Wikisource vecwikisource https://vec.wikisource.org/wiki/Pagina_prinsipale MediaWiki 1.47.0-wmf.22 first-letter Mèdia Speçałe Discusion Utensa Discusion Utensa Wikisource Discusion Wikisource File Discusion File MediaWiki Discusion MediaWiki Modeło Discusion Modeło Juto Discusion Juto Categoria Discusion Categoria Autor Discussion autor Pagina Discussion pagina Indice Discussion indice TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Pagina:Raccolta di proverbi veneti.djvu/247 102 20888 86776 2026-10-04T14:26:58Z RikoSnaidar 4797 /* Pagine da trascrivar */ Pàjina creada co «METEOROLOGIA 233 Co le nuvole fa scafete, piova le te impromete. Ed anche: Neole {nuvole) a scaleta, piova te imprometa. Del Trevisano, e corrispondono a questo: Quando 'l ciel xe a falde de lana, l'aqua xe poco lontana. Scafela a Venezia è una nicchia da riporvi qualcosa, ed è consimile il significato di scafete (che vale anche: smorfie, boccacce) nel proverbio. — A Pellestrina: Quando 'l cielo fa grespin, o bora o borin. In Friuli: Nùl a s-cial... 86776 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="RikoSnaidar" /></noinclude>METEOROLOGIA 233 Co le nuvole fa scafete, piova le te impromete. Ed anche: Neole {nuvole) a scaleta, piova te imprometa. Del Trevisano, e corrispondono a questo: Quando 'l ciel xe a falde de lana, l'aqua xe poco lontana. Scafela a Venezia è una nicchia da riporvi qualcosa, ed è consimile il significato di scafete (che vale anche: smorfie, boccacce) nel proverbio. — A Pellestrina: Quando 'l cielo fa grespin, o bora o borin. In Friuli: Nùl a s-cialins, ploe a slavinz; Mùl a balcons, ploe a bleons. Cielo pecorelo, o piova o venteselo. Quando vi sono quei nuvoletti bianchi che danno figura d'un branco di pecore. S-ciaranzane de siroco, no rinfresca e dura poco. Prov. estivo. S-ciaranzane, quei vani fra'nuvoli nei giorni sciroccali. De istà varda 'l fonte, de inverno 'l monte. D'estate giudica del tempo guardando il mare, la gran fontana del mondo; d'inverno la montagna, che, se è netta, senza nubi, ti assicura il bel tempo. Quando 'l tempo xe in stela, ogni nuvolo porta seren. Da Santa Caterina, varda la marina. Nuvole de montagna (nord), no bagna la campagna. Questi e i seguenti proverbi sono delle Provincie di Venezia, Padova, Rovigo e Vicenza. Nuvole da ponente, no se leva per gnente. E: Co lampa {lampeggia) in ponente, no lampa per gnente. Co lampa in tramontana, xe segno de caldana. Co lampa in levante, alegri tartanante. Tartanante, marinaio di tartana, barca peschereccia. El mantovan (Sud-Ovest) bagna 'l gaban. L'aqua mantoana, la bagna ogni campagna. L'acqua, il temporale che oscuri l'aria con la pioggia dalla parte di Mantova. Questo è pur veronese. Quando 'l tempo vien de sora {dal Nord), to' la zapa e va a laora; quando 'l tempo vien de soto {da Sud), to' la secia e meti soto. Metti la secchia sotto la grondaia perchè piove. — Con altre parole: Co 'l vien dal mar a la tera, ciapa la porta e sera; Co 'l vien da la tera al mar, lassilo pur andar. — Ovvero: Quando 'l tempo xe a le basse {Sud-Est), tol su le strazze: Quando l'è a la montagna, tol su la zapa e va in campagna. Quando il temporale ò a Sud-Est, togli il tuo gabbano, ovvero I panni messi ad asciugare.