Wikipedia roa_tarawiki https://roa-tara.wikipedia.org/wiki/Pagene_Prengep%C3%A1le MediaWiki 1.47.0-wmf.18 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikipedia Discussioni Wikipedia File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale 'Ngazzaminde d'u Portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Alberobbelle 0 2125 152085 151995 2026-09-09T08:43:21Z Joetaras 326 152085 wikitext text/x-wiki {{T}} {{F|centri abitati della Puglia|maggio 2021}} {{Divisione amministrative |Nome = Alberobbelle |Panorama = Alberobello con il drone.jpg |Didascalia =Panorame de Alberobbelle |Voce bandiera = |Voce stemma = |Stato = ITA |Grado amministrativo = 3 |Divisione amm grado 1 = Pugghie |Divisione amm grado 2 = Bare |Amministratore locale = Frangische De Carlo |Partito = [[liste civiche]] |Data elezione = [[Eleziune comunale jndr'à Pugghie d'u 2022#Alberobbelle|13-6-2022]] |Data istituzione = 27-5-1797 |Altitudine = 428<ref>{{Cita web|https://www.comuni-italiani.it/072/003/clima.html|Alberobello: Clima e Dati Geografici|23 decemmre 2023}}</ref> |Sottodivisioni = Coreggia<ref>{{Cita web|https://www.comuniecitta.it/risorse/statuti/alberobello.pdf|Comune di Alberobello - Statuto}}</ref> |Divisioni confinanti = [[Castellane Grotte]], [[Fasane]] (BR), [[Locorotonde]], [[Martina Franghe]] (TA), [[Monopoli (Itaglie)|Monopoli]], [[Motele]] (TA), [[Noci (Itaglie)|Noci]] |Zona sismica = 4 |Gradi giorno = 1644 |Nome abitanti = alberobellese |Patrono = [[Cosme e Attamiane|sande Cosme e Attamiane]] |Festivo = 27 settemmre |PIL = |PIL procapite = |Mappa = Map of comune of Alberobello (metropolitan city of Bari, region Apulia, Italy).svg |Didascalia mappa = Posizione d'u comune de Alberobbelle jndr'à cetate metropolitane de Bare }} '''Alberobbelle''' ('''Alberobello''' jndr'à 'u [[Lènghe tagliàne|tagliàne], '''Iarubbèdde''' jndr'à 'u dialette locale<ref>{{cita libro| AA. | VV. | Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani | 1996 | GARZANTI | Melane|}}</ref>) jè 'nu [[Comune (Itaglie)|comune tagliàne]] de {{Popolazione|ITA}} crestiàne<ref name="template divisione amministrativa-abitanti" /> d'a [[cetate metropolitane de Bare]] jndr'à [[Pugghie]], e face parte d'a [[Valle d'Itrie]] e d'a [[Merge de le Trulle]]. Jè famose pe le [[trulle]], modelle costruttive de [[architetture spondanée]], dichiarate da 'u 6 decemmre 1996 [[Patrimonie de l'umanità|Patrimone mundiale de l'umanità]] da l'[[UNESCO]]<ref>{{cita web |url=http://whc.unesco.org/en/list/787 |titolo=The Trulli of Alberobello |accesso=9 novemmre 2009 |lingua=en}}</ref>. == Sciugrafije fiseche == Alberobbelle jè 'nu comune ca se iacchie jndr'à vanne sud-oriendale d'a cetate metropolitane de Bare, vecine a' Valle d'Itrie e da le colline d'a Murge sud-est barese. == Origgene d'u nome == Lo storico di [[Noci (Italia)|Noci]] [[Pietro Gioia]] ha congetturato che il nome Alberobello derivasse da ''Silva alboris belli'', con il significato di "bosco dell'albero della guerra" e tale derivazione, priva di riscontro documentale, è stata a lungo fatta propria dagli storici successivi. Studi posteriori<ref>{{Cita web|url=https://www.itrullidialberobello.it/alberobello-e-la-sua-storia/746-toponimo-alberobello|titolo=Toponimo Alberobello|autore=Tonio Laera|sito=www.itrullidialberobello.it|lingua=it-IT|accesso=2022-12-02|dataarchivio=28 novembre 2021|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20211128020810/https://www.itrullidialberobello.it/alberobello-e-la-sua-storia/746-toponimo-alberobello|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita web |url=http://www.alberobellocultura.it/it/home/monumenti.html |titolo=La Città di Alberobello |accesso=1 giugno 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130725111716/http://alberobellocultura.it/it/home/monumenti.html |dataarchivio=25 luglio 2013 |urlmorto=sì }}</ref> sottolineano tuttavia che il primo toponimo con il quale la località era conosciuta fu ''Silva Alborelli'': così risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il [[diploma d'investitura]] del 15 maggio 1481 con il quale il re [[Ferdinando I di Napoli|Ferrante d'Aragona]] assegnò i beni del defunto conte di [[Conversano]] [[Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona]] al figlio Andrea Matteo, illetterato. In detto documento<ref>Ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale</ref> si legge ''Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari''. {{senza fonte|Il nome Alberobello divenne ufficiale il 22 giugno 1797 dal primo Consiglio Comunale. In tale circostanza furono proposti anche i nomi di Ferrandina in onore di re Ferrante d'Aragona e di Ferdinandina in onore a re Ferdinando IV di Borbone.}} Tuttavia sino alla prima metà dell'Ottocento furono adottate anche le dizioni alternative Arborebello o Albero Bello. == Storia == Una prima antropizzazione dell'area e bonifica agraria prese avvio nei primi anni del XVI secolo su impulso del [[conte di Conversano]] [[Acquaviva (famiglia)#Andrea Matteo Acquaviva III|Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona]], figlio di [[Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona|Giulio Antonio Acquaviva]] caduto nell'estate del 1480 nella [[battaglia di Otranto]] contro gli [[ottomani]]. Andrea Matteo introdusse dal feudo di [[Noci (Italia)|Noci]] una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la [[decima]] dei raccolti. [[File:Alberobello Trullo Sovrano (3).jpg|thumb|left|Trullo Sovrano]] Il suo successore, il conte [[Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona|Giangirolamo II]], detto dagli storici dell'Ottocento il ''Guercio delle Puglie'' perché da una lotta si procurò un occhio bendato (senza documentazione) nel 1635 al centro della zona eresse una locanda con annessi [[refettorio]], taverna e [[oratorio (architettura)|oratorio]] dedicato alla Madonna di Loreto (10 dicembre) e ai Santi Cosma e Damiano (che fu chiuso dal pubblico nel 1863), che diede avvio all'urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di piccole case. L'abbondanza di materiale, soprattutto [[pietra calcarea]] e [[carsica]] e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con [[Muro a secco|muri a secco]] senza l'uso di [[Malta (materiale)|malta]], che divennero i caratteristici [[Trullo|trulli]], contribuirono all'espansione dell'agglomerato urbano. L'obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del [[Regno di Napoli]] secondo la ''[[Pragmatica de Baronibus]]'', legge in vigore fino al XVIII secolo secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del barone alla Regia Corte. {{cn|Il centro abitato sorse sulle vie dell'antico fiume Cana/Cane, dove ora si trova il largo Giuseppe Martelotta.}} Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona di Conversano fino al sabato 27 maggio 1797, quando il re [[Ferdinando I delle Due Sicilie|Ferdinando IV di Borbone]] accolse l'istanza di una delegazione-comitato di sette gentiluomini, costituita dai dottori Giacomo Giuseppe Pezzolla e Martino Lippolis, dal capo d'arte Ottavio Ciaccia e dai sacerdoti Vito Fasano, Francesco Cosma Sgobba, Vito Nicola Tinelli e Francesco Martelotta, ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a [[Città regia (Italia)|città regia]], liberandola dalla servitù feudale. {{cn|Il decreto giunse in paese il successivo 16 giugno e fu affisso su un albero di olmo alla vista di tutti}}. Il 22 giugno fu eletto come primo sindaco il fisico Francesco Giuseppe Lippolis soprannominato "Orecchie False". Nel 16 marzo 1814 fu istituita la parrocchia e nominato primo parroco don Vito Onofrio Tulio Lippolis cugino del primo sindaco, arciprete del Capitolo costituito da una ventina di presbiteri. {{cn|Nell'estate del 1797 Antonio Francesco D'Amore costruì il primo trullo a due piani}}, noto oggi come Casa D'Amore. Alberobello è l'unico centro abitato nel quale è presente un intero quartiere di trulli, viene pertanto considerata capitale culturale dei trulli della Murgia. === Campo di internamento di Alberobello, la "Casa Rossa" === {{vedi anche|Casa Rossa (Alberobello)}} Nel 1940, con lo scoppio della [[seconda guerra mondiale]], la [[masseria]] Gigante, che era stata realizzata nel 1887 in Contrada "Albero della Croce" per volontà del testamento del sacerdote e [[brigantaggio|brigante]] Don Francesco Gigante (18 settembre 1812-9 gennaio 1888) con l'intento di realizzarvi un campo per la scuola di pratica d'agraria, fu requisita dal governo fascista che la adibì a campo di transito e di internamento fino ai primi di settembre del 1943, ossia per oltre 3 anni,<ref>{{Cita web |url=http://www.itriabarocco.net/web/guest/home/articolo?p_p_id=pis11_articolo_WAR_pis11&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_pis11_articolo_WAR_pis11_f=index_articolo.jsp&_pis11_articolo_WAR_pis11_articleid=79173 |titolo=Itriabarocco |accesso=9 febbraio 2014 |dataarchivio=14 gennaio 2019 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190114024418/http://www.itriabarocco.net/web/guest/home/articolo?p_p_id=pis11_articolo_WAR_pis11&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_pis11_articolo_WAR_pis11_f=index_articolo.jsp&_pis11_articolo_WAR_pis11_articleid=79173 |urlmorto=sì }}</ref> questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. Dal 1957 al 1972 la struttura fu utilizzata come scuola rieducativa minorile. All'interno vi è la chiesetta dedicata ai Santi Francesco e Chiara d'Assisi con dipinti in gesso del 1948.<ref>{{cita libro|autore= F. Terzulli |titolo= La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello |editore= Mursia |città= Milano |ISBN= 978-88-425-3167-8 }}</ref> === Simboli === Lo stemma del comune di Alberobello è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 26 marzo 1935<ref>{{cita web|url= https://www.comunealberobello.it/index.php?option=com_content&view=article&id=717:notizie-storiche&catid=248&lang=it&Itemid=369 |titolo= Notizie storiche |sito= Comune di Alberobello |accesso= 2 luglio 2023 }}</ref> e modificato con D.P.C.M. del 24 novembre 1952.<ref>{{cita web |titolo= Alberobello |url= http://dati.acs.beniculturali.it/comuni/comuni.printDetail.html?5852 |sito= Archivio Centrale dello Stato |accesso= 2 luglio 2023 }}</ref> {{citazione|D'azzurro, alla [[Quercia (araldica)|quercia]] sormontata da due candide colombe in volo, in attegiamento di posarvisi, nodrita su terrazza, sinistrata da un leone rampante, addestrata da un [[Guerriero (araldica)|guerriero]] medioevale, armato, nell'atto di colpire con la lancia la bocca del leone, il tutto [[al naturale]].}} Il guerriero medievale armato di lancia simboleggia l'intervento della dinastia borbonica per proteggere Alberobello, raffigurato dalla quercia, dalla prepotenza del conte Acquaviva di Conversano, rappresentato dal leone rampante, emblema del suo casato. Sullo sfondo dell'antico stemma civico, approvato dal primo Consiglio dell'Università di Alberobello del 1797, erano raffigurati dei trulli. Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 30 luglio 1953, è un drappo di giallo.<ref>{{Cita web|url=https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/02e6cc4b-a77e-41f6-8cdd-4a0531a81b1a/34-alberobello|titolo=Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Alberobello|sito=ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città|accesso=2024-10-16}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.itrullidialberobello.it/alberobello/storia/sede-municipale/26-sede-municipale|titolo=Stemma|accesso=2022-05-26|urlmorto=sì|dataarchivio=8 ottobre 2022|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20221008183328/https://www.itrullidialberobello.it/alberobello/storia/sede-municipale/26-sede-municipale}}</ref> == Monumenti e luoghi d'interesse == === Architetture religiose === ;Chiesa Madre - Basilica - Santuario - Parrocchia SS. Martiri e Medici Cosma e Damiano La [[Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (Alberobello)|Chiesa Matrice di Alberobello]] è consacrata all'[[Immacolata Concezione]] e ai santi [[Cosma e Damiano]], patroni del comune con decreto pontificio da parte di [[Papa Pio IX|Pio IX]] del lunedì 22 maggio 1854. Il loro culto fu introdotto nel 1636 dal conte [[Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona|Giangirolamo II]], di cui ne era devoto a motivo di una ipotetica grazia ricevuta da sua moglie Isabella da Rocca Padula durante la gravidanza con la quale diede alla luce il primogenito, Cosimo Duca di Noci, infatti fu l'unico d'Acquaviva a possedere questo nome. Prima dell'istituzione della parrocchia, la cappella, risalente tra il 1609 e il 1636, dipese dalla parrocchia matrice di Noci sino al 16 marzo 1814. Il [[vescovo di Conversano]] Mons. Gregorio Falconieri la riconobbe come santuario il 12 settembre 1938 e il 18 febbraio 2000 [[papa Giovanni Paolo II]] la elevò a [[basilica minore]].