fa. Una sua traduzione, "genitori moderni / [testo a cura di Michele Ristich de Groote e Marianne Vulliez]" è del 1966. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 08:07, 18 ott 2025 (CEST)
== Marcel Proust "Alla ricerca del tempo perduto" ==
esiste su Wikisource un' edizione in lingua francese originale ma sarebbe bello poterla leggere anche nella traduzione italiana. [[Speciale:Contributi/2A02:B023:F22:72FE:C189:F5D0:F6D3:B691|2A02:B023:F22:72FE:C189:F5D0:F6D3:B691]] 01:33, 20 set 2024 (CEST)
== Lucca Und Das Reich Bis Zum Ende Des 11. Jahrhunderts ==
Sarebbe un libro interessante da acquisire quello di Hansmartin Schwarzmaier in oggetto. [[User:Romualdo Giovannoni|Romualdo Giovannoni]] ([[User talk:Romualdo Giovannoni|disc.]]) 14:53, 10 feb 2025 (CET)
:Purtroppo l'autore è mirto nel 2021, dunque le sue opere saranno protette da diritti d'autore ancora per molti decenni, inoltre qui trascriviamo testi in italiano, dunque occorre attendere una traduzione italiana del testo di autore morto da almeno settant'anni... o è meglio rinunciare. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:48, 19 ott 2025 (CEST)
::Ne ho tradotto parte. Se interessa .. [[Speciale:Contributi/~2025-29319-15|~2025-29319-15]] ([[Discussioni utente:~2025-29319-15|discussione]]) 11:27, 19 ott 2025 (CEST)
== COMPENDIO DI STORIA ECCLESIASTICA LUCCHESE DALLE ORIGINI A TUTTO IL SECOLO XII ==
Chiedo che venga acquisita la pubblicazione on line del testo di Almerico Guerra, opera postuma del 1924 [[User:Romualdo Giovannoni|Romualdo Giovannoni]] ([[User talk:Romualdo Giovannoni|disc.]]) 14:43, 13 mar 2025 (CET)
== Il sublime ==
Opera greca [[User:Usteronproteron25|Usteronproteron25]] ([[User talk:Usteronproteron25|disc.]]) 10:42, 18 set 2025 (CEST)
== D'Annunzio ==
sarebbe possibile trascrivere i principali romanzi che mancano?
- Il fuoco
- L'innocente
- Giovanni Episcopo
- Il trionfo della morte
- Forse che sì, forse che no [[Speciale:Contributi/~2025-26461-62|~2025-26461-62]] ([[Discussioni utente:~2025-26461-62|discussione]]) 03:05, 24 set 2025 (CEST)
== MATRAIA G., Guida Monumentale della Città e Diocesi di Lucca, fino a tutto il 1860, BsLu, Ms. 556, Tomo Iv ==
Grande pittore che raffigurato tutte le chiese dalla Diocesi [[User:Romualdo Giovannoni|Romualdo Giovannoni]] ([[User talk:Romualdo Giovannoni|disc.]]) 22:11, 17 ott 2025 (CEST)
== Pensavo se potessi inserire autori sardi ==
conosco e ho un paio di opere poetiche di vari autori sardi, mi chiedevo se fosse possibile inserirle (le poesie di Peppino Mereu per esempio o de su Limbudu (Asara) [[User:Roberto muredduSard|Roberto muredduSard]] ([[User talk:Roberto muredduSard|disc.]]) 12:31, 1 gen 2026 (CET)
:@[[Utente:Roberto muredduSard|Roberto muredduSard]]: se i diritti d'autore sono scaduti (cioè sono autori morti da almeno 70 anni), certamente! Hai delle scansioni, o comunque hai la possibilità di scansionare o fotografare i testi? Di che autori si tratta, e quali sono le edizioni in tuo possesso? Scrivi un messaggio sulla pagina del [[Wikisource:Bar|Bar]], così ti possiamo dare tutte le indicazioni. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 13:33, 1 gen 2026 (CET)
== Aggiungere la traduzione di Cristoforo Pasqualigo de La tempesta di William Shakespeare ==
Aggiungere la traduzione di Cristoforo Pasqualigo de La tempesta di William Shakespeare insieme alle altre traduzioni della commedia. La traduzione di Cristoforo Pasqualigo de La tempesta si trova su Internet Archive.
[[User:Luca Atridi|Luca Atridi]] ([[User talk:Luca Atridi|disc.]]) 00:34, 2 mar 2026 (CET)
== Diego Angeli tutte le sue traduzioni delle opere di William Shakespeare ==
Sarebbe possibile trovare e trascrivere tutte le traduzioni firmate da Diego Angeli delle opere di William Shakespeare? Sarebbe bello avere più traduzioni da confrontare, perché ogni traduttore rende sfumature diverse del testo originale: confrontarle aiuterebbe a capire meglio sia lo stile di Shakespeare sia le scelte linguistiche dei traduttori italiani. Inoltre sarebbe un ottimo modo per valorizzare il lavoro di Angeli e renderlo più accessibile a chi studia o ama Shakespeare. [[Speciale:Contributi/~2026-15236-37|~2026-15236-37]] ([[Discussioni utente:~2026-15236-37|discussione]]) 10:25, 10 mar 2026 (CET)
== Libro: Cinquant'anni insieme 1974-2024 ==
Il volume lo trovate, liberamente scaricabile, a questa pagina:
mostra50.altervista.org/risorse/libro
Ne sono stato il curatore e co-autore.
Daniele Ricciotti [[User:Blepodigital|Blepodigital]] ([[User talk:Blepodigital|disc.]]) 23:16, 10 mar 2026 (CET)
== 1984 (George Orwell) ==
Ho visto che sulla pagina di Wikisource e di Wikipedia di George Orwell, non ha collegamenti su Wikisource su "1984". Ho solo messo un pdf del testo integrale (2000) (che si trova sulla pagina di Wikipedia di George Orwell, nella sezione dei collegamenti esterni) sulla pagina di Wikisource di George Orwell (https://it.wikisource.org/wiki/Autore:George_Orwell), nella sezione Opere. L'unica cosa da fare è semplicemente trascriverlo. (https://it.wikisource.org/wiki/File:1984-it.pdf / https://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo) / https://web.archive.org/web/20240519014707/https://www.homolaicus.com/letteratura/fonti/1984-it.pdf)
Se riuscite a farlo, sarebbe perfetto, sia per me, sia per gli altri. [[User:Riccardoregg|Riccardoregg]] ([[User talk:Riccardoregg|disc.]]) 14:33, 22 mar 2026 (CET)
:@[[Utente:Riccardoregg|Riccardoregg]]: temo che la traduzione del prof. Manferlotti sia sotto copyright (non trovo nel file un'indicazione contraria). [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 15:50, 22 mar 2026 (CET)
:Dobbiamo aspettare 30 anni (se ricordo male) prima che la primissima traduzione italiana, firmata da Gabriele Baldini, del capolavoro di Orwell 1984 sia fuori copyright. [[Speciale:Contributi/~2026-18005-10|~2026-18005-10]] ([[Discussioni utente:~2026-18005-10|discussione]]) 08:14, 23 mar 2026 (CET)
::Ah, ok. Grazie. [[User:Riccardoregg|Riccardoregg]] ([[User talk:Riccardoregg|disc.]]) 09:21, 23 mar 2026 (CET)
== Ossip K. Flechtheim - Il partito comunista tedesco nel periodo della repubblica di weimar ==
Cortesemente, se si potesse inserire questo volume di grande valore pressoché introvabile altrove. Grazie [[Speciale:Contributi/~2026-32665-42|~2026-32665-42]] ([[Discussioni utente:~2026-32665-42|discussione]]) 12:52, 1 giu 2026 (CEST)
:@[[Utente:~2026-32665-42|~2026-32665-42]] Non si può, l'autore è morto meno di 70 anni fa, nel 1998, e dunque i diritti scadranno solo nel 2069. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:03, 1 giu 2026 (CEST)
== Intorno alla luna di Jules Verne ==
Intorno alla luna di Jules Verne [[Speciale:Contributi/~2026-44937-07|~2026-44937-07]] ([[Discussioni utente:~2026-44937-07|discussione]]) 15:45, 16 ago 2026 (CEST)
== Il ramo d'oro di James Frazer ==
James Frazer, Il ramo d'oro, traduzione di Lauro De Bosis [[Speciale:Contributi/~2026-49961-01|~2026-49961-01]] ([[Discussioni utente:~2026-49961-01|discussione]]) 11:02, 16 set 2026 (CEST)
== La strega, ovvero Degli inganni de' demoni.djvu ==
Pico della Mirandola (Commons) [[c:File:La_strega,_ovvero_Degli_inganni_de'_demoni.djvu|File:La strega, ovvero Degli inganni de' demoni.djvu - Wikimedia Commons]] [[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 14:04, 21 set 2026 (CEST)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|bibliografia}}|255|riga=s}}</noinclude>— ''Maxe Werly L.'', Histoire numismatique du Barrois. — ''Snoeck M. A''., Médaillon rond, uniface et coulé du docteur Jean Ingenhousz, médecin en chef et conseiller de la cour impériale autrichienne (1779). — ''Caron E.'', Une singulière trouvaille à Jérusalem. Notes de voyage. — ''Dannenberg H.'', Les appellations monétaires sur le monnaies de moyen âge. — ''Cav. von Ernest''., Les dernières quinze années de Théodore Van Berckel. — Necrologia, Miscellanea, ecc.
{{no rientro}}{{Sc|Zeitschrift für Numismatik}}. — Fascicolo IV, 1895.
''Weil R''., Zur Geschichte des Studiums dar Numismatik. — ''Scheuner R.'', Zwei Bücher aus der Görlitzer Münze. — ''Cahn J.'', Ein neuer Denar Volquins III, Grafen von Schwalenberg. — ''Seltmann E. I.'', Interessante Beizeichen auf Münzen von Tarent und Aenus. — Miscellanea, ecc.
{{no rientro}}{{Sc|Revue Suisse de Numismatique}}. — Sett.-Dic. Fasc. IV e V.
''Ladé A.'', Le trésor de Pas-de-l’Échelle. — ''Vallentin Roger''., Des causes de la fabrication des premiers testons en France (1514). — ''Chautard I''., De la préparation et de la conservation des empreintes de monnaies et jetons. — Essai de classification à suivre dans l’étude des jetons français. — ''Marchand F''., La nouvelle percée de Bourgen Bresse. A propos de quelques médailles. — ''Mayor I.'', Médailles suisses frappées en 1894. — Miscellanea, Bibliografia, ecc.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|Archivio Storico dell’Arte}}, serie II, fasc. I-II, 1895: ''Vesme Aless.'', Giovan Francesco Caroto alla corte di Monferrato (medaglista e pittore. A p. 40 un documento del 1516 per la Zecca di Casale).
{{sc|Atti}} della Deputazione provinciale di Storia patria di Ferrara, voi. VI, 1894: ''Secco-Suardo'' Avv. ''Gerolamo'', Lo studio di Ferrara a tutto il secolo XV [Cfr. il cap. I: “Corrispondenza tra la moneta che ebbe corso a tutto il secolo XV in Ferrara e quella vigente„].
{{Sc|Atti e Memorie}} della R. Deputazione di Storia patria per le provincie modenesi, serie IV, vol. VI, 1895: ''Ognibene Giov.'', I capitoli della Zecca di Ferrara nel 1381: note e documenti.
{{Sc|Atti e Memorie}} della R. Deputazione di Storia patria per le provincie di Romagna, III serie, vol. XII, fasc. IV-VI. 1894: ''Salvoni G. B.'', La moneta bolognese e la traduzione italiana del Savigny (cont. e fine).
{{Sc|Atti e Memorie}} della R. Accademia Virgiliana di Mantova. Biennio 1893-94. Mantova, 1895: ''Zani B''., La questione monetaria in relazione colla questione sociale.
{{Sc|Emporium}}, di Bergamo, fasc. II, 1895: Antiche monete greche, con 25 illustrazioni.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|256|{{Sc|bibliografia}}|riga=se}}</noinclude>
{{Sc|La Riforma Sociale}}, fasc. XXII, novembre 1894: ''Luzzatti G''., Alterazioni monetarie di una volta e di oggi. — Fasc. VII, 1895: ''Nitti F. S.'', La misura delle variazioni del valore della moneta “Gli Index Numbers.„
{{Sc|La Riforma sociale}}, 10 maggio 1895: ''Nitti F. S''., Sui modi di regolare le variazioni monetarie.
{{Sc|Rivista Abruzzese}}, di Teramo, IX, 5-6 e 12, 1894: ''{{Wl|Q78185852|Sorricchio L.}}'', Rassegna numismatica (Tesoro scoperto in Atri). — ''Spezi P.'', Una visita alla zecca di Roma.
{{Sc|Rivista}} di Storia, arte, archeologia della Provincia di Alessandria. Anno III, fasc. VIII, ott.-dic. 1894: ''De Simoni Cornelio'', Le Monete del Monferrato all’anno 1600 ed il loro valore.
L’{{Sc|Araldo}} timbrologico e numismatico, a. I, n. 5, maggio 1895: ''Annoni Antonio'', Di alcune medaglie garibaldine. — ''Pertinax'', Conversazioni numismatiche. VI. La collezione Romana.
{{Sc|Bollettino storico}} della Svizzera italiana, n. 3-4, 1895: Il maestro della Zecca e la guarnigione del Medeghino a Musso.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|Bulletin}} archéologique de Tarn et Garonne, III trimestre, 1894, ''De Méla de Cabarieu'', Le Bureau des trésoriers de France de Montauban.
{{Sc|Bulletin}} de l’Académie delphinale, IV sèrie, tome VII, 1893 (Grenoble, 1894): ''Roman J''., Jétons du Dauphiné (dernier article).
{{Sc|Comptes Rendus}} des séances de l’Académie des inscription et belles-lettres, genn.-febb. 1895: ''Grandmaison Ch.'' (de). La charte de Louis X, du 12 mai 1316, concernant le droit de frapper monnaie du chapitre de Saint-Martin de Tours. Note.
{{Sc|Correspondance historique et archéologique}}, Anno 1895, n. 14: ''A. de Witte'', Notes sur les Roëttiers, graveurs généraux des monnaies aux Pays-Bas méridionaux.
{{Sc|Gazette de beaux-arts}}, ottobre 1894: ''Gruyer C.'', Vittore Pisano (IV article). [A pp. 299 e segg.: ''Médailles diverses''].
{{Sc|Journal des économistes}}, 1895: Bimetallisme par M. Henri Dunning Mac-Leod. Étude par M. A. Raffolovich.
{{Sc|Mémoires}} de la Société académique de Saint-Quentin, IV serie, tom. XI, 1894: ''Eck'', Trouvaille à Fontaine-Uterte. — ''Derome'', La numismatique du Vermandois.
{{Sc|Mémoires}} de la Société d’archéologie lorraine et du Musée lorrain. (Nancy), vol. XLIII: ''Hermerel'', Recherches sur les monnaies des comtes de Vaudémont.
{{Sc|Revue d’économie politique}}, mars 1895: ''Bourguin'', De la mesure de la valeur.
{{Sc|Revue des études grecques}}, tome VI, 1893-94: ''Babelon et Reinach'', La monnaie thibronienne.
{{Sc|Revue de Guascogne}}, dicembre 1894 e gennaio 1895: ''Caleat'', L’atelier monétaire d’Auch du moyen âge. — ''Colonieu'', Notice sur les jetons.
{{Sc|Revue}} poitevine et saintongeaise, dic. 94: ''Very A''., Numismatique.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|bibliografia}}|257|riga=s}}</noinclude>
{{Sc|Revue Savoisienne}}, oct-déc. 1894: ''M. Le Roux'', La trouvaille monétaire d’École. — ''Marteaux C.'', Note sur un petit trésor des Fins.
{{Sc|Revue de Saintonge et d’Aunis}}, marzo 1895: Un jeton maçonnique.
{{Sc|Travail National}}, 20 gennaio, 1895: L’or du Transwaal et la question monétaire.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|Preussische Jahrbücher}}, maggio 1895: ''Quartus'', Zur Währungsfrage.
{{Sc|Allgemeine Kunstkronik}}, 1894, n. 25: Medaille auf die Vollendung des Reichstagsgebäudes.
{{Sc|Beitrage}} zur Geschichte des Niederrheins, vol. VIII, 1894: ''Redich O. R.'', Die Schätze der herzoglichen Silberkammer in Düsseldorf am 17 Jahrhundert.
{{Sc|Deutsches Wochenblatt}}, n. 25 e n. 50, 1894: ''Arendt Otto''., Ein Jahrestag. Die Schliessung der indischen Münzstätten und ihre Folgen. — ''Idem'', Strafzölle gegen Goldwährungsländer.
{{Sc|Die Verhandlungen}} der 42. Versammlung deutscher Philologen und Schulmänner in Wien, mai 1893 (Leipzig, Teubner, 1894): ''Renner V''. (von), Ueber den Wert der Münzkunde für den Unterricht an unsern Mittelschulen (p. 221-227). — ''Kenner F''., Uber Römische Kaisermedaillons (pp. 315-322). — ''Nagl A.'', Die Numismatik und ihre akademische Lehre (pp. 536-42).
{{Sc|Jahrbuch}} der kunsthistorischen Sammlungen, di Vienna, vol. XV, 1894: ''Starzer'' dott. ''Albert'', Ein Münzkatalog Königs Ferdinand I in der Vaticanischen Bibliothek zu Rom (1553-1558).
{{Sc|Neues Lausitzisches Magazin}}, vol. LXX, fasc. II, 1894: ''Scheuner R.'', Drei bis jetzt unbekannte Münzen der Lausitz.
{{Sc|Socialpolitisches Centralblatt}}, n. 11, 1894: ''Arendt Otto'', Die sociale Seite der Währungsfrage und die Stellung der deutschen Socialdemokraten zum Währungstreit.
{{Sc|Zeitschrift}} für Social und Wirthschaftsgeschichte, III, 1894: ''Inama-Sternegg K. Th.'', Die Goldwährung im deutschen Reiche während des Mittelalters.
{{sc|Wochenschrift}} für classische Philologie, n. 47, 1894: ''Martin L.'', Catalogue du médaillier d’Avenches.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{sc|Jahrbüch}} des historischen Vereins des Kantons Glarus, fasc. III (Glarona, 1895): ''Schindler'' dott. ''F.'', Zweiter Nachtrag zum Verzeichniss der Münzsammlung.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|Nationaloekonomisk Tidskrikt}}, n. 9-10, 1894: ''Friederiksen N. C.'', L’argento.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|Pamatky}} archaeologické a nistopisné. Organo della Commissione archeologica del Museo boemo in Praga, fasc. I-V, 1893: ''Fiala E.'', Nález<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|258|{{Sc|bibliografia}}|riga=se}}</noinclude>praehistorickych mincì (Ritrovo di monete preistoriche a Nechanich) — ''Fiala E''., Devise nasich mincovnich úrednik ú (''Devises'' di officiali monetarj, XVI-XVII secolo).
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|Bulletin}} de l’Académie d’archeologie de Belgique, XVII, 1894: Un triens inédit du monetaire Theudegisilus.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|Boletin}} de la Real Academia de la Historia, gennaio-febbraio 1895: ''De la Vega de Armijo'' (Marqués), Mémoires numismatiques de l’Ordre souverain de S.t Jean de Jérusalem, por el Baròn E. H. Furse.
{{Sc|El Economista}} di Madrid, aprile 27, 1895. Los mercados del dinero. Producion des metales presiosos en 1894. El papel-moneda en el Brasil.
{{rule|10em|v=1|t=1|000}}
{{Sc|The Nineteenth Century}}, febbraio 1895: ''Tuck A''., Is Bimetalism a delusion?<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 138 —|}}</noinclude><nowiki />
— Sarebbe stato un timore indegno di voi; — replicò la contessa. — Confessate piuttosto, tanto mi ripugna di ammettere che potesse spiacervi la padrona di casa, confessate piuttosto che i suoi eterni visitatori vi seccano.
— Ah, quelli poi.... se mi date licenza, mi sfogo. Quelli, poi, mi fanno perder le staffe. Non ho mai visto più molesti.... come chiamarli? Lasciamo il sostantivo; certo l’{{AutoreCitato|Dante Alighieri|Alighieri}} non li avrebbe chiamati mai graziosi nè benigni.
— Bene, bene! Così mi piacete; sincero. Ancor io, son tutta impastata di sincerità. E vi seccano dunque, come seccano me? Un momento mi è parso di avervi capito, quell’unica volta che siete venuto a vedermi. Siete rimasto un’ora, e nessuno di quei signori, che c’erano già da due ore, si è mosso, tanto che voi ve ne siete andato prima di loro. Già, fanno sempre così; sospettosi con tutti, ed anche peggio tra loro. Se resto la sera a casa, suonano le dieci, suonano le undici, e nessuno si vuol muovere per il primo; cosicchè io sono costretta a conge-<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 139 —|}}</noinclude>darli in massa. È una persecuzione. Qualche volta casco dal sonno, e non se ne vogliono accorgere. Molesti animali; avete detto bene, Morelli.
— Veramente, non avevo osato di proferirlo, il sostantivo che li definisce. Di solito, e senza cercare molto addentro nel sentimento che destano, io li chiamo tra me e me i vostri satelliti. Se Giove in cielo ne ha quattro, perchè non ne avrebbe tre l’astro luminoso di Venere? Non badate, signora; m’è venuto così spontaneo, che avreste torto a non lasciarlo passare. Il vostro caso, del resto, non è nuovo nella storia; si è dato il simile, tremila e più anni fa, nell’isola d’Itaca, ed è toccato alla regina Penelope. Ce ne aveva un bel numero anche lei, che non le davano tregua. Ma un giorno capitò Ulisse a casa, e li conciò per le feste. Se uno di questi giorni, imitando Ulisse, il savio conte Quarneri.... —
La contessa mi mozzò le parole in bocca con una matta risata.
— Ah sì, proprio; credereste che bisognasse ricorrere a questa estremità?<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 140 —|}}</noinclude><nowiki />
— Non so; siete giudice voi; — risposi, un tantino mortificato. — Del resto, anche senza chiamarlo, e volendo pure liberarsi dai satelliti seccatori, si potrebbe annunciarlo come prossimo ad arrivare, e si vedrebbe l’effetto che fa.
— Resterebbero male, lo capisco; — replicò la contessa; — ma intanto resterebbero fino all’arrivo; e non arrivando lui, seguiterebbero a non muoversi. —
Capisco, o mi par di capire, che la luminosa contessa mi faccia questi sfoghi per chiasso, e che nel fondo sia molto contenta d’esser seccata. Questi assedii ostinati piacciono alle donne belle, come, se si leggono bene le storie, dovevano piacere alle antiche città, quando avevano buone mura e viveri dentro, per durare anche a dieci e vent’anni d’investimento. Ma la contessa non è ancor sazia di ciance, e vuol proprio che io pensi al caso suo.
— Non avete altro consiglio da darmi? — soggiunge. — Con tutta la vostra fantasia!...
— Ecco, signora, la mia fantasia è una povera cosa, e di consigli non può offrirvene<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 141 —|}}</noinclude>che due. Il primo, che v’ha dato, era il consiglio classico; ma non vi è parso buono. Passiamo al consiglio romantico; ma vi avverto che, dopo questo, io non saprei più che cosa trovare per il vostro bisogno.
— Sentiamo, sentiamo il consiglio romantico; — gridò ella, battendo le palme con gioia infantile. — Son veramente curiosa.
— Ci ho gusto, contessa, e spero che questa volta sarete anche persuasa. Incominciate dal figurarvi che io sia voi; ciò sarà molto stravagante, e per conseguenza molto romantico. Ho il vostro ''en-tout-cas''; se aggiungeste per grazia somma il vostro ventaglio....
Così, facendomi vento, parlerei in questa forma ai miei satelliti:
“Signori miei dilettissimi, sapete voi che stanotte non ho potuto dormire? Ho passato il mio tempo pensando a voi altri. Quei cari giovani! dicevo tra me e me. Perchè, veramente, siete cari, tanto cari, che io non so quale sia il più caro tra voi....
— Oh, questo, poi! — gridò la contessa.
— O questo, od altro; — ripresi. — Il proemio sia pure a vostra scelta; purchè ci sia<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 142 —|}}</noinclude>l’essenziale, secondo il parer mio. E l’essenziale è di dire ai satelliti: “Signori miei, perchè non pensate ad accasarvi? È un ottimo stato, il matrimoniale. Io l’ho scelto, e me ne trovo felicissima. Imitate l’esempio mio, e sarà una prova di bella amicizia. Anzi, vedete, avevo stanotte pensato anche a trovarvi la sposa. Ci sono tre Berti, in Corsenna, una per uno, e tutte e tre molto carine, tanto carine, che io veramente non so qual sia la più carina delle tre. Volete? Faccio io la domanda per voi.„
— Ah, bello, bello, magnifico, stupendo! ed anche romantico, sì, molto romantico! — gridò la contessa, arrovesciando le spalle sull’argine e ridendo a più non posso. — Ma se non accettano?
— Oh Dio! se non accettano, tanto peggio per loro; — risposi. — Del resto, io faccio un dilemma: O sono giovani di cuore e di spirito, o solamente di spirito. Mi ripugna di aggiungere un corno all’argomentazione, e di crederli sciocchi. Se hanno spirito e cuore, accetteranno il vostro consiglio, perchè in<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 143 —|}}</noinclude>verità le tre Berti sono molto carine, e possono far la felicità di altrettanti figli d’Adamo in questa valle di lacrime. Se sono solamente o niente affatto di spirito, tutti e tre prendono ventiquattr’ore di tempo a rispondervi; ma in quelle ventiquattr’ore fanno le valigie, prendono un biglietto alla prima stazione di strada ferrata, e vanno a farsi impiccare altrove. Vi torna?
— Sì, sì, ottima idea; quantunque io non voglia fare l’esperienza precisamente nella forma che voi proponete, e per cui ci vorreste voi, signor Rinaldo, col vostro modo curioso di farvi vento. Ma vi son grata, sapete? vi sono gratissima, e qualche cosa di simile a ciò che voi avete immaginato, certamente farò. —
Mi stese la mano, così dicendo, e strinse forte la mia. Era contenta di me; ed io incominciavo ad esser contento di lei, tanto che dimenticavo perfino la storia del povero Leopardi a Recanati. Quand’ecco (il quand’ecco è di rito in questi casi) si sente un fruscìo tra i rami bassi delle carpinelle, e un cane<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 144 —|}}</noinclude>mi sbuca di là, Buci, l’eterno Buci, il mio satellite, che ride e mi fa impallidire e tremare.
Quella mattina non avevo badato a lui, che non era in casa, ed io non mi ero dato il pensiero di cercarlo. Buci aveva saltata la siepe dell’orto, secondo l’uso suo e dei suoi pari. Benedetti cani! Prima era sempre con me, e per venire con me, per essermi alle calcagna dovunque andassi, risicava le busse del suo padrone ogni sera: adesso che sta con me, va sempre con gli altri, e quando è con gli altri, non ha pace finchè non li guida sulle mie tracce. Da tanti giorni non venivo al rifugio dell’Acqua Ascosa; ed ecco, proprio la prima volta che ci torno, Buci mi viene a scovare, e sicuramente porta qualcheduno con sè.
Tutte queste cose pensai, o piuttosto vidi in un attimo; e il pensarle e il vederle mi alterarono in faccia.
— Che c’è? — disse lei.
— Nulla; vi prego, alzatevi e venite via.
— Perchè?
— Ve lo dirò poi; venite via.<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 145 —|}}</noinclude><nowiki />
— Dove?
— Lo saprete; ma venite, senza perdere un minuto secondo.
— Ma che debbo temere? che mi trovino qui? — diss’ella, avviandosi.
— Ebbene, non sarebbe già bello; — risposi, trascinandola.
— Ma io non ho paura, ad esser trovata con voi, con un gentiluomo, con un cavaliere.
— Grazie; ma venite più svelta, vi supplico.
— Comandate, obbedisco. —
E prese il mio braccio, per correre più spedita. Io avevo fatto un gesto a Buci, come per dirgli che andasse all’inferno; ma egli non lo capì. Gliene feci un altro per accennargli che mi precedesse; ed egli capì quello, finalmente!
La contessa muoveva frettolosa al mio braccio. Si giunse ad un punto del sentiero, donde, o pel fogliame degli alberi, o per la piega del monte, non si vedeva più il posto dove eravamo stati a sedere. Laggiù incominciai a riprendere il fiato.<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 146 —|}}</noinclude><nowiki />
— Che uomo siete voi! — mormorò la luminosa contessa. — Un altro al vostro posto....
— Un altro, — interruppi, — sarebbe uno sciocco, o un mascalzone; io non sono nè l’uno nè l’altro. Venite; ancora pochi passi, e saremo fuori del tiro. —
Si costeggiava la sponda del canale, sempre in mezzo alle piante. Ad un certo punto incontrammo l’ostacolo che io già conoscevo, una casa di contadini che cavalcava il ruscello. E qui, una delle due: o passar l’acqua, inerpicandoci tosto per un orto a scaglioni, risalire di là ai casali di Santa Giustina, e sparire di là, per riapparire al bisogno donde ci paresse meglio, con aria di persone a diporto su d’una strada scoperta; o scendere dall’altra parte della pescaia e arrivare al greto del fiume, dove ci avrebbero veduti, indovinando anche come e perchè ci trovassimo là. No, niente al fiume; piuttosto ai casali di Santa Giustina.
— Vi sentite, — dissi alla contessa, — di saltare quest’acqua? —<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 147 —|}}</noinclude><nowiki />
Ella guardò un poco il ruscello, misurandone a occhio l’ampiezza.
— No, vi confesso; — rispose. — Coll’impiccio della gonna!
— Permettete, allora; qui non c’è tempo da perdere; vi rapisco senz’altro. —
Le prendo ventaglio e ombrellino, e getto i due arnesi sull’altra sponda, ma un po’ lontani, che non m’impaccino il passo. Poi prendo lei nelle braccia, mi assicuro di averla bene in equilibrio sul petto, e spicco il salto. Il rivo non era largo più di sei palmi, e non facevo poi un miracolo di destrezza; ma il peso che avevo sulle braccia, e la cura che richiedeva, non mi lasciarono veder bene davanti a me, nè pensare che la sponda di là era in un certo punto assai molle per l’avanzarsi dell’acqua sotto l’erba traditrice. Così immollai un piede fino alla caviglia; ma la contessa era in salvo. La deposi sul sodo terreno, raccolsi l’ombrellino e il ventaglio, feci un altro gesto rabbioso a Buci, che si era fermato davanti a me, non intendendo una saetta di tutte quelle novità; e su per la salita a gran passi.<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|232|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
La celerità e la dolcezza straordinaria del movimento, l’effetto strano dell’aria rarefatta, sul suo organismo, producevano a Graham una specie di noncurante furore. Ma finalmente un incidente barocco riuscì a calmarlo e a ricondurlo ancora una volta in basso. Verso quella molteplice vita dagli insolvibili enigmi. In una corsa discendente si fece sentire un piccolo colpo, qualche cosa passò veloce, contro la macchina e gli parve di sentir cadere alcune gocce di pioggia; poi mentre continuava a discendere scorse, voltando la testa, una specie di velo bianco che girava nel suo solco....
— Che cos’è quello? — domandò. — Io non mi sono reso conto....
L’aereonauta guardò, poi afferrò vivamente la stanga per raddrizzare l’apparecchio, che si curvava con una celerità vertiginosa.
Quando ebbe dato all’aereopilo un movimento ascendente, egli respirò fortemente e rispose:
— Quello? — E mostrando l’oggetto bianco che rotolava: — Quello è un cigno.
— Non l’avevo veduto, — disse Graham.
L’aereonauta non rispose e sulla sua fronte Graham notò piccoli schizzi rossi.
Essi filarono orizzontalmente mentre Graham, tornava al suo posto, evitando di esser colpito dalla corrente d’aria: poi cominciò a scendere precipitosamente mentre l’elice dietro a loro girava per rallentar la loro caduta e la piattaforma volante si allargava tutta oscura davanti ad essi. Il sole si nascondeva ad occidente, dietro le colline calcaree, lasciando dietro di sè una striscia fiammeggiante d’oro....
In breve la massa indistinta della folla si separò in<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''L'Aeropilo''|233|riga=sì}}</noinclude>
una infinità d’individui come tanti piccoli punti. Graham udì un rumore che saliva verso di lui, un rumore simile a quello dei flutti su una spiaggia sassosa. I tetti intorno alla piattaforma volante, erano brulicanti di persone che si rallegrarono nel vederlo sano e salvo.
Sotto alla piattaforma si spingeva una folla confusa di persone su cui apparivano innumerevoli facce in mezzo al microscopico tremolìo dei bianchi fazzoletti e delle mani tese.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" /></noinclude>{{ct|f=100%|v=1|L=0.2em|{{Sc|Capitolo XVII.}}}}
{{Ct|f=120%|L=0.2em|v=2|'''Tre giornate.'''}}
Lincoln aspettava Graham in un appartamento situato al di sopra delle piattaforme mobili; era curioso di sapere i particolari del suo viaggio e più di tutto si mostrava contento del piacere e dello straordinario interesse che il Maestro prendeva a vogare nell’aria.
— Bisogna che impari a volare, — esclamava Graham. — Bisogna che io sia padrone della manovra. Compiango tutti quei poveri esseri che sono morti senza aver provato una tale impressione. È la più meravigliosa delle esperienze.
— Oggigiorno ne troverete altre delle esperienze meravigliose, — rispose Lincoln. — Vorrei ora cercare qualche cosa d’interessante per voi.... Abbiamo della musica la cui novità vi farà molto piacere.
— In questo momento, — disse Graham, — ciò che m’interessa di più è di volare. Vorrei imparar meglio; il vostro aereonauta mi diceva che io non so qual privilegio vi si opponga.
— Lo credo infatti, — affermò Lincoln. — Ma per voi!... Se volete noi possiamo far di voi, cominciando da domani, un aereonauta giurato.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''Tre giornate''|235|riga=sì}}</noinclude>
Graham ne espresse vivamente il desiderio, e si trattenne a parlare dell’originalità delle sue sensazioni.
— E gli affari? — chiese poi bruscamente. — A che punto siamo?
Con un gesto Lincoln allontanò da lui queste preoccupazioni.
— Ostrog vi parlerà di ciò domani, — diss’egli. — Tutto s’acqueta e s’accomoda, la rivoluzione si compie sulla terra intera. Naturalmente alcune collisioni qua e là sono inevitabili, ma il vostro regno è assicurato; voi potete star tranquillo perchè gli affari sono nelle mani di Ostrog.
— È possibile ch’io possa esser nominato aereonauta giurato, come dite voi, sull’istante.... prima di coricarmi? — domandò Graham, facendo lentamente cento passi. — Allora potrei rimettermi in viaggio domani mattina. Sarebbe la prima cosa che farei....
— Niente si oppone a ciò, — rispose Lincoln con aria pensosa. — È possibilissimo, e così sarà fatto. — Poi si mise a ridere. — Io vi avevo proposto dei divertimenti ma voi stesso ne avete trovato uno. Telefonerò ai gabinetti aereonautici, e noi ritorneremo al vostro appartamento, al controllo dei Motori a vento; intanto desinerete, dando così agli aereonauti il tempo di prepararsi. Forse dopo desinare preferirete....
S’interruppe.
— Ebbene? — chiese Graham.
— Noi abbiamo organizzato una compagnia di ballerine che vengono da Capri.
— Detesto i balli, — replicò Graham brevemente. — Li ho sempre detestati; non è ciò che io voglio vedere. Anche ai miei tempi vi erano delle balle-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|236|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
rine.... Delle ballerine.... vi erano in Egitto altre volte. Ma volare....
— È vero, — aggiunse Lincoln, — pure le nostre ballerine....
— Esse possono aspettare, — rispose Graham, — possono bene aspettare.... Io non sono un Latino.... Esistono delle questioni sulle quali vorrei interrogare qualcuno esperto, le questioni di meccanica. Questa è la mia passione, io non desidero distrazioni.
— Voi potete scegliere il mondo intero, — disse Lincoln, — tutto ciò che volete è vostro.
Sopraggiunse Asano scortato da una guardia imponente, ed essi attraversando le vie della città ritornarono agli appartamenti di Graham.
Si era radunata una folla per festeggiare il suo ritorno, una folla più numerosa ancora di quella che aveva assistito alla sua partenza; e le grida, le acclamazioni soffocavano le risposte che dava Lincoln alle incessanti domande di Graham riguardo al suo viaggio aereo.
Sul principio il Maestro aveva accolto le grida e i battimani del popolo con delle riverenze e dei gesti, ma Lincoln lo avvertì che ciò non stava bene; allora, Graham, già stanco di quelle galanterie ritmiche, dimenticò i suoi sudditi per tutto il resto della sua passeggiata pubblica.
Ben giunsero presto ai suoi appartamenti. Asano uscì di nuovo in cerca di riproduzioni cinematografiche di motori in movimento, e Lincoln ordinò che gli si procurassero dei modelli di macchine grandi e piccole, dovendo rappresentare i diversi progressi meccanici compiuti da due secoli.
Il piccolo gruppo di apparecchi destinato alle co-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''Tre giornate''|237|riga=sì}}</noinclude>
municazioni fra luoghi, distanti, attrasse talmente l’attenzione del Maestro che il suo pranzo deliziosamente preparato e servito da un certo numero di graziose e abili cameriere, dovette aspettare.
L’abitudine di fumare era a poco a poco scomparsa dalla superfice della terra, ma, allorchè egli manifestò il desiderio di levarsi questo capriccio, andarono a cercare e trovarono in Floridia alcuni eccellenti sigari, che, con un sistema pneumatico speciale, gli furono portati mentre era ancora a tavola.
Poco dopo vennero gli aereonauti accompagnati da un ingegnere che presentò al Maestro le più sorprendenti meraviglie che si potessero vedere.
Per il momento la destrezza elegante delle macchine da contare e da marcare, macchine da costruire e da filare, porte brevettate, motori a esplosione, elevatori per il grano e l’acqua, macchine da macello, apparecchi meccanici di coltura e di mietitura, tutto ciò era più affascinante per Graham di qualsiasi {{Spaziato|baiadera}}.
— Noi eravamo dei selvaggi, — ripeteva incessantemente, — dei selvaggi. Eravamo all’età della pietra in confronto di questo secolo.... E che cosa avete ancora?
Alcuni psicologi lo misero al corrente degli svolgimenti interessantissimi ottenuti nell’arte dell’ipnotismo: i nomi di Milne Bramwell, Fechner, Liebault, William James, Myers e Gumey, avevano acquistato un sì gran valore che avrebbe meravigliato i loro contemporanei. Parecchie applicazioni di psicologia erano ora diventate un uso generale; questa scienza aveva in larga misura sostituito nella medicina le droghe, gli antisettici; tali applicazioni erano special-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|238|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
mente usate per quelli che avevano bisogno di concentrazione mentale. Sembrava insomma che un ingrandimento reale delle facoltà umane si fosse effettuato in quel dominio.
Le gesta dei fanciulli calcolatori, che Graham considerava come il trionfo dell’ipnotismo, erano ora alla portata di chiunque potesse procurarsi i servizi di un ipnotista esperto.
Da lungo tempo, nell’educazione, il vecchio metodo degli esami era stato sostituito da questo sistema e invece di lunghi anni di studio i candidati passavano alcune settimane in catalessia, mentre abili professori non dovevano far altro che inculcar loro tutte le nozioni necessarie per ottenere una risposta adeguata ad esse, compresa la nozione del ricordo postipnotico di queste nozioni. In ciò che riguarda la matematica, questo mezzo era singolarmente prezioso e tutti i giuocatori di scacchi e altri giuochi per i quali si richiede una destrezza mentale, almeno le poche persone che li usavano ancora, se ne servivano invariabilmente. Infatti tutte le operazioni che richiedono regole determinate, vale a dire una specie di meccanica, erano state completamente liberate da tutti gli errori dell’immaginazione e della commozione e portate a un grado straordinario di precisione. I fanciulli di classi studiose appena avevano raggiunta l’età richiesta per essere ipnotizzati, venivano trasformati in macchine pensanti d’una puntualità e fedeltà meravigliosa, e sbarazzati in tal modo dei lunghi studi della giovinezza. Gli apprendisti aereonauti che soffrivano la vertigine erano ipnoticamente liberati dagli immaginari terrori; in ogni strada si trovavano degli ipnotisti pronti a suggerire allo spirito altrui<noinclude><references/></noinclude>
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dei ricordi permanenti. Se qualcuno esitava a rammentarsi un nome, una serie di numeri, un canto o un discorso, ricorreva a tale procedimento, e nello stesso tempo alcuni ricordi potevano essere cancellati, delle abitudini perdute, delle passioni, soffocate. Questa specie di chirurgia psichica era infatti diventata d’uso generale, e per mezzo di essa si dimenticavano indegnità, bassezze, umiliazioni; le vedove innamorate riuscivano ad obliare l’effige dei loro antichi sposi, gli amanti contrastati potevano liberarsi dalla loro schiavitù. Era impossibile, qualche volta, d’innestare i desideri, e la trasmissione del pensiero non era ancora sistemata. Gli psicologici rendevano sensibili le loro esposizioni per mezzo di esperienze mnemotecniche meravigliose, di cui alcuni pallidi fanciulli, vestiti di turchino, erano i soggetti.
Graham, come la maggior parte delle persone del suo tempo, diffidava degli ipnotizzatori, che avrebbero potuto liberare l’anima sua da tante penose preoccupazioni. E nonostante tutte le assicurazioni di Lincoln, egli rimaneva fedele alla vecchia teoria, giusta la quale la sottomissione al sonno ipnotico rappresentava l’abdicazione della personalità e della volontà.
Al banchetto delle esperienze che cominciava, egli aveva la ferma intenzione di non perder la testa e di restare interamente padrone di sè stesso.
L’indomani e altri due giorni ancora, Graham s’occupò d’un tal genere di studi, concedendo pure parecchie ore al delizioso piacere di viaggiare nell’aria; il terzo giorno egli s’inalzò al disopra della Francia centrale, in vista delle nevi alpine. Questi vigorosi esercizi gli procurarono un sonno calmo, e la triste<noinclude><references/></noinclude>
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anemia del suo primo risveglio scompariva a poco a poco cedendo il postò alla salute.
Quando Graham non viaggiava nell’aria, Lincoln s’occupava assiduamente di distrarlo e di procurargli tutto ciò che poteva eccitare la sua curiosità; tutte le eccezionali invenzioni gli erano esposte, e finalmente il suo desiderio fu di nuovo sazio; di tutto ciò che aveva veduto e imparato poteva riempire una dozzina di volumi. Ogni pomeriggio egli riuniva la sua corte per circa un’ora, provando ben presto l’interesse di vedere i suoi contemporanei divenuti per lui personali e intimi. Sul principio si era sopratutto attaccato a ciò che trovava in essi di bizzarro, di particolare, d’inatteso: la ricercatezza della loro toeletta, e tutto ciò che nelle loro maniere non s’accordava con le sue nozioni di buon gusto, gli aveva fatto una sgradevole impressione, ora invece egli fu meravigliato di vedere come questa stranezza e l’antipatia che ne risultava, sparissero presto, come era riuscito a rendersi conto della vera prospettiva della sua posizione e a considerare il tempo passato, il XIX secolo come lontano e di stile rococò.
La figlia del direttore dei Porcili Europei, dai capelli rossi, lo divertì in modo particolare; il giorno seguente, dopo pranzo, fece conoscenza con una ballerina moderna e scoprì in lei un’artista perfetta. Dopo ciò egli assistè ancora a delle meraviglie ipnotiche, e il terzo giorno Lincoln suggerì di nuovo al Maestro di visitare una Città di piaceri, ma Graham vi si rifiutò.
Il vincolo locale lo avvinceva a Londra ed egli trovava una perpetua maraviglia a delle identificazioni topografiche che altrove gli sarebbero mancate.<noinclude><references/></noinclude>
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anemia del suo primo risveglio scompariva a poco a poco cedendo il posto alla salute.
Quando Graham non viaggiava nell’aria, Lincoln s’occupava assiduamente di distrarlo e di procurargli tutto ciò che poteva eccitare la sua curiosità; tutte le eccezionali invenzioni gli erano esposte, e finalmente il suo desiderio fu di nuovo sazio; di tutto ciò che aveva veduto e imparato poteva riempire una dozzina di volumi. Ogni pomeriggio egli riuniva la sua corte per circa un’ora, provando ben presto l’interesse di vedere i suoi contemporanei divenuti per lui personali e intimi. Sul principio si era sopratutto attaccato a ciò che trovava in essi di bizzarro, di particolare, d’inatteso: la ricercatezza della loro toeletta, e tutto ciò che nelle loro maniere non s’accordava con le sue nozioni di buon gusto, gli aveva fatto una sgradevole impressione, ora invece egli fu meravigliato di vedere come questa stranezza e l’antipatia che ne risultava, sparissero presto, come era riuscito a rendersi conto della vera prospettiva della sua posizione e a considerare il tempo passato, il XIX secolo come lontano e di stile rococò.
La figlia del direttore dei Porcili Europei, dai capelli rossi, lo divertì in modo particolare; il giorno seguente, dopo pranzo, fece conoscenza con una ballerina moderna e scoprì in lei un’artista perfetta. Dopo ciò egli assistè ancora a delle meraviglie ipnotiche, e il terzo giorno Lincoln suggerì di nuovo al Maestro di visitare una Città di piaceri, ma Graham vi si rifiutò.
Il vincolo locale lo avvinceva a Londra ed egli trovava una perpetua maraviglia a delle identificazioni topografiche che altrove gli sarebbero mancate.<noinclude><references/></noinclude>
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— Qui, o parecchi piani di sopra, — poteva dire, — io facevo colazione con una costoletta, durante i miei anni d’Università; più lontano vi era la stazione e la perpetua caccia ai treni, nell’ingombro degli scarichi. Quante volte ho aspettato là, con la mia valigia in mano guardando il cielo a traverso la foresta dei segnali non immaginando davvero che un giorno passeggerei a cento metri d’altezza nell’aria; e ora in quel cielo che era un tempo un baldacchino di grigio fumo io mi libro in un aeropilo.
Per tre giorni Graham fu così occupato da simili distrazioni che i vasti e progressivi movimenti politici non attirarono che una piccola parte della sua attenzione. Quelli che lo circondavano non gli dicevano quasi nulla. Ogni giorno veniva Ostrog, il Grande conduttore, il Gran Visir, il Podestà di Palazzo, a riferire in termini vaghi la stabilità tranquilla e sicura del regno del Maestro, dei leggeri turbamenti «ben presto calmati in tale città», una ribellione di poca importanza in un’altra. Il canto della rivolta sociale non giungeva agli orecchi di Graham; non sapeva che le strofe di questo canto erano state proscritte nei confini della città e le grandi emozioni provate durante la visita al posto di guardia si dissipavano!
Ma nella seconda e nella terza di queste giornate, a dispetto della sua simpatia per la figlia del direttore dei Porcili, o forse per causa dei pensieri che la conversazione con lei aveva suscitato, il ricordo di Elena Wotton, l’enigmatica fanciulla che gli aveva parlato in modo sì strano alla fine della riunione, non lo abbandonò suo malgrado.
L’impressione ch’ella gli aveva lasciato era vivissima, quantunque le incessanti sorprese delle nuove circo-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|242|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
stanze gli avessero impedito di trattenersi lungamente in questo pensiero. Ora quel ricordo riprendeva il proprio posto. Graham si domandava ciò che ella aveva voluto dire con le sue frasi tronche, a metà dimenticate; i suoi occhi, l’animazione appassionata, ardente del suo volto, ritornavano alla mente del Maestro, man mano ch’egli sentiva diminuire il suo interesse per le novità meccaniche. La beltà di Elena s’interponeva, dominatrice, fra lui e certe immediate tentazioni di desideri poco nobili; ma per tre giorni interi non gli riuscì di vederla.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" /></noinclude>{{ct|f=100%|v=1|L=0.2em|{{Sc|Capitolo XVIII.}}}}
{{Ct|f=120%|L=0.2em|v=2|'''Graham si ricorda.'''}}
Egli la incontrò in una piccola galleria che conduceva dagli uffici dei Motori a vento a’ suoi grandi appartamenti. La galleria era lunga e stretta, con una serie di nicchie nelle quali si apriva una finestra massiccia e arcuata, sopra una corte ricca di palme. Egli la vide ad un tratto, seduta in una di quelle nicchie; al rumore de’ passi di lui, si voltò e riconoscendolo trasalì diventando pallidissima. Immediatamente essa si alzò, fece un passo in avanti esitando mentre Graham silenzioso, impassibile, aspettava: poi, vedendo che una violenta agitazione nervosa impediva alla fanciulla di parlare, pensò che essa si fosse appositamente rincantucciata in quel luogo, coll’intenzione di avere un colloquio con lui, e un sentimento di regale condiscendenza lo spinse a venire in aiuto a quell’enigmatica bellezza.
— Ho desiderato tanto di vedervi, — disse. — Da alcuni giorni volete dirmi qualche cosa.... parlarmi del popolo. Quali sono le confidenze che volete farmi?
Ella lo guardò inquieta e non rispose.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|244|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
— Mi avete detto che il popolo era infelice? — riprese.
Ancora un istante ella si ostinò nel suo silenzio.
— Forse le mie poche parole vi saranno sembrate strane, — fece essa ad un tratto.
— Infatti. Eppure....
— Fu un momento d’irriflessione.
— Davvero?
— Nient’altro.
Essa lo guardava imbrogliata, indecisa, poi si espresse con visibile sforzo:
— Voi dimenticate, — disse lasciandosi sfuggire un profondo sospiro.
— Chi?
— Il popolo.
— Che cosa volete dire?
— Voi dimenticate il popolo.
Graham la squadrò con aria interrogativa.
— Sì: voi siete sorpreso, — continuò, — poichè non capite ciò che siete. Voi non sapete quello che accade.
— Ebbene?
— Non avete capito?
— Non tanto chiaramente forse, ma.... spiegatemelo.
— È così difficile a spiegarsi. Io lo desideravo: io l’ho veduto ed ora non lo posso. Le parole non mi vengono più. Tutto ciò che vi riguarda.... è una cosa maravigliosa.... Il vostro sonno, il vostro risveglio.... sono miracoli.... almeno per me e per tutto il popolo.... Voi che avete vissuto, che avete sofferto e che siete morto; voi che siete stato un cittadino come gli altri, vi risvegliate, tornate a vivere per trovarvi quasi il padrone del mondo.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''Graham si ricorda''|245|riga=sì}}</noinclude>
— Padrone del mondo, — ripetè Graham. — È ciò che mi dicono: ma tentate d’immaginarvi quanto sia poco al corrente di ciò.... Città.... Trust.... Compagnie del Lavoro.... Principati, Potenze, Stati.... il potere e la gloria. Sì: ho udito gridar tutto ciò. Lo so. Sono il padrone.... il re se voi volete.... con Ostrog quale Gran conduttore....
S’interruppe: la fanciulla spiava curiosamente i suoi lineamenti.
— Ebbene? — interrogò.
— Con Ostrog per assumere ogni responsabilità, — aggiunse Graham sorridendo.
— Questo è ciò che cominciavamo a temere.
Dopo tali parole essa rimase in silenzio, quindi riprese lentamente:
— No. Siete voi.... voi che prenderete la responsabilità. I popoli hanno posto in voi la loro speranza. — E
qui la sua voce divenne più dolce. — Ascoltate. Durante almeno la metà del vostro sonno, in ogni generazione, moltitudini e moltitudini hanno pregato affinchè vi destaste un giorno.... Sì, pregato.
Graham fece un movimento come se volesse parlare, ma non potè aprir bocca: a poco a poco Elena arrossì lievemente; esitò ancora, e:
— Sapete quello che siete stato per quelle miriadi? Il re Arturo, Barbarossa, il Principe che sarebbe sorto al momento opportuno per raddrizzare il mondo....
— Suppongo che l’immaginazione del popolo....
— Non avete udito il nostro proverbio: «Quando il Dormente si sveglierà?» Mentre eravate disteso senza movimento e senza dar segni di vita.... migliaia di persone venivano a vedervi.... Migliaia..... Il primo giorno d’ogni mese, voi riposavate con gran pompa,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|246|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
vestito di bianco.... e il popolo sfilava dinanzi a voi.... Io l’ho veduta quando ero bambina, la vostra faccia pallida e calma.
Volse altrove lo sguardo e si mise ad esaminare il muro con ostinazione: quindi abbassando la voce:
— Quando ero bambina, contemplavo sempre il vostro volto.... esso mi sembrava nell’attesa immutabile come la pazienza di Dio.... Ecco quello che noi pensavamo di voi.... ecco come apparivate davanti al nostro sguardo.
Essa alzò su di lui i suoi occhi brillanti e la sua voce si fece chiara e sonora.
— Nella città, sulla terra intera, una miriade di miriadi di uomini e donne, aspettano ciò che voi farete e una tale attesa è piena di speranze favolose, incredibili.
— Sì?
— Nè Ostrog, nè nessuno.... può prendersi questa responsabilità.
Graham la guardò sorpreso, interessandosi di quel bel volto trasfigurato dall’emozione. Essa aveva incominciato a parlare con sforzo ed ora si eccitava alle sue proprie parole.
— Credete voi, — disse, — che avendo vissuto quella piccola vita così lontana nel passato, voi che eravate immerso in quel sonno miracoloso e dal quale siete uscito, credete voi che la maraviglia, la venerazione e la speranza della metà del mondo si siano radunati attorno a voi solamente per permettervi di vivere un’altra piccola vita? perchè evitaste di assumervi questa responsabilità concedendola ad un altro?
— M’immagino quale sia l’importanza di questa re-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''Graham si ricorda''|247|riga=sì}}</noinclude>
galità, — replicò Graham esitando. — So quanto essa sembri grande. Ma è essa reale? Mi sembra inconcepibile.... mi pare un sogno. È veramente realtà o una grande illusione?
— È reale se voi volete, — affermò la fanciulla.
— Dopo tutto, come lo sono tutti i regni, il mio regno è una fede. È un’illusione nello spirito degli uomini.
— Se voi osate, — ripetè la fanciulla.
— Ma....
— Molti uomini credono a questo, e finchè tale idea rimarrà nel loro spirito.... essi obbediranno.
— Ma io non so niente, malgrado tutta la mia buona volontà. Non so niente. E quegli altri.... i Consiglieri, Ostrog.... sono più savi, più freddi, sanno tante cose, conoscono tutti i particolari. E realmente, quali sono queste miserie di cui parlate? che cosa debbo sapere io? Volete spiegarmi....
Si fermò ad un tratto.
— Io non sono che una fanciulla, — rispose. — Ma il mondo mi par pieno di miseria. Il mondo è molto cambiato dall’epoca in cui vivevate voi, cambiato in una maniera molto strana. Ho tanto pregato perchè mi fosse dato di vedervi e di dirvi queste cose.... Il mondo è cambiato come se un cancro avesse roso la vita con tutto ciò che essa ha di buono....
Ella lo guardò in faccia, arrossendo improvvisamente.