<noinclude> <references/></noinclude> gvp3c3dcni40dk6ka3kcdzlekkk8tg0 Pagina:Raccolta di proverbi veneti.djvu/77 102 20889 86777 2026-10-04T17:40:29Z RikoSnaidar 4797 /* Pagine da trascrivar */ Pàjina creada co «67 Bellezza, e suoceontrario, fattezze del eorpo Bei in fasse, bruti in strazze. In strazze, negli stracci, vestiti; ma si dice pure: Bei in strazza, bruti in piazza. — e Bruti in strazza, bei in piazza. In Toscana: Canini, gattini e figli di contadini, son belli finché sono piccini. Chi nasse bela, g'ha la dote con ela. Ai avocati no manca mai liti, A bele done no manca mariti. Megio bela per scherzo, che bruta da seno. Delle ragazze vene... 86777 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="RikoSnaidar" /></noinclude>67 Bellezza, e suoceontrario, fattezze del eorpo Bei in fasse, bruti in strazze. In strazze, negli stracci, vestiti; ma si dice pure: Bei in strazza, bruti in piazza. — e Bruti in strazza, bei in piazza. In Toscana: Canini, gattini e figli di contadini, son belli finché sono piccini. Chi nasse bela, g'ha la dote con ela. Ai avocati no manca mai liti, A bele done no manca mariti. Megio bela per scherzo, che bruta da seno. Delle ragazze veneziane, quando uno dice loro che sono belle. Galina nanarela, par sempre polastrela. Dona picola, g'ha un bel passo. La dona picoleta, par sempre zoveneta. Dona picolina, l'è sempre galantina. Se ti vol veder se una dona xe bela, Vardila a la matina co la leva. Fra i canti pop. vicentini e'è questo: Sete belezze deve aver la dona Prima che bela si facia chiamare: Alta da tera senza la pianela, Presta e legiadra nel suo caminare. Bianca de late senza lavadura. Rossa de rosa senza farsi bela, Coi oci mori e con le bionde drezze: Questa è la dona de sete belezze. « A dona bianca, belezza no ghe manca. A Belluno si soggiunge: a dona mora ghe ne manca ancora. Dona granda, se no la xe bela, poco ghe manca. Dona granda, meza bela. — Om grant, mez bel. Cioè, l'esser d'alta statura è già buona parte di bellezza. Granda e grossa me fazza Dio, Che bianca e rossa me farò io. Xe megio na mora co tuti i so ati, Che una bianca con çento ducati. Ati, atti, scherzi, mattezzi.<noinclude> <references/></noinclude> 60bqarsol286bjscjjq7qpo8dtc5o7e 86778 86777 2026-10-04T17:43:37Z RikoSnaidar 4797 86778 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="RikoSnaidar" /></noinclude>67 Bellezza, e suo contrario, fattezze del corpo Bei in fasse, bruti in strazze. In strazze, negli stracci, vestiti; ma si dice pure: Bei in strazza, bruti in piazza. — e Bruti in strazza, bei in piazza. In Toscana: Canini, gattini e figli di contadini, son belli finché sono piccini. Chi nasse bela, g'ha la dote con ela. Ai avocati no manca mai liti, A bele done no manca mariti. Megio bela per scherzo, che bruta da seno. Delle ragazze veneziane, quando uno dice loro che sono belle. Galina nanarela, par sempre polastrela. Dona picola, g'ha un bel passo. La dona picoleta, par sempre zoveneta. Dona picolina, l'è sempre galantina. Se ti vol veder se una dona xe bela, Vardila a la matina co la leva. Fra i canti pop. vicentini e'è questo: Sete belezze deve aver la dona Prima che bela si facia chiamare: Alta da tera senza la pianela, Presta e legiadra nel suo caminare. Bianca de late senza lavadura. Rossa de rosa senza farsi bela, Coi oci mori e con le bionde drezze: Questa è la dona de sete belezze. « A dona bianca, belezza no ghe manca. A Belluno si soggiunge: a dona mora ghe ne manca ancora. Dona granda, se no la xe bela, poco ghe manca. Dona granda, meza bela. — Om grant, mez bel. Cioè, l'esser d'alta statura è già buona parte di bellezza. Granda e grossa me fazza Dio, Che bianca e rossa me farò io. Xe megio na mora co tuti i so ati, Che una bianca con çento ducati. Ati, atti, scherzi, mattezzi.