<ref>{{cita web|lingua= en |url= http://www.gcatholic.org/churches/data/basITX.htm |sito= Catholic.org |titolo= Basilicas in Italy }}</ref> L'edificio attuale, in stile neoclassico di pianta a [[croce latina]], risale nel 1880 circa. Sostituì una cappella risalente alla prima metà del Seicento e si presuma consacrata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossario, denominato "Salvo". Fu raddoppiata nell'[[Giubileo universale della Chiesa cattolica|anno giubilare]] del 1725, allungata nel 1784 con sacrestia detta del "Moro" e nel 1852 in formazione dei due transetti, il vecchio campanile realizzato nell'anno giubilare del 1875. Il progetto, voluto fortemente nel 1881 dall'amministrazione comunale dal prof. Nicola Agrusti, fu redatto dell'architetto alberobellese [[Antonio Curri]] ed ebbe il benestare del parroco Mons. [[Domenico Morea]]. Il preventivo iniziale fu di 16.000 lire, ma la realizzazione costò 32.700 lire. La prima pietra fu posta la domenica 12 novembre 1882 e i lavori durarono quasi tre anni. La nuova facciata e transetto centrale furono aperti al culto il 20 Settembre 1885 in occasione della festa dell'Addolorata, in cui fu posta la epigrafe sull'ingresso; anche se la sua realizzazione era largamente incompleta. L'interno della navata completata a fine '800, l'abside nei primi del '900, la sacrestia vecchia fu demolita e ricostruita quella nuova e restaurata e completata nel 1968, nel 1935 fu aperto il cappellone del SS. Sacramento, il braccio sinistro completato nel 1948 e il quello destro nel 1956, mentre la prevista cupola ottagonale, di cui nel 1960 fu realizzata la base ottagonale, non è mai stata realizzata. La chiesa custodisce, in primis, le reliquie dei Santi Titolari, festeggiati dal 25 al 28 settembre. ;Parrocchia Sant'Antonio di Padova [[File:Alberobello BW 2016-10-16 12-24-29.jpg|thumb|Chiesa a trullo Parrocchia di Sant'Antonio da Padova opera Don Guanella situato nel Rione Monti - Zona Monumentale]] La Chiesa a Trullo fu edificata tra il 25 marzo 1926 e il 10 maggio 1927 su un terreno della signora Antonia Cammisa vedova Locorotondo, situato in Via Monte Pertica e dal 5 gennaio 1945 divenne la seconda parrocchia di Alberobello, staccandosi dalla Chiesa Madre. L'edificio, che è a pianta a [[croce greca]], riproduce le fattezze dei trulli presenti in Alberobello. La cupola è alta 21 metri mentre il campanile accanto è alto 18,3 metri e ospita, dal 2018 ben sei campane. L'apparato decorativo interno include opere del pugliese [[Adolfo Rollo|Adolfo Ugo Rollo]]. === Architetture civili === ==== I Trulli ==== {{vedi anche|Trullo}} {{UNESCO |tipoBene = patrimonio |nome = Trulli di Alberobello |nomeInglese = Alberobello's Trulli |immagine = Alberobello BW 2016-10-16 13-43-03.jpg |anno = 1996 |tipologia = Culturali |criterio = C (iii) (iv) (v) |pericolo = Nessuna indicazione |link = 787 }} La storia di questi edifici molto particolari è (forse) legata alla [[pragmatica de Baronibus]], un editto del [[Regno di Napoli]] del XV secolo che sottoponeva a un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I [[conti di Conversano]], gli [[Acquaviva (famiglia)|Acquaviva d'Aragona]] proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la ''domus'' estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca dal 15 maggio 1481, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di bonifica e messa a coltura dei nuovi terreni di edificare a secco, senza utilizzare [[malta (materiale)|malta]], le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie e non, almeno formalmente, a dimore appartenenti a un insediamento urbano permanente, in modo da esentarlo dal tributo. [[File:Trulli Alberobello20 apr06.jpg|thumb|left|Il noto Trullo Siamese situato nel Rione Monti.]] Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono la soluzione migliore nella forma rotonda o quadrata con tetto a falsa cupola, composto di cerchi di pietre sovrapposti. I tetti sono abbelliti con pinnacoli decorativi, che secondo molti rappresentavano la firma del maestro trullaro che aveva costruito (o restaurato) il trullo, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi o profani, risalenti dal periodo fascista. [[File:Trullo Sovrano Alberobello apr06 02.jpg|thumb|right|Retro del Trullo Sovrano.]] ;Trullo Sovrano - Corte di Papa Cataldo È uno dei trulli più grandi nel centro urbano alberobellese, affacciato nella piazza Sacramento, è alto quattordici metri; in origine, era un semplice trullo di campagna, e dal 1916 è stato denominato "Trullo Sovrano" dallo studioso locale Giuseppe Notarnicola. Dai proprietari famiglia Perna (Perta), nella seconda metà del XVIII Secolo, fu notevolmente ampliato divenendo una Corte e finito di realizzare con atto notarile sabato 15 aprile 1797, che attesta che la Corte fu realizzata con l'impiego di malta e pertanto in violazione della Prammatica de Baronibus. Fu sede della confraternita del Santissimo Sacramento dal 1826 al 1837, quando venne raffigurato in prossimità dell'ingresso un ignoto affresco del Calvario. Dopo, per breve tempo, fu sede della farmacia di Alberobello gestita dal farmacista Federigo (Federico) Chiarelli. Nel 1861 fu acquistato dai fratelli Sumerano Giuseppe e Don Antonio (1822 – 1895). Nel 1923 divenne Monumento Nazionale e nel 1928 fu realizzata la pavimentazione della piazza. Dal 1994 è adibito a casa museo. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita piccoli spettacoli teatrali, concerti e numerosi altri eventi culturali. ==== Il cimitero ==== [[File:Alberobello - Cimitero di Alberobello - 2023-09-12 06-59-34 001.jpg|alt=Il pronao, tramite il muretto di contenimento, divide la zona dei vivi da quella dei morti. L'ingresso principale, seppur sempre aperto negli orari convenzionali, viene oggi di rado utilizzato. È stato, invece, frequentemente percorso fino agli anni Settanta quando la torre di sinistra ospitava le bare prima dell'ultimo saluto.|miniatura|Il pronao, tramite il muretto di contenimento, divide la zona dei vivi da quella dei morti. L'ingresso principale, seppur sempre aperto negli orari convenzionali, viene oggi di rado utilizzato. È stato, invece, frequentemente percorso fino agli anni Settanta quando la torre di sinistra ospitava le bare prima dell'ultimo saluto. (F.to Francesco Pinto, 2022)]] Alberobello, oltre ai trulli, bene comune e patrimonio dell'umanità, annovera anche un’opera rilevante, il cimitero monumentale, nome questo, mai attribuito ufficialmente dalle autorità preposte, ma entrato nell'uso comune dalla popolazione del luogo. Secondo l'architetto che l’ha realizzato, l'architetto [[Antonio Curri]], sarebbe stato, se completato, un'architettura scenografica eccezionale. Si estende su un’altura di fronte ad una rotonda, all'entrata del paese, sulla destra dell'asse viario per chi proviene da Putignano. Se si vuole comprendere di che cosa si tratta dobbiamo ritornare indietro alla seconda metà del XIX secolo in cui la nuova classe sociale volle riscattare le sue umili origini contadine con delle opere pubbliche più moderne, raffigurabile attraverso simboli di forte impatto visivo ed emotivo. Fautore di tutto questo fu Nicola Agrusti, sindaco della città nel decennio 1879-1889, estimatore dell'architetto Curri, amico personale, al quale, nella seduta del Consiglio comunale del 23 maggio del 1885 gli conferì l’incarico, riconoscendo l'indiscusso spessore culturale e capacità artistiche e professionali che assicuravano certezze per esprimere il nuovo stato sociale e i nuovi valori delle famiglie benestanti dell’epoca senza cadere nel provincialismo. La scelta di Curri era alquanto mirata, infatti era benvoluto da [[Francesco Crispi|Crispi]], stimato da [[Gabriele D'Annunzio|D’Annunzio]], da [[Eduardo Scarpetta]], da Saverio La Sorsa, che lo ritenne il più grande architetto pugliese del sec. XIX, nonché dall'aristocrazia napoletana, quali le famiglie De Pilla e Buchy che lo vollero architetto di fiducia. L’architetto alberobellese presentò un progetto che si rifaceva allo stile neoegizio alquanto di moda in quel periodo. Basta visitarlo che subito balza imponente la facciata con un ampio prospetto, con il prònao ornato da dodici colonne e da due torri a piramide tronca su base pentagonale. La trabeazione è costituita da un architrave e una cimasa decorata con animali e dischi solari. Il colonnato immette in una corte, provvista d'ampie scalinate a nord, est e ad ovest; salendo si raggiunge la prima spianata. Qui il progetto prevedeva la chiesa con cupola, simile a quella del Pantheon, due piramidi e un obelisco, il tutto pavimentato con lastre di pietra e circondato e nobilitato da tombe gentilizie dai volumi contenuti. Gli altri due ingressi sono ubicati l'uno a nord, declassato a seguito di un ampliamento, e il secondo, il più utilizzato, posto sul lato sinistro, dopo una leggera salita. La costruzione del cimitero prevedeva, fino alla realizzazione del cancello posteriore, due spianate realizzate in un arco temporale di 17 anni; altri interventi, fatti negli ultimi anni del periodo fascista, portarono a tre le spianate. La collocazione della prima pietra risale alla festa della Candelora del 1887, mentre l'inaugurazione della parte monumentale alla domenica 23 ottobre del 1904.<ref>{{Cita libro|autore=Francesco Pinto|titolo=L'Opera di Antonio Curri per l'ultima dimora, cronistoria di un monumento|annooriginale=2022|editore=AGA|città=Alberobello|lingua=italiano|ISBN=978-88-9355-263-9}}</ref> == Società == === Evoluzione demografica === {{Demografia/Alberobello}} === Etnie e minoranze straniere === Gli stranieri residenti ad Alberobello al 31 dicembre 2019 erano {{formatnum:447}}, pari al 4,21% della popolazione complessiva. Le comunità più numerose sono:<ref>{{cita web|url=https://demo.istat.it/str2019/index.html|editore=ISTAT|titolo=Residenti stranieri: popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2019}}</ref> * [[Romania]] 145 * [[Albania]] 119 * [[India]] 24 * [[Cina]] 23 * [[Polonia]] 21 == Cultura == === Istruzione === ==== Musei ==== * [[Museo del territorio (Alberobello)|Museo del Territorio]] ''Casa Pezzolla'', è costituito dal più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello che risalgono al XVIII secolo.<ref>{{Cita web|url=http://www.tuttoalberobello.it/it/pagina.asp?a=Turismo&p=Musei|titolo=Musei di alberobello}}</ref> * [[Ecomuseo della Valle d'Itria]], museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, [[Cisternino]], Fasano, [[Locorotondo]], [[Martina Franca]] e [[Monopoli (Italia)|Monopoli]]. === Media === ==== Televisione ==== Ha sede in Alberobello dal 1980 la tv locale privata Teletrullo. === Cinema === [[File:Alberobello innevata4.jpg|thumb|Alberobello d'inverno, ricoperta di neve]] Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico soprattutto per la peculiarità dei [[trulli]]. la scelta della cittadina pugliese fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del [[Neorealismo (cinema)|cinema neorealista]].<ref>[[Apulia film commission]] - Vito Attolini</ref> Già fra il 1930 e il 1931 venne girato ''[[Idillio infranto|Idillio Infranto]] film folcloristico pugliese'' in bianco-nero, ultimo film muto del cinema italiano e quarto film prodotto in Puglia, diretto da Nello Mauri e interpretato dalla diva Ida Mantovani e altri attori dilettanti. Nel 1949-1950 il regista ungherese, [[Géza von Radványi|Géza von Radvànyi]], narrò le vicende di una giovane vedova della [[Jugoslavia]], in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'[[Europa]]) in ''[[Donne senza nome]]'', con [[Simone Simon]], [[Gino Cervi]] e [[Vivi Gioi]], sempre in [[Bianco e nero|bianco-nero]]. Il regista Luigi Zampa nel 1962 gira alcune scene del film Gli anni ruggenti con Nino Manfredi, Gino Cervi e Michéle Mercier. Il regista Mario Monicelli nel 1964, 1965 gira alcune scene del film ''[[Casanova '70]]'' nel Trullo Sovrano, con [[Marcello Mastroianni]]. Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film ''[[Le bande]]'', con [[Massimo Giordano]] e Federica Gomma. Poi [[Siddharth Anand]], ([[India]]), nel 2008, ha diretto e ambientato ad Alberobello il film ''Belle ragazze attente'', (Titolo originale: ''[[Bachna Ae Haseeno]]''), con Minissha Lamba. [[Ranbir Kapoor]], il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello. Il regista [[Franco Salvia]], sempre nell'anno 2008, ha girato in paese ''[[Il sottile fascino del peccato]]'', con [[Nino Castelnuovo]] e [[Milena Miconi]]. Nell'estate del 2010 [[Gennaro Nunziante]] con [[Checco Zalone]] ha girato il film campione d'incassi ''[[Che bella giornata]]''. Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana ''[[Beautiful]]''. === Cucina === Un prodotto tipico di Alberobello è il Pasqualino, una pagnotta farcita con tonno, capperi, salame e formaggio. Stando alle fonti, il Pasqualino prende il nome dal salumiere Pasquale Dell'Erba, che lo ideò nel 1958. Ad Alberobello dal 2018 in estate si tiene ogni anno un festival dedicato al panino.<ref>{{cita web|url=https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/alimentazione-tra-gusto-e-benessere/1800914/pasqualino-il-panino-di-alberobello.html|titolo=Pasqualino, il panino di Alberobello|accesso=18 settembre 2025}}</ref><ref>{{cita web|url=https://www.baritoday.it/social/pasqualino-gourmet-contest-specialita-ispirate-panino-di-alberobello.html|titolo=Una gara di specialità ispirate al panino di Alberobello: protagonisti i piatti della tradizione di Pasqualino Gourmet|accesso=18 settembre 2025}}</ref><ref>{{cita libro|titolo=Puglia|autore=Sara Fiorillo, Francesca Filippi|editore=Lonely Planet Italia|capitolo=Panino Pasqualino}}</ref> == Geografia antropica == Coreggia è l'unica frazione di Alberobello. Divenne parte integrante del territorio alberobellese, con Decreto Regio, dal lunedì 1 luglio 1895, mentre in precedenza dipendeva amministrativamente da Monopoli. Vi si festeggiano i patroni S. Vito martire a giugno, la Madonna del Rosario e a ottobre e Cristo Re a novembre. Dal 5 gennaio 1945 vi fu istituita la parrocchia S. Vito martire. Le altre contrade si denominano: San Leonardo, Cielo Cielo, Paparale, Gravinella, Monte del Sale, Monte Olimpo, Monte della Guardia, Zingarello, Maranna, Madonna del Pozzo, Capo Di Gallo, Cristi, Albero della Croce, Pantanelli, Piscia Calze, Ponte, Neviere Vecchia, Muscio, Vaccari, Pentimi, Villa Curri, Ricotta e Cremore. == Economia == === Artigianato === [[File:Alberobello_2018.jpg|thumb|upright|Un trullo di sera]] Diversi i prodotti e i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le ''pettole'', le ''cartellate'' e gli ''amaretti''. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli nel Rione Monti.<ref name=Aci>{{cita libro | titolo=Atlante cartografico dell'artigianato | editore=A.C.I. | città=Roma | anno=1985 | volume=3 | p=11,12}}</ref> === Turismo === I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno numerosi visitatori da tutto il mondo. == Infrastrutture e trasporti == {{Vedi anche|Strade provinciali della città metropolitana di Bari}} Alberobello è collegata al resto della Regione Puglia tramite una [[Stazione di Alberobello|stazione ferroviaria]] lungo la [[Ferrovia Bari-Taranto (FSE)|ferrovia Bari-Taranto]]. La linea è gestita da [[FS Sud Est]], in precedenza è stata gestita dalle [[Ferrovie del Sud Est]] dal 1933 fino al 2026, essa ha preso il posto della FBL (Ferrovie Bari Locorotondo). La stazione fu inaugurata il 14 dicembre 1903 ed entrò in servizio il 5 settembre 1905; è attigua a quelle di [[Stazione di Noci|Noci]] e [[Stazione di Locorotondo|Locorotondo]]. Inoltre, è collegata attraverso queste strade: * [[Strada statale 172 dei Trulli|statale 172 dei Trulli]] * [[Strada statale 604 di Alberobello|statale 604 di Alberobello]] == Amministrazione == [[File:Alberobello-Gonfalone.png|thumb|200px|Gonfalone comunale]] {{ComuniAmminPrecTitolo}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Domenico Pugliese|Inizio=5 agosto 1987|Fine=31 luglio 1990|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno>{{Cita web|url = https://amministratori.interno.gov.it/amministratori/index.html|titolo = Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali |autore = Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali |sito = amministratori.interno.gov.it |accesso = 4 novembre 2023 |urlmorto = no}}</ref>}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Domenico Pugliese|Inizio=31 luglio 1990|Fine=21 aprile 1992|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Modesto Panaro|Inizio=3 giugno 1992|Fine=19 gennaio 1993|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Pietro Rotolo|Inizio=19 marzo 1993|Fine=19 luglio 1993|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Biagio De Girolamo|Inizio=18 settembre 1993|Fine=13 giugno 1994|Carica=[[Commissario straordinario|Comm. straordinario]]|Partito=|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Angelo Panarese|Inizio=24 giugno 1994|Fine=25 maggio 1998|Partito=[[Alleanza dei Progressisti|Progressisti]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Angelo Panarese|Inizio=26 maggio 1998|Fine=5 novembre 2001|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Maria Teresa Pricolo|Inizio=5 novembre 2001|Fine=28 maggio 2002|Carica=[[Commissario straordinario|Comm. straordinario]]|Partito=|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Bruno De Luca|Inizio=28 maggio 2002|Fine=29 maggio 2007|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Bruno De Luca|Inizio=29 maggio 2007|Fine=22 maggio 2012|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Michele Maria Longo|Inizio=22 maggio 2012|Fine=11 giugno 2017|Partito=[[Lista civica]] Alberobello futura|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Michele Maria Longo|Inizio=11 giugno 2017|Fine=13 giugno 2022|Partito=[[Lista civica]] Alberobello futura|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Francesco De Carlo|Inizio=13 giugno 2022|Fine=''in carica''|Partito=[[Lista civica]] Con te|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrecFine}} === Gemellaggi === * {{Gemellaggio|Giappone|Villaggi storici di Shirakawa-go e Gokayama}} * {{Gemellaggio|Italia|Monte Sant'Angelo|2013}} * {{cn|{{Gemellaggio|Italia|Andria|2013}}}} * {{Gemellaggio|Italia|Romentino}}, dal 2004 == Sport == Ha sede nel comune la squadra di calcio ''A.S.D. Arboris Belli 1979'' che milita in [[Promozione (calcio)|Promozione Pugliese]]. L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese. Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S.D. Volley 99 Alberobello che milita nel Campionato Territoriale di Prima Divisione Maschile e l'A.S. Pallavolo Living. Alberobello ha ospitato per due volte il [[Giro d'Italia]]: il 12 maggio 2017 è stato il traguardo d'arrivo della [[Giro d'Italia 2017|settima tappa della centesima edizione]],<ref>{{Cita web|url=https://www.gazzetta.it/Giroditalia//12-05-2017/giro-100-7-tappa-ewan-batte-gaviria-ad-alberobello-200248876814.shtml|titolo=Giro 100, 7ª tappa: Ewan batte Gaviria ad Alberobello|sito=La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita|data=2017|lingua=it|accesso=2024-04-25}}</ref> mentre il 13 maggio 2025 è stata la sede della partenza della quarta tappa della [[Giro d'Italia 2025|''corsa rosa'' numero centootto]].<ref>{{Cita web|lingua=it|url=https://www.giroditalia.it/news/casper-van-uden-vince-la-tappa-4-del-giro-ditalia-2025/|titolo=Casper van Uden vince la Tappa 4 del Giro d'Italia 2025|sito=Giro d'Italia 2026|accesso=2026-01-14}}</ref> == Note == <references/> == Voci correlate == * [[Trullo]] * [[Valle d'Itria]] * [[Murgia]] * [[Onice]] == Altri progetti == {{interprogetto|voy}} == Collegamenti esterni == * {{Collegamenti esterni}} {{Provinge de Bari}} {{Patrimoni Unesco|Italia}} {{Controllo di autorità}} {{Portale|Patrimoni dell'umanità|Puglia}} [[Categoria:Alberobello| ]] [[Category:Comune d'a Pugghie]] [[Categoria:Comune d'a cetate metropolitane de Bare]] lzwn7c3xl6dfftvdfiizysqgscn64f2 152086 152085 2026-09-09T09:00:09Z Joetaras 326 152086 wikitext text/x-wiki {{T}} {{F|centri abitati della Puglia|maggio 2021}} {{Divisione amministrative |Nome = Alberobbelle |Panorama = Alberobello con il drone.jpg |Didascalia =Panorame de Alberobbelle |Voce bandiera = |Voce stemma = |Stato = ITA |Grado amministrativo = 3 |Divisione amm grado 1 = Pugghie |Divisione amm grado 2 = Bare |Amministratore locale = Frangische De Carlo |Partito = [[liste civiche]] |Data elezione = [[Eleziune comunale jndr'à Pugghie d'u 2022#Alberobbelle|13-6-2022]] |Data istituzione = 27-5-1797 |Altitudine = 428<ref>{{Cita web|https://www.comuni-italiani.it/072/003/clima.html|Alberobello: Clima e Dati Geografici|23 decemmre 2023}}</ref> |Sottodivisioni = Coreggia<ref>{{Cita web|https://www.comuniecitta.it/risorse/statuti/alberobello.pdf|Comune di Alberobello - Statuto}}</ref> |Divisioni confinanti = [[Castellane Grotte]], [[Fasane]] (BR), [[Locorotonde]], [[Martina Franghe]] (TA), [[Monopoli (Itaglie)|Monopoli]], [[Motele]] (TA), [[Noci (Itaglie)|Noci]] |Zona sismica = 4 |Gradi giorno = 1644 |Nome abitanti = alberobellese |Patrono = [[Cosme e Attamiane|sande Cosme e Attamiane]] |Festivo = 27 settemmre |PIL = |PIL procapite = |Mappa = Map of comune of Alberobello (metropolitan city of Bari, region Apulia, Italy).svg |Didascalia mappa = Posizione d'u comune de Alberobbelle jndr'à cetate metropolitane de Bare }} '''Alberobbelle''' ('''Alberobello''' jndr'à 'u [[Lènghe tagliàne|tagliàne]], '''Iarubbèdde''' jndr'à 'u dialette locale<ref>{{cita libro| AA. | VV. | Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani | 1996 | GARZANTI | Melane|}}</ref>) jè 'nu [[Comune (Itaglie)|comune tagliàne]] de {{Popolazione|ITA}} crestiàne<ref name="template divisione amministrativa-abitanti" /> d'a [[cetate metropolitane de Bare]] jndr'à [[Pugghie]], e face parte d'a [[Valle d'Itrie]] e d'a [[Merge de le Trulle]]. Jè famose pe le [[trulle]], modelle costruttive de [[architetture spondanée]], dichiarate da 'u 6 decemmre 1996 [[Patrimonie de l'umanità|Patrimone mundiale de l'umanità]] da l'[[UNESCO]]<ref>{{cita web |url=http://whc.unesco.org/en/list/787 |titolo=The Trulli of Alberobello |accesso=9 novemmre 2009 |lingua=en}}</ref>. == Sciugrafije fiseche == Alberobbelle jè 'nu comune ca se iacchie jndr'à vanne sud-oriendale d'a cetate metropolitane de Bare, vecine a' Valle d'Itrie e da le colline d'a Murge sud-est barese. == Origgene d'u nome == Lo storico di [[Noci (Italia)|Noci]] [[Pietro Gioia]] ha congetturato che il nome Alberobello derivasse da ''Silva alboris belli'', con il significato di "bosco dell'albero della guerra" e tale derivazione, priva di riscontro documentale, è stata a lungo fatta propria dagli storici successivi. Studi posteriori<ref>{{Cita web|url=https://www.itrullidialberobello.it/alberobello-e-la-sua-storia/746-toponimo-alberobello|titolo=Toponimo Alberobello|autore=Tonio Laera|sito=www.itrullidialberobello.it|lingua=it-IT|accesso=2022-12-02|dataarchivio=28 novembre 2021|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20211128020810/https://www.itrullidialberobello.it/alberobello-e-la-sua-storia/746-toponimo-alberobello|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita web |url=http://www.alberobellocultura.it/it/home/monumenti.html |titolo=La Città di Alberobello |accesso=1 giugno 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130725111716/http://alberobellocultura.it/it/home/monumenti.html |dataarchivio=25 luglio 2013 |urlmorto=sì }}</ref> sottolineano tuttavia che il primo toponimo con il quale la località era conosciuta fu ''Silva Alborelli'': così risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il [[diploma d'investitura]] del 15 maggio 1481 con il quale il re [[Ferdinando I di Napoli|Ferrante d'Aragona]] assegnò i beni del defunto conte di [[Conversano]] [[Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona]] al figlio Andrea Matteo, illetterato. In detto documento<ref>Ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale</ref> si legge ''Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari''. {{senza fonte|Il nome Alberobello divenne ufficiale il 22 giugno 1797 dal primo Consiglio Comunale. In tale circostanza furono proposti anche i nomi di Ferrandina in onore di re Ferrante d'Aragona e di Ferdinandina in onore a re Ferdinando IV di Borbone.