— Il vostro tempo era il tempo della libertà. Sì, vi ho pensato: mi hanno fatto pensare a ciò poichè la mia vita.... la mia vita non è stata felice. Gli uomini non sono più liberi.... essi non sono migliori nè più grandi degli uomini dell’epoca vostra. E ciò<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|248|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
non è tutto. Questa Città è una prigione: tutte le città del mondo sono tante prigioni. Mammon tiene la chiave ben stretta fra le sue dita. Miriadi, innumerevoli miriadi di disgraziati, hanno sofferto e soffrono ancora dalla culla alla tomba. Dovrà esser sempre così? Sì: le cose sono peggiori ora che al tempo vostro. Attorno a noi, sotto di noi, non esiste che il dolore e la sofferenza: tutte le false delizie, da cui siete circondato, rasentano un’esistenza di indicibile miseria. Sì, il povero lo sa.... egli sa di soffrire. A quelle moltitudini che affrontarono la morte per voi, due notti fa, dovete la vostra vita....
— Sì, — rispose Graham lentamente, — ad esse debbo la mia vita.
— Voi siete venuto a noi, — riprese, — nei giorni nei quali la tirannia delle città era al principio. Sì, è una tirannia, una tirannia. A’ vostri tempi, i signori feodali non esistevano più, e la dominazione del denaro doveva nascere. La metà degli uomini che popolavano la terra, vivevano in libera campagna: le città non li avevano ancora divorati. Io ho saputo queste cose da’ vecchi libri.... Vi era la nobiltà, non lo nego, ma il volgo conduceva allora una vita di amore e di fedeltà. E voi.... voi siete di quel tempo....
— Non era così.... ma non importa. Ed ora?
— Il guadagno accanito e le Città di piaceri! Oppure il servilismo, senza discrezione, senza onore.... la schiavitù!
— La schiavitù! — esclamò Graham.
— La schiavitù!
— Voi non pretenderete che gli esseri umani siano trattati come tante cose? Che siano schiavi nel vero senso della parola?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''Graham si ricorda''|249|riga=sì}}</noinclude>
— Peggio ancora: questo è ciò che voglio che sappiate, che vediate. So che lo ignorate, e che essi vi lasceranno nella vostra ignoranza.... Essi si propongono di condurvi in una Città di piaceri: ma voi avrete notato gli uomini, le donne, i ragazzi vestiti di tela azzurra, da’ volti smunti e dagli occhi spenti?
— Sì, dappertutto.
— ...il loro dialetto orribile, grossolano, insterilito?
— L’ho udito.
— Ecco gli schiavi.... i vostri.... Sono gli schiavi della Compagnia del Lavoro che è la vostra proprietà.
— La Compagnia del Lavoro? Ma essa mi è nota. Ah! ora mi ricordo! L’ho veduta quando erravo per la Città dopo che tornò a splendere la luce.... grandi facciate, è vero, di un colore azzurro pallido dappertutto. È così realmente?
— Sì: ma come fare per spiegarvelo? Naturalmente l’uniforme azzurra vi ha colpito, poichè quasi un terzo della popolazione la indossa.... ed ora delle reclute sempre più numerose, la portano ogni giorno. La Compagnia del Lavoro è aumentata impercettibilmente.
— Che cos’è questa Compagnia del Lavoro? — domandò Graham.
— Al tempo vostro, che cosa ne facevate di coloro che morivano di fame?
— Vi era la {{Spaziato|workhouse}}, gli asili del lavoro.... patrocinata dalle parrocchie, dai comuni.
— La {{Spaziato|workhouse}}! Sì! Va bene.... Nelle nostre lezioni di storia.... Ora mi ricordo. La Compagnia del Lavoro ha fatto sparire la {{Spaziato|workhouse}}! Essa si è edificata in parte.... sopra un’associazione.... forse ve ne ricordate.... su un’organizzazione religiosa chia-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|250|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
mata «l’Esercito della salute» che poi divenne una compagnia di affari. In primo luogo essa fu quasi una pia istituzione di carità per salvare il popolo dai rigori della {{Spaziato|workhouse}}. Ma, ora che ci penso, essa fu una delle prime possessioni che acquistarono i vostri commissari. Essi acquistarono l’Esercito della salute e lo ricostruirono sotto la sua forma attuale. L’idea fondamentale era stata quella di dare del lavoro alle persone senza tetto.
— Sì.
— Ora non esiste più nè {{Spaziato|workhouse}}, nè rifugi, nè case di carità: esiste solo questa Compagnia: essa ha delle succursali dappertutto. Il suo colore è l’azzurro, ed ogni uomo, ogni donna, ogni ragazzo che, estenuato di forze e morente di fame, non ha più nè focolare, nè amici, nè risorse, è obbligato, alla fine, di rivolgersi alla suddetta Compagnia.... o di cercare una maniera qualunque per morire. Ora, l’eutanasia non è nei loro mezzi: per i poveri non c’è nessuna morte facile. E ad ogni ora del giorno e della notte, vi è da sfamarsi, da dormire e un’uniforme azzurra per tutti.... questa la condizione principale della costituzione della Compagnia.... e in cambio di un giorno d’alloggio la Compagnia toglie una giornata di lavoro, poi rende al visitatore il proprio vestito e lo mette alla porta.
— Davvero?
— Tutto ciò non vi sembra terribile? Al vostro tempo tante persone morivano di fame per la strada. Triste fine, è vero, ma almeno esse morivano rimanendo sempre uomini, mentre questa gente vestita d’azzurro... V’ha un proverbio che dice: «Una volta la tela azzurra, sempre la tela azzurra». La Compa-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''Graham si ricorda''|251|riga=sì}}</noinclude>
gnia fa un commercio sul loro lavoro e per questo si interessa d’assicurare ad essi perpetuamente del lavoro. I derelitti si presentano, morenti di inedia e senza alcuna risorsa: essi sono nutriti per un giorno, dormono durante una notte, quindi se ne vanno. Se hanno lavorato bene, ricevono qualche soldo.... tanto da permettersi di andare ad un teatro o entrare in una sala da ballo a buon mercato, o al cinematografo, a pranzare o a giuocare. Quando hanno speso il loro denaro, tornano a errare qua e là: la mendicità è severamente proibita dalla polizia. E del resto nessuno è prodigo. Essi si fanno un’idea di ciò che sarà il giorno dopo.... e l’altro ancora.... ricondotti dalla stessa incapacità della prima volta. Alla fine i loro vestiti diventano vecchi, o i loro cenci così meschini da averne vergogna. Allora è necessario che lavorino per dei mesi se vogliono avere dei vestiti nuovi. Un gran numero di bambini nascono sotto l’autorità della Compagnia. In cambio delle cure che ha ricevuto, la madre deve alla Compagnia stessa un mese di lavoro; quindi i ragazzi sono allevati e educati fino a quattordici anni, dopo di che, essi devono fare due anni di servizio. Voi potete esser sicuro che quei fanciulli sono anticipatamente condannati a portare per sempre la tela azzurra. Ed è così che la Compagnia funziona.
— E non vi sono indigenti nella città?
— Nessuno. Coloro che potrebbero esserlo, sono o vestiti di tela azzurra o in prigione.
— E se non vogliono lavorare?
— Quando son caduti in quelle mani, la maggior parte di essi, acconsente a lavorare e la Compagnia dispone, del resto, di alcuni mezzi di correzione. Essa applica un sistema di penalità: soppressione di ogni<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|252|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude>
alimento e che so io? Inoltre, colui che rifiuta una volta di lavorare, è denunziato nel mondo intero, a tutte le succursali della Compagnia che ricevono il suo contrassegno e l’impronta de’ suoi pollici. E poi, qual povero diavolo potrebbe lasciar la Città? Ci vogliono due leoni per andar fino a Parigi. Per i casi d’insubordinazione vi sono le prigioni.... oscure e miserabili, in basso, invisibili nelle profondità. Vi sono tanti motivi per i quali quei disgraziati vengono imprigionati.
— E un terzo della popolazione porta la tela azzurra?
— Più di un terzo. Lavoratori miserabili che vivono senza nessun orgoglio, senza gioia, senza speranza, sentendosi risuonar nelle orecchie tutti i racconti delle Città di piaceri come una derisione per la loro esistenza obbrobriosa, per le loro privazioni, per le loro fatiche.... troppo poveri perfino per procurarsi una morte dolce, il rifugio del ricco contro la vita..... persone innumerevoli, mute, oppresse, mutilate, schiacciate da un capo all’altro della terra, non conoscendo della vita che le privazioni e la insoddisfazione de’ loro desiderii..... così nascono, vivono e muoiono. Ecco lo stato a cui siamo arrivati.
Ella tacque, e Graham rimaneva colla testa bassa, profondamente afflitto e oppresso.
— Ma la rivoluzione è venuta, — disse finalmente. — Tutte queste cose cambieranno.... Ostrog....
— Era la nostra speranza, la speranza del mondo intero: ma Ostrog non farà nulla.. Per lui le cose debbono restare come sono: poco gl’importa. Egli trova tutto ciò assai naturale. Tutte le persone ricche, influenti, tutte le persone felici giungono ad ammettere perfettamente la necessità di tali<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |417|riga=s}}</noinclude>render ragione dell’oltraggio fatto dalla pubblica cattedra al patriottismo dei suoi studenti, non che dell’intiera Università.
::» Roma, 2 Marzo 1861.
{{a destra|» ''Gli Studenti dell’Università Romana''».}}
Ai 24 di febbraio fu scritto, con vernice, per varie contrade di Roma, «Viva Vittorio Emanuele».
Ai 27 di febbraio, dentro al palazzo Altieri, furono sparse varie coccarde tricolori.
Gli ospiti alloggiati al Quirinale sono 116. Pranzano in sette tavole, secondo i diversi gradi, colla spesa di scudi 1200 al giorno (mille e duecento).
Il re {{Wl|Q206223|Francesco II}} ricevette i cardinali, i ministri pontifici e l’alta nobiltà romana.
Egli esce talvolta a piedi, in compagnia di qualche gentiluomo.
S’ignora tuttora l’epoca della di lui partenza.
Si lavora alacremente per armamenti di truppe pontificie, ed ultimamente {{Wl|Q643364|monsignor De Merode}} ordinò si mettessero in pronto scuderie per altri 500 cavalli.
Monsignor De Merode, ministro delle armi, attende, con molta attività, ad organizzare una nuova armata pontificia.
Formò un campo presso S. Paolo, fuori delle mura per esercitare l’artiglieria.
Intanto che si promovono arruolamenti, molti giovani romani, tutto giorno, si avviano verso la Sabina per prendere servizio nell’armata italiana.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |429|riga=s}}</noinclude>interno tra componenti l’ospedale, due o tre pugnali, una pistola con munizione e polvere. Osservarono, inoltre, sui muri, irriverenti e sediziose iscrizioni, tra le quali «M.... a Pio IX, Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia».
La perquisizione durò sino a notte e si sequestrarono molte carte.
Non si procedette all’arresto di alcuno perchè queste furono le superiori disposizioni.
Del resto, lo scopo principale della operazione era di trovare gli indirizzi che girano per Roma, l’uno diretto a Napoleone per far cessare l’attuale stato di cose, l’altro a Vittorio Emanuele perchè, senza ulteriore indugio, venga a Roma.
''11''. — Nella mattina dei 5 corrente, per la città, si trovarono attaccate ai muri ed a qualche obelisco coccarde tricolori.
Il modo fu ingegnoso poichè erano lunghe fettuccie bianco-rosso e verde raccomandate alla creta. Tali pallottole, gittate facilmente ed attaccantisi alle pareti altissime, si trovò difficoltà di abbassarle.
Se ne rinvennero agli obelischi della Trinità dei Monti, di piazza Navona, alle facciate delle chiese di S. Apollinare, di S. Eustachio, ecc.
Da vario tempo, nei teatri gli spettatori applaudono strepitosamente a qualsiasi concetto o parole in senso italiano.
Ai 7 corrente, al teatro Valle, vi fu la serata a beneficio dell’attore {{Wl|Q3839321|Bellotti-Bon}}. Alla fine furono gettati sul palco due mazzi di fiori, l’uno bianco e l’altro rosso.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |433|riga=s}}</noinclude>{{Pt|vunque,|dovunque,}} coccarde italiane e stemmi di Vittorio Emanuele a centinaia, con sonetti analoghi, non che grida strepitosissime di «Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia, viva Napoleone, viva Garibaldi, viva l’Italia».
I plaudenti promotori, che erano sul fine della sala, si calcolarono a 150.
Varie signore si videro ornate dei colori italiani e si unirono ad applaudire.
Il cardinale Altieri, che assisteva all’accademia, in qualità di presidente, fuggì sgomentato, ed alcuni soci imitarono il suo esempio.
La rappresentazione fu interrotta; si annunziò che non si sarebbe proseguita, e poco dopo la sala si vuotò tranquillamente.
La Polizia ora agisce energicamente per conoscerne i promotori<ref>Simile, ma più solenne, dimostrazione liberale si fece, in quei giorni, all’Accademia Filarmonica, che oggi si vanta della presidenza onoraria di S. M. il Re, onde fu chiusa, poco dopo, per ordine diretto di Pio IX</ref>.
In seguito alla perquisizione fatta nell’ospedale di S. Spirito, nel giorno 4 maggio, molti medici e chirurgi si trovarono compromessi.
Ultimamente, la Polizia determinò di esiliare i forestieri e vincolare di precetto i Romani.
Negli scorsi giorni eguale perquisizione, ma senza risultati, venne eseguita nell’ospedale di S. Giacomo in Augusta.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|434|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
Nella mattina dei 27 prossimo passato, alla Trinità de’ Monti, sulla facciata della Chiesa, in mezzo alle due armi pontificie, fu inalberata una grande bandiera tricolore.
''4''. — In seguito alla dimostrazione avvenuta nella accademia filodrammatica, la sera dei 25 dello scorso maggio, nella quale si fece uso di cardellini ed uccelli di varie specie, con nastri tricolori, i quali cardellini soglionsi vendere pubblicamente, la Polizia stimò opportuno di ordinare che ne venisse proibita la vendita e, nel caso, che fossero ridonati a libertà.
Così pure le palombelle, le quaglie e gli storni.
Nella mattina dei 5 corrente un ignoto sacerdote, trovando sulla {{Wl|Q3457157|piazza della Rotonda}} una gabbia di uccelli da vendersi, ne acquistò per 70 bajocchi, e quindi, aperta la gabbia stessa, lasciando loro il volo, disse: «Riacquistatela intanto voi la libertà, che poi l’avranno gli altri».
''8''. — Il giorno 2 corrente, essendo stato dedicato alla festa nazionale del regno italico, la Polizia pontificia prese varie precauzioni.
Fin dal giorno 29 di maggio, dispose che si facessero visite notturne nelle locande ed agli affitta-camere per sorprendere qualche profugo fazioso che si ebbe sentore potesse essere rientrato in Roma, fogli incendiarii, ecc.
In seguito a ciò, si procedette a molti arresti e, nel giorno 1° del corrente, gli arrestati sommavano a 140.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |435|riga=s}}</noinclude>
Nello stesso giorno, 1° corrente, si mandarono zuavi, con militi di altri corpi, fuori delle porte, formanti posti avanzati.
Si concentrarono in Roma altri gendarmi, richiamati dalla Comarca, e si rafforzarono e moltiplicarono pattuglie.
Nelle ore pomeridiane alcune compagnie francesi occuparono piazza Colonna e formarono fasci di armi.
Il Comitato italiano romano pubblicò un ordine a stampa, in data del 1° corrente, col quale, esortando ad astenersi da qualsiasi dimostrazione, consigliava a sovvenire, invece, sul suo esempio, famiglie indigenti tanto dell’uno quanto dell’altro partito.
Poco dopo partiti i Francesi, fu attaccata una bandieretta tricolore al palazzo di Piombino.
Nella notte i gendarmi perlustrarono accuratamente tutta la città, e si può dire che non vi fosso portone dove non si nascondesse forza.
Non pertanto, nel mattino, si trovò il palazzo di Venezia tempestato di piccole bandierette, attaccate col solito mezzo della creta{{ec|,|.}}
Sulla via di Borgo furono attaccate varie iscrizioni di «Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia».
Sulla facciata e campanile di S. Maria Maggiore furono inalberate bandiere tricolori.
Nelle ore pomeridiane i Francesi rinnovarono il solito apparecchio militare in piazza Colonna.
Numerose pattuglie perlustrarono il Corso.
Il giorno 2 corrente, solennizzandosi per le chiese la chiusura del mese Mariano, per prudenza, {{ec|si si|si}} tralasciò di cantare il ''Te Deum''.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|436|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
Monsignor Borromeo, però, volle che in quella di S. Carlo al Corso venisse solennemente cantato.
Ecco il proclama del Comitato nazionale:
::«Romani!
«Per volontà del Parlamento e per Decreto del Governo del Re, sarà d’ora in avanti sacra alla Patria redenta la prima Domenica del mese di Giugno. S’approssima il primo di questi giorni memorabili che ricorderanno ai nostri posteri più lontani il risorgere di un gran popolo dopo secoli di sventure, che quasi l’intiera Italia da un capo all’altro lo festeggia colla gioia di un popolo libero, benedicendo a Dio, al Re, a quanti soffersero, a quanti morirono per essa, a quanti coll’ingegno e col braccio concorsero ad affrancarla dal servaggio nostrale e straniero.
» Il vostro Comitato Nazionale sarebbe lietissimo, o Romani, di potervi invitare a manifestare con segni esteriori la gioia a cui partecipa l’animo vostro. Ma lo stato deplorabile a cui siete ridotti in nome del Dio delle Misericordie, il rispetto che per gratitudine dovete ai soldati di una Nazione amica, i quali per una fatale necessità sono ancora costretti a puntellare un Governo che disprezzano, comprimendo un popolo che amano e stimano, hanno invece consigliato al vostro Comitato di esortarvi a rimaner tranquilli, astenendovi da qualsivoglia publica dimostrazione. D’altronde nello stato attuale di servaggio a cui Roma è tuttavia condannata, le publiche dimostrazioni non valendo che una protesta contro il Governo oppressore, il Comitato ha creduto che, dopo le<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |437|riga=s}}</noinclude>molte da voi fatte al compiersi dei maggiori avvenimenti del risorgimento nazionale, sarebbe per lo meno inutile, a migliorare la vostra situazione il provocarne una nuova nello stato presente delle cose.
» Qualunque dimostrazione poi perderebbe pregio a fronte della solenne manifestazione de’ vostri desiderii testè fatta con bella prova di coraggio civile in faccia ai vostri oppressori, sottoscrivendo in numero di oltre {{sc|diecimila}}, le due petizioni al Re d’Italia ed all’Imperatore dei Francesi per la liberazione di Roma.
» Romani! Mentre il vostro Comitato vi ringrazia sin da ora di aver così bene corrisposto alla fiducia che avea di voi, è lieto di potervi annunziare che, a solennizzare la festa nazionale, la presentazione della petizione al Magnanimo nostro Re, sarà fatta probabilmente nel giorno 2 del prossimo Giugno. Roma divisa dalla Nazione, soggetta, suo malgrado, a gente straniera per istinto, ridotta allo squallore e prossima all’estremo della miseria, non potrebbe in miglior modo solennizzare la santità di quei giorno: è dovere che essa si compiaccia della prosperità nazionale traendone speranza a parteciparvi, ma non deve mentire il proprio stato atteggiandosi a festa.
» Una sola cosa, o Romani, può ancora concorrere per parte vostra, a santificare il giorno solenne; e questa è l’esercizio di una virtù cristiana e cittadina, l’esercizio della carità. Il Comitato ha stanziato sui proprii fondi una somma da distribuirsi alla classe indigente; ma Egli fa un dovere a chiunque<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|438|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>fra voi od abbia più del bisogno, o possa ai proprii bisogni sottrarre qualche cosa, fa un dovere di soccorrere ai miserabili, senza distinzione di partiti. Mostrate col fatto che la libertà è virtù, e che ama il prossimo chi ama la Patria.
» Del resto, il vostro Comitato vi esorta a rimaner quieti e tranquilli; e voi non temete che la quiete, in un momento che è pur solenne, possa rimproverarvisi come una viltà. Rigettate sdegnosamente da voi chi l’osasse: egli sarebbe od un nemico scaltro, o un amico dissennato.
» Il sacrifìcio che chiede a voi l’Italia è il sacrificio della pazienza, che non è certo il meno difficile a compiersi, nè il meno meritorio. L’avete saputo compiere sino ad ora e l’Italia ve ne è grata. Che se per l’avvenire dovesse chiedervene anche maggiori prove voi dovrete darle, voi saprete darle.
» Ricordatevi, o Romani, che per voto unanime della Nazione, la vostra Città nativa è chiamata ad essere la prima fra le grandi Città italiane: voi col vostro contegno, col vostro senno, coi vostri sacrifìcii, dovete mostrare che la Nazione non si è ingannata, che Roma è degna dei grandi destini che l’attendono.
::»Roma, 30 maggio 1861.
{{a destra|» ''II Comitato Nazionale Romano''».}}
Come è noto a tutti, il principe di Piombino fu uno dei primi a firmare gli indirizzi a Napoleone e Vittorio Emanuele per sollecitare l’unità italiana.
Il Papa, negli scorsi giorni, chiamò a sè il principe e gli diresse alcuni rimproveri su tale oggetto.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |439|riga=s}}</noinclude>
Si dice che il principe gli rispose aver egli ciò fatto nella convinzione di apportar vantaggio anzichè danno alla religione ed allo Stato.
La Polizia intimò ai caffettieri, sotto pena di arresto, di non fare contemporaneamente i sorbetti di limone, fragola o lampone, e pistacchio, formanti i tre colori.
Eziandio, per lo stesso oggetto, furono diffidate le cuffiaie, per i nastri, ecc.
''11. — Beneficiata nel Teatro Alibert nella sera degli 11 giugno, 1861:''
«Nella sera degli 11 corrente, nel teatro d’Alibert, ebbe luogo la beneficiata per la prima ballerina Ernestina Wuthier.
» Il concorso fu tale che il vastissimo teatro presentò l’insolito spettacolo di essere riboccante di spettatori, e tutti di civile condizione.
» Platea pienissima con due cordoni in piedi. Nessun palco vuoto, compreso il quinto e sesto ordine.
» All’apparire della ballerina, applausi strepitosissimi e prolungati, un agitar di fazzoletti e copiosa offerta di mazzi e ghirlande di fiori.
» Posteriormente, nuovi applausi vivissimi con altrettanti mazzi con nastri pregevoli.
» Quindi altri con i colori distinti bianco-rosso e verde, e, tra questi, uno grandioso, avente la croce di Savoia nel mezzo, non che una ghirlanda, con lungo nastro colorato e con le iniziali V. V. E. (Viva Vittorio Emanuele), dalla ballerina graziosamente raccolto. Sopra il mazzo dov’era la croce di Savoia,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|440|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>impresse un bacio e, con esso tra le mani, ringraziando reiteratamente, pose il colmo alla universale simpatia per l’artista benemerita.
» Allora gli applausi divennero più fragorosi, l’entusiasmo frenetico, ed una voce sorse dalla platea che gridò: «Viva l’Italia, viva Vittorio Emanuele».
» Gli spettatori aderirono al grido ripetendolo, e la dimostrazione prese il pieno aspetto politico.
» In tale stato di cose, la Polizia mandò in teatro alcuni gendarmi in platea (aventi alla testa il brigadiere Cannella), che lo percorsero a passo lento per il canale di mezzo.
» Alla loro comparsa, si proruppe in fischi, urli, e grida di ''Infami, traditori, passa via'', e, contemporaneamente, prevalse una unanime ed istantanea deliberazione di sgombrare la platea.
» In pochi minuti questa si rese deserta ed i gendarmi rimasero padroni delle panche e quasi soli spettatori del seguito del ballo, tra un sepolcrale silenzio, e di cui non restavano che gli ultimi due atti. Così che, veduta la inutilità delle insolite posizioni occupate nel centro, pian piano si accantonarono e quindi si ritirarono.
» Lo spettacolo terminò tranquillamente e si rinnovarono applausi alla ballerina.
» I fiori offerti alla beneficiata furono in tanto numero da empirne un carro.
» Il teatro, per ordine superiore, fu chiuso».
''15''. — Nel mattino dei 9 corrente, per la via del Corso, si trovarono coccarde tricolori in tanta quantità che fu d’uopo raccoglierle colla scopa.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |441|riga=s}}</noinclude>
Si sparse voce che nella sera avrebbe avuto luogo un’altra dimostrazione politica. Quindi si adottarono misure preventive ed i gendarmi rimasero fino a notte avanzata in numerosi appostamenti, specialmente per la via del Corso.
Nulla si verificò.
Si dice che il Comitato italiano romano invitò ad un lutto di tre giorni per la morte del conte di Cavour (avvenuta il 6 del corrente), cioè dei giorni 8, 9 e 10, consistente nell’astenersi dai pubblici spettacoli e nel passeggio per il Corso nella domenica 9 corrente.
Infatti, nelle indicate tre sere, i teatri furono quasi vuoti, come del pari il Corso.
La ballerina di Alibert, Ernesta Wuthier, che è in fanatismo per l’abilità e pei principii liberali, aveva avvisato il pubblico, da tre giorni, che avrebbe avuto luogo la sua beneficiata la sera dei 10 corrente.
Per il lutto di Cavour si astenne dal ballare nelle sere dei 9 e 10 corrente col pretesto di essere incomodata, e trasportò la sua beneficiata alla sera degli 11.
Nella mattina dei 10 corrente, alle ore 8 antimeridiane, partì da Roma il principe di Piombino.
La Polizia adottò alcune precauzioni temendo qualche dimostrazione. Molti gendarmi perlustrarono le vicinanze del suo palazzo, il Corso e specialmente la porta del Popolo.
Però, fuori della medesima andarono molte carrozze ed altri individui a piedi per salutarlo.
Si dice che, per ordine Sovrano, gli fu proposto di ritrattarsi legalmente per la firma apposta agli<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|442|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>indirizzi italici, altrimenti il di lui passaporto sarebbe stato vincolato pel rimpatrio. Egli ricusò e parti col vincolo, che si dice fosse soltanto verbale, che, cioè, volendo tornare in patria, dovesse farne analoga domanda.
Del resto, essendo a tutti noto che, oltre a molti avvocati, medici, particolari, abbiano sottoscritto gli indirizzi anche il duca Fiano, il principe Pallavicini, il duca di Sermoneta, così si sparse voce che anche questi ultimi, volendo partire, anderanno soggetti alle stesse formalità del principe di Piombino.
Il Comitato nazionale romano, in data dei 9 corrente, partecipò la morte del conte di Cavour, esortando a non perdersi di coraggio come dall’annesso foglio a stampa:
::«Romani!
«Una grande sciagura ha percosso la nostra patria, e il cuore d’ogni vero italiano piange oggi lagrime amarissime sulla tomba del conte di Cavour.
» L’Italia ha perduta la sua gloria più bella, la mente più vasta ed illuminata, quella che tutta Europa le invidiava, ha perduto il più operoso dei suoi figli, l’edificatore della sua indipendenza ed unità nazionale; e questa vita preziosa si è spenta ad accrescere il serto dei nostri martiri.
» Sì, il conte di Cavour è caduto martire della sua infaticabile operosità per la patria, martire delle infinite veglie patite, dei mille travagli sostenuti per l’attuazione del gran concetto italiano,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |443|riga=s}}</noinclude>delle lotte acerbe incontrate, per reggere e condurre a fine la grande impresa. E quando l’impresa era compita, quando appunto l’Italia festeggiava la sua liberazione dovuta massimamente al senno di lui, quando già s’incamminava al Campidoglio, ecco la morte lo rapisce all’amore dell’Italia, lo trasporta a riposare eternamente nei seno di Dio! Simile a Mosè, potè liberare il suo popolo dalla servitù straniera, potè condurlo sui limiti della terra promessa, ma gli fu vietato l’entrarvi, pago della certezza che quel popolo avrebbe avuta una patria, e sarebbe giunto al grado di grande e prospera nazione.
» Romani! il conte di Cavour è morto, ma non muore con esso l’opera sua: grazie al cielo, alla Italia non mancano menti capaci ed anime forti per coronare l’edifizio da lui innalzato. Lungi dalle intemperanze e dalle fiacchezze, l’Italia camminerà in quella stessa via, percorsa tanto gloriosamente sotto la sua condotta, e giungerà in breve e felicemente alla meta. Tocca a noi, al nostro senno e coraggio aiutare il compimento del nostro riscatto. Piangiamo sì, e dimostriamo pure il nostro dolore; ma rammentiamoci che la morte di Cavour con tutta la sua vita, e con dieci anni di governo della cosa pubblica, ci lascia un grande esempio di costanza, d’annegazione, di pazienza, di sacrificio, di volontà indomabile per raggiungere lo scopo prefisso.
» A noi dunque, o Romani, l’imitarlo efficacemente. Nell’estrema prova che ci si prepara sappiamo essere forti, prudenti, pronti ad ogni azione, ad ogni sacrificio e proviamo al mondo che il conte di Cavour<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|444|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>fu dono speciale del cielo all’Italia nostra, ma fu dono meritato, poiché gl’italiani erano degni al fine d’uomo sì grande.
::» Roma, 9 giugno 1861.
{{a destra|» ''II Comitato Nazionale Romano''».}}
Nel giorno 13 corrente venne arrestato, per cose politiche, un Francesco Benzi, ex-impiegato, dimesso dalla censura.
Nel giorno 15 corrente morì Ignazio Freschi, notissimo pizzicagnolo, incontro a S. Carlo al Corso, uno fra i più caldi papalini.
Un bell’umore andò a Porta-Leone, dove si portano le bestie morte, e denunciò che era morto un somaro e che perciò andassero a caricarlo; per tale effetto lasciò l’indirizzo della casa del Freschi.
Temendosi che il cadavere fosse fischiato, se ne fece il trasporto il giorno 16, alle 4 pomeridiane, colla sorveglianza della Polizia.
Nella sera dei 16 tornò ad agire il teatro Alibert. Mezz’ora prima dell’''Ave-Maria'', quaranta gendarmi passarono da piazza Colonna, e quindi, imboccando per il Corso, si recarono, a passo militare, ad occupare, preventivamente, il teatro.
Naturalmente, si declamò che fosse un ''quid-simile'' della dimostrazione fatta altra volta dal boia a porta Pia.
Lo spettacolo ebbe luogo. Platea piena. Applausi strepitosissimi e prolungati. Grida di brava e di ''bis'' che fu accordato in una parte.
Dei gendarmi pochi erano visibili; ma sembra che ve ne fosse un centinaio.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|444|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>fu dono speciale del cielo all’Italia nostra, ma fu dono meritato, poichè gl’italiani erano degni al fine d’uomo sì grande.
::» Roma, 9 giugno 1861.
{{a destra|» ''II Comitato Nazionale Romano''».}}
Nel giorno 13 corrente venne arrestato, per cose politiche, un Francesco Benzi, ex-impiegato, dimesso dalla censura.
Nel giorno 15 corrente morì Ignazio Freschi, notissimo pizzicagnolo, incontro a S. Carlo al Corso, uno fra i più caldi papalini.
Un bell’umore andò a Porta-Leone, dove si portano le bestie morte, e denunciò che era morto un somaro e che perciò andassero a caricarlo; per tale effetto lasciò l’indirizzo della casa del Freschi.
Temendosi che il cadavere fosse fischiato, se ne fece il trasporto il giorno 16, alle 4 pomeridiane, colla sorveglianza della Polizia.
Nella sera dei 16 tornò ad agire il teatro Alibert. Mezz’ora prima dell’''Ave-Maria'', quaranta gendarmi passarono da piazza Colonna, e quindi, imboccando per il Corso, si recarono, a passo militare, ad occupare, preventivamente, il teatro.
Naturalmente, si declamò che fosse un ''quid-simile'' della dimostrazione fatta altra volta dal boia a porta Pia.
Lo spettacolo ebbe luogo. Platea piena. Applausi strepitosissimi e prolungati. Grida di brava e di ''bis'' che fu accordato in una parte.
Dei gendarmi pochi erano visibili; ma sembra che ve ne fosse un centinaio.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |445|riga=s}}</noinclude>
Essendo stati proibiti i fiori, nessun mazzo fu tirato alla ballerina.
Si rimarcò che gli applausi avvenivano più vivi allorquando danzava con la sciarpa ''bleu'', la quale di notte sembra verde, e che si armonizzava coi colori della bandiera italiana.
''16''. — Ieri il crocifisso del Colosseo fu trovato adornato con fiori tricolori.
''1° Luglio''. — Nella sera dei 28 giugno ebbe luogo la solita illuminazione della Cupola di S. Pietro.
In quella seguente vi fu la girandola sul monte Pincio.
Nel momento che la forza era intenta a mantenere il buon ordine nella piazza del Popolo, alcuni faziosi penetrarono in un casamento in costruzione, incontro al Corso, ed attaccarono un quadro trasparente, incastrandolo ad uno dei fenestroni, rappresentante Vittorio Emanuele nell’atto di essere incoronato sul Campidoglio e colla iscrizione: «Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia, viva Napoleone III». Quindi, appena terminata la girandola, accesero un bengala bianco per rischiararlo.
Naturalmente, alla vista di ciò, la popolazione fece plauso, e sei gendarmi, che se ne avvidero, cercarono di abbattere il quadro; ma, non riuscendovi, si limitarono a lacerarlo.
Quei gendarmi, con tanti altri che sopraggiunsero, furono presi a fischiate.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|446|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
Allora denudarono le sciabole, e, senz’altro, le volsero indistintamente sul popolo menando colpi decisivi. Il popolo rispose con bastonate, sassate e pugnali, e ne derivò un conflitto nel quale furono varii feriti, contusi, ecc.
In Alibert vi è la sola musica e vi canta un Agostino Dall’Armi (marito della brava Ponti, prima cantante), discreto tenore.
Questi, in faccia all’Italia, commise il grave delitto che, mentre altri cantanti ''italiani'' ricusarono di scritturarsi per i teatri di Trieste e Venezia, egli accettò. Si ebbe applausi in passato.
I liberali romani vollero rimproverargli la condotta tenuta, e, appena si presentò sulle scene, lo accolsero con strepitose fischiate, che furono continuate sino alla fine, ad ogni aria che cantò.
Vi era molta gendarmeria, birraglia e Francesi con fasci d’armi.
Circola per Roma un foglio di soscrizione per un monumento a Cavour<ref name=p472>Ecco il programma di sottoscrizione pel
{{Centrato|''Monumento Nazionale''<br/>''Al Conte Camillo Benso di Cavour.''}}
{{spazi|6}}«Questa commozione vivissima d’ogni parte d’Europa, questo tributo d’un compianto unanime al sommo Italiano che la morte ci ha rapito, dimostrano che per l’umanità la scomparsa di un grande uomo non è meno sentita e meno acerba della scomparsa di un gran popolo. Vi è qualche cosa di profondamente comune fra i destini di un paese e quelli dell’uman genere.
{{spazi|6}}» Oh non potremo piangere abbastanza sopra questa tomba che così di subito, così prematuramente, e nel meglio del bisogno, ha inghiottito tanta nostra gloria e tanta nostra speranza!</ref>.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|446|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
Allora denudarono le sciabole, e, senz’altro, le volsero indistintamente sul popolo menando colpi decisivi. Il popolo rispose con bastonate, sassate e pugnali, e ne derivò un conflitto nel quale furono varii feriti, contusi, ecc.
In Alibert vi è la sola musica e vi canta un Agostino Dall’Armi (marito della brava Ponti, prima cantante), discreto tenore.
Questi, in faccia all’Italia, commise il grave delitto che, mentre altri cantanti ''italiani'' ricusarono di scritturarsi per i teatri di Trieste e Venezia, egli accettò. Si ebbe applausi in passato.
I liberali romani vollero rimproverargli la condotta tenuta, e, appena si presentò sulle scene, lo accolsero con strepitose fischiate, che furono continuate sino alla fine, ad ogni aria che cantò.
Vi era molta gendarmeria, birraglia e Francesi con fasci d’armi.
Circola per Roma un foglio di soscrizione per un monumento a Cavour<ref name=p472>Ecco il programma di sottoscrizione pel
{{Centrato|''Monumento Nazionale''<br/>''Al Conte Camillo Benso di Cavour.''}}
{{spazi|6}}«Questa commozione vivissima d’ogni parte d’Europa, questo tributo d’un compianto unanime al sommo Italiano che la morte ci ha rapito, dimostrano che per l’umanità la scomparsa di un grande uomo non è meno sentita e meno acerba della scomparsa di un gran popolo. Vi è qualche cosa di profondamente comune fra i destini di un paese e quelli dell’uman genere.
{{spazi|6}}» Oh non potremo piangere abbastanza sopra questa tomba che così di subito, così prematuramente, e nel meglio del bisogno, ha inghiottito tanta nostra gloria e tanta nostra speranza!<br/></ref>.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |447|riga=s}}</noinclude>
Nelle scuole del collegio romano vi sono ragazzi studenti di vario colore politico, e spesso si verificano attriti, questioni.
<ref follow="p472">
{{spazi|6}}» Se il morire è proprio di tutto quello che nasce, è sovrumana cosa il risorgere. E coloro che con l’opera del senno o della spada si fanno aiutatori e braccio di un popolo risorgente, rimangono per noi quasi la personificazione immortale di quel divino spirito che sparge dappertutto la vita. <br/>
{{spazi|6}}» Più d’altri fu serbata al Conte di Cavour questa personificazione sublime nella rediviva nostra patria. Massimamente per opera di lui echeggiò di nuovo alla vista del porto l’antico saluto ''Italiam, Italiam'': per lui alle vecchie ed umiliate bandiere della città, sempre sorelle e sempre divise, fu sostituito raggiante di fede e di amore, raggiante di un avvenire indefettibile, il trionfale vessillo della nazione, che la sua gagliarda mano era omai per piantare sulla cima invocata del Campidoglio! Ahi che la gramaglia doveva circondare quel vessillo augurale! Tutto un popolo prima di ricongiungersi nell’antica Roma, si trova ricongiunto dallo stesso dolore intorno ad una bara: e quella corona che, assai più pura e solenne degli allori dei Cesari, Roma novella aveva apparecchiato per la fronte del maggiore cittadino d’Italia, ora è deposta sul capo di un estinto. <br/>
{{spazi|6}}» Ma se {{sc|Camillo di Cavour}} è scomparso, pensiamo che la nostra speranza, invece di spegnersi, vuol raddoppiarsi sul suo stesso sepolcro. Facciamo che sulla traccia imperitura del grande uomo si avanzi animoso il passo di un gran popolo. Ed allora la Provvidenza moltiplicherà sul cammino di questo popolo il numero degli nomini grandi. <br/>
{{spazi|6}}» Al successore di Cavour ed al Parlamento si appartiene di recare al designato termine il colossale edificio della italica redenzione e della italica unificazione.<br/>
{{spazi|6}}» Appartenga a noi di trarre dal sepolcro del grande defunto i nostri auspici immortali: e continuare per essi il culto di un uomo che le altre genti c’invidiarono, il culto di un nome che sarà omai inseparabile da quello d’Italia, e che nel presente compianto d’Europa contiene già la riverenza di tutti i secoli avvenire.</ref><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|448|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
Uno Scala, figlio dell’archivista del ministero dell’interno, si adornava di una cravatta bianco-gialla con la croce di S. Pietro, facendone pompa.
Due compagni, un Ramponi ed un Silvani, lo appostarono e gli diedero una scarica di bastonate<ref follow="p472">{{nop}}
{{spazi|6}}» E noi che le lontane età chiameranno avventurosi perchè contemporanei a quel Grande, noi che aspirammo le nobili emanazioni della sua mente, e lo secondammo con le emanazioni del cuor nostro, noi dobbiamo con un ricordo perenne tramandare ai posteri il segno di quell’intimo legame che ebbe l’Italia col suo statista, tanto nella vita che nella morte di lui. Roma era il punto eccelso a cui mirarono i sublimi e finali intendimenti di quel massimo instauratore dell’Italia, ed è doveroso che Roma si faccia iniziatrice di una nazionale contribuzione per un monumento di riconoscenza al defunto incomparabile.<br/>
{{spazi|6}}» Il ''Comitato Nazionale Romano'' si fa quindi a promuovere le contribuzioni per un monumento al Conte di Cavour da erigersi nel Campidoglio, od in qualunque altro luogo che sia per designarsi dal Parlamento Italiano.
<br/>
{{spazi|6}}» Esso Comitato s’incarica di raccogliere, per poi depositare nella Banca di Torino, le contribuzioni della città e paesi tuttora sottoposti al dominio pontificio, ed ha fiducia che le altre città divenute libere concorreranno unanimi alla impresa nel modo che stimeranno migliore.
<br/>
{{spazi|6}}» Sarà ricevuto, con la moneta del ricco e dell’agiato, anche l’obolo del povero. L’oblatore contradistinguerà la sua offerta con un motto o una cifra di convenzione, col quale motto o cifra verrà depositata nella già detta Banca e pubblicata nei giornali. Alla enunciata cifra o motto potrà l’oblatore sostituire il proprio nome a suo tempo.
<br/>
{{spazi|6}}» Le ulteriori norme per procedere alla raccolta delle oblazioni verranno pubblicate con altro avviso.
::» Roma, 9 giugno 1861.
{{A destra|''» Il Comitato Nazionale Romano»''.|margine=2em}}</ref><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |449|riga=s}}</noinclude>tale che dovette guardare il letto per varii giorni; e se non si fosse interposto un prete la cosa sarebbe andata peggio.
Il Ramponi, come non fosse fatto suo, tornò al collegio. Però, i Gesuiti lo fecero prendere dal loro facchino (agozzino) e gli fecero somministrare 20 nerbate.
Ambedue poi furono arrestati e tradotti al carcere politico di S. Michele.
''3 Agosto''. — Il confessore di Cavour, il padre {{Wl|Q55228183|Giacomo da Poirino}}, amministratore della parrocchia della Madonna degli Angeli di Torino, che è un frate francescano, fu chiamato a Roma. Egli venne fin dai 25 di luglio, e prese alloggio nel convento di S. Francesco a Ripa.
Dice a tutti che augura a sè stesso di poter fare la morte cristiana che ha fatto il conte di Cavour.
''10''. — Si dice, generalmente, che le deposizioni del padre Giacomo da Poirino, confessore di Cavour, non abbiano soddisfatto il Vaticano. Si aggiunge che si voleva da lui una dichiarazione colla quale, in sostanza, avesse confessato di essersi ingannato; ma ricusasse di farla.
Ai 2 del corrente partì da Roma.
''14 Settembre''. — I liberali avevano, preventivamente, conosciuto, che i soci delle dimostrazioni papaline per il giorno 8 di settembre preparavano una dimostrazione a Pio IX, nella circostanza che<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|450|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>questi si sarebbe recato alla solita cappella a S. Maria del Popolo.
Infatti, divisarono archi trionfali, bandiere, inni, bande musicali; ma, per quanto sembra, furono dissuasi da tanta ''eclatanza (sic)''.
Intanto, mentre alcuni papalini, nella notte precedente agli 8 corrente, ad ora avanzata, giravano per le principali contrade, garantiti da due gendarmi, a segnare per le mura «Viva Pio IX papa e re,» i liberali attaccarono una immensità di bandiere tricolori della lunghezza di circa un palmo e mezzo, e riempirono le strade principali di tanta quantità di piccolissimi pezzi di carta, aventi i tre colori, che la Polizia dovette mandare gli scopatori a raccoglierli.
Lo stabilimento dei Gesuiti, specialmente, fu tempestato di bandierette tricolori attaccate in alto, col solito mezzo della creta.
Una di queste fu attaccata sul filo elettrico che traversa il Tevere e Ripetta.
Però, la dimostrazione papalina ebbe anche il suo effetto e varii individui, tra cui ragazzi delle scuole notturne, spiegarono piccole bandiere bianco e gialle e furono avviati dietro la carrozza pontificia a gridare: «Viva Pio IX, pontefice e re».
Furono affisse varie iscrizioni italiane e latine, tra le quali la seguente:
{{Centrato|<poem style="font-style:italic; ">
Prædo gentium se levavit
Egressus est de loco suo
Et posuit, Pie, terram tuam in solitudinem.
Fiant pauci dies ejus
Et Regnum ejus accipiat alter.</poem>}}
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |451|riga=s}}</noinclude>{{nop}}
''21''. — Ai 18 corrente, anniversario della {{Wl|Q1887932|battaglia di Castelfidardo}}, si fecero solenni funerali nella Chiesa di S. Carlo al Corso.
Monsignor De Merode assunse l’incarico di tutto ed i cannonieri prepararono il grandioso palco di orchestra. Uno di quei disgraziati cadde e rimase gravemente ferito.
Sopra ed attorno al tumulo erano uniformi militari di ogni grado, di ogni corpo, spade, sciabole, fucili, palle di cannone semplici e rigate, trombette, mucciglie, tamburi, cipressi, ecc. Quindi, alcuni dissero che sembrava una bottega di rigattiere.
Vi erano 104 cantanti. La musica fu composta dal maestro Rolland, direttore del concerto dei dragoni.
Era profonda e breve.
Sulla porta della chiesa si leggeva:
<poem style="font-style:italic; text-align:center;">Ai martiri di Castelfidardo
Vittime della forza e del tradimento
Onore e gloria.</poem>
I liberali, al funerale di S. Carlo, avevano fatto la seguente satira:
<poem style="margin-left:8em; ">
:«Nella mente generale
Varii dubbi sono sorti
Se cotesto funerale
Sia per i vivi o per i morti ''(sic)''.
Molti a creder son proclivi
Che sia fatto per i vivi».</poem>
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |451|riga=s}}</noinclude>{{nop}}
''21''. — Ai 18 corrente, anniversario della {{Wl|Q1887932|battaglia di Castelfidardo}}, si fecero solenni funerali nella Chiesa di S. Carlo al Corso.
Monsignor De Merode assunse l’incarico di tutto ed i cannonieri prepararono il grandioso palco di orchestra. Uno di quei disgraziati cadde e rimase gravemente ferito.
Sopra ed attorno al tumulo erano uniformi militari di ogni grado, di ogni corpo, spade, sciabole, fucili, palle di cannone semplici e rigate, trombette, mucciglie, tamburi, cipressi, ecc. Quindi, alcuni dissero che sembrava una bottega di rigattiere.
Vi erano 104 cantanti. La musica fu composta dal maestro Rolland, direttore del concerto dei dragoni.
Era profonda e breve.
Sulla porta della chiesa si leggeva:
<poem style="font-style:italic; text-align:center;">Ai martiri di Castelfidardo
Vittime della forza e del tradimento
Onore e gloria.</poem>
I liberali, al funerale di S. Carlo, avevano fatto la seguente satira:
{{blocco centrato|<poem>
:«Nella mente generale
Varii dubbi sono sorti
Se cotesto funerale
Sia per i vivi o per i morti ''(sic)''.
Molti a creder son proclivi
Che sia fatto per i vivi».</poem>}}
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|452|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
I papalini conservatori avrebbero risposto:
{{blocco centrato|<poem>
:«L’opinione generale
Se a sconvolger siete forti,
Col dir fatto un funerale
Per i vivi e non pei morti;
Tutti a farvel siam proclivi
State certi, sebben vivi,
È certezza generale
Che oramai le vostre sorti
Son vicine al funerale
Ed allor vivranno i morti,
Quei che sono al mal proclivi
S’allontanino dai vivi».</poem>}}
''Rapporto delle carceri nuove sul condannato a morte {{Wl|Q3665456|Cesare Lucatelli}} <ref name=p478>Cesare Lucatelli venne arrestato la sera del 29 di giugno del 1861, in cui, come già fu narrato dal Roncalli, i carabinieri lacerarono il quadro trasparente posto dai liberali in Corso.<br/>
{{spazi|6}}Accusato d’aver ucciso il gendarme Velluti, dieci gendarmi offesi nella mischia, furono i soli testimoni ammessi dal tribunale; e questi, nelle loro deposizioni si contradissero. L’uffiziale francese, che ricevette il Lucatelli, inseguito da essi, depose «aver rinvenuto in tasca dei calzoni dell’uomo arrestato, che si annunziò per Cesare Lucatelli, un semplice coltello chiuditore, pulito: lo che provava non essersene servito; nè lo poteva, volendolo, perchè era ubriaco». ''(Storia del miserando fine di Cesare Lucatelli'',</ref>:''
{{centrato|(Sera dei 20 settembre 1861)}}
«Giusta le disposizioni di monsignor Benvenuti, Procuratore del Fisco e della R. C. Apostolica, si<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |453|riga=s}}</noinclude>è intimata la sentenza della S. Consulta alle ore 11 di questa sera a Cesare fu Antonio Lucatelli, romano, di anni 37, facchino, omicida del gendarme pontificio Francesco Velluti, per ispirito di parte.
{{nop}}<ref follow="p478">''vittima del potere clericale, compilata da Antonio Fiore di Trani''. Livorno, tipografia La Minerva, 1861).<br/>
{{spazi|6}}L’accusato, chiamato innanzi al giudice processante, narrò prima come avesse trascorsa la giornata, e poi soggiunse:<br/>
{{spazi|6}}«Questa è la pura verità, e siccome m’avete detto che dei testimoni hanno assicurato che io fui quello che uccisi il carabiniere, così, per provarvi che sono falsità, calunnie ed infamità io posso portarvi in confronto molti testimoni, che li smentiranno, e dichiareranno l’innocenza mia. Non posso dirvi altro, per non sapere altro, e lo giuro innanzi a questo crocifisso che ne deve giudicare tutti e due.<br/>
{{spazi|6}}» Al che il processante, con un’arte tutta ammaliatrice per la mente di un idiota, quale si era la sua vittima preconizzata con un sardonico sorriso d’inferno, lungi dal seguire il volere impostogli dalla legge, lungi dal rispondere adequatamente a quanto in pieno diritto Lucatelli domandava, rispose: ''essere a tutto provveduto''. «Non temete: il sacro tribunale è già pienamente convinto di quanto per pura coscienza deve deliberare: non temete, ripeto, e vi sarà fatta giustizia; anzi le vostre riprove potrebbero esserne d’impaccio, e la vostra sorte potrebbe cangiarsi di colore: perciò siate tranquillo, o presto ci rivedremo.<br/>
{{spazi|6}}» Ma la causa si tenne a porte chiuse; al Lucatelli si fu dato a difensore il Fisco che «si offriva idoneo all’accusa appostagli», e non vennero ammessi i testimonî a difesa. Fu detto al Lucatelli «da qualche pratico detenuto, che egli, prima della seduta, aveva diritto a far esaminare i suoi testimoni, non solo, ma che poteva farsi difendere da un avvocato di sua scelta, e non già dal Fisco, ''che è un prete''. Tutto questo il Lucatelli fece legalmente noto al tribunale, il quale per tutta risposta si servì del silenzio....» (Opuscolo, cit., pagg. 32-38).<br/>
{{spazi|6}}Il fisco, mutatosi, con molta coscienza, in difensore, conchiuse: «che l’accusato Cesare Lucatelli è reo convinto della uccisione del gendarme Velluti, vittima della ribellione provocata dallo</ref><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|454|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
» Egli, all’intimo cursorile dinanzi la conforteria delle carceri nuove, si è espresso che ne ringraziava e che era per accettare la condanna con tutto coraggio.
<ref follow="p478">stesso imputato Lucatelli. In conseguenza di che, il fisco, nel suo potere, e nella sua giustizia, trova insufficiente e di niun conto le riprove chieste dal giudicabile, mentre ogni estremo tentato dalla equità del Magistrato compilatore del processo fu infruttuoso e vano, quantunque si tenesse di mira volerlo trovare innocente, onde non addolorare l’animo nostro, in tanti tristi giorni di persecuzioni, nel doverlo condannare.<br/>
{{spazi|6}}» Quindi null’altro ammettendo, il sacro tribunale vorrà, nella sua imparziale giustizia, giudicare nei modi legittimi ed espliciti voluti dalla legge» (Opuscolo cit., pag. 43).<br/>
{{spazi|6}}E fu condannato a morte. Ma alcuni giorni prima che la sentenza fosse publicata un Giacomo Castrucci, emigrato romano, per salvare l’innocente, «spontaneo si presentò al regio Procuratore del tribunale di prima instanza di Firenze e dichiarò solennemente, che egli, introdottosi a Roma clandestinamente onde consolare per qualche ora la sua derelitta madre, nella sera del 29 giugno, vedendo che un gendarme del Papa sciabolava l’onorato stemma del Redentore d’Italia, si appiattò dietro la palizzata dello stabile in costruzione, sulla piazza di S. Carlo al Corso, e da quella fenditura, senza esser visto, uccise con due coltellate quel ribaldo, gittando poscia l’arme.<br/>
{{spazi|6}}» Gli riescì fuggire dal di dentro dello stabile (perchè tutto era senza imposte), sulla via Carrozze, lato interno della casa: quindi diffilò per piazza di Spagna e da colà prese cammino per fuori porta del Popolo, da dove, non senza stenti, prese lo stradale interno e montuoso, che mena a Rieti, oggi terra italiana. Il regio Procuratore accolse, per coscienza, tale deposizione, e, per esserne convinto, invitò il Castrucci a firmarlo, ciò che fece di buon grado; e quindi per soprappiù lo fece tradurre alle carceri delle Murate.<br/>
{{spazi|6}}» Poscia, quel lodevolissimo signor Procuratore del Re, nulla trasandando dalle vie della giustizia, addivenuta oggi in Italia di onorevolissima amministrazione, credè suo debito di dovere</ref><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |455|riga=s}}</noinclude>
» Entrato nella conforteria, mentre dai signori confratri di S. Giovanni decollato veniva abbracciato, si è dato ad espressioni ingiuriose verso i giudici e verso gli stessi confratri, come che questi ultimi non più oggi rivestiti di facoltà o grazie.
» Ora il Lucatelli sta tutto riconcentrato in sè e in una tale impassibilità e ritrosia ad atti religiosi, chiedendo soltanto di essere lasciato tranquillo.
» Questo è lo stato delle cose fino adesso che è un’ora dopo la mezzanotte.
«Con dispiacere si riferisce che oramai, le ore 4 del mattino, in cui si traduce all’ultimo supplizio, Cesare Lucatelli persiste nel niun ravvedimento, ad onta di ogni sforzo ed indefessa cura dei signori confratri di S. Giovanni Decollato e dei RR. monsignori Corazza P. Pio, Passionista e superiore degli Scalzetti{{Ec||»|Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}}.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Da notizie particolari si ha che, nell’entrare nella conforteria, sputò sul viso ad un gendarme.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Invitato dai confortatori a convertirsi, rispose sempre che non poteva accusarsi di un delitto che non aveva commesso; che egli credeva in Dio, in Maria, nei Santi, ma non nei preti.