<noinclude> <references/></noinclude> c8tavw6amu2zv0tbgpvu5s7owzuloh5 Pagina:Raccolta di proverbi veneti.djvu/16 102 20890 86779 2026-10-04T19:27:33Z RikoSnaidar 4797 /* Pagine da trascrivar */ Pàjina creada co «8 PREFAZIONE termine siamo giunti, quali sieno le nostre forze, quali le conquiste, quali gli errori, quale il vero punto di partenza. È l'Umanità che animata ogni dì più dalla coscienza dei propri destini, sente forte il bisogno di adunare le sparse sue forze. Una collezione di proverbi di tutti i popoli o almeno dei più inciviliti, esser doveva nei desiderii dell'età nostra. Perciocché sarebbe questa come uno specchio fedele dell'umana coscienz... 86779 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="RikoSnaidar" /></noinclude>8 PREFAZIONE termine siamo giunti, quali sieno le nostre forze, quali le conquiste, quali gli errori, quale il vero punto di partenza. È l'Umanità che animata ogni dì più dalla coscienza dei propri destini, sente forte il bisogno di adunare le sparse sue forze. Una collezione di proverbi di tutti i popoli o almeno dei più inciviliti, esser doveva nei desiderii dell'età nostra. Perciocché sarebbe questa come uno specchio fedele dell'umana coscienza. Ma se la mano che imprende ad erìgere l'edificio dovesse anche affaticarsi in cerca dei materiali, non potremmo sperare di vederci regalati giammai di tale prezioso monumento. A ciò ed'uopo che ogni popolo faccia la collezione dei proverbi suoi propri. E già dell'Inglese, del Francese, dello Spagnuolo, del Greco, del Tedesco, e più forse d'ogni altro, dello Slavo abbiamo raccolte abbondanti, ed alcune condotte con molto amore e con pari intelligenza. ^) Dall'Italia nostra, destinata a tante e si diverse prove, madre della moderna civiltà, doveva pure attendersi copioso e pregevole, più che d'altronde, siffatto tesoro dell'umana esperienza. Se non che i varii volghi componenti la nazione, sì differenti per molti rispetti fra loro, suggerivano un lavoro a parte per ciascheduno. Prima a rispondere degnamente all'invito fu, come è noto, la Toscana per opera del Giusti, del Capponi e del Gotti; tuttoché si abbia cagione di credere che questi benemeriti abbiano lasciato non poco da spigolare da chi venga lor dietro. ^) 1) Il Dottor G. Pitrè premise alla sua Raccolta di Prov. Siciliani una completa bibliografia delle molte raccolte che in Italia ed Europa si fecero in questi ultimi anni. Molti dei migliori proverbi di vari popoli d'Europa si trovano nelle note ai Proverbi Latini del Senatore Atto Vannucci, stampati ora a Milano. 2) La II.a edizione del 1871 contiene 7504 sentenze e proverbi; de' quali è difficile dire quanti sieno i veri genuini toscani. Forse non arrivano ai 3000; che sono appunto quelli che erano stati raccolti da G. Giusti. I compilatori di essa potevano lasciar stare i libri italiani e stranieri e le raccolte d'altre parti d'Italia (dalle quali confessano d'avere « rubacchiati », traducendoli, molti proverbi) ed invece doveano raccoglierli dalla viva voce<noinclude> <references/></noinclude> 54yi8dx4zk3l7xypz9wwaltx4z9h508