}} Tuttavia sino alla prima metà dell'Ottocento furono adottate anche le dizioni alternative Arborebello o Albero Bello. == Storia == Una prima antropizzazione dell'area e bonifica agraria prese avvio nei primi anni del XVI secolo su impulso del [[conte di Conversano]] [[Acquaviva (famiglia)#Andrea Matteo Acquaviva III|Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona]], figlio di [[Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona|Giulio Antonio Acquaviva]] caduto nell'estate del 1480 nella [[battaglia di Otranto]] contro gli [[ottomani]]. Andrea Matteo introdusse dal feudo di [[Noci (Italia)|Noci]] una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la [[decima]] dei raccolti. [[File:Alberobello Trullo Sovrano (3).jpg|thumb|left|Trullo Sovrano]] Il suo successore, il conte [[Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona|Giangirolamo II]], detto dagli storici dell'Ottocento il ''Guercio delle Puglie'' perché da una lotta si procurò un occhio bendato (senza documentazione) nel 1635 al centro della zona eresse una locanda con annessi [[refettorio]], taverna e [[oratorio (architettura)|oratorio]] dedicato alla Madonna di Loreto (10 dicembre) e ai Santi Cosma e Damiano (che fu chiuso dal pubblico nel 1863), che diede avvio all'urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di piccole case. L'abbondanza di materiale, soprattutto [[pietra calcarea]] e [[carsica]] e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con [[Muro a secco|muri a secco]] senza l'uso di [[Malta (materiale)|malta]], che divennero i caratteristici [[Trullo|trulli]], contribuirono all'espansione dell'agglomerato urbano. L'obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del [[Regno di Napoli]] secondo la ''[[Pragmatica de Baronibus]]'', legge in vigore fino al XVIII secolo secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del barone alla Regia Corte. {{cn|Il centro abitato sorse sulle vie dell'antico fiume Cana/Cane, dove ora si trova il largo Giuseppe Martelotta.}} Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona di Conversano fino al sabato 27 maggio 1797, quando il re [[Ferdinando I delle Due Sicilie|Ferdinando IV di Borbone]] accolse l'istanza di una delegazione-comitato di sette gentiluomini, costituita dai dottori Giacomo Giuseppe Pezzolla e Martino Lippolis, dal capo d'arte Ottavio Ciaccia e dai sacerdoti Vito Fasano, Francesco Cosma Sgobba, Vito Nicola Tinelli e Francesco Martelotta, ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a [[Città regia (Italia)|città regia]], liberandola dalla servitù feudale. {{cn|Il decreto giunse in paese il successivo 16 giugno e fu affisso su un albero di olmo alla vista di tutti}}. Il 22 giugno fu eletto come primo sindaco il fisico Francesco Giuseppe Lippolis soprannominato "Orecchie False". Nel 16 marzo 1814 fu istituita la parrocchia e nominato primo parroco don Vito Onofrio Tulio Lippolis cugino del primo sindaco, arciprete del Capitolo costituito da una ventina di presbiteri. {{cn|Nell'estate del 1797 Antonio Francesco D'Amore costruì il primo trullo a due piani}}, noto oggi come Casa D'Amore. Alberobello è l'unico centro abitato nel quale è presente un intero quartiere di trulli, viene pertanto considerata capitale culturale dei trulli della Murgia. === Campo di internamento di Alberobello, la "Casa Rossa" === {{vedi anche|Casa Rossa (Alberobello)}} Nel 1940, con lo scoppio della [[seconda guerra mondiale]], la [[masseria]] Gigante, che era stata realizzata nel 1887 in Contrada "Albero della Croce" per volontà del testamento del sacerdote e [[brigantaggio|brigante]] Don Francesco Gigante (18 settembre 1812-9 gennaio 1888) con l'intento di realizzarvi un campo per la scuola di pratica d'agraria, fu requisita dal governo fascista che la adibì a campo di transito e di internamento fino ai primi di settembre del 1943, ossia per oltre 3 anni,<ref>{{Cita web |url=http://www.itriabarocco.net/web/guest/home/articolo?p_p_id=pis11_articolo_WAR_pis11&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_pis11_articolo_WAR_pis11_f=index_articolo.jsp&_pis11_articolo_WAR_pis11_articleid=79173 |titolo=Itriabarocco |accesso=9 febbraio 2014 |dataarchivio=14 gennaio 2019 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190114024418/http://www.itriabarocco.net/web/guest/home/articolo?p_p_id=pis11_articolo_WAR_pis11&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_pis11_articolo_WAR_pis11_f=index_articolo.jsp&_pis11_articolo_WAR_pis11_articleid=79173 |urlmorto=sì }}</ref> questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. Dal 1957 al 1972 la struttura fu utilizzata come scuola rieducativa minorile. All'interno vi è la chiesetta dedicata ai Santi Francesco e Chiara d'Assisi con dipinti in gesso del 1948.<ref>{{cita libro|autore= F. Terzulli |titolo= La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello |editore= Mursia |città= Milano |ISBN= 978-88-425-3167-8 }}</ref> === Simboli === Lo stemma del comune di Alberobello è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 26 marzo 1935<ref>{{cita web|url= https://www.comunealberobello.it/index.php?option=com_content&view=article&id=717:notizie-storiche&catid=248&lang=it&Itemid=369 |titolo= Notizie storiche |sito= Comune di Alberobello |accesso= 2 luglio 2023 }}</ref> e modificato con D.P.C.M. del 24 novembre 1952.<ref>{{cita web |titolo= Alberobello |url= http://dati.acs.beniculturali.it/comuni/comuni.printDetail.html?5852 |sito= Archivio Centrale dello Stato |accesso= 2 luglio 2023 }}</ref> {{citazione|D'azzurro, alla [[Quercia (araldica)|quercia]] sormontata da due candide colombe in volo, in attegiamento di posarvisi, nodrita su terrazza, sinistrata da un leone rampante, addestrata da un [[Guerriero (araldica)|guerriero]] medioevale, armato, nell'atto di colpire con la lancia la bocca del leone, il tutto [[al naturale]].}} Il guerriero medievale armato di lancia simboleggia l'intervento della dinastia borbonica per proteggere Alberobello, raffigurato dalla quercia, dalla prepotenza del conte Acquaviva di Conversano, rappresentato dal leone rampante, emblema del suo casato. Sullo sfondo dell'antico stemma civico, approvato dal primo Consiglio dell'Università di Alberobello del 1797, erano raffigurati dei trulli. Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 30 luglio 1953, è un drappo di giallo.<ref>{{Cita web|url=https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/02e6cc4b-a77e-41f6-8cdd-4a0531a81b1a/34-alberobello|titolo=Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Alberobello|sito=ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città|accesso=2024-10-16}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.itrullidialberobello.it/alberobello/storia/sede-municipale/26-sede-municipale|titolo=Stemma|accesso=2022-05-26|urlmorto=sì|dataarchivio=8 ottobre 2022|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20221008183328/https://www.itrullidialberobello.it/alberobello/storia/sede-municipale/26-sede-municipale}}</ref> == Monumenti e luoghi d'interesse == === Architetture religiose === ;Chiesa Madre - Basilica - Santuario - Parrocchia SS. Martiri e Medici Cosma e Damiano La [[Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (Alberobello)|Chiesa Matrice di Alberobello]] è consacrata all'[[Immacolata Concezione]] e ai santi [[Cosma e Damiano]], patroni del comune con decreto pontificio da parte di [[Papa Pio IX|Pio IX]] del lunedì 22 maggio 1854. Il loro culto fu introdotto nel 1636 dal conte [[Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona|Giangirolamo II]], di cui ne era devoto a motivo di una ipotetica grazia ricevuta da sua moglie Isabella da Rocca Padula durante la gravidanza con la quale diede alla luce il primogenito, Cosimo Duca di Noci, infatti fu l'unico d'Acquaviva a possedere questo nome. Prima dell'istituzione della parrocchia, la cappella, risalente tra il 1609 e il 1636, dipese dalla parrocchia matrice di Noci sino al 16 marzo 1814. Il [[vescovo di Conversano]] Mons. Gregorio Falconieri la riconobbe come santuario il 12 settembre 1938 e il 18 febbraio 2000 [[papa Giovanni Paolo II]] la elevò a [[basilica minore]].<ref>{{cita web|lingua= en |url= http://www.gcatholic.org/churches/data/basITX.htm |sito= Catholic.org |titolo= Basilicas in Italy }}</ref> L'edificio attuale, in stile neoclassico di pianta a [[croce latina]], risale nel 1880 circa. Sostituì una cappella risalente alla prima metà del Seicento e si presuma consacrata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossario, denominato "Salvo". Fu raddoppiata nell'[[Giubileo universale della Chiesa cattolica|anno giubilare]] del 1725, allungata nel 1784 con sacrestia detta del "Moro" e nel 1852 in formazione dei due transetti, il vecchio campanile realizzato nell'anno giubilare del 1875. Il progetto, voluto fortemente nel 1881 dall'amministrazione comunale dal prof. Nicola Agrusti, fu redatto dell'architetto alberobellese [[Antonio Curri]] ed ebbe il benestare del parroco Mons. [[Domenico Morea]]. Il preventivo iniziale fu di 16.000 lire, ma la realizzazione costò 32.700 lire. La prima pietra fu posta la domenica 12 novembre 1882 e i lavori durarono quasi tre anni. La nuova facciata e transetto centrale furono aperti al culto il 20 Settembre 1885 in occasione della festa dell'Addolorata, in cui fu posta la epigrafe sull'ingresso; anche se la sua realizzazione era largamente incompleta. L'interno della navata completata a fine '800, l'abside nei primi del '900, la sacrestia vecchia fu demolita e ricostruita quella nuova e restaurata e completata nel 1968, nel 1935 fu aperto il cappellone del SS. Sacramento, il braccio sinistro completato nel 1948 e il quello destro nel 1956, mentre la prevista cupola ottagonale, di cui nel 1960 fu realizzata la base ottagonale, non è mai stata realizzata. La chiesa custodisce, in primis, le reliquie dei Santi Titolari, festeggiati dal 25 al 28 settembre. ;Parrocchia Sant'Antonio di Padova [[File:Alberobello BW 2016-10-16 12-24-29.jpg|thumb|Chiesa a trullo Parrocchia di Sant'Antonio da Padova opera Don Guanella situato nel Rione Monti - Zona Monumentale]] La Chiesa a Trullo fu edificata tra il 25 marzo 1926 e il 10 maggio 1927 su un terreno della signora Antonia Cammisa vedova Locorotondo, situato in Via Monte Pertica e dal 5 gennaio 1945 divenne la seconda parrocchia di Alberobello, staccandosi dalla Chiesa Madre. L'edificio, che è a pianta a [[croce greca]], riproduce le fattezze dei trulli presenti in Alberobello. La cupola è alta 21 metri mentre il campanile accanto è alto 18,3 metri e ospita, dal 2018 ben sei campane. L'apparato decorativo interno include opere del pugliese [[Adolfo Rollo|Adolfo Ugo Rollo]]. === Architetture civili === ==== I Trulli ==== {{vedi anche|Trullo}} {{UNESCO |tipoBene = patrimonio |nome = Trulli di Alberobello |nomeInglese = Alberobello's Trulli |immagine = Alberobello BW 2016-10-16 13-43-03.jpg |anno = 1996 |tipologia = Culturali |criterio = C (iii) (iv) (v) |pericolo = Nessuna indicazione |link = 787 }} La storia di questi edifici molto particolari è (forse) legata alla [[pragmatica de Baronibus]], un editto del [[Regno di Napoli]] del XV secolo che sottoponeva a un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I [[conti di Conversano]], gli [[Acquaviva (famiglia)|Acquaviva d'Aragona]] proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la ''domus'' estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca dal 15 maggio 1481, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di bonifica e messa a coltura dei nuovi terreni di edificare a secco, senza utilizzare [[malta (materiale)|malta]], le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie e non, almeno formalmente, a dimore appartenenti a un insediamento urbano permanente, in modo da esentarlo dal tributo. [[File:Trulli Alberobello20 apr06.jpg|thumb|left|Il noto Trullo Siamese situato nel Rione Monti.]] Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono la soluzione migliore nella forma rotonda o quadrata con tetto a falsa cupola, composto di cerchi di pietre sovrapposti. I tetti sono abbelliti con pinnacoli decorativi, che secondo molti rappresentavano la firma del maestro trullaro che aveva costruito (o restaurato) il trullo, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi o profani, risalenti dal periodo fascista. [[File:Trullo Sovrano Alberobello apr06 02.jpg|thumb|right|Retro del Trullo Sovrano.]] ;Trullo Sovrano - Corte di Papa Cataldo È uno dei trulli più grandi nel centro urbano alberobellese, affacciato nella piazza Sacramento, è alto quattordici metri; in origine, era un semplice trullo di campagna, e dal 1916 è stato denominato "Trullo Sovrano" dallo studioso locale Giuseppe Notarnicola. Dai proprietari famiglia Perna (Perta), nella seconda metà del XVIII Secolo, fu notevolmente ampliato divenendo una Corte e finito di realizzare con atto notarile sabato 15 aprile 1797, che attesta che la Corte fu realizzata con l'impiego di malta e pertanto in violazione della Prammatica de Baronibus. Fu sede della confraternita del Santissimo Sacramento dal 1826 al 1837, quando venne raffigurato in prossimità dell'ingresso un ignoto affresco del Calvario. Dopo, per breve tempo, fu sede della farmacia di Alberobello gestita dal farmacista Federigo (Federico) Chiarelli. Nel 1861 fu acquistato dai fratelli Sumerano Giuseppe e Don Antonio (1822 – 1895). Nel 1923 divenne Monumento Nazionale e nel 1928 fu realizzata la pavimentazione della piazza. Dal 1994 è adibito a casa museo. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita piccoli spettacoli teatrali, concerti e numerosi altri eventi culturali. ==== Il cimitero ==== [[File:Alberobello - Cimitero di Alberobello - 2023-09-12 06-59-34 001.jpg|alt=Il pronao, tramite il muretto di contenimento, divide la zona dei vivi da quella dei morti. L'ingresso principale, seppur sempre aperto negli orari convenzionali, viene oggi di rado utilizzato. È stato, invece, frequentemente percorso fino agli anni Settanta quando la torre di sinistra ospitava le bare prima dell'ultimo saluto.|miniatura|Il pronao, tramite il muretto di contenimento, divide la zona dei vivi da quella dei morti. L'ingresso principale, seppur sempre aperto negli orari convenzionali, viene oggi di rado utilizzato. È stato, invece, frequentemente percorso fino agli anni Settanta quando la torre di sinistra ospitava le bare prima dell'ultimo saluto. (F.to Francesco Pinto, 2022)]] Alberobello, oltre ai trulli, bene comune e patrimonio dell'umanità, annovera anche un’opera rilevante, il cimitero monumentale, nome questo, mai attribuito ufficialmente dalle autorità preposte, ma entrato nell'uso comune dalla popolazione del luogo. Secondo l'architetto che l’ha realizzato, l'architetto [[Antonio Curri]], sarebbe stato, se completato, un'architettura scenografica eccezionale. Si estende su un’altura di fronte ad una rotonda, all'entrata del paese, sulla destra dell'asse viario per chi proviene da Putignano. Se si vuole comprendere di che cosa si tratta dobbiamo ritornare indietro alla seconda metà del XIX secolo in cui la nuova classe sociale volle riscattare le sue umili origini contadine con delle opere pubbliche più moderne, raffigurabile attraverso simboli di forte impatto visivo ed emotivo. Fautore di tutto questo fu Nicola Agrusti, sindaco della città nel decennio 1879-1889, estimatore dell'architetto Curri, amico personale, al quale, nella seduta del Consiglio comunale del 23 maggio del 1885 gli conferì l’incarico, riconoscendo l'indiscusso spessore culturale e capacità artistiche e professionali che assicuravano certezze per esprimere il nuovo stato sociale e i nuovi valori delle famiglie benestanti dell’epoca senza cadere nel provincialismo. La scelta di Curri era alquanto mirata, infatti era benvoluto da [[Francesco Crispi|Crispi]], stimato da [[Gabriele D'Annunzio|D’Annunzio]], da [[Eduardo Scarpetta]], da Saverio La Sorsa, che lo ritenne il più grande architetto pugliese del sec. XIX, nonché dall'aristocrazia napoletana, quali le famiglie De Pilla e Buchy che lo vollero architetto di fiducia. L’architetto alberobellese presentò un progetto che si rifaceva allo stile neoegizio alquanto di moda in quel periodo. Basta visitarlo che subito balza imponente la facciata con un ampio prospetto, con il prònao ornato da dodici colonne e da due torri a piramide tronca su base pentagonale. La trabeazione è costituita da un architrave e una cimasa decorata con animali e dischi solari. Il colonnato immette in una corte, provvista d'ampie scalinate a nord, est e ad ovest; salendo si raggiunge la prima spianata. Qui il progetto prevedeva la chiesa con cupola, simile a quella del Pantheon, due piramidi e un obelisco, il tutto pavimentato con lastre di pietra e circondato e nobilitato da tombe gentilizie dai volumi contenuti. Gli altri due ingressi sono ubicati l'uno a nord, declassato a seguito di un ampliamento, e il secondo, il più utilizzato, posto sul lato sinistro, dopo una leggera salita. La costruzione del cimitero prevedeva, fino alla realizzazione del cancello posteriore, due spianate realizzate in un arco temporale di 17 anni; altri interventi, fatti negli ultimi anni del periodo fascista, portarono a tre le spianate. La collocazione della prima pietra risale alla festa della Candelora del 1887, mentre l'inaugurazione della parte monumentale alla domenica 23 ottobre del 1904.<ref>{{Cita libro|autore=Francesco Pinto|titolo=L'Opera di Antonio Curri per l'ultima dimora, cronistoria di un monumento|annooriginale=2022|editore=AGA|città=Alberobello|lingua=italiano|ISBN=978-88-9355-263-9}}</ref> == Società == === Evoluzione demografica === {{Demografia/Alberobello}} === Etnie e minoranze straniere === Gli stranieri residenti ad Alberobello al 31 dicembre 2019 erano {{formatnum:447}}, pari al 4,21% della popolazione complessiva. Le comunità più numerose sono:<ref>{{cita web|url=https://demo.istat.it/str2019/index.html|editore=ISTAT|titolo=Residenti stranieri: popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2019}}</ref> * [[Romania]] 145 * [[Albania]] 119 * [[India]] 24 * [[Cina]] 23 * [[Polonia]] 21 == Cultura == === Istruzione === ==== Musei ==== * [[Museo del territorio (Alberobello)|Museo del Territorio]] ''Casa Pezzolla'', è costituito dal più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello che risalgono al XVIII secolo.<ref>{{Cita web|url=http://www.tuttoalberobello.it/it/pagina.asp?a=Turismo&p=Musei|titolo=Musei di alberobello}}</ref> * [[Ecomuseo della Valle d'Itria]], museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, [[Cisternino]], Fasano, [[Locorotondo]], [[Martina Franca]] e [[Monopoli (Italia)|Monopoli]]. === Media === ==== Televisione ==== Ha sede in Alberobello dal 1980 la tv locale privata Teletrullo. === Cinema === [[File:Alberobello innevata4.jpg|thumb|Alberobello d'inverno, ricoperta di neve]] Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico soprattutto per la peculiarità dei [[trulli]]. la scelta della cittadina pugliese fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del [[Neorealismo (cinema)|cinema neorealista]].<ref>[[Apulia film commission]] - Vito Attolini</ref> Già fra il 1930 e il 1931 venne girato ''[[Idillio infranto|Idillio Infranto]] film folcloristico pugliese'' in bianco-nero, ultimo film muto del cinema italiano e quarto film prodotto in Puglia, diretto da Nello Mauri e interpretato dalla diva Ida Mantovani e altri attori dilettanti. Nel 1949-1950 il regista ungherese, [[Géza von Radványi|Géza von Radvànyi]], narrò le vicende di una giovane vedova della [[Jugoslavia]], in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'[[Europa]]) in ''[[Donne senza nome]]'', con [[Simone Simon]], [[Gino Cervi]] e [[Vivi Gioi]], sempre in [[Bianco e nero|bianco-nero]]. Il regista Luigi Zampa nel 1962 gira alcune scene del film Gli anni ruggenti con Nino Manfredi, Gino Cervi e Michéle Mercier. Il regista Mario Monicelli nel 1964, 1965 gira alcune scene del film ''[[Casanova '70]]'' nel Trullo Sovrano, con [[Marcello Mastroianni]]. Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film ''[[Le bande]]'', con [[Massimo Giordano]] e Federica Gomma. Poi [[Siddharth Anand]], ([[India]]), nel 2008, ha diretto e ambientato ad Alberobello il film ''Belle ragazze attente'', (Titolo originale: ''[[Bachna Ae Haseeno]]''), con Minissha Lamba. [[Ranbir Kapoor]], il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello. Il regista [[Franco Salvia]], sempre nell'anno 2008, ha girato in paese ''[[Il sottile fascino del peccato]]'', con [[Nino Castelnuovo]] e [[Milena Miconi]]. Nell'estate del 2010 [[Gennaro Nunziante]] con [[Checco Zalone]] ha girato il film campione d'incassi ''[[Che bella giornata]]''. Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana ''[[Beautiful]]''. === Cucina === Un prodotto tipico di Alberobello è il Pasqualino, una pagnotta farcita con tonno, capperi, salame e formaggio. Stando alle fonti, il Pasqualino prende il nome dal salumiere Pasquale Dell'Erba, che lo ideò nel 1958. Ad Alberobello dal 2018 in estate si tiene ogni anno un festival dedicato al panino.<ref>{{cita web|url=https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/alimentazione-tra-gusto-e-benessere/1800914/pasqualino-il-panino-di-alberobello.html|titolo=Pasqualino, il panino di Alberobello|accesso=18 settembre 2025}}</ref><ref>{{cita web|url=https://www.baritoday.it/social/pasqualino-gourmet-contest-specialita-ispirate-panino-di-alberobello.html|titolo=Una gara di specialità ispirate al panino di Alberobello: protagonisti i piatti della tradizione di Pasqualino Gourmet|accesso=18 settembre 2025}}</ref><ref>{{cita libro|titolo=Puglia|autore=Sara Fiorillo, Francesca Filippi|editore=Lonely Planet Italia|capitolo=Panino Pasqualino}}</ref> == Geografia antropica == Coreggia è l'unica frazione di Alberobello. Divenne parte integrante del territorio alberobellese, con Decreto Regio, dal lunedì 1 luglio 1895, mentre in precedenza dipendeva amministrativamente da Monopoli. Vi si festeggiano i patroni S. Vito martire a giugno, la Madonna del Rosario e a ottobre e Cristo Re a novembre. Dal 5 gennaio 1945 vi fu istituita la parrocchia S. Vito martire. Le altre contrade si denominano: San Leonardo, Cielo Cielo, Paparale, Gravinella, Monte del Sale, Monte Olimpo, Monte della Guardia, Zingarello, Maranna, Madonna del Pozzo, Capo Di Gallo, Cristi, Albero della Croce, Pantanelli, Piscia Calze, Ponte, Neviere Vecchia, Muscio, Vaccari, Pentimi, Villa Curri, Ricotta e Cremore. == Economia == === Artigianato === [[File:Alberobello_2018.jpg|thumb|upright|Un trullo di sera]] Diversi i prodotti e i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le ''pettole'', le ''cartellate'' e gli ''amaretti''. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli nel Rione Monti.