{{nop}}<ref follow="p478">e di coscienza rimettere al governo di Roma, in questo caso rappresentato dal Porporato Antonelli, quella leale e spontanea confessione, allo scopo di mettersi in disamina, onde essi non avessero precipitato sulla sorte di un innocente.<br/>
{{spazi|6}}» Senza che mi prolunghi, dirò, che l’equo Ministro di Stato, nel riceverla, ne rise; e, per tutta risposta e considerazione coscienziosa, comandò, che il 21 dell’allora corrente mese di settembre, fosse eseguita la sentenza di morte del reo Lucatelli» (Opuscolo cit., pagg. 48-49).</ref><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|456|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Per due volte richiese di rivedere il suo {{Wl|Q3618061|fratello}}, che è condannato a 20 anni per congiura politica, e che trovavasi nelle carceri nuove; ma gli fu negata la grazia<ref>Il fratello, Annibale, non trovavasi nelle carceri nuove, ma nella rocca di Pagliano, ov’era stato rinchiuso tre anni anche il condannato Cesare per una cospirazione della quale abbiamo parlato altrove.</ref>.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Chiese, finalmente, di parlare con un certo Apolloni, precettato politico, uscito ultimamente dal carcere; ma gli fu negato.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Fumò quattro sigari. Nell’essere tradotto al patibolo, con la carrozza scortata da cavalleria, lungo lo stradale e specialmente presso Campo di Fiore e piazza Farnese, gridò: ''Popolo mio, salvatemi che io sono innocente''.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Quindi gridò spesse volte: «Viva l’Italia, viva Vittorio Emanuele».
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Giunto presso la madonna dei Cerchi, e disceso dalla carrozza, rinnovando gli schiamazzi di essere innocente e le imprecazioni contro i preti giudici e gli evviva all’Italia, i tamburi e {{ec|le.|le}} trombe si fecero suonare per impedire che le sue parole fossero ascoltate.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Allora, proseguendo nel suo contegno, pieno di coraggio, marciò a passo militare fino al palco.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Asceso sul medesimo con piede fermo, guardò la mannaia, rivolse altre grida verso il popolo, che restarono confuse dai tamburi e, ricusando qualsiasi aiuto del carnefice, di per sè sottopose la testa, la quale all’istante rimase recisa.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |457|riga=s}}</noinclude>
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Poco dopo fu affisso il ristretto della sentenza e la Polizia ordinò si sorvegliasse perchè non venisse deturpato.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Del resto, si dice che il Lucatelli non sia stato il vero uccisore e sianvi molti testimoni oculari, i quali abbiano veduto l’autore fuggire tra la folla verso via Carrozza e gettare in una cantina il pugnale.
{{Ec|» ||Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/690}} Altri abitanti del luogo dove avvenne il fatto, e che erano ai balconi, assicurano che il Lucatelli, coluttante, trovavasi nella parte opposta dove fu ucciso il gendarme; che infine tanti testimoni oculari ammessi nel processo (?) non sembrare possibile, in un momento di tumulto, di agitazione e di generale fuga; se pure i presenti dovevano essere del partito fazioso ed allora favorevoli al Lucatelli, se del partito dell’ordine, escluso che fossero gendarmi, la cui deposizione non sarebbe attendibile in faccia alla legge, non avrebbero avventurato una loro testimonianza sotto la pressione di un altro pugnale (''sic'')».
''5 Ottobre''. — Pio IX, nel giorno che andò ad Aracoeli, dopo la funzione, disse agli astanti che alcuni, anche ecclesiastici, del clero secolare e regolare, bramerebbero che venisse a qualche convenzione sulla questione romana, ma che esso non transigerà mai cogli usurpatori dei dominii della S. Sede.
Lo stesso confermò in un’allocuzione confidenziale che fece ai cardinali, dopo il Concistoro dei 30 settembre.
''12''. — L’abate {{AutoreCitato|Carlo Passaglia|Passaglia}}, che fece stampare in Firenze lo scritto «Pro causa italica ad Episcopos {{Pt|catho-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|458|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>{{Pt|licos,|catholicos,}} ductore Presbytero catholico», ritornò a Roma e sinora, per quanto si sa, non soffri alcuna molestia.
L’abate professore Passaglia prosegue a stare tranquillamente a Roma presso madama Foliambe, già sua penitente, doviziosa inglese protestante, che, per di lui mezzo, venne alla religione cattolica.
Si dice che il medesimo già da qualche tempo sia stato nominato da re Vittorio Emanuele suo ambasciatore straordinario per trattare colla S. Sede sulle attuali vertenze e che abbia la garanzia personale dell’Inghilterra.
Intanto, però, i suoi aderenti sono perseguitati dalla Polizia.
Nella mattina dei 5 corrente, a pieno giorno e sulla pubblica via dei Fornari, fu arrestato, mentre si recava a celebrare la messa, l’abate D. Giusto Simonetti, professore di filosofia in Propaganda e tradotto a piedi alla Madonna delle Grazie, dove è il carcere degli ecclesiastici.
Si fece al medesimo una perquisizione col sequestro di alcuni scritti.
Egli era in molta intimità col Passaglia e col padre Papi, dei chierici regolari, che fu arrestato tempo addietro.
Fu similmente fatta domiciliare perquisizione ad un Tassi, chirurgo, non che ad un {{AutoreCitato|Giuseppe Cugnoni|Cugnoni}}<ref>Giuseppe Cugnoni, professore nella R. Università di Roma, presidente della Società romana di storia patria, scrittore assai stimato dai cultori dei buoni studî, era molto amico del Passaglia.</ref>, bibliotecario della Vaticana.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |459|riga=s}}</noinclude>
La Polizia sequestrò un pacco dell’opuscolo<ref>L’opuscolo era intitolato «Che cosa è il così detto Partito cattolico?» e in esso leggevasi una specie di Apologia del Passaglia.</ref>, o lettera del Passaglia, colla direzione al cardinale D’Andrea.
''N. B.'' Il pacco era proveniente da Spoleto e diretto allo spedizioniere apostolico Fausti col recapito al Cugnoni, e quindi con altra direzione al cardinale D’Andrea<ref>Il pacco fu portato, in isbaglio, al Fausti, il quale, supposto che contenesse un opuscolo del Passaglia, non solo si recò ad avvisarne il direttore generale di Polizia; ma fece seguire il vetturale, quando andò a riprenderlo, per riferire poi alla Polizia stessa ch’era finito in casa del Cugnoni.<br/>
{{spazi|6}}E un uomo, che si mostrò, con molti fatti di simili genere, fedelissimo al Governo pontificio, fu poi, specialmente perchè famigliare dell’{{AutoreCitato|Giacomo Antonelli|Antonelli}}, colpito dal {{Wl|Q643364|De Merode}}, nemico acerrimo del segretario di Stato.<br/>
{{spazi|6}}Si voleva con ciò, dalla potente fazione del prelato belga, scalzare il potere del cardinale italiano.</ref>.
L’abate Passaglia si recò a far visita ai nuovi cardinali quando ebbero il cappello; ma non fu ricevuto.
È da notarsi che uno di questi, cioè Quaglia, è suo compigionante (al {{Wl|Q1058475|palazzo Spada}}) e che ricusò formalmente la di lui visita.
Si assicura, generalmente, che, per ordine Sovrano, siasi adunata straordinariamente la Congregazione dell’Indice e di più un’altra congregazione di cardinali per esaminare l’opuscolo del Passaglia, e che, in seguito a ciò, l’opuscolo stesso fu condannato all’indice.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|460|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
Il Passaglia, prevedendo che la deliberazione sarebbe accaduta senza essere chiamato, protestò, avanti al cardinale Altieri ed in scritto, appoggiandosi alle Costituzioni, Brevi, ecc., i quali prescrivono che quando l’autore è presente, debbonsi al medesimo comunicare le ragioni per le quali si condanna il suo scritto, accettarne le deduzioni ecc.
''19''. — La mattina dei 15 corrente la Polizia ordinò l’arresto dell’abate Passaglia<ref>La perquisizione in casa del Passaglia, non l’arresto di questo.</ref>.
Vi furono inviati, per tale effetto, al suo domicilio, al palazzo Spada:
<poem style="margin-left:3em">
Il capitano Freddi,
I brigadieri Dal Monte,
Zappolini,
Pancaldi,</poem>
{{no rientro}}non che altri gendarmi.
L’abate Passaglia potè fuggire e così si procedette ad una rigorosa perquisizione col sequestro di due bauli di stampe e manoscritti<ref>Mi assicurò il professor Cagnoni che nulla vi fu sequestrato.</ref>.
Naturalmente, in tale operazione essendosi fatta qualche eclatanza ''(sic)'', molto si parlò e commentò.
Intanto il Passaglia, nella mattina seguente, partì alla volta del regno italico, e ai 17, alle 3 1<sub>|</sub>2 pomeridiane, giunse a Poggio Mirteto.
''9 Novembre''. — Nel giorno di S. Carlo i promotori degli applausi si fecero la loro solita dimostrazione.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |461|riga=s}}</noinclude>
Di più, affissero varii sonetti, epigrafi, che dal buon senso furono condannati.
Fra questi è il seguente:
{{blocco centrato|
<poem>
:«Oh! Divo Borromeo
Deh! fa che il Re Babbeo
Non possa venir qui
E resti colli stracci
Che non vendè Cavour»<ref>Il professore {{AutoreCitato|Domenico Gnoli|Domenico Gnoli}}, in un brillantissimo scritto publicato nella ''Nuova Antologia'', (1869, vol. 12, pag. 92) col titolo ''Scene del vivere romano'' e col pseudonimo di Cesare Rosini, riporta a questa guisa i versi dedicati al cardinale Borromeo:
{{blocco centrato|
''{{gap|1em}}O divo Borromeo''<br>''Nella città de’ Papi''<br>''Deh fa che il re Babbeo''<br>''Non metta l'empio piè.''<br>''{{gap|1em}}Ma fa che tu lo scacci''<br>''Dall'usurpate terre,''<br>''E resti cogli stracci''<br>''Che non vendè Cavour''.}}
</ref>.
</poem>
}}
Al teatro di Apollo si rappresenta la ''Gemma di Vergy'', nella quale il tenore canta: «Mi togliesti cuore e mente — patria nume e libertà».
A queste parole gli spettatori applaudono strepitosamente e la Polizia vi fa assistere 40 gendarmi.
''27. — Teatro Alibert. — Dimostrazione dei 27 novembre 1861:''
«Nella sera dei 27 corrente, al teatro Alibert, vi fu la beneficiata dell’attore Pasquale Savoia.
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|462|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>
» Teatro pienissimo e riboccante di spettatori, tanto nei palchi che nella platea.
» Alla farsa in prosa e musica intitolata: «''La Ortolana''», si prese argomento per incominciare una dimostrazione politica, già preordinata, di applaudire strepitosamente ad un mazzo di radici formanti i tre colori.
» Poco dopo, al segnale di un fischio, si gettarono dalle gallerie al 5° ordine, e si sparsero anche dalla platea, centinaia di foglietti di carta bianca con contornino verde ed iscrizione rossa con «W. Savoia».
» Allora gli applausi si rinnovarono fragorosi e quasi frenetici e si gridò: «Viva Savoia».
» La Polizia, avendo presentito qualche disordine in senso politico, di già aveva fatto venire un rinforzo di gendarmi (circa 50), i quali, immediatamente, invasero la platea occupandone il canale di mezzo e le parti laterali<ref>I gendarmi, prima d’invadere il teatro, ne chiusero le porte; ma, fortunatamente, gli uffiziali francesi le fecero riaprire.</ref>.
» Gli spettatori, indignati, si alzarono ed uscirono dalla platea, e poco dopo, per ordine del comando francese, si fece calare il sipario; così ebbe termine lo spettacolo.
» Sulla porta della platea, e prima che ne uscisse, fu arrestato un individuo designato dai gendarmi come promotore di un fischio, che non trovò eco, all’entrare che fecero i gendarmi stessi nella platea. Altri quattro furono arrestati, similmente, come tra coloro che avevano sparso i foglietti.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|| 1861 |463|riga=s}}</noinclude>
» Altra dimostrazione politica ebbe luogo, contemporaneamente, di fuochi di bengala in piazza di Spagna, strada Condotti e S. Carlo al Corso<ref>Era la continuazione della stessa dimostrazione, nelle vicinanze del teatro.</ref>.
''28 Dicembre''. — Nella ricorrenza delle feste natalizie gli impiegati nei ministeri si recarono, secondo l’antica usanza, ad ossequiare il S. Padre. Sua Santità parlò a tutti con dignità, ma col suo solito candore, delle angustie in cui si trova attualmente lo Stato. A quelli del ministero dell’interno disse, fra le altre cose: «Oramai potete andare alle case vostre, poichè nulla più avrete da fare. Ci vogliono fare morire di fame».
Ad altri disse che nel 1862 succederebbe la crisi decisiva.
{{Rule|8em|000}}<noinclude></noinclude>
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{{Qualità|avz=100%|data=22 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=1861|prec=../1860|succ=../1862}}
<pages index="Diario di Nicola Roncalli.djvu" from="429" to="489" />
{{Sezione note}}
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|252|{{Sc|dalle «satire»}}||riga=si}}</noinclude>
<poem>
{{R|102}} Pur men risibil che le antiche Dee.
:Ma la Città che salda in mar s’imbasa<ref>103. '''S’imbasa,''' ha le fondamenta.</ref>
Già si appresenta agli avidi miei sguardi,
{{R|105}} E m’ha d’alto stupor l’anima invasa.
:Gran danno che cadaveri i Vegliardi,
Che la reggean sí saggi, omai sien fatti,
{{R|108}} Sí ch’a vederla io viva or giungo tardi.
:Ma, o decrepita od egra o morta in fatti,
Del senno uman la piú longeva<ref>110. '''Longeva,''' antica.</ref> figlia
{{R|111}} Stata è pur questa: e Grecia vi si adatti:
:Tal, che s’agli occhi forbe sua quisquiglia,<ref>112. '''Forbe,''' pulisce. — '''Quisquiglia''' dicesi di cosa che abbia scarsa importanza, onde l’A. vuol forse significare che, se Venezia rimedierà alle sue piccole manchevolezze, potrà tornare un giorno quel che era stato. Intorno a Venezia legg. il son. {{TestoCitato|Opera:Ecco, sorger dall'acque io veggo altera (Alfieri)|''Ecco, sorger dall’acqua io veggo altéra...''}}</ref>
Può forse ancor risuscitar Costei
{{R|114}} «Che sol se stessa e null’altra somiglia».<ref>114. Verso del {{AutoreCitato|Francesco Petrarca|{{Sc|Petrarca}}}}, già altrove citato.</ref>
:Tosto che il Doge antiquo dar per lei
All’antiquo Nettúno anel di sposa
{{R|117}} Visto ebbi, ratta dipartenza io fei.<ref>115-17. «Le solennità e le baldorie del giorno dell’Ascensione furono istituite a ricordo del trionfo riportato nel 997 dalle armi venete sui pirati narentani. In quello stesso dí si commemorò in appresso il dominio del mare, che molti credettero conceduto alla Repubblicità dal {{AutoreCitato|Papa Alessandro III|papa Alessandro III}}, quando nelle sue contese con {{Wl|Q79789|Federigo Barbarossa}} s’era rifugiato in Venezia». {{AutoreCitato|Pompeo Gherardo Molmenti|{{Sc|Molmenti}}}}, ''op. cit.'', 76. — Nel complesso, a Venezia l’A. si annoiò, come rilevasi dalla lettera alla sorella Giulia di Cumiana del 16 maggio 1767, la piú antica che di lui possediamo: «Je ne sçais que devenir toute la journée et le soir non plus, je ne connois aucun autre que Monsieur de Camerana, qui n’est pas une grande ressource...» E vegg. anche il cap. 4° dell’ep. III dell’{{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}</ref>
:Francia, Francia, esser vuol: piú non ho posa:
Balzo a Genova: imbarco: Antibo afferro:
{{R|120}} Ivi ogni sterco Gallo a me par rosa.
:Marsiglia tiemmi un mese, s’io non erro,<ref>121. A Marsiglia l’A. frequentò assiduamente il teatro e vi udí la {{Wl|Q969098|''Fedra''}} del {{AutoreCitato|Jean Racine|{{Sc|Racine}}}}, l’{{Wl|Q3613499|''Alzira''}} e il {{Wl|Q1431518|''Maometto''}} del {{AutoreCitato|Voltaire|{{Sc|Voltaire}}}}; di piú, era uno de’ suoi divertimenti colà bagnarsi quasi ogni sera nel mare ({{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}, III, 5°).</ref>
Fra le sue Taidi a cinguettar Francese:
{{R|123}} Precipitoso io poscia indi mi sferro;<ref>123. '''Mi sferro,''' mi allontano.</ref>
:E son del gran Lutòpoli<ref name="p252">124. '''Lutòpoli,''' dall’antico nome di Parigi, ''Lutetia'', che si vuole originato da ''lutum'', fango, la città del fango. Del suo ingresso nella capitale della Francia scrive l’A. nell’{{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}} (III, 5°): «Era, non ben mi ricordo il dí quanti di agosto, ma fra il 15 e il 20, una mattinata nubilosa, fredda e piovosa; io lasciava quel bellissimo cielo di Provenza e d’Italia; e non era mai capitato fra sí fatte sudicie nebbie; massimamente in agosto; onde l’entrare in Parigi pel subborgo miserissimo di San Marcello, e il progredire poi quasi in un fetido fangoso sepolcro nel sobborgo di San Germano, dove andava ad albergo, mi serrò sí fortemente il cuore, ch’io non mi</ref> sí accese
</poem><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|253|riga=si}}</noinclude>
<poem>
Le brame in me, ch’io né mi mieto il pelo,<ref>125. '''Né mi mieto il pelo,''' non mi faccio radere la barba.</ref>
{{R|126}} Notte e dí remigando ad ali tese.
:Giungo al fin dove in nebuloso velo,
Di mezzo dí, d’Agosto, io mal vedeva
{{R|129}} Sozzo piú ancor che il pavimento il cielo.
:Dentro un baratro scendo, in cui mi aggreva
Che il suo bel nome San Vittorio affonde:<ref>130-131. Allusione ad uno dei sobborghi parigini, detto di San Vittore dalla omonima abbazia. Sembra che l’A. amasse il santo di cui aveva il nome, poiché in testa al son. {{TestoCitato|Opera:Non t'è mai Patria, no, il tuo suol paterno (Alfieri)|''Non t’è mai patria, no, il tuo suol paterno''}}, si legge, accanto alla data: «Pel mio San Vittorio».</ref>
{{R|132}} Scontento è l’occhio mio, né piú si eleva.
:Ma scontento è vieppiú l’orecchio altronde,
Tosto ch’io sento del parlar Piccardo
{{R|135}} Affogarmi le rauche e fetid’onde.
:Taccio il civile-barbaro-bugiardo
Frasario urbano d’inurbani<ref>136-137. '''Civile-barbaro-bugiardo, urbano... inurbani,''' solite efficaci antitesi come ne’ primi versi a proposito di Genova.</ref> petti,
{{R|138}} Figlio di ratte labbra e sentir tardo.
:Che val (grido) ch’io qui piú tempo aspetti?
Di costor, visto l’un, visti n’hai mille,
{{R|141}} Visti gli hai tutti: a che piú copie incetti?<ref>141. '''Incetti,''' vai cercando.</ref>
:Senza stampa, la Moda scaturille:
Quindi scoppiettan<ref>143. '''Scoppiettare,''' è qui usato transitivamente e ha per suo completamento ''faville''.</ref> tutte a un sol andazzo
{{R|144}} Le artefatte lor gelide faville.
:Tornommi in mente allor, ch’io da ragazzo
Visti avea quanti fur Galli e saranno;
{{R|147}} Che il mi’ Mastro di ballo era il poppazzo.<ref>147. '''Il poppazzo,''' il burattino prototipo, avendo visto il quale potevo dire d’aver visto tutti i Francesi. Nell’{{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}} (II, 6°) si parla, e a lungo, di questo ridicolo maestro di ballo, onde sarebbe scaturita nell’animo dell’A. la prima scintilla d’odio contro i Francesi.</ref>
:E ignaro allora io pur che con mio danno
Vi dovrei poscia ritornare un giorno,
{{R|150}} Cinque mesi mi pajon piú che l’anno.
:Tra Scimmio-Pappagalli<ref>151. In altro luogo, ''scimmio-tigri''.</ref> omai soggiorno
Piú far non vò: sol d’Albïone<ref>152. '''Albione,''' Inghilterra.</ref> avvampo:
{{R|153}} Se Filogallo<ref>153. '''Filogallo,''' amante de’ Francesi, come il ''misogallo'' ne è l’odiatore.</ref> io fui, mel reco a scorno.
:Arràs Doàggio Lilla,<ref>154. '''Doaggio,''' {{Wl|Q193826|Douai}}. '''Lilla,''' {{Wl|Q648|Lille}}; cosí {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|''Purg.'', XX}}, 46):
::Ma se Doagio, Lilla, Guanto e Bruggia....</ref> come un lampo,
Di bel Gennajo, assiderato, io varco,
</poem><ref follow="p252">ricordo di aver provato in vita mia, per cagione sí piccola, una piú dolorosa impressione».</ref><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|254|{{Sc|dalle «satire»}}||riga=si}}</noinclude>
<poem>
{{R|156}} Né in {{Wl|Q208793|Sant’Omèro}} Celtico mi accampo.
:A Calesse, a Calesse:<ref>157. '''Calesse,''' {{Wl|Q6454|Calais}}.</ref> e pronto imbarco:
Degli ''Ouì'' già so’ stufo a piú non posso:
{{R|159}} Ogni ''Ouì'' ch’io v’aggiungo, emmi rammarco.<ref>159. '''Emmi rammarco,''' mi è cagione di rimpianto.</ref>
:Già navigo: e mi par tolta di dosso
Essermi tutta l’ammorbata Francia,
{{R|162}} Che d’ira e tedio hammi smidollo<ref>162. '''Smidollo,''' part. per ''smidollato;'' nel son. {{TestoCitato|Opera:Oh qual mi rode e mi consuma e strugge (Alfieri)|''Oh qual mi rode, mi consuma e strugge...''}}
::Un trotto-piè-di piombo che mi sugge
::E vuota ogni midolla infino all’osso...</ref> ogni osso.
:Ecco ''Dóver:'' si butta in mar la lancia:
Mi vi precipit’io fra i remiganti,
{{R|165}} E il suol Britanno appien già mi disfrancia.<ref>165. '''Mi disfrancia,''' mi toglie, mi libera da ogni contatto con l’odiato suolo francese.</ref>
:Dopo i voti e sospiri e passi tanti
Ti trovo e calco alfin, libera terra,
{{R|168}} Cui son di Francia e Italia ignoti i pianti.
:Qui leggi han regno, e niun le leggi atterra:
E ad ogni istante il frutto almo sen vede;
{{R|171}} La ricchezza e lo stento non far guerra.<ref>171. '''Non far guerra,''' non essere in lotta fra loro. Ma il {{AutoreCitato|Giuseppe Baretti|{{Sc|Baretti}}}}, il 29 agosto 1760, scriveva a proposito di Londra, a’ suoi fratelli: «Sappiate, Padroni miei, che in Londra sola v’è poveraglia due volte piú che non vi sono persone in Milano. E quel ch’è peggio, la poveraglia di Londra è la piú malavventurata che sia forse in tutta cristianità».</ref>
:Il beato ben essere che eccede,<ref>172. '''Che eccede,''' che è in gran quantità.</ref>
E il non veder mai là nulla di zoppo,<ref>173. '''Di zoppo,''' d’ingiusto: tutta la felicità dell’Inghilterra, dice l’A. nell’{{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}, (III, 6°) proviene dall’equitativo governo.</ref>
{{R|174}} Fan ch’ivi l’uom sognar spesso si crede.
:Né il ciel di nebbie e di carbone intoppo
Dammi a letizia; che, se il fumo è molto,
{{R|177}} Tanto è l’arrosto che fors’anco è troppo.
:Uomini or veggio, ai fatti al par che al volto:
E, se i lor modi han soverchietto il peso,
{{R|180}} Dal candor di lor alme ei mi vien tolto.<ref>180. L’'''ei''' si riferisce a ''peso'' del v. antecedente, — '''Tolto,''' compensato.</ref>
:Piú che il fossi mai stato, or dunque acceso
Son d’ogni uso Britannico: e m’irrita
{{R|183}} Vieppiú il servaggio, onde il mio suol m’ha offeso.
:Deh potess’io qui tutta trar mia vita!
Grida il giusto mio sdegno generoso,
{{R|186}} Qual d’uom che liber’alma ha in sé nutrita.
</poem><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|255|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:Ma, per disciormi dal Tutore annoso,<ref>187. '''Annoso,''' vecchio.</ref>
Il già spirante omai mio quarto lustro
{{R|189}} Vuol che in patria men torni frettoloso.
:Sol di passo, in Olanda io m’impalustro;<ref>190. '''M’impalustro,''' mi affondo nel basso terreno olandese.</ref>
Dove la industre libertade ammiro,
{{R|192}} Per cui terra sí poca ha sí gran lustro.<ref>190-92. «La Olanda è nell’estate un ameno e ridente paese; ma mi sarebbe piaciuta anche piú, se l’avessi visitata prima dell’Inghilterra; atteso che quelle stesse cose che vi si ammirano, popolazione, ricchezza, lindura, savie leggi, industria ed attività somma, tutte vi si trovano alquanto minori che in Inghilterra» ({{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}, III, 6°). — Grande fu sempre l’ammirazione dell’A. per gli Olandesi, specialmente per l’eroica resistenza da loro opposta a {{AutoreCitato|Filippo II di Spagna|Filippo II}}. — All’{{Wl|Q36600|Haja}} l’A. incappò nella prima vera rete amorosa. (Vegg. la nota introd. al son. {{TestoCitato|Opera:Adulto appena, alla festiva reggia (Alfieri)|''Adulto appena, alla festiva reggia''|Rime varie (Alfieri, 1912)/XVIII. Amò altre volte, ma senza che Amore gli ispirasse nulla di buono}}.)</ref>
:Quindi l’Austriaco Belgio pingue miro:
Ma qui di Francia il puzzo già mi ammorba,
{{R|195}} Tanto è {{Wl|Q239|Brussella}} di Parigi a tiro.<ref>195. E anche oggi Bruxelles è una città prettamente francese.</ref>
:Eppur egli è mestier ch’io ancor mi sorba
Della schifosa Gallia altro gran squarcio,
{{R|198}} Fiandra, Lorena, e Alsazia pur tropp’orba:
:Poiché a dispetto di sua lingua marcio
E d’ogni suo costume e privilegio,
{{R|201}} Soffre i Galli tiranni, e non fa squarcio.<ref>201. '''Non fa squarcio,''' non si oppone, non si ribella.</ref>
:Basilèa fa scordarmi il poter regio,
E cosí tutta Svizzera ch’io scorro;
{{R|204}} Popolo ottuso sí, ma franco e egregio:
:Tranne Ginevra, i cui Scimiotti abborro
Misti di Gallo e Allòbrogo ed Elvetico:
{{R|207}} Né in cotai saccentelli io m’inzavorro.<ref>207. '''M’inzavorro,''' mi intrigo, mi impiglio.</ref>
:Lascio la Pieve di Calvin frenetico
Ai mercantuzzi suoi filosofastri;
{{R|210}} E sia pur culla del ''Rousseau'' bisbetico.<ref>208-210. Ginevra è la città dove {{AutoreCitato|Giovanni Calvino|Calvino}} morí il 27 maggio 1564 e dove nacque il {{AutoreCitato|Jean-Jacques Rousseau|Rousseau}} il 28 giugno 1712: quanto questi fosse ombroso e iracondo, seppe e poté constatare ''de visu'' il {{AutoreCitato|Carlo Goldoni|{{Sc|Goldoni}}}} (''Memorie'', III, 16° e 17°.)</ref>
:E, perché in nulla il Ver da me s’impiastri,<ref>211. '''S’impiastri,''' si nasconda, si scopra.</ref>
Dirò che allor né il gran Volterio pure
{{R|213}} Fa ch’io ''Ferney'' nel mio viaggio incastri.<ref>212-13. {{Wl|Q233733|Ferney}} è a sette chilometri da Ginevra e fu il soggiorno preferito del {{AutoreCitato|Voltaire|Voltaire}}; quel ''gran'', preposto a Voltaire, deve intendersi ironicamente, poiché nella sat. {{TestoCitato|Opera:Satire (Alfieri)/Satira settima. L'antireligioneria|''L’Antireligioneria''}}, cominciata il 10 marzo 1796, il filosofo di Ferney è chiamato ''micròscopo'', ''stupido'', e, infine,
::Disinventor, od Inventor del Nulla,
che non sono complimenti davvero. — '''Incastri,''' faccia entrare.</ref>
</poem><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|256|{{Sc|dalle «satire»}}||riga=si}}</noinclude>
<poem>
:D’ogni Gallume risanate e pure
Già già l’idee riporto appien d’oltr’alpe,
{{R|216}} Viste dappresso tai caricature:
:Da Ginevra indi avvien ch’in fretta io salpe,
Né visitar quel Mago<ref>218. '''Il Mago''' è pur sempre il {{AutoreCitato|Voltaire|Voltaire}}, ed è voce ironica anch’esso. — '''Galli''' è da intendersi qui – né il doppio senso è nuovo – tanto nel significato di Francesi, quanto di quei volatili che tutti conoscono.</ref> abbia vaghezza,
{{R|219}} Che trasformato ha i Galli in Linci-talpe.
:Scendo in Italia: e quasi emmi bellezza
Il mio nido, s’io penso al carcer Gallo:
{{R|222}} Se all’Angle leggi io penso, emmi schifezza.
:Mi ''stutorizzo'' in pochi mesi, e a stallo<ref>223. '''Mi stutorizzo,''' mi libero dal tutore. — '''A stallo,''' entro la stalla, metafora che trova il suo compimento nel verso 222. La prima parte de’ viaggi dell’A. fu terminata verso l’ottobre del 1768; era stato, dunque, fuori del natío Piemonte due anni precisi.</ref>
Non vuol ch’io resti la bastante borsa:
{{R|225}} Pasciuto, e giovin, correr de’ il cavallo.
:Ma stanco io qui dalla bïenne corsa,
D’un solo fiato<ref>227. '''D’un solo fiato''' non fu composta questa prima parte de ''I Viaggi'' perché, sempre secondo il ms. laurenziano, fu incominciata il 2 aprile del ’96, e condotta a termine il 2 febbraio dell’anno successivo.</ref> o bene o mal descritta,
{{R|228}} Divido il tema: ed anco il dir m’inforsa<ref>228. '''M’inforsa,''' mi mette in dubbio.</ref>
:Il timor di vergar rima antiscritta:<ref>229. '''Antiscritta,''' già adoperata in questo componimento.</ref>
Stolta legge (anch’io ’l dico), ma pur legge
{{R|231}} Che il ''Terzinante'' antico Mastro ditta.
:Obbedisco: e do tregua anco a chi legge.<ref>231-32. {{Ec|E|È}} vero che {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}} (''il Terzinante antico Mastro'') non usa mai la stessa rima nello stesso canto, ma che questa legge sia stolta (a parte l’irreverenza dell’aggettivo) non mi sembra.</ref>
</poem>
{{ct|f=110%|L=1px|t=2.5|v=1.5|''Capitolo Secondo.''<ref>Questa seconda parte fu incominciata il 3 febbraio del 1797, terminata il 19 marzo.</ref>}}
<poem>
:Mezzo un Ulisse io pur, quanto alla voglia
Insazïabil di veder paesi,<ref>1-2. {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}}, di Ulisse ({{TestoCitato|Divina Commedia/Inferno/Canto XXVI|''Inf.'', XXVI}}, 94 e segg.):
:::::::::::. . . . . . . . . .
:::Né dolcezza di figlio, nè la piéta
::Del vecchio padre, né il debito amore
::Lo qual dovea Penelope far lieta
:::Vincer potero dentro a me l’ardore
::Ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto,
::E degli vizi umani e del valore...</ref>
{{R|3}} Torno a spiccarmi dalla patria soglia.
:L’Europa tutta a scalpitare<ref>4. '''Scalpitare,''' percorrere coi cavalli.</ref> intesi
Saran miei passi in trïennal vïaggio,
{{R|6}} Tanto son del vagar miei spirti accesi:
</poem><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|257|riga=si}}</noinclude>
<poem>
:I due terzi omai scorsi eran di Maggio
Sessantanove settecento e mille
{{R|9}} Gli anni dal ricovrato almo retaggio;<ref>9. Dalla nascita di Gesú Cristo,
::Ch’aperse il ciel dal suo lungo divieto.</ref>
:Quand’io, com’uom che in gran letizia brille,
Ampie l’ali spiegava al vol secondo;<ref>11. Verso che ricorda quello di {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}} nel cit. epis. di Ulisse:
::De’ remi facemmo ale al folle volo.</ref>
{{R|12}} Perché il primier non quant’io volli aprille.
:Di me stesso signor, signor del mondo
Parmi esser or: né loco alcun mi cape,
{{R|15}} Se pria non vo dell’universo al fondo.<ref>15. E ancóra {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Inferno/Canto XXXII|''Inf.'', XXXII}}, 8):
::Descriver fondo a tutto l’Universo.</ref>
:Già Vinegia riveggio: e tal mi sape
Quella sua oscena libertà posticcia,
{{R|18}} Qual dopo ameni fichi ostiche rape.<ref>16-18. Stridente contraddizione, a prima vista, con ciò che fu detto nella prima parte di questa satira; ma tutto divien chiaro, quando si legga la terzina seguente. — '''Sape,''' ha sapore. — '''Ameni,''' dolci. — '''Ostiche,''' disaggradevoli, amare.</ref>
:Uom che ha visto i Britanni, gli si aggriccia<ref>19. '''Gli si aggriccia,''' gli si gela.</ref>
Tutto il sangue in udir libera dirsi
{{R|21}} Gente che ognor di tema raccapriccia.
:Passo, e son dove il Trivigiano unirsi
Incomincia al Trentin: seguo, ed {{Wl|Q1735|Insprucche}}<ref>23. '''Insprucche,''' per la rima: cosí l’{{AutoreCitato|Ludovico Ariosto|{{Sc|Ariosto}}}} ({{TestoCitato|Opera:Orlando furioso|''Orl. fur.''}}, IV, 53), ''Beroicche'' per Berwich.</ref>
{{R|24}} Già m’''intedesca'' in suono aspro ad udirsi.
:Pur mi attalentan quelle oneste zucche,<ref>25. '''Mi attalentan,''' mi piacciono. — '''Zucche,''' teste vuote.</ref>
E i lor braconi, e il loro urlar piú assai,
{{R|27}} Che i nasucci dei Galli<ref>27. '''I nasucci dei Galli:''' vegg. la nota al v. 12 del son. {{TestoCitato|Opera:Piacemi almen, che nel vagar mio primo (Alfieri)|''Piacemi almen che nel vagar mio primo....''}}</ref> e lor parrucche.
:Già varco e Augusta e Monaco; né mai,
Finché la Sede Imperïal mi appare,
{{R|30}} Resto dal correr che mi ha stufo omai.
:Qui poserommi un po’; che un dolce stare
Questa Vienna esser debbe, almen pel corpo;
{{R|33}} Che già so v’esser poco da osservare.
:Ma troppo piú ch’io mel credeva io torpo<ref>34. '''Torpo,''' dormo (dal lat. ''torpere'').</ref>
E d’intelletto e d’animo, fra gente
{{R|36}} Cui si agghiaccia il cervello e bolle il corpo.
:Viva sepolta in corte aver sua mente<ref>37. Non è vero che il {{AutoreCitato|Pietro Metastasio|Metastasio}} seppellisse alla Corte di Vienna la sua mente: ché anzi egli vi lavorò, e vi lavorò moltissimo.</ref>
</poem><noinclude><br clear="all" />
<references/>
{{PieDiPagina|{{Type|f=0.8em|l=1px|{{Sc|Alfieri}}, ''Rime varie.''}}||{{Type|f=0.8em|17}}|m=1em}}</noinclude>
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Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/493
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{{vs|3}}
{{block|recita}}
{{block|is|Appena alzato il sipario si udrà un lontanissimo battere in cadenza di tamburi, che non verrà dal palcoscenico ma dall’interno del teatro, alle spalle degli spettatori. A poco a poco questo battito si avvicinerà sempre più.}}
{{Sc|Un tavernajo}} (''lardoso, con un tocco di carta in capo, in maniche di camicia rimboccate sulle braccia e un grembiulone di traliccio a righe bianche e turchine: chiamando verso l’interno, a destra''). O Libèee! Dico a te! Malanno a te! Vieni a stendere le tovaglie sulle tavole, che già la gente comincia a venire!
{{block|is|Dietro le quinte a destra e a sinistra, più o meno lontani e regolati sulle pause dal Direttore di scena per modo che non disturbino troppo la recitazione, cominceranno a udirsi i berci dei venditori, cantilenati e ripetuti d’ora in ora con varietà, durante tutta la rappresentazione. Qui se ne trascrivono alcuni; altri potranno essere aggiunti, purché abbian colore e diversità di tono e di cadenza.}}
{{Sc|Bercio d’un dolciere}}. Croccanti, croccanti, biscotti anaciati!
{{Sc|Bercio d’un gelatajo}}. Lo scialacuore, lo scialacuore! — Un soldo la giara, lo scialacuore!
{{Sc|Bercio d’un cocomerajo}}. Taglia ch’è rosso! Taglia ch’è rosso!
{{Sc|Bercio di pescivendoli}}. Triglie e merluzzi venuti d’ora!
{{block|is|E suoni lontani titillanti di mandolini, suoni di frullonai che allungano e allentano il filo del frullo, suoni discordi d’altri giocattoli sonori, tra il brusìo della gente già arrivata.}}
{{Sc|Il tavernajo}} (''vedendo un ragazzotto sopravvenire di fondo alla sala stronfiando sul ponticello, con sulle spalle un barile, gli griderà''): Oh abbada oh! Non senti come sciaborda il barile? Arriverà aceto questo vino!<noinclude></noinclude>
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Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/494
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|484|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude>
{{block|is|Intanto il Tavoleggiante chiamato sarà accorso.}}
{{Sc|Il tavoleggiante}}. Eccomi qua! Eccomi qua! (''Con un salto, cavando da dietro il banco le tovaglie''): Pronte le tovaglie!
{{block|is|E si metterà a stenderle sulle tavole: sbracciato anche lui, con la berretta a barca sulle ventitré e un garofano rosso infitto sull’orecchio destro. Poi, fischiettando, apparecchierà le tavole con piatti di rozza terraglia smaltata e dipinta con certe ditate di rosso e di blu che vorrebbero esser fiori, e posate di stagno e tozzi bicchieri di vetro.}}
{{block|is|''(''Sulle tovaglie e su questa rustica suppellettile da tavola si rifletterà la luce dorata del pomeriggio autunnale ancor caldo; a mano a mano la luce si farà rossa, d’un rosso di fiamma viva, e infine violetta e fumosa'')''}}
{{Sc|Il norcino}} (''con un rude faccione sanguigno tagliato da folte basette, un grosso berretto di pelo e le potenti braccia scoperte, si presenterà dietro al banco col grembiule di cuojo legato alla vita, e dirà al tavernajo''): E questo Mastro-Medico che ancora non viene!
{{Sc|Il tavernajo}}. Qua ha da essere! L’ho invitato io!
{{Sc|Il norcino}}. Già, ma io intanto, se non viene, non posso scannare!
{{Sc|Il tavernajo}}. E neanche gli altri: dunque datevi pace!
{{block|is|Poi, al ragazzotto che sarà arrivato sul palcoscenico col barile, ajutandolo a scaricarsene:}}Quest’è l’ultimo, o ce n’è altri?
{{Sc|Il ragazzotto}} (''togliendosi dal capo il sacco che gli proteggeva la nuca e le spalle''). L’ultimo! l’ultimo!
{{block|is|Dal fondo s’udrà più forte il suono dei tamburi in cadenza.}}
<poem style="margin-left:0">
Brum brumbrúm brumbrúm brumbrú
Brà brabrà brabrà brabrà
Brúmmiti brúmmiti brúmmiti brú
Brabbiti bràbbiti bràbbiti brà
</poem>
{{block|{{Pt|isb|is}}}}
E dietro i due tamburini, vecchi con facce cotte dal sole e barbe corte schiumose, cappellacci a cono con fettucce pendenti, abiti di velluto strusciati e stinti, verde l’uno e l’altro marrone, brache a mezza gamba, calzettoni di cotone grosso turchino e scarponi<noinclude></noinclude>
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Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/495
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||sagra del signore della nave|485}}{{block|recita}}</noinclude><noinclude>{{block|is}}
</noinclude>grezzi imbullettati, si vedranno venire due marinai miracolati del Signore della Nave: uno vecchio e l’altro giovane; il vecchio, alto ma curvo, con faccia legnosa e quasi nera, duri e lisci capelli grigi, duri occhi adirati, la barba a collana; il giovane, tozzo e forte, con larga faccia ridente; tutt’e due in peduli, con calzoni di tela bianca rimboccati fino al ginocchio e sorretti da una fascia sgargiante di seta rossa più volte rigirata attorno alla vita; in maniche di camicia: camicia celeste, aperta sul petto; e sul petto, una tabella votiva, appesa al collo, nella quale sarà dipinto un mare blu in tempesta, che non potrebbe essere piú blu di cosí, e il naufragio della barchetta col suo bravo nome scritto grosso grosso a poppa, che ciascuno possa leggerlo bene, e tra le nuvole squarciate il Signore della Nave che appare e fa il miracolo. Oltre queste tabelle i due miracolati porteranno in dono alla chiesa, su un vassojo sorretto da un nastro anch’esso sgargiante a tracolla, e coperto da una tovaglietta ricamata, molte torce di cera. Tre donne con lo scialle in capo seguiranno i miracolati, reggendo a due mani sacchi di farina; e due ragazzi, goffamente vestiti da festa, recando fiori.
</div>
{{Sc|Il giovane miracolato}}. Viva il Signore delle grazie, divoti!
{{Sc|Le donne e il vecchio}}. Viva! viva!
{{Sc|Il tavoleggiante}} (''cavandosi il berretto e agitandolo''). Viva sempre!
{{block|is|La piccola processione, attraversato il ponticello e poi il palcoscenico, salirà la cordonata della chiesetta e, lasciando davanti la porta i due tamburini che cesseranno di sonare, entrerà a deporre le offerte e le tabelle votive. I tamburini andranno via per la sinistra, con la speranza d’accompagnare alla chiesa altri miracolati, se ne incontreranno per via. Da destra irromperà una donnaccia da trivio tra due operai; uno, gentile, civilino, con una barbetta da malato, e la chitarra a tracolla; l’altro, malmesso e sguajato. La donnaccia, di sconcia grassezza e violentemente imbellettata, è già ubriaca; i due uomini cercheranno di trattenerla.}}
{{Sc|La donnaccia}}. Venite, venite; sediamo qua!
{{Sc|Il secondo operajo}} (''accorrendo''). No, no qua vicino alla chiesa!
{{Sc|La donnaccia}} (''buttandosi a sedere su una seggiola con le gambe discoste e aprendo le braccia''). Ah, mi sento tutta allargare dalla contentezza!<noinclude></noinclude>
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Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/496
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|486|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude>
{{Sc|Il secondo operajo}} (''tirandola su, per trascinarsela via''). Su, su, vieni via; che qua non è posto per noi!
{{Sc|Il primo operajo}}. Piano, piano, che si persuade da sé!
{{Sc|La donnaccia}} (''alzandosi e buttandogli le braccia al collo''). Caro! Suona, suona che canto! suona che canto!
{{Sc|Il secondo operajo}} (''al primo, portandoselo via sotto il braccio verso sinistra''). No, per carità! Ha una voce cosí spietata, che se si mette a cantare, fa scappar via tutti quanti.
{{block|is|La donnaccia li seguirà sghignazzando, e scompariranno per la sinistra.}}
{{Sc|Il tavernajo}}. Meno male che l’han capito da sé, che questo non era posto per loro!
{{block|is|Intanto dal fondo della sala verranno sul ponticello, conversando tra loro, il giovane pedagogo e il mastro-medico. Il giovane pedagogo è magro, pallido e biondo, vestito di nero: spirante. Poeta in petto, difende dall’ironia dei digiuni e dall’oscena brutalità delle quotidiane esperienze la fede incorruttibile nei valori ideali della vita e sopratutto l’umana dignità. Il mastro - medico è un vecchiotto arzillo, mal vestito, con un cappellaccio di paglia in capo di parecchie estati e un bastone in mano, da pecorajo.}}
{{Sc|Il giovane pedagogo}}. E lei, ogni anno, fedele a questa sagra?
{{Sc|Il mastro-medico}}. Ma non per la sagra, amico mio. Sono di servizio, sono. Volante per queste campagne, dove mi si chiama il mastro-medico, ho dal Comune l’ufficio di badare alla prima scanna dei porci che si fa ogni anno per questa festa del Signore della Nave.
{{Sc|Il giovane pedagogo}}. E non mi saprebbe dire che sorta di connessione ci può essere tra questa scanna e la festa del Signore della Nave?
{{Sc|Il mastro-medico.}} Ah, non saprei.
{{block|is|Saranno già arrivati sul palcoscenico; e il Tavoleggiante si farà loro incontro.}}
{{Sc|Il tavoleggiante}}. Buon giorno, signor Dottore. Vogliono prender posto a una di queste tavole?
{{Sc|Il norcino}}. Ah, eccolo finalmente! Pago io per il signor Dottore che dev’esser sudato, dovunque segga, un litro del miglior barile, alla sua salute!<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||sagra del signore della nave|487}}{{block|recita}}</noinclude>
{{Sc|Il mastro-medico}}. Grazie, caro, grazie; non bevo mai a digiuno.
{{Sc|Il tavernajo}}. Oh, si ricordi, signor Dottore, che l’ha promesso a me per quest’anno l’onore di venire a mangiare la corata come la cucino io!
{{Sc|Il mastro-medico}}. E manterrò, manterrò: appena avrò finito il mio servizio.
{{Sc|Il tavernajo}}. M’hanno assegnato il posto qua presso la chiesa, come vede: non avremo tanta baldoria.
{{Sc|Il norcino}}. Ma venderemo anche noi, non dubitate. Qua vengono i signori. Lasciate fare lí il bailamme! Chi bercia molto, mangia poco!
{{Sc|Il tavoleggiante}}. Seggano, intanto.
{{Sc|Il giovane pedagogo}}. Io dovrei sedere veramente a una tavola riservata; se voi mi sapeste indicare dove e quale sia.
{{Sc|Il tavoleggiante}}. Riservata a chi?
{{Sc|Il giovane pedagogo}}. Al signor Lavaccara.
{{Sc|Il tavoleggiante}}. Ah, allora è quella lí.
{{block|is|Indicherà una tavola a destra presso il boccascena.}}Venga; segga: il signor Lavaccara starà poco a venire.
{{Sc|Il norcino}}. Ha venduto il porco a me!
{{block|is|I due vanno a sedere alla tavola.}}
{{Sc|Il tavoleggiante}}. Comandano intanto qualchecosa?
{{Sc|Il giovane pedagogo}}. No, grazie: aspetto.
{{block|is|Verranno sul ponticello un modesto scrivano, la moglie, due figlie e un giovane amico di casa: quello, striminzito in un antico farsetto abbottonato fino alla gola, col tubino inverdito, un po’ di lato; due bei baffi lisciati e pettinati a scimitarra; le ali del solino sotto il mento e la cravattina rigida annodata a farfalla; la moglie grassa e le figlie grassottelle, vestite ancora estivamente, di velo; il giovane amico, ancora in paglietta, con certe ghette sfilacciate che lo fan parere un piccione con le zampe impennate; molto in pensiero dei larghi polsini staccati, che non gli scappino fuor delle maniche.}}
{{Sc|Lo scrivano}} (''cominciando ad attraversare il ponticello, rivolto al giovane''). Eh, avesse veduto quanta piú polvere per lo {{Pt|stra-|}}<noinclude></noinclude>
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Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/498
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|488|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude>{{Pt|done|stradone}}, quando le sottane delle donne usavano lunghe e frullavano tutte, con l’insaldatura da piedi.
{{block|is|In confidenza:}}E anche loro, sotto, la polvere! Ih ih ih.
{{Sc|La moglie}}. Martino, le ragazze!
{{Sc|Lo scrivano}} (''appena raggiunto il palcoscenico''). Ecco, forse si potrebbe sedere qua.
{{Sc|Una delle figlie.}} Oh Dio no, papà: di qua non si vede nulla!
{{Sc|Il tavoleggiante}}. Si vede però quando dalla chiesa uscirà la processione! Seggano, seggano!
{{Sc|Lo scrivano}} (''complimentoso''). No, grazie; sa, noi si viene, del resto, piú per arieggiarci un poco la mente, che per mangiare.
{{block|is|S’inchinerà, togliendosi il cappello, e andranno via per la destra.}}
{{Sc|Il giovane pedagogo}} (''rivolgendosi al mastro-medico''). Ma certo ci dev’essere, se questo Signore è chiamato cosí, «della Nave», una leggenda, io penso, nella quale probabilmente i suini avranno qualche parte.
{{block|is|Saranno nel frattempo usciti dalla chiesetta i due marinai miracolati con le loro donne e i ragazzi. Il vecchio avrà udito le ultime parole del giovane pedagogo e insorgerà, indignato:}}
{{Sc|Il vecchio miracolato}}. Che parte e parte volete che ci abbiano i suini? Non bestemmiate! Il Signore della Nave è nostro: di noi marinai, che non siamo suini!
{{Sc|Il giovane pedagogo}} (''tentando di scusarsi''). Ma no, io dicevo...
{{Sc|Il tavoleggiante}} (''aggressivo''). Parlate con rispetto, perché nessuno ha voluto offendervi!
{{Sc|Il vecchio miracolato}}. Ci offendete sí, tutti quanti siete ci offendete, gozzovigliando qua davanti la chiesa, a cui noi veniamo ogni anno dal mare a portare offerte e voti per la mala morte da cui il nostro Signore ci volle scampare!
{{block|is|Una delle due donne, la più giovane, si farà avanti e stenderà un braccio, umile e cupa, per portarsi via il vecchio:}}
{{Sc|La donna}}. Andiamo, andiamo, pà!
{{Sc|Il vecchio miracolato}} (''strappandosi da lei, piú iroso''). No, {{Pt|la-|}}<noinclude></noinclude>
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Pic57
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/* Musica nel wikiverso 2026.10 */
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== [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.09#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.10] ==
In costruzione
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{{Centrato|'''Aggiornamento mensile lilypondiano'''}}
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* Al '''15 ottobre 2026''', abbiamo trascritto e pubblicato (202) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:* {{Sc|'''Canti popolari'''}}
:: · {{Testo|.....}}
:: · {{Testo|......}l
:* {{Sc|'''Musica colta'''}} — Questo mese abbiamo trascritto l'ultima della 4 romanze che costituiscono "Le canzoni di Amaranta": "Che dici, o parola del Saggio?". Parole di G. D'Annunzio e musica di F. Paolo Tosti.
:::* {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 1/Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?|Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?}}
:::* {{Testo|......}}
:: — ......
:: — Tutte le trascrizioni di questo mese sono state create sull'ottimo [https://www.hacklily.org/ hacklily.org]
<hr>
:* {{Sc|'''Opere'''}} — Queste pagine contengono link a partiture appartenenti ad una stessa opera e sono collegate alle omonime pagine di Wikipedia tramite {{Sc|Interprogetto}}
:** [[Opera: La figlia di Iorio (Franchetti)]]
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:* {{Sc|'''Libri'''}} — .........
<hr>
:''[[:Categoria:Partiture|→ Vai a tutte le partiture]]''
<hr>
* [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica |'''{{Sc|Laboratorio}}''']] — E' un manualetto per chi vuole avvicinarsi a Lilypond, ma scritto per wikisource: il codice è infatti '''senza variabili'''. Contiene '''frammenti di codice complesso''' riutilizzabili in contesti analoghi corredati dagli esempi delle partiture trascritte.<br>Questo mese abbiamo pubblicato:
:*
:*''[[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Crescendo o diminuendo senza note| Crescendo o diminuendo senza note]]''
::\override Hairpin.to-barline = ##t | \!
:: Vedi codice in {{Testo|Che dici, o parola del saggio?}} %rigo down 3.10b
(di prossima pubblicazione)<hr>
* '''{{Sc|Revisioni}}''' — Periodicamente, via via che acquisiamo nuove conoscenze, revisioniamo brani già pubblicati con SAL 75% o addirittura 100% '''ottimizzandone il codice lilypond'''.
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* '''{{Sc|Riletture}}''' — Al fine di '''facilitare la rilettura''' del codice da parte dei volonterosi, a partire da oggi in testa ad ogni partitura lunga '''è posta la seguente riga prima del codice lilypond''':<br>
''<nowiki><!-- Cancella questa riga per visualizzare il contatore e facilitare la rilettura
</nowiki>''<br>''<nowiki>
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== [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.09#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.9] ==
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==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.5 Musica nel wikiverso 2026.5] ==
== 8.5.2026 ==
Ho trascritto per wikisource una «'''bluette'''» di Pietro Floridia, pubblicata sulla rivista della Ricordi "Musica d'oggi" a luglio del 1920. La «bluette» è una breve e raffinata composizione pianistica di carattere elegiaco. Qui in effetti lo spunto è offerto al musicista da una poesia di Théophile Gautier. La composizione è ancora più suggestiva perché il termine "bluette" - in francese - è utilizzato principalmente per indicare un colore azzurro intenso, (bleu turquoise o bleu vif). E - sempre in francese - l'assonante "bleuet" è il fiordaliso, uno dei pochi fiori davvero blu, così che per affinità «bluette» ha finito per significare "scintilla".
Buon ascolto 🎹
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==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.04#Musica_nel_wikiverso|Musica nel wikiverso 2026.4]]==
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.03#.eps_files|Musica nel wikiverso 2026.3]]==
== 17.3.2026 ==
'''[[Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2/Automobile|Automobile]]''' è una divertente composizione per pianoforte di Giulio Ricordi (sì, oltre che editore è stato compositore). Frutto del clima culturale che anticipa il futurismo (1908), celebra con ironia l'avvento dell'automobile, quando delle macchine si poteva ancora scherzare e prima che il futurismo stesso venisse fagocitato dalla propaganda bellica.
Esilarante il modo in cui viene reso il sobbalzo dei passeggeri a causa di una cunetta, nonché l'occasionale investimento di un povero cane vittima (collaterale) della macchina che tutto travolge: nulla la arresta! L'accidentale scoppio di una gomma (altra ironia) viene prontamente riparato e il motore - arrancando - porta finalmente i passeggeri a destinazione. Ah, la ''Belle Époque!''
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.02#Babel_Lilypond|Musica nel wikiverso 2026.2]]==
== 22.2.2026==
<poem>[[File:Sandringham House from the air (cropped).jpg|miniatura|sinistra]]'''Coincidenze!'''
Stavo giusto trascrivendo la [[Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia |''Sandringham March'']] di Natalie Townsend quando giunge la notizia dell'arresto dell'ex-principe Andrea, indovinate dove? Ma a '''Sandringham House''', ovviamente, la residenza di campagna dei Windsor, nel Norfolk! Qui si era ritirato dopo lo sfratto dalla Royal Lodge di Londra in seguito alle indagini sugli Epstein Files!
Ebbene, nel luglio 1904 la compositrice statunitense - nonché moglie di un ambasciatore USA - fu ospitata nella Sandringham House per una breve vacanza e lasciò come dono alla Regina Alexandra - che l'aveva invitata per la stima che aveva nei suoi confronti - questa elegante e briosa marcia.
https://it.wikisource.org/wiki/Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia Non era raro che i brani della Townsend venissero eseguiti dalle bande militari britanniche durante i cambi della guardia o in occasione di eventi ufficiali a cui partecipava la Regina.
Altri tempi!</poem>
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.01#Ars_et_Labor_1906,_vol._I_con_SAL_75%|Musica nel wikiverso 2026.1]]==
== 27.1.2026==
:La musica attraversa il tempo e lo spazio perché è un linguaggio universale: più facile suonare con un giapponese, che parlargli.
:E questo vale anche per la musica del passato, per la quale wikisource offre mille possibilità.
:Accade così che [https://it.wikisource.org/wiki/Ars_et_Labor,_1907_vol._II/N._9/Aria questa "Aria barocca"] di Antonio Francesco Tenaglia, un clavicembalista della metà del XVII sec., venga scoperta e trascritta per violino e pianoforte 250 anni dopo, nel 1906, da [https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico%20Polo Enrico Polo], un violinista cultore di Paganini.
:E venga poi pubblicata su Ars et Labor, una bella rivista dell'Archivio Ricordi in corso di trascrizione su Wikisource.
:Così oggi, esattamente 120 anni dopo, accade che io possa codificarla per digitalizzarla in MIDI.
:E possa poi anche sostituire la voce del violino con quella della mia armonica accompagnata dal pianoforte e... [https://www.spreaker.com/episode/aria-barocca--69423778 suonare un pezzo barocco per poi pubblicarlo sul mio podcast].
:Non è sempre stato così: devo dire grazie a Wikisource. E ovviamente grazie all'autore, al musicista che l'ha scovato e trascritto, al decodificatore, all'interprete e grazie anche a [https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_d%27Arezzo Guido d'Arezzo], di cui a dicembre si è celebrato il millenario della notazione musicale da lui inventata.
{{A destra|(pubblicato sulla pagina Facebook di Wikisource)}}
== 21.1.2026 ==
All'Archivio Ricordi (info@)
Gent.ma Redazione,
... ho curato la trascrizione su Wikisource dei primi 6 numeri di Ars Et Labor con le relative partiture in MIDI.
Nell'accingermi a proseguire il lavoro con il secondo volume del 1906 della rivista, ho notato che le partiture elencate non sono però incluse nella versione digitale di Ars et Labor. E' possibile recuperarle?
Ecco l'elenco, così come ricostruito dalle stesse pagine della rivista:
# Sous les pommiers di Vittorio Monti per mandolino e piano (n. 7, 1906, p. 647 cartacea, 37 digitale)
# A lei di G. Calamani, romanza. (n. 7, 1906, p. 644 cartacea, 37 digitale )
# [https://musescore.com/user/97106398/scores/19541758 Quelle labbra non son rose... di Stefano Donaudy] (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Au son des harpes di Alfred Cottin (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Dejanice di Alfredo Catalani (n. 9,1906, p. 839 cartacea, 137 digitale)
# Campane di Napoleone Cesi (n. 10/1906, p. 927 cartacea, 181 digitale)
# Se vuoi ch'io muoia, amor, morrò... di Stefano Donaudy (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Éloignement di Henry Soro (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Allegretto per organo di Roberto Remondi (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Il presepio di J. Burgmein (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
# Musette (da: Heures deliceuses) di Enrico De Leva (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
Grazie per l'attenzione e un cordiale saluto
== 15.1.2026 ==
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== 14.4.2025 ==
In questi giorni ho finito di trascrivere "Francesco e il suo tempo" di Francesco Prudenzano, un patriota meridionale che scrisse questo libro nel 1857, poco prima dell'Unità. L'avevo trovato citato in un articolo sul film "Frate Sole" (1918), emerso dallo scaffale del Cinema di Wikisource. Tra un anno si celebra l'ottavo centenario della morte di Francesco d'Assisi: piccolo contributo il mio nella speranza che il mite messaggio del poverello di Assisi non finisca soffocato dalle urla dei nazionalismi. L'11 gennaio di quest'anno 2025 ricorreva l'ottocentesimo anniversario del ''Cantico delle creature'', esordio poetico della letteratura italiana: non se n'è parlato molto, ma si può sempre rimediare...
Comunque il libro (il cui titolo completo sarebbe "Francesco d’Assisi e il suo secolo, considerato in relazione con la politica, cogli svolgimenti del pensiero e colla civiltà. Studii") bene ci mostra - con tutte le forzature nazional-patriottiche che si possono immaginare - come Francesco d'Assisi fosse destinato a diventare patrono d'Italia prima ancora che ci fosse uno Stato "Italia". Il buon Prudenzano si impegna a descriverci Francesco d'Assisi come "il santo italiano per eccellenza" e lo colloca all'inizio di una nuova "gloriosa" visione della cultura del nascente Stato.
Anche il cinema - sin dai suoi esordi muti - ha fatto la sua parte: ho contato 11 film italiani su Francesco d'Assisi dal 1911 al 2007... una media cioè di 1 film ogni 10 anni (e sicuramente ne avrò dimenticato qualcuno).
Nel gran calderone dei temi - talora polemici - sollevati dal libro, colpisce la storica rivalità tra francescani e domenicani, risalente al fatto che entrambi si trovarono nel XIII sec. a combattere le eresie, ma con due strumenti agli antipodi: la povertà di Francesco e la dottrina di Domenico. Dante nella Commedia risolve brillantemente la questione in Paradiso, facendo elogiare Francesco dal domenicano San Tommaso e Domenico dal francescano san Bonaventura. Perfetto! Ma la storia non finisce lì e si trascina fino al Risorgimento. E anche dopo: scopro infatti che se - come tutti sanno - Francesco è Patrono d'Italia, Caterina da Siena - terziaria domenicana a 16 anni, la cui reliquia della testa è custodita appunto nella Basilica di San Domenico a Siena - lo è anche lei! E così per non scontentare nessuno l'Italia si trova due patroni. La Francia ha Giovanna d'Arco, l'Inghilterra San Giorgio, l'Irlanda San Patrizio, la Spagna San Giacomo, noi invece due e pare che la Germania ne abbia addirittura tre. All'Europa ne basta uno: Benedetto da Norcia. Sit aliquis nobis auxilio!
== 21.2.2025 ==
Che bella sorpresa! Su wikisource possiamo anche trascrivere la musica e ascoltarla! Chi già legge la musica può con poco sforzo (e grande soddisfazione) usare Lilypond, un potente programma di incisione musicale per la produzione di spartiti di qualità eseguibili in MIDI. Ecco qui un piccolo esempio:
[[Al_mio_pregar_t'arrendi|Al mio pregar t'arrendi]], dalla Semiramide di Gioachino Rossini. E altri sono in arrivo :-) [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:51, 21 feb 2025 (CET)
== 21.1.2025 ==
C'è qualcosa di profetico nel breve racconto - umoristico - "Per la storia..." (1942) di Vitaliano Brancati. Egli immagina che il suo amico e regista Mario Camerini (quello delle commedie sentimentali piccolo-borghesi degli anni Trenta), riceva un sonoro '''"no!"''' da una ragazza (milanese) che rifiuta (incredibile!) di diventare famosa attrice in uno dei suoi film. Non vi voglio spoilerare il finale - assurdo e sarcastico -, ma credo che se le donne - e gli uomini - rifiutassero davvero "con uno sguardo sfavillante di rabbia" di sottrarsi - almeno un po' - alle lusinghe e ai facili successi dell'industria dello spettacolo, il mondo sarebbe meno cinico nei loro confronti e il cinema ne guadagnerebbe in termini di qualità artistica. Ma non è facile in un'epoca che sembra aver trasformato tutto in spettacolo. Sembra impossibile: tuttavia il raccontino dice che si può. Si legge in due minuti e sta [[Per_la_storia...|qui, su wikisource, solo su wikisource!]]
== 12.1.2025 ==
In [[Note sul neo-realismo|Note sul realismo]] del 1952 di Agostino degli Espinosa, che l'autore sviluppa magistralmente a partire da una breve conversazione con Cesare Zavattini, leggo:<br>
''Un brano di musica o un discorso trasmesso dalla radio, raccoglie gli ascoltatori in un’unica commozione, rendendo illusoria la loro consapevolezza di essere ognuno in una dimora privata.''
Non esiste realtà individuale che non sia sempre inevitabilmente anche collettiva. Questa è la «fame di realtà» da cui nasce il neorealismo.
''Ognuno di noi per un’abitudine che solamente uno sforzo di pensiero può vincere, si crede ricinto di solitudine, libero da ogni rapporto con gli altri e lo spazio sociale in cui si libra gli appare come un oscuro «al di là» che trascenda il suo mondo. E’, affondando lo sguardo in questo «al di là», che Cesare Zavattini ha cercato «gli altri».''
Come il neo-realismo ci ha dimostrato, il cinema può essere quello "sforzo di pensiero" che solleva il velo delle solitudini.
== 10.1.2025 ==
Ho recentemente riletto per WS ''La figlia di Iorio'' di Gabriele D'Annunzio portando il SAL al 100% e l'ho trovato di un'attualità sorprendente in merito a quanto si sta dicendo sul patriarcato e sui femminicidi. Quest'opera (1904) - di carattere mitologico e non veristico, come si vorrebbe far credere (lo dimostrano i nomi i dei personaggi "Lazaro di Roio • Candia della Leonessa • Aligi • Splendore • Mila di Codra ecc..."), mi sembra la tomba del patriarcato. E infatti c'è un parricidio. Aligi uccide il padre Lazaro, più o meno intenzionalmente: per legittima difesa o per difendere Mila. O perché davvero si ribella. Ma - dilaniato com'è tra Mila e Vienda - non ha più la forza di sostituire Lazaro perché non è come lui. La figura che giganteggia alla fine è Ornella che - sottraendo Mila, la figlia di Iorio, al suo destino - ha di fatto ucciso il patriarcato che la reclamava attraverso l'ululante ''coro dei mietitori''. Alla fine l'eroina si immolerà per salvare Aligi (non più eroe, ma una vittima, un po' vigliacca anche). Chi ha capito tutto è invece Ornella, che da lì continuerà la sua emancipazione.
<poem>''A chi lo lasci l’aratro,
oh Lazaro, a chi lo lasci?
Chi ti vanga il campo tuo,
la tua mandra chi la pasce?''</poem>
Nessuno risponde. Perché il patriarcato è indissolubilmente legato all'agricoltura e alla pastorizia. E così la sua religione, ridotta qui a superstizione.
== 9.1.2025 ==
''[[La musica e il film]]'' è un saggio di ''S. A. Luciani'' scovato dentro il n. 6 della rivista B&N del 30 giugno 1937. Tra le tante cose interessanti che vi si scoprono, questa mi sembra una vera perla: <br>
''La musica nel film non ha solo la funzione di integrare obbiettivamente la visione silenziosa, ma di commentarla dal punto di vista dello spettatore, funzione analoga questa (non stupisca il richiamo storico) a quella del coro nella tragedia greca.''<br>
Proprio così: il coro agiva come intermediario tra la narrazione e il pubblico, offriva commenti, riflessioni, e spiegazioni sugli eventi che si svolgevano sulla scena. Insomma guidava la comprensione e l'interpretazione dei temi principali enfatizzando i momenti di tensione, dramma o pathos. E la colonna sonora non fa questo all'interno del film? Guida le nostre emozioni spesso anticipandole: quante volte siamo stati messi sull'avviso da una musica improvvisamente cupa che annuncia un evento catastrofico. O che lo sottolinea. O che al contrario libera da uno scampato pericolo un personaggio... e così via...
== 4.1.2025 ==
Qualche giorno fa stavo sfogliando su Internet Archive alcuni numeri della rivista "Cinema" del 1939 alla ricerca di qualche bel pezzo da portare su Wikisource: tra pagine intere di pubblicità (belle immagini però!) e propaganda di regime (uff!), sfoglia, sfoglia... ecco che all'improvviso leggo:
"Dramma e sonoro". Un articolo di Luigi Pirandello.... <br>
Faccio un salto sulla sedia! <br>
E da dove salta fuori quest'articolo del Maestro sul rapporto tra cinema e teatro? Nel '39 Pirandello era già passato a miglior vita da 3 anni. Possibile che ci abbia scritto qualcosa dall'aldilà e noi non ce ne siamo accorti? Sembrerebbe la trama di una delle sue novelle! <br>
Strabuzzo gli occhi e vado a leggere meglio. Si tratta di un articolo del 1929 (aaaah.... ecco!) scritto per "La Nacion" di Buenos Aires, in cui si è imbattuto - per caso anche lui - il buon Renato Giani che lo ha ri-tradotto in Italiano dallo Spagnolo e pubblicato poi sulla rivista "Cinema" dieci anni dopo la sua pubblicazione in Argentina. Un gioiellino! Vado subito a trascriverlo.
Eccolo, lo potete leggere qui anche voi: https://it.wikisource.org/wiki/Dramma_e_sonoro
Ma tu vedi cosa ti può capitare di leggere su wikisource... solo su wikisource!😀
== 28.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura di Piccoli eroi, un romanzo per ragazzi scritto nel 1892 da Virginia Tedeschi-Treves - sotto lo pseudonimo di Cordelia - e pubblicato (ovviamente) dall'Editore Giuseppe Treves di Milano, di cui Virginia era consorte. Anzi sarà proprio grazie alla sua dote, proveniente da una facoltosa famiglia veronese, che la casa editrice potrà ingrandirsi e acquistare a Milano, in via Palermo, adiacente alla via Solferino, già sede della casa editrice, il terreno in cui insediare la tipografia che darà alle stampe nel 1864 ''Il Corriere di Milano'', giornale liberale di ispirazione cavouriana, che dieci anni dopo diventerà ''Il Corriere della Sera''.
''Piccoli eroi'' è un romanzo piuttosto importante nella nostra letteratura: non tragga in inganno il fatto che sia destinato ai ragazzi. Sarebbe anzi ora di finirla di considerare la letteratura per ragazzi come una letteratura di serie B. Questo romanzo ebbe ben 62 ristampe! A p.63/64 si legge: .''..le guerre di conquista non sono più conformi alla nostra civiltà, e l’Italia libera e indipendente non ha più gran bisogno che i suoi figli le consacrino il loro coraggio e il loro sangue, bensì le occorrono ingegni educati a forti studii, che la facciano ricca e potente.'' Un bel messaggio per i ragazzi dell'epoca. Le cose sarebbero però andate diversamente: ci sarebbe stata non solo una prima guerra mondiale, ma pure una seconda. Però fa piacere sapere che nel 1892 c'era chi la pensasse così!
== 22.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura dei Canti orfici di Dino Campana nell'edizione originale, quella pubblicata a Marradi (la sua città d'origine, sull'Appennino tosco-romagnolo) nel 1914. Già questo è emozionante perché dietro quell'edizione c'è una bella storia che vi vorrei raccontare.
La raccolta dei Canti Orfici era già pronta per la pubblicazione nel 1913, ma la redazione della rivista Lacerba - quella di Papini e Soffici - a cui Campana aveva affidato l'unica copia del manoscritto - ebbe la dabbenaggine di smarrirla. Che fare?
Io penso che li avrei torturati.
Il poeta invece non si perse d'animo e riscrisse tutte le poesie a memoria: un'impresa titanica! Finito il manoscritto però, non lo riconsegnò a Lacerba (e come dargli torto?). Lo affidò a una tipografia del suo paese, la Tipografia F. Ravagli, appunto, come leggiamo sulla copertina. Ora, questa tipografia ha una storia particolare: era stata fondata da un marradese, Federico Ravagli, professore di Lettere nel Ginnasio di Cortona. La tipografia era il suo sogno e pubblicò varie riviste e opere del territorio, finendo per lavorare addirittura con il giornale di Firenze, La Nazione. Alla sua morte (1910) i macchinari furono trasferiti a Marradi, dove Bruno insieme a Baldo e Teresa, continuò l'attività del fratello Francesco. Fu dunque Bruno a pubblicare i Canti orfici, facendo un ottimo lavoro come possiamo vedere. La sua edizione è quella che stiamo trascrivendo digitalmente: proprio quella! Ecco perché anche solo sfogliarla per rileggerla è già emozionante.
Se la storia vi è piaciuta e volete fare un giro per provare anche voi l'emozione di trascrivere qualche pagina dei Canti orfici, cliccate qui: ( https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Dino_Campana_-_Canti_Orfici,_Ravagli,_Marradi_1914.djvu )
Scegliete una pagina con l'iconcina rossa e buon lavoro. Però affrettatevi, perché le pagine da formattare stanno per finire e dovrete aspettare la prossima rilettura.
Ma tu vedi dove può portare un canto orfico di wikisource...😀
== 20.12.2024 ==
Rileggendo, per formattarlo in wikisource, il cap. IX del Trattato Primo del Convivio di Dante mi imbatto con meraviglia in un proverbio popolare, e cioè: "una rondine non fa primavera", cosa apparentemente inappropriata in un'opera filosofica di alto livello come il Convivio.
E invece scopro che Dante lo mutua da Aristotele: "come dice il mio maestro Aristotile nel primo de l’Etica". Vado immediatamente a verificare.
Aristotele ne parla a proposito della felicità: «come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno di sole, così un solo giorno o un breve spazio di tempo non fanno felice nessuno»
Aristofane non si lascia scappare l'occasione per fare una battuta delle sue: «C'è bisogno di molte rondini» e Dante invece ne parla a per motivare la sua scelta (ancora una volta "popolare" ) di usare il volgare in un'opera filosofica: «pronta liberalitade mi mosse al volgare anzi che a lo latino»
Ma tu vedi dove può portare una rondine di wikisource😀
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Autore:Francesco Paolo Tosti
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{{Autore
| Nome = Francesco Paolo
| Cognome = Tosti
| Attività = compositore/cantante
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
* {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}}
* {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!}}
* {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 1/Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?}}
{{Sezione note}}
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{{Rule|4em}}</noinclude>
Prima che si iniziasse l’ampliamento di Roma, divenuta capitale d’Italia, quel lungo tratto di via che si apre dinanzi a chi muove da piazza di Venezia per andare al {{Wl|Q3981970|Teatro Drammatico Nazionale}}, non era così largo come è presentemente. In quella via sorgeva una fila di case che prospettavano sopra una strada più stretta, e questa strada prendeva il nome dalla {{Wl|Q60999789|Chiesa e dal Convento di S. Romualdo}}, che<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|80|{{Sc|r. giovagnoli}}||riga=si}}</noinclude>fra quella fila di case sorgevano, l’uno annesso all’altro.
In quella stretta viuzza di S. Romualdo si apriva una modesta botteguccia sull’insegna della quale era scritto: ''Barbiere e Parrucchiere''.
L’uomo che esercitava quella professione nella bottega indicata si chiamava Rocco Moroni. Chi fosse entrato in quella bottega nell’anno 1816 vi avrebbe veduto un giovinetto fra i 13 e i 14 anni, alto, snello, ben formato, dalla carnagione bianchissima, dai capelli castani, dalle pupille azzurre, mobili, intelligentissime, la cui fisonomia avvenente e simpatica avrebbe subito prevenuto l’avventore in favore del giovinetto. Il quale, con modi ossequiosi, con dolce sorriso, si sarebbe fatto incontro all’avventore, offrendosi, con belle e aggraziate parole, pronto a servirlo.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|gaetanino}}|81|riga=si}}</noinclude>{{Nop}}
Quel giovinetto aveva nome Gaetano, era figlio di Rocco Moroni e, per vezzo, dai frequentatori della bottega paterna, era chiamato col diminutivo di Gaetanino.
Gaetanino era nato a Roma il 1802; e appena giunto all’età di sette anni era stato inviato alle scuole dei RR. PP. della Dottrina cristiana, volgarmente e argutamente detti gli ''Ignorantelli''. Questo epiteto era stato evidentemente usato da prima per denotare gli allievi che frequentavano le scuole dei Reverendi Padri suddetti, poi, vista la bestialità dell’insegnamento, si era finito per appiccarlo — con meritata mordacità — ai Professori.
Quale era di fatti l’insegnamento impartito ai giovanetti dai Padri della Dottrina Cristiana?... Era semplicissimo, e per enunciarlo non farà d’uopo di pe-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|82|{{Sc|r. giovagnoli}}||riga=si}}</noinclude>riodi complicati. Essi insegnavano al fanciullo a leggere sull’Abecedario, poi quando l’allievo cominciava a compitare, gli facevan leggere — con metodi antidiluviani — la ''Dottrinella'' del {{AutoreCitato|Roberto Bellarmino|Bellarmino}}; poi, quando l’alunno leggeva correntemente, gli mettevano in mano la ''Dottrina Doppia'' dello stesso Eminentissimo Bellarmino e quando, sbadigliando fino a scomposizione di mascelle, i giovanetti ingegni si erano ben bene inebetiti sulla dilettevolissima scienza dogmatica contenuta nella ''Dottrina Doppia'' del Cardinale Gesuita, allora si avviava lo sventurato discepolo alla lettura dell’ufficio latino della Beata Vergine. Contemporaneamente si insegnava al giovane a scrivere e a far di conti; e, allorchè l’infelice ragazzo, dopo quattro anni di questi studii, leggeva velocemente, senza capirne verbo, i<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 175 —|}}</noinclude>canti sono o preistorici o appartenenti a i primi periodi storici con rarissimi innesti di musica sapientemente svolta e sono quindi fra i rarissimi esempi di musica antichissima della quale per trovare la coeva bisogna andare o in poche zone della Spagna e della Francia o in certe regioni della Russia o fuori Europa, nell’Africa.
Non è solo uno straordinario potente attaccamento che ha permesso ai canti etnici di conservarsi puri o quasi nella materia e nei loro caratteri primitivi, non ricevendo che elementi melodici estranei che differissero solo di gradazione ma fossero di una stessa tinta; ma è pure per l’essere state tutte le varie civiltà che in Sardegna più lungamente e profondamente dominarono, sempre in qualche cosa affini ai caratteri aborigeni.
{{Centrato|⁂}}
Forse geologicamente un lembo d’Africa dalla madre terra staccatosi in uno di quei grandi sconvolgimenti tellurici che travagliarono la crosta terrestre nelle prime epoche: certo all’Africa, pe’ ’l lato orientale assai vicina. E le prime notizie preistoriche di quest’isola portano le tracce di quella grande civiltà orientale che, emanando dal possente Egitto (a sua volta, nel meglio<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 176 —|}}</noinclude>e nel più progredito, dell’Asia informato) andò man mano raggiando e spandendosi alle coste libiche e mauritane, alla Grecia, all’Egeo, invadendo l’Italia meridionale, tutto il bacino mediterraneo.
Già oramai possiamo dire quasi accertato, mercè i geniali studi del Dott. Ardu-Onnis e gli acuti raffronti del Dott. {{AutoreCitato|Vittorio Spinazzola|Vittorio Spinazzola}} fra le statuette bronzee rinvenute in Sardegna ai monumenti egizi, che i Shardana del mare, che facevano parte delle truppe scelte adibite specialmente alla difesa della sacra persona dei Faraoni, altro non siano che i Sardi, come i Shacalaka i Siculi. Così ora, specialmente dopo le indagini dell’illustre {{AutoreCitato|Giovanni Patroni|Giovanni Patroni}}, si va sempre più allargando e spostando verso lo stesso centro la cerchia delle stazioni preistoriche che conservano monumenti similari ai Nuraghi sardi.
E ancora quei pani di rame, rinvenuti a Serra Ilisci in provincia di Cagliari, ora conservati nel R. Museo archeologico di questa città, sui quali molto discussero, emettendo diversi pareri, lo Spano, il Crespi, l’Evans, il Pais, i Perrot e Chipiez e il Nissardi, vengono, dopo il ritrovamento di pani simili ad Enkomi nell’isola di Cipro e specialmente ad Haghia Triada nell’isola di Creta — magistralmente illustrati dagli studi del Murray e del Halbherr — ed alla notizia di quelli<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 177 —|}}</noinclude>conservati nel Museo Archeologico di Atene, non solo a confermare per vera l’ipotesi che si trattasse di pani o ''lingots'' di rame preparati per la fusione, ma anche a confermare sempre più i rapporti etnici dei sardi con le civiltà orientali e specialmente micenea, che risale alla metà circa del secondo millennio a. C., a prova di che, giova richiamare alla memoria del lettore colle parole di {{AutoreCitato|Luigi Pigorini|Luigi Pigorini}} le processioni dipinte nella tomba di Bekmara a Tebe: «Fra i tributi che nelle processioni stesse i kelti portano a Tutmes III, sono ripetutamente rappresentati, insieme con vasi, di produzione micenea, enormi pani di metallo dello stesso tipo di quelli di Enkomi, Haghia-Triada, Calcide, Micene e Serra Ilisci».
La Sardegna, piena di golfi e di cali di facile approdo, dovette essere importante consueto punto intermedio fra l’Egitto e la Spagna, fra l’Africa e l’Europa. E per questo, vi stazionano i Fenici prima, i Cartaginesi dopo. Da questi, è vero, passa in mano dei Romani ma per ricadere sotto il giogo di civiltà orientali, i Saraceni, e se da questi passò in mano dei Pisani fu per poi trovarsi dominata dagli spagnoli che vi continuarono ad approfondire certi caratteri arabi essendo essi stessi di usi e costumi moreschi imbevuti fino al midollo delle ossa.
È per tutte queste vicende che la massa<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 178 —|}}</noinclude>dell’etnos sardo si presenta quasi unita e compatta come quarzo. È per tutto ciò che ancor oggi, nonostante la civiltà lungamente penetrata nei suoi maggiori centri, la Sardegna può nelle sue campagne offrire al musicologo i più rari e preziosi fiori di musiche antichissime, anteriori ad ogni civiltà, riscaldate dal sole stesso che riscalda le musiche dei deserti, vivacemente e variamente colorate dello stesso indaco, della stessa porpora, ornate dell’oro e dell’argento istesso di cui andavano magnifiche le opulente civiltà moresco-spagnole.
{{Centrato|⁂}}
Nella notte oscura è un solo chiarore; quello che illumina il vano della porta di un tugurio spalancata sulla strada.
Se per un istante vi fosse balenata alla mente l’idea di una festicciola protratta oltre la consueta veglia, e vi sentiste attratti, nel passare, gettarvi uno sguardo, se il vostro cuore è sensibile e lo spettacolo della sventura vi attrista e può turbare i vostri sonni, volgete la testa altrove, turatevi le orecchie e andate innanzi per la vostra via perchè ivi non è cosa per voi; in quella povera tana di uomini è entrata la morte.
Io mi rivedo la sera dell’Assunzione, molti anni sono, discendere lieto dalla vicina {{Pt|mon-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 179 —|}}</noinclude>{{Pt|tagna|montagna}}, in dolce compagnia, al villaggetto. Mi rivedo fermo sulla nera via innanzi a un’umile stanzetta fatta ardente di ceri in cui regnava una bianca figura distesa e velata a cui facevano corona donne e uomini in atto di rispetto. Mi riodo chiedere con ancora uno scoppio di letizia nella voce: Cos’è, l’esposizione della Madonna dell’Assunta? Era una giovinetta morta nella sera, esposta, alla pubblica pietà. Tale il costume che vuole partecipi del dolore tutta la comunità raccolta nel villaggio.
Ma io vi ho detto di turarvi anche le orecchie perchè più lugubre del lamenti, più straziante dei singhiozzi, più spaventoso della vista della stessa morte, è il canto della donna che, moderna preficatrice, del defunto tesse le lodi. Canto tenue come l’esile voce di rustica cennammella, tremolante d’emozione, breve, interrotto da singhiozzi degli astanti che fan coro alla mestissima nenia. Canto tenue ma che vi prende alla gola, vi scuote i nervi, s’impossessa di tutto il vostro essere e vi costringe, foste pur di sasso, alla pietà, alla commozione, al pianto, risuonando in voi tutta la notte, facendovi risvegliare improvviso, di soprassalto, come un incubo; terribilissima voce di pietà che v’introna e vi lascia indelebile traccia nell’animo.
È la sorella, la sposa, la madre o altra donna, ove fra le congiunte nessuna sappia, che il dolore<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 180 —|}}</noinclude>libera dal petto nella forma più pura, quella musicale. Tragica e pietosa manifestazione quant’altre mai.
La lugubre cantatrice, in dialetto vien detta ''attittadora'' e il canto ''attittidu'' certo da fitta, tetta, tenuto anche conto del qualche volta usato ''attittai'' per dare la tetta, allattare, il che riguardo al canto funebre avrebbe significato dolcissimo di pietà e dolore. Rammentiamo l’atto di picchiarsi il petto nella contrizione, gesto quanto mai espressivo e derivazione logica perchè il cuore è nel petto e con questo si culla e si piange a un tempo ed il petto della donna è scrigno di pietà infinita, maturale origliere al pargolo ed al morto. In Grecia ove tuttora usasi, il canto funebre è chiamato ''mirologo'' da μυρέως μέρομαι piango mi lamento, e λόγος discorso; e, ciò che è significativo al sommo, il canto che, anticamente, il coro intonava alla fine luttuosa della tragedia era detto ''commos'' κομμάς da κόπτω battere perchè i lamentatori e le lamentatrici si percuotevano il seno ed il capo. Il sardo ''attittai'' ha dunque la stessa origine e lo stesso significato del ''commos'' dell’antica Grecia. E scommetto che ci saranno ancora professoroni e professorucoli loro allievi che giureranno tutti sulla fede dei più veri e maggiori dottori ''tedeschi'' che l’etimologia di ''attittai'' è da ricercarsi nella ferocia sarda.
In altre regioni il canto della morte sarà più<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 181 —|}}</noinclude>completo, il tema svolto per intiero, fiorito e impostato in una tessitura che meglio lo farà risaltare e metterà in evidenza la voce, ma in nessuna regione, io credo, raggiunge l’alta potenza emozionale di quello sardo. Nessuno meglio di questo esprime il dolore, ripete il singhiozzo, s’intona alla tristezza dell’ambiente, si fonde e piange col pianto dei dolorosi circostanti.
Ecco a [[L'Anima_musicale_d'Italia/Sardegna/Fiza_mia|tav. n. 72]] un ''attittidu'' da me trascritto dalla voce di una vecchia ''attittadora''; esso non è che pallida idea di ciò che è nel rompere dal petto nella gola della mamma sconsolata. Cercate di piangerlo e forse intenderete qualche cosa della sua tristezza, del sublime artistico cui arriva quand’è nel suo naturale ambiente di lutto e di morte.
{{Centrato|⁂}}
Passate oltre.
Ad una svolta della strada udite salire dall’ombre un sommesso canto a più voci. Lente risonano tutte come di sacerdoti chiamati ad alto ministero. Una acuta ricama e trapunta; un’altra grave vibra cavernosa e potente come voce di canna d’organo nell’estremo limite della sua gamma, altre due, intermedie, ripetono la frase rubandola a volta a volta alla voce principale.
Osservate l’orditura del breve tema che qui riporto di uno dei tanti modi di {{Pt|''cantare a tteno-''|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 182 —|}}</noinclude>{{Pt|''res''|''ttenores''}} — cantare da tenori — o a ''cuncordia'' — di concerto ([[L'Anima_musicale_d'Italia/Sardegna/Nobilissima_dama|Tav. n. 73]]).
La parte che intona, pure la prima per importanza, è denominata nei dialetti del settentrione ''sa oghe'', ''sa oche'', ''sa bozi'' — la voce. Le altre, ''sa mesu oghe'' — mezza voce — o ''tipli'', ''tipi'', ''tipiri'', con uno o due ''p''; ''su contra'' da contrappuntare in voce di tenore; ''su basciu'' il basso — perchè sostiene l’armonia con un pedale.
Forse il quadro e l’ora e forse la disposizio ne delle voci di cui la grave troppo rammenta quella di certi cantori arabi e persiani che, come i sardi, facendo di una mano letto alla gola e alla guancia sembrano raccogliere la voce nello stesso atteggiamento in cui è figurato un cantore di un bassorilievo scoperto nientemeno che a Ninive ed ora conservato al British Museum, certo è che ci sentiamo trasportare nostro malgrado nel Marocco con {{AutoreCitato|Edmondo De Amicis|Edmondo De Amicis}}. E il musicologo resta lì perplesso e sbalordito ascoltando quelle armonie, quei contraccanti, quelle imitazioni. Quanto è più lontana nei tempi la conquista della polifonia dall’epoca assegnatale dagli storici. Come la sua nascita è più naturale, più bella, più nobile!
Si tratta, nel caso dell’esempio riportato, di una serenata ad una voce cui in alcuni punti fan coro le voci degli amici a sostegno {{Pt|mate-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 183 —|}}</noinclude>{{Pt|riale|materiale}} del suono melodico, morale, dell’amico del quale sentono la trepidanza e si associano e gli fan cuore. Di questi canti corali, in Sardegna molti, belli e vari, e più che tutto, interessantissimi per la storia della polifonia, mi occuperò quanto merita, in altro più adatto lavoro. Qui basti il cenno che spero valga ad invogliare il lettore a conoscerne di più e..... a leggermi ancora altrove.
Passate oltre ancora.
{{Centrato|⁂}}
Un raggio di luna veste d’argento quella casetta. Da un gruppetto di figure che paion ritagliate in carta nera, tanto forte è il contrasto delle loro ombre in quel chiarore spettrale, esce la timida voce di una chitarra, sale il canto di un innamorato a solleticare le orecchie di una bella che certo ascolta dietro quella finestra socchiusa. Anche in questa serenata (assai più artistica e sentita di tutte le sue discendenti: le serenate trovadoriche che pure del canto d’amore del popolo conservano qualche traccia) sono le cesellature arabo-spagnole che abbellano ed è la nota umana del canto primitivo che freme, che suggerisce ed impone queste modulazioni più poetiche più emozionali di tutte le modulazioni combinate dai dottissimi {{Pt|mae-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 184 —|}}</noinclude>{{Pt|stri|maestri}} compositori modernissimi. E una sottigliezza mi sia consentita in questo libro che di sottigliezze non può intrattenersi. Il lettore che n’ha voglia esamini questo canto e troverà nel suo primo periodo, compreso nelle prime otto battute, i germi del tono del comune parlare.
Dal puro recitato si passa al declamando dei questuanti in cui, come si vede da un esempio da me riportato in uno studio sulla etnofonia sarda, si comincia a delineare il colore musicale, per arrivare a questa serenata in cui gli stessi elementi si svolgono in vera forma di canto solo nelle ultime tre misure ([[L'Anima_musicale_d'Italia/Sardegna/Prega_mi_bella_fortuna|Tav. n. 74]]).
E rincasato è ancora un canto, una dolce ninna-nanna che vi chiude gli occhi. Una ninna-nanna in cui l’appoggiatura per addolcimento sentimentale è sempre alla distanza di mezzo tono dalla nota reale su cui cala con audace cromatismo capace d’insegnamento anche ai super-sensibili auricolari della Francia. Questa ninna-nanna in cui, se il sonno non vi aggravasse le palpebre, vi annebbiasse le idee, vi smorzasse ogni pensiero, fra mezzo ai caratteri comuni alla ''berceuse'' di qualunque regione del mondo, udreste spiccare quelli etnici preistorici evidentissimi, della prima madre che cullò il primo bambino ([[L'Anima_musicale_d'Italia/Sardegna/Anninnia|Tav. n. 75]]).<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 185 —|}}</noinclude>{{Centrato|⁂}}
Ma se la notte è il dolcissimo canto dell’usignolo della maternità umana che vi ha cullato, al mattino è il cinguettare persistente e petulante della mattiniera rondinella che vi sveglia. È la servetta che trilla, ad alleviare le giornaliere fatiche, uno stornello o ''muttettu''. Ecco il più diffuso. Essere dovrebbe allegro ma il movimento accellerato prestatogli dell’agile gola, la voce fresca e gioconda dei sedici anni, non valgono a nascondere la mestizia ch’è in fondo a questa melodia ([[L'Anima_musicale_d'Italia/Sardegna/In_sa_matt'è_su_spiccu|Tav. n. 76]]).
Nella oscillante instabilità delle misure di tre quarti alternate con quelle di quattro quarti, neila insistenza cadenzale, nella brevità del passo che si svolge nell’ambito di cinque gradi della scala, nel salto di quarta ascendente e nel colore di tutti i suoni procedenti per grado congiunto, nella trascinante legatura di portamento con quell’unica acciaccatura, nell’accorante melanconia sono i segni palesi di caratteri preistorici sentimentali propri della musica del meridione della Sardegna di cui infatti è il tema fondamentale, che appare in tutta la regione in cento guise modificato ma non trasformato per modo da non essere sempre riconoscibile.
Ed ecco un più lieto canto che talora le<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 186 —|}}</noinclude>festose corone di giovani contadine sciolgono alla raccolta delle ulive o ad altra fatica dei campi, che si trova a [[L'Anima_musicale_d'Italia/Sardegna/Tristu_vassirilanbi|tav. n. 77]].
Una intona con versi talvolta gentili come quelli qui riportati, e l’altre fan coro su parole senza palese senso. Anche in questo canto di cui la gamma non sorpassa la dominante di cui le acciaccature calano sempre e sempre di mezzo tono riuscendo così ad essere spesso note estranee alla tonalità del pezzo e dando un’idea chiarissima del processo evolutivo degli abbellimenti che in principio altro non furono che esitazioni, tremolamenti, nodi della voce, turbamenti emozionali, è pur sempre quell’oscuro senso di melanconia che esala dalle cose antiche.
Ancora un tema che si libra alto come il volo del falchetto, che rievoca gli aguzzi picchi dell’alte rocce accesi da’ rossigni riflessi rimandati dalla enorme luna che come disco di rame s’aderge in un cielo di cenere (Vedi [[L'Anima_musicale_d'Italia/Sardegna/Pro_truncare_sas_cadenas|tav. n. 78]]).
{{Centrato|⁂}}
E lasciamo quest’isola che da lontano ci rimanda ancora nell’eco dello spazio i suoni degli zufoli pastorali, dei pifferi e tamburini, delle zampogne di canna, attorno cui turbina la danza paesana o ballo tondo, per la sagra di un qualche piccolo villaggio. Lasciamo quest’isola<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 187 —|}}</noinclude><section begin="s1" />di umili e pur veraci eroi, per recarci in quell'altra che fu patria al più grande genio della guerra, a {{AutoreCitato|Napoleone Bonaparte|Napoleone}}.
<section end="s1" />
<section begin="s2" />{{Ct|f=200%|CORSICA.}}
Siamo all’ultima giumella di canti che l’Italia aprendo le mani lascia cadere e volteggiare e spandersi nell’aria e pel mondo qual leggiadrissima pioggia di colorati e profumati petali del più prezioso e delicato fiore del suo giardino, il supremo e più intimo secreto dell’anima del suo popolo.
Poca e povera terra. Che importa? Forse che la madre si ama in ragione di venustà? O non ama anzi più fortemente il povero il suo tugurio del ricco il suo palazzo? E la madre che degna sia di tal nome, non serba essa le sue più affettuose cure per la creatura debole e malaticcia che gli costa insonni ed angosciose veglie? E l’amor di patria mai si fa sentire tanto forte quanto nel momento ch’essa vediamo calpestata. E svisceratissimo amore portano alla diletta isola i figli suoi, e ai tempi eroici di quella grande fiamma di libertà che fu il {{AutoreCitato|Pasquale Paoli|Paoli}}, il corso che dopo lunga e forzata assenza, che per proprio gusto mai l’abbandona, vedeva troppo tardare alla propria passione l’ormeggiare
<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|99}}</noinclude>tezza esprime molto, per altro di delicata complessione, patendo molto nella gravidanza. Per esser partiti i Signori Conte, e Contessa d’Althem, pranzai la mattina con il Signor Conte Stella.<section end="s9" />
<section begin="s10" />{{Ct|t=1|v=1.6|w=0.5em|f=110%|{{Type|l=0.8em|CA}}P. X.}}
{{Ct|v=1.5|''Ritorno in Barcellona.''}}
{{Capolettera|S}}Entendosi la Signora Contessa il giorno de’ 30. in stato di potersi ritirare in Barcellona per meglio curarsi, si pose in camino, e noi ancora, entrandomo in Città in tempo, che si disponeva la Processione del Corpus Domini; precedevano questa i Religiosi, e persone Ecclesiastiche, ed in fine in una gran machina d’argento vi stava riposto il Santissimo sopra una bara portata da’ Sacerdoti sotto il pallio, le cui mazze tenevano i Consiglieri della Città, doppo veniva Sua Maestà, Ambasciatori, e Corte, precedendo nostro Signore molti ciechi vestiti d’Angeli con lunghe ali, che sonavano, e poi gli Apostoli, e Melchisedech, che gli rappresentavano persone basse, e salariate. Andavano in mezzo la Processione due Giganti, una gran Mulassa (così detta da’ {{Pt|Cata-|}}<noinclude>{{PieDiPagina||G 2|ni){{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|105}}</noinclude>tato convitato dal Signor Conte, e Contessa d’Althem. E ne’ 3. furono scopati, e bullati tre ladri, ed impiccati due altri; conducendosi i tre primi con i due giustiziati sotto la forca: questi l’ajutarono a ben morire i Padri della Compagnia, uno de’ quali mentre lo buttava in giù il Carnefice, s’attaccò al P. Giesuita, che gli raccomandava l’anima, e poco mancò, che non lo tirasse con lui. Ne’ 4. fummo allegramente a tavola in casa del Signor Conte, e Contessa d’Althem. Nel Venerdì giorno de’ 5. Sua Maestà diede udienza publica, e perche rimasero alcuni di parlare, a causa, che doveva andare a sentire il concerto d’un’Opera Pastorale, ordinò il Re, che ritornassero il Sabato immediato (che non è giorno determinato per l’udienza) che l’ascolterebbe, come fece; e perche un Togato Catalano lo trattenne un’ora, restarono pochi di parlare; perloche fece a questi sapere, che daria anche udienza la Domenica, come seguì; quando il Re ha determinati i giorni di Lunedì, Mercoledì, e Venerdì, ne’ quali non lascia mai di darla. Da questa pietà Reale imparino i Ministri a sentire i sudditi, e dare loro l’udienza, che prolungano alle volte per mesi, men-<noinclude>{{PieDiPagina|||tre{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|140|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>battaglione d’Infanteria della Guarnigione. Due Deputati del Magistrato, ed altri due dell’Università ebbero udienza dal Rè, come pure molti Cavalieri del Paese; e furono in specie ammessi al Real baciamano due Principi di Merzebourg, il Principe di Toscana (che venne da Praga sin quì sù le poste) il Principe di Zeiths, ed il Principe di Weissenfels; e quì si fece alto tutto il giorno sino all’altro dì. Ne’ 5. Sua Maestà fece colazione, portandosi doppo sotto lo sparo dell’Artiglieria, con pochissimo accompagnamento a Weissenfels, bellissimo Castello (appartenente al nominato Principe di Sassonia del medesimo nome, Cavaliero in tutto compitissimo) distante da Lipsia trè ore: dove fu da esso Principe, e sua pomposissima Corte magnificamente ricevuto e seguita una splendidissima merenda, e musica di camera. Si partì poi per giungere il resto del Real seguito verso {{Wl|Q2814|Halla}}, Città spettante all’Elettore di Brandeburgh; dove la Cittadinanza era schierata, e vi fu ricevuta S. Maestà, con lo sparo di tutta l’artiglieria; {{Ec|Ma|ma}} essendo la notte troppo avazata, non poterono i Ministri Prussiani specialmente il Sig. Danckelman, e {{Pt|l’Uni-|}}<noinclude>{{PieDiPagina|||ver-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 188 —|}}</noinclude>della galera, in acqua si buttava per potere di qualche istante prima premere co’ piedi il desiato suolo. Forse a tale amore si deve se ancora i canti della Corsica conservano i caratteri originali che giogo di straniero non valse a distruggere. Travestitela come meglio vi talenta, mettetegli sul volto la maschera più impenetrabile, caricatela di catene e di gioghi perchè un sol gesto non le sia consentito che riveli la sua nazionalità, mettete sulle così dette carte geografiche, che altro non sono che piani di battaglia e di rapina, mettete dico al punto in cui trovasi la Corsica una dicitura a grandi caratteri che la proclami turca o cinese ma lasciatele sciogliere l’anima al canto che nessuno pensò ancora vietargli, e vedrete se non si rivelerà italiana, italianissima in tutto l’essere suo.
{{Centrato|⁂}}
Il {{AutoreCitato|Niccolò Tommaseo|Tommaseo}}, che non solo fu scrittore e critico fra i grandi grandissimo ma degli usi e costumi de’ paesi illirici, della Dalmazia, della Corsica e della Grecia conoscitore profondo, dice che: «Al bandito greco e dalmata il canto è alimento dell’anima più che al corso» e poco più oltre che «La musica corsa è delle tre la più bella: meste il più tutte e tre. I tre popoli amano il canto; e le donne cefalene col fascio<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 189 —|}}</noinclude>in capo scendono pendii precipitosi filando e cantando; le corse, e bennale filando menano il cavallo alla fonte e alla fonte si siedono in cerchio filando e cantando. A me non resta che aggiungere sommesso essere il canto corso di melodia dolce e passionata, non vivo, anzi più tosto lento e melanconico. Più del sardo meno del siculo sviluppato. Ai caratteri indigeni forte mescolarsi caratteri greco-arabi. Quanto a certe analogie fra i canti corsi e quelli di altri paesi segnalate da alcuni scrittori bisogna andar cauti nell’accettarle e pensare che nel più de’ casi non si tratta di infiltrazioni ed influenze straniere, ma bensì della stessa parentela che esiste fra i canti sardi e quelli di altri popoli coi quali non ebbe mai diretti contatti. Gli studiosi dell'''etnos'' corso osserveranno essere i canti côrsi in genere impostati in una tessitura ardita. Per questo carattere noi li vediamo allacciarsi ai canti di quella parte settentrionale della Sardegna che è precisamente quella più vicina alla Corsica. A questo modo non un anello manca alla catena che riunisce i canti del popolo di tutta Italia.
{{Centrato|⁂}}
Quando uno muore, vestito de’ migliori panni, il viso scoperto e volto verso l’uscio in direzione del quale è posto co’ piedi innanzi, {{Pt|di-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 190 —|}}</noinclude>stendono in su tavola retta da un desco o da seggiole, che dicesi ''tola'', termine similare al sardo ''taula'', con sotto al capo un guanciale, le mani e i piedi giunti. La ''tola'' in mezzo a una stanza, per solito la cucina, alla pietosa vista dei passanti esposta, lasciando spalancate le porte. La notte fanno la camera ardente di ceri ed altri fuochi e congiunti ed amici a duolo vestiti intorno siedono taciturni per lunghe veglie.
{{Centrato|⁂}}
Il bisogno di piangere i morti, portato di natura, è nato coll’uomo e col primo morto si è manifestato e come allora tale ancora dura e durerà finchè uomo viva.
Il tumulare e rendere tributi d’onore in determinate forme cerimoniali alle salme, pure essendo cose dal sentimento derivate non parrebbero così pontanee nè così naturali come il pianto, e parrebbero piuttosto opera di civiltà. Infatti presso alcune selvagge tribù oceaniche ed africane i morti abbandonansi sulla terra all’intemperie celesti, all’ira delle belve, e nel Siam stesso, ove pure i funerali di un alto dignitario e di un principe richiedono una spettacolosissima e costosissima messa in scena, i cadaveri della gente povera si gettano in un immondo carnaio ove solo i topi ed i corvi pensano a rendere<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 191 —|}}</noinclude>servizio alla pubblica igiene spolpando quegli avanzi umani di cui solo l’ossa verranno bruciate. Ma tutto quest’orrore è imposto da tristi necessità o prodotto da una civiltà barbara, mi si consenta l’apparente contrasto, come sono le asiatiche; in genere, fin dalle più lontane epoche, noi abbiamo la prova di un culto della morte che si è manifestato nelle stesse forme con cui ancor oggi si manifesta.
È stato possibile, mercè le preziose vestigia riesumate dai sapienti scavi compiuti a scopo di studio, ricostrurre tutto il cerimoniale che, sul termine dell’epoca quaternaria e forse, e certo ancor prima, l’uomo compiva o in pro dedicava dei defunti seppellendoli nelle caverne naturali o artificiali.
Quando, in tal lontana epoca, la morte portava la desolazione in mezzo ad una tribù, il cadavere veniva trasportato in una caverna destinata ad uso sepolcrale ed ivi o bruciato o più raramente sotterrato ponendogli vicino armi, giocattoli o quant’altri oggetti in vita gli fossero stati cari; amuleti e cibo. Una lastra o grossi massi posti alla bocca della caverna impedivano l’ingresso alle belve, mentre di fuori, accanto alla dimora dei defunti, acceso il fuoco e squartati grossi animali, si procedeva al banchetto con una distribuzione di carni ancora fumanti, di frutti, di bevande fermentate.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 192 —|}}</noinclude>A tale rievocazione, fatta dalle ceneri, dai rimasugli di un pasto, dagli scheletri, dalle mummie rinvenute nelle preistoriche grotte, manca così com’era naturale che mancasse, ogni e qualsiasi traccia di movimento e ancor più di suono. Il suono svanisce man mano che vien prodotto senza lasciare traccia alcuna, e posto che le famose spugne che ritengono il suono, scoperte dal capitano Vosterloch nelle terre australi altro non erano che una spiritosa invenzione del gazzettiere del ''Corriere Veridico'' che si stampava nel 1632, e che il fonografo non vive la sua vita pratica che dal 1889, ogni eco era da lungo tempo spento in quelle misteriose caverne dei nostri antenati. Ma allora come e perchè ritenere che nella preistorica epoca della pietra ai morti si indirizzasse il dolore nella sua più pura e sublime forma di canto? Perchè, mi domandate?
Perchè ancora adesso vi sono popoli presso i quali vige intiero il costume di onorare i defunti con pratiche simili a quelle preistoriche e che pure ai morti cantano. Se le due cerimonie sono identiche in tutti i particolari, non è forse logico supporre, fermamente credere che anche l’uomo primitivo cantásse e ballasse come canta e balla l’uomo selvaggio del presente?
Selvaggi del presente che, come gl’indiani d’America, i Comanchi, non è molto tempo {{Pt|usava-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 193 —|}}</noinclude>{{Pt|no|usavano}} coltelli di quarzo dimostrando chiaramente essersi il loro progresso arrestato all’età della pietra. Non c’è esploratore dell’America, si può dire, che nella relazione dei suoi arditi viaggi descrivendo gli usi ei costumi di que’ popoli selvaggi e le loro strane cerimonie funebri, non s’intrattenga su le danze e i lamenti come il particolare dirò così più costante e che più li ha colpiti. Potrei citare djecine di esempi; mi contento riportarne due fra i più caratteristici.
Il primo, che si riferisce agli Irochesi, tolgo all’opera del Morgan; il secondo, che parla degli yokaia di California, tolgo al Powers.
Presso agli Irochesi dunque "La danza pel morto, detta ''Ohewa'', era fatta dalle sole donne. La musica era vocale e cantata da persone collocate nel mezzo della stanza. Il coro delle danzanti si univa al canto, e tutto insieme era una musica luttuosa e lamentevole. La danza cominciava al crepuscolo o poco dopo e continuava fino al mattino, quando l’ombra dell’estinto che si suppone partecipare alla danza, si crede sia spenta.
Presso gli Yokaia in occasione dei funerali di un capo morto, dopo i discorsi di circostanza segue un pianto e un lamento di pochi minuti che cessa immediatamente ad un dato cenno. Seguono poi le preparazioni per la danza.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 194 —|}}</noinclude>Un angolo della stanza è separato, come luogo destinato all'abbigliamento. Gli attori principali sono cinque uomini agili e muscolosi, i quali vanno profusamente ornati, fra l’altro di collane di conchiglie le quali risuonano ad ogni mossa dei danzatori. Essi tengono in bocca un fischietto mentre danzano, inclinano la testa e piegano il corpo con destrezza.
I cinque uomini sono accompagnati da un semicerchio di dodici donne, le quali battono il tempo a piccoli passi e portano pur esse collane di conchiglie di halistio e di pachiderma intorno al collo e braccialetti analoghi.
Al primo giorno la danza in onore del capo Yokaia è lenta e funebre, la musica semplice e lamentevole, il canto monotono essendo composto di due soli toni ed accompagnato dal cupo rumore prodotto da colpi vibrati sopra un oggetto concavo. Nel secondo giorno la danza è più animata e la musica più variata e più ricca di toni coll’aggiunta anche del coro delle donne. Nel terzo finalmente danza e musica acquistano un deciso carattere più gaio e vivace.
Anche i Senel usano danzare nell’atto che il cadavere dell’estinto brucia sul rogo. Il loro muoversi nella danza è violento, la musica fortemente ritmata, melodicamente saltellante ed i danzatori cantano in coro le seguenti parole che<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 195 —|}}</noinclude>non hanno alcun significato ripetendole indefinitamente:
{{Blocco centrato|<poem>Hol-lel-li-ly
Hol-lel-lo
Hol-lel-lu</poem>}}
Due toni, dice il Powers che erano usati nel canto del primo giorno, due toni cioè due note. O non vi pare che tale descrizione potrebbe benissimo adattarsi al primo dei temi di ''attittidus'' riportati nel capitolo sulla Sardegna? E tutte queste descrizioni di usi viventi non completano maravigliosamente bene le notizie che in proposito ai riti funerari dell’epoca quaternaria abbiamo mercè gli studi paletnologici, e non sono in tutto simili agli usi funerari tutt’oggi in uso in Sardegna e più specialmente in Corsica ove tutt’ora è in vigore il caracollo che altro non è che la primitiva selvaggia danza?
Tralasciando le descrizioni degli usi funerari del ''Vecchio testamento'', a lusso di prove, a completare tutta la catena degli usi funerari che nelle diverse epoche presero forme sempre iden tiche, ed il canto ai morti costantemente usarono, ricordiamo che nei funerali greco-romani, che in sè compendiano e mostrano affinate le anteriori civiltà Asiatiche ed Egizie, non erano solo i flautisti (''tibicines'') limitati dalla legge delle XII tavole al numero di dieci, e talvolta anche alcuni trombettieri (''tubicines'') ma vi erano<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 196 —|}}</noinclude>pure le ''praeficae'', piagnitrici prezzolate, che dovevano, in atto di stracciarsi sconciamente le chiome e percuotersi il petto, levare alti urli e lamenti, cantare lunghi inni (''naeniae'', ''morturalia''). Non solo, guidata dall'''Archimimus'', che rappresentava la persona del morto coll'abito e la maschera e lo imitava nei gesti, seguiva una schiera di mimi i quali recitavano passi seri di poeti o davano spettacolo di scene comiche mettendo in ridicolo le originalità del defunto; ma, talvolta durante la cremazione, avevano luogo intorno al rogo dei combattimenti gladiatori come già usavasi dagli Etruschi. E questi combattimenti originati sono dalle primitive danze selvagge intorno alla salma del defunto; danze che degeneravano troppo spesso in orge di sangue.
Più tardi, nello stesso rito cattolico, pei morti si canta, e se non si danza si officia in modo da vederci i visibili resti delle antiche danze.