<ref name=Aci>{{cita libro | titolo=Atlante cartografico dell'artigianato | editore=A.C.I. | città=Roma | anno=1985 | volume=3 | p=11,12}}</ref> === Turismo === I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno numerosi visitatori da tutto il mondo. == Infrastrutture e trasporti == {{Vedi anche|Strade provinciali della città metropolitana di Bari}} Alberobello è collegata al resto della Regione Puglia tramite una [[Stazione di Alberobello|stazione ferroviaria]] lungo la [[Ferrovia Bari-Taranto (FSE)|ferrovia Bari-Taranto]]. La linea è gestita da [[FS Sud Est]], in precedenza è stata gestita dalle [[Ferrovie del Sud Est]] dal 1933 fino al 2026, essa ha preso il posto della FBL (Ferrovie Bari Locorotondo). La stazione fu inaugurata il 14 dicembre 1903 ed entrò in servizio il 5 settembre 1905; è attigua a quelle di [[Stazione di Noci|Noci]] e [[Stazione di Locorotondo|Locorotondo]]. Inoltre, è collegata attraverso queste strade: * [[Strada statale 172 dei Trulli|statale 172 dei Trulli]] * [[Strada statale 604 di Alberobello|statale 604 di Alberobello]] == Amministrazione == [[File:Alberobello-Gonfalone.png|thumb|200px|Gonfalone comunale]] {{ComuniAmminPrecTitolo}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Domenico Pugliese|Inizio=5 agosto 1987|Fine=31 luglio 1990|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno>{{Cita web|url = https://amministratori.interno.gov.it/amministratori/index.html|titolo = Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali |autore = Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali |sito = amministratori.interno.gov.it |accesso = 4 novembre 2023 |urlmorto = no}}</ref>}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Domenico Pugliese|Inizio=31 luglio 1990|Fine=21 aprile 1992|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Modesto Panaro|Inizio=3 giugno 1992|Fine=19 gennaio 1993|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Pietro Rotolo|Inizio=19 marzo 1993|Fine=19 luglio 1993|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Biagio De Girolamo|Inizio=18 settembre 1993|Fine=13 giugno 1994|Carica=[[Commissario straordinario|Comm. straordinario]]|Partito=|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Angelo Panarese|Inizio=24 giugno 1994|Fine=25 maggio 1998|Partito=[[Alleanza dei Progressisti|Progressisti]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Angelo Panarese|Inizio=26 maggio 1998|Fine=5 novembre 2001|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Maria Teresa Pricolo|Inizio=5 novembre 2001|Fine=28 maggio 2002|Carica=[[Commissario straordinario|Comm. straordinario]]|Partito=|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Bruno De Luca|Inizio=28 maggio 2002|Fine=29 maggio 2007|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Bruno De Luca|Inizio=29 maggio 2007|Fine=22 maggio 2012|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Michele Maria Longo|Inizio=22 maggio 2012|Fine=11 giugno 2017|Partito=[[Lista civica]] Alberobello futura|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Michele Maria Longo|Inizio=11 giugno 2017|Fine=13 giugno 2022|Partito=[[Lista civica]] Alberobello futura|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Francesco De Carlo|Inizio=13 giugno 2022|Fine=''in carica''|Partito=[[Lista civica]] Con te|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrecFine}} === Gemellaggi === * {{Gemellaggio|Giappone|Villaggi storici di Shirakawa-go e Gokayama}} * {{Gemellaggio|Italia|Monte Sant'Angelo|2013}} * {{cn|{{Gemellaggio|Italia|Andria|2013}}}} * {{Gemellaggio|Italia|Romentino}}, dal 2004 == Sport == Ha sede nel comune la squadra di calcio ''A.S.D. Arboris Belli 1979'' che milita in [[Promozione (calcio)|Promozione Pugliese]]. L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese. Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S.D. Volley 99 Alberobello che milita nel Campionato Territoriale di Prima Divisione Maschile e l'A.S. Pallavolo Living. Alberobello ha ospitato per due volte il [[Giro d'Italia]]: il 12 maggio 2017 è stato il traguardo d'arrivo della [[Giro d'Italia 2017|settima tappa della centesima edizione]],<ref>{{Cita web|url=https://www.gazzetta.it/Giroditalia//12-05-2017/giro-100-7-tappa-ewan-batte-gaviria-ad-alberobello-200248876814.shtml|titolo=Giro 100, 7ª tappa: Ewan batte Gaviria ad Alberobello|sito=La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita|data=2017|lingua=it|accesso=2024-04-25}}</ref> mentre il 13 maggio 2025 è stata la sede della partenza della quarta tappa della [[Giro d'Italia 2025|''corsa rosa'' numero centootto]].<ref>{{Cita web|lingua=it|url=https://www.giroditalia.it/news/casper-van-uden-vince-la-tappa-4-del-giro-ditalia-2025/|titolo=Casper van Uden vince la Tappa 4 del Giro d'Italia 2025|sito=Giro d'Italia 2026|accesso=2026-01-14}}</ref> == Note == <references/> == Voci correlate == * [[Trullo]] * [[Valle d'Itria]] * [[Murgia]] * [[Onice]] == Altri progetti == {{interprogetto|voy}} == Collegamenti esterni == * {{Collegamenti esterni}} {{Provinge de Bari}} {{Patrimoni Unesco|Italia}} {{Controllo di autorità}} {{Portale|Patrimoni dell'umanità|Puglia}} [[Categoria:Alberobello| ]] [[Category:Comune d'a Pugghie]] [[Categoria:Comune d'a cetate metropolitane de Bare]] 4awq4txd127aau7515f6jncrbc2fmlm 152087 152086 2026-09-09T09:01:36Z Joetaras 326 152087 wikitext text/x-wiki {{T}} {{F|centri abitati della Puglia|maggio 2021}} {{Divisione amministrative |Nome = Alberobbelle |Panorama = Alberobello con il drone.jpg |Didascalia =Panorame de Alberobbelle |Voce bandiera = |Voce stemma = |Stato = ITA |Grado amministrativo = 3 |Divisione amm grado 1 = Pugghie |Divisione amm grado 2 = Bare |Amministratore locale = Frangische De Carlo |Partito = [[liste civiche]] |Data elezione = [[Eleziune comunale jndr'à Pugghie d'u 2022#Alberobbelle|13-6-2022]] |Data istituzione = 27-5-1797 |Altitudine = 428<ref>{{Cita web|https://www.comuni-italiani.it/072/003/clima.html|Alberobello: Clima e Dati Geografici|23 decemmre 2023}}</ref> |Sottodivisioni = Coreggia<ref>{{Cita web|https://www.comuniecitta.it/risorse/statuti/alberobello.pdf|Comune di Alberobello - Statuto}}</ref> |Divisioni confinanti = [[Castellane Grotte]], [[Fasane]] (BR), [[Locorotonde]], [[Martina Franghe]] (TA), [[Monopoli (Itaglie)|Monopoli]], [[Motele]] (TA), [[Noci (Itaglie)|Noci]] |Zona sismica = 4 |Gradi giorno = 1644 |Nome abitanti = alberobellese |Patrono = [[Cosme e Attamiane|sande Cosme e Attamiane]] |Festivo = 27 settemmre |PIL = |PIL procapite = |Mappa = Map of comune of Alberobello (metropolitan city of Bari, region Apulia, Italy).svg |Didascalia mappa = Posizione d'u comune de Alberobbelle jndr'à cetate metropolitane de Bare }} '''Alberobbelle''' ('''Alberobello''' jndr'à 'u [[Lènga tagliàne|tagliàne]], '''Iarubbèdde''' jndr'à 'u dialette locale<ref>{{cita libro| AA. | VV. | Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani | 1996 | GARZANTI | Melane|}}</ref>) jè 'nu [[Comune (Itaglie)|comune tagliàne]] de {{Popolazione|ITA}} crestiàne<ref name="template divisione amministrativa-abitanti" /> d'a [[cetate metropolitane de Bare]] jndr'à [[Pugghie]], e face parte d'a [[Valle d'Itrie]] e d'a [[Merge de le Trulle]]. Jè famose pe le [[trulle]], modelle costruttive de [[architetture spondanée]], dichiarate da 'u 6 decemmre 1996 [[Patrimonie de l'umanità|Patrimone mundiale de l'umanità]] da l'[[UNESCO]]<ref>{{cita web |url=http://whc.unesco.org/en/list/787 |titolo=The Trulli of Alberobello |accesso=9 novemmre 2009 |lingua=en}}</ref>. == Sciugrafije fiseche == Alberobbelle jè 'nu comune ca se iacchie jndr'à vanne sud-oriendale d'a cetate metropolitane de Bare, vecine a' Valle d'Itrie e da le colline d'a Murge sud-est barese. == Origgene d'u nome == Lo storico di [[Noci (Italia)|Noci]] [[Pietro Gioia]] ha congetturato che il nome Alberobello derivasse da ''Silva alboris belli'', con il significato di "bosco dell'albero della guerra" e tale derivazione, priva di riscontro documentale, è stata a lungo fatta propria dagli storici successivi. Studi posteriori<ref>{{Cita web|url=https://www.itrullidialberobello.it/alberobello-e-la-sua-storia/746-toponimo-alberobello|titolo=Toponimo Alberobello|autore=Tonio Laera|sito=www.itrullidialberobello.it|lingua=it-IT|accesso=2022-12-02|dataarchivio=28 novembre 2021|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20211128020810/https://www.itrullidialberobello.it/alberobello-e-la-sua-storia/746-toponimo-alberobello|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita web |url=http://www.alberobellocultura.it/it/home/monumenti.html |titolo=La Città di Alberobello |accesso=1 giugno 2013 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130725111716/http://alberobellocultura.it/it/home/monumenti.html |dataarchivio=25 luglio 2013 |urlmorto=sì }}</ref> sottolineano tuttavia che il primo toponimo con il quale la località era conosciuta fu ''Silva Alborelli'': così risulta dal più antico documento a conoscenza degli studiosi, e cioè il [[diploma d'investitura]] del 15 maggio 1481 con il quale il re [[Ferdinando I di Napoli|Ferrante d'Aragona]] assegnò i beni del defunto conte di [[Conversano]] [[Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona]] al figlio Andrea Matteo, illetterato. In detto documento<ref>Ricavato dal Grande Archivio di Napoli (Reg. Privil. fol. 32 e 59, vol. 39) e riportato nel testo integrale</ref> si legge ''Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari''. {{senza fonte|Il nome Alberobello divenne ufficiale il 22 giugno 1797 dal primo Consiglio Comunale. In tale circostanza furono proposti anche i nomi di Ferrandina in onore di re Ferrante d'Aragona e di Ferdinandina in onore a re Ferdinando IV di Borbone.}} Tuttavia sino alla prima metà dell'Ottocento furono adottate anche le dizioni alternative Arborebello o Albero Bello. == Storia == Una prima antropizzazione dell'area e bonifica agraria prese avvio nei primi anni del XVI secolo su impulso del [[conte di Conversano]] [[Acquaviva (famiglia)#Andrea Matteo Acquaviva III|Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona]], figlio di [[Giulio Antonio I Acquaviva d'Aragona|Giulio Antonio Acquaviva]] caduto nell'estate del 1480 nella [[battaglia di Otranto]] contro gli [[ottomani]]. Andrea Matteo introdusse dal feudo di [[Noci (Italia)|Noci]] una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la [[decima]] dei raccolti. [[File:Alberobello Trullo Sovrano (3).jpg|thumb|left|Trullo Sovrano]] Il suo successore, il conte [[Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona|Giangirolamo II]], detto dagli storici dell'Ottocento il ''Guercio delle Puglie'' perché da una lotta si procurò un occhio bendato (senza documentazione) nel 1635 al centro della zona eresse una locanda con annessi [[refettorio]], taverna e [[oratorio (architettura)|oratorio]] dedicato alla Madonna di Loreto (10 dicembre) e ai Santi Cosma e Damiano (che fu chiuso dal pubblico nel 1863), che diede avvio all'urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di piccole case. L'abbondanza di materiale, soprattutto [[pietra calcarea]] e [[carsica]] e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con [[Muro a secco|muri a secco]] senza l'uso di [[Malta (materiale)|malta]], che divennero i caratteristici [[Trullo|trulli]], contribuirono all'espansione dell'agglomerato urbano. L'obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del [[Regno di Napoli]] secondo la ''[[Pragmatica de Baronibus]]'', legge in vigore fino al XVIII secolo secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del barone alla Regia Corte. {{cn|Il centro abitato sorse sulle vie dell'antico fiume Cana/Cane, dove ora si trova il largo Giuseppe Martelotta.}} Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona di Conversano fino al sabato 27 maggio 1797, quando il re [[Ferdinando I delle Due Sicilie|Ferdinando IV di Borbone]] accolse l'istanza di una delegazione-comitato di sette gentiluomini, costituita dai dottori Giacomo Giuseppe Pezzolla e Martino Lippolis, dal capo d'arte Ottavio Ciaccia e dai sacerdoti Vito Fasano, Francesco Cosma Sgobba, Vito Nicola Tinelli e Francesco Martelotta, ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a [[Città regia (Italia)|città regia]], liberandola dalla servitù feudale. {{cn|Il decreto giunse in paese il successivo 16 giugno e fu affisso su un albero di olmo alla vista di tutti}}. Il 22 giugno fu eletto come primo sindaco il fisico Francesco Giuseppe Lippolis soprannominato "Orecchie False". Nel 16 marzo 1814 fu istituita la parrocchia e nominato primo parroco don Vito Onofrio Tulio Lippolis cugino del primo sindaco, arciprete del Capitolo costituito da una ventina di presbiteri. {{cn|Nell'estate del 1797 Antonio Francesco D'Amore costruì il primo trullo a due piani}}, noto oggi come Casa D'Amore. Alberobello è l'unico centro abitato nel quale è presente un intero quartiere di trulli, viene pertanto considerata capitale culturale dei trulli della Murgia. === Campo di internamento di Alberobello, la "Casa Rossa" === {{vedi anche|Casa Rossa (Alberobello)}} Nel 1940, con lo scoppio della [[seconda guerra mondiale]], la [[masseria]] Gigante, che era stata realizzata nel 1887 in Contrada "Albero della Croce" per volontà del testamento del sacerdote e [[brigantaggio|brigante]] Don Francesco Gigante (18 settembre 1812-9 gennaio 1888) con l'intento di realizzarvi un campo per la scuola di pratica d'agraria, fu requisita dal governo fascista che la adibì a campo di transito e di internamento fino ai primi di settembre del 1943, ossia per oltre 3 anni,<ref>{{Cita web |url=http://www.itriabarocco.net/web/guest/home/articolo?p_p_id=pis11_articolo_WAR_pis11&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_pis11_articolo_WAR_pis11_f=index_articolo.jsp&_pis11_articolo_WAR_pis11_articleid=79173 |titolo=Itriabarocco |accesso=9 febbraio 2014 |dataarchivio=14 gennaio 2019 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20190114024418/http://www.itriabarocco.net/web/guest/home/articolo?p_p_id=pis11_articolo_WAR_pis11&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_pis11_articolo_WAR_pis11_f=index_articolo.jsp&_pis11_articolo_WAR_pis11_articleid=79173 |urlmorto=sì }}</ref> questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. Dal 1957 al 1972 la struttura fu utilizzata come scuola rieducativa minorile. All'interno vi è la chiesetta dedicata ai Santi Francesco e Chiara d'Assisi con dipinti in gesso del 1948.