Dall’epoca delle caverne ad oggi il morto vien messo nel centro della caverna, del tempio, della stanza a secondo i tempi e i luoghi, come diritto spettante al personaggio principale della tragica scena. Dall’epoca quaternaria a quello de’ primi imperatori Cinesi, ai tempi omerici, ai nostri giorni presso i sardi, il banchettare è usato e delle stesse vivande composto: focacce e carni di grosse bestie. Tal dottor Franchi,
vecchio corso all’antica, educato in Italia, al<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 197 —|}}</noinclude>{{AutoreCitato|Niccolò Tommaseo|Tommaseo}} raccontava che nella perdita d’un de’ loro furono ammazzati due bovi, e andarono mille pani. E in certi luoghi l’anniversario celebravano come in Grecia com banchetto. E ad ogni famiglia del paese distribuivano pane e carne. Come in Sardegna. In montagna il morto per terra, con a cintola la ''charchiera'', le pistole, lo stile, il fucile allato, da’ piedi il cane, i parenti intorno. Anco presso i Dakota dell’America alla morte di un gran capo il costume simile. E magnifica descrizione in uno dei suoi romanzi ne fa il {{AutoreCitato|James Fenimore Cooper|Cooper}}.
Le cerimonie per i morti, come tutti gli usi, si svolgono da uno stesso germe, senza interruzione, dalla più alta antichità ai nostri giorni. Ma come tutti gli altri usi e costumi anche questo vive due diverse vite. Una ch’è venuta evolvendo, civilizzando le sue forme esteriori; l’altra che si mantiene semplice e pura qual’era in sul nascere suggerita all’uomo dal sentimento. Dirò a modo di paragone, essere così come il rusticale zufolo di canna che perdura nelle sue primitive forme ed in queste continua a mostrarsi mentre altre copie di se stesso si vennero modificando ed arrivarono alla complessa ed ultima concezione del flauto {{AutoreCitato|Theobald Böhm|Boehm}}. Ma vi ha certo maggiori differenze fra questi due campioni di uno stesso strumento che non fra le primitive e le attuali cerimonie funebri. Essendo però di<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 198 —|}}</noinclude>tali cerimonie il canto la parte che per la sua stessa natura più facilmente può far cadere in errore non lasciando traccia certa di sè che quando venga fissato in notazione, il che non può essere stato che dopo l’invenzione della semiografica musicale e presso quei popoli che questa conoscono, urge, in ogni dove sia possibile, fissare con la più scrupolosa precisione e sincerità tutte le modulazioni dei canti dei defunti onde poter un giorno arrivare al magnifico ed utile lavoro di comparazione di tutti questi canti: quelli degl’Indiani d’America con quelli sardi o côrsi, questi con quelli delle Calabrie, dell’Africa, della Polinesia, e tutti questi ancora con i loro discendenti cinesi o greci, scismatici o cattolici.
{{Centrato|⁂}}
Anche in Corsica usasi il cantare alla morte, i bambini però non hanno gridata, e usasi con lo stesso cerimoniale di quanti mai altri paesi tal pratica veramente primitiva e poetica ancora conservano. Qui però voglionsi distinguere due modi di canto: quello che narra di defunto per morte naturale; e quello che dice di morto per violenza altrui e tende ad incitare alla vendetta.
Nel primo caso il canto vien chiamato {{Pt|lamen-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|202|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>per minare tutto lo scosceso della contrascarpa: la quale consisteva in sei camere, piena ogniuna di dieci barili di polvere.
Nel 18. il nemico fe giucare una nuova batteria sopra il Molo vecchio, e cannonò questo giorno la porta della Villa, e la Torre grande nell’ingresso della Rondella dove vi erano due piccioli cannoni in batteria, de’ quali l’uno cadde in giù.
Nel 20. il nemico cominciò a battere la muraglia del Castello per far breccia; ed in fatti continuando nel 21. cominciò a far breccia e poi tirando da una nuova batteria di due pezzi, gittò 97. bombe dentro la Villa. Il Sig. Principe essendo dentro la sua camera, una palla di 48. libre, passò per la sala, dove erano gli Ufficiali, senza far danno a nessuno. Nel 22. il nemico cannonò la porta, per dove si entra alla Rondella, e la notte buttò cento bombe dentro la Villa; il che continuò nel 23., con gittar 140. bombe.
La notte del 24. gli assedianti fecero una paralella avanti la lor batteria, e gittarono 80. bombe, delle quali una cadde dentro la casa, dove vi erano alcune bombe degli assediati: che presero fuo-<noinclude>{{PieDiPagina|||co,{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 199 —|}}</noinclude>{{Pt|to|lamento}}, e lamento veramente mestissimo è. Cantate queste prime battute del lamento corso che è a [[L'Anima_musicale_d'Italia/Corsica/Quando_junse_la_nuvella|tav. n. 79]], lentissime, a mezza voce, cercando strisciare sulle note di passaggio e di abbellimento, e ditemi se non esprime il dolore cento volte più che non l’esprimano molte romanze di certe opere che m’intendo io e che pur voi conoscete. Benchè tocchi il ''do'' in terzo spazio alla seconda battuta ed il ''si'' alla quinta, possiamo dire conservarsi anche questa melodia nell’ambito di cinque gradi di scala. La tessitura grave, come quella in cui la voce femminile è più debole e quasi fioca, vale a conferigli maggior tristezza come glien’aggiungono quegli ondeggiamenti vocali prodotti da quelle semicrome appaiate, e il tempo stesso, il ''sei ottavi'', mentre è fonte di energia nei movimenti rapidi con valori puntati rende molleggianti le melodie distese in un movimento lento assai come ha questo.
{{Centrato|⁂}}
Nel secondo caso la bisogna corre, dal canto in avanti, diversissima. Non è più una ''lamentatrice'' ma una ''voceratrice'', che intona il lugubre canto detto ''vocero'' «come se voce per eccellenza fosse la voce di morte». La donna dunque s’esalta e s’infoca, il suo canto diviene e per voce e per tono incisivo, straziante come l’{{Pt|un-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 200 —|}}</noinclude>{{Pt|ghia|unghia}}, il dente, la lama che si compiace torcere e incrudelire nella ferita. Non è Elena che sommessa lamenta, ma Ecuba, Andromaca, una erinni che strazia sè e altrui del proprio dolore nudrito d’odio, anelante vendetta. Man mano che la narrazione procede e il gesto si fa più violento, e la voce più atrocemente impreca e in alto e rauco grido esce dalle fauci dell’ossessa, le astanti si sentono accendere il petto di ferocissimo odio e si agitano come invase e a certo punto più non stando alle mosse, rotto ogni ritegno, smarrito ogni senso di misura, si slanciano a quella singolare frenetica ridda attorno al morto, in dialetto appellato ''caracollo'' (facilmente da caracollare) chiedendo vendetta a Dio ed agli uomini, al cielo ed alla terra.
Anche qui mi è d’uopo lasciare alle magnifiche parole di {{AutoreCitato|Niccolò Tommaseo|Tommaseo}} il descriverlo: «Finita l’agonia, levano il grido ritte; poi silenzio: e recitasi intorno al letto il rosario. In certi luoghi mutano le lenzuola, le coperte, il guanciale. A’ parenti, che vegliano il cadavere, è fatto un pasto che chiamasi pure ''veglia''. Altrove dannosi stiacciate, e una a ciascuno della confraternita della quale il morto era. I più stretti parenti, si levano di casa, e in quella di un congiuuto apprestasi loro un pasto ch’è detto ''conforto''. Cominciano quindi i canti funebri in casa, intanto che vengono da’ vari villaggi il parentado e gli amici. Guida<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 201 —|}}</noinclude>la schiera un parente, segue talvolta il paese intero, e di terre distanti; e il corteo ha nome ''scirrata''. Se la morte violenta, le donne all’apparita del paese, si fermano e si scapigliano, urlano, si strappano i capelli, si picchiano il petto, si graffiano il viso. Un tempo anco gli uomini. Vanno a rincontro quelle del paese, tranne la moglie, e riurlano. E dicesi ''gridata''; e in certi luoghi ''raspa'' e ''scalfitto'' da raspare e scalfire: in quel di Napoli: ''tribolo''.
Uno della famiglia invita i convenuti a cantare. Fan cerchio intorno e girano; che dicesi ''caracollo''. Una parente (le sole donne cantano) o intuona o prega donna più da ciò, anco se non congiunta di sangue. Gli amici in Corsica fanno famiglia tanto più stretta, che l’odio dei nemici li serra. Cantano de’ pregi del morto, del dolore de’ parenti, le lodi degli antenati... Quando lo levano, urla confuse: avviato, una canta il lamento sino alle porte della chiesa: ricomincian di là al cimitero».
Ecco a tav. n. 80, 81, due brani di ''vocero''. Si riallacciano, com’era naturale, per più di un carattere, al lamento ed è forse più nel contenuto dei versi e nel tono di voce con cui vien cantato che non nella melodia per se stessa che il ''vocero'' diversifica dal lamento.
Debbo però notare che per quanto valenti siano stati i vari trascrittori di questi tristi temi<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 202 —|}}</noinclude>musicali esprimenti il dolore e l’odio del popolo corso, pure molto mi rimane di dubbio, dubbio che non può recare offesa poichè nessuno de’ trascrittori era, credo, di professione musicologo e specialista del canto popolano, sulla fedeltà serbata ai temi originali. E questo mio dubbio è sorto dall’evidente contrasto che vi è tra le descrizioni e le trascrizioni di tali canti, siano ''lamenti'' che voceri, date dagli stessi studiosi degli usi e costumi della Corsica. Il Quantin dice addirittura che: La musique de ces chants n’est pas arrêtée. Chaqun, peut en quelque sorte la noter à sa fantaisie comme font d’ailleurs les Corses, qui salmodient plutôt qu’il ne chantent». Il Croze soggiunge che alla melodía côrsa si può benissimo applicare quanto il Pothier ha detto del canto piano: Les sequences et les tropes du commencement sont de vrais proses, des simples récitatif». E soggiunge «Des Corses résident en Algerie nous ont même certifié que la mélodie des chants funèbre Kabyles est exactement semblable a celle des mêmes chants corses». E Paul Bourde ancora lui così si esprime: «Les airs qui ne varient point (il y en a deux ou trois seulement) rassemblent à ces airs arabes qui s’emettent par le nez autant que par la bouche, avec des notes très soutenues suivies de brusques chutes. En les entendant, je revoyais dans mes souvenirs les<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 203 —|}}</noinclude>maïliennes du désert algérien s’etirant les bras dans leurs danses somnolentes».
Or bene dove sono, negli esempi riportati, gli elementi melodici del semplice parlare che si dovrebbe distendere sopra una sola nota, in linea orizzontale, con un elevamento di tono e poi una caduta o risollevamento alla tonica, o quel caratteristico abbandono della voce che passa dal sostenuto cantato al parlato dell’ottava inferiore? Dove le lunghe note cui la sonorità, per la chiusura della bocca, vien continuata per la cavità delle fosse nasali, note che sono una delle maggiori caratteristiche dei canti del deserto, del canto arabo, di quello primitivo in genere che risale alla preistoria e che, come il sardo ad esempio, fondalmentalmente appartiene al più vasto dei centri etnofonici? E se qualche lettore è stato in Algeria e ne ricorda gli strani canti dei Kabili io mi permetto domandargli: ved’egli nulla che riavvicini anche lontanamente quei canti africani a quelli corsi qui trascritti?
Per conto mio credo sì all’assonanza di molti canti corsi con i canti arabi e già lo dissi, ma non credo nè lo debbo che alcuno o quasi degli esempi musicali di ''lamenti'' e di ''voceri'' riportati finora dai vari autori siano fedeli all’originale poichè in essi non è nulla della etnofonia araba. In questi due esempi io vedo invece una elaborazione melodica tutt’altro che primitiva e<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|225}}</noinclude>po di pietra alcuni giorni prima, e fu sepolto in S. Francesco, vicino al Governatore suo zio. Egli si chiamava Riccardo Nugent.
Continuò nel 17. il cattivo tempo, come nel 18. e 19. Oggi venne un tamburo a dimandare i prigionieri del {{Ec|nemimico,|nemico,}} e se gli mandarono sei Valloni. In questo giorno desertò il Sorgente Gadfroi, direttore della mina, ed un minatore con lui.
Cominciandosi a rimettere il tempo a buono nel 20. passò in tranquillità l’assedio. Questa mattina uscì molta gente fuori delle trincere nemiche; e la sera arrivò una barca Catalana al Molo nuovo, che portava un Gentiluomo Catalano, nominato D. Xaime Carreras, che veniva da Cadice.
Al far del giorno de’ 21. si scoprì la Flotta nell’entrata dello Stretto; a causa della quale i cinque Vascelli Francesi, che restarono ancorati vicino il Capo di Carnero (gli altri essendo stati per il mal tempo obbligati di salpar l’ancora) si posero alla vela verso Levante. La Flotta scoprendogli, gli diede la caccia, e gli giunse fra Stepone, e {{Wl|Q5831|Melilla}}; dove furono combattuti, e dopo qualche resi-<noinclude>{{PieDiPagina||P|resi-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 204 —|}}</noinclude>molto lontana dal vero suono del dolore. Del resto ciò non può recare maraviglia poichè in alcuni libri sulla Corsica, in fatto di musica etnica si arriva al punto di intercalarvi perfino qualche facile motivetto di popolaresca canzonetta napoletana!
L’esempio a tav. n. 82 di ''vocero'' invece, raccolto da Jaque Tessarch, se non raggiunge la purezza dei canti funebri sardi, mostra però già la cura posta dal trascrittore per non alterarne il carattere e darlo semplicemente ed onestamente e virtuosamente qual’è.
Questo canto sì che mi pare giustificare’ quanto il Marcaggi dice nell’introduzione di un suo libro: «Les Insulaires qui habitent l’Algerie ont retrouvé parmi les Arabes des Provinces d’Alger, Bône, Costantine, Oran, chez les Kabiles surtout, des usages d’une analogie frappante avec ceux de la Corse, et les mélopées arabes sont chantées sur le même air — la similitude est saissante — que les ‘lamenti’ corses».
Assai mi duole non si sia, ch’io sappia almeno, trascritto il motivo o almeno il ritmo del ''caracollo'' per poterne offrire un esempio a quei lettori che volessero farne materia di studio comparativo fra le danze... più realmente macabre di quelle del {{AutoreCitato|Camille Saint-Saëns|Saint-Saëns}} e quelle di gioia.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 205 —|}}</noinclude>
{{Centrato|⁂}}
Dopo la più tetra la più dolce delle canzoni: quella dell’amore materno.
Mi conviene ancor qui riportare del {{AutoreCitato|Niccolò Tommaseo|Tommaseo}}: Non solo alla tomba cantano le donne corse, ma alla culla. Ma l’amore agitato da liete sollecitudini, e sereno di lontane speranze, è men forte del dolore esulcerato dall’ira.
Chi cercasse, troverebbe in quella terra, che pare sì arida di lontano, vene di vera poesia, che modeste e sottili stillano tra le rocce e le macchie ».
Due esempi ne riporto a tav. n. [[L'Anima_musicale_d'Italia/Corsica/Nelli_monti_di_Cuscioni|83]], [[L'Anima_musicale_d'Italia/Corsica/Dormi,_dormi_u_mi_sanghiu_bellu|84]].
Nel primo la melodia è, salvo qualche lieve e insignificante modificazione, la stessa dell’esempio di ''vocero'' n. 82. E poi mi si dica se non ho ragione di attribuire al vocabolo sardo ''atlittai'' un’origine dolcissima dal seno materno venuta, se per la culla e per la bara anche nella Corsica la pur tanto decantata terribile ''voceratrice'' si serve della stessa dolcissima melodia che serve a cullare il pargolo per cullare il morto.
Così ad ogni pagina mi vengono sotto la penna impensate e nuove e sempre più convincenti prove della tarda e maligna mentalità di un dottore tedesco che voleva a tutti i costi il canto della morte avere origine nella rabbia umana<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 206 —|}}</noinclude>ed essere un canto eccitatore di vendetta, Il canto della morte è tanto un canto di ferocia che anche nel caso speciale del ''vocero'' corso la musica, il primo elemento emozionale, è tolta a prestito dalla più dolce, tenera, mansueta delle manifestazioni dell’animo umano: cullare il pargoletto. Ciò che assomiglierebbe, se la supposizione del dottore fosse vera, a una rivoluzione francese che in cambio della eroica marsigliese avesse adottato, per canto espressivo della sua grandezza, il tenerume di una romanza del {{AutoreCitato|Francesco Paolo Tosti|Tosti}} o la frivolezza di un saltarello parigino!
Ma fortunatamente pel buon nome dell’umanità, che non ha proprio bisogno di un nuovo titolo di ferocia, già tanti ne possiede, lo stesso ''caracollo'' ha origine assai più mansueta: nella danza mistico-religiosa in onore del defunto, contro gli spiriti malefici.
Del secondo esempio di ninna-nanna i versi quanto mai patetici sono del fine poeta Vattelapesca (M. Lucciano) ma la melodia, trascritta dall’arciprete Casanova di Bastia, è antichissima. I quattro intervalli sono soltanto di terza; tutto il resto della melodia procede per gradi congiunti e per due volte un ''do'' in terzo spazio serve di tratto di unione fra il ''re'' ed il ''si''. Le acciaccature, una di semitono, l’altra alla seconda battuta non potendo scendere di semitono ripete la nota reale. Qualche pagina addietro {{Pt|accen-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 207 —|}}</noinclude>{{Pt|nano|accennano}} a {{AutoreCitato|Vincenzo Bellini|Vincenzo Bellini}}, ma questa melódia di ignorato autore, di tenera madre, non è forse degna dell’autore della Sonambola e di Norma? Questa ninna-nanna non è certo primitiva, ma chi saprebbe darle lo sfratto dall’etnofonia? tanto è bella e sincera espressione dell’amor materno.
{{Centrato|⁂}}
Delle serenate o corteggiamenti amorosi côrsi mi pare dover notare solo una certa tendenza generale a fissarsi e distendersi in linea orizzontale con l’impiego di qualche cromatismo nelle note di tratti di unione. A [[L'Anima_musicale_d'Italia/Corsica/Andare_minni_vo_da_su_Ecillenza|tav. n. 85]] è un esempio nel quale è cert’aria di famiglia con alcuni canti siciliani e specialmente con quelli di cui si riflettono disegno e colore nella ''Cavalleria Rusticana'' di {{AutoreCitato|Pietro Mascagni|Mascagni}}.
{{Centrato|⁂}}
In nessuno dei non pochi libri da me consultati di cui è soggetto la Corsica, ho trovato riportato un verso, trascritto il tema, fatto almeno cenno di quei canti che i pescatori di tutte le regioni, di tutti i paesi, sogliono intonare nelle fatiche d’assieme come ad esempio il maneggio dei pesanti remi co’ quali vengono<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|281}}</noinclude>una Squadra di Vascelli, che veniva da Levante. Ne’ 16. sette Vascelli Francesi diedero fondo dentro la Spiaggia di Barcellona. Ne’ 19. il detto Principe Errigo di Armestat fu nominato {{Ec|Maresciallo.|Maresciallo,}} Luogotenente di S. M. Cattolica, Governatore di Lerida; e delle Frontiere, verso la qual parte si pose in cammino con tutta la sua famiglia nel 25.
Il primo di Marzo giunse in {{Ec|Lerida.|Lerida,}} dove Fu ricevuto con grande allegrezza, ed acclamazione; pervenendovi a’ 5. ivi il Capitan de’ Dragoni Reali D. Pietro Tlenes con 70. Micheletti, e medesimamente 200. uomini del Reggimento d’Infanteria della Città di Barcellona, comandati dal Luogotenente Colonnello D. Antonio Andrada, che condusse seco quattro pezzi di cannone di campagna. Si tenne Consiglio di guerra a 9. in Casa di detto Signor Principe Errigo.<noinclude>{{PieDiPagina|||CAP.{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|293}}</noinclude>40. Paesani, rompendo il Quartiero nemico nella parte de {{Wl|Q852697|Graçia}}.
Il giorno de’ 10. si alzarono alcune batterie nella Città dalla porta di S. Antonio sino alla Darsena, che cagionavano molto danno al nemico: che con una batteria, posta in S. Madrona bersagliava la Piazza, ed il Castello. Desertarono tre Alemani dal Campo nemico, e passarono in Città con tutti i cavalli.
Negli 11. i nemici fecero una linea per comunicare dalla parte di S. Madrona i loro attacchi, avvicinandosi un tiro di pistola distanti dalla Contrascarpa di Mongivì. Fu S. M. con molto accompagnamento a riconoscer la muraglia, ed animare colla sua Real presenza i Soldati, e Cittadini. Vennero quattro desertori, e dissero, che erano morti due principali Ingegnieri dell’esercito nemico, da’ tiri di moschetto del Castello.
Nel 12. fece poco danno l’artiglieria del nemico, e passarono tre Alemani desertori in Città, narrando la penuria de’ viveri nel loro campo. Continuò il Re a riconoscere i travagli, e l’opere di difesa. Nel 13. dalla batteria di Maria la Pastelert, e di S. Madrona, al far del giorno tirò il nemico a far breccia nel baluardo<noinclude>{{PieDiPagina||T 3|di{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|338|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>avendo preso l’armi i Paesani di un’Villaggio contro alcuni nostri soldati, colla scorta de’ quali veniva detto Corriero. Il Re visitò le Guardie avanzate, et il Campo. Un Capitano, ch’era passato dal nemico, fù arrestato per sospetto. Venne avviso da Valenza, come i nostri presero Alicante per assalto, il di cui Castello si rese poco dopo. Nel 24. partì parte della Cavalleria Portoghese per ritornare in Portogallo, risoluto in Consiglio il decampamento.
Nel 25. l’Armata si ripose in marcia, et ad una lega dal Campo, le nostre Vanguardie scoprirono qualche partita nemica: che riconosciuta, si scoprisono anche alcune truppe di Cavalleria, le quali si cominciarono a caricare; durando la scaramuccia tutta la mattina. Frattanto sopravenne tutta l’Armata nemica, e posta quella de’ Collegati vicino del Villaggio chiamato Igneste, si vidde intrepida Sua Maestà precorrere tutte le linee, per far loro tener buen ordine: esponendosi a gran periglio, mentre il nemico avea tagliato il cammino della marcia. Ed essendo tutto il giorno in buona ordinanza a riceverlo; la sera le due Armate si ritirarono, non essendosi tirato altro, che<noinclude>{{PieDiPagina|||qual-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|343}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=1.6|w=0.5em|f=110%|{{Type|l=0.8em|CA}}P. IV.}}
{{Ct|v=1.5|''Continente la Campagna del'' 1707.</br>''e l’assedio di Lerida.''}}
{{Capolettera|G}}Iunse la Flotta d’Inghilterra nella Spiaggia di Alicante, conducendo un soccorso di Truppe Inghilesi, ed Olandesi, comandate dal Milord Rivers, e Milord Essex; del quale arrivo ebbe il Re la notizia a 7. Febrajo 1707.
Ne’ 7 di Marzo il {{Wl|Q150665|Re}}, e tutta la Corte partì da Valenza per Barcellona, dove giunse a’ 22. Nel 26. si posero alla vela tre Fragate Inglesi per Italia, sopra una delle quali partì il Milord {{Wl|Q1065565|Peterburì}}.
Ne’ 24. Aprile si tenne notizia, che i Francesi aveano trattato di sorprendere la Villa di Puzerda; ma gli abitanti, e circonvicini si difesero: però furono obbligati di ritirarsi.
A’ 25. si donò la {{Wl|Q320394|battaglia in Castiglia}}, vicino {{Wl|Q26449|Almanza}}. L’Armata de’ Collegati era comandata dal {{Wl|Q511089|Milord Gallovay}}, e {{Wl|Q2375181|Marchese Dasminas}}; e quella del nemico dal {{Wl|Q166023|Duca di Bervvick}}. Il disegno de’ Collegati era di attaccare {{Wl|Q502249|Villena}}, ma tenendo notizia, che il nemico era in<noinclude>{{PieDiPagina||Y 4|Ecla,{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|344|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>{{Wl|Q931116|Ecla}}, si spinsero verso quella parte, facendolo ritirare a Monte allegre, dove teneva il suo grosso. Il che sapendo i Collegati, risolsero la medesima notte la marcia, per porsi in fronte del nemico al far del giorno; ciò che non si potè conseguire, a cagione, che varie partite del medesimo ne portarono la notizia; colla quale si ritirò nella Villa d’Almanza, due leghe distante da Monte allegre. Trovati molti magazini di grani, ed orzo; provisti i Collegati del necessario, al di più diedero fuoco, ritirandosi in {{Wl|Q1606055|Caudette}}, dove alcuni giorni stettero. E tenendo notizia, che il {{Wl|Q155596|Duca di Orleans}} veniva a soccorrere il nemico con 10000. si risolsero attaccarlo prima del soccorso: onde marciando sopra quello il giorno de’ 25. nell’istesso entrò nel campo nemico un soccorso di 6000. col cui ajuto di piè fermo attese la battaglia nel medesimo terreno d’Almanza; la quale cominciò prima delle 21. ore, e durò sino alla notte. Fu attaccato il nemico per il lato diritto, e spinto in tal forma, che fu obbligato ritirarsi alla montagna, lasciando il terreno, e l’artiglieria in potere de’ Collegati. Vedendo il Duca di Bervvick la perdita ricevuta nell’ala destra, la soc-<noinclude>{{PieDiPagina|||corse{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Gemelli Careri - Aggiunta a' viaggi di Europa, Napoli, Mosca,1711.djvu/369
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|349}}</noinclude>{{Pt|dale|dell’Ospidale}} di Fraga, ed un Chirurgo, uccidendo alcuni, e conducendo altri colle cariche di provisioni, e 17. buoi. Per esser cresciuto il Fiume, si ruppe il Ponte de’ nemici. Un’altra partita di villani condusse sette prigionieri Granatieri del Reggimento di Avergnè; e sei desertori entrarono nella Piazza, come anche un Corriero mandato dal Gallovay. Ne’ 18. i contadini fecero alcuni prigionieri, e vennero nella Piazza alcuni desertori come ne’ 19. che condussero detti contadini {{Ec|più|con più|Pagina:Gemelli Careri - Aggiunta a' viaggi di Europa, Napoli, Mosca,1711.djvu/499}} mule cariche di provisioni, e prigionieri, e vennero dentro la Piazza altri desertori. Si vidde nel 20. che la Cavalleria nemica portava fascine alla riva del Fiume, per raccomodare il Ponte. Entrarono più desertori prigionieri, fatti da’ contadini, e più cavalli frisoni. Venne un Tamburo del nemico dentro la Piazza, che dimandò i sette Granatieri d’Avergnè: il quale fu trattenuto per tutto l’assedio in ripresaglia di altro, che ’l nemico ritenne dentro il suo Campo. Entrarono altri desertori nel 21. Una partita di Cavalleria nemica avvicinata nell’Huerta, fece prigionieri più cittadini, e donne, che vendemmiavano la loro Vigna. Anche nel 22. entrarono più desertori,<noinclude>{{PieDiPagina|||ed{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Gemelli Careri - Aggiunta a' viaggi di Europa, Napoli, Mosca,1711.djvu/383
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|363}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=1.2|''Nomi di Reggimenti, ch’erano dentro la</br>Piazza di Lerida di guarnigione,</br>mentre fù asse-</br>diata.''}}
{{Capolettera|L}}E Marine Inghilesi, comandate dal Maggior General Charl Wills.
Il Reggimento Reale de’ focilieri d’Inghilterra, comandato dal Brigadiero Widders, del quale era Colonnello il Milord Tyroli.
Il Reggimento di Marina Olandese, del quale era Colonnello il Baron Lefdahl.
Un Reggimento Olandese, comandato dal Luogotenente Colonnello Kin, del quale era Colonnello il Conte di Noyelles.
Un Reggimento di Portoghesi, comandato dal Colonnello D. Paolo Gaetano di Alburquerque.
Una parte del Reggimento delle Milizie di D. Manuel Desval Catalano.<noinclude>{{PieDiPagina|||''Pro-''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Gemelli Careri - Aggiunta a' viaggi di Europa, Napoli, Mosca,1711.djvu/387
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|367}}</noinclude>prima, per la speranza d’avere il soccorso tra qualche altro poco di tempo; ne pare, che su questa considerazione ogni persona deve ostinarsi (benche soffra qualche incommodità) non già sul domandare una Capitolazione, la quale sia pur quanto onorevole ella possa essere, sarà sempre una stiratura per gli Francesi; delle cui procedute abbiamo avuto assai prove in differenti occasioni. Così che questo è mio parere, di non parlare ancor di Capitolazione; e se questo deve esser determinato per il numero de’ voti, io protesto contro tutte le procedute, che io trovo essere contra l’interesse del Re, e della Causa comune; sopratutto in un tempo sì brieve, nel quale questa Piazza può esser mantenuta solamenta guadagnando i momenti. Lerida 11. Dicembre 1707.
{{Ct|t=1|''Herry Principe di Harmst.''}}
Dopo più dispute, e più istanze fatte al Principe dagli Ufficiali della Guarnigione, ed Ufficiali sì impegnati, il Maggior General Wills diede questo riverso al Principe, non essendovi più rimedio al male.<noinclude>{{PieDiPagina|||Io{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Due canzoni in chiave di sol.pdf/11
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OrbiliusMagister
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L'immagine di raffronto è praticamente illeggibile!
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione|||1}}</noinclude>All'amico<br>
ARISTIDE D<sup>r</sup> GALLI
{{Ct|f=300%|IO RIDO SEMPRE!}}
{{A destra|'''{{AutoreCitato|Giano Brida|G. BRIDA}}.'''}}
<!-- Cancella questa riga per visualizzare il contatore del codice
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<score sound=1>
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\new Staff \with { instrumentName = \markup{\italic "CANTO" }}
<< %Apre aggancio lyrics al Canto
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\clef treble
\key d \major
\time 6/8
\set Staff.midiInstrument = #"voice oohs"
%rigo Canto 1.1
R1*6/8*4|
\break
%rigo canto 1.2
R1*6/8|
r4 r8 \autoBeamOff ^\markup{\italic "Disinvolto"}cis' cis cis|
cis4.~ cis8[ b ^\< cis]|
d4\! r8 ^\> r4 r8|
r4\! r8 r r ^\p a
\break
%rigo canto 1.3
b4.^\< cis|
d4 \!fis,8 b4 \stemDown a8|
\stemUp g4.~g4 a8|
fis4._\(a8\) \!r r|
\stemDown b4.^\< cis\!
\break
%rigo canto 2.4
}%Chiude relative Canto
\addlyrics {
Io ri -- do sem -- pre! io
ri -- do sem -- pre_e co -- me pe -- sce_o -- gno -- ra son fe-
}%Chiude new staff canto
>> %Chiude aggancio a lyrics
%Inizia basePiano
\new PianoStaff \with { instrumentName = \markup{\bold "Allegro." }}
<<
\new Staff = "Up" {
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\key d \major
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%\tempo = mosso_non_troppo
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\override Staff.Rest.style = #'classical
%rigo up 1.1
<<{a'4.^^ ^\markup{\italic "Brillante"} a4.^^|
a4.^^ r8 a8^\< ais\!|
b4.^^ b^^|
b4.^^ ^\markup{\italic "cres."} g8\rest \stemDown b8^\< bis\!|
\break
%rigo up 1.2
\stemUp cis4.^^ cis^^|
cis4.^^ r4 r8|
}
\\
{r8_\p g-. e-. r fis-. d-.|
s2.|
r8 a'8-. fis-. r g-. e-.|
s1*6/8|
r8 b'!8-. gis-.r a-. fis-.|
r8 gis-. cis,-. s4.|
}
>>
<cis' a gis e>2._\f|
r8 r <d a fis> r r <d a fis>|
r8 r <d a fis> r r <d a fis>|
\break
%rigo Up 1.3
r8_\p r <b g e> r r <cis g e>|
r r <d fis, d> r r <b g d>|
r8 r <a g cis,> r8 r <a g cis,>|
r8 r <a fis d> r r <a fis>|
r8 r <b g e> r r <cis g e>
\break
%rigo 2.4
} %Chiude relative Up
}%Chiude New Staff Up
\new Staff="Down" {
\clef bass
\key d \major
\time 6/8
\relative c{
\override Staff.Rest.style = #'classical
%rigo Down 1.1
s1*6/8|
\change Staff = "Up" r8 \stemDown e'8_. \change Staff = "Down" a,8_. r4 r8|
s1*6/8|
\change Staff = "Up" r8 \stemDown fis'8_. \change Staff = "Down" b,8_. r4 r8|
\break
%rigo Down 1.2
s1*6/8|
s4. r4 r8|
\stemUp <a, a,>2.|
\acciaccatura d,8 \stemDown d'8 r r fis8 r r|
a8 r r d r r|
\break
%rigo Down 1.3
cis4. a|
b4. e,|
a4. \stemUp a,|
\stemDown d4.^( d'8) r r|
cis4. a
\break
%rigo Down 2.4
} %Chiude relative low
}%Chiude Staff low
>>%Fine Base Piano
>>%Fine Piano e Canto
\midi { }
\layout {
%ragged-right = ##t
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<< %Apre Aggancio Canto a Pianoforte
<< %Apre Aggancio Canto a Pianoforte
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<< %Apre aggancio lyrics al Canto
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\key d \major
\time 6/8
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%rigo canto 2.4
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\stemUp g4 a8 g4 a8|
\stemUp fis4. fis8 r r|
\stemDown d'4. cis4 cis8
\break
%rigo canto 2.5
b4. \stemUp g4 g8|
fis4 \stemDown cis'8 \acciaccatura e8 d4^> b8|
ais4. ais4 r8|
d4. cis|
\break
%rigo Canto 2.6
b4.^\(fis'\)|
e4^\< e8\! f4^\> f8\!|
e4. f^^|
e2.^\(|
\stemUp a,2.\)
\break
%rigo Canto 2.7
\stemDown g'4^(^\markup{\italic "Smorfioso"} fis8) g4 fis8|
g4^\(fis8\) g4^\(fis8\)|
f4 e8 f4 e8|
f4^\( e8\) f4^\( e8\)|
ees4^( d8) ees 4 d8|
\break
%rigo Canto 3.8
}%Chiude relative Canto
\addlyrics {
-li -- ce e mi go -- do_in com -- pa -- gni -- a, m'al -- zo al tra --
mon -- to_e_al sor -- ger del -- l'au -- ro -- ra va -- do_in
let -- to e non ho ma -- lin -- co -- ni -- a
pian -- ga chi vuo -- _ le e si mar -- tel -- li_il cuo -- _ re _ col -- le pas-
}%Chiude new staff canto
>> %Chiude aggancio a lyrics
%Inizia basePiano
\new PianoStaff
<<
\new Staff = "Up" {
\set PianoStaff.connectArpeggios = ##t
\clef treble
\key d \major
\time 6/8
\tempo 4.= 100
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%rigo Up 2.4
r8 r \stemUp <d' fis, d> r r <b g d>|
r8 r <a g cis,> r8 r <a g cis,>|
r8 r <a fis d> r8 r <a fis d>|
<<{d4.^^ cis^^
\break
%rigo Up 2.5
b4. g^^|
fis4. g^^ ^(|
fis4.) fis^^|
fis' 4.^^ e^^|
\break
%rigo Up 2.6
d4. fis|
\dynamicUp e4.\< f4.\> |
e4.\! ^\< f4. \>|
e4.\! gis,|
}
\\
{r8 r <fis d> r8 r <ais fis e>
\break
%rigo Up 2.5
r8 r <fis d b> r r <d b>|
r8 r <e cis ais> r r <d b>|
r8 r <e cis ais> r r <e cis ais>|
r8 r <d' b fis> r r <ais fis e>|
\break
%rigo Up 2.6
r8 r <b fis d> r r <cis a fis>|
r8 r <cis a e> r r <c a f>|
r8 r <cis a e> r r <c a f>|
r8 r <cis a e> r r <e, d b>|
}
>>
<a e cis a>2\arpeggio r4|
\break
%rigo Up 2.7
<g e c>4^(_\mf <fis e c>8) <g e c>4^( <fis e c>8)
<g d>4^( <fis d>8) <g d>4^( <fis d>8)|
<fis d b>4^( <e d b>8) <fis d b>4^( <e d b>8)|
<f c>4^( <e c>8)<f c>4^( <e c>8)|
<ees c a>4^( <d c a>8) <ees c a>4^( <d cis a>8)
\break
%rigo Up 3.8
} %Chiude relative Up
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\time 6/8
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%rigo Down 2.4
b'4. e,|
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d4. cis4.|
b4. cis|
\break
%rigo Down 2.5
d4. e^^|
fis4. eis^^ ^(|
fis)^(fis8) r r|
b,4. cis|
\break
%rigo Down 2.6
d4. dis^^|
e4. dis_^|
e4. dis_^|
e4. \stemUp <e e,>|
<e a,>2\arpeggio r4
\break
%rigo Down 2.7
\stemDown b'4^(^\> ais8)\! b4^(^\> ais8)\!|
\stemDown b4^(^\> ais8)\! b4 ais8|
\stemDown b4^( ais8) b4^( ais8)|
\stemDown b4^(^\> ais8)_\! \stemDown b4^( ais8)|
g4^( fis!8) g4^( fis8)
\break
%rigo Down 3.8
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>>%Fine Piano e Canto
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2026-09-21T14:47:20Z
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%rigo Down 3.8
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}%Chiude Staff low
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>>%Fine Piano e Canto
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione|||3}}</noinclude><score sound=1>
<< %Apre Aggancio Canto a Pianoforte
\new Staff
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%rigo Canto 3.8
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\break
%rigo canto 3.9
f4.~f4 e8|
a,4 r8 r4 r8|
r4 r8 \stemUp a ^\markup{\italic "rit. a piacere"} a ais
\stemDown b2.^\(|
b8\) r r b^\markup{\italic "rit:....."} b bis|
\break
%rigo canto 3.10
cis2.^\(|
cis8\) r r cis cis cis|
cis4.^>~cis8[ b cis]|
d4 r8 r4 r8|
r4 r8 r4 ^\p \stemUp a8|
\break
%rigo canto 3.11
b4.^\< cis4.| d4\! \stemUp fis,8 b r a|
g4 a8 g4 a8|
fis4._\( a8\) r r|
\break
%rigo canto 4.12
}%Chiude relative Canto
\addlyrics {
-sio -- _ ni e con il mal d'a -- mo -- re e con il _
mal d'a -- mor! al mal d'a -- mo -- re? al mal d'a -- mo -- re? Io ri -- do sem -- _ _ pre! al
mal d'a -- mo -- _ re ohi -- bò più non vi pen -- so...
}%Chiude new staff canto
>> %Chiude aggancio a lyrics
%Inizia basePiano
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<<
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\clef treble
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<ees bes>4^(<d bes>8) <ees bes>4^(<d bes>8)|
s1*6/8*4|
\break
%rigo Up 3.9
s1*6/8|
<<{a'4.^^ a^^}\\{r8 _\markup{\italic "a Tempo."}g8 e r f d}>>
a'4.^^ r4 r8|
<<{b4.^^ b^^}\\{r8 _\markup{\italic "a Tempo."} a8 fis r g e}>>|
b'4.^^ r4 r8|
\break
%rigo Up 3.10
<<{cis4.^^ cis 4.^^|
cis4. r4 r8|
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\\
{r8 b gis r a fis |
r gis cis, s4.|
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>>
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<<{\change Staff= "Up" f' 2.)}\\{\change Staff ="Down" \override Stem.length = #14.0
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|434|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>da’ Francesi, mentre eravamo due ore lontani da Marsiglia, e poco più da Tolone. Passavano, e ripassavano barchette di pescatori, un Vascello, e qualche Pinco, mentre dalla parte di terra si vedevano più contadini per loro affari andare; e sopra l’eminenza del Monte due cannoni in batteria. Per ragionevole prevenzione, le persone riguardevoli, che vi erano nel Vascello, unirono le scritture di più lor pregiudizio colle lettere, e fattone un fascio, l’attaccarono con una palla di cannone per sepellirlo nel fondo {{Ec|dal mare|del mar|Pagina:Gemelli Careri - Aggiunta a' viaggi di Europa, Napoli, Mosca,1711.djvu/499}}, subito, ch’erano attaccati da’ Francesi; mentre intanto la gentaglia, che andava imbarcata sotto coverta, sorpresa dal timore, poneva in gran confusione tutti del Vascello, parendole ogni mosca elefante, i pinchi Vascelli, le barche pescarecce Galere, ed ogni ombra согро. Nella più austera Religione non si osservò tanto silenzio, e ritiratezza, quanto si tenne in questo periglioso accidente per non essere scoverti, o intesi da’ Francesi; bandito affatto la notte il lume. Io però non istimai necessaria la diligenza comune, lasciando i miei dispacci, e scritture nell’istesso stato. Durò questo timor panico anche il giorno de’ 12. nel quale non<noinclude>{{PieDiPagina|||po-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|445}}</noinclude>gna: però il vento contrario non ci permisse in tutto il dì entrare nelle {{Wl|Q207911|Bocche di Bonifacio}} (che le formano le due Isole di {{Wl|Q1462|Sardegna}} e {{Wl|Q14112|Corsica}}) ma la notte facemmo cammino, con vento favorevole.
Al far del giorno de’ 3. entrammo in dette Bocche, però non diedimo fondo in {{Wl|Q204051|Bonifacio}}, terra della Corsica, ma approfittandoci del buon tempo, e vento in рорра, caminammo avanti, facendo la notte da 70. miglia; e poi essendo fatto contrario il vento, fummo obbligati di ritornare in dietro il giorno de’ 4. e dar fondo nella {{Wl|Q1126234|Tavolara}}, Isola vicino la terra di Sardegna; sofferendo molto la notte per gli bilanci, che faceva la Tartana. Qui si fece acqua in alcuni pozzi di mala qualità; e verso le 17. ore de’ 5. facemmo vela, con vento fresco Ponente, che ci faceva andare più di 15. miglia ad ora.
La mattina de’ 6. fummo in fronte del {{Wl|Q2530284|Monte Circello}}, però accagionchè non era ancora chiaro il giorno, chi lo stimava l’Isola di {{Wl|Q1133295|Ponzo}}; e chi quella d’{{Wl|Q189387|Ischia}}; disputa, che terminò il giorno. Continuando il vento favorevole sulle 24. ore fummo al Capo di {{Wl|Q2105634|Posilipo}}, che poi cal-<noinclude>{{PieDiPagina|||man-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione||INTRODUZIONE.|{{Sc|cxxv}}|riga=sì}}</noinclude>che di tanto sorpassano le precedenti di {{AutoreCitato|Thomas Johann Seebeck|Seebeck}},
{{AutoreIgnoto|Szokalski}} e {{AutoreCitato|Jan Evangelista Purkyně|Purkinje}}; le sperienze di {{AutoreCitato|Pierre-Hippolyte Boutigny|Boutigny}} su
lo stato sferoidale dei corpi e le applicazioni alle
caldaie delle machine a vapore ed alla formazione del ghiaccio nei vasi infuocati a rosso; quelle di {{AutoreCitato|Christian Friedrich Schönbein|Schonbein}}
e {{AutoreIgnoto|Martignac}} sul tanto cercato ozono;
quelle di {{AutoreCitato|William Snow Harris|Harris}} e di {{AutoreCitato|Peter Theophil Riess|Riess}} sul calore svolto in un circuito mediante scariche di batterie; quelle di {{AutoreCitato|Heinrich Lenz|Lenz}} e di {{AutoreCitato|Alexandre Edmond Becquerel|E. Becquerel}} su l’elevazione della temperatura prodotta nei fili dalle correnti della pila che guidano {{AutoreCitato|Antoine Masson|Masson}} a trovare le leggi relative alla produzione della luce elettrica. — Intanto la zoologia sussidiata dai sommi progressi fatti dall’anatomia e dalla fisiologia comparate da {{AutoreCitato|Marcello Malpighi|Malpighi}} a {{AutoreCitato|Félix Vicq d'Azyr|Vicq-d’Azyr}}, {{AutoreCitato|Lazzaro Spallanzani|Spallanzani}}, {{AutoreCitato|Petrus Camper|Camper}}, e da questi a {{AutoreCitato|Georges Cuvier|G. Cuvier}} ha fatto un passo veramente gigantesco. G. Cuvier attinge ai suoi predecessori ed ai suoi contemporanei i fatti necessarii al suo sistema, approfitta dei lavori di {{AutoreCitato|Étienne Geoffroy Saint-Hilaire|Geoffroy Saint-Hilaire}},
{{AutoreCitato|Johann Karl Wilhelm Illiger|Illiger}} e {{AutoreCitato|Frédéric Cuvier|Federico Cuvier}} sui mammiferi, di {{AutoreCitato|François Levaillant|Levaillant}} e {{AutoreCitato|Louis Pierre Vieillot|Vieillot}} su gli uccelli, di {{AutoreCitato|Bernard-Germain de Lacépède|Lacépède}}, {{AutoreCitato|Henri Marie Ducrotay de Blainville|Blainville}}, {{AutoreCitato|Nicolaus Michael Oppel|Oppel}}, {{AutoreCitato|Alexandre Brongniart|Brongniart}} sui rettili, di Lacépède, {{AutoreCitato|Marcus Elieser Bloch|Bloch}}, {{AutoreCitato|Patrick Russell|Russel}} ed altri sui pesci, di {{AutoreCitato|Jean-Baptiste de Lamarck|Lamarck}}, {{AutoreCitato|Giuseppe Saverio Poli|Poli}}, {{AutoreCitato|Pierre Denys de Montfort|Montfort}}, {{AutoreIgnoto|Rudolph}} sui molluschi, di {{AutoreCitato|Pierre André Latreille|Latreille}} su gli insetti, di Lamarck sui zoofiti, e di {{AutoreCitato|Linneo|Linneo}} per tutto il regno animale in genere, e sorge rappresentante del progresso di tutte le scienze naturali del suo secolo, creando l’eclettismo zoologico.
Dopo i lavori degli illustri anatomici annoverati nel precedente periodo, che in parte apparterrebbero pure al presente, la storia dell’anatomia può annoverare le preziose scoperte di {{AutoreCitato|Leopoldo Marco Antonio Caldani|Caldani}}, {{AutoreCitato|Luigi Rolando|Rolando}}, {{AutoreCitato|Vincenzo Malacarne|Malacarne}}, e particolarmente di {{AutoreCitato|Bartolomeo Panizza|Panizza}} (1821) che perfeziona l’anatomia dell’occhio, dei nervi, e (1834)
quella dei vasi linfatici (1830) correggendo lo stesso {{AutoreCitato|Paolo Mascagni|Mascagni}} in più luoghi colle sue osservazioni antropo-zoomitiche-fisiologiche,
quelle di {{AutoreCitato|Franz Joseph Gall|Gall}}, il quale muta l’anatomia del cervello e ne crea, per così dire, la fisiologia, mostrando pel primo la necessità di dissecare questo viscere eziologicamente; e tentando di dare la storia saturale delle facoltà psicologiche, sensorie, intellettuali e morali dell’uomo, e localizzarle, crea con {{AutoreCitato|Johann Gaspar Spurzheim|Spurzheim}} la frenologia, campo di tanti studii, di tante combattute quistioni alla fisiologia ed alla psicologia dei tempi nostri. La fisiologia presidiata dai progressi delle scienze chimiche e naturali forse è per mutare compiutamente aspetto. {{AutoreCitato|Philippe Pinel|Pinel}} profondo naturalista e psicologo crea la nosologia razionale che da {{AutoreCitato|Jean-Étienne Dominique Esquirol|Esquirol}}, {{AutoreCitato|François Broussais|Broussais}}, {{AutoreCitato|François-Emmanuel Fodéré|Foderé}}, {{AutoreCitato|John Haslam|Haslam}}, {{AutoreCitato|Johann Christian Reil|Reil}}, {{AutoreCitato|Johann Christian August Heinroth|Heinroth}} ed i più moderni, {{AutoreIgnoto|Patterson}}, {{AutoreCitato|Guillaume Ferrus|Ferrus}}, {{AutoreIgnoto|Roller}}, {{AutoreCitato|Karl Wilhelm Ideler|Ideler}}, {{AutoreIgnoto|Marc}}, {{AutoreCitato|Jules Baillarger|Baillarger}}, {{AutoreCitato|Jean-Pierre Falret|Fairet}}, {{AutoreCitato|Jacques-Joseph Moreau|Moreau}}, {{AutoreCitato|François Leuret|Leuret}}, {{AutoreCitato|Jean-Baptiste-Maximien Parchappe de Vinay|Parchappe}}, {{AutoreCitato|Jean Baptiste Félix Descuret|Descuret}} ed altri è sempre più incamminata alla sua perfezione; {{AutoreCitato|William Frédéric Edwards|Edwards}} e {{AutoreIgnoto|Backe}} studiano i caratteri della specie umana.
Nella medicina sola sembra durare tuttavia il dissidio delle dottrine, e fra l’avvicendarsi delle patologie ''analitiche'', delle ''induttive'', delle ''elettriche'', delle ''polari'', delle ''chimiche'', delle ''molecolari'', delle ''organiche'', delle dottrine mediche ''razionali-empiriche'', delle nosologie ''positive'' ecc. non si è nemmeno mancato di tentare l’applicazione della filosofia rosminiana alla medicina, e di evocare dal Nord per fino la ''filosofia trascendentale'' di {{AutoreCitato|Immanuel Kant|Kant}} per applicarla alla patologia. La teoria del ''controstimolo'' patrocinata da {{AutoreIgnoto|Wolf}} in Alemagna, da {{AutoreIgnoto|Vanderlinden}} nel Belgio, da {{AutoreIgnoto|Peschier}}, {{AutoreIgnoto|Kapler}}, {{AutoreIgnoto|Houvré}}, {{AutoreCitato|René Laennec|Laennec}} e più di tutti da {{AutoreCitato|Gaspard Laurent Bayle|Bailly}} in Francia, da {{AutoreCitato|Thomas Charles Morgan|Morgan}} in Inghilterra, mantiene in Italia una forte ed illustre scuola, assalita però da numerosi e non meno illustri avversarii. Con tutto ciò, la luce diffusa dai {{AutoreCitato|Giorgio Baglivi|Baglivi}}, {{AutoreCitato|Thomas Sydenham|Sydenham}}, {{AutoreCitato|Giovanni Battista Morgagni|Morgagni}}, {{AutoreCitato|Anton de Haen|De Haen}}, {{AutoreCitato|Domenico Cotugno|Cotugno}}, {{AutoreCitato|Giovanni Battista Borsieri|Borsieri}}, {{AutoreCitato|Johann Peter Frank|P. Frank}} e più altri sulle scienze patologighe e terapeutiche va pur tuttavia irraggiando fra teorie, o assolute o modificate di ''solidisti'' ed ''umoristi'', di ''brownianisti'' e di ''controstimolisti'', mercè il sempre crescente tesoro delle miriadi di sperienze di cui si arricchisce la pratica presidiata dai sapienti metodi di osservazione e dai sussidii impartiti dal progresso maraviglioso di tutte le scienze fisiche e naturali; e già l’inoculazione redime milioni di vittime dalla morte e dalle deformità. {{AutoreCitato|Antonio Scarpa|Scarpa}}, {{AutoreCitato|Giovanni Battista Monteggia|Monteggia}}, {{AutoreCitato|Giovanni Battista Palletta|Palletta}} in Italia, {{AutoreCitato|Marie François Xavier Bichat|Bichat}}, {{AutoreCitato|Guillaume Dupuytren|Dupuytren}}, {{AutoreCitato|Pierre-François Percy|Percy}}, {{AutoreCitato|Dominique-Jean Larrey|Larrey}} in Francia, {{AutoreCitato|August Gottlieb Richter|Richter}}, {{AutoreCitato|Philipp Franz von Siebold|Siebold}}, {{AutoreCitato|Christian Ludwig Mursinna|Mursinna}}, {{AutoreIgnoto|Weidmann}} nell’Alemagna, i Bell, {{AutoreCitato|Henry Cline|Cline}}, ed {{AutoreCitato|Astley Cooper|Asthley Cooper}} nell’Inghilterra rappresentano gloriosamente i progressi nella moderna chirurgia. — Dopo i lavori di {{AutoreCitato|Francis Willughby|Villugby}}, {{AutoreCitato|John Ray|Ray}}, {{AutoreCitato|Linneo|Linneo}}, {{AutoreCitato|Mathurin Jacques Brisson|Brisson}}, {{AutoreCitato|Georges-Louis Leclerc de Buffon|Buffon}}, succedono quelli di {{AutoreCitato|Georges Cuvier|Cuvier}}, {{AutoreCitato|André Marie Constant Duméril|Duméril}}, {{AutoreCitato|Johann Karl Wilhelm Illiger|Illiger}}, {{AutoreCitato|Louis Pierre Vieillot|Vieillot}}, {{AutoreCitato|Coenraad Jacob Temminck|Temmink}}, {{AutoreCitato|Nicholas Aylward Vigors|Vigors}}, {{AutoreCitato|Henri Marie Ducrotay de Blainville|Blainville}}, {{AutoreCitato|Camillo Ranzani|Ranzani}} ad illustrare l’ornitologia. — Ai lavori entomologici di Lamarck, Duméril, Cuvier, Latreille, succedono quelli di {{AutoreCitato|William Elford Leach|Leach}}, {{AutoreCitato|Victor Audouin|Audouin}}, {{AutoreCitato|Alphonse Milne-Edwards|Milne-Edwards}}, {{AutoreCitato|Stefano Delle Chiaje|Della Chiaie}}, {{AutoreCitato|Jean-Marie Léon Dufour|Léon Dufour}}, {{AutoreCitato|Félix Édouard Guérin-Méneville|Guerin}}, {{AutoreCitato|Pierre François Dejean|Dejean}}, {{AutoreIgnoto|Strauss}}, {{AutoreCitato|Johann Fischer von Waldheim|Fischer}}, {{AutoreCitato|Fritz Müller|Muller}}, {{AutoreCitato|Johann Friedrich von Eschscholtz|Eschholz}}. — A {{AutoreCitato|Josephus Nicolaus Laurenti|Laurenti}} (1768), {{AutoreCitato|Giovanni Antonio Scopoli|Scopoli}} (1777), Linneo, Lacépède, Buffon, {{AutoreCitato|Johann Gottlob Schneider|Schneider}}, Bronguiart, Latreille, Duméril, {{AutoreCitato|François Marie Daudin|Daudin}}, succede Cuvier, che coordinando tutti i lavori de’ suoi antecessori stabilisce un metodo il migliore nell’erpetologia, che {{AutoreCitato|Achille Valenciennes|Valenciennes}}, {{AutoreCitato|Henri Marie Ducrotay de Blainville|Blainville}}, {{AutoreCitato|Blasius Merrem|Merrem}}, {{AutoreCitato|Heinrich Kuhl|Kuhl}} vanno migliorando.
Nella mammologia ai sistemi di Ray, {{AutoreCitato|Jacob Theodor Klein|Klein}}, di Linneo, Brisson, di Vicq-d’Azyr succedono quelli dei Cuvier e Geoffroy-S<sup>t</sup>-Hilaire e gli importanti lavori di Illiger, {{AutoreIgnoto|Shaw}}, {{AutoreCitato|Alexander von Humboldt|Humboldt}}, Blainville, <noinclude>{{AutoreCitato|Louis Antoine Desmoulins|Des-}}</noinclude><noinclude><references/>
{{PieDiPagina|''Encicl. pop.'' — {{Sc|Tomo I.}}|P|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|461}}</noinclude>taggioso, aspettando il nostro Esercito; quale la notte medelima passò l’Ebro, la Cavalleria a guazzo, l’Infanteria sopra un ponte, e marciò in appresso sopra la strada maestra di Saragozza, credendo di accamparsi alla Certosa, lontana una lega. La Vanguardia, vedendo il nemico sì vantaggiosamente situato, avvertì il Maresciallo, e questo fece avvanzare tutto l’Esercito, che si postò ad una portata di cannone lontan dal nemico: e la fine del giorno non permise altro. Molti erano di parere, che questa diligenza del Marchese di Bey non avea altro fine, che coprire la sua marcia, e che si ritirerebbe la notte; {{Ec|cio|ciò}}, che s’era veduto fare più volte da’ nemici: non dando luogo di credere, ch’essi volessero arrischiare il tutto. L’uno e l’altro Esercito restò la notte sotto l’armi.
Il giorno de’ 20. di buon ora i nemici {{Wl|Q833861|cominciarono a cannonare}}, con tre Batterie poste sopra l’altezze sudette oltre delle quali v’erano altre dopo il centro, salendo verso la nostra sinistra, però erano molto meno. Le valli, che separavano i Collegati dall’altezze occupate da’ nemici, non erano accessibili, e la diritta della nostra Infateria era den-<noinclude>{{PieDiPagina|||tro{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|467}}</noinclude>Reale servizio: ben degno figlio della Signora D. Giovanna Pignatelli, Dama di cuore sì magnanimo, affabile, e generoso, che sembra la natura averle dato un Regio cuore, se bene priva di Regni.
Non vi è in Saragozza altro luogo fortificato, che l’Inquisizione, ch’è una gran casa murata con falsa braca, ed alcuni pezzi di Cannoni, separata dalla Città, dove erano 600. uomini nemici, sotto il commando del Colonnello Magoni, che fù avvertito di rendersi prigioniero, con tutta la guarnizione, che altrimente non si sarebbe dato quartiere; onde questo si rese subito prigioniero di guerra, con tutto il presidio. In modochè vi furono infinità di prigionieri, fra’ quali due Battaglioni intieri misero l’armi basse.
Il Rè non entrò nell’istesso giorno dentro la Città; ma rimase nel Convento de’ Cappuccini, dove il Duca d’Angiò avea dormito la notte, mentre questo Principe si ritirò dalla parte di {{Wl|Q978587|Daroca}}, dove i giorni precedenti avea incaminato i bagagli del suo Esercito, con disgusto de’ Vincitori.
La maggior gloria riportata da’ Collegati in questa battaglia, che durò due<noinclude>{{PieDiPagina||Gg 2|sole{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|471}}</noinclude>to nella Florida, sopra il Fiume Mansanares.
Si pubblicarono differenti bandi, acciò sotto gravi pene, nessuno potesse offendere l’altro, e che qualsivoglia de’ soldati nemici, che si trovavano nella Villa, ò Ospedali si presentassero dentro 24. ore, sotto pena della vita: aprendosi le carceri per dar libertà a tutt’i prigionieri di Stato; senza permettere, che per altro delitto fossero scarcerati. Si pubblicò anche, ed affisse ne’ luoghi pubblici per ordine di S. M. un decreto, nel quale manifestava la sua connatural benignità pronta à perdonar’i suoi Vassalli, semprechè venivano alla sua ubbidienza. Con tali ordini, e providenze si mantenne la Villa in gran quiete, e pace; tanto più, che stettero con gran vigilanza il suo Correggitore D. Antonio Sanguineto, ed i Cavalieri Reggidori. Però prima di partire il Signor Duca d’Angiò comandò a’ Consigli, che si trasserissero a Villadolid.
Nel 21. passò il Re da Alcalà nella Alameda (una lega distante da Madrid) dove si distese l’Esercito in un lungo accampamento, e privatamente entrò nel giorno seguente la Maestà Sua nella Real<noinclude>{{PieDiPagina||Gg 4|Vil-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|472|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>Villa di Madrid, dove non dimorò che poche ore, e ritornò al Campo: trattenendosi nella Quinta del Conte di Aguilar, che sta a vista di Madrid.
Ritornò nel 28. il Re dentro Madrid con gran giubilo, ed applauso de’ Cittadini, e dopo aver visitato la Madre Santissima di Atocha, passò a pranzo nella medesima Quinta, fin tanto si preparavano le cose necessarie per l’entrata publica in quella Villa. Intanto a’ 3. di Ottobre furono i Deputati della Città di Toledo a dar l’ubbidienza a S. M., che a’ 4. di detto mese si trovava nel Real Palagio del Pardo. Non ostante le gravezze poste dal Duca d’Angiò alla Villa di Madrid, diede questa a Sua Maestà 500. m. pezze per soccorso delle truppe.
Si ebbe avviso, che il Colonnello Vallejo, si era ritirato da Siguenza, dopo aver dato tre assalti senza occuparla, per la risistenza, che trovò nella fedeltà, e valore de’ suoi defensori.
Essendo stato spedito dal Re il Generale Baron Wetzel in Saragozza, era aspettato da 600. cavalli nemici imboscati in un forzoso passo; però questo prudente Generale s’aprì la strada per mezzo di loro, quantunque non tenesse,<noinclude>{{PieDiPagina|||che{{spazi|5}}}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|475}}</noinclude>la polvere, e ridotti in un rincone, capitolarono, e si resero a discrezione: rimanendo prigionieri tutti col loro valoroso Generale Stenoph.
Avvicinatosi intanto il giorno de’ 10 il nostro Esercito, trovò il nemico {{Wl|Q390286|schierato in battaglia}}, molto più numeroso del nostro, ed in migliore situazione di terreno: mentre l’Esercito Collegato doveva formarsi nel piano d’un Campo aperto; non permettendogli la brevità del tempo di potersi ritirare. Pose intanto questo la sinistra ad una malagevole balza, e la destra verso il Campo aperto, serrando coll’Infanteria il fianco, e la Cavalleria dietro la prima, e seconda linea dell’Infanteria: e formando così quattro linee, aspettò in tal positura il vicino nemico, il quale appena diede luogo ad una tal disposizione.
In questo mentre giuocava fortemente l’artiglieria d’amendue gli Eserciti, con danno notabile. Cominciò il nemico il suo attacco con buon’ordine, e gran furia; facendo piegare in parte la nostra ala dritta (la quale si rimesse in un’istante) mentre disordinata intieramente la sinistra, giunse sino alla spalla; però il Generale maggiore Contrecur con tre squa-<noinclude>{{PieDiPagina|||dro-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Ars et Labor, 1908 vol. I.djvu/95
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione|||5}}</noinclude><!--<syntaxhighlight lang="lilypond" line start="2">-->
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<< % Apre Canto e Piano
\new Staff = "Canto" \with {
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fre -- sca.„.... M'at -- ten -- de: lo so.
Ma il_da -- to -- re di gio -- ia non ha più ghir -- lan -- de:............... ha
da -- to_il ci -- pres -- so all'A -- mo -- re e_il mir -- to_a Co -- lei ch'è più
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{{Ct|f=100%|v=1|t=1|'''LIBRO SECONDO — Aneddoti e avventure strane'''}}
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Discussioni indice:Pizzi - Fiori d'Oriente, 1907.djvu
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== Struttura ==
@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Consiglio preliminare. Si tratta di un'antologia, e ogni brano è seguito dal ''nome dell'autore'' e dalla ''lingua originale''. Per una corretta categorizzazione, transcluderei ciascun brano in una pagina ns0 principale, riuniti in una "raccolta di raccolte" a due livelli (pagina base, libro). OK?
Non c'è fretta, prima finisco l'Avesta. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:00, 15 set 2026 (CEST)
:Antologie... bestie nere! Ci devo pensare. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:59, 16 set 2026 (CEST)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Un esempio di antologia con caratteristiche simili è [[Antologia provenzale]] a cui ci si può ispirare nella struttura della digitalizzazione. Peccato che Italo Pizzi non abbia messo anche una datazione per ciascun brano, saremo costretti a usare date approssimative, a meno che qui non ci sia qualche orientalista esperto... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:35, 18 set 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Grazie del suggerimento. Per ora ho costruito un Sommario provvisorio a sottopagine, ma penso che lo convertirò sul modello dell'edizione che mi hai indicato. Penso di partire, con la trascrizione, con il Registro dei nomi che cercherò di associare a elementi wikidata. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:22, 19 set 2026 (CEST)
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Alex brollo
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== Struttura ==
@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Consiglio preliminare. Si tratta di un'antologia, e ogni brano è seguito dal ''nome dell'autore'' e dalla ''lingua originale''. Per una corretta categorizzazione, transcluderei ciascun brano in una pagina ns0 principale, riuniti in una "raccolta di raccolte" a due livelli (pagina base, libro). OK?
Non c'è fretta, prima finisco l'Avesta. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:00, 15 set 2026 (CEST)
:Antologie... bestie nere! Ci devo pensare. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:59, 16 set 2026 (CEST)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Un esempio di antologia con caratteristiche simili è [[Antologia provenzale]] a cui ci si può ispirare nella struttura della digitalizzazione. Peccato che Italo Pizzi non abbia messo anche una datazione per ciascun brano, saremo costretti a usare date approssimative, a meno che qui non ci sia qualche orientalista esperto... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:35, 18 set 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Grazie del suggerimento. Per ora ho costruito un Sommario provvisorio a sottopagine, ma penso che lo convertirò sul modello dell'edizione che mi hai indicato. Penso di partire, con la trascrizione, con il Registro dei nomi che cercherò di associare a elementi wikidata. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:22, 19 set 2026 (CEST)
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<poem>Forse Un dì t’offrirò l’imprese, e l’armi
De’ grandi Avoli tuoi pietosi, e giusti,
E ’l nome tuo, da’ gelidi Biarmi
Dilaterassi à gli Ethiopi adusti.
Hor contentati sol, che in questi carmi
Descendente io t’accenni degli Augusti;
Dunque del’alto Imperador la tromba,
Sire, ascolta, sin che la tua rimbomba.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|6.}}
<poem>Già si volgeva il duodecim’anno,
Che nela gran Città dela Giudea,
Sotto il tartaro giogo, Amor Tiranno,
La Signora di Maddalo premea.
Nè trovandosi alcun, che trar d’affanno
La potesse, il crudel più l’affligea.
Congiurato col Mondo, e con Plutone,
Quali tricorpore, immane Gerione.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|7.}}
<poem>Nè contento di lei, con lei disegna
Israel sottoporre al peso grave.
Con la cattiva Ebrea, gli Ebrei s’ingegna
Trarre sotto catena, e fatto chiave,
Così Tracio Corsar, cangiando insegna,
Predando và con la predata nave;
E col legno nemico, i suoi nemici
Vince, ingannati da gli arnesi amici.</poem><noinclude>{{PieDiPagina||A 2|''Fù''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/25
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2026-09-21T15:49:01Z
Modafix
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO.}}}}|5}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|11.}}
<poem>La fronte serenissima frà quelle
Splendidissime chiome biancheggiante,
Par piena Luna, in mezo à chiare Stelle,
Par candid Alba in lucido Levante.
Frà le cui nevi Amor le sue fiammelle
Cela, per ingannar lo sguando amante;
Che à quello albor, quasi Farfalla al lume
Scherzando, qual Tifeo, brucia frà brume.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|12.}}
<poem>Sotto i Zodiaci dele ciglia eguali,
Sembran gli occhi lincei candide sfere.
Le pupille, de cor stelle fatali,
Tanto splendide più, quanto più nere.
Nel cui vivo carbon tempra gli strali
Di Vulcan l’empio figlio, il cieco Arciere,
E qual dominator d’astri brucianti,
Fulmina con gli sguardi, arde co’ pianti.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|13.}}
<poem>Con gran proportion del vago viso
L’ornamento maggior si leva, e scende,
Per cui l’aure, e gli odori al paradiso
Entran del Alma, ove la vita splende.
Egli, quasi Equator, nel mezo assiso,
Il Ciel del volto equipartito rende;
D’onde nel fulminar prende la mira
L’Arcier tonante, alhor, che i lampi gira.</poem><noinclude>{{PieDiPagina||A 3|''Par''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Pizzi - Fiori d'Oriente, 1907.djvu/576
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 560 —|}}</noinclude>
intitolata: ''Olezzo aromatico del ramo della fresca Andalusia'', e altre opere.
{{Wl|Q168705|'''Al-Masûdi'''}} (''ar''.). — Abû ’l-Hasan Ali al-Masûdi fu celebre storico, geografo ed erudito, nativo di Bagdad. Viaggiò molto, studiò molto procacciandosi cognizioni vastissime che l’aiutaron poi nella composizione delle sue grandi opere storiche e geografiche, delle quali la più nota è quella che ha per titolo ''Praterie d’oro e miniere di gemme'' (Edizione di Parigi, 1861-1877, testo arabo con traduzione francese di {{Wl|Q1063659|'''C. Barbier de Meynard'''}} e {{Wl|Q318453|'''Pavet de Courteille'''}}). É una grande enciclopedia storica, il cui nocciolo principale è la storia dei Califfi, con molte altre notizie biografiche, letterarie, scientifiche, d’usi e di costumi, di filosofia. Morì al Cairo nel 956 d. C.
{{Wl|Q63015110|'''Al-Menûfi'''}} (''ar''.). — Abî ’1-Abbàs Ahmed al-Mentifi, storico, nativo del Cairo, esercitò in patria l’ufficio di giudice. Morì nel 1527 d. C.
''Mille e una notte'' (''ar''.). — È il notissimo libro che va ancora da noi, benchè non integro e non quale è veramente, tra le mani del popolo. Proviene, nello schema originale, da un libro persiano detto ''le Mille Fiabe'', che alla sua volta per una trafila pehlevica discende da un originale sanscrito<ref>Vedi, intorno al racconto fondamentale delle ''Mille e una notte'' e all’origine sua dall’India, i dotti articoli del Pavolini e del Rajna nel Vol. XII del ''Giornale della Società Asiatica Italiana'' (Firenze).</ref>. Ma le molte narrazioni che vi si leggono, provengono da diverse fonti. Alcune sono di origine indiana e vanno segnalate per certa finezza e buon gusto. Altre vengono da Bagdad, e v’ha gran parte il celebre Califfo Hârûn al-Rashîd, a cui si attribuiscono mille casi e mille avventure. Altre sono d’origine egiziana, e sono o racconti con fatti e cose meravigliose (anelli incantati, talismani, magie) o racconti d’avventure e d’imprese di noti furfanti. Vi si trovano inseriti, inoltre, due romanzi, quello marinaresco di Sindibâd (del quale abbiam dato un passo nel n. 11 del libro III), e quello cavalleresco di Omar al-Nomân. Le novelle e le favole son raccontate, in (1)<noinclude></noinclude>
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Pagina:Pizzi - Fiori d'Oriente, 1907.djvu/577
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Alex brollo
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3902281
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 561 —|}}</noinclude>
1001 notte, dalla bella Shehrezâde ad un re di Persia. È libro popolare a cui hanno lavorato insieme tanti autori ignoti, in tanti secoli, dall’origine indiana fino all’ultima sua compilazione che è piuttosto recente.
{{Wl|Q1377629|'''Mîrkhondi'''}} (''pers''.). — Storico persiano, propriamente Muhammed ibn Khâvend-shâh, d’una famiglia di Bukhâra, vissuto gran tempo ad Herât alla corte di quei principi che discendevano da Tamerlano, protetto in particolare da uno di essi, Alì Shîr, che era anche poeta. Morì intorno al 1504 d. C., e lasciò una grande compilazione storica universale, detta ''il Giardino puro'', che abbraccia tutti gli avvenimenti umani, dalla creazione del mondo fin quasi ai tempi dell’Autore.
'''Muhammed al-Dakdagi''' (''ar''.). — Poeta d’età assai recente, nativo del Khorassân nell’Iran orientale. Imitò i poeti del bel tempo della letteratura araba. Visse molto stimato a Damasco e morì nel 1714 d. C. (Magiâni ’l-adab, Comment. II. pag. 554).
{{Wl|Q2915617|'''Al-Mustasimi'''}} (''ar''.). — Gemal ad-dîn Yâqùt al-Mustasimi fu celebre calligrafo e Autore d’un’Antologia di racconti, di poesie, di facezie, di sentenze. Morì a Bagdad nel 1298 d. C.
{{Wl|Q284542|'''Al-Mutanabbi'''}} (''ar''.). — Abû ’l-Tayyib fu soprannominato ''Al-Mutanabbi'', cioè colui che si è fatto profeta, perchè volle fondare una nuova religione, ma non riuscì. Nacque in Kûfa nel 905 d. C. e fu il più illustre poeta del tempo degli Abbassidi, benchè molto manierato e concettoso. Visse a diverse corti e in particolare a quella di Aleppo, protetto dal principe Seyf al-Davla della casa degli Hamdanidi di cui celebrò le lodi. Morì ucciso da malandrini nel 965.
'''Al-Navâgi''' (''ar''.).. — Muhammed ibn Hasan al-Navâgi, del Cairo, fu maestro di giurisprudenza in patria, scrittore fecondissimo, specialmente di aneddoti, di racconti, riferentisi a diversi ceti di persone, raccolti da diverse fonti, e autore di poesie lodate al suo tempo. Morì nel 1455 d. C.
{{PieDiPagina|Italo Pizzi - ''Fiori d'Oriente''||36 }}<noinclude></noinclude>
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2026-09-21T14:06:02Z
Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 561 —|}}</noinclude>
1001 notte, dalla bella Shehrezâde ad un re di Persia. È libro popolare a cui hanno lavorato insieme tanti autori ignoti, in tanti secoli, dall’origine indiana fino all’ultima sua compilazione che è piuttosto recente.
{{Wl|Q1377629|'''Mîrkhondi'''}} (''pers''.). — Storico persiano, propriamente Muhammed ibn Khâvend-shâh, d’una famiglia di Bukhâra, vissuto gran tempo ad Herât alla corte di quei principi che discendevano da Tamerlano, protetto in particolare da uno di essi, Alì Shîr, che era anche poeta. Morì intorno al 1504 d. C., e lasciò una grande compilazione storica universale, detta ''il Giardino puro'', che abbraccia tutti gli avvenimenti umani, dalla creazione del mondo fin quasi ai tempi dell’Autore.
'''Muhammed al-Dakdagi''' (''ar''.). — Poeta d’età assai recente, nativo del Khorassân nell’Iran orientale. Imitò i poeti del bel tempo della letteratura araba. Visse molto stimato a Damasco e morì nel 1714 d. C. (Magiâni ’l-adab, Comment. II. pag. 554).
{{Wl|Q2915617|'''Al-Mustasimi'''}} (''ar''.). — Gemal ad-dîn Yâqùt al-Mustasimi fu celebre calligrafo e Autore d’un’Antologia di racconti, di poesie, di facezie, di sentenze. Morì a Bagdad nel 1298 d. C.
{{Wl|Q284542|'''Al-Mutanabbi'''}} (''ar''.). — Abû ’l-Tayyib fu soprannominato ''Al-Mutanabbi'', cioè colui che si è fatto profeta, perchè volle fondare una nuova religione, ma non riuscì. Nacque in Kûfa nel 905 d. C. e fu il più illustre poeta del tempo degli Abbassidi, benchè molto manierato e concettoso. Visse a diverse corti e in particolare a quella di Aleppo, protetto dal principe Seyf al-Davla della casa degli Hamdanidi di cui celebrò le lodi. Morì ucciso da malandrini nel 965.
'''Al-Navâgi''' (''ar''.).. — Muhammed ibn Hasan al-Navâgi, del Cairo, fu maestro di giurisprudenza in patria, scrittore fecondissimo, specialmente di aneddoti, di racconti, riferentisi a diversi ceti di persone, raccolti da diverse fonti, e autore di poesie lodate al suo tempo. Morì nel 1455 d. C.<noinclude>{{PieDiPagina|Italo Pizzi - ''Fiori d'Oriente''||36 }}</noinclude>
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1001 notte, dalla bella Shehrezâde ad un re di Persia. È libro popolare a cui hanno lavorato insieme tanti autori ignoti, in tanti secoli, dall’origine indiana fino all’ultima sua compilazione che è piuttosto recente.
{{Wl|Q1377629|'''Mîrkhondi'''}} (''pers''.). — Storico persiano, propriamente Muhammed ibn Khâvend-shâh, d’una famiglia di Bukhâra, vissuto gran tempo ad Herât alla corte di quei principi che discendevano da Tamerlano, protetto in particolare da uno di essi, Alì Shîr, che era anche poeta. Morì intorno al 1504 d. C., e lasciò una grande compilazione storica universale, detta ''il Giardino puro'', che abbraccia tutti gli avvenimenti umani, dalla creazione del mondo fin quasi ai tempi dell’Autore.
'''Muhammed al-Dakdagi''' (''ar''.). — Poeta d’età assai recente, nativo del Khorassân nell’Iran orientale. Imitò i poeti del bel tempo della letteratura araba. Visse molto stimato a Damasco e morì nel 1714 d. C. (Magiâni ’l-adab, Comment. II. pag. 554).
{{Wl|Q2915617|'''Al-Mustasimi'''}} (''ar''.). — Gemal ad-dîn Yâqùt al-Mustasimi fu celebre calligrafo e Autore d’un’Antologia di racconti, di poesie, di facezie, di sentenze. Morì a Bagdad nel 1298 d. C.
{{Wl|Q284542|'''Al-Mutanabbi'''}} (''ar''.). — Abû ’l-Tayyib fu soprannominato ''Al-Mutanabbi'', cioè colui che si è fatto profeta, perchè volle fondare una nuova religione, ma non riuscì. Nacque in Kûfa nel 905 d. C. e fu il più illustre poeta del tempo degli Abbassidi, benchè molto manierato e concettoso. Visse a diverse corti e in particolare a quella di Aleppo, protetto dal principe Seyf al-Davla della casa degli Hamdanidi di cui celebrò le lodi. Morì ucciso da malandrini nel 965.
{{Wl|Q234908|Al-Navagi}} (ar.).. — Muhammed ibn Hasan al-Navagi, del Cairo, fu maestro di giurisprudenza in patria, scrittore fecondissimo, specialmente di aneddoti, di racconti, riferentisi a diversi ceti di persone, raccolti da diverse fonti, e autore di poesie lodate al suo tempo. Morì nel 1455 d. C.
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{{Wl|Q234908|Nizami }} (''pers''.). Nizâm ad-dîn Abû Muhammedpoeta persiano, il principe dei poeti romanzeschi
di Persia, nacque a Gangia nella provincia di Arrân.
Sebbene invitato più volte a corte dai Selgiûqidi e da
altri principi, condusse vita tranquilla e solitaria, dedito
alle opere di pietà e alla composizione delle sue opere
poetiche. Queste sono cinque poemi che, uniti, formano i
Cinque tesori onde s'intitolano, e dei quali quattro sono
romanzeschi e l'altro è mistico. I quattro sono: Khusrev
e Shirina (tenera storia persiana d'amore); le sette Beltà
(Storia degli amori di Behrâm re di Persia con sette prin-
cipesse; abbiamo qui il germe dell'Ameto del Boccaccio;
vedi, perciò, la Storia della Poesia persiana, cap. IX,
86-87); Meg'nun e Leyla (appassionata storia d'amore araba;
vedi il n. 16 del libro II.); il Libro di Alessandro (storia
romanzesca del gran conquistatore, trasformazione per-
siana del romanzo greco del Pseudo-Callistene). Il quinto
poema, mistico, religioso, morale, è detto il Tesoro dei
misteri. Nizami, poeta di valore, ma stentato e già arti-
ficioso, morì in patria nel 1202 d. C..
-
Nizam al-Mulk (pers.). Con questo nome che in arabo
significa l'ornamento del regno, viene designato Abû Alî
Hasan, il celebre ministro di Alp-Arslân prima, e poi di
Melik-shâh, principi Selgiûqidi, il cui regno si stese a
tanta parte d'Asia tra l'XI e il XIII secolo d. C. Fondò
un celebre collegio a Bagdad. Morì nel 1093 fatto pugna-
lare, per sospetti, dallo stesso Melik-shâh che gli era
stato discepolo e di cui era stato ministro. Scrisse un
libro di politica intitolato il Libro di Governa.
-
Omar Ibn al-Khattab. Celebre Califfo, secondo di
quelli di Medina, costitutore primo dell'Impero musulmano.
Regnò dal 634 al 644 d. C. Vedi Califf.
Omar Khayyam (pers.). Abu 'l-Fath Omar ibn
Ibrâhîm al-Khayyam algebrista e poeta scettico persiano,
le cui quartine sono intese a proclamar vana ogni fede,
ogni religione positiva, a trattar come fola da ragazzi la
vita futura e a satireggiare le brutture e le ipocrisie tutte<noinclude></noinclude>
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{{Wl|Q234908|Nizami }} (''pers''.). Nizâm ad-dîn Abû Muhammed Nizâmi, poeta persiano, il principe dei poeti romanzeschi
di Persia, nacque a Gangia nella provincia di Arrân.
Sebbene invitato più volte a corte dai Selgiûqidi e da
altri principi, condusse vita tranquilla e solitaria, dedito
alle opere di pietà e alla composizione delle sue opere
poetiche. Queste sono cinque poemi che, uniti, formano i
Cinque tesori onde s'intitolano, e dei quali quattro sono
romanzeschi e l'altro è mistico. I quattro sono: Khusrev
e Shirina (tenera storia persiana d'amore); le sette Beltà
(Storia degli amori di Behrâm re di Persia con sette prin-
cipesse; abbiamo qui il germe dell'Ameto del Boccaccio;
vedi, perciò, la Storia della Poesia persiana, cap. IX,
86-87); Meg'nun e Leyla (appassionata storia d'amore araba;
vedi il n. 16 del libro II.); il Libro di Alessandro (storia
romanzesca del gran conquistatore, trasformazione per-
siana del romanzo greco del Pseudo-Callistene). Il quinto
poema, mistico, religioso, morale, è detto il Tesoro dei
misteri. Nizami, poeta di valore, ma stentato e già arti-
ficioso, morì in patria nel 1202 d. C..
-
Nizam al-Mulk (pers.). Con questo nome che in arabo
significa l'ornamento del regno, viene designato Abû Alî
Hasan, il celebre ministro di Alp-Arslân prima, e poi di
Melik-shâh, principi Selgiûqidi, il cui regno si stese a
tanta parte d'Asia tra l'XI e il XIII secolo d. C. Fondò
un celebre collegio a Bagdad. Morì nel 1093 fatto pugna-
lare, per sospetti, dallo stesso Melik-shâh che gli era
stato discepolo e di cui era stato ministro. Scrisse un
libro di politica intitolato il Libro di Governa.
-
Omar Ibn al-Khattab. Celebre Califfo, secondo di
quelli di Medina, costitutore primo dell'Impero musulmano.
Regnò dal 634 al 644 d. C. Vedi Califf.
Omar Khayyam (pers.). Abu 'l-Fath Omar ibn
Ibrâhîm al-Khayyam algebrista e poeta scettico persiano,
le cui quartine sono intese a proclamar vana ogni fede,
ogni religione positiva, a trattar come fola da ragazzi la
vita futura e a satireggiare le brutture e le ipocrisie tutte<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 562 —|}}</noinclude>
{{Wl|Q234908|Nizami }} (''pers''.). Nizâm ad-dîn Abû Muhammed Nizâmi, poeta persiano, il principe dei poeti romanzeschi di Persia, nacque a Gangia nella provincia di Arrân. Sebbene invitato più volte a corte dai Selgiûqidi e da altri principi, condusse vita tranquilla e solitaria, dedito alle opere di pietà e alla composizione delle sue opere poetiche. Queste sono cinque poemi che, uniti, formano i ''Cinque tesori'' onde s’intitolano, e dei quali quattro sono romanzeschi e l’altro è mistico. I quattro sono: ''Khusrev e Shirina'' (tenera storia persiana d’amore); ''le sette Beltà'' (Storia degli amori di Behrâm re di Persia con sette principesse; abbiamo qui il germe dell’''Ameto'' del {{AutoreCitato|Giovanni Boccaccio|Boccaccio}}; vedi, perciò, la ''Storia della Poesia persiana'', cap. IX, 86-87); ''Meg’ nûn e Leyla'' (appassionata storia d’amore araba; vedi il n. 16 del libro II.); il ''Libro di Alessandro'' (storia romanzesca del gran conquistatore, trasformazione persiana del romanzo greco del {{Wl|Q3409584|Pseudo-Callistene}}). Il quinto poema, mistico, religioso, morale, è detto il ''Tesoro dei misteri''. Nizâmi, poeta di valore, ma stentato e già artificioso, morì in patria nel 1202 d. C.
{{Wl|Q298427|''Nizám al-Mulk}''} (''pers''.). Con questo nome che in arabo significa l’ornamento del regno, viene designato Abû Alî Hasan, il celebre ministro di Alp-Arslân prima, e poi di Melik-shâh, principi Selgiûqidi, il cui regno si stese a tanta parte d’Asia tra l’XI e il XIII secolo d. C. Fondò un celebre collegio a Bagdad. Morì nel 1093 fatto pugnalare, per sospetti, dallo stesso Melik-shâh che gli era stato discepolo e di cui era stato ministro. Scrisse un libro di politica intitolato ''il Libro di Governo''.
{{Wl|Q8467|'''Omar Ibn al-Khattâb'''}}. — Celebre Califfo, secondo di quelli di Medina, costitutore primo dell’Impero musulmano. Regnò dal 634 al 644 d. C. Vedi ''Califfi''.
{{Wl|Q35900|'''Omar Khayyâm'''}} (''pers''.). Abu ’l-Fath Omar ibn Ibrâhîm al-Khayyam algebrista e poeta scettico persiano, le cui quartine sono intese a proclamar vana ogni fede, ogni religione positiva, a trattar come fola da ragazzi la vita futura e a satireggiare le brutture e le ipocrisie tutte<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="BrolloBot" />{{RigaIntestazione||— 563 —|}}</noinclude>
lei bacchettoni. In. esse, egli inneggia al vivere lieto e
libero tra gli amori e i piaceri, del vino in particolare,
sotto i quali nomi, invece; si devono intendere la dottrina
mistica, libera da ogni pastoia di ortodossia, e nell’amore
{{Ec|l’amore|}} di Dio stesso al modo mistico e panteistico. Omar
Khayyàm era della città di Nîshâpûr nell’Iran orientale.
Visse fra gli studî e sotto il regno di Melik-shâh dei Selgiûqidi fece importanti osservazioni astronomiche, correndo
l’anno 1074. Lasciò anche un trattato d’algebra in arabo,
stato pubblicato a Parigi dal Woepke. Morì nel 1123: Le
sue quartine furon pubblicate a Parigi dal Nicolas con traduzione francese; e si trovano traduzioni ‘intere 0 parziali, tedesche e inglesi, dell’Hammer, del Fitzgerald, dell’Hart.
Anche il raccoglitore del presente volume ne ha tradotte
sessanta in versi italiani, inserite nella ''Storia della Poesia
persiana'', (vol. I, pag. 280 e segg).
'''Ommiadi''', vedi ''Catiffi''.
''Panciatantra'', vedi ''Vishnusarman''.
''Pehlevica''. — È la lingua iranica (persiana) usata in
tutto il Medio Evo persiano (III-VIII secolo d. C.), nella
quale fu scritta quasi tutta la letteratura tradizionale dei
seguaci di Zoroastro, di natura religiosa, conservataci in
parte. Vi furono anche storie, romanzi e libri dottrinali
profani ora perduti, ma pervenutiei in parte nei posteriori rifacimenti arabi e persiani. I Persiani invece, con la
voce ''pehlevî'' (pehlevico), sogliono designare (erroneamente
però) l’antica lingua dî Persia.
Al-Qazvîni (ar.). — Zakàriyya ibn Muhammed' alQazvîni, celebre cosmografo e scrittore di cose naturali,
la cui opera: le Meraviglie delle cose create e i monumenti
dei paesi, è un vero monumento di sapere ed i dottrina. Alcune teoriche moderne, come quella del periodico mutarsi
dei continenti, vi sono già preannunziate e bellamente
adombrate (7’ Islamismo, cap. VI, $ 6). Era di Qazvîn
nell’Iran settentrionale. Visse a Damasco, fu magistrato
in diverse città della Mesopotamia, e morì nel 1283 d. 0.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 563 —|}}</noinclude>
lei bacchettoni. In. esse, egli inneggia al vivere lieto e libero tra gli amori e i piaceri, del vino in particolare, sotto i quali nomi, invece; si devono intendere la dottrina mistica, libera da ogni pastoia di ortodossia, e nell’amore
{{Ec|l’amore|}} di Dio stesso al modo mistico e panteistico. Omar Khayyàm era della città di Nîshâpûr nell’Iran orientale. Visse fra gli studî e sotto il regno di Melik-shâh dei Selgiûqidi fece importanti osservazioni astronomiche, correndo l’anno 1074. Lasciò anche un trattato d’algebra in arabo, stato pubblicato a Parigi dal Woepke. Morì nel 1123: Le sue quartine furon pubblicate a Parigi dal Nicolas con traduzione francese; e si trovano traduzioni ‘intere 0 parziali, tedesche e inglesi, dell’Hammer, del Fitzgerald, dell’Hart. Anche il raccoglitore del presente volume ne ha tradotte sessanta in versi italiani, inserite nella ''Storia della Poesia persiana'', (vol. I, pag. 280 e segg).
'''Ommiadi''', vedi ''Catiffi''.
''Panciatantra'', vedi ''Vishnusarman''.
''Pehlevica''. — È la lingua iranica (persiana) usata in tutto il Medio Evo persiano (III-VIII secolo d. C.), nella quale fu scritta quasi tutta la letteratura tradizionale dei seguaci di Zoroastro, di natura religiosa, conservataci in parte. Vi furono anche storie, romanzi e libri dottrinali profani ora perduti, ma pervenutiei in parte nei posteriori rifacimenti arabi e persiani. I Persiani invece, con la voce ''pehlevî'' (pehlevico), sogliono designare (erroneamente però) l’antica lingua dî Persia.
{{Wl|Q144639|'''Al-Qazvîni'''}} (ar.). — Zakâriyya ibn Muhammed’al-Qazvîni, celebre cosmografo e scrittore di cose naturali, la cui opera: ''le Meraviglie delle cose create e i monumenti dei paesi'', è un vero monumento di sapere ed i dottrina. Alcune teoriche moderne, come quella del periodico mutarsi dei continenti, vi sono già preannunziate e bellamente adombrate (l’Islamismo, cap. VI, $ 6). Era di Qazvîn nell’Iran settentrionale. Visse a Damasco, fu magistrato in diverse città della Mesopotamia, e morì nel 1283 d. C.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="BrolloBot" />{{RigaIntestazione||— 564 —|}}</noinclude>
Al-Qolyibi (ar.). — Shihàb ad-dîn Ahmed.... alQolyùbi era nativo d'Egitto. Fu medico di grido. Scrisse
di molti argomenti, in particolare di medicina, e un’opera di aneddoti storici, piacevolezze, facezie e simili.
Morì nel 1659 d. C.
Ramdyana, vedi Valmiki.
Rùmi (pers.). — Gelal ad-dîn Rùmi fu il maggior
poeta mistico persiano, autore della Cobla spirituale, lungo
poema mistico che è come il codice di tutta la teologia
mistica orientale. È prolisso e monotono, ma pieno di
sentimenti di profonda pietà e bontà. Resta di lui anche
un Canzoniere in cuì egli, con compunzione e devozione grandissima, canta l’amore mistico dell'anima umana
che sospira a Dio. Era nativo di Balkh nell’ Iran orientale, d’illustre famiglia, ma visse lungamente ad Iconio
nel regno di Rîm (detto perciò al-Rîmi) nell’Asia Minore,
alla corte dei Selgifigidi, dove da principio insegnò giurisprudenza. Si ritirò poi a vita penitente, dato alla filosofia mistica, e morì nel 1278 d. O.
Saadi (pers.). — Muslih ad-dîn Saadi, celebre poeta
persiano che, con Firdusi e Hafiz, forma la triade dei più
illustri poeti di Persia. Nacque a Sciraz nel 1184 d. C.,
fece gli studî a Bagdad nel collegio nizàmiano (vedi
Nizam al-Mulk), viaggiò per quasi tutta la vita che fu
di più che cent'anni, incontrando mille casi e mille avventure, e morì nel 1291. Fu sepolto nel suo giardino
prediletto alle porte di Sciraz dove si vede tuttora il suo
monumento. Scrisse molte opere per la maggior parte in
versi, di soggetto morale con novellette e aneddoti intesi
a dichiarar le cose esposte; ma la più bella e pregiata ne
è indubbiamente él Roseto (pers. Gulistàn) per la sobrietà
e bellezza del dettato e più ancora per il fino e sano
buon senso che tutto l’anima, scritto in prosa e intramezzato di versi elegantissimi. Il Prof. Gherardo De Vincentiis
ne ha pubblicato a Napoli, nel 1873, un bel saggio di
traduzione, e il raccoglitore del presente volume, nella<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 564 —|}}</noinclude>
'''Al-Qolyûbi''' (''ar''.). — Shiháb ad-dîn Ahmed.... al Qolyûbi era nativo d’Egitto. Fu medico di grido. Scrisse di molti argomenti, in particolare di medicina, e un’opera di aneddoti storici, piacevolezze, facezie e simili. Morì nel 1659 d. C.
''Râmâdyana'', vedi ''Vâlmîki''.
{{Wl|Q43347|'''Rûmi'''}} (''pers''.). — Gelâl ad-dîn Rûmi fu il maggior poeta mistico persiano, autore della ''Cobla spirituale'', lungo poema mistico che è come il codice di tutta la teologia mistica orientale. È prolisso e monotono, ma pieno di sentimenti di profonda pietà e bontà. Resta di lui anche un ''Canzoniere'' in cuì egli, con compunzione e devozione grandissima, canta l’amore mistico dell’anima umana che sospira a Dio. Era nativo di Balkh nell’Iran orientale, d’illustre famiglia, ma visse lungamente ad Iconio nel regno di Rûm (detto perciò al-Rûmi) nell’Asia Minore, alla corte dei Selgiûqidi, dove da principio insegnò giurisprudenza. Si ritirò poi a vita penitente, dato alla filosofia mistica, e morì nel 1278 d. O.
{{Wl|Q170302|'''Saadi'''}} (''pers''.). — Muslih ad-dîn Saadi, celebre poeta persiano che, con Firdusi e Hâfiz, forma la triade dei più illustri poeti di Persia. Nacque a Sciraz nel 1184 d. C., fece gli studî a Bagdad nel collegio nizàmiano (vedi ''Nizâm al-Mulk''), viaggiò per quasi tutta la vita che fu di più che cent’anni, incontrando mille casi e mille avventure, e morì nel 1291. Fu sepolto nel suo giardino prediletto alle porte di Sciraz dove si vede tuttora il suo monumento. Scrisse molte opere per la maggior parte in versi, di soggetto morale con novellette e aneddoti intesi a dichiarar le cose esposte; ma la più bella e pregiata ne è indubbiamente él ''Roseto'' (pers. Gulistân) per la sobrietà e bellezza del dettato e più ancora per il fino e sano buon senso che tutto l’anima, scritto in prosa e intramezzato di versi elegantissimi. Il Prof. '''Gherardo De Vincentiis''' ne ha pubblicato a Napoli, nel 1873, un bel saggio di traduzione, e il raccoglitore del presente volume, nella<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 565 —|}}</noinclude>
sua ''Storia della Poesia persiana'' (cap. IV), ha pur dato non pochi passi, da lui tradotti, di questa e di altre opere di Saadi.
''Scienza tradizionale Musulmana''. — È questa, all’ingrosso e in breve, quella scienza tutta musulmana su cui poi fu fondata in gran parte la giurisprudenza dei Musulmani. Il ''Corano'', per essi, è la vera legge, ma di Maometto si sono anche conservati per tradizione molti detti e sentenze che hanno autorità di legge per molti casi o rituali o penali o di qualunque natura legale che nel ''Corano'' non si trovano contemplati. Cercare queste sentenze e detti tradizionali, sceverarli dai non genuini, esaminar l’autorità dei mallevadori, cioè di quelli che li hanno tramandati, cercar se v’ha o non v’ha interruzione nella loro serie, vedere in che modo e quando si possa e si debba applicar meglio quella tale o quella tal altra sentenza del Profeta, è quanto costituisce questa scienza speciale. Vedi, per maggiori notizie, ''l’Islamismo'', cap. VI, § 5.
{{Wl|Q2829407|Al-Sharîshi}} (''ar''.). — Abù ’l-Abbàs Ahmed, nativo di Xeres (ar. ''Sharîsh'') in Ispagna, e però detto Al-Sharîshi, fu uomo di molta erudizione, morto in patria nel 1222 d. C. (Così nei ''Magiânî ’l-adab'', vol. V, pag. 286).
'''Al-Shubrâvi''' (''ar''.). — Abdallàh ibn Muhammed al-Shubrâvi era del Cairo in Egitto. Fu poeta e prosatore ornato, autore d’un libro, ''Frontispizio di eloquenza e giardino degl’intelletti savì'', pieno di sentenze e di pensieri morali. Visse dato alle opere di pietà e alla vita ascetica. Morì nel 1652 d. C.
{{Wl|Q2997282|Somadeva}} (sanser.). — Poeta del Kashmir, vissuto nel XII secolo d. C., autore d’una vasta raccolta di novelle detta ''Mare di fiumi di novelle'', fondata in gran parte su di una raccolta più antica, in prâkrito, di Gunâdhya. Vedi un pregevole scritto di {{Wl|Q3659359|'''Carlo Formichi'''}} su questo scrittore (''Rassegna Nazionale di Firenze'', 1901) e il bel saggio di traduzione di V. '''Bettei''' (''Studi italiani di filosofia indo-iranica'' di F. Pullè, vol. III).<noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 566 —|}}</noinclude>
{{Wl|Q468432|'''Al-Suyûti'''}} (''ar''). — Abû ’l-Fadhl Abd al-Rahmân detto Al-Suyûti perchè, benchè di famiglia persiana, ‘aveva abitato lungamente a Suyût o Asyût nell’alto ‘Egitto, fu fecondissimo scrittore della tarda età della ‘letteratura araba, poligrafo meraviglioso per ‘le tante opere seritte intorno ad ogni ramo del sapere. Al Cairo fu maestro pubblico di scienza tradizionale e di giurisprudenza. Morì nel 1505 d. C.
''Talmûdico''. — Così si suol designare la lingua tra ebraica, caldaica (aramaica), rabbinica, in cui è stato scritto il Talmûd, vasta compilazione, che ha occupato per più generazioni i dottori Ebrei di Palestina e di Babilonia nei primi secoli dell’Era volgare per raccogliervi tutta quanta la loro sapienza tradizionale nel riguardo della legge, dei riti, delle tradizioni, della storia, delle scienze e della loro applicazione.
{{Wl|Q3015226|'''Al-Thalabi'''}} (''ar''.). — Abû Ishâq Ahmed..., al-Thalabi, nativo di Nîshâpûr nell’Iran orientale, giureconsulto di gran valore, morto nel 1036 d. C., scrisse, tra le altre sue opere tutte pregevoli, una ''Storia dei Profeti'' da cui sono stati tolti i passi tradotti e riferiti nel presente volume.
{{Wl|Q2837555|'''Al-Turtùshi'''}} (''ar''.). — Abû Bekr Muhammed.... al-Turtûshi fu così chiamato perchè nato a Tortosa di Spagna. Studiò a Siviglia e a Saragozza. Tolta l’oceasione del suo pellegrinaggio alla Mecca nel 1083 da. C., visitò Bassora, Bagdad, Damasco, Gerusalemme. Professò diritto e scienza tradizionale in Alessandria, dove morì intorno al 1130. Fu uomo di molta erudizione, dottrina e pietà, e fra le altre sue opere è giustamente celebrata quella che g’intitola: ''la Lampada dei monarchi'', di soggetto morale e religioso.
{{Wl|Q715607|'''Valmîki'''}} (''sanscr''.). — È l’autore, secondo la tradizione, del grande poema sanserito il Râmâyana, nel quale si celebra l’impresa eroica di Râma, figlio di Dasaratha re di Ayodhya, cioè la conquista di Lanka (l’isola di Ceylan) su di Râvana e de’ suoi Rakshasi. Gli Dei avevano {{Pt|de-|}}<noinclude></noinclude>
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cretato lo sterminio di Râvana, loro eterno nemico, e de’ suoi, ma l’impresa, per certa promessa fatta a lui stesso, non doveva esser fatta da uno di loro. Perciò si valsero di Râma al quale Râvana, mentre egli abitava nelle selve, aveva rapito e trasportato in Lanka la giovane sposa Sîta, figlia di Gianaka re di Mithila. Mentre Râma, assalendo Râvana nella sua città e poi uccidendolo in singolar battaglia, vendica l’offesa fatta all’onor suo, compie anche un servizio in onor degli Dei e un loro desiderio. Egli poi, ritornato trionfante in Ayodhya, regna per molti anni felice e contento, intento al bene dei suoi sudditi. Di Valmîki poi, presunto autore del poema, non si sa nulla, eccetto che era un anacoreta, un gran savio, il quale avrebbe dato forma poetica a quest’antica tradizione epica che toccava del glorioso e magnanimo figlio di Dasaratha. E forse v’è adombrato, sotto, un gran fatto storico, cioè l’ultima vittoria e conquista sulle popolazioni indigene dell’India delle genti ârie discendenti dal Settentrione. L’Italia ha il vanto della prima traduzione intera, in un idioma europeo, del poema, dovuta a {{Wl|Q344547|'''Gaspare Gorresio'''}}, che per il primo ne pubblicò il testo a Parigi, accompagnandolo d’una sua traduzione in una bella e forbita e robusta prosa italiana.
'''Veravîni''' (''pers''.). — Saad al-Verâvîni, nativo di Verâvi piccola e bella città dell’Azerbîgîan nell’Iran settentrionale, ricompose in persiano e in istile estremamente artificioso e prolisso un libro di favole e di novelle, scritto nel dialetto del Taberistân da un Merzbân del principio del secolo X d. C. Lo chiamò il ''Libro di Merzban'', e intese, con esso, di procacciare alla Persia la stessa gloria, anzi di superarla, che aveva l’India nella letteratura novellistica col ''Panciatantra'' e con altri libri di novelle. Veràvîni, letterato di grido al suo tempo, fiorì nella prima metà del secolo XIII d. C.
{{Wl|Q2743748|''Vishnusarman''}} (''sanscr''.). — È l’autore della celebre raccolta di favole e di novelle indiane detta il ''Panciatantra'', cioè il ''Quintuplo'', perchè divisa in cinque libri, nella quale si trattano diversi punti di morale pratica,<noinclude></noinclude>
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{{Pt|cretato|decretato}} lo sterminio di Râvana, loro eterno nemico, e de’ suoi, ma l’impresa, per certa promessa fatta a lui stesso, non doveva esser fatta da uno di loro. Perciò si valsero di Râma al quale Râvana, mentre egli abitava nelle selve, aveva rapito e trasportato in Lanka la giovane sposa Sîta, figlia di Gianaka re di Mithila. Mentre Râma, assalendo Râvana nella sua città e poi uccidendolo in singolar battaglia, vendica l’offesa fatta all’onor suo, compie anche un servizio in onor degli Dei e un loro desiderio. Egli poi, ritornato trionfante in Ayodhya, regna per molti anni felice e contento, intento al bene dei suoi sudditi. Di Valmîki poi, presunto autore del poema, non si sa nulla, eccetto che era un anacoreta, un gran savio, il quale avrebbe dato forma poetica a quest’antica tradizione epica che toccava del glorioso e magnanimo figlio di Dasaratha. E forse v’è adombrato, sotto, un gran fatto storico, cioè l’ultima vittoria e conquista sulle popolazioni indigene dell’India delle genti ârie discendenti dal Settentrione. L’Italia ha il vanto della prima traduzione intera, in un idioma europeo, del poema, dovuta a {{Wl|Q344547|'''Gaspare Gorresio'''}}, che per il primo ne pubblicò il testo a Parigi, accompagnandolo d’una sua traduzione in una bella e forbita e robusta prosa italiana.
'''Veravîni''' (''pers''.). — Saad al-Verâvîni, nativo di Verâvi piccola e bella città dell’Azerbîgîan nell’Iran settentrionale, ricompose in persiano e in istile estremamente artificioso e prolisso un libro di favole e di novelle, scritto nel dialetto del Taberistân da un Merzbân del principio del secolo X d. C. Lo chiamò il ''Libro di Merzban'', e intese, con esso, di procacciare alla Persia la stessa gloria, anzi di superarla, che aveva l’India nella letteratura novellistica col ''Panciatantra'' e con altri libri di novelle. Veràvîni, letterato di grido al suo tempo, fiorì nella prima metà del secolo XIII d. C.
{{Wl|Q2743748|''Vishnusarman''}} (''sanscr''.). — È l’autore della celebre raccolta di favole e di novelle indiane detta il ''Panciatantra'', cioè il ''Quintuplo'', perchè divisa in cinque libri, nella quale si trattano diversi punti di morale pratica,<noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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dichiarandone e confermandone Ia trattazione con novelle e favole. Il libro era d’origine buddhistica; poi fu voltato in senso e forma brahminica. È libro che viaggiò molto, perchè, passato in Persia al tempo del re Chosroe il grande (531-578 d. C.) e tradotto in pehlevico, fu poi voltato in arabo da {{Wl|Q1060637|Abdallâh ibn al-Muqaffa}} nell’ VIII secolo, in siriaco da Bûdh Periodeuta, in greco da Seth Antiocheno, in ebraico dal rabbino Ioel o Gioele. Venuto in Occidente, fu tradotto e rifatto più volte in latino, in italiano, in catalano, in francese, in provenzale, in fiammingo, in tedesco. Ne discendono alcune novelle del {{AutoreCitato|Giovanni Boccaccio|Boccaccio}}, dell’{{AutoreCitato|Ludovico Ariosto|Ariosto}}, del {{AutoreCitato|Matteo Bandello|Bandello}}, del {{AutoreCitato|Anton Francesco Doni|Doni}}, del {{AutoreCitato|Agnolo Firenzuola|Firenzuola}}. Questa, come a dire, la figliuolanza occidentale. In Oriente, dopo le versioni or ora ricordate, si hanno i rifacimenti in persiano di Huseyn Vâiz (vedi), in istile artificioso, e quello più antico di Nasr Allâh<ref>Si vegga per questo punto l’opera magistrale del {{Wl|Q76162|Benfey}}: ''Pantschatantra, funf Bücher ind. Fabeln, mit Einleitung'', II. voll. Leipzig, 1859.</ref>. Il raccoglitore del presente volume ne ha dato fuori, nel 1896, una sua traduzione sotto il titolo: ''Le novelle indiane di Visnusarma''.
{{Wl|Q482451|Al-Zamakhshari}} (''ar''.). — Celebre grammatico e letterato persiano, caldo difensore tuttavia degli Arabi contro i Persiani nella disputa intorno alla supremazia nella cultura. La sua grammatica araba è un capolavoro di analisi, ma resta anche tra altri minori un suo libro di soggetto morale, in elegantissima prosa rimata araba, detto ''Le collane d’oro.'' Morì nel 1143 d. C.<noinclude></noinclude>
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Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 1/Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?
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<poem>Quasi cedro, il magnifico, e venusto
Personaggio ammirabile rassembra.
Maestosa la spalla, il braccio augusto,
L’eburnea man, degna di scettro sembra.
Stretto il fianco, ampio il sen, tumido il busto;
Leggiadro il piè, rettor de l’altre membra;
Per cui seco le portail fiero Amore,
Come ricca armeria del suo valore.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|18.}}
<poem>Taccio quanto il gran Mastro il Magistero
Nobiltò del’altre membra belle,
Che argomentar si può dal volto altiero,
La maestria, la venustà di quelle.
Con questi arnesi il fraudolente Arciero
Vinse Gierusalem, vinse Israelle.
Onde lasciava ogniun, per seguir l’empio,
Gli affari suoi, l’altrui governo, e ’l Tempio.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|19.}}
<poem>Lascia quel Padre ogni paterna cura,
Quel Governante ogni ragion civile,
Quel Sacerdote il suo mestier trascura,
Ciascun vaneggia effeminato, e vile.
Che la bella Prigion, senza paura,
Ciascun raccoglie à la prigion gentile;
Non vi essendo de’ suoi, chi la spaventi,
Che i Genitor son morti, e gli altri assenti.</poem><noinclude>{{PieDiPagina||A 4|''Fugge''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<poem>Giuns’ella à segno tal, sotto il perverso
Amor, che qual Giordan, che nel’Asfalto,
Con l’onda, il nome immerge, and’ella immerso,
Con l’Alma, ha il nome in quel lascivo smalto.
E se nel fondo l’Angelo sommerso,
Demonio s’appellò, dopo il gran salto;
Demoniaca costei, già così bella,
E peccatrice publica s’appella.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|24.}}
<poem>Talche, non più Maria, non Maddalena
Per le bocche de’ Popoli risuona;
Poiche di vitij, e di Demoni piena
Veggono l’alma sua, la sua persona.
Non che vessata sia: mà l’incatena
Un drappello infernale, e l’imprigiona,
De’ sette error, col settenario laccio:
Dissolubile solo al divin braccio.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|25.}}
<poem>Con la superbia, legala Satanno.
Mammon, con l’avaritia, e con l’amore
Dishonesto, Asmodeo, fiero Tiranno;
Caron con l’irascibile furore.
Astarotto, e Beemot l’istesso fanno,
Con la gola costui, quel col livore.
Le rende al bene oprar tardi, e melensi,
Con la pigritia, Belzebucco, i sensi.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Nè''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<poem>Giuns’ella à segno tal, sotto il perverso
Amor, che qual Giordan, che nel’Asfalto,
Con l’onda, il nome immerge, and’ella immerso,
Con l’Alma, ha il nome in quel lascivo smalto.
E se nel fondo l’Angelo sommerso,
Demonio s’appellò, dopo il gran salto;
Demoniaca costei, già così bella,
E peccatrice publica s’appella.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|24.}}
<poem>Talche, non più Maria, non Maddalena
Per le bocche de’ Popoli risuona;
Poiche di vitij, e di Demoni piena
Veggono l’alma sua, la sua persona.
Non che vessata sia: mà l’incatena
Un drappello infernale, e l’imprigiona,
De’ sette error, col settenario laccio:
Dissolubile solo al divin braccio.</poem>
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Mammon, con l’avaritia, e con l’amore
Dishonesto, Asmodeo, fiero Tiranno;
Caron con l’irascibile furore.