<ref>{{cita libro|autore= F. Terzulli |titolo= La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello |editore= Mursia |città= Milano |ISBN= 978-88-425-3167-8 }}</ref> === Simboli === Lo stemma del comune di Alberobello è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 26 marzo 1935<ref>{{cita web|url= https://www.comunealberobello.it/index.php?option=com_content&view=article&id=717:notizie-storiche&catid=248&lang=it&Itemid=369 |titolo= Notizie storiche |sito= Comune di Alberobello |accesso= 2 luglio 2023 }}</ref> e modificato con D.P.C.M. del 24 novembre 1952.<ref>{{cita web |titolo= Alberobello |url= http://dati.acs.beniculturali.it/comuni/comuni.printDetail.html?5852 |sito= Archivio Centrale dello Stato |accesso= 2 luglio 2023 }}</ref> {{citazione|D'azzurro, alla [[Quercia (araldica)|quercia]] sormontata da due candide colombe in volo, in attegiamento di posarvisi, nodrita su terrazza, sinistrata da un leone rampante, addestrata da un [[Guerriero (araldica)|guerriero]] medioevale, armato, nell'atto di colpire con la lancia la bocca del leone, il tutto [[al naturale]].}} Il guerriero medievale armato di lancia simboleggia l'intervento della dinastia borbonica per proteggere Alberobello, raffigurato dalla quercia, dalla prepotenza del conte Acquaviva di Conversano, rappresentato dal leone rampante, emblema del suo casato. Sullo sfondo dell'antico stemma civico, approvato dal primo Consiglio dell'Università di Alberobello del 1797, erano raffigurati dei trulli. Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 30 luglio 1953, è un drappo di giallo.<ref>{{Cita web|url=https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/02e6cc4b-a77e-41f6-8cdd-4a0531a81b1a/34-alberobello|titolo=Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Alberobello|sito=ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città|accesso=2024-10-16}}</ref><ref>{{Cita web|url=https://www.itrullidialberobello.it/alberobello/storia/sede-municipale/26-sede-municipale|titolo=Stemma|accesso=2022-05-26|urlmorto=sì|dataarchivio=8 ottobre 2022|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20221008183328/https://www.itrullidialberobello.it/alberobello/storia/sede-municipale/26-sede-municipale}}</ref> == Monumenti e luoghi d'interesse == === Architetture religiose === ;Chiesa Madre - Basilica - Santuario - Parrocchia SS. Martiri e Medici Cosma e Damiano La [[Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (Alberobello)|Chiesa Matrice di Alberobello]] è consacrata all'[[Immacolata Concezione]] e ai santi [[Cosma e Damiano]], patroni del comune con decreto pontificio da parte di [[Papa Pio IX|Pio IX]] del lunedì 22 maggio 1854. Il loro culto fu introdotto nel 1636 dal conte [[Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona|Giangirolamo II]], di cui ne era devoto a motivo di una ipotetica grazia ricevuta da sua moglie Isabella da Rocca Padula durante la gravidanza con la quale diede alla luce il primogenito, Cosimo Duca di Noci, infatti fu l'unico d'Acquaviva a possedere questo nome. Prima dell'istituzione della parrocchia, la cappella, risalente tra il 1609 e il 1636, dipese dalla parrocchia matrice di Noci sino al 16 marzo 1814. Il [[vescovo di Conversano]] Mons. Gregorio Falconieri la riconobbe come santuario il 12 settembre 1938 e il 18 febbraio 2000 [[papa Giovanni Paolo II]] la elevò a [[basilica minore]].<ref>{{cita web|lingua= en |url= http://www.gcatholic.org/churches/data/basITX.htm |sito= Catholic.org |titolo= Basilicas in Italy }}</ref> L'edificio attuale, in stile neoclassico di pianta a [[croce latina]], risale nel 1880 circa. Sostituì una cappella risalente alla prima metà del Seicento e si presuma consacrata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossario, denominato "Salvo". Fu raddoppiata nell'[[Giubileo universale della Chiesa cattolica|anno giubilare]] del 1725, allungata nel 1784 con sacrestia detta del "Moro" e nel 1852 in formazione dei due transetti, il vecchio campanile realizzato nell'anno giubilare del 1875. Il progetto, voluto fortemente nel 1881 dall'amministrazione comunale dal prof. Nicola Agrusti, fu redatto dell'architetto alberobellese [[Antonio Curri]] ed ebbe il benestare del parroco Mons. [[Domenico Morea]]. Il preventivo iniziale fu di 16.000 lire, ma la realizzazione costò 32.700 lire. La prima pietra fu posta la domenica 12 novembre 1882 e i lavori durarono quasi tre anni. La nuova facciata e transetto centrale furono aperti al culto il 20 Settembre 1885 in occasione della festa dell'Addolorata, in cui fu posta la epigrafe sull'ingresso; anche se la sua realizzazione era largamente incompleta. L'interno della navata completata a fine '800, l'abside nei primi del '900, la sacrestia vecchia fu demolita e ricostruita quella nuova e restaurata e completata nel 1968, nel 1935 fu aperto il cappellone del SS. Sacramento, il braccio sinistro completato nel 1948 e il quello destro nel 1956, mentre la prevista cupola ottagonale, di cui nel 1960 fu realizzata la base ottagonale, non è mai stata realizzata. La chiesa custodisce, in primis, le reliquie dei Santi Titolari, festeggiati dal 25 al 28 settembre. ;Parrocchia Sant'Antonio di Padova [[File:Alberobello BW 2016-10-16 12-24-29.jpg|thumb|Chiesa a trullo Parrocchia di Sant'Antonio da Padova opera Don Guanella situato nel Rione Monti - Zona Monumentale]] La Chiesa a Trullo fu edificata tra il 25 marzo 1926 e il 10 maggio 1927 su un terreno della signora Antonia Cammisa vedova Locorotondo, situato in Via Monte Pertica e dal 5 gennaio 1945 divenne la seconda parrocchia di Alberobello, staccandosi dalla Chiesa Madre. L'edificio, che è a pianta a [[croce greca]], riproduce le fattezze dei trulli presenti in Alberobello. La cupola è alta 21 metri mentre il campanile accanto è alto 18,3 metri e ospita, dal 2018 ben sei campane. L'apparato decorativo interno include opere del pugliese [[Adolfo Rollo|Adolfo Ugo Rollo]]. === Architetture civili === ==== I Trulli ==== {{vedi anche|Trullo}} {{UNESCO |tipoBene = patrimonio |nome = Trulli di Alberobello |nomeInglese = Alberobello's Trulli |immagine = Alberobello BW 2016-10-16 13-43-03.jpg |anno = 1996 |tipologia = Culturali |criterio = C (iii) (iv) (v) |pericolo = Nessuna indicazione |link = 787 }} La storia di questi edifici molto particolari è (forse) legata alla [[pragmatica de Baronibus]], un editto del [[Regno di Napoli]] del XV secolo che sottoponeva a un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I [[conti di Conversano]], gli [[Acquaviva (famiglia)|Acquaviva d'Aragona]] proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la ''domus'' estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca dal 15 maggio 1481, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di bonifica e messa a coltura dei nuovi terreni di edificare a secco, senza utilizzare [[malta (materiale)|malta]], le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie e non, almeno formalmente, a dimore appartenenti a un insediamento urbano permanente, in modo da esentarlo dal tributo. [[File:Trulli Alberobello20 apr06.jpg|thumb|left|Il noto Trullo Siamese situato nel Rione Monti.]] Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono la soluzione migliore nella forma rotonda o quadrata con tetto a falsa cupola, composto di cerchi di pietre sovrapposti. I tetti sono abbelliti con pinnacoli decorativi, che secondo molti rappresentavano la firma del maestro trullaro che aveva costruito (o restaurato) il trullo, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi o profani, risalenti dal periodo fascista. [[File:Trullo Sovrano Alberobello apr06 02.jpg|thumb|right|Retro del Trullo Sovrano.]] ;Trullo Sovrano - Corte di Papa Cataldo È uno dei trulli più grandi nel centro urbano alberobellese, affacciato nella piazza Sacramento, è alto quattordici metri; in origine, era un semplice trullo di campagna, e dal 1916 è stato denominato "Trullo Sovrano" dallo studioso locale Giuseppe Notarnicola. Dai proprietari famiglia Perna (Perta), nella seconda metà del XVIII Secolo, fu notevolmente ampliato divenendo una Corte e finito di realizzare con atto notarile sabato 15 aprile 1797, che attesta che la Corte fu realizzata con l'impiego di malta e pertanto in violazione della Prammatica de Baronibus. Fu sede della confraternita del Santissimo Sacramento dal 1826 al 1837, quando venne raffigurato in prossimità dell'ingresso un ignoto affresco del Calvario. Dopo, per breve tempo, fu sede della farmacia di Alberobello gestita dal farmacista Federigo (Federico) Chiarelli. Nel 1861 fu acquistato dai fratelli Sumerano Giuseppe e Don Antonio (1822 – 1895). Nel 1923 divenne Monumento Nazionale e nel 1928 fu realizzata la pavimentazione della piazza. Dal 1994 è adibito a casa museo. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita piccoli spettacoli teatrali, concerti e numerosi altri eventi culturali. ==== Il cimitero ==== [[File:Alberobello - Cimitero di Alberobello - 2023-09-12 06-59-34 001.jpg|alt=Il pronao, tramite il muretto di contenimento, divide la zona dei vivi da quella dei morti. L'ingresso principale, seppur sempre aperto negli orari convenzionali, viene oggi di rado utilizzato. È stato, invece, frequentemente percorso fino agli anni Settanta quando la torre di sinistra ospitava le bare prima dell'ultimo saluto.|miniatura|Il pronao, tramite il muretto di contenimento, divide la zona dei vivi da quella dei morti. L'ingresso principale, seppur sempre aperto negli orari convenzionali, viene oggi di rado utilizzato. È stato, invece, frequentemente percorso fino agli anni Settanta quando la torre di sinistra ospitava le bare prima dell'ultimo saluto. (F.to Francesco Pinto, 2022)]] Alberobello, oltre ai trulli, bene comune e patrimonio dell'umanità, annovera anche un’opera rilevante, il cimitero monumentale, nome questo, mai attribuito ufficialmente dalle autorità preposte, ma entrato nell'uso comune dalla popolazione del luogo. Secondo l'architetto che l’ha realizzato, l'architetto [[Antonio Curri]], sarebbe stato, se completato, un'architettura scenografica eccezionale. Si estende su un’altura di fronte ad una rotonda, all'entrata del paese, sulla destra dell'asse viario per chi proviene da Putignano. Se si vuole comprendere di che cosa si tratta dobbiamo ritornare indietro alla seconda metà del XIX secolo in cui la nuova classe sociale volle riscattare le sue umili origini contadine con delle opere pubbliche più moderne, raffigurabile attraverso simboli di forte impatto visivo ed emotivo. Fautore di tutto questo fu Nicola Agrusti, sindaco della città nel decennio 1879-1889, estimatore dell'architetto Curri, amico personale, al quale, nella seduta del Consiglio comunale del 23 maggio del 1885 gli conferì l’incarico, riconoscendo l'indiscusso spessore culturale e capacità artistiche e professionali che assicuravano certezze per esprimere il nuovo stato sociale e i nuovi valori delle famiglie benestanti dell’epoca senza cadere nel provincialismo. La scelta di Curri era alquanto mirata, infatti era benvoluto da [[Francesco Crispi|Crispi]], stimato da [[Gabriele D'Annunzio|D’Annunzio]], da [[Eduardo Scarpetta]], da Saverio La Sorsa, che lo ritenne il più grande architetto pugliese del sec. XIX, nonché dall'aristocrazia napoletana, quali le famiglie De Pilla e Buchy che lo vollero architetto di fiducia. L’architetto alberobellese presentò un progetto che si rifaceva allo stile neoegizio alquanto di moda in quel periodo. Basta visitarlo che subito balza imponente la facciata con un ampio prospetto, con il prònao ornato da dodici colonne e da due torri a piramide tronca su base pentagonale. La trabeazione è costituita da un architrave e una cimasa decorata con animali e dischi solari. Il colonnato immette in una corte, provvista d'ampie scalinate a nord, est e ad ovest; salendo si raggiunge la prima spianata. Qui il progetto prevedeva la chiesa con cupola, simile a quella del Pantheon, due piramidi e un obelisco, il tutto pavimentato con lastre di pietra e circondato e nobilitato da tombe gentilizie dai volumi contenuti. Gli altri due ingressi sono ubicati l'uno a nord, declassato a seguito di un ampliamento, e il secondo, il più utilizzato, posto sul lato sinistro, dopo una leggera salita. La costruzione del cimitero prevedeva, fino alla realizzazione del cancello posteriore, due spianate realizzate in un arco temporale di 17 anni; altri interventi, fatti negli ultimi anni del periodo fascista, portarono a tre le spianate. La collocazione della prima pietra risale alla festa della Candelora del 1887, mentre l'inaugurazione della parte monumentale alla domenica 23 ottobre del 1904.