Astarotto, e Beemot l’istesso fanno,
Con la gola costui, quel col livore.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|10|{{Type|l=0.4em|{{larger|CANTO}}}}}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|26.}}
<poem>Nè solo premon lei gli hosti infernali,
Mà conturban per lei gl’incauti Amanti,
Che per la gelosia, fatti rivali,
Si disfidan frà loro, à lei d’avanti.
Cento spade vibrando, e cento strali,
Quasi fulmini ardenti, e spesso in pianti
Terminan la tenzon, lasciando intriso
Di sangue il campo, e qualcheduno ucciso.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|27.}}
<poem>Quinci insorgean de’ miseri pupilli
L’accuse, e de le vedove dolenti,
Che ricorrendo à i Giudici, di strilli
Riempiano le Corti, e di lamenti.
Molti Amator per lei, novi Perilli,
Danno à le mogli lor strani tormenti.
Onde quelle à la Rea, con sdegno, e zelo,
Giusta vendetta imprecano dal Cielo.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|28.}}
<poem>Nè men del tempio, e de la curia fanno
Riclamore i Ministri più sensati,
Vedendo questa, e quel con scorno, e danno,
Esser per una infame abbandonati.
Mà se sente ciascun, ciascuno affanno,
Tutti gli affanni in lei son ragunati.
Ond’ella afflitta dentro, e fuor gemea,
Qual tra’ fuochi, e gli algor la mole Etnea.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Così''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO}}}}|11}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|29.}}
<poem>Così costei giacevasi, e con essa,
Si giacea d’Israel la gloria scossa:
Quando Gierusalem vistasi oppressa
Da tante aversità, da tal percossa.
E conoscendo, che à mortal concessa
Forza non è, che liberar la possa,
Al soccorso immortal l’animo gira,
Però lascia la terra, e al Cielo aspira.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|30.}}
<poem>Spintasi dunque alhor Gierusalemme,
De le preghere sue sopra le piume,
Ricca più d’onte, e duol, che d’oro, e gemme,
Per movere à pietà l’irato Nume.
La terra, e’ monti, il mare, e le maremme
Dietro di sè lasciò, quasi un volume,
Quindi ciascuna region de l’aria,
E del foco più sù, che mai non varia.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|31.}}
<poem>Scorre il Pianeta, che ogni mese scorre
Gli Orbi, e stanza nel Cancro, e nella poggia
L’Astro, che dietro al sol, qual paggio corre,
E co’ Gemelli, e con Astrea s’alloggia.
Poi quel, ch’Apollo hor segue, hora precorre,
Che frà il Tauro, la Libra hà ricca loggia;
E lui, ch’ama il Leon, che ’l dì conduce,
Coronato di rai, qual Rè di luce.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Lascia''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO.}}}}|11}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|29.}}
<poem>Così costei giacevasi, e con essa,
Si giacea d’Israel la gloria scossa:
Quando Gierusalem vistasi oppressa
Da tante aversità, da tal percossa.
E conoscendo, che à mortal concessa
Forza non è, che liberar la possa,
Al soccorso immortal l’animo gira,
Però lascia la terra, e al Cielo aspira.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|30.}}
<poem>Spintasi dunque alhor Gierusalemme,
De le preghere sue sopra le piume,
Ricca più d’onte, e duol, che d’oro, e gemme,
Per movere à pietà l’irato Nume.
La terra, e’ monti, il mare, e le maremme
Dietro di sè lasciò, quasi un volume,
Quindi ciascuna region de l’aria,
E del foco più sù, che mai non varia.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|31.}}
<poem>Scorre il Pianeta, che ogni mese scorre
Gli Orbi, e stanza nel Cancro, e nella poggia
L’Astro, che dietro al sol, qual paggio corre,
E co’ Gemelli, e con Astrea s’alloggia.
Poi quel, ch’Apollo hor segue, hora precorre,
Che frà il Tauro, la Libra hà ricca loggia;
E lui, ch’ama il Leon, che ’l dì conduce,
Coronato di rai, qual Rè di luce.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Lascia''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<poem>Lascia Marte il feroce, e Giove, il bello;
Due l’uno, e l’altro dodic’anni errante;
L’un de lo Scorpione, e del’Agnello,
L’altro de’ Pesci, e del’Arciero amante.
E chi l’Aquario, e ’l Capricorno hostello
Fassi, poiche sei lustri appar vagante.
Quind’ella s’erge al Ciel di Stelle asperso,
Teatro universal del’Universo.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|33.}}
<poem>Sù stabil’assi, il mobile tesoro
Si gira, in più spettacoli distinto,
Che in quarant’otto segni di fin’oro,
Comparte il suo volubile giacinto.
Figuran l’Aquilon vent’un di loro,
Quindici l’Austro rendono dipinto.
Fregian dodici il cerchio, che la mole,
Obliquo cinge, e drizza il corso al Sole.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|34.}}
<poem>Miralo ella girar, tutto ad un tratto,
Ver l’Oriente; e verso l’Occidente;
Ver l’Occidente andar col moto ratto,
Col naturale verso l’Oriente.
Ascolta poi, con l’intelletto astratto,
La melodia, che la motrice Mente
Trahe dal concerto inegualmente eguale,
Onde ella, stupefatta, in alto sale.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''E per''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<poem>E per la lattea via, dal sommo, à l’imo
Di minute inselciata, e bianche stelle,
Saglie al Ciel di cristallo, al mobil primo,
Senza lumi ambidue, senza fiammelle.
Giunta à l’Empireo, dove il Nume opimo
Di gloria, lieto bea l’alma più belle,
A quel sacro spender, per meraviglia,
Fiss’ella, quasi estatica, le ciglia.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|36.}}
<poem>Sorge d’oro lucente, à par del giorno,
Quella eccelsa Città fondata in quadro.
Dodici perle inarcano d’intorno
Tant’altre porte, trè per ogni quadro.
D’un patrio nome è ciascun’uscio adorno,
E d’un Custede aligero, e leggiadro:
Non dozinal dozina di splendenti
Gemme, fonda sù gli Orbi i fondamenti.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|37.}}
<poem>Quì splende il sardio, e ’l iaspe, un rosso, un misto;
Il calcedonio porporeggia, e tinto
Di viole, e di rose, è l’ametisto,
Ciel sereno il Zaffir sembra, e ’l giacinto.
D’ostro, e bisso il sardonico, è commisto,
D’aureo verde il beril, quasi Iri, è pinto.
Lo smeraldo, il crisopraso, e ’l topatio
Ridono, d’oro il crisolito è satio.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Questo''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<poem>E per la lattea via, dal sommo, à l’imo
Di minute inselciata, e bianche stelle,
Saglie al Ciel di cristallo, al mobil primo,
Senza lumi ambidue, senza fiammelle.
Giunta à l’Empireo, dove il Nume opimo
Di gloria, lieto bea l’alma più belle,
A quel sacro spender, per meraviglia,
Fiss’ella, quasi estatica, le ciglia.</poem>
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<poem>Sorge d’oro lucente, à par del giorno,
Quella eccelsa Città fondata in quadro.
Dodici perle inarcano d’intorno
Tant’altre porte, trè per ogni quadro.
D’un patrio nome è ciascun’uscio adorno,
E d’un Custede aligero, e leggiadro:
Non dozinal dozina di splendenti
Gemme, fonda sù gli Orbi i fondamenti.</poem>
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<poem>Quì splende il sardio, e ’l iaspe, un rosso, un misto;
Il calcedonio porporeggia, e tinto
Di viole, e di rose, è l’ametisto,
Ciel sereno il Zaffir sembra, e ’l giacinto.
D’ostro, e bisso il sardonico, è commisto,
D’aureo verde il beril, quasi Iri, è pinto.
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<poem>Questo mirando, ella proruppe alhora:
O bella à gli occhi miei Città di Dio.
Luce spira da tè che mi ristora,
E m’accende à sperar quanto desio.
La tua simile accogli; Io sono ancora
Gierusalem; Città del Nume anc’io.
Tace, e l’uscio maggior batte à la Chiostra,
E sù la soglia il fianco lasso prostra.</poem>
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<poem>S’aperse alhor, con venerando suono,
L’adamantina porta del’Empiro,
E dentro apparve un glorioso trono
Di sereno, e traslucido zaffiro.
Sopra cui vi sedea quel trino Buono,
Che d’un’iride havea d’intorno un giro,
E ’l giro è ricco, e l’Aggirato è baldo
Di sardio, di diaspro, e di smeraldo.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|40.}}
<poem>Cinge il trono maggior nobil Senato
Di quattro volte sei troni minori;
Ciascun trono un vecchion tiene assentato,
Cui fan manto, e corona, i bissi, e gli ori.
E dal trono maggior, per ogni lato,
Procedean tuoni, e folgori, e clamori,
E gli ardean sette lampade d’avanti,
Che sono i sette Spiriti più Santi.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Di''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Discussione:Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 1/Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?
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/* Nota alla trascrizione di "Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?" di Francesco Paolo Tosti */ nuova sezione
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== Nota alla trascrizione di "Quattro canzoni di Amaranta. N.4 Che dici, o parola del saggio?" di Francesco Paolo Tosti ==
Le canzoni di Amaranta sono 4:
#Lasciami! Lascia ch'io respiri
#L'alba sepàra dalla luce l'ombra
#In van preghi
#Che dici, o parola del Saggio?
E' una raccolta di romanze da salotto composte nel 1907 dal musicista Francesco Paolo Tosti su testi poetici di Gabriele D'Annunzio. I testi sono dedicati alla figura ideale di Amaranta, nome dietro cui si cela una donna amata o una personificazione della passione e della grazia ideale. Il binomio amore e morte È il tema cardine dell'intera raccolta. L'amore profondo e totalizzante si scontra con la caducità della vita, il tempo che fugge e l'ombra incombente della fine (rappresentata da immagini malinconiche e simboliche). Le liriche fondono i sentimenti umani con elementi naturali (come l'alba, i fiori e il trascorrere del tempo), rielaborando il mito classico e la sensibilità estetica del decadentismo nel contesto panteistico tipico dannunziano.
<poem>Testo completo de:
'''Che dici, o parola del Saggio?'''
Che dici, o parola del Saggio?
"Conviene che l'anima lieve,
sorella del vento selvaggio,
trascorra le fonti ove beve."
Io so che il van pianto mi guasta
le ciglia dall'ombra sì lunga...
O Vita, e una lacrima basta
a spegner la face consunta!
Ben so che nell'ansia mortale
si sfa la mia bocca riarsa...
E un alito, o Vita, mi vale
a sperder la cenere scarsa!
Tu dici: "Alza il capo; raccogli
con grazia i capelli in un nodo;
e sopra le rose che sfogli
ridendo va incontro all'Ignoto.
L'amante dagli occhi di sfinge
mutevole, a cui sei promessa,
ha nome Domani; e ti cinge
con una ghirlanda più fresca."
M'attende: lo so. Ma il datore
di gioia non ha più ghirlande:
ha dato il cipresso all'Amore
e il mirto a Colei ch'è più grande,
il mirto alla Morte che odo
rombar sul mio capo sconvolto.
Non tremo. I capelli in un nodo
segreto per sempre ho raccolto.
Ho terso con ambe le mani
l'estreme tue lacrime, o Vita.
L'amante che ha nome Domani
m'attende nell'ombra infinita.</poem>
<hr>
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}}
{{Ct|f=200%|LA NOSTRA MUSICA}}
{{Centrato|'''F. PAOLO TOSTI'''}}
{{Centrato|'''QUATTRO CANZONI DI AMARANTA'''
poesia di GABRIELE d’ANNUNZIO}}
'''N. 4. Che dici, o parola del Saggio?'''
La nostra Casa pubblica un nuovo monile di gemme melodiche Tostiane» «''Quattro Canzoni di Amaranto''» e «''’A Vacchetta''» .
Questa volta è il caso di dire che le gemme musicali s’incastonano in quelle poetiche raddoppiando in fosforescenza luminosa ed insieme fondendosi, poesia e musica integrano le proprie virtualità in una fascinazione estetica che in arte costituisce la più ardua e la più brillante vittoria. Le poesie, infatti, sono di Gabriele d’Annunzio, l’illustre creatore della ''Figlia di Iorio'', mentre il musicista è Paolo Tosti, il popolarissimo trovatore di squisitissime melodie. Le “''Quattro Canzoni di Amaranta''„ costituiscono,
dunque, una creazione di poesie e musica eccezionale, rara, ideale.
Per conto suo ''Ars et Labor'' non potrebbe nel 1908 aprir meglio la sua rubrica musicale: offre ai propri lettori la quarta di queste nuovissime "Quattro Canzoni di Amaranta„ ed offre loro un vero gioiello compenetrato da un senso di filosofica passionalità profonda, tutta suffusa da una vaporosità
armoniosa, sfondo ed aureola. Il trattamento musicale segue scrupolosamente la significazione ed il ritmo poetico classicamente pacato: ha quindi una ragguardevole varietà d’atteggiamenti: l’inciso melodico che s’avvicenda col recitativo a tempo ed
anche col parlante melologico, mentre l’armonizzazione e la forma dell’accompagnamento viene sempre ad esser luce ed espressione della parola con un gioco d’atteggiamenti e di modulazioni impressi da
quell’eleganza soavissima che è tutta propria del Tosti.
Raggianti dei medesimi pregi peregrini sono anche le altre tre «Canzoni d’Amaranta», delle quali la prima è tutta improntata da un’intimità
psicologica profonda e deliziosa, iniziata da una suggestiva introduzione e chiusa da uno scatto FF
che tosto ricade e si spegne in un PP al bellissimo
verso: L’alba piange su me tutto il suo pianto,
un supremo sospiro esalante sopra una progressione
bellissima d’accordi.
Tutta grazia briosa è la seconda canzone, tutta
languescente sentimentalità è la terza, tutta spirante
la classica profondità filosofica è la quarta che
offriamo ai nostri lettori.
Di Tosti e di d’Annunzio è pure l’arietta di
Posillipo "’A Vacchetta», tutta scintillante d’arguzie
ritmiche con piccantissime pennellate di
folklore partenopeo. È dunque la pura canzone
napoletana dei bei tempi, mentre pur troppo oggidì,
salvo poche eccezioni, le cosidette canzoni napoletane
sono per lo più piccole marcie scimiottanti
la canzonetta francese da café-concert, senza però
raggiungere di questa lo spirito e la piccante
arguzia.
D’Annunzio e Tosti, due alte e purissime menti
d’artista che si fondono e s’integrano in una creazione
musicale: poesia e musica che s’illuminano
a vicenda dando e ricevendo luce come le anime
dantesche, ecco le cinque nuove composizioni di
d’Annunzio e Tosti che la nostra Casa ha pubblicato.<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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La nostra Casa pubblica un nuovo monile di gemme melodiche Tostiane» «''Quattro Canzoni di Amaranto''» e «''’A Vacchetta''» .
Questa volta è il caso di dire che le gemme musicali s’incastonano in quelle poetiche raddoppiando in fosforescenza luminosa ed insieme fondendosi, poesia e musica integrano le proprie virtualità in una fascinazione estetica che in arte costituisce la più ardua e la più brillante vittoria. Le poesie, infatti, sono di Gabriele d’Annunzio, l’illustre creatore della ''Figlia di Iorio'', mentre il musicista è Paolo Tosti, il popolarissimo trovatore di squisitissime melodie. Le “''Quattro Canzoni di Amaranta''„ costituiscono,
dunque, una creazione di poesie e musica eccezionale, rara, ideale.
Per conto suo ''Ars et Labor'' non potrebbe nel 1908 aprir meglio la sua rubrica musicale: offre ai propri lettori la quarta di queste nuovissime "Quattro Canzoni di Amaranta„ ed offre loro un vero gioiello compenetrato da un senso di filosofica passionalità profonda, tutta suffusa da una vaporosità
armoniosa, sfondo ed aureola. Il trattamento musicale segue scrupolosamente la significazione ed il ritmo poetico classicamente pacato: ha quindi una ragguardevole varietà d’atteggiamenti: l’inciso melodico che s’avvicenda col recitativo a tempo ed
anche col parlante melologico, mentre l’armonizzazione e la forma dell’accompagnamento viene sempre ad esser luce ed espressione della parola con un gioco d’atteggiamenti e di modulazioni impressi da
quell’eleganza soavissima che è tutta propria del Tosti.
Raggianti dei medesimi pregi peregrini sono anche le altre tre «Canzoni d’Amaranta», delle quali la prima è tutta improntata da un’intimità
psicologica profonda e deliziosa, iniziata da una suggestiva introduzione e chiusa da uno scatto FF che tosto ricade e si spegne in un PP al bellissimo verso: L’alba piange su me tutto il suo pianto,
un supremo sospiro esalante sopra una progressione bellissima d’accordi.
Tutta grazia briosa è la seconda canzone, tutta languescente sentimentalità è la terza, tutta spirante la classica profondità filosofica è la quarta che
offriamo ai nostri lettori.
Di Tosti e di d’Annunzio è pure l’arietta di Posillipo "’A Vacchetta», tutta scintillante d’arguzie ritmiche con piccantissime pennellate di folklore partenopeo. È dunque la pura canzone napoletana dei bei tempi, mentre pur troppo oggidì, salvo poche eccezioni, le cosidette canzoni napoletane
sono per lo più piccole marcie scimiottanti la canzonetta francese da café-concert, senza peròraggiungere di questa lo spirito e la piccante arguzia.
D’Annunzio e Tosti, due alte e purissime menti d’artista che si fondono e s’integrano in una creazione musicale: poesia e musica che s’illuminano a vicenda dando e ricevendo luce come le anime dantesche, ecco le cinque nuove composizioni di d’Annunzio e Tosti che la nostra Casa ha pubblicato.<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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'''N. 4. Che dici, o parola del Saggio?'''
La nostra Casa pubblica un nuovo monile di gemme melodiche Tostiane» «''Quattro Canzoni di Amaranto''» e «''’A Vacchetta''» .
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dunque, una creazione di poesie e musica eccezionale, rara, ideale.
Per conto suo ''Ars et Labor'' non potrebbe nel 1908 aprir meglio la sua rubrica musicale: offre ai propri lettori la quarta di queste nuovissime "Quattro Canzoni di Amaranta„ ed offre loro un vero gioiello compenetrato da un senso di filosofica passionalità profonda, tutta suffusa da una vaporosità
armoniosa, sfondo ed aureola. Il trattamento musicale segue scrupolosamente la significazione ed il ritmo poetico classicamente pacato: ha quindi una ragguardevole varietà d’atteggiamenti: l’inciso melodico che s’avvicenda col recitativo a tempo ed
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offriamo ai nostri lettori.
Di Tosti e di d’Annunzio è pure l’arietta di Posillipo "’A Vacchetta», tutta scintillante d’arguzie ritmiche con piccantissime pennellate di folklore partenopeo. È dunque la pura canzone napoletana dei bei tempi, mentre pur troppo oggidì, salvo poche eccezioni, le cosidette canzoni napoletane
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D’Annunzio e Tosti, due alte e purissime menti d’artista che si fondono e s’integrano in una creazione musicale: poesia e musica che s’illuminano a vicenda dando e ricevendo luce come le anime dantesche, ecco le cinque nuove composizioni di d’Annunzio e Tosti che la nostra Casa ha pubblicato.<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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{{Qualità|avz=25%|data=21 settembre 2026}}{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore = Camillo Boito
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| Titolo =Storielle vane
| Anno di pubblicazione = 1876
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| Nome e cognome del traduttore =
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==Indice==
* {{testo|/Un corpo}}
* {{testo|/Dall'agosto al novembre}}
* {{testo|/Il colore a Venezia}}
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* {{testo|/Pittore bizzarro}}
* {{testo|/Tre romei}}
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Discussioni indice:Boito Camillo - Storielle vane, Milano, Treves, 1876.pdf
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{{Ct|f=90%|t=2|v=2|''(Alla piccola Claudia.)''}}
Ti voglio raccontare, figliuola mia, le bizzarrie di un pittore, che aveva nel suo genio qualcosa di Raffaello Sanzio, e che mori di ventitrè anni a Firenze. Vedilo. Questo cappuccino con aspetto umile, con le mani in mano, fu tracciato dall’amico mio un dì che, stanchi del lungo lavoro, ci si riposava insieme, schizzando per ridere, egli fantocci, io casette. Il cappuccino è rimasto fra le mie carte; ed oggi, dopo venti anni, lo mostro a te, perché l’autore volle fare in esso il suo ritratto in caricatura, e gli somiglia.
Aveva trovato di comperare, non so come, una cocolla da frate, e la indossava appena entrato nello studio, e si serrava il cordone alle reni, e dipingeva con certe arie da Beato da Fiesole. Gli pareva che l’abito facesse il mo-<noinclude><references/></noinclude>
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Ti voglio raccontare, figliuola mia, le bizzarrie di un pittore, che aveva nel suo genio qualcosa di Raffaello Sanzio, e che mori di ventitrè anni a Firenze. Vedilo. Questo cappuccino con aspetto umile, con le mani in mano, fu tracciato dall’amico mio un dì che, stanchi del lungo lavoro, ci si riposava insieme, schizzando per ridere, egli fantocci, io casette. Il cappuccino è rimasto fra le mie carte; ed oggi, dopo venti anni, lo mostro a te, perché l’autore volle fare in esso il suo ritratto in caricatura, e gli somiglia.
Aveva trovato di comperare, non so come, una cocolla da frate, e la indossava appena entrato nello studio, e si serrava il cordone alle reni, e dipingeva con certe arie da Beato da Fiesole. Gli pareva che l’abito facesse il {{Pt|mo-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Ma ti volevo dire come un dì, mentre l’inverno era rigido, ed io all’Accademia di Venezia, che occupa tutto il vecchio convento della Carità, avevo per istanza da lavoro il refettorio dei monaci, vedo entrare l’amico mio, non solo in cocolla, ma con le gambe nude e gli zoccoli in piede. Aveva sotto l’ascella due fioretti (sono spade con un bottone alla punta, per giuocare di scherma) e, senza parlare, me ne porge uno, e si comincia a darci botte da orbi, col rischio di cavarci i quattr’occhi, che per noi, che dovevamo vivere sulla vista buona, sarebbe stato un bruttissimo caso. Intanto gli zoccoli, nelle sparate, nelle inquartate, negli sbalzi picchiavano sul tavolato con certi colpi spessi da far crollare l’edificio; sicchè l’economo e l’ispettore e i bidelli dell’Accademia cor-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|227}}</noinclude>{{Pt|naco|monaco}}; si sentiva meglio disposto, diceva, a meditare e ad esprimere il soggetto che stava trattando, che era l’arcangelo Michele, quando, accompagnato dall’arcangelo Gabriele, appare in visione a Daniel profeta, offerendogli ajuto nella guerra. Michele, seduto maestosamente sulle nubi, impugnava la spada di fuoco; il profeta, caduto a terra con le ginocchia e con le palme, ascoltava e adorava. L’immensa tela è rimasta in tronco, perché la morte cattiva levò di mano al nostro fratoccio il pennello.
Ma ti volevo dire come un dì, mentre l’inverno era rigido, ed io all’Accademia di Venezia, che occupa tutto il vecchio convento della Carità, avevo per istanza da lavoro il refettorio dei monaci, vedo entrare l’amico mio, non solo in cocolla, ma con le gambe nude e gli zoccoli in piede. Aveva sotto l’ascella due fioretti (sono spade con un bottone alla punta, per giuocare di scherma) e, senza parlare, me ne porge uno, e si comincia a darci botte da orbi, col rischio di cavarci i quattr’occhi, che per noi, che dovevamo vivere sulla vista buona, sarebbe stato un bruttissimo caso. Intanto gli zoccoli, nelle sparate, nelle inquartate, negli sbalzi picchiavano sul tavolato con certi colpi spessi da far crollare l’edificio; sicchè l’economo e l’ispettore e i bidelli dell’Accademia cor-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|228|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>sero spaventati a calmare i due furiosi duellanti. Beati anni, in cui le giornate parevano ore, ed i mesi giornate! Andavamo ripetendo questo verso di Dante:
<poem>
{{Smaller|Vassene’l tempo, e l’uom non se n’avvede.}}
</poem>
Nell’inverno dall’alba a notte, nella state dalle cinque del mattino alle otto di sera si lavorava, o ci si sdrajava per un poco in una poltrona lacera e rotta a ripensare alla propria opera. Non si fantasticava neanche sull’avvenire: tutto era concentrato nello studio quotidiano: si sentiva come una febbre di far meglio, che non lasciava posa nè tregua. Spesso il custode dell’Accademia doveva venire a strapparci dalla stanza, di notte, mentre con un moccolo acceso stavamo ancora ritoccando o contemplando il nostro lavoro. Non si sentiva né sete, nè fame, né sonno. Dormendo, si sognava di pittura e di architettura. Oh, giovinetta mia, io comincio ad essere vecchio, e ho provato nella vita molta diversità di gioje, molta varietà di diletti; ma ti giuro che quella beata ansia del lavoro, quell’amore dell’arte in sè, quel fervore dello studio per lo studio è la più cara, la più lieta cosa della vita. Solo a ripensarla io mi sento sereno.
L’amico mio era grassoccio, piccolotto; aveva<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Boito Camillo - Storielle vane, Milano, Treves, 1876.pdf/241
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|229}}</noinclude>il naso grosso, la bocca grande, gli occhi piccini, ma nerissimi e sfavillanti. Nella fronte alta e verticale bollivano i pensieri. Hai visto il fratuncolo, dove il pittore s’è fatto più brutto e più vecchio; ti mostrerò un’altra volta un profilino, dov’egli s’è fatto più bello e più giovine, qui in un foglio, che mi sta sotto agli occhi. La verità era proprio nel mezzo. E capiresti anche da questo foglio; ch’è tutto pieno di arzigogoli, come pochi segnacci, buttati là in fretta da uno che sappia disegnare con garbo, ci mostrino vivo il temperamento di una persona. Ecco il muso bisbetico di un vecchio tabaccoso e biascicante; il volto lardoso, con le labbra sporgenti, di un gran pappatore; il naso squadrato di una persona ostinata; le labbra strette e sdegnose di un poeta incoronato di alloro; la testina carina di una persona ingenua e curiosetta; poi al basso un fraticello col cappuccio in testa, che dice distrattamente il rosario.
Ma tu, ragazza mia, che disegni già tanto benino, sai come lo schiccherare con quattro sgorbii un profilo o una figuretta non sia punto una cosa facile. È facile farlo male o mediocremente; ma indicare le forme con precisione, grazia e sveltezza, è cosa che richiede una lunga pratica e conoscenza dell’arte. Leonardo da Vinci si dilettava, tanto per distrarsi<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|230|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>dalla serietà de’ suoi studii, di tracciare quasi in un batter d’occhio profili strambi e figurette spiritosissime, che si ammirano anche al giorno d’oggi nelle molte carte le quali ci son rimaste di lui; ma Leonardo predicava tra gli altri precetti questo, che dovresti sempre tenere nella memoria e seguire in ogni occasione, e ti insegnerebbe anche la modestia: «''Ti ricorda che impari prima la diligenza che la prestezza.''»
Forse hai sentito parlare di un gran pittore fiorentino, che nacque quasi quattro secoli or sono, e che si chiamava {{AutoreCitato|Andrea del Sarto|Andrea del Sarto}}. Il nostro giovine pittore bizzarro si sarebbe potuto chiamare Albano del Sarto, poichè era figliuolo di un sarto, fratello di un sarto, ed egli stesso da bambino cuciva nella botteguccia di suo padre, il quale se la campava con la famiglia molto poveramente in un paesetto del Tirolo italiano, poco discosto dalla città di Trento. Il ragazzetto, non so in qual modo, tra un punto e l’altro (un po’ come il pastorello Giotto che, guidato dal solo istinto della sua natura, disegnava le pecore, e fu sorpreso da Cimabue) trovò modo di palesare la propria inclinazione per l’arte. Il farmacista, il pretore, ì signorotti del paese, ne rimasero stupiti, e s’accordarono per mettere insieme un poco di danaro, tanto che il fanciullo potesse andare a Venezia a<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|231}}</noinclude>studiare in quell’Accademia. Vi andò, vivendo quasi con nulla, e in pochi anni ebbe premii, medaglie, sussidii accademici, e finalmente la pensione per istare quattro anni a Roma, dove, pur troppo! non potè arrivare. Intanto aveva eseguito e venduto parecchie opere, e di altre aveva avuto l’allogazione.
Da sarto ignorantissimo era diventato, studiando sempre da sè, un giovine assai colto. Sapeva a memoria quasi tutta la ''Divina Commedia''; aveva in mente buona parte delle tragedie dello Shakespeare, del Byron, dello Schiller, che leggeva e rileggeva nelle traduzioni. Era innamorato del Machiavelli. Divorava i libri di storia. Masticava ''Il Bello'' del Gioberti. Scriveva in uno stile di mezzo tra il Giusti e Gasparo Gozzi. Si dilettava di conversare con poeti, con istorici, con filosofi. Aveva uno di quei cervelli felici, che capiscono subito e si ricordano di tutto. Nell’arte possedeva le tre virtù ingegno, occhio, mano. L’ingegno crea; l’occhio confronta la creazione vaga dell’ingegno con la viva natura circostante; la mano incarna l’idea e concentra il detto confronto sulla tela. Pensar bene, vedere giusto, eseguire abilmente sono tre qualità tanto rare a trovarsi riunite, e indispensabili per la grandezza dell’arte.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|232|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>{{Nop}}
Dal profilo di un amico, profilo greco per la forma dritta del naso, spagnolo per le linee del mento, che terminavano in un bel pizzo folto e nerissimo, cavò il nostro pittore la figura di Velasquez per un suo quadro. Nel quale si vedeva il Velasquez, sommo pittore di Spagna, che in una immensa tela stava dipingendo i ritratti della famiglia reale, e s’era dipinto egli stesso in atto di dipingerli; quando il re, quella buona lana di Filippo IV, entra nella stanza seguito dalla regina, da una damigella e da parecchi cortigiani, e, dopo avere ammirato il quadro, intinto il pennello nel colore rosso della tavolozza, traccia sul petto del pittore pitturato una croce, creandolo così, senza tante parole, cavaliere.
Albano del Sarto studiò un pezzo nella stanza di uno dei pochi che trattino oggi l’arte seguendo le tradizioni gloriose del passato. Ma il giovine aveva lo spirito indipendente: non imitava nessuno. I quadri, che egli fece, e più ancora i bozzetti, che non ebbe tempo di sviluppare sulla tela, mostrano la vigoria del suo genio singolarissimo: Attila, che cavalca sulle rovine della distrutta Aquileja; Paolo e Francesca ''dal disio portati''; la Festa delle Marie a Venezia, tutta fiori, canti, suoni, allegrezze; ritratti, che pajon vivi; una Immacolata gigan-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|233}}</noinclude>tesca; una Madonna col Putto, dove c’è l’anima di Raffaello.
Aveva certe distrazioni curiose. Una volta corse da me, ridendo, a raccontarmene una fresca fresca. Bisogna sapere che usciva di casa la mattina molto di buon’ora per andare nello studio, e che non tornava a casa mai e poi mai prima delle dieci di sera. Trovava nell’entrata a destra della porta sovra un palchetto la candela e la scatola dei fiammiferi; accendeva il lume e saliva al suo terzo piano cantarellando. Un giorno per certe faccende dovette tornare a casa in sul mezzodì. Il gran sole di estate faceva sgocciolare il sudore dalla fronte e abbacinava gli occhi. Apre la porta, palpa a destra sul palchetto e non vi trova la scatola dei fiammiferi, nè la candela. Come fare? Salire in camera senza il lume! Svestirsi al buio? Pensa, ripensa, poi esce e va dal tabaccaio poco discosto a comperare una scatola di zolfanelli. Torna indietro, stropiccia uno zolfanello, stropiccia il secondo, il terzo, il quarto: non davano nessuna fiamma. Guarda intorno, e s’accorge, finalmente, che brilla il più sfacciato sole di luglio.
Quando il cervello del mio amico andava mulinando, il suo corpo diventava una macchina, la quale tirava innanzi così per forza di<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|234|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>inerzia, e lo faceva somigliare più ad un sonnambulo che ad un uomo desto. Certe volte andava al Caffè, chiamava il tavoleggiante e, pensando al tono del manto d’una sua figura, ordinava, per esempio, invece di Caffè nero, ''ocria ben carica con un poco di terra rossa''. Il garzone lo guardava esterrefatto.
Prima di uscire, se il cielo era nuvoloso, prendeva, come fanno tutti gli altri mortali il paracqua; ma più di una volta io lo vidi, mentre cadeva un diluvio di pioggia, camminare lento lento nella via col suo paracqua chiuso sotto l’ascella.
Un dì, alla Stazione di Mestre, lo incontro che montava in vagone. Gli chiedo naturalmente: — O dove vai? — Egli, pigliato cosi all’improvviso, si confonde, sta un minuto a meditare, poi gli viene una idea, guarda la scritta del proprio biglietto di ferrovia e mi risponde con accento trionfale: — A Padova. —
Durò molti mesi a non mangiare nessuna specie di carne di animale, eccetto i pesci. Questo suo vitto pitagorico lo aveva indebolito fuor di misura; ma non voleva sentir ragione. Amava le bestie, a momenti, con tenerezza appassionata. Stava delle ore a giuocare con un gattino giovine, ammirando le sue mo-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|234|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>inerzia, e lo faceva somigliare più ad un sonnambulo che ad un uomo desto. Certe volte andava al Caffè, chiamava il tavoleggiante e, pensando al tono del manto d’una sua figura, ordinava, per esempio, invece di Caffè nero, ''ocria ben carica con un poco di terra rossa''. Il garzone lo guardava esterrefatto.
Prima di uscire, se il cielo era nuvoloso, prendeva, come fanno tutti gli altri mortali il paracqua; ma più di una volta io lo vidi, mentre cadeva un diluvio di pioggia, camminare lento lento nella via col suo paracqua chiuso sotto l’ascella.
Un dì, alla Stazione di Mestre, lo incontro che montava in vagone. Gli chiedo naturalmente: — O dove vai? — Egli, pigliato così all’improvviso, si confonde, sta un minuto a meditare, poi gli viene una idea, guarda la scritta del proprio biglietto di ferrovia e mi risponde con accento trionfale: — A Padova. —
Durò molti mesi a non mangiare nessuna specie di carne di animale, eccetto i pesci. Questo suo vitto pitagorico lo aveva indebolito fuor di misura; ma non voleva sentir ragione. Amava le bestie, a momenti, con tenerezza appassionata. Stava delle ore a giuocare con un gattino giovine, ammirando le sue mo-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|235}}</noinclude>venze rapide, spiritose, elegantissime: gli gettava delle pallottole di carta legate ad un lungo filo; lo faceva sbalzare da una seggiola all’altra. Guardava delle mezze giornate negli occhi un barbone bianco, e ragionava con lui, pretendendo di capire ciò che il povero cane gli rispondeva. Raccontava con molta ingenuità certe, storielle di bestie, accadute a lui, e che vorrei rammentarmi per poterle ridire a te. Senti questa:
{{Centrato|''Il canarino, la canarina ed il passero.''}}
Io avevo due anni addietro — narrava dunque l’amico mio — un passerotto, che era caduto dal suo nido, e che avevo salvato per miracolo dalle unghie di un cattivo gatto. Possedevo una gabbietta da grilli, e vi misi dentro il pulcino, che crebbe mesto, ma intelligente. Di giorno lo lasciavo libero. Beccava il miglio sulla palma della mia mano; andava ad abbellirsi di rosso, di giallo, di azzurro le penne della coda sui colori della mia tavolozza. Un giorno mi scordai nell’uscire dallo studio di chiudere la finestra. Rientro e non trovo più il passero. Il dì seguente non pensavo a lui quando odo sul cristallo dell’invetriata de’ picchii leggeri, ma insistenti. Guardo: era l’uccello,<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|236|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>che domandava di entrare. Gli apro, ed egli, mogio mogio, vola dritto alla sua gabbietta da grilli.
In quel tempo morì, poveretta! una signora di novant’anni, che mi voleva un gran bene. Viveva con una serva vecchia come lei, ed amava, come se fosse stato il suo figliuolo, un canarino olandese, che ella teneva in una gran gabbia magnifica, la quale somigliava in miniatura ad una Moschea. Aveva i regoletti dorati e le gretole color d’amaranto, una bella cupola verde, i casottini per il beccatoio e per il beverino fatti in forma dei ''mucharabis'' delle case turche, e un comodo bagnatoio nel mezzo. I saltatoi parevano trapezii da funambuli. Insomma era una bellezza.
La buona vecchia mi lasciò in legato quel tesoro, che posi nel più cospicuo luogo del mio studio.
Ma io non potevo stare senza una canarina. La cercai, e, per poco denaro, la trovai con una gabbietta modesta, da cui la tolsi per farla entrare nel gabbione solenne del maschio. La canarina era civettuola, il canarino flemmatico come un vero Olandese: quella gli faceva le moine, e lui duro; quella lo beccheggiava con certe ''mignognole'' femminili da raddolcire un macigno, ed egli la cacciava via scuotendole le<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|237}}</noinclude>ali sulla bella testina. Vedendo che non se la intendevano punto, io tolgo il canarino dal suo palazzo e lo pongo nella casetta umile della canarina; metto poi le due gabbie accanto e lascio aperti gli sportelli. La furbetta inventa allora delle nuove smorfie leziose, gira il corpo in cento guise gentili, piega la testa ora di qua ora di là voluttuosamente, scuote le penne e, oltre a tutto ciò, si mette a cantare così varii e difficili e amorosi gorgheggi, che io non ne avevo mai sentito di più affascinanti da nessuna prima donna di teatro e da nessun concertista di flauto.
In conclusione, l’Olandese a poco a poco resta ammaliato, e saltellando, prima timido e incerto, poi risoluto e impetuoso, entra nel gabbione della canarina. Ma egli aveva messo appena il becco nella reggia della civettuola, che questa, cangiando in un attimo di maniere, diventò muta, bisbetica, rabbiosa. Si vendicava, evidentemente, delle prime ripulse. Ma il povero canarino, che era stato tanto tempo ad innamorarsi, finalmente si sentiva scottato davvero, come accade delle passioni, le quali, quanto più sono tarde ad accendersi, tanto più divampano e bruciano. E il canarino allora fece alla sua volta qualche coraggioso e goffo tentativo di seduzione, poichè l’amore profondo<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|238|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>è pieno di gofferie, così nell’impaccio della timidità, come nelle audacie della passione. L’altra si teneva sdegnosamente appiattata dietro il bagnatoio, e quando il nuovo innamorato s’arrischiava da avanzarsi un po’troppo ella gli dava una beccata e gli strappava qualcuna delle belle pennette gialloline. L’orgoglio offeso la aveva fatta diventare una furia.
Era, vi giuro, una gran pietà il vedere quel robusto maschiotto piantato sopra uno de’ saltatoi, immobile, guardare fisso prima con un occhio, poi con l’altro la seduttrice perversa. La cosa durava da parecchi giorni e il canarino non mangiava più. Era diventato magro, cupo e tanto debole che appena si reggeva sulle gambette. Le penne avevano perduto la loro tinta d’oro delicata: impallidivano e cascavano.
Per distrarre tanta tristezza pensai di porre nel gabbione anche il passero. Dapprima non ci voleva stare. Si vergognava nel vedersi accanto a lui brutto que’ due uccelletti tanto belli; ma la canarina, ringalluzzita, fece con sì procace grazia gli onori della ospitalità, che vinse gli scrupoli del passero restìo. La vendetta continuava astuta, spietata. Il canarino doveva essere martoriato anche dagli spasimi della gelosia.
La mattina seguente entro nello studio. Il<noinclude><references/></noinclude>
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Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]]
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|238|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>è pieno di gofferie, così nell’impaccio della timidità, come nelle audacie della passione. L’altra si teneva sdegnosamente appiattata dietro il bagnatoio, e quando il nuovo innamorato s’arrischiava da avanzarsi un po’ troppo ella gli dava una beccata e gli strappava qualcuna delle belle pennette gialloline. L’orgoglio offeso la aveva fatta diventare una furia.
Era, vi giuro, una gran pietà il vedere quel robusto maschiotto piantato sopra uno de’ saltatoi, immobile, guardare fisso prima con un occhio, poi con l’altro la seduttrice perversa. La cosa durava da parecchi giorni e il canarino non mangiava più. Era diventato magro, cupo e tanto debole che appena si reggeva sulle gambette. Le penne avevano perduto la loro tinta d’oro delicata: impallidivano e cascavano.
Per distrarre tanta tristezza pensai di porre nel gabbione anche il passero. Dapprima non ci voleva stare. Si vergognava nel vedersi accanto a lui brutto que’ due uccelletti tanto belli; ma la canarina, ringalluzzita, fece con sì procace grazia gli onori della ospitalità, che vinse gli scrupoli del passero restìo. La vendetta continuava astuta, spietata. Il canarino doveva essere martoriato anche dagli spasimi della gelosia.
La mattina seguente entro nello studio. Il<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|239}}</noinclude>canarino era morto. Solo nella gran gabbia era spirato coprendosi la testina con l’ala destra. Mi sentii stringere il cuore, e, con qualche lagrima, andai a sotterrare il disgraziato nell’aiuola del cortile, dove spandevano il loro olezzo de’ grandi oleandri fioriti. Ma, mentre procedevo mestamente alla sepoltura, sento un gran rumore dietro a me: era il gatto, che aveva azzannata la canarina e la sbranava. Lo lasciai fare, tanto quella infame civetta m’era diventata odiosa.
Restava il povero passero, che da quel giorno diventò pauroso e selvatico. Non veniva più a pigliare il miglio sulla palma della mano; si rincantucciava nella sua gabbietta da grilli. Pareva che egli pure si logorasse nel pensiero della canarina. Dopo qualche mese morì.
Morale della favola: Le civette c’è sempre un gatto che le mangia. —
Io ero a Firenze da parecchi giorni, e aspettavo Albano, che, riscosso a Venezia il primo semestre della sua pensione, doveva andare a Roma. Voleva fermarsi due o tre dì a Bologna; ma smontato, appena di carrozza, avendo bisogno di cangiare la sua pecunia parte in danaro pontificio, parte in danaro toscano, entra nella<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|240|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>bottega di un cambiamonete, poi esce nella via contando i suoi soldi. Un biricchino, adocchiato l’argento, gli va dappresso, e in un attimo gli leva di mano ogni cosa, salvo due paoli, i quali cascano in terra; ma il monello, che s’era mosso già per fuggire, si ferma e li raccatta. Albano allora, rimasto con la palma della mano ignuda, sbalordito, imbrogliato, messe insieme le poche monete che aveva in tutte le tasche degli abiti, piglia subito la diligenza, e capita a Firenze senza il becco di un quattrino. Aveva principiato il viaggio con una immensa valigia, due sacche zeppe di impicci, tre canne da pipa, due bastoni e due fioretti per tirare di scherma; ma ad ogni sosta, smarrendo ora questa cosa, ora quella, il bagaglio si alleggeriva, sicchè, giunto a Firenze, era ridotto a meno della metà.
L’arte, la natura, la parola toscana rallegrarono Albano, che cantava, scherzava, rideva, si faceva amico di tutti gli artisti fiorentini, ruminava in capo mille disegni beati, mille speranze audacissime. Un dì, ecco, si sente poco bene; non esce di casa. Il dì seguente sta peggio; si chiama il medico. Il terzo dì aveva il vajolo nero. Due giorni dopo era morto. Abitava con me in Via del Lauro. Uno stuolo di amici seguì la modesta bara fino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, e il dì seguente, su per<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Boito Camillo - Storielle vane, Milano, Treves, 1876.pdf/253
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Candalua
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PITTORE BIZZARRO.}}|241}}</noinclude>il colle, di notte buja, mentre pioveva, fino al cimitero di San Miniato, dove, al lume di una torcia, la cassa fu deposta e murata. Nello scendere pensavo alla passeggiata, che avevamo fatto insieme, Albano ed io, giorni addietro su quella stessa collina, ed alle care illusioni, che un soffio di vento aveva disperse per sempre.
Sul ripiano, dinanzi alla chiesa di San Miniato al Monte, si legge, incisa in una grande lapide di marmo, questa iscrizione:
{{Ct|{{Sc|Albano Tomaselli}}}}
{{Ct|{{Sc|di Strigno}}}}
{{Ct|{{Sc|tutto bizzarrie fervori speranze}}}}
{{Ct|{{sc|morto a Firenze di 23 anni}}}}
{{Ct|{{Sc|il dì 10 dicembre 1856}}}}
{{Ct|{{sc|mentre il genio dell’arte}}}}
{{Ct|{{sc|promettendogli gloria e allegrezza}}}}
{{Ct|{{sc|gli sorrideva.}}}}
{{Rule|4em}}
{{Ct|{{sc|Qui ne composero la salma}}}}
{{Ct|{{sc|una sera piovosa e cupa}}}}
{{Ct|{{sc|gli amici.}}}}
{{Rule|2em}}<noinclude><references/></noinclude>
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Storielle vane/Pittore bizzarro
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Candalua
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Porto il SAL a SAL 75%
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{{Qualità|avz=75%|data=21 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Pittore bizzarro|prec=../«Baciale 'l piede e la man bella e bianca»|succ=../Tre romei}}
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO}}}}|15}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|41.}}
<poem>Di quest’aurea Città gl’ampi viali
Parean placido mar, simile al vetro,
Per dove, à stuol, scorrean quattro animali,
D’occhi pieno ciascun, dinanzi, e dietro.
E trasportato và da sei grand’ali,
Cantando lodi à Dio, con dolce metro;
Quivi è la regia fera, e ’l regio augello,
L’animal più giovevole, e ’l più bello.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|42.}}
<poem>E mentre van, col triplicato Santo,
Gli animai celebrando il Nume assiso,
S’alzano quei vecchion, prostrando intanto
Su’l pavimento il diadema, e ’l viso.
Dicendo: à tè, Signor, la gloria, e ’l vanto
Devesi, ò sommo Rè del Paradiso;
Poiche tu già creasti quanto è fatta,
E quel, ch’era in potenza, apparve in atto.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|43.}}
<poem>Ne la gran destra un libro alzava il Nume,
Che con sette sigilli era racchiuso;
Quinci un’Angel dicea: chi del volume
Scioglier sia degno i nodi, ond’egli è chiuso?
E mentre impresa tal nessun presume,
E stassi quasi timido, e confuso;
Gierusalem si spinse in guisa trista
Sù la soglia, che à se trasse ogni vista.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Havea''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO.}}}}|15}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|41.}}
<poem>Di quest’aurea Città gl’ampi viali
Parean placido mar, simile al vetro,
Per dove, à stuol, scorrean quattro animali,
D’occhi pieno ciascun, dinanzi, e dietro.
E trasportato và da sei grand’ali,
Cantando lodi à Dio, con dolce metro;
Quivi è la regia fera, e ’l regio augello,
L’animal più giovevole, e ’l più bello.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|42.}}
<poem>E mentre van, col triplicato Santo,
Gli animai celebrando il Nume assiso,
S’alzano quei vecchion, prostrando intanto
Su’l pavimento il diadema, e ’l viso.
Dicendo: à tè, Signor, la gloria, e ’l vanto
Devesi, ò sommo Rè del Paradiso;
Poiche tu già creasti quanto è fatta,
E quel, ch’era in potenza, apparve in atto.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|43.}}
<poem>Ne la gran destra un libro alzava il Nume,
Che con sette sigilli era racchiuso;
Quinci un’Angel dicea: chi del volume
Scioglier sia degno i nodi, ond’egli è chiuso?
E mentre impresa tal nessun presume,
E stassi quasi timido, e confuso;
Gierusalem si spinse in guisa trista
Sù la soglia, che à se trasse ogni vista.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Havea''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|16|{{Type|l=0.4em|{{larger|CANTO}}}}}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|44.}}
<poem>Havea di freddo cenere consperso
Ogni ornamento de la regia testa,
E de la istessa polvere resperso
Ogni lavor de la purpurea vesta.
Basso il ciglio, egro il passo, il crin disperso,
Fievol la voce, e la sembianza mesta.
Miserabil così, che ’l choro Santo
Pianto havria, se capace era di pianto.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|45.}}
<poem>Ella à Dio, mentre ogn’un lascolta, e tace,
Dice: ò sommo parente, ò sommo vago,
Mira in che lezzo, in qual miseria giace,
L’alma tua sposa, l’alma tua propago.
La Città, detta vision di pace;
Quella Gierusalem, di questa imago,
Per tirannia del figlio di Ciprigna,
Strage soffre sì fiera, e sì maligna.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|46.}}
<poem>L’immonda Citerea, per una Elena,
Fù già cagion, che ruinasse Troia,
E l’empio Amor, per una Maddalena,
Hor fà, che Gierosolima si muoia.
La cui vana magion, d’inganni piena,
Più che ad Ilio, il caval greco, m’annoia;
Però, se care à tè furon tal volta
L’offerte mie, le mie preghere ascolta.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Nè''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO.}}}}|17}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|47.}}
<poem>Nè prego Io già, che tù dal Rè straniero,
Mi rendessi al natio, di cui son priva:
La libertà d’una mia figlia, Io chero;
Se vuoi, che almen, benche privata, io viva.
Frena la fellonia del cieco Arciero,
Scampa da’ lacci rei l’alma cattiva.
Disse. Ed ecco due vergini à scompiglio,
L’una in bianco vestir, l’altra in vermiglio.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|48.}}
<poem>Costei, che veste di color sanguigno,
Di brando fin ne la man destra splende,
Ne la sinistra, in guardamento arcigno,
Bilancia inalterabile sospende.
Colei, che nel’ammanto imita il cigno,
Con motivo gentille braccia stende.
Tien la destra del libano la fronda,
E pacifico serto il crin circonda.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|49.}}
<poem>Chinatasi l’Audace; à Dio dicea:
Signor, se il libro, e ’l settenario nodo,
L’alma frà’ lacci del’aversa Ebrea
Viene à segnar, che sciolta sia non lodo.
Che se per fragiltà divenne rea,
Per protervia seguì l’immondo frodo.
E s’ella fù cagion de l’altrui danno,
Deve, ad esempio altrui, scontar l’inganno.</poem><noinclude>{{PieDiPagina||B|''Non''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/38
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|18|{{Type|l=0.4em|{{larger|CANTO}}}}}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|50.}}
<poem>Non, Signor, la Piacevole seguio;
Non deve à tè nocer l’inganno suo;
Che se quella empia fù, tù d’esser pio,
Non devi unqua lasciar, per honor tuo.
Ella è femina fral, tù stabil Dio;
Le ragion non son pari in ambiduo;
Trovisi chi la scampi, e salvi l’empio,
Ch’errò per lei, col suo pietoso esempio.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|51.}}
<poem>Disse alhora un vecchion (Cristo col ciglio
Sopra un monte, accennando) ecco il superno
Duce, del Nume, e del Rè vate figlio,
Che à guisa di Leon squarcia il quaderno.
Levossi à quella voce un gran bisbiglio
Frà gli astanti, e ciascun dal chiostro eterno,
Mirò sù l’Olivisero, il Messia,
Che preghi, per l’Avinta, al padre offria.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|52.}}
<poem>Miras, mentre egl’ora, e mentr’esala
Incenso d’humiltà, foco di zelo,
Sublime alzarsi, e luminosa scala,
Come vide Giacob, dal suolo, al cielo.
Per dove, à schiera, à schiera, hor sale, hor cala
La militia celeste in human velo,
Per cui l’Oration s’alza, e sublima,
Che dal piè manda il Figlio, al Padre in cima.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Scampi''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|18|{{Type|l=0.4em|{{larger|CANTO}}}}}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|50.}}
<poem>Non, Signor, la Piacevole seguio;
Non deve à tè nocer l’inganno suo;
Che se quella empia fù, tù d’esser pio,
Non devi unqua lasciar, per honor tuo.
Ella è femina fral, tù stabil Dio;
Le ragion non son pari in ambiduo;
Trovisi chi la scampi, e salvi l’empio,
Ch’errò per lei, col suo pietoso esempio.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|51.}}
<poem>Disse alhora un vecchion (Cristo col ciglio
Sopra un monte, accennando) ecco il superno
Duce, del Nume, e del Rè vate figlio,
Che à guisa di Leon squarcia il quaderno.
Levossi à quella voce un gran bisbiglio
Frà gli astanti, e ciascun dal chiostro eterno,
Mirò sù l’Olivifero, il Messia,
Che preghi, per l’Avinta, al padre offria.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|52.}}
<poem>Mirasi, mentre egl’ora, e mentr’esala
Incenso d’humiltà, foco di zelo,
Sublime alzarsi, e luminosa scala,
Come vide Giacob, dal suolo, al cielo.
Per dove, à schiera, à schiera, hor sale, hor cala
La militia celeste in human velo,
Per cui l’Oration s’alza, e sublima,
Che dal piè manda il Figlio, al Padre in cima.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Scampi''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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La Maddalena liberata (1673)/Canto primo
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Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Qualità|avz=25%|data=21 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Canto primo|prec=../Errata corrige|succ=../Canto secondo}}
<pages index="Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu" from="21" to="50" />
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Pagina:Francesco Sabatini - Il volgo di Roma - 1890.pdf/203
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Carlomorino
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||''Canzoni popolari romanesche''|189}}</noinclude>{{Centrato|IV.}}
{{Centrato|ER SOR CARLO.}}
{{Centrato|RITMO. <sup>nota</sup>}}
{{Centrato|‿ ‿ – ‿ ‿ – ‿ ‿ – ‿}}
<poem style=font-style:italic;>Er sor Carlo che vviè dda l'Olanda
Pe la strada incontra la bbanda,
Comme amante de li soni
Quanno so strumenti bboni.
Z'unnananà, z'z'unnanana,
Ecco er sor Carlo che ppassa de cqua.
Quanno fu ar palazzo Fiani
Liticaveno tre ccani,
E'r sor Carlo in frett', in fretta
Inciampò a ' na chiavichetta.
Z'unnananà, z'z'unnanana,
Ecco er sor Carlo che ppassa de cqua.</poem>
V.
SÀBBITO SANTO.
RITMO :
Sàbbito santo me lavai la vesta
L'agnedi a stenne ne lo mio ggiardino.
Me se fa avanti un giovine garbato e bbello (sic)
Me dice si vvolevo pijà l'anello.
1 Nel ritmo musicale si mantiene il decasillabo, benchè i
versi appariscano ottonarî. - Esempio: Qua-nno fú ar
pa-lá-a-zzo Fiá-ni.
Il volgo di Roma, I.
14<noinclude></noinclude>
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Carlomorino
42
/* new eis level2 */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||''Canzoni popolari romanesche''|189}}</noinclude>{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |IV.}}
{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |ER SOR CARLO.}}
{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |{{Sc|Ritmo}}.<ref>Nel ritmo musicale si mantiene il decasillabo, benchè i versi appariscano ottonarî. - Esempio: ''Qua-nno fú ar pa-lá-a-zzo Fiá-ni''.</ref>}}
{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |‿ ‿ – ‿ ‿ – ‿ ‿ – ‿}}
{{Ct|
<poem style=font-style:italic;>
Er sor Carlo che vviè dda l'Olanda
Pe la strada incontra la bbanda,
Comme amante de li soni
Quanno so strumenti bboni.