<ref>{{Cita libro|autore=Francesco Pinto|titolo=L'Opera di Antonio Curri per l'ultima dimora, cronistoria di un monumento|annooriginale=2022|editore=AGA|città=Alberobello|lingua=italiano|ISBN=978-88-9355-263-9}}</ref> == Società == === Evoluzione demografica === {{Demografia/Alberobello}} === Etnie e minoranze straniere === Gli stranieri residenti ad Alberobello al 31 dicembre 2019 erano {{formatnum:447}}, pari al 4,21% della popolazione complessiva. Le comunità più numerose sono:<ref>{{cita web|url=https://demo.istat.it/str2019/index.html|editore=ISTAT|titolo=Residenti stranieri: popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2019}}</ref> * [[Romania]] 145 * [[Albania]] 119 * [[India]] 24 * [[Cina]] 23 * [[Polonia]] 21 == Cultura == === Istruzione === ==== Musei ==== * [[Museo del territorio (Alberobello)|Museo del Territorio]] ''Casa Pezzolla'', è costituito dal più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello che risalgono al XVIII secolo.<ref>{{Cita web|url=http://www.tuttoalberobello.it/it/pagina.asp?a=Turismo&p=Musei|titolo=Musei di alberobello}}</ref> * [[Ecomuseo della Valle d'Itria]], museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, [[Cisternino]], Fasano, [[Locorotondo]], [[Martina Franca]] e [[Monopoli (Italia)|Monopoli]]. === Media === ==== Televisione ==== Ha sede in Alberobello dal 1980 la tv locale privata Teletrullo. === Cinema === [[File:Alberobello innevata4.jpg|thumb|Alberobello d'inverno, ricoperta di neve]] Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico soprattutto per la peculiarità dei [[trulli]]. la scelta della cittadina pugliese fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del [[Neorealismo (cinema)|cinema neorealista]].<ref>[[Apulia film commission]] - Vito Attolini</ref> Già fra il 1930 e il 1931 venne girato ''[[Idillio infranto|Idillio Infranto]] film folcloristico pugliese'' in bianco-nero, ultimo film muto del cinema italiano e quarto film prodotto in Puglia, diretto da Nello Mauri e interpretato dalla diva Ida Mantovani e altri attori dilettanti. Nel 1949-1950 il regista ungherese, [[Géza von Radványi|Géza von Radvànyi]], narrò le vicende di una giovane vedova della [[Jugoslavia]], in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell'[[Europa]]) in ''[[Donne senza nome]]'', con [[Simone Simon]], [[Gino Cervi]] e [[Vivi Gioi]], sempre in [[Bianco e nero|bianco-nero]]. Il regista Luigi Zampa nel 1962 gira alcune scene del film Gli anni ruggenti con Nino Manfredi, Gino Cervi e Michéle Mercier. Il regista Mario Monicelli nel 1964, 1965 gira alcune scene del film ''[[Casanova '70]]'' nel Trullo Sovrano, con [[Marcello Mastroianni]]. Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film ''[[Le bande]]'', con [[Massimo Giordano]] e Federica Gomma. Poi [[Siddharth Anand]], ([[India]]), nel 2008, ha diretto e ambientato ad Alberobello il film ''Belle ragazze attente'', (Titolo originale: ''[[Bachna Ae Haseeno]]''), con Minissha Lamba. [[Ranbir Kapoor]], il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell'India, c'è proprio Alberobello. Il regista [[Franco Salvia]], sempre nell'anno 2008, ha girato in paese ''[[Il sottile fascino del peccato]]'', con [[Nino Castelnuovo]] e [[Milena Miconi]]. Nell'estate del 2010 [[Gennaro Nunziante]] con [[Checco Zalone]] ha girato il film campione d'incassi ''[[Che bella giornata]]''. Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana ''[[Beautiful]]''. === Cucina === Un prodotto tipico di Alberobello è il Pasqualino, una pagnotta farcita con tonno, capperi, salame e formaggio. Stando alle fonti, il Pasqualino prende il nome dal salumiere Pasquale Dell'Erba, che lo ideò nel 1958. Ad Alberobello dal 2018 in estate si tiene ogni anno un festival dedicato al panino.<ref>{{cita web|url=https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/alimentazione-tra-gusto-e-benessere/1800914/pasqualino-il-panino-di-alberobello.html|titolo=Pasqualino, il panino di Alberobello|accesso=18 settembre 2025}}</ref><ref>{{cita web|url=https://www.baritoday.it/social/pasqualino-gourmet-contest-specialita-ispirate-panino-di-alberobello.html|titolo=Una gara di specialità ispirate al panino di Alberobello: protagonisti i piatti della tradizione di Pasqualino Gourmet|accesso=18 settembre 2025}}</ref><ref>{{cita libro|titolo=Puglia|autore=Sara Fiorillo, Francesca Filippi|editore=Lonely Planet Italia|capitolo=Panino Pasqualino}}</ref> == Geografia antropica == Coreggia è l'unica frazione di Alberobello. Divenne parte integrante del territorio alberobellese, con Decreto Regio, dal lunedì 1 luglio 1895, mentre in precedenza dipendeva amministrativamente da Monopoli. Vi si festeggiano i patroni S. Vito martire a giugno, la Madonna del Rosario e a ottobre e Cristo Re a novembre. Dal 5 gennaio 1945 vi fu istituita la parrocchia S. Vito martire. Le altre contrade si denominano: San Leonardo, Cielo Cielo, Paparale, Gravinella, Monte del Sale, Monte Olimpo, Monte della Guardia, Zingarello, Maranna, Madonna del Pozzo, Capo Di Gallo, Cristi, Albero della Croce, Pantanelli, Piscia Calze, Ponte, Neviere Vecchia, Muscio, Vaccari, Pentimi, Villa Curri, Ricotta e Cremore. == Economia == === Artigianato === [[File:Alberobello_2018.jpg|thumb|upright|Un trullo di sera]] Diversi i prodotti e i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le ''pettole'', le ''cartellate'' e gli ''amaretti''. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli nel Rione Monti.<ref name=Aci>{{cita libro | titolo=Atlante cartografico dell'artigianato | editore=A.C.I. | città=Roma | anno=1985 | volume=3 | p=11,12}}</ref> === Turismo === I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno numerosi visitatori da tutto il mondo. == Infrastrutture e trasporti == {{Vedi anche|Strade provinciali della città metropolitana di Bari}} Alberobello è collegata al resto della Regione Puglia tramite una [[Stazione di Alberobello|stazione ferroviaria]] lungo la [[Ferrovia Bari-Taranto (FSE)|ferrovia Bari-Taranto]]. La linea è gestita da [[FS Sud Est]], in precedenza è stata gestita dalle [[Ferrovie del Sud Est]] dal 1933 fino al 2026, essa ha preso il posto della FBL (Ferrovie Bari Locorotondo). La stazione fu inaugurata il 14 dicembre 1903 ed entrò in servizio il 5 settembre 1905; è attigua a quelle di [[Stazione di Noci|Noci]] e [[Stazione di Locorotondo|Locorotondo]]. Inoltre, è collegata attraverso queste strade: * [[Strada statale 172 dei Trulli|statale 172 dei Trulli]] * [[Strada statale 604 di Alberobello|statale 604 di Alberobello]] == Amministrazione == [[File:Alberobello-Gonfalone.png|thumb|200px|Gonfalone comunale]] {{ComuniAmminPrecTitolo}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Domenico Pugliese|Inizio=5 agosto 1987|Fine=31 luglio 1990|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno>{{Cita web|url = https://amministratori.interno.gov.it/amministratori/index.html|titolo = Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali |autore = Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali |sito = amministratori.interno.gov.it |accesso = 4 novembre 2023 |urlmorto = no}}</ref>}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Domenico Pugliese|Inizio=31 luglio 1990|Fine=21 aprile 1992|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Modesto Panaro|Inizio=3 giugno 1992|Fine=19 gennaio 1993|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Pietro Rotolo|Inizio=19 marzo 1993|Fine=19 luglio 1993|Partito=[[Democrazia Cristiana]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Biagio De Girolamo|Inizio=18 settembre 1993|Fine=13 giugno 1994|Carica=[[Commissario straordinario|Comm. straordinario]]|Partito=|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Angelo Panarese|Inizio=24 giugno 1994|Fine=25 maggio 1998|Partito=[[Alleanza dei Progressisti|Progressisti]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Angelo Panarese|Inizio=26 maggio 1998|Fine=5 novembre 2001|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Maria Teresa Pricolo|Inizio=5 novembre 2001|Fine=28 maggio 2002|Carica=[[Commissario straordinario|Comm. straordinario]]|Partito=|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Bruno De Luca|Inizio=28 maggio 2002|Fine=29 maggio 2007|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Bruno De Luca|Inizio=29 maggio 2007|Fine=22 maggio 2012|Partito=[[L'Ulivo]]|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Michele Maria Longo|Inizio=22 maggio 2012|Fine=11 giugno 2017|Partito=[[Lista civica]] Alberobello futura|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Michele Maria Longo|Inizio=11 giugno 2017|Fine=13 giugno 2022|Partito=[[Lista civica]] Alberobello futura|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrec|Nome=Francesco De Carlo|Inizio=13 giugno 2022|Fine=''in carica''|Partito=[[Lista civica]] Con te|Note=<ref name=interno />}} {{ComuniAmminPrecFine}} === Gemellaggi === * {{Gemellaggio|Giappone|Villaggi storici di Shirakawa-go e Gokayama}} * {{Gemellaggio|Italia|Monte Sant'Angelo|2013}} * {{cn|{{Gemellaggio|Italia|Andria|2013}}}} * {{Gemellaggio|Italia|Romentino}}, dal 2004 == Sport == Ha sede nel comune la squadra di calcio ''A.S.D. Arboris Belli 1979'' che milita in [[Promozione (calcio)|Promozione Pugliese]]. L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese. Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S.D. Volley 99 Alberobello che milita nel Campionato Territoriale di Prima Divisione Maschile e l'A.S. Pallavolo Living. Alberobello ha ospitato per due volte il [[Giro d'Italia]]: il 12 maggio 2017 è stato il traguardo d'arrivo della [[Giro d'Italia 2017|settima tappa della centesima edizione]],<ref>{{Cita web|url=https://www.gazzetta.it/Giroditalia//12-05-2017/giro-100-7-tappa-ewan-batte-gaviria-ad-alberobello-200248876814.shtml|titolo=Giro 100, 7ª tappa: Ewan batte Gaviria ad Alberobello|sito=La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita|data=2017|lingua=it|accesso=2024-04-25}}</ref> mentre il 13 maggio 2025 è stata la sede della partenza della quarta tappa della [[Giro d'Italia 2025|''corsa rosa'' numero centootto]].<ref>{{Cita web|lingua=it|url=https://www.giroditalia.it/news/casper-van-uden-vince-la-tappa-4-del-giro-ditalia-2025/|titolo=Casper van Uden vince la Tappa 4 del Giro d'Italia 2025|sito=Giro d'Italia 2026|accesso=2026-01-14}}</ref> == Note == <references/> == Voci correlate == * [[Trullo]] * [[Valle d'Itria]] * [[Murgia]] * [[Onice]] == Altri progetti == {{interprogetto|voy}} == Collegamenti esterni == * {{Collegamenti esterni}} {{Provinge de Bari}} {{Patrimoni Unesco|Italia}} {{Controllo di autorità}} {{Portale|Patrimoni dell'umanità|Puglia}} [[Categoria:Alberobello| ]] [[Category:Comune d'a Pugghie]] [[Categoria:Comune d'a cetate metropolitane de Bare]] 1wmhvfome6g5evxqiqvp45ipzob7jhv