Z'unnananà, z'z'unnanana,
Ecco er sor Carlo che ppassa de cqua.
Quanno fu ar palazzo Fiani
Liticaveno tre ccani,
E'r sor Carlo in frett', in fretta
Inciampò a ' na chiavichetta.
Z'unnananà, z'z'unnanana,
Ecco er sor Carlo che ppassa de cqua.</poem>
}}
{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |V.}}
{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |SÀBBITO SANTO.}}
{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |{{Sc|Ritmo}}:}}
{{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |‿ ‿ ‿ – ‿ ‿ ‿ – ‿ – ‿}}
{{Ct|
<poem style=font-style:italic;>
Sàbbito santo me lavai la vesta
L'agnedi a stenne ne lo mio ggiardino.
Me se fa avanti un giovine garbato e bbello (sic)
Me dice si vvolevo pijà l'anello.
</poem>
}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 6 —|}}</noinclude>dal corso del Tevere in due tratti di lunghezze presso
a poco uguali, l’uno sulla destra e l’altro sulla sinistra
del fiume. L’andamento del primo sarebbe conforme ai
voti del Comune; mentre questi per l’altro tratto accennerebbe
ad allontanarsi dal perimetro delle mura, forse
per abbracciar colla sua linea ogni nuovo quartiere che
dovesse sorgere, al di là di quelli or designati, in un
lontano avvenire. Ma il progetto da me presentato<ref>Questo progetto fu da me dimostrato in parecchi disegni e documenti che esposi nelle Sale della Società degl’Ingegneri ed Architetti italiani in Roma, a cui mi onoro di appartenere..Ora però sto preparando un’altra grande planimetria e relativo profilo longitudinale, in cui sarà messo in evidenza il modo, col quale questo stesso progetto verrebbe coordinato alle aggiunte fatte recentemente al Piano Regolatore.</ref> dimostra
che questo tracciato si può condurre lungo il
perimetro delle mura attuali dandovi luogo a parecchie
stazioni a contatto dell’abitato. Perciò esso riuscirebbe
utilissimo ai quartieri antichi insieme ed ai nuovi. Da
questo tracciato non si discostano che pochissimo quelli
proposti dagl’ingegneri che dopo di me si sono occupati
di questo studio. Voglio dire dell’on. comm. Gabelli e del
prof. Lorenzo Allievi. Esso non darebbe luogo ad una ferrovia
di cintura ma (almeno pel tratto che si estende a
manca del Tevere) ad una linea urbana, ad una linea
metropolitana sul tipo di quella di Londra, che, lungi
dal circuire quella immensa città, circoscrive invece
un area nel centro di essa. Nelle prime mie pubblicazioni
io disegnai soltanto la linea che dalla stazione di
Trastevere girando la città a ponente, a tramontana e
poi a levante, andava a finire alla uscita della stazione
di Termini ai Tre Archi. In seguito indicai tra
le linee di secondaria importanza una che, traversando
in galleria l’Aventino e gittandosi sul pomerio<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 7 —|}}</noinclude>interno a Porta Metronia, a San Giovanni Laterano
e a Santa Croce avrebbe congiunto le stazioni di
Trastevere e Termini. Oggi, se quest’ultima stazione
dovesse scomparire, la chiusura del circuito da questo
lato diverrebbe molto opportuna. Il suo andamento tra
il Trastevere e la porta Metronia, potrebbe procedere
parallelamente a quello della linea sopra descritta già
studiata e progettata dalle Ferrovie Romane, destinata
a congiungere la maremmana colla napolitana; e, dopo
porta Metronia, potrebbe continuare lungo le mura
piuttosto all’esterno, che all’interno, fino ai Tre Archi
dove dovrebbe riunirsi al tracciato del mio antico progetto
colle modificazioni che vi ho introdotto e di cui
ho fatto cenno di sopra.
Non è difficile dimostrare, come allo stato attuale
delle cose, il trasferimento della grande stazione di Roma
da Termini nello spazio sopra designato, sia una conseguenza
necessaria della topografia del suolo e di quella
della città di Roma. E di grazia: egli è fuor di questione
che debbasi agevolare con una ferrovia direttissima la
comunicazione fra Roma e Napoli, per la quale il pro-i
getto è un fatto compiuto, e ne sono persino incominciati
i lavori. Ma un altro fatto, più compiuto del primo
se non a tutti ugualmente noto, è, che da Roma procedendo
verso l’alta Italia, evvi un’altra ferrovia, la quale
offre eccellenti condizioni di breve e celere percorrenza;
e questa è la maremmana. Chi dunque da Napoli viene
verso Roma, non dovrà egli poter profittare, per proseguir
in avanti, di questo facile e rapido cammino per
mezzo della maremmana? Per passare però dalla linea
di Napoli sulla maremmana, occorre traversare il Tevere;
e questo traversamento, (perchè lento e pericoloso sur
una travata mobile) dovrà farsi in un punto, dove
sia possibile costruire un ponte a travata fissa, senza<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 8 —|}}</noinclude>però che questo interrompa la navigazione ai bastimerti
che ci pervengono dal mare. La posizione del
ponte è dunque chiaramente designata in prossimità
ed in dipendenza della stazione di Trastevere, o nella
località prescelta dalle Ferrovie Romane, ovvero immediatamente
sopracorrente del porto di Ripagrande.
Ed il tracciato per menar in tal punto la ferrovia
destinata a tale collegamento, potrà pur esser quello
studiato e progettato dalle Ferrovie Romane od anche
quello attualmente in esercizio, corretto ai suoi punti
estremi, per modo che sia riunito alla nuova stazione
di Trastevere da un lato, e, dall’altro, a quella appunto
qui sopra accennata, da cui questa linea trasversale
si dipartirebbe dalla direttissima, per varcare
il Tevere. Questo punto di partenza che, se non erro,
dovrebbe servire a fissare il posto di questa stazione
non potrebbe essere spostato nè verso il Tevere, nè
verso l’Aniene, poichè, tanto a destra quanto a sinistra
di quell’altopiano, le ferrovie di Civitavecchia e
Firenze procedono con forti pendenze, che solo possono
interrompersi all’incontro di quelle di Napoli e
Solmona.
Alla esecuzione di questo piano potrà forse credersi
che faccia ostacolo la grave spesa, la quale sommata
con quella occorrente al rinnovamento di tutte le costruzioni
indispensabili alla nuova stazione, potrebbe
eccedere il valore delle aree che resterebbero disponibili
dopo l’abbandono della stazione attuale dl Termini.
E poichè quest’abbandono implicherebbe, come sopra
ho detto, la costruzione della ferrovia metropolitana, si
avrebbe (tutto sommato) un deficit a prima vista tanto
rilevante da mandar a monte ogni progetto. Per dissipare
questo fantasma è necessario porre la questione
in chiari termini, ed esaminare prima di tutto, quali<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 9 —|}}</noinclude>siano i lavori occorrenti in Roma anche nel caso che
la stazione di Termini volesse conservarsi.
Il modo più semplice di provvedere in tal caso alla
circolazione dei convogli ferroviari presso Roma, che
soddisfi all’esercizio delle nuove linee da aprirsi per Solmona
e Viterbo, e che dia agio a transitare, senza
sosta e senza regressi, dalla linea direttissima di Napoli
alla maremmana, consisterebbe:
1° nella costruzione d’una Stazione di transito nel
punto di distacco di questa direttissima dai binari che
convergono alla stazione di Termini, per volgere a quella
di Trastevere;<ref>La nuova Stazione progettata (come sopra ho accennato) fuori Porta San Giovanni corrisponde a questo concetto, sebbene essa sia stata ravvicinata il più che si poteva alla Città per dimostrare, che, colla sua, costruzione, potrebbe tollerarsi l’abolizione della Stazione di Termini. Ma non occorre molto studio per rilevare che le di- stanze dall’abitato dell’una e dell’altra sono molto differenti tra loro-</ref>
2° nella costruzione d’una ferrovia di collegamento
tra la cennata stazione di transito e quella proposta
ai Prati di Castello per la ferrovia di Viterbo.
Vediamo quale sarebbe la portata di questo piano di
sistemazione. Ed in ordine alla proposta stazione di transito,
sembra che la necessità di facilitare lo smistamento
dei treni diretti alle due linee; l’opportunità di far di
essa una succursale alla stazione di Termini, troppo
angusta ed incomoda per essere una stazione senza
uscita; la facilità e l’economia con cui si potrebbe diramarne
un breve tronco onde rannodarvi la linea di
Solmona e di Ancona-Firenze; la certezza che non
mancherebbero istanze e pressione invincibili, per costruire
in tal punto magazzini di deposito, e fabriche
per le quali la prossimità d’una stazione è condizione
principalissima di esistenza e di prosperità; obblighe-<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 10 —|}}</noinclude>rebbero in tutti i casi a dare a questa nuova stazione
un grande sviluppo; tanto più se si stabilisse il suo
posto ad una notabile distanza da Roma, presso l’origine
delle valli della Marranella e del più vicino confluente
dell’Almone, dove il prezzo dei terreni non potrebbe
occasionare gravi spese. Mi par dunque dimostrato,
che col conservare la stazione di Termini, non si
avrebbe che poco risparmio nella costruzione di quella
che, in un modo o nell’altro, dovrà stabilirsi al distacco
della Maremmana dalla linea di Napoli a breve distanza
dalla città.
Circa la costruzione della stazione per la linea di
Viterbo, la quale certamente non ha nulla che fare colla
conservazione o l’abolizione di quella di Termini, osservo,
che la naturale sua ubicazione stabilita allo
sbocco dei Prati di Castello, e lo sviluppo assicurato
tanto al quartiere omonimo, quanto al Flaminio, che
ne forma continuazione sull’opposta sponda del Tevere,
e si protende fin ai Monti Parioli; dovranno determinare
necessariamente la costruzione di opportuna
comunicazione metallica su questo nuovo limite settentrionale
di Roma, tanto più che in ogni caso il Municipio
vuol costruire su questa traccia un nuovo ponte.
sul Tevere, come chiaramente si rileva dal Piano Regolatore.
Si dia a questa nuova comunicazione il nome che
si vuole, chè per certo, considerando la sua contiguità
a si importante centro abitato, alle nuove grandi caserme
ed al nuovo campo di Marte, non vi sarà chi ammetta la
possibilità che essa non abbia ad acquistare tale importanza,
che la stazione per la linea di Viterbo non
ne resti che una dipendenza, talchè i binari che da
essa si dipartiranno verso la parte orientale della
nostra città dovranno necessariamente protrarsi lungo
tutta la zona abitata, almeno fin a che questo pro-<noinclude></noinclude>
g7lqilhjby3y2l57ox4csceg7kemdde
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 11 —|}}</noinclude>lungamento non sia per dar luogo a difficoltà; ciò
che ne condurrebbe per lo meno fino alla stazione
da me progettata a Piazza di Spagna. <ref>Il passaggio della ferrovia tra le Caserme ed il nuovo Campo di Marte, potrebbe, per avventura incontrare un ostacolo nel comando Militare. Dirò più sotto delle condizioni che io imporrei a questo passaggio, per le quali i vantaggi che ne deriverebbero al movimento delle truppe sarebbero molto maggiori che non il piccolo incomodo di dover traversare i binari per mezzo di cavalcavia in ferro, poco più alti della Piazza d’Armi.</ref> E credo che su
questo punto, anche chi sia profano alla scienza ed
all’arte dell’ingegneria, potrebbe giudicarmi e finirebbe
per darmi ragione. E valga il vero: Il Piano Regolatore
prescrive una strada esterna al Nord dei Prati.
Si tratterebbe dunque di ampliare questo spazio per
modo da collocarvi i binari indispensabili all’indicato
movimento locale; costruire poi il ponte in ferro sul
Tevere, già progettato dal Comune, di sufficiente lar
ghezza perchè potesse trovarvisi il posto anche per
il doppio binario. Il Quartiere Flaminio è appena
abbozzato. Non sarà dunque difficile collocarvi questa
linea. Al di là di esso, fino a Piazza di Spagna
si traverserebbe in galleria la punta dei Parioli e la
Villa Borghese. Ed in questa, il piano di campagna è
si prossimo a quello della progettata ferrovia, che sarebbe
assai facile illuminare quest’ultima con sufficienti
aperture da praticarsi tra i boschetti della villa
medesima, senza nulla togliere alla loro bellezza. Non
occorre che dica come tanto la fontana a cui mette
capo il gran viale d’ingresso; quanto questo viale
stesso e quello che lateralmente gli succede, resterebbero
intatti. I convogli riuscirebbero soltanto all’aperto sul
cancello vecchio; da dove, traversato il Pomerio esterno
e le mura, tornerebbero in galleria sotto il Pincio, per<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 12 —|}}</noinclude>poi continuare fin alla Trinità de’ Monti, sotto la cui
strada, con ingressi dal lato di Piazza di Spagna da
aprirsi sull’attuale muraglione di rivestimento, opportunamente
trasformato e convenientemente decorato,
verrebbe costruita la stazione di questo nome.
Or mi sia lecito domandare:
Quali sarebbero le difficoltà di questo progetto?
Osterebbe forse l’occupazione di quell’angolo della
Villa che sta tra il suddetto viale laterale ed il cancello
vecchio? Quando non si trattasse che di questo,
e si temesse lo spandimento del fumo delle locomotive
nell’interno della villa, nè si potessero adottare locomotive speciali per il servizio della metropolitana
che non avessero tale inconveniente, nè potesse prescriversi
(come per la metropolitana di Londra) ai macchinisti
di impedire lo spandimento del fumo nei tratti
ove questo potesse riuscire molesto<ref>Les chemis de fer métropolitains et les moyens de trasport en commun a Londres, New York, Berlin et Paris par F. Serafon Paris librairie polytechnique Buidry et C. editeurs 1885</ref>; si copra pure la
ferrovia per qualche cinquantina di metri al di là della
uscita della galleria, e l’incomodo del fumo sarà rimosso.
Ma (come ho accennato altrove) la scienza
possiede altri mezzi per far camminare i convogli
senza fumo, tra i quali l’elettricità ha il primo posto.
E se a Roma avremo la forza motrice a buon mercato
colla deviazione parziale delle acque dell’Aniene,
la sua applicazione alla trazione dei convogli riuscirà
anche economica. Quanto alla stazione di Piazza di
Spagna, io previdi a tempo il bisogno, che con un
progetto particolareggiato se ne mostrasse non solo
la possibilità ma la convenienza; e questo progetto
l’ho fatto, e l’ho esposto già, fin dal passato anno nelle
sale della Società degl’Ingegneri ed Architetti di cui<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 13 —|}}</noinclude>mi pregio far parte. L’ho descritto nella memoria
pubblicata il 12 aprile 1885. E qui mi giova avvertire,
che quella descrizione non abbraccia una rilevante aggiunta,
che io vi ho introdotta, quando dovetti ridisegnare
il progetto stesso nelle due grandi tavole, che esposi
come ho detto. Quest’aggiunta riguarda il servizio delle
merci che ho avuto cura di ben separare da quello
dei viaggiatori. Esso vedesi, in questi nuovi disegni,
collocato sotto il piazzale della Trinità con accesso
esterno da Piazza Mignanelli.
Torniamo all’argomento, tenendo fermo che, da
quanto sopra, risulta finora la necessità della costruzione
d’una grande stazione a Sud-est di Roma, e del
prolungamento fino a Piazza di Spagna della ferrovia
che, provenendo da Viterbo, e discendendo dalle alture
di Monte Mario, dovrà toccare Roma allo sbocco dei
Prati di Castello. Tutto ciò è indispensabile anche se
si lasci sussistere la stazione di Termini, come e ugualmente
indispensabile il collegamento della linea di Viterbo
alle altre ferrovie.
Il progetto di ferrovia di circonvallazione o metropolitana
da me proposto offre due modi per praticare
tale collegamento. Da Piazza di Spagna ai Tre Archi
con circa quattro chilometri di linea, ovvero dalla stazione
della linea di Viterbo a quella di Trastevere con
pari lunghezza. Qualunque dei due bracci si scelga a
tale scopo, è certo che la sua costruzione implicherà
quella di gran tratto della linea da me primitivamente
proposta, per modo che al compimento di questa resterebbero
soltanto quattro chilometri. Ho detto però
in principio, come allo stato attuale delle cose, sarebbe
più necessario che utile il chiudere il circuito dal lato
di mezzogiorno, per lo spazio cioè che intercede tra i
Tre Archi e la stazione di Trastevere. Questo tratto di<noinclude></noinclude>
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Ciao @[[Utente:Candalua|Candalua]] Ho scaricato questo pdf da IA, e poi l'ho ricaricato su Commons. Ma non capisco perché la scansione sia scadente. Eppure su Commons si vede bene. Si può fare qualcosa? Inoltre: il titolo si confonde con quello del Cantastorie... è uguale! Mi fermo. Aiuto.[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:29, 21 set 2026 (CEST)
:Capita a volte anche a me, ma non saprei da cosa dipende. @[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], tu riesci a fare qualcosa? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:00, 22 set 2026 (CEST)
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== Scansione scadente ==
Ciao @[[Utente:Candalua|Candalua]] Ho scaricato questo pdf da IA, e poi l'ho ricaricato su Commons. Ma non capisco perché la scansione sia scadente. Eppure su Commons si vede bene. Si può fare qualcosa? Inoltre: il titolo si confonde con quello del Cantastorie... è uguale! Mi fermo. Aiuto.[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:29, 21 set 2026 (CEST)
:Capita a volte anche a me, ma non saprei da cosa dipende. @[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], tu riesci a fare qualcosa? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:00, 22 set 2026 (CEST)
::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Succede da un bel po' di tempo che IA comprima eccessivamente le immagini originali. Nota che le dimensioni originali delle immagini del pdf su Commons è di soli 785 × 597 pixel. Succede così che le immagini del pdf sembrano buone se aperte con un lettore pdf, ma poi si degradano nella conversione pdf->jpg per il proofread.
::Quando suvccede ci sono due strade che so praticare: o costruisco un djvu con pdf3djvu offline, impostando, nella conversione, dpi=600, oppure ricostruisco ex novo un djvu dalle immagini originali jp2 o tiff.
::Vediamo se la prima soluzione, più sbrigativa, dà un risultato accettabile. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:05, 22 set 2026 (CEST)
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Pagina:Boito Camillo - Storielle vane, Milano, Treves, 1876.pdf/257
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=130%|t=2|TRE ROMEI}}
{{Ct|f=90%|t=2|v=2|''(Alla piccola Claudia.)''}}
Mi pare di averti già raccontato, figliuola mia, che, da giovinotto, io ero un camminatore infaticabile. Mi compiacevo di essere grato alle sole mie gambe de’ bei paesaggi e delle belle anticaglie, che andavo guardando in un largo cerchio di cinquanta o sessanta miglia intorno alla vecchia Roma. Partivo, stavo assente dieci o dodici giorni, poi tornavo fresco fresco nella mia stanzuccia in Via de’ due Macelli. Qualche amico mi accompagnava per un tratto di via, e mi faceva tante raccomandazioni, e mi dava tanti saggi consigli, perchè mi guardassi dai malandrini, i quali allora, nove anni prima che tu fossi nata, infestavano una parte della campagna romana.
— Una volta o l’altra ci tornerai in camicia, se pure ci torni — mi disse un giorno un ar-<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/39
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO.}}}}|19}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|5.}}
<poem>Scampi homai dal vil giogo; egli dicea,
Costei nel nome simile à mia Madre:
L’hospite mia futura, e corifea
Nel campo mio, de le pentite squadre.
E se ’l fio soddisfar non può la rea,
Supplisca il sangue mio, pietoso padre;
Tornino i suoi dal volontario bando;
E col senno la giovino, e col brando.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|54.}}
<poem>L’eterno Genitor, ch’àgli altrui preghi
Tacque, à questi del Figlio al fin rispose:
Nulla à sì degno intercessor si neghi,
Che frà ’l Nume,e frà l’huomo si frapose.
L’Alma di Maddalena homai si sleghi,
Appunto come il supplicante espose;
Che come coeterno, e coeguale,
Quanto vagliamo noi, tant’egli vale.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|55.}}
<poem>Ciò detto il gran Tonante, il pio decreto
Tosto manifestò, col segno usato;
Chiaro un lampo vibrando, e un tuono lieto,
Del’Olimpo sereno al manco lato.
Si commosse il Sion, con l’Oliveto,
Stillò nettare il bosco, ambrosia il prato;
Infiorossi la valle, il poggio, e ’l piano,
Maddalo giubilo, rise il Giordano.</poem><noinclude>{{PieDiPagina||B 2|''Sciolta''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO.}}}}|19}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|53.}}
<poem>Scampi homai dal vil giogo; egli dicea,
Costei nel nome simile à mia Madre:
L’hospite mia futura, e corifea
Nel campo mio, de le pentite squadre.
E se ’l fio soddisfar non può la rea,
Supplisca il sangue mio, pietoso padre;
Tornino i suoi dal volontario bando;
E col senno la giovino, e col brando.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|54.}}
<poem>L’eterno Genitor, ch’àgli altrui preghi
Tacque, à questi del Figlio al fin rispose:
Nulla à sì degno intercessor si neghi,
Che frà ’l Nume,e frà l’huomo si frapose.
L’Alma di Maddalena homai si sleghi,
Appunto come il supplicante espose;
Che come coeterno, e coeguale,
Quanto vagliamo noi, tant’egli vale.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|55.}}
<poem>Ciò detto il gran Tonante, il pio decreto
Tosto manifestò, col segno usato;
Chiaro un lampo vibrando, e un tuono lieto,
Del’Olimpo sereno al manco lato.
Si commosse il Sion, con l’Oliveto,
Stillò nettare il bosco, ambrosia il prato;
Infiorossi la valle, il poggio, e ’l piano,
Maddalo giubilo, rise il Giordano.</poem><noinclude>{{PieDiPagina||B 2|''Sciolta''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|246|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>chitetto lombardo, buon diavolo, bruno come i tuoi ditini dopo la lezione di disegno, e più amante del fiasco che del compasso. Gli strinsi la mano, ridendo, e gli dissi addio.
Dieci minuti dopo rivolsi il capo dalla parte di Roma. Il mio amico mi vide, e, alzati in aria i cappelli, ci salutammo di nuovo. La cupola di San Pietro, la gigantesca montagna di Michelangelo, illuminata dal sole mattutino pareva a quella distanza di un color d’oro pallido, celestino e tremolante, poichè il tepore della primavera, facendo salire l’umidità della terra, immergeva come in un’onda eterea gli oggetti lontani.
Ripigliai tosto il cammino con un po’ di tristezza. Solo, soletto, cominciavo a sentire il peso del mio fardello sul dorso, e nel ventre gli stiracchiamenti dell’appetito. Affrettai il passo, ed alla prima osteria entrai e, ordinai da mangiare. M’ero appena seduto sopra una panca zoppa, nel portico formato da due pilastri gobbi, che portavano un tetto dalle fessure del quale si vedeva l’azzurro del cielo, quando un uomo con cappello a larghissime falde ed una lunga cappa nera cosparsa di grosse conchiglie, s’avvicinò alla tavola, che mi stava dinanzi. Stese la destra, come in atto di chiedere l’elemosina, e mostrava intanto il bastone ar-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|20|{{Type|l=0.4em|{{larger|CANTO}}}}}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|56.}}
<poem>Sciolta la vision, Cristo dal monte
Discese verso la Città dolente;
Mentre di rose à coronar la fronte,
Già l’Aurora sorgea dal’Oriente.
Procedea con lo sguardo a l’orizonte,
Accompagnato il Duce onnipotente,
Di pacifico esercito, e guerriero,
Sì come Imperador di misto Impero</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|57.}}
<poem>Come uscendo à frenar barbaro sdegno,
Il suo locotenente, il vice Cristo
Guida un campo, in segnal del misto Regno,
D’huomini armati, e purpurati misto,
Così mosso à scampar dal giogo indegno
Egli quest’alma, al glorioso acquisto,
D’arme, e toghe un esercito conduce,
Come di guerra, e pace Autore, e Duce.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|58.}}
<poem>Fugge dinanzi à lui timida l’ombra,
Si colora il terren, l’aria s’inalba,
E mirando dal Ciel, che ’l buio sgombra,
Altri prima, che ’l Sol, stupisce l’Alba.
Egli giunto ad un prato, il qual s’ingombra
D’un Oliva, co’ rami, opaca, e scialba,
Ai due primi Baron, che riverenti
L’ascoltavan, parlò, con questi accenti.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Itene''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Candalua
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|247}}</noinclude>mato di una grossa impugnatura di ferro; poi con voce mezzo supplichevole, mezzo minacciosa: — Signorino — disse — m’aiuti a proseguire il viaggio. Sono romeo; vengo da Terra santa. Ci andai un po’ a piedi, un po’ trascinandomi sulle ginocchia, ed ora vado a Loreto, al santuario della beatissima Vergine di Loreto. È stato un voto. Ho visto il santo Sepolcro, signorino; son salito al Calvario, signorino, portando per penitenza sulle mie spalle, come Nostro Signore, il tronco di un albero. E avevo pagato due miei compagni per fustigarmi quand’io cadessi, e caddi in fatti tre volte.
— E perchè non li pagasti — pensai fra me — per farti crocifiggere, ladrone importuno? — E intanto tenevo gli occhi fissi sul pane e sul cacio, che stavo divorando.
— La veda — ripigliava l’altro in tono più audace — sono un povero pellegrino, che ha rifatto in tre anni la via delle crociate. Me la son guadagnata la Indulgenza plenaria. Guardi, signorino, guardi; se la mi dà qualcosa gliene cedo: un pezzo della santissima Croce — e la baciava — un santissimo chiodo — e lo baciava — delle corone benedette, de’ fiori colti nell’orto, proprio sul posto dove orò Nostro Signore — e baciava tutto — finalmente della terra del santo Sepolcro — ed apriva un sac-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|248|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>chetto di grossa tela tutto ripieno di polvere bianca.
Di mano in mano che il romeo nominava le sue reliquie, le andava disponendo in bell’ordine sulla tavola dinanzi a me. Cominciavo ad infastidirmi, ma ero tanto infervorato nel pasto, che vedevo senza guardare. Il pellegrino, con una inflessione di voce, che parea dire: o per amore o per forza, continuò: — Signorino, m’aiuti; non mi faccia commettere uno sproposito, per Dio.
Quel ''per Dio'', che non era in accento di giaculatoria, mi fece scappar la pazienza. — Via di qua — gridai, sollevando il bastone, che avevo deposto sulla panca presso di me. — Credi tu, furfante, di farmi bere le tue sciocchezze? Mi pigli tu per un ciuco, o per una pecora? —
Cosi dicendo, avevo per la prima volta piantato gli occhi in faccia a quell’uomo, nel quale vidi un lampo d’ira feroce trasmutarsi repentinamente nella espressione di una sorpresa gradita. — Scusi, scusi, signor Jacopo, non l’avevo ravvisato — disse con voce schietta, mite, affettuosa.
Guardai l’amico novello, di cui la voce mi tornava nella memoria. Lo riconobbi: era un galeotto. — Olà, ostessa — gridai tre volte,<noinclude><references/></noinclude>
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Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]]
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|248|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>chetto di grossa tela tutto ripieno di polvere bianca.
Di mano in mano che il romeo nominava le sue reliquie, le andava disponendo in bell’ordine sulla tavola dinanzi a me. Cominciavo ad infastidirmi, ma ero tanto infervorato nel pasto, che vedevo senza guardare. Il pellegrino, con una inflessione di voce, che parea dire: o per amore o per forza, continuò: — Signorino, m’aiuti; non mi faccia commettere uno sproposito, per Dio.
Quel ''per Dio'', che non era in accento di giaculatoria, mi fece scappar la pazienza. — Via di qua — gridai, sollevando il bastone, che avevo deposto sulla panca presso di me. — Credi tu, furfante, di farmi bere le tue sciocchezze? Mi pigli tu per un ciuco, o per una pecora? —
Così dicendo, avevo per la prima volta piantato gli occhi in faccia a quell’uomo, nel quale vidi un lampo d’ira feroce trasmutarsi repentinamente nella espressione di una sorpresa gradita. — Scusi, scusi, signor Jacopo, non l’avevo ravvisato — disse con voce schietta, mite, affettuosa.
Guardai l’amico novello, di cui la voce mi tornava nella memoria. Lo riconobbi: era un galeotto. — Olà, ostessa — gridai tre volte,<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.4em|{{larger|PRIMO.}}}}|21}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|59.}}
<poem>Itene à richiamar, miei Nuntij fidi,
Del’oppressa il Fratello, e la Sorella;
Tù Michele à pugnar contra gl’infidi
Amanti, il Duce Lazaro rappella.
Tù Grabriel, procurerai, che guidi.
Marte, al cospetto mio l’alma rubella.
Ch’Io frà tanto ambidue proteggo, e reggo,
Per compir l’alta impresa à cui gli eleggo.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|60.}}
<poem>Tacque, e l’un messaggier lampeggia intanto
D’indomit’arme, d’arme adamantine;
Di fin’oro hà la spada, hà d’ostro il manto,
Tempestato il cimier, l’ale azzurrine.
Spira un dolce terror dal volto santo;
Sembra un’aurea marea l’aurato crine;
Folgora l’hasta, e ne lo scudo intaglia.
Quel suo motto fatal: Chi à Dio s’agguaglia?</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|61.}}
<poem>Ma pacifico appar l’altro messaggio,
Al grave aspetto, à la beltà modesta,
L’ameno volto un colorito maggio,
Stellato un Ciel par la gentil pretesta.
Adorna l’aureo crin d’un’aureo raggio;
Nevose piume al suo gran volo appresta;
E ne la eburnea man, di scettro in guisa,
Porta un candido fior, per sua divisa.</poem><noinclude>{{PieDiPagina||B 3|''Hor''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Boito Camillo - Storielle vane, Milano, Treves, 1876.pdf/261
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|249}}</noinclude>poichè la povera vecchierella, appena m’aveva veduto alzare il bastone, era ita a rannicchiarsi in un cantuccio della cucina — olà, un fiaschetto del buono. Non è la prima volta che trinco insieme a questo romeo. —
Mi giova credere che tu; figliuola cara, ti senta prudere un tantinino la fantasia dalla onesta curiosità di sapere com’io conoscessi quel buon mobile del romeo e lo invitassi a trincare. Ecco. Durante il mese di febbraio, ventiquattro o ventisei dì ero andato regolarmente alcune miglia fuori di Roma alla chiesa di San Lorenzo. È un vecchio edificio, rifatto in parte da Onorio terzo sopra un tempio di Bacco: v’è un bel portico sul dinanzi dello stile dei Cosmati, nell’interno una cattedra magnifica e due stupendi amboni, pure del medio evo. Volevo misurare e disegnare con una pazienza da cinese quelle anticaglie; ma ero solo, ed il filo a piombo, la riga a livelletta, le pertiche, il doppio metro, la fettuccia e gli altri strumenti richiedevano più di due mani, senza dire che nella sinistra tenevo l’albo e nella destra la matita. I frati, che mi guardavano sbadigliando, non si sarebbero mossi se m’avessero visto cadere dal tetto; il sacristano mi era al tutto nemico, poichè il prímo dì, avendomi mostrato nel coro, con<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Boito Camillo - Storielle vane, Milano, Treves, 1876.pdf/262
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Candalua
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|250|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>molta solennità, la lastra di marmo su cui fu posto San Lorenzo dopo l’abbrostitura, non gli era parso di vedermi abbastanza compunto; il servente degli altari stava sempre intento all’olio ed al vino; quanto a’ contadini, non ci si poteva pensare, tanto son goffi. Intorno alla chiesa veniva a lavorare nelle opere dell’attiguo cimitero e delle catacombe, le quali si andavano allora sgomberando dalla terra di cui erano piene, una grossa compagnia di galeotti, sotto la sorveglianza di alcuni gendarmi e di una squadriglia di soldati. Nel venire da Roma all’alba e nel tornarvi a sera i forzati stavano incatenati per le mani a due a due; ma sul lavoro si lasciavano liberi. Ne’ primi momenti l’imbattermi in que’ brutti ceffi mi faceva ribrezzo: il loro abito biancastro, il loro berretto mi metteva schifo. Il secondo giorno che andavo a San Lorenzo scesi per curiosità negli scavi; passando da un angusto buco mi trovai in una galleria, tanto bassa che non ci si poteva star ritti, e così piena di intoppi che ad ogni passo si arrischiava di rompersi il naso. Era tutto buio; solo alcuni lumicini, come lucciole, andavano vagando per le tenebre fitte.
A un po’ per volta lo sguardo, avvezzandosi a quella oscurità, cominciò a distinguere sette od otto forme di uomini bianchi, intenti a dar<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|251}}</noinclude>dentro con il piccone nelle pareti, nella volta e nel pavimento. Il piccone trovava una lastra di pietra, un muro, un teschio, e allora si fermava con una nota or fessa, or cupa, or sonora. A primo tratto mi parve di essere ne’ più antichi secoli dell’èra nostra, e di trovarmi tra i poveri cristiani fuggenti le persecuzioni degli imperatori; ma l’illusione fu breve. Quegli operai vociavano le più brutte canzonaccie. Alcuni di essi, trovando un teschio, che al toccarlo non si risolvesse in polvere, se ne facevano palla, accompagnando il giuoco con lazzi scurrili. Due o tre lavoravano svogliati, più ebeti che melanconici. I loro occhi avevano qualcosa di truce. Mi sentii quasi pigliare al collo e strozzare: vi fu un istante in cui ebbi l’impressione della paura. M’avvicinai ad uno de’ forzati, vecchiotto, e gli chiesi non so più quali notizie sugli scavi; rispose pronto, con intelligenza, con garbo. Mi mostrò una lapide scoperta nel mattino, e me la rischiarò con la sua lucerna, perchè io ne potessi trarre il disegno: v’erano incisi a rozzissimi tratti una lucerna appunto uguale a quella che mi dava lume, due colombe, un ramo di olivo, un agnello ed un pavone. Ringraziai quel galeotto cortese dandogli qualche baiocco, e gli chiesi se gli avrebbero concesso<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|22|{{Type|l=0.4em|{{larger|CANTO}}}}}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|62.}}
<poem>Hor questi due baroni, al Rè Messia,
Fatto l’ultimo inchino, alzano il volo,
Michel, con bellicosa compagnia,
E Grabriel, con mansueto stuolo.
L’uno verso Idumea, l’altro s’invia
Ver Galilea, ciascuno, à ciascun polo;
Così, quasi volatil comete,
Lustran l’aria, scorrendo à varie mete.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|63.}}
<poem>Stanasi alhora Lazaro accampato
Sotto Ascalona, à cui, dormendo apparve
L’ombra irata del Padre, e del peccato
Di Maria querelandosi, disporne.
Tremebondo egli, e pavido svegliato,
Come suol, chi sognossi horrende larve,
Armasi, uscito da la piuma fuora,
E si pone à lagnar del’empia suora.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|64.}}
<poem>E per la tenda d’arme, e di trofei
Hostili ornata, egli scorrea, dicendo:
Hor à che prò, per riportar de’ miei
Nemici il vanto, io la mia vita spendo?
Se d’un empia strocchia i lussi rei
Tanta gloria mi sfanno? e che più attendo?
Gli apparve albor, cinto di rai Michele,
E troncò con sul dir, le sue querele.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Liete''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Modafix
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|22|{{Type|l=0.4em|{{larger|CANTO}}}}}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|62.}}
<poem>Hor questi due baroni, al Rè Messia,
Fatto l’ultimo inchino, alzano il volo,
Michel, con bellicosa compagnia,
E Grabriel, con mansueto stuolo.
L’uno verso Idumea, l’altro s’invia
Ver Galilea, ciascuno, à ciascun polo;
Così, quasi volatil comete,
Lustran l’aria, scorrendo à varie mete.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|63.}}
<poem>Stanasi alhora Lazaro accampato
Sotto Ascalona, à cui, dormendo apparve
L’ombra irata del Padre, e del peccato
Di Maria querelandosi, disporne.
Tremebondo egli, e pavido svegliato,
Come suol, chi sognossi horrende larve,
Armasi, uscito da la piuma fuora,
E si pone à lagnar del’empia suora.</poem>
{{Ct|t=1|v=0.3|f=90%|64.}}
<poem>E per la tenda d’arme, e di trofei
Hostili ornata, egli scorrea, dicendo:
Hor à che prò, per riportar de’ miei
Nemici il vanto, io la mia vita spendo?
Se d’un empia strocchia i lussi rei
Tanta gloria mi sfanno? e che più attendo?
Gli apparve alhor, cinto di rai Michele,
E troncò con sul dir, le sue querele.</poem><noinclude>{{PieDiPagina|||''Liete''{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Candalua
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/* Trascritta */
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|252|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>di aiutarmi nelle misurazioni della basilica. Mi disse di parlare all’ufficiale che comandava la squadriglia; il quale, dopo alcune difficoltà, consentì infatti alla mia domanda. Da allora in poi, per tre settimane, passavo una parte della giornata con quel galantuomo: mi portava la scala, mi teneva il filo a piombo, m’indicava le misure, e tutto con prestezza volonterosa e vivace. Sovente al mezzodì, sotto gli occhi della sentinella, lo conducevo all’osteria vicina, dove, bevendo un bicchiere di vino e mangiando del vecchio pane e del vecchio salame, si discorreva. Le galline intanto beccavano le briciole a’ nostri piedi.
Il romeo dunque s’era fatto di porpora. Si confondeva in iscuse, balbettando come un ragazzo; e respingeva il bicchiere che, pieno di un vinetto rosso trasparente, io gli andavo offrendo. — Non ne son degno — ripeteva commosso. — Ell’è il sol uomo che non vorrei ingannare per mille baiocchi, per mille scudi. Da lei in sedici anni ho avuto le sole buone parole, il solo conforto, il solo consiglio, il solo sorriso. Quand’io sedeva accosto a lei sulla panca della osteria o quando la aiutavo nel suo lavoro mi sentivo migliore, diventavo buono. Non ho più nè parenti, nè amici. Che vuol ella? Dopo sedici anni! Mio<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|253}}</noinclude>padre morì, mia madre morì; un fratello ed una sorella che avevo, non si sa dove sieno; i pochi conoscenti o sono partiti di qua o sono iti all’altro mondo o, guardandomi con tanto d’occhi, fanno le viste di non mi conoscere; i colleghi dell’ergastolo, usciti da un mese con me, son peggiori di me, creda: nella loro compagnia mi sento avvilito. Eppure è la sola compagnia nella quale mi riesca di vivere: mi ci avvoltolo come il porco nella mota.
— Coraggio! — sclamavo io — coraggio!
— Ella mi trova appunto — continuava l’altro con una volubilità quasi febbrile di parola — in un gran momento della mia vita. Oggi, fra qualche ora, sarà forse deciso s’io debba tornare un galantuomo o se debba restare un briccone. Sappia, mio buon signore, che quando fui pigliato e condannato avevo trentaquattr’anni. Ero innamoratissimo di una bella brunetta d’un paesello qui presso: buona, saggia, affettuosa, ricca di tutte le virtù; aveva venticinque anni. La poverella si maritò, ed è rimasta vedova. Or io, che ho pensato a lei sedici anni senza saperne nulla, ci penso da un mese sapendo ch’è viva e sana e libera. Mi sono risolto oggi, dopo molte paure e molti dubbii, a presentarmele innanzi: ha quarantun anni, io cinquanta. S’ella mi accoglie con un sorriso, mi rimetto<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|254|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>a lavorare la terra, e ridivento un onest’uomo; se mi respinge, ritorno nelle braccia di Satanasso. —
Tu puoi stare certa, figliuola mia, che io invocai tutta la forza della mia eloquenza per distogliere il mio commensale dal suo troppo pericoloso disegno; ma i sermoni sono tanto uggiosi che non voglio infiorarne questo racconto. Gli consigliai almeno di torsi di dosso quell’abito da pellegrino; gli proffersi qualche danaro, ch’egli rifiutò in modo cortese, e gli dissi solennemente, cavando dal mio taccuino un biglietto da visita e scrivendovi su il mio indirizzo: — Giurate, giurate che fra un anno avrò una lettera vostra con queste parole: sono un onest’uomo.
— Lo giuro — gridò il galeotto con voce squillante.
Avevo riattaccato sul dorso il mio sacco di cuoio, e m’affrettavo a sfuggire le espansioni dello strano amico, quand’egli, picchiando la mano sul fronte, com’uomo che si fosse scordato qualcosa di grave, mi disse: — Vengo ad accompagnarla: le porterò il sacco e la difenderò all’occasione.
— Difendermi, da che?
— Dai miei compagni, tre romei, romei come me, che sono partiti di qua stamane, e che de-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|255}}</noinclude>vono trattenersi la notte, come lei, a Castellaccio. Sono mariuoli, sono grassatori. Possono farle del male.
— Non voglio che veniate. È inutile, non voglio. —
L’altro insisteva ed io anche. La vinsi, dopo avere promesso di guardarmi dai suoi colleghi, e dopo avere alla volta mia giurato che al bisogno mi sarei servito del suo nome per mia difesa. — Sono canaglie così matricolate che non so neanche se avranno rispetto al mio nome — notò egli con accento scorato. — Dio la protegga, giacchè vuole andar solo.
— Dio protegga voi piuttosto. Ricordatevi che da qui ad un anno aspetto una vostra lettera.
— Lo giuro. — E la parola si perdette nello stormire delle foglie scosse dal vento.
E cammina, cammina, cammina, come dicono le fiabe.
Ben mi ricordo, che, mentre il sole tramontava tutto di fuoco, formando un’aureola immensa di raggi, i quali traforavano da parte a parte il corpo delle basse nubi, tre lunghissime ombre, quasi azzurre, danzarono, ad uno svolto della strada, sotto i miei piedi. Seguendone la traccia sul terreno polveroso e imporporato, vidi, circa dugento passi distante, tre figure nere con larghissimi cappelli e toghe talari.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|256|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>Staccavano sul colore sanguigno dell’orizzonte come certi demonii negri, che si vedono dipinti tra le fiamme dell’inferno in qualche oratorio di campagna. — Eccoli — pensai. Ma non avevo ancora deliberato fra me stesso se dovessi sostare o tirare innanzi, e già uno di que’ mariuoli m’aveva annasato. Mi parve indovinare che partecipasse a’ compagni l’avvicinarsi della selvaggina, poichè notai in que’ corpi neri una certa agitazione; e vidi per un attimo il contorno dei tre profili de’ volti mentre si giravano insieme a guardarmi. Ero ancora in tempo di darmela a gambe; ma l’Orgoglio mi susurrava: Vergogna! Non hai un bastone in mano ed un cuore nel petto? — Vero è che la Prudenza osservava sommessa: E sono tre, e furfanti, e armati certo di coltelli, e forse deliberati, se non ti lasci spogliare, ad ucciderti. — Ma l’Espediente, paciero, mise d’accordo la Prudenza e l’Orgoglio.
Da un pezzo sulla via non avevo incontrato anima nata. Guardai di dietro, dinanzi: nessuno. I tre galantuomini mi avrebbero forse lasciato passare senza farmi alcun male, benchè il mio aspetto, ad onta della polvere che mi copriva, non fosse proprio da poverello; ma non giovava fidarsi a cotale speranza. Il sacco di cuoio, che mi stava dietro alle spalle, aveva un cert’a-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|257}}</noinclude>spetto allettevole; l’occhio da lince di que’ romei vi avrebbe indovinato una ventina di scudi, tutti d’argento. Or io avevo bisogno di un tanto tesoro più che della vita. Dall’altro canto il retrocedere per causa di tre mascalzoni non pareva cosa onorevole; pensai di passar loro dinanzi, per giungere, senza che s’accorgessero di me, all’osteria di Castellaccio, dov’io credevo di dover essere sicuro.
La strada era chiusa a destra da folti cespugli. In un batter d’occhio, scelto un momento in cui mi parve che i tre non guardassero dalla mia parte, sbalzai per uno stretto spiraglio dietro la siepe. Il terreno si abbassava ripido, formando un avvallamento, nel quale precipitai per allontanarmi dalla via. Il sole intanto s’era nascosto dietro l’orizzonte, e il cielo di zaffiro, di smeraldo, di opale, aveva già pigliato ad oriente un colore di azzurro bruno, il quale andava sempre più invadendo le tinte amabili della volta celeste ed involgendo nell’ombra della notte la terra. Camminando, anzi correndo leggiero, vedevo i tre ampii cappelli delle tre negre figure. Que’ cappelli non si muovevano. A un tratto uno di essi si mise a correre sulle cime de’ cespugli verso il luogo dov’io ero scomparso: si fermò, e dopo qualche minuto tornò a’ compagni con<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|258|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>moto lento ed incerto. Evidentemente que’ cappelli si meravigliavano di non vedermi più, e mi cercavano invano. Dopo un quarto d’ora io camminavo di nuovo sulla strada maestra, contento di avere cuculiato i tre pellegrini.
Alle nove di sera mi vidi innanzi l’albergo di Castellaccio: una casaccia isolata, rovinosa, nera, cupa; che pareva fatta apposta per essere un quartiere di ladri e di accoltellatori. L’oste, che trovai solo nella cucina, mi condusse in una camera (Dio me ne guardi!) piccola, sporca, con un giaciglio, quattro sedie, e nient’altro. Liberato che fui dai miei fardelli, pulito e lavato dalla polvere, scesi per cenare, anzi per desinare, ed aspettando la zuppa, che la figlia dell’oste cuoceva, mi posi a sedere in un canto della cucina, fantasticando non so più a quali cose. I tre romei mi erano completamente usciti dalla memoria. Ma, mentre la figliuola dell’oste mi metteva innanzi la minestra brodolosa, che spandeva intorno una nube di vapore, entrarono uno ad uno i tre galantuomini coi loro cappelloni, le loro cappe ornate di conchiglie, i loro bastoni ricurvi, e, guardando nel cantuccio dov’io mi stavo, si posero a sedere all’angolo opposto della cucina.
Un minuto dopo si riaprì l’uscio, ed un nuovo pellegrino entrò maestosamente. La sua lunga<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|259}}</noinclude>barba bianca gli dava un certo aspetto venerabile camminava posato; sorrideva con mestizia altera, com’uomo che avesse autorità non contrastata, e sentisse profondo disprezzo per la gente con la quale si degnava di discorrere. Quella testa era degna di un San Gerolamo. Dove i tre furfanti avessero trovato il quarto romeo, il quale, almeno nell’apparenza, somigliava assai poco ad essi, non saprei dire; certo dai discorsi che facevano era dato argomentare che si fossero conosciuti da brevissimo tempo, forse da pochi minuti, e incontrati a caso. Il vecchio, postosi in capo alla tavola, si scoprì, lasciando vedere la nuca quasi calva ed il fronte alto solcato da poche rughe e facile ad incresparsi o ad appianarsi seguendo il senso delle parole: la sua voce era come i suoi occhi lenta e vivace insieme. Brillava nel suo sguardo e nella sua parola una fiamma profonda, mal coperta di cenere.
Una lucerna, che spandeva intorno odore d’olio bruciato e mandava quasi fino al soffitto un lungo filo di fumo, il quale si contorceva al muoversi delle persone ed allo scuotersi delle imposte mal chiuse, rischiarava i quattro commensali con luce rossastra oscillante.
— Si mangi dunque, e si beva — disse uno de’ galeotti, cacciando il muso nel tondo, dopo<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|260|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>avere tracannato un bicchiere di vino — ''In sæcula sæcolorum. Amen'' — mormorò compunto il pellegrino. — Fate di liberarvi dai due debitori di San Serapione: cupidità di pecunia, e desiderio di gola. —
Il discorso fu tirato in breve sui viaggi del vecchio, poichè i tre finti romei volevano, a quanto appariva, istruirsi nella loro nuova professione; e il vecchio, che — per pigliare il suo stile — non era come Sant’Ilarione, il quale conosceva all’odore degli uomini i loro vizii e le loro virtù, nè come i buoi del medesimo Sant’Ilarione, che fuggivano i ceci de’ perversi, cominciò, sorseggiando il vino offertogli dai compagni, il racconto delle sue avventure e la descrizione delle maraviglie di Terra Santa. Condiva il discorso con una infinità di paragoni tratti dalle leggende dei santi; a questa maniera: nero come l’abbate Moisè Etiopo; abbondante come il pane miracoloso di Sant’Apollonio o come le lagrime di Sant’Arsenio; ingrato come il lebbroso di Sant’Eulogio alessandrino; schifoso come il corpo di santa Maria egiziaca; puro come Sant’Evagrio, che stava tutta notte d’inverno in un pozzo gelato per ispegnere i riscaldamenti della fantasia; vero come il canto de’ pesci nel Paradiso; stretto come il pallio dell’abbate Zozima;<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|261}}</noinclude>dilettevole come il racconto delle tentazioni di Sant’Antonio; maraviglioso come la leggenda di San Maccario romano, e via discorrendo.
Tu mi sarai grata, figliuola mia, della risoluzione che ho presa di non riferirti la lunga narrazione del vecchio pellegrino. Egli era tanto imbevuto delle sacre storie e delle volgari tradizioni, che, con l’intenzione profonda — non posso dubitarne — di dire il vero, mischiava i casi proprii a quelli de’ santi, de’ martiri, degli anacoreti e de’ pellegrini, i quali hanno lasciato memoria dei fatti loro e delle loro fantasticherie. Aveva adorato, quattro miglia fuori del Cairo, la fonte che Gesù, mentre era ancora in fasce, fece scaturire picchiando il piede sulla sabbia, e gli alberi che piangono il balsamo prezioso dal dì che la Madonna vi tese le pezze del figliuolo; aveva imitato, nel traversare il mare senza quattrini, l’astuzia di San Serapione, il quale, montato sul navilio come avesse pagato, al capitano, che cinque giorni dopo chiedeva conto de’ fatti suoi, disse: se v’incresce di menarmi, riportatemi onde mi levaste. Con due intercalari infiorava il buon uomo ogni periodo del suo discorso: ''Deo Gratias e Gloria in excelsis Deo''. Ce n’era d’avanzo per addormentare, non i tre furfanti, che pendevano dalle labbra dell’ingenuo maestro, ma me, che<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|262|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>m’ero alzato prima dell’aurora, che avevo camminato l’intiero dì e che non avevo nessun interesse a tenere a mente la uggiosa lezione.
Mentre uscivo dalla cucina i malandrini mi squadrarono con sei occhi scrutatori, poi si scambiarono uno sguardo rapido come un lampo. Mi coricai sul pagliericcio, e spensi il lume. Un passo rapido, concitato, per così dire febbrile si sentì nel silenzio delle tenebre avvicinarsi all’albergo, poi salire i cinque gradini della scala esterna, ed entrare nella cucina. Udii anco il picchiare della porta rinchiusa con violenza, e nel medesimo tempo un grido di molte voci, che giunse appena al mio orecchio, poichè la mia stanza era collocata all’angolo opposto ed io vagavo nelle fantasmagorie del Giordano, di Betlemme, di Gerusalemme, del monte Oliveto, del monte Sinai, del sasso di Mosè, e di cent’altre cose, che passavano nell’assopirmi dinanzi agli occhi della mia mente.
Non so a che ora della notte mi parve di udire presso l’uscio la respirazione di un uomo. Ascoltai nulla. Pochi minuti dopo udii distintamente come un sospiro; e allora chiesi ad alta voce: — Chi è là?
— Sono io, signor Jacopo, sono io — rispose la sommessa voce del mio buon galeotto. — Non abbia timore; mi lasci vegliare e dorma.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|263}}</noinclude>{{Nop}}
— Grazie — dissi — grazie — e m’addormentai.
Il primo pensiero nello svegliarmi all’alba fu di cercare il mio salvatore, poichè non potevo figurarmi altro che questo, che egli mi avesse salvato da qualche gran brutto tiro dei tre falsi romei. Certo, egli mi aveva seguito da lontano il dì innanzi, e, vedendo entrare nella osteria di Castellaccio quelle buone lane de’ suoi compagni, era poi venuto a proteggermi. In conclusione, gli dovevo forse la vita.
Non lo potei ringraziare. Era scomparso. L’oste non ne sapeva nulla. Il romeo genuino dalla lunga barba d’argento non ne sapeva nulla neanch’esso, ed era poi disperato, e piangeva, e singhiozzava. I tre furfanti avevano rimeritata la sua innocente lezione rubandogli di notte i pochi soldi, ch’egli si era con infinite, privazioni serbati per giungere in sino a casa. Guardava il cielo, e sciorinava, snocciolando il rosario, una filza di Avemmarie. Gli diedi qualche scudo, ma ce ne volle prima che li pigliasse. — Dio la benedica, Dio la benedica — mi gridava dietro le spalle, mentre io, a passo rapido, m’allontanavo dalla bieca osteria.
Continuai le mie peregrinazioni su per quei monti; ed una settimana dopo tornavo a Roma a salutare gli amici, sano e salvo.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|264|{{smaller|STORIELLE VANE.}}|}}</noinclude>{{Nop}}
{{Asterismo}}
Era corso un anno. Abitavo da due mesi a Milano quando la portinaia mi recò una lettera. Carta grossolana, suggellata con un’ostia, e l’impronta postale di Monticelli. Chi può scrivermi da Monticelli? Apro e leggo:
::«Signor Jacopo.
«Sono un galantuomo; sono rinato. Mi pare di essere tornato fanciullo: mi sento snello,. sereno, beato, allegro. Il giorno che la lasciai a Castellaccio senza salutarla — ella mi scuserà: ero tanto inquieto nel pensiero di rivedere la mia Maria — la mia Maria mi gettò le braccia al collo, piangendo di gioia. Pochi giorni dopo eravamo marito e moglie.
«Io lavoro la terra dall’alba al tramonto, e anche la notte, se occorre. Non bevo mai vino. Nel tempo che mi resta vado dal Curato, il quale mi insegna tante belle cose di storia, di geografia, persino di astronomia. Guardo gli astri, e stringo la mano a mia moglie.
«Mia moglie è bella come la coscienza quieta, buona come lei, signor Jacopo.
«Ho aspettato un anno a scriverle, perchè volevo essere sicuro di me; volevo poterle giu-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|TRE ROMEI.}}|265}}</noinclude>rare dinanzi a Dio, che resterò un galantuomo sino alla morte. Ora, veda, non dubito più: tra pochi giorni la mia Maria mi darà un figliuolo.
«Mi scriva, se ha tempo, qui a Monticelli, e si ricordi di un pover’uomo, che le vuol tanto bene e che le sarà eternamente grato.
{{A destra|«Il suo Piero.»|2em}}
{{Asterismo}}
Da questo racconto, figliuola mia, tu devi imparare tre cose:
Che non c’è uomo al mondo perverso e abbietto, il quale non possa, all’occasione, farci un gran beneficio;
Che non c’è uomo al mondo perverso e abbietto, il quale non possa rialzarsi e diventare migliore e più rispettabile di noi;
Che, finalmente, bisogna trattare con umanità, con indulgenza, anzi con bontà e con cortesia anche i galeotti.<noinclude><references/></noinclude>
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Storielle vane/Tre romei
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Porto il SAL a SAL 75%
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{{Qualità|avz=75%|data=22 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Tre romei|prec=../Pittore bizzarro|succ=../Notte di